Comunicato Stampa Cocer A.M.

Questo articolo che nasce dai vertici della Rappresentanza dei Militari, è l'espressione più viva di una una voce
soffocata di migliaia di ufficiali dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Forze Armate, Polizia di Stato, Corpo Forestale e Polizia Penitenziaria, che con l'approvazione della manovra finanziaria varata dal Governo nei giorni scorsi, si pongono
ad emblema di una ingiustizia sociale senza precedenti.

Si tratta di giovani ufficiali e vice questori aggiunti delle FF.AA. e FF.PP. che si apprestano a compiere 13
anni di servizio nel periodo interessato dal blocco della manovra finanziaria.
A queste particolari professionalità in divisa, percettori di un reddito annuo medio di circa 30.000 euro,
viene chiesto di contribuire al peso della crisi con un dazio pari a circa 12.000 euro nel triennio.
L'ingiustizia e l'iniquità dell'esborso è di tutta evidenza se si considera che la stessa manovra finanziaria chiede a
percettori di redditti annui di 100.000 euro di contribuire con un sacrificio di soli 1.500 euro nel triennio.
Come possa un Governo trovare logico e razionale che redditi da lavoro dipendente di 30.000
euro annui debbano contribuire in ragione di 12.000 euro mentre i redditi di 100.000 euro annui debbano
versare nel triennio 1.500 euro, può avere solo due spiegazioni:- la prima è quella di ammettere che il
giudizio di equità e ragionevolezza di questo Governo è del tutto avulso da quello che è il comune sentire;
– la seconda, si spera più plausibile, è che i tecnici che hanno predisposto l'articolato per la
Politica non hanno considerato che l'adeguamento stipendiale in classi e scatti è qualcosa di ben diverso
dalla progressione di carriera e l'inquadramento economico ex legge, e che sono ben diversi gli effetti
dell'operare sull'uno o sull'altro istituto. Un blocco degli inquadramenti economici (e non dell'adeguamento
delle classi e degli scatti) se operato in maniera indiscriminato porta ad effetti paradossali come quelli evidenziati.
Un Legislatore più attento, già in passato, nell'operare sugli automatismi stipendiali aveva operato il
logico discermimento della soglia dei 53.000 euro annui di reddito per il blocco (all'epoca parziale) degli
adeguamenti automatici stipendiali.
La mancanza di tale distinzione ed accorgimento comporta situazioni che sono a dir poco paradossali,
così è emblematico il caso dei giovani Magistrati che a fronte di un reddito annuo di circa 35.000
euro annui, vengono chiamati a contribuire per circa 36.000 euro nel triennio, vale a dire in ragione di un terzo dello stipendio.
In buona sostanza, in questa manovra finanziaria è dato leggere che redditi annui di 100.000 euro daranno il loro contributo alla crisi in ragione di 500 euro all'anno; redditi pari a 30.000 euro annui (ufficiali alla
soglia dell'omogeneizzazione stipendiale) dovranno contribuire in ragione di 4.000 euro all'anno mentre alcuni redditi di circa 35.000 euro annui (magistrati di prima nomina) dovranno privarsi di circa 12.000 all'anno.
Se questo è il concetto di equità sociale che ha animato la manovra finanziaria, è proprio il caso di dire che siamo in
grado di toccare il fondo pur avendo scongiurato la situazione della Grecia.

Roma 1 giugno 2010
Il Vice presidente del COCER A.M.
dott. Antonio M. Vitale

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