Falco Accame : IL COCER DELL’AERONAUTICA A FAVORE DEGLI F35, è indubbiamente una notizia che certo è di piena soddisfazione per i vertici dell’Aeronautica !

*Falco Accame : “ LA LOCKHEED E BENITO CERENO

IL COCER DELL’AERONAUTICA A FAVORE DEGLI F35 DELLA LOCKHEED
E’ indubbiamente una notizia che certo è di piena soddisfazione per i vertici dell’Aeronautica che firmarono con la Lockheed il contratto per gli F35. Il Cocer ha probabilmente tenuto conto anche delle determinazioni di un determinato ambito politico e tuttavia forse non ha tenuto abbastanza conto, da una parte, delle grandi difficoltà economiche in cui versa il paese, e dall’altra del fatto che questi aerei sono fondamentalmente aerei di attacco e non di difesa e nemmeno ha tenuto adeguato conto del fatto che, essendovi negli aerei delle componenti rigidamente coperti da segreto (la cui conoscenza può essere solo degli Usa), tali mezzi ci pongono nella condizione di una grave (e a mio avviso inaccettabile) “servitù” nell’impiego operativo degli aerei stessi. Tenendo presente la penosa vicenda che si è svolta nell’ambito della Commissione Difesa in relazione alla presentazione di nuove proposte per la rappresentanza militare, viene in mente la figura di Benito Cereno, il comandante di cui parla un famoso racconto di Melville. Il comandante che rimase prigioniero del suo equipaggio. Un pensiero va anche a un ex ministro della Difesa, fautore di un contratto con la Lockheed, che è finito ai servizi sociali “.


*Falco Accame  è un  ammiraglio e  politico italiano . È stato  Ufficiale Superiore di Marina e comandante  del cacciartopediniere Indomito  fino al luglio 1975.  È stato eletto alla Camera dei Deputati  prima nel 1976 e poi nel  1979  tra le file del PSI Ha svolto l'incarico di  consigliere alla Regione Liguria e al Comune di Roma è stato Consigliere Nazionale di  Legambiete. Attualmente è presidente della Ana-Vafaf, Associazione che tutela le famiglie dei militari deceduti in tempo di pace; con questa associazione si è occupato tra l'altro delle conseguenze dell'uso di proiettili contenenti uranio impoverito  nelle campagne a cui hanno partecipato soldati italiani in  Libano e in Iraq.

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