DIFESA; TAGLI MILITARI-I CoCeR si oppongano con forza e chiarezza, NO ai tagli di un GOVERNO IN BILICO che pare prossimo alla FINE. Si oppongano, con DIGNITA' dicendo NO a Mauro.

Assodipro Roma 25 Agosto. 
IL COMPARTO DIFESA è il primo nell’applicazione della spending review  ( NON A CASO è l’unico NON SINDACALIZZATO ). 
IL COMPARTO DIFESA, questa volta per mano di Mario MAURO,  VUOLE ESSERE IL PRIMO, e magari prima della FINE DEL “GOVERNO DEL FARE”, a tagliare dipendenti pubblici  ( militari e civili ) come nessun altro comparto ha fatto. 
Un’operazione di” tagli al personale come questa non ha precedenti nella pubblica amministrazione italiana ! “ quindi è necessaria una risposta senza precedenti ! è Dignitosamente necessario
Il PROVVEDIMENTO SUI TAGLI è un BIVIO per quel poco di “ rappresentanza” che hanno i CoCeR : o c’è un opposizione chiara e dura sul provvedimento con richiesta di concertarlo dal primo all’ultimo articolo, O c’è l’altra strada del bivio : DIGNITOSE E DOVEROSE  DIMISSIONI per manifesta incapacità e volontà di rappresentare e chiedendo a gran voce diritti associativi e sindacali per tutelare il personale tutto. 
Si potrebbe ripetere lo scenario già visto con il Governo tecnico Monti-Dipaoliano che, con lo stesso Governo ormai “ FINITO “,  riuscì ad approvare la revisione dello strumento militare con i pesantissimi tagli del personale della Difesa e di centinaia di Enti e Caserme. Un Parlamento alla fine, tra le urla di politici “ annoiati che appoggiavano il Governo Tecnico, già concentrati sulla campagna elettorale, che attaccavano i pochi parlamentari che si opponevano ai tagli ( Di Stanislao per IdV , Turco radicale del PD e pochissimi altri che si astenevano o votavano contro ) invitandoli a chiudere gli interventi perché volevano solo “ premere un pulsante “ e votare una LEGGE che, probabilmente, NEANCHE CONOSCEVANO O CAPIVANO, come il classico ordine di scuderia.  La legge fu votata con i CoCeR incapaci anche di partecipare ad un Sit-In contro la stressa davanti alla camera.   
In questi Giorni il Ministro Difesa Mauro ha RI-convocato i CoCeR con una frequenza mai vista e probabilmente per ottenere un parere favorevole ai TAGLI in cambio di poche briciole o impegni vari ! Abbiamo già scritto della “ fretta “ di Mario Mauro; ora, leggendo delle fibrillazioni politiche altissime  e di un “ GOVERNO APPESO AD UN FILO SOTTILE “ che Berlusconi potrebbe decidere di TAGLIARE a giorni, lo stesso Ministro dà un'altra accelerata per portare a compimento il progetto pesantissimo. I CoCeR dovrebbero opporsi fermamente a tutto questo, dovrebbero farlo in modo dignitoso e chiarissimo come , purtroppo, NON sono stati capaci di fare fino ad oggi. 
I rappresentanti dei Militari che interpretano un sistema di rappresentanza con grandissime lacune, più paragonabile ad un Sindacato Giallo che ad una forma di rappresentanza almeno sufficiente, hanno un ultima occasione per dare un senso al loro “ status “ dicendo un NO, SECCO E CHIARO, a Mauro sia nel metodo che nel merito del provvedimento.  
Se lo approvi da solo e vada avanti con un PARERE CONTRARIO, DOCUMENTATO E DICHIARATO di chi dovrebbe Rappresentare i Militari del Comparto Difesa.    
Oggi, Il Messaggero, tra l’altro, in prima pagina scrive : Dipendenti della Difesa trasferiti nei ministeri e negli enti E per 10 mila civili cinque anni di “messa in disponibilità

ROMA Un’operazione di tagli al personale come questa non ha precedenti nella pubblica amministrazione italiana

Non tanto per le dimensioni, che pure sono notevoli (quasi 30 mila posti di lavoro in meno, come se la Fiat smantellasse tutti gli stabilimenti automobilistici in Italia) quanto per le modalità. Per gli esuberi del ministero della Difesa si prevede la mobilità forzata: i prescelti dovranno accettare il trasferimento in un ministero o in un ente pubblico. L’unica alternativa possibile per chi rifiuta lo spostamento è il pensionamento anticipato obbligatorio, con lo stipendio all’85%.
Così vuole il decreto legislativo che il Consiglio dei ministri ha già esaminato in prima lettura e che si pensa di trasmettere alle commissioni parlamentari in settembre. È la riforma iniziata dal governo Monti per costruire, nell’arco di dieci anni, il cosiddetto “nuovo modello di Difesa”. 
LA MOBILITÀ
Il piano indica 18 mila esuberi tra i militari e 10 mila tra i civili, 28 mila in tutto. Per individuare chi deve andare via saranno elaborate delle graduatorie. Si attingerà prevalentemente dalla fascia dei sottufficiali di età compresa tra i 45 e i 55 anni, che ormai non sono più utilizzabili per missioni operative mentre potrebbero essere più produttivi negli uffici di altre amministrazioni. Per esempio al ministero della Giustizia, come ha suggerito in passato il ministro Mauro. Per fare spazio agli esuberi della Difesa si impone alle altre amministrazioni di riservare loro una parte dei loro posti: nei ministeri, negli enti del parastato, negli enti locali dovrà essere lasciata a disposizione dei fuoriusciti una quota pari al 20% delle assunzioni annuali.
L’ESODO INCENTIVATO
Chi non è disposto ad accettare il nuovo incarico può contare sull’opzione alternativa del pensionamento. si va a riposo con un assegno che, sommando tutte le voci, vale circa l’85% dello stipendio attuale.  
Si domanda il maresciallo Antonio Ciavarelli: “Che vuol dire mobilità per un militare? Le Forze armate hanno una loro specifica identità. Non vorremmo ritrovarci ad assistere al fenomeno di qualche maresciallo o capitano o colonnello che si tramuti in un bidello o in un usciere, senza voler nulla togliere ai bidelli e agli uscieri. E che se poi rinunciasse a farlo, fosse spedito in pre-pensionamento senza tanti complimenti

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