Fermento nelle Forze Armate: Richieste di Diritti Sindacali,richieste economiche,NO ai tagli di personale e NO al Riordino delle Carriere. Ragioneria Generale dello Stato BLOCCA IL PIANO DI RIORDINO.


SPESA PUBBLICA  INTERVENTI Esercito e polizia. La Ragioneria  blocca il piano di riordino Bocciato il progetto dei ministri Alfano e Mauro “Contrasta con le politiche di spendingreview”    
FRANCESCO GRIGNETTI La Stampa – ROMA Quel riordino, così come lo vorrebbe fare il governo, non s`ha da fare. È severa la reazione della Ragioneria generale dello Stato all`ipotesi di una legge che riorganizzi le carriere nelle forze armate e di polizia. L`indiscriminato avanzamento di grado, l`estensione della dirigenza (ne entrerebbero a far parte i commissari di polizia come i maggiori delle forze armate) non solo avrebbe contraccolpi economici non adeguatamente quantificati dal governo, ma creerebbe inevitabili squilibri con il resto del personale, incentivando nuove rincorse salariali, e infine l`unificazione verso l`alto dei ruoli direttivi e dei dirigenti «si pone in netto contrasto con la politica di riduzione delle dotazioni organiche dirigenziali perseguita per tutto il pubblico impiego». E una brutta battuta di arresto per un progetto caldamente coltivato dai ministri Angelino Alfano e Mario Mauro, alle prese con il malessere del personale dello Stato in divisa. Era 1`8 agosto scorso, infatti, quanto un consiglio dei ministri licenziò un decreto legislativo di riforma delle carriere militari. Un provvedimento sospirato nel comparto sicurezza da almeno 11 anni. In quell`occasione si annunciò un nuovo ddl che rivedesse complessivamente le carriere di poliziotti e militari e lo stanziamento di 24,7 milioni per il 2014 e di 119 milioni per il 2015. Seguì l`esultanza dei sindacalisti. Una battaglia storica sembrava vinta. Seguì invece la doccia fredda: l`iter per il ddl si è rivelato particolarmente complicato. Troppo alti i costi. Tanto che ora la Ragioneria generale dello Stato pone il suo veto. «Il disegno di legge proposto si pone in netto contrasto con la politica di revisione della spesa pubblica». E non manca il richiamo alla serietà. Prevedere un ruolo unificato e poi lasciare i commissari al vecchio stipendio, per dire, «appare difficilmente perseguibile». Eppure c`è chi si è sforzato di avanzare proposte innovative. Il Cocer della Guardia di Finanza ha appena terminato un documento che stigmatizza il blocco stipendiale («È stata realizzata una completa separazione fra le funzioni svolte e le retribuzioni gettando nel disordine il funzionamento delle organizzazioni»), ma avanza proposte innovative: «Crediamo scrive il Cocer – che la valorizzazione delle persone non corrisponda all`attribuzione indiscriminata del grado superiore o, addirittura, nella creazione di nuovi gradi senza alcun concreto senso organizzativo, lasciando poi le persone a fare esattamente quello che facevano in precedenza ».

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