Codice Ordinamento Militare

39 aggiustamenti e 166 correttivi e l’inserimento della nuova norma che disciplina il divieto di associazione militare. E’ quanto prevede lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 16 giugno che apporta modifiche al recente Codice dell’ordinamento militare e recepisce le norme sopravvenute dopo la sua emanazione.

Il codice, deliberato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il 12 marzo 2010, è entrato in vigore il 9 ottobre 2010. A distanza di vari mesi dalla sua emanazione si è ritenuto apportare al provvedimento da una parte le necessarie modifiche per integrare, riassettare e correggere imperfezioni testuali sia di tipo dattilografico che di riproduzione del testo, e dall’altra perfezionare le fonti previgenti e recepire le disposizioni primarie introdotte nell’ordinamento successivamente all’approvazione definitiva del codice.
Perfezionamenti tesi ad una maggior chiarezza delle disposizioni, quindi, senza con ciò innovare le materie che ne sono oggetto.
Il decreto conclude l’opera di semplificazione normativa predisposta dal Governo al fine di assicurare ottimizzazione ed efficienza delle Forze armate e del Ministero, snellezza delle procedure ed espletamento tempestivo dei compiti istituzionali.
Tra le norme inserite viene introdotta la disciplina del divieto di associazione di carattere militare.
E’ punito chiunque promuova, costituisca, organizzi o diriga associazioni di carattere militare, le quali perseguono, anche indirettamente, scopi politici.
Per associazioni di carattere militare si intendono quelle costituite mediante l’inquadramento degli associati in corpi, reparti o nuclei, con disciplina ed ordinamento gerarchico interno analoghi a quelli militari, con l’eventuale adozione di gradi o di uniformi, e con organizzazione atta anche all’impiego collettivo in azioni di violenza o minaccia. E’ vietato l’uso di uniformi o divise. Sono eccettuate le associazioni od organizzazioni costituite a fine sportivo e gli istituti di carattere culturale e d educativo.
Il provvedimento è stato sottoposto al parere del Consiglio di Stato e della Commissione bicamerale per la semplificazione.

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