Forze armate, le larghe intese soffocano i diritti dei soldati . “ NO ALLE PROROGHE e sì ai diritti ratificati da sentenze della Corte di Strasburgo” . articolo di Toni De Marchi

Litigano su quasi tutto. Litigate trasversali.  Litigate intragruppi e intergruppi. Litigano alla Camera e litigano al Senato. 
Ma si trovano (quasi) tutti d’accordo sulle grandi questioni patriottiche. Una prova? Un emendamento al decreto passe partout  opportunamente battezzato milleproroghe, che rinvia di un anno il rinnovo delle rappresentanze dei militari Pd  Sel  Area popolare Forza Italia. Un grande abbraccio nazional-patriottico al quale si sono sottratti solo i Cinque Stelle Lega Nord  
 Mi rendo conto che a prima vista una proroga di un anno di un organismo militare possa sembrare questione di scarso rilievo. Ma non lo è. Non tanto perché questa sarebbe laterza proroga dal 2010 riforma che non arriva. 
Nell’Italia del provvisorio permanente, è da quando la rappresentanza militare è nata che la si vuol riformare. …. La rappresentanza militarenacque nel 1978 dopo anni di clamorose battaglie dei militari, soldati di leva ma anche sottufficiali e alcuni ufficiali. 
A quel tempo chiamavamo i militari “cittadini in divisa”. Erano altri anni. Adesso c’è invece qualcuno che sogna di mettere le divise ai cittadini.Sissignori, all’armi, all’armi/per chi in truce assenteismo/disvaluta l’eroismo/di chi forza l’avvenir!…. Fino al paradosso di oggi, dove il presidente della rappresentanza dell’Esercito è il generale di divisione Paolo Gerometta e quello della Marina è l’ammiraglio di divisione Pietro Ricca. 
Tanto per restare in tema Pinotti, uno dei miei preferiti della serie “mi piace vincere facile”, sentite cosa diceva l’attuale ministra della Difesa, assieme a tutti senatori Pd, quand’era in commissione Difesa del Senato (siamo nel 2012): “La tutela della funzione democratica degli organi della rappresentanza militare si basa in gran parte anche sul rispetto della durata del mandato degli eletti e sulla possibilità per il personale militare di esprimere democraticamente e nei tempi previsti le proprie scelte; non è più dunque rinviabile che gli organi di rappresentanza all’interno delle forze armate siano soggetti a infinite proroghe per quanto riguarda la loro durata, snaturando così ragione e natura delle rappresentanze stesse” (dall’Ansa del 9 febbraio 2012). 
Chissà cosa ne dicono i sette-deputati-Pd-sette, che adesso la proroga la vogliono con tanto entusiasmo
Per Salvatore Rullo, vicepresidente dell’associazione Assodipro che si batte per il riconoscimento dei diritti sindacali dei militari, “si continua con il sistema delle mance: è oltremodo imbarazzante  sapere che l’onorevole Rosa Villecco Calipari ha proposto l’ennesima proroga di un anno, alla rappresentanza militare, che potrebbe apparire come una mancia ad alcuni CoCcer – sindacato giallo pagato dallo Stato. No alle proroghe e sì ai diritti ratificati da sentenze della Corte  di Strasburgo”…… 

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