Emilio AMMIRAGLIA – Presidente Assodipro, RIFORMA DELLA RR.MM. BENE, ON.LE VILLECCO CALIPARI: SI DISCUTA FINALMENTE DI TUTTO.

Emilio Ammiraglia  presidente Assodipro 
Nell’ambito della discussione sulla riforma in titolo, avvenuta nella seduta della Commissione della Camera il giorno 13/11/2014, l’On. Villecco Calipari ha tra l’altro affermato “che sarà sua cura riferire alla Commissione, fin dalle prossime sedute, in merito non solo alle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo richiamate dal Presidente (On. Elio Vito), ma anche delle sentenze della Corte Costituzionale su questa materia e di una recente pronuncia del TAR del Lazio”. Una indiscutibile e meritoria azione dai cui sviluppi ci auguriamo di constatare una non approssimativa e riduttiva lettura della giurisprudenza segnalata, una ritrovata sicura vena riformatrice e l’ispirazione che serve per incardinare la riforma in atto sui binari del più rigoroso rispetto del quadro normativo di riferimento. In tal senso, per fornire un umile contributo agli Onorevoli Parlamentari che si occupano della questione, segnaliamo agli stessi che unitamente alla valutazione sugli atti richiamati dall’On. Villecco Calipari occorre considerare le fonti normative che nel rispetto e in esecuzione dell’art. 11 della Conv. EDU disciplinano i diritti di organizzazione dei lavoratori pubblici, militari compresi. Tra queste e in posizione di primaria rilevanza vi è la Convenzione n. 151/78 dell’OIL ratificata dall’Italia con L. n. 862/84. E’ dallo studio e dalle previsioni di questa fonte del diritto che è possibile ricavare l’interpretazione da dare alle sentenze CEDU, dello scorso 2 ottobre, di condanna della Francia per violazione (in danno dei militari francesi) dell’art. 11 della Conv. EDU e i riferimenti per realizzare nel contesto nazionale una decorosa riforma dello strumento di tutela professionale dei nostri militari. E’ dalla riduttiva interpretazione dell’art. 1 comma 3 della Convenzione n. 151/78 dell’OIL, operata dal legislatore francese fino al punto di negare ogni MISURA DI ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ORGANIZZAZIONE associativo-sindacale dei soldati transalpini, che è nato il conflitto normativo; quindi la violazione dell’art. 11 della Conv. EDU e la conseguente condanna della Francia. Il caso italiano con riferimento all’art. 8 della L. 382/78 si presenta con caratteristiche analoghe a quelle sopra descritte. Ed è infine per augurare un proficuo lavoro alla Commissione Difesa della Camera, il cui Presidente On. Elio Vito con l’occasione è doveroso ringraziare per il contributo offerto alla discussione sulla riforma della RR.MM. mediante il richiamo agli approfondimenti da effettuare in relazione alle recenti sentenze CEDU, che rivolgiamo a tutti i componenti della Commissione stessa l’invito ad effettuare una profonda riflessione di merito sulle implicazioni che la richiamata Convenzione n.  151/78 introduce in relazione alla elaboranda riforma della RR.MM. 
 
TRATTO DALLA SENTENZA CEDU CHE CONDANNA LA FRANCIA PER IL DIVIETO CI COSTITUIRE ASSOCIAZIONI SINDACALI:
” La Corte rileva che lo Stato francese ha istituito organismi e procedure speciali per tener  conto delle preoccupazioni del personale militare ( tipo le Rappresentanze Militari – CoCeR modello sindacato giallo che abbiamo in Italia ) , si ritiene, tuttavia, che queste istituzioni non sostituiscono il diritto dei  militari della libertà di associazione, che include il diritto di  costituire  sindacati e di aderirvi.   Nella sentenza della CEDU si legge ancora : “  Lo stato e le forze armate  non possono privare i militari del diritto generale di associazione  per la difesa dei loro interessi; possono regolamentare modalità di azione di un ordine professionale,o associazione sindacale  ma NON vietare  di costituire associazioni a carattere sindacale “ 
 


 
 
 

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