Contributo di pensiero del rappresentante Cocer A.M. Chinè.

Se la Manovra ha bloccato il prossimo Contratto Triennale (2010-12), per quello scaduto le esigue risorse sono rimaste appese ad un filo per tanto tempo. Posto che l’aumento doveva restare sul punto inflattivo del 3.2%, per gli ottocento milioni e spiccioli (702 Risorse e vacanza contrattuale + 100 Specificità), la ripartizione porterebbe poco più di 100 euro a testa comprensive dello straordinario.Dopo la solenne batosta della recente Manovra Finanziaria, fatta di annunci, revisioni e arzigogolamenti, questi ultimi sprazzi di stagione estiva hanno riaperto la questione contrattuale abbandonata dal 2008. Se la Manovra ha bloccato il prossimo Contratto Triennale (2010-12), per quello scaduto le esigue risorse sono rimaste appese ad un filo per tanto tempo. Posto che l’aumento doveva restare sul punto inflattivo del 3.2%, per gli ottocento milioni e spiccioli (702 Risorse e vacanza contrattuale + 100 Specificità), la ripartizione porterebbe poco più di 100 euro a testa comprensive dello straordinario.
Preso atto delle somme modeste, il ritardo vergognoso per la chiusura del Contratto 2008-09, nonché il blocco per il prossimo, restano escluse importanti questioni tralasciate dalla precedente Coda Contrattuale (DPR 52/09),lo stesso Governo di oggi si era già impegnato a rimediare.
Non basta, non si tratta solo di questi ultimi tre anni, esclusa una breve parentesi del Governo Prodi (DPR 171/07), da oltre nove anni c’è una sorta di continuità tra Governo, Rappresentanze e Sindacati. Ovvero, quasi 80% dei Rappresentanti CoCeR Interforze è al Secondo Mandato consecutivo. Come dire, “l’esperienza c’è e le problematiche si conoscono…”. Ma, anche “il pelo non manca”, non per niente ci sono state due Proroghe del Mandato Rappresentativo, sempre motivate “ad hoc” per chiudere il sospeso. Praticamente, dalla disgrazia delle “Torre Gemelli” (sfondo di mille emergenze e negazioni) fino ad oggi, più o meno le stesse persone e correnti politiche si sono occupate di Difesa e del personale militare rimandando le questioni importanti.
Ma, qual è il sospeso dei sospesi? Posto che la Riforma della Rappresentanza è solo lo strumento con cui affrontare le questioni, ergo fulcro di ogni cosa, tolto ciò, probabilmente il punto più importante è il sistema pensionistico. Riguarda tutti, Volontari, Sergenti, Marescialli e Ufficiali.
La questione è arcinota. Dal “95 il Sistema Pensionistico ha subito un profondo cambiamento, si è passati da un impianto cosiddetto “Retributivo” ad uno “Contributivo”. La nuova contribuzione, oltre a cambiare la struttura di calcolo (ovviamente in negativo), prevedeva l’attivazione dei “Fondi Pensione” ad integrazione parziale del mal tolto. Ebbene, nulla è stato fatto e ci troviamo con 15 anni di vuoto contributivo.
Eppure, in questi anni i “tavoli di concertazione non sono mancati”, le firme e gli impegni ai vari “Contratti” sono stati siglati con enfasi e gioia di tutti, Governo, Rappresentanze e Sindacati.
Più passano gli anni e più si complica la faccenda. Per capire meglio di cosa stiamo parlando, ricordo le parole del Sottosegretario all’economia che intervenendo ad un convegno tematico evidenziava la difficoltà a sanare il passato, tanto per il Comparto Difesa/Sicurezza quanto per il restante Pubblico Impiego. Più di tre milioni di lavoratori. Nell’occasione, suggeriva buon senso per trovare soluzioni contrattuali “ad hoc”. Anche rinunciando ad uno o più Contratti per equilibrare lo scompenso. Si spingeva oltre, ritenendo che taluni Disegni di Legge che proponevano lo spostamento del vecchio sistema “Retributivo”, in attesa dell’attivazione “Fondi Pensione”, apparivano populistici e senza speranze.
Giusto per non dimenticare, intendo evidenziare che già sul precedente contratto avevo avuto da ridire e non avevo firmato poiché ritenevo non vi fossero attenzioni sufficienti per i giovani. Addirittura, fu approvata una fascia sull’Assegno di Funzione a 32 anni. La maggioranza decise diversamente, tutti gridarono alla vittoria ed eccoci qui senza un passo in avanti. Nel frattempo, in occasione di questo ultimo rinnovo contrattuale (2008-09), ci sono state manifestazioni dei Sindacati e Rappresentanze (GDF, AM), Comunicati Stampa, indignazione, mugugni ma nella sostanza nulla di più. Con l’attuale firma del Contratto e la suddivisione matematica sui Parametri ed Assegno Pensionabile, abbiamo dimenticato ancora una volta i giovani. Per fare questa semplice operazione non c’era bisogno di perdere trenta mesi. Non dimentichiamo che il Parametro avvantaggia, nell’ambito della medesima categoria, sempre i più anziani. Tutto si può dire, tranne che in questi anni sono stati dimenticati.
Il COCER AM ha cercato di proporre due nuove fasce Funzionali a 12 e 22 anni per bilanciare le precedenti dimenticanze. Si trattava di poco più di trenta milioni su un bilancio di 802. Nientemeno, si potevano trovare senza l’aumento dello straordinario. Purtroppo, hanno prevalso altre logiche: quella del Governo che deve gridare al rinnovo e alla vicinanza con il Comparto, quella dei sindacati ora firmiamo e poi protestiamo, quella degli anziani meglio tutto e subito, ultima ma non meno importante, quella di “non disturbare il manovratore” perché un’altra proroga o rieleggibilità potrebbe essere dietro l’angolo. Non è un caso che il COCER AM è composto in maggioranza al primo Mandato, l’unico a dire NO ALLA PROROGA, l’unico critico di fronte a involuzioni democratiche sul nuovo Ordinamento e Codici Militari.
Qualcuno ha detto che avevamo le “pistole puntate”, l’equilibrio instabile del Governo imponeva di chiudere e spartire l’arretrato, può essere, ma, aspettare poche ore in più che differenza avrebbe fatto?

Ferdinando Chinè

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