PENSIONI Militari e Polizia. MILITARI SENZA TUTELA. I SINDACATI di Polizia scrivono al presidente Senato per tutelare tutto il comparto Sicurezza-Difesa, MENTRE I COCER NON HANNO FATTO NULLA

Assodipro Roma
Delle penalizzazioni pensionistiche a Migliaia di Militari e Poliziotti, previste nella legge di stabilità, vi abbiamo già scritto. Ora i Sindacati di polizia scrivono una lettera al Presidente Senato e Senatori per tutelare il comparto Difesa e Sicurezza mentre i Militari, senza diritti sindacali non sono rappresentati se non dal Sindacato Giallo dei CoCeR che neanche aveva informato il personale delle penalizzazioni approvate nella legge di stabilità !   
Nella lettera, della quale pubblichiamo in fondo il testo integrale, tra l’altro si legge : “ Osservazioni di merito rispetto all’applicazione al personale dei Comparti Sicurezza, Difesa e del Soccorso Pubblico delle misure previste per l’accesso al trattamento pensionistico Egregio signor Presidente, signori Senatori,  sottoponiamo alla vostra attenzione e sensibilità alcune criticità che emergono dalla lettura dell’AS n. 1698 su Disposizioni per la Formazione del Bilancio Annuale e Pluriennale dello Stato ( Legge di Stabilità 2015) in discussione al Senato, con riferimento all’emendamento n. 44.019 presentato dal Governo all’art. 44 bis del testo AC n. 2679 bis (misure in materia di trattamenti pensionistici) ad integrazione dell’art. 24 c. 2 del D.L. 22 dicembre 2011 nr.201 convertito in legge 22 dicembre 2011 n.214, si osserva: siamo consci che in questa lunga stagione di emergenza per effetto della crisi economica e finanziaria, le variabili dei dati macro economici condizionano le scelte politiche sottese al varo delle manovre di bilancio, attraverso le quali è impostata la politica economica e di bilancio. Ciò nonostante si è sempre auspicato, in occasione dell’adozione di interventi concernenti il sistema previdenziale e pensionistico delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e dei Vigili del Fuoco, una particolare riflessione rispetto alle funzioni e peculiarità dei Comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, i cui dipendenti meritano una particolare attenzione, proprio per le caratteristiche connesse alla specificità delle funzioni loro attribuite e all’unicità d’impiego per il lavoro che svolgono. A detti Comparti è stata sempre riconosciuta, nel concreto, una specificità di settore che, per esempio, ha determinato la previsione di limiti di età più ridotti, rispetto agli altri dipendenti pubblici per il collocamento a riposo d’ufficio, proprio in relazione all’onerosità dell’attività che espletano, necessaria per far fronte alle diverse e sempre più frequenti emergenze che il Paese deve affrontare. Tale peculiarità ha determinato, in tema di erogazione dei trattamenti pensionistici e previdenziali, già in occasione della seconda riforma del sistema pensionistico approvata con la legge 8 agosto 1995, n. 335, l’attribuzione di una delega al Governo per l’individuazione di norme di armonizzazione dei requisiti di accesso al trattamento pensionistico di detto personale…… L’ultima riforma del sistema pensionistico introdotta dall’art. 24 del DL 201/2011 ha previsto norme immediatamente applicabili anche per il personale appartenente al Comparto Sicurezza e Difesa e Vigili del Fuoco come: l’introduzione del sistema contributivo pro-quota a decorrere dall’1/01/2012 per le anzianità maturate a partire dalla predetta data. Pur comprendendo le ragioni di alcune misure delle manovre per la stabilizzazione dei conti pubblici, introdotte per favorire la sostenibilità dei sistemi pensionistici, che nel tempo hanno portato ad introdurre nuovi meccanismi per regolare i futuri accessi ai trattamenti pensionistici, le riteniamo ingiuste e inique, in quanto gravano esclusivamente sui lavoratori, senza aver introdotto nell’architettura del sistema previdenziale dei Comparti in esame i fondi pensione. Il c.d. secondo pilastro previdenziale fu la traccia su cui si costruì la filosofia riformatrice della legge Dini, strumento necessario per poter consentire ai futuri pensionati un trattamento pensionistico che fosse sufficientemente adeguato al costo della vita; tutti i Governi ad oggi, non hanno inteso aprire un tavolo di trattativa con i Sindacati che, reiteratamente, lo rivendicano da anni, su un tema non più derogabile…..
……In conclusione appare necessario: laddove nei lavori preparatori della modifica della norma in questione non sia stata precisata l’esclusione dell’applicazione ai comparti sicurezza-difesa e soccorso pubblico e per evitare forzature illegittime o equivoci interpretativi, si chiede di chiarire ed integrare il dispositivo di modifica dell’art.24 c.2 con la proposizione “non si applica ai soggetti i cui limiti ordinamentali per il pensionamento di vecchiaia sono previsti con il requisito anagrafico dell’età massima consentita, ovvero il personale del comparto Sicurezza-Difesa e Soccorso Pubblico”. 
ROMA, 9 dicembre 2014 SIULP (Romano) SIAP – Anfp (Tiani) SILP CGIL (Tissone) – UGL-Polizia di Stato (Mazzetti) COISP (Maccari) – CONSAP (Innocenzi) UIL Polizia-Anip (Cosi)   

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