Cesano; L’ Esercito ripara all’errore della conferenza con il leader Fascista dell’estremismo nero ed incontra Piero Terracina e Riccardo Pacifici.

Nel mese di Marzo, in 2 articoli, ci occupammo del caso Merlino, il leader dell’estremismo fascista che aveva svolto un convegno a Cesano, presso la scuola di Fanteria dell’ Esercito. 
Ci furono parecchie reazioni negative.  Vedi articolo del 5 Marzo  e articolo del 6 Marzo. 
Una lezione di storia speciale. Con la voce di chi ha vissuto, sulla propria pelle, l'orrore della Shoah. Nell'auditorium della scuola di fanteria dell'esercito, a Cesano, il 28 Giugno , la comunità ebraica, insieme a Piero Terracina, scampato al campo di sterminio di Auschwitz, ha ripercorso,  le tappe principali della follia nazista. Una lezione “riparatrice”, dopo quella, al centro di numerose polemiche, tenuta alla fine di febbraio da Mario Merlino, una delle figure più ambigue e controverse degli anni Sessanta e Settanta. Finto anarchico, leader dell'estremismo nero, sodale dell'ex terrorista nero Stefano delle Chiaie, con il quale militò in Avanguardia Nazionale, intervenne all'interno di un convegno sulla seconda guerra mondiale, dal titolo «Carattere di una guerra». Subito dopo quel convegno, Riccardo Pacifici, presidente degli ebrei romani, insieme all'Anpi, proposero di organizzare una sorta di lezione riparatrice, per dare la possibilità agli storici di «poter spiegare cosa è stato per l'Italia il fascismo». Circa 700 militari hanno ascoltato il racconto di Terracina, oltre alla testimonianza di Marcello Pezzetti, uno dei maggiori storici dei campi di sterminio nazista (oltre che direttore del museo della Shoah). «Mi sono presentato come nipote di un generale dell'esercito, radiato a causa delle leggi razziali, che riuscì miracolosamente a salvarsi – dice Pacifici – Fu uno dei pochi, se non l'unico ebreo, che finita la guerra, è tornato alla carriera militare.  LEGGI TUTTO 

Ho voluto anche rendere omaggio al grande lavoro svolto dall'esercito nei territori di guerra, ricordando i soldati morti e l'impegno a tutela delle istituzioni e scuole ebraiche». Ai militari, Pacifici ha detto: «Siamo qui per spiegare l'unica versione della Storia di quegli anni e per continuare un'opera che è quella di costruire la coscienza di cittadini consapevoli. Perché voi non siete solo soldati, ma anche uomini che non devono essere indifferenti agli orrori della seconda guerra mondiale». Pezzetti, che ha usato mappe, fotografie e filmati, per introdurre il discorso di Terracina, ha cercato «di mettere in rilievo il comportamento di quelli che si occupavano prima della persecuzione degli ebrei e poi della loro uccisione». «Sono rimasto colpito dalla commozione degli allievi – racconta Pacifici – e dalla standing ovation tributa  a Terracina, al termine di un intervento di un'ora. Molti militari gli hanno chiesto l'e-mail, per rimanere in contatto con lui». «Noi, cittadini e soldati, non vogliamo che certe atrocità possano ripetersi mai! Ecco perché esiste la necessità della Memoria, per imparare dalle esperienze ed essere ancora più consapevoli dei valori fondanti la Repubblica Italiana di cui noi siamo fedeli servitori», ha commentato il generale Giovanni Manione, comandante della scuola. Al termine dell'incontro, durato circa tre ore, è stato stabilito che la scuola di fanteria e la comunità ebraica collaboreranno nell'organizzare altre iniziative. «Il comandante ci ha detto che apriranno le porte della loro base ai ragazzi delle scuole ebraiche romane», spiega Pacifici. «Per noi è stato un confronto importante, abbiamo capito come funziona la scuola e, soprattutto, ci è stato spiegato che il convegno con Merlino è stato un errore. Un convegno nel corso del quale, ci è stato detto, non sono stati affrontati argomenti in chiave negazionista». Pezzetti propone che «le lezioni nelle scuole di polizia, carabinieri, della finanza e dell' esercito, diventino istituzionali come avviene in Francia e, spesso, in Germania».

Fonte: Marco Pasqua  il messaggero.it 

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