Roma, 12 feb – Era da molto tempo che non ci occupavamo del Cocer Carabinieri, ma sembra che alcuni componenti dell'organismo di rappresentanza dell'Arma, una volta incassata la proroga del mandato, stiano facendo di tutto per farsi notare.
E ci sono riusciti benissimo mettendosi al centro di una situazione kafkiana. Ma procediamo con ordine perchè dobbiamo dare modo ai più distratti di capire di cosa stiamo parlando, a cominciare dal titolo dell'articolo. Mettetevi comodi e che il racconto abbia inizio. C'era una volta un gruppo di Carabinieri, che fondarono un'associazione allo scopo di “unire attraverso l'impegno e senza distinzione di grado, uomini leali onesti e competenti uniti dalla voglia di rendere grande l'Arma e di adeguarla ai tempi moderni.” Chiamarono quest'associazione Pastrengo, in ricordo del glorioso fatto d'arme avvenuto il 30 aprile 1848. A causa della fortunatissima coincedenza costituita dal pendente giudizio di incostituzionalità del divieto di formare sindacati di categoria all'interno delle Forze armate, il ministero si affrettò a concedere a questi carabinieri l'autorizzazione (la prima in assoluto) a costituire il sodalizio tra militari in servizio attivo.
Ma a ben vedere già dal loro anelito di “adeguare ai tempi moderni” la Benemerita si poteva scorgere in filigrana il germe della rivolta, dell'inganno! Questi felloni infatti cominciarono quasi subito discutere tra loro della condizione militare dei colleghi, della mancanza pressochè totale di forme di tutela, di diritti (scusate la volgarità); in men che non si dica le fila degli associati aumentarono a dismisura ed i carabinieri di tutta Italia versavano volentieri la quota associativa prelevata direttamente dallo stipendio. Ma le attività sovversive dei caramba rivoluzionari non sfuggivano certo al controllo del Comando Generale che aspettò il momento propizio per assestare loro il colpo di grazia.
L'occasione venne colta nel 2005 quando a Brescia, nelle segrete stanze del mefistofelico sodalizio furono introdotti un gruppo di sediziosi ancora più estremisti dei membri della Pastrengo: i poliziotti! Quando poi si venne a sapere che l'argomento di discussione degli agitatori era stato la creazione di uno – absit iniuria verbis -“strumento democratico di rappresentanza militare realmente efficace” e che i poliziotti erano anche sindacalisti, la giusta mannaia dell'indignazione conservatrice fece scattare il piano: accusati di “fumus sindacale” dal Comandante Generale, il ministro della Difesa (il nunziatello Parisi) vergò la revoca all'autorizzazione.
Adesso la Pastrengo vive da ibernata la sua giusta punizione in attesa – come il mugnaio di Saint-Souci – che un giudice a Berlino decida di scongelarla. Ma niente sembra fermare l'ormai arcinoto fondatore della Pastrengo, il maresciallo Bonaccorso che non pago del castigo da espiare, continua ad organizzare convegni invitando gentaglia proveniente dai barbari paesi del nord Europa dove viene praticata la selvaggia usanza di concedere i diritti civili e politici financo ai militari.
Ma lasciamo Bonaccorso e la Pastrengo al suo meritato destino e torniamo ai giorni nostri.
Chi ha colmato il puzzolente vuoto lasciato dalla Pastrengo? Del triste uffizio si è incaricata la neonata associazione Pogdora mettendo in campo nomi di spessore, gente sveglia, sana, leale e soprattutto obbediente: insomma, li mejo fichi der bigoncio.
Tra i padri costituenti della Pogdora leggiamo nomi di Giuseppe La Fortunacalibro come il presidente Giuseppe La Fortuna, consigliere capitolino della giunta Alemanno nonchè membro del plauditissimo Cocer Carabinieri. Con un bagaglio professionale di tutto rispetto – pare che ultimamente, prima di dedicarsi con impavido ardore alla difesa della condizione di lavoro dei suoi colleghi, si occupasse di mense e spacci militari – è toccato a lui ridare lustro al buon nome dell'Arma capitanando la nuova associazione.
Le solite malelingue sediziose continuano a domandargli se la sua doppia veste di consigliere del Popolo delle Libertà e di postulante concertatore di contratti con la medesima maggioranza di governo non costituisca per lui uno smaccato conflitto di interessi, ma lui con la fierezza di chi non vede conflitti ma solo interessi continua per la sua strada.
Ma purtroppo, come si sa, i sovversivi sono come i funghi: spuntano da tutte le parti. Ed ecco che improvvisamente giorno 9 febbraio al Comando Generale dell'Arma si materializza un Appuntato scelto che incomincia a tessere le lodi della nuova opera pia denominata, appunto, Pogdora.
Pur con infinita pena verso i nostri lettori dobbiamo, obtorto collo, pubblicare per intero il passaggio della relazione dell'Appuntato, che di cognome fa Fornicola, con la doverosa raccomandazione di assumere prima un potente antiemetico:
Circa un mese prima del termine del 125° corso allievi carabinieri (iniziato il giorno 24/11/2008 e terminato il 18/11/2009) a Roma, presso l’aula magna della Caserma “Orlando De Tomaso”, i due delegati Faggiano e Tarallo avrebbero riunito, verosimilmente d’intesa con i vertici della Scuola Allievi, circa 300 allievi componenti le due compagnie per parlare dell’Istituto della Rappresentanza Militare.
I delegati CoCeR si sarebbero occupati anche di situazioni di particolare disagio personale o famigliare degli allievi ipotizzando un interessamento per ottenere, magari, una maggiore attenzione già in occasione dell’assegnazione alla Sede di servizio.
Pare che durante l’incontro organizzato per illustrare i temi di cui si occupa la Rappresentanza Militare sia stata pubblicizzata, fra altre, l’anzidetta Associazione Podgora descrivendone, tra gli obiettivi, anche quello di poter intervenire meglio in favore degli iscritti.
Home Carabinieri CARABINIERI Associazionismo, Carabinieri: nasce l'anti-Pastrengo. Ma si mette subito nei guai Associazionismo, Carabinieri: nasce l'anti-Pastrengo. Ma si mette subito nei guai Venerdì 12 Febbraio 2010 11:57 .Si chiama “Pogdora” la creatura autorizzata da La Russa. Roma, 12 feb – Era da molto tempo che non ci occupavamo del Cocer Carabinieri, ma sembra che alcuni componenti dell'organismo di rappresentanza dell'Arma, una volta incassata la proroga del mandato, stiano facendo di tutto per farsi notare.
E ci sono riusciti benissimo mettendosi al centro di una situazione kafkiana. Ma procediamo con ordine perchè dobbiamo dare modo ai più distratti di capire di cosa stiamo parlando, a cominciare dal titolo dell'articolo. Mettetevi comodi e che il racconto abbia inizio.
C'era una volta un gruppo di Carabinieri, che fondarono un'associazione allo scopo di “unire attraverso l'impegno e senza distinzione di grado, uomini leali onesti e competenti uniti dalla voglia di rendere grande l'Arma e di adeguarla ai tempi moderni.” Chiamarono quest'associazione Pastrengo, in ricordo del glorioso fatto d'arme avvenuto il 30 aprile 1848. A causa della fortunatissima coincedenza costituita dal pendente giudizio di incostituzionalità del divieto di formare sindacati di categoria all'interno delle Forze armate, il ministero si affrettò a concedere a questi carabinieri l'autorizzazione (la prima in assoluto) a costituire il sodalizio tra militari in servizio attivo. Ma a ben vedere già dal loro anelito di “adeguare ai tempi moderni” la Benemerita si poteva scorgere in filigrana il germe della rivolta, dell'inganno! Questi felloni infatti cominciarono quasi subito discutere tra loro della condizione militare dei colleghi, della mancanza pressochè totale di forme di tutela, di diritti (scusate la volgarità); in men che non si dica le fila degli associati aumentarono a dismisura ed i carabinieri di tutta Italia versavano volentieri la quota associativa prelevata direttamente dallo stipendio.
Ma le attività sovversive dei caramba rivoluzionari non sfuggivano certo al controllo del Comando Generale che aspettò il momento propizio per assestare loro il colpo di grazia. L'occasione venne colta nel 2005 quando a Brescia, nelle segrete stanze del mefistofelico sodalizio furono introdotti un gruppo di sediziosi ancora più estremisti dei membri della Pastrengo: i poliziotti! Quando poi si venne a sapere che l'argomento di discussione degli agitatori era stato la creazione di uno – absit iniuria verbis -“strumento democratico di rappresentanza militare realmente efficace” e che i poliziotti erano anche sindacalisti, la giusta mannaia dell'indignazione conservatrice fece scattare il piano:
accusati di “fumus sindacale” dal Comandante Generale, il ministro della Difesa (il nunziatello Parisi) vergò la revoca all'autorizzazione. Adesso la Pastrengo vive da ibernata la sua giusta punizione in attesa – come il mugnaio di Saint-Souci – che un giudice a Berlino decida di scongelarla.
Ma niente sembra fermare l'ormai arcinoto fondatore della Pastrengo, il maresciallo Bonaccorso che non pago del castigo da espiare, continua ad organizzare convegni invitando gentaglia proveniente dai barbari paesi del nord Europa dove viene praticata la selvaggia usanza di concedere i diritti civili e politici financo ai militari. Ma lasciamo Bonaccorso e la Pastrengo al suo meritato destino e torniamo ai giorni nostri.
Chi ha colmato il puzzolente vuoto lasciato dalla Pastrengo?
Del triste uffizio si è incaricata la neonata associazione Pogdora mettendo in campo nomi di spessore, gente sveglia, sana, leale e soprattutto obbediente: insomma, li mejo fichi der bigoncio.
Tra i padri costituenti della Pogdora leggiamo nomi di Giuseppe La Fortunacalibro come il presidente Giuseppe La Fortuna, consigliere capitolino della giunta Alemanno nonchè membro del plauditissimo Cocer Carabinieri. Con un bagaglio professionale di tutto rispetto – pare che ultimamente, prima di dedicarsi con impavido ardore alla difesa della condizione di lavoro dei suoi colleghi, si occupasse di mense e spacci militari – è toccato a lui ridare lustro al buon nome dell'Arma capitanando la nuova associazione.
Le solite malelingue sediziose continuano a domandargli se la sua doppia veste di consigliere del Popolo delle Libertà e di postulante concertatore di contratti con la medesima maggioranza di governo non costituisca per lui uno smaccato conflitto di interessi, ma lui con la fierezza di chi non vede conflitti ma solo interessi continua per la sua strada. Ma purtroppo, come si sa, i sovversivi sono come i funghi: spuntano da tutte le parti.
Ed ecco che improvvisamente giorno 9 febbraio al Comando Generale dell'Arma si materializza un Appuntato scelto che incomincia a tessere le lodi della nuova opera pia denominata, appunto, Pogdora.
Pur con infinita pena verso i nostri lettori dobbiamo, obtorto collo, pubblicare per intero il passaggio della relazione dell'Appuntato, che di cognome fa Fornicola, con la doverosa raccomandazione di assumere prima un potente antiemetico:
Michele FornicolaCirca un mese prima del termine del 125° corso allievi carabinieri (iniziato il giorno 24/11/2008 e terminato il 18/11/2009) a Roma, presso l’aula magna della Caserma “Orlando De Tomaso”, i due delegati Faggiano e Tarallo avrebbero riunito, verosimilmente d’intesa con i vertici della Scuola Allievi, circa 300 allievi componenti le due compagnie per parlare dell’Istituto della Rappresentanza Militare.
I delegati CoCeR si sarebbero occupati anche di situazioni di particolare disagio personale o famigliare degli allievi ipotizzando un interessamento per ottenere, magari, una maggiore attenzione già in occasione dell’assegnazione alla Sede di servizio. Pare che durante l’incontro organizzato per illustrare i temi di cui si occupa la Rappresentanza Militare sia stata pubblicizzata, fra altre, l’anzidetta Associazione Podgora descrivendone, tra gli obiettivi, anche quello di poter intervenire meglio in favore degli iscritti.
Ad eventuale conferma del tipo di approccio che sarebbe stato sostenuto dagli anzidetti delegati CoCeR con gli allievi carabinieri, vi sarebbero alcuni SMS inoltrati nei giorni successivi da un cellulare n. 331361*** con scritto “informazione dell’associazione Carabinieri in servizio Podgora, sei stato destinato in __________”
Sarebbero almeno un centinaio gli allievi che si sono iscritti all’Associazione CC in servizio Podgora compilando uno specchio che sarebbe stato consegnato e restituito firmato quello stesso giorno.
Nella descrizione dei fatti narrati, sarebbe possibile trovare delle analogie nel disegno dei promotori dell'Associazione «Podgora» ovvero di assumere una posizione alternativa rispetto agli organismi della rappresentanza militare.
Al riguardo, qualora riscontrate le informazioni raccolte, va sottolineato come risulterebbe palese il progetto coltivato dai promotori dell'Associazione di rendere la stessa un soggetto alternativo agli attuali organismi della rappresentanza militare, ai quali la stessa legge n. 382 del 1978 conferisce il mandato rappresentativo del personale militare, peraltro circoscrivendolo a specifiche e ben delimitate materie di competenza.
In tale quadro, la volontà da parte dell'Associazione «Podgora» di passare dalla forma statutaria (autorizzata dal Ministero della difesa, in quanto priva del carattere della sindacalità) verso una che parrebbe di carattere diverso, addirittura concorrenziale rispetto al sistema della rappresentanza militare, avrebbe come dichiarato scopo quello di acquisire quella concreta valenza sindacale che il più volte richiamato articolo 8 della «legge sui princìpi» vieta in assoluto come ricordato, anche se in maniera a volte contradittoria, da alcuni delegati delegati del CoCeR CC.
Mi sembrerebbe comunque doveroso, da parte del CoCeR CC e da parte del Comandante affiancato ovvero il Comandante Generele Leonardo Gallitelli che si facesse chiarezza sulle dinamiche che hanno permesso l’assenso all’Associazione Carabinieri in servizio “Podgora” in particolare all’attuale sussistenza dei requisiti indicati nello statuto e se la natura delle attività svolte, con particolare riferimento alla riunione avvenuta nella Scuola Allievi Carabinieri a Roma, sia stata eventualmente portata a conoscenza dell’Autorità Istituzionale competente ovvero il Ministro della Difesa Ignazio Larussa.
Scusandoci con i lettori per il supplizio inflitto, dobbiamo a questo punto spiegare chi è l'Appuntato scelto Michele Fornicola. Come svela lui stesso in un altra parte della relazione, quando parla dello scioglimento con conseguente ibernazione della quasi defunta Pastrengo, “le ragioni sottese a detta revoca sarebbero individuabili anche nella possibile deriva sindacale del sodalizio, con particolare riferimento ad una riunione tenutasi a Brescia dal sottoscritto nella mia qualità di segretario provinciale”.
Ecco svelato l'arcano! Il fornicolo Appuntato altri non è che che un ex membro di quella banda di agitatori che si era messa in testa di “rendere grande l'Arma e di adeguarla ai tempi moderni”.
L'intervento dell'Appuntato Fornicola ha sollevato, evidentemente, un vespaio.
I turiferari coceristi dell'Arma, chiamati in causa dalle rivelazioni inedite di Fornicola, hanno sentito a questo punto il fiato sul collo di tanti colleghi che hanno cominciato a porsi le solite, provocatorie, domande:
Perchè La Russa ha autorizzato la nascita della Pogdora? Forse perchè al suo interno c'è un membro della sua compagine politica?
Come ha fatto l'associazione Pogdora ad avere accesso alle informazioni confidenziali sulle future destinazioni dei giovani carabinieri del 125° corso?
Chi fornisce loro supporto all'interno del Comando Generale?
A chi appartiene l'utenza telefonica dalla quale sono partiti gli sms “rivelatori”?
Perchè, in sostanza, si usa tutto il peso istituzionale dell'Arma per schiacciare un'associazione (la Pastrengo) e beatificarne un'altra (la Pogdora)?
Concedendo l'autorizzazione ad operare alla Pogdora, il ministro La Russa si è dimostrato sensibile od insensibile al diffuso malessere che serpeggia nell'Arma?
Come vedete, cari lettori, al peggio non c'è mai fine, e non ci stupiremmo affatto se attorno alla statua di Pasquino nei prossimi giorni si sviluppasse un insolito traffico di “fogli” sovversivi.
Fonte: GRNET.IT
Giuseppe Seviroli
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