F35 un caccia “ un po ritardato “ tra problematiche aperte e costi. 931 problematiche ancora aperte, di cui 158 di categoria 1

* “Sappiamo che ogni programma militare procede per gradi, con incrementi di capacità e miglioramenti (il cosiddetto “continuous upgrade”) dettati dall’evolversi dei requisiti rispetto a una Baseline che nel migliore dei mondi possibili dovrebbe restare abbastanza stabile nel tempo – nel Joint Strike Fighter sta avvenendo l’esatto contrario. 
Gli upgrade finiscono sempre per “aggrapparsi” agli interventi di implementazione che lo sviluppo via via impone, ma il punto è che più lo sviluppo allunga i suoi tempi, più questa sovrapposizione si carica di complicazioni, incognite e – last but not least – nuovi costi. E’ quello che il Pentagono si propone di evitare per esempio, giusto dopo l’esperienza del JSF, col bombardiere LRS/B-21….” “Sta forse anche qui – al di là dell’eccezionalità del programma – la ragione della costanza (per taluni è vero accanimento) con cui i due controllori del programma, il Government Accoutability Office da un lato e il DOT&E (il Director of Operational Test and Evaluation in seno all’ufficio del Segretario della Difesa, nominato come quest’ultimo dal Presidente) dall’altro, rimarcano anno dopo anno i rischi che comportano i tempi troppo lunghi di questo programma con i suoi svariati e continui problemi tecnici
Tra le 931 problematiche ancora aperte citate nel suo ultimo rapporto di gennaio, il DOT&E ne segnala 158 di categoria 1, quelle cioè che possono portare ad avarie importanti e ferite gravi se non addirittura la morte del pilota, e imporre l’alt alle linee di montaggio. I guai segnalati vanno da un consumo eccessivo di combustibile ai malfunzionamenti del sistema logistico ALIS (le imminenti prove con un ALIS dell’Air Force sarebbero impedite dal fatto che quello della Lockheed non obbedisce ai requisiti di cyber security dei militari) e del seggiolino eiettabile, quest’ultimo tarato per piloti con standard di peso difformi da quelli in vigore ad esempio nell’Aeronautica Militare Italiana. 
Il capo del JSF Office generale Chris Bogdan a febbraio dichiarava che i guai sono molti meno, 419 (riferendosi forse al solo aereo e non al “sistema” aereo+ALIS). “Sono 419 cose che dobbiamo ancora decidere come, se e quando sistemare”. Il Block 3F non sta facendo e non farà tutto quello che si era previsto 10 anni fa”.
  “Occorre ricordare che gli accordi bilaterali firmati fra Roma e Washington si fermano qui, cioè a questo Block: se vogliano andare oltre dobbiamo rinegoziare l’accordo, aumentando di conseguenza il nostro impegno economico, e in misura affatto trascurabile”….” Venendo a casa nostra, i primi F-35 tricolori a decollo convenzionale opereranno con uno standard più basso di quello stabilito più di dieci anni. Di più, dovranno affrontare un lungo gap prestazionale, perché la release finale del Block 4 (4.4) non sarà disponibile prima del 2023. Certo, il gap potrà essere mitigato acquistando eventuali ulteriori affinamenti dello standard precedente. Ma opereremo per anni e anni, per esempio, con un sensore di scoperta dei bersagli e di puntamento delle armi (lo EOTS) che, come abbiamo scritto in ottobre, i tempi di sviluppo troppo lunghi del programma hanno già oggi reso superato. Un sensore del quale nel Block 4 gli Stati Uniti propongono la sostituzione con una versione migliorata Advanced EOTS”.    
*tratto da articolo di analisidifesa.it 

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