Assodipro Roma
“Discriminante” rispetto ai lavoratori privati, “sproporzionato” per misura e durata e per giunta “irragionevole”, tanto da violare le libertà sindacali.
Questa la motivazione che ha indotto la Corte, lo scorso giugno, ha bocciare il congelamento della parte economica delle procedure contrattuali e negoziali dei contratti pubblici, scattato per il 2013-2014 ed esteso fino al 2015. La sentenza però ,a differenza di quella sull’indicizzazione delle pensioni pensioni , non è retroattiva, quindi gli aumenti per i prossimi rinnovi si potranno applicare solo dal Giugno di quest’anno.
I Giudici della Corte , tra l’altro, scrivono che : “sono fondate – si legge nella sentenza depositata , di cui è relatrice il giudice Silvana Sciarra – le censure mosse, al regime di sospensione per la parte economica delle procedure contrattuali e negoziali in riferimento all’art. 39, primo comma, Cost.
Esse si incentrano sul protrarsi del bloccò negoziale, così prolungato nel tempo da rendere evidente la violazione della libertà sindacale”.
Nell’affrontare le questioni di legittimità sul blocco dei contratti pubblici, la Consulta ha stabilito che le norme esaminate non violano l’art. 36 della Costituzione sul diritto a un’equa retribuzione.
GLI ULTIMI GOVERNI e quello attuale che agirà solo dopo e per effetto della sentenza, per quanto riguarda i blocchi contrattuali, vengono criticati dalla Consulta in punto di diritto costituzionale : “Per la Corte “una prolungata sospensione delle procedure negoziali e dell’ordinaria dinamica retributiva, si porrebbe in contrasto con i principi di eguaglianza, di tutela del lavoro, di proporzionalità della retribuzione al lavoro svolto, di libertà di contrattazione collettiva”.
Inoltre “Il carattere strutturale delle misure e la conseguente violazione dell’autonomia negoziale non possono essere esclusi, sol perché, per la tornata 2013-2014, è stata salvaguardata la libertà di svolgere le procedure negoziali riguardanti la parte normativa”, spiega la sentenza. “La contrattazione deve potersi esprimere nella sua pienezza su ogni aspetto riguardante la determinazione delle condizioni di lavoro, che attengono immancabilmente anche alla parte qualificante dei profili economici”.
ROMA, 23 LUG – “La sentenza della Consulta depositata oggi è chiara, tanto che, per il Silp Cgil, il 24 giugno 2015 inizia, finalmente, la stagione contrattuale anche per il personale del comparto sicurezza”.
Lo afferma il segretario del Silp Cgil Daniele Tissone, facendo riferimento alla data del 24 giugno scorso in cui la Consulta rese noto il dispositivo, con la decisione sul blocco contratti, a cui oggi sono seguite le motivazioni della sentenza.
Per Tissone “si pone, altresì, anche il problema relativo alla rivalutazione della vacanza contrattuale ferma da tempo e mai adeguata per la stagione 2014-2105.
Di fronte ad un simile pronunciamento 'dichiarato illegittimo perché‚ viola la libertà sindacale', si deve far fronte, al più presto, attraverso il reperimento di specifiche risorse economiche che permettano ai tanti lavoratori delle forze dell'ordine, non più destinatari di contratti fin dal 2009, il riconoscimento di una retribuzione dignitosa fortemente erosasi nel tempo tanto da non rivelarsi più adeguata soprattutto in relazione agli accresciuti compiti e incombenze oggi svolti dagli operatori”.
“Discriminante” rispetto ai lavoratori privati, “sproporzionato” per misura e durata e per giunta “irragionevole”, tanto da violare le libertà sindacali.
Questa la motivazione che ha indotto la Corte, lo scorso giugno, ha bocciare il congelamento della parte economica delle procedure contrattuali e negoziali dei contratti pubblici, scattato per il 2013-2014 ed esteso fino al 2015. La sentenza però ,a differenza di quella sull’indicizzazione delle pensioni pensioni , non è retroattiva, quindi gli aumenti per i prossimi rinnovi si potranno applicare solo dal Giugno di quest’anno.
I Giudici della Corte , tra l’altro, scrivono che : “sono fondate – si legge nella sentenza depositata , di cui è relatrice il giudice Silvana Sciarra – le censure mosse, al regime di sospensione per la parte economica delle procedure contrattuali e negoziali in riferimento all’art. 39, primo comma, Cost.
Esse si incentrano sul protrarsi del bloccò negoziale, così prolungato nel tempo da rendere evidente la violazione della libertà sindacale”.
Nell’affrontare le questioni di legittimità sul blocco dei contratti pubblici, la Consulta ha stabilito che le norme esaminate non violano l’art. 36 della Costituzione sul diritto a un’equa retribuzione.
GLI ULTIMI GOVERNI e quello attuale che agirà solo dopo e per effetto della sentenza, per quanto riguarda i blocchi contrattuali, vengono criticati dalla Consulta in punto di diritto costituzionale : “Per la Corte “una prolungata sospensione delle procedure negoziali e dell’ordinaria dinamica retributiva, si porrebbe in contrasto con i principi di eguaglianza, di tutela del lavoro, di proporzionalità della retribuzione al lavoro svolto, di libertà di contrattazione collettiva”.
Inoltre “Il carattere strutturale delle misure e la conseguente violazione dell’autonomia negoziale non possono essere esclusi, sol perché, per la tornata 2013-2014, è stata salvaguardata la libertà di svolgere le procedure negoziali riguardanti la parte normativa”, spiega la sentenza. “La contrattazione deve potersi esprimere nella sua pienezza su ogni aspetto riguardante la determinazione delle condizioni di lavoro, che attengono immancabilmente anche alla parte qualificante dei profili economici”.
ROMA, 23 LUG – “La sentenza della Consulta depositata oggi è chiara, tanto che, per il Silp Cgil, il 24 giugno 2015 inizia, finalmente, la stagione contrattuale anche per il personale del comparto sicurezza”.
Lo afferma il segretario del Silp Cgil Daniele Tissone, facendo riferimento alla data del 24 giugno scorso in cui la Consulta rese noto il dispositivo, con la decisione sul blocco contratti, a cui oggi sono seguite le motivazioni della sentenza.
Per Tissone “si pone, altresì, anche il problema relativo alla rivalutazione della vacanza contrattuale ferma da tempo e mai adeguata per la stagione 2014-2105.
Di fronte ad un simile pronunciamento 'dichiarato illegittimo perché‚ viola la libertà sindacale', si deve far fronte, al più presto, attraverso il reperimento di specifiche risorse economiche che permettano ai tanti lavoratori delle forze dell'ordine, non più destinatari di contratti fin dal 2009, il riconoscimento di una retribuzione dignitosa fortemente erosasi nel tempo tanto da non rivelarsi più adeguata soprattutto in relazione agli accresciuti compiti e incombenze oggi svolti dagli operatori”.

