Col nuovo paniere l'Istat riscopre l'inflazione

L'inflazione “ufficiale” è ai minimi storici ma quella “percepita” dalla maggior parte dei consumatori non sembra affatto rallentare.
Una differenza che dipende dagli stili di consumo ma anche da un “paniere” inadeguato. Che anche l'Istat ora vuole cambiare Solo pochi giorni fa le cronache annunciavano trionfalmente che il 2009 sarà ricordato come l'ann o con l'inflazione più bassa degli ultimi cinquant'anni.
“Artefice” di questo record è l'Istat, che ha stimato che nell'anno appena concluso i prezzi al consumo sono aumentati solo dello 0,8%. Per trovare un'inflazione più bassa (dello 0,4%) bisogna risalire al 1959. Stando al “paniere” – cioè all'insieme dei circa 500 beni di consumo presi in considerazione dall'Istat per il calcolo delle variazioni dei prezzi – ad aumentare di più sono stati i prezzi di bevande alcoliche e tabacchi (+1,8%), spettacoli e cultura (+0,7%) e trasporti (+0,5%).
Mentre sarebbero rimasti invariati quelli dei prodotti alimentari e dell'istruzione e sarebbero addirittura scesi i prezzi per le comunicazioni (-0,4%), l'abitazione, l'elettricità e i combustibili (-0,3%) e la ristorazione (-0,1%). Qualcuno probabilmente sta alzando il sopracciglio. I prezzi degli alimentari sono diminuiti? Ma lo zucchero, ad esempio, è aumentato del 30% in un anno e la pasta del 50% negli ultimi due anni.
E la benzina? E' aumentata almeno del 3% dal novembre 2008 e dall'inizio dell'anno, dopo una breve moratoria, la corsa al rialzo è ripartita.

Non parliamo, poi, dei pedaggi autostradali e dei biglietti ferroviari. Inflazione sì o no? Dipende da come spendi Ma come si spiega questa differenza tra l'inflazione ufficiale, calcolata dall'Istat e quella percepita dalle famiglie quando mettono mano al portafoglio? “La sensazione dell'inflazione dipende in modo cruciale dalla tipologia di comportamento di spesa del singolo individuo” sostiene Francesco Passarelli, docente di economia all'Università Bocconi, intervistato da CNRmedia.
“In alcune categorie di beni effettivamente i prezzi si sono ridotti. Ma se si guardano ad esempio i dati tendenziali – ad esempio il fatto che negli ultimi mesi il prezzo della benzina è aumentato – l'impressione che si ha è esattamente contraria. Chi usa spesso l'automobile avrà la sensazione che i prezzi stiano aumentando, così come chi usa beni ad alto consumo energetico come i prodotti freschi”.
Il problema è la composizione del famoso paniere. “Gli alimentari – prosegue Passarelli – contano il 17%, i trasporti il 16%, la ristorazione l'11%. Se una famiglia ha componenti che non mangiano spesso fuori casa, non sarà di fatto totalmente rappresentata quando l'inflazione deriverà soprattutto dall'aumento del conto al ristorante”.
Un nuovo paniere nel 2010 Tra il dato “ufficiale” e quello “percepito” la vera sfida è trovare il dato “reale”. O almeno il dato che rappresenti meglio i consumi medi degli italiani e quindi gli aumenti del costo della vita effettivi. Una sfida che l'Istat vuole raccogliere. Il suo presidente, Enrico Giovannini, ha annunciato che il paniere “sarà profondamente ripensato in termini di classificazione e i capitoli di spesa saranno più moderni”.
C'è da dire che il paniere ha ricevuto nel corso degli anni dei continui aggiustamenti per adeguarsi alle mutate abitudini di consumo. L'ultimo in ordine di tempo risale al 2008: sono usciti gli hamburger congelati e le treccine di filo colorato per cucire, e sono entrati il navigatore satellitare, i giochi per le consolle video, l' insalata pronta, il pranzo con piatto unico e il combustibile solido. Ma ora si parla di una rivoluzione nel campione di prodotti rappresentativi dei consumi del nuovo decennio.
Vedremo se fotograferà meglio il costo della nostra vita. (A.D.M.)

Fonte: http://economia.virgilio.it/soldi/nuovo-paniere-istat-inflazione.html

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.

Militariassodipro.org
Vuoi le nostre news nella tua casella di posta?

Iscriviti alla nostra mailing list per ottenere informazioni interessanti e aggiornamenti.

Grazie per la sottoscrizione.

Qualcosa è andato storto.