Stiamo Aprendo delle Crepe sulla Revisione dello Strumento Militare del Ministro Ammiraglio

STAMATTINA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI ( sintesi di alcuni interventi )
  AUGUSTO DI STANISLAO. IdV …le riflessioni che ho potuto fare e maturare insieme al comparto, insieme a tante gente dentro e fuori il comparto, dentro e fuori quest'Aula, dentro e fuori le audizioni, viene fuori un pensiero cattivo (e a volte a pensar male si fa peccato, ma ci si azzecca) – all'intero di questo provvedimento le prerogative del Parlamento non vorrei che venissero esautorate perché noi dobbiamo rispondere a qualcos'altro che è fuori dal Parlamento. Se così fosse, sarebbe assolutamente grave, perché significa che gli obiettivi da raggiungere sono altri e sono tutti in barba al personale e al Parlamento. Quelle messe in campo dai Cocer, e anche dalle Associazioni che abbiamo ascoltato, sono richieste sacrosante che non sono state ascoltate, sentite, ma anzi sono state in qualche modo anche messe da parte, perché non rientranti in questo schema di lavoro che è un lavoro – insisto nel dire – contro le esigenze dell'intero comparto e ancora perché, su alcuni temi che richiamano le finalità dell'articolo 1, avete anche fallito.
Infatti, gli elementi di criticità rimangono tali e quali tutti quanti interi. Come è pensabile che la riforma, che deve agire su quattro punti (la riorganizzazione del Ministero della difesa, la riduzione del personale militare e civile, la rimodulazione dei programmi di ammodernamento e rinnovamento degli armamenti e l'introduzione di misure di flessibilità nel bilancio) possa conseguire questi obiettivi, se sganciati da altri elementi che sono fondamentali per mettere in campo una legge così importante e così gravosa per l'intero comparto che può avere risultati importanti o può definire – come dire? – la morte, altrimenti, dell'intero comparto?
 FRANCESCO BOSI. UdC  Ormai questa legislatura volge al termine e volge al termine anche il mandato del Governo e mi chiedo se forse non sia il caso di dare il compito a chi verrà dopo di noi, tanto in Parlamento quanto nel Governo, di dirimere alcune di queste questioni, sospendendo alcuni provvedimenti. ANTONELLO GIACOMELLI  PD  …la crisi ha accelerato il provvedimento e la sua urgenza e ha lasciato aperte, evidentemente, alcune questioni che andranno inevitabilmente riprese. La prima  per la verità, è più un invito che devo esplicitare e altri colleghi lo hanno fatto – riguarda l'opportunità che venga qui ribadito l'impegno politico che i decreti attuativi siano affidati al confronto con le Commissioni nella prossima legislatura. La seconda, che andrà anche questa ripresa con la nuova legislatura, è l'esigenza di una riflessione complessiva sul modello di difesa. ANDREA SARUBBI.  PD    ….mi riesce molto difficile spiegare ai miei  elettori, e anche a me stesso, come mai questo Parlamento riesca a marciare così veloce quando si tratta di spese militari e poi si impantani sulle riforme più attese. Inoltre, ed è questa la mia critica principale, io davvero pensavo che avremmo discusso il modello di difesa tutti insieme. Tutti insieme: lei, signor Ministro ammiraglio, ed io, obiettore di coscienza a mani nude, provvisoriamente deputato della Repubblica. Non avevo capito, perché non c'era scritto da nessuna parte, che il Parlamento avrebbe firmato una carta quasi in bianco – e se non è proprio in bianco il merito è del Partito Democratico – al Ministro della difesa, quando ormai la legislatura sta per finire, e che gli avremmo detto di pensarci lui. No, non era questo che noi intendevamo quando parlavamo di revisione dello strumento militare. signor Presidente e signor Ministro,  sto pensando seriamente di non votare questo provvedimento.
                                               ROMA   –  6  Dicembre  2012  ORE  10.30   Piazza  Montecitorio.  

        SIT – IN  autorizzato di  ASSODIPRO  – No a leggi pesanti e penalizzanti per i Militari – No ai tagli sul personale – Si ai diritti Associativi

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