CHI HA PRESO L'AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO ? UN CARABINIERE ? UN UOMO DEI SERVIZI ? CHI ? Antonio Di pietro : “ basta omertà, chi sa parli “

A cura di s.rullo@tin.it 
Antonio Di Pietro : “ Vogliamo sapere tutta la verità sulla trattativa fra Stato e mafia. Noi di IdV lo abbiamo gridato nelle piazze, lo abbiamo chiesto più volte in Parlamento e non ci stancheremo mai di ripeterlo e denunciarlo:  un Paese non può definirsi civile e democratico se non fa piena luce su una delle pagine più controverse e buie della sua storia e se non consegna alla giustizia coloro che hanno barbaramente ucciso chi lo ha servito con onestà e sacrifico anche a costo della propria vita. A distanza di 20 anni dalla stagione torbida della trattativa fra Stato e mafia continuano ad emergere frammenti di verità, come l’inedito filmato dei vigili del Fuoco, nel giorno della strage di via D’Amelio, in cui si vede un losco individuo armeggiare vicino all’agenda rossa del valoroso magistrato Paolo Borsellino. Chi era quell’uomo e per conto di chi lavorava? Non è più tempo di omissioni, depistaggi, strani suicidi e colpevoli silenzi. La procura di Palermo, nel processo sulla trattativa che inizierà a maggio,  ha chiamato a testimoniare personaggi eccellenti, fra cui il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.  Quella frase sugli ‘accordi indicibili’ contenuta nella lettera inviatagli dal suo consigliere giuridico, Loris D’Ambrosio, lo scorso 18 giugno, è inquietante. Tutti gli italiani hanno il diritto di sapere di quali accordi si parla e perché D’Ambrosio si dice preoccupato su episodi compresi fra il 1989 e il 1993. Al processo sfileranno tanti uomini delle istituzioni ai quali ci rivolgiamo: “Chi sa parli, non sia reticente, altrimenti si renderà complice degli assassini di tutti quei fedeli servitori dello Stato lasciati sull’asfalto e strappati all’affetto delle loro famiglie. Lo stesso Paolo Borsellino, poco prima di morire, disse: “Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri”. E’ il più grande atto d’accusa del magistrato siciliano che ancora scuote molte coscienze e che dimostra quanto fosse arrivato vicino a dipanare la matassa di quegli ‘indicibili accordi’ di cui parlava il consigliere giuridico di Napolitano. Basta omertà, chi sa parli!”

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