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Forze di Polizia SENZA CASCO vicino ai manifestanti; Un Gesto fortemente Simbolico che la politica deve raccogliere senza negazioni e sottovalutazioni. – AS.SO.DI.PRO.

Forze di Polizia SENZA CASCO vicino ai manifestanti; Un Gesto fortemente Simbolico che la politica deve raccogliere senza negazioni e sottovalutazioni.

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Sciopero tir forconi 9 dicembre: autostrade bloccate a Torino e in Veneto – Tensione a Torino e scontri in città. Caos a Genova: stazione occupata. A Milano e Torino poliziotti con i manifestanti. Sono quattordici i feriti tra le forze dell'ordine nel corso degli scontri avvenuti oggi a Torino. Il bilancio dei tafferugli avvenuti nel centro cittadino, in occasione dello sciopero dei forconi, parla anche di tre auto della polizia danneggiate. Durante gli scontri sono rimasti feriti, in particolare, un vicequestore aggiunto della polizia di Stato di Torino, otto operatori in forza ai Reparti Mobile della polizia di Bologna e Padova e cinque carabinieri. 
Poliziotti senza elmetti davanti alla Regione al termine degli scontri in piazza Castello: sono stati i manifestanti a chiederlo ad alta voce, scandendo lo slogan “Via i caschi, via i caschi” per “dare un segnale di distensione”. I poliziotti impegnati oggi a Torino nei servizi di ordine pubblico si sono tolti il casco perché «erano venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo». Lo precisa una nota della Questura di Torino, escludendo che il gesto – come ipotizzato da alcuni – fosse riconducibile a forme di condivisione della protesta e lo riprende l’Ansa. Ancora l’Ansa spiega: nessun segno di solidarietà da parte dei poliziotti, dunque, nei confronti dei manifestanti. L’episodio intorno alle 10.30, al termine di un intervento di disimpegno per contenere l’azione di una cinquantina di persone che, armate di pietre, hanno tentato invano di fare irruzione nella sede dell’Agenzia delle Entrate, in corso Bolzano a Torino. Una volta respinta la protesta, i poliziotti in servizio si sono tolti il casco su disposizione del funzionario responsabile «essendo venute meno le esigenze operative che ne avevano imposto l’utilizzo». Ne é seguito un lungo applauso da parte dei cittadini presenti. «Siete come noi», ha urlato qualcuno di loro ai poliziotti. La circostanza é stata interpretata da alcuni – anche grazie all’immediato post di Beppe Grillo – come la volontà dei poliziotti di condividere le ragioni della protesta. Niente di tutto questo per la Questura di Torino, che parla invece di un «comportamento da considerare ordinario e correlato al venir meno dello stato di tensione e delle esigenze di ordine pubblico». Sull’ importante e simbolico gesto dei “ caschi “ registriamo la dichiarazione del Segretario Generale del SIULP Polizia Felice Romano: Quanto accaduto a Torino, a Genova e in tutte le altre città, nonostante i soliti delinquenti professionisti del disordine che hanno dato sfogo alla loro indole criminale e violenta, senza però riuscire a separare il “Paese” (cittadini e poliziotti), merita un plauso a tutti quei colleghi di tutte le forze di polizia che oggi, in modo professionale e coraggiosamente hanno detto simbolicamente basta alla lontananza della politica governativa e dei palazzi del potere rispetto ai danni che stanno producendo contro le famiglie e i lavoratori di questo paese. Togliersi il casco in segno di manifesta solidarietà e totale condivisione delle ragioni a base della protesta odierna di tutti i cittadini che hanno voluto gridare basta allo sfruttamento e al soffocamento dei lavoratori e delle famiglie italiane, è un atto che per quanto simbolico dimostra però che la misura è colma e che i palazzi, gli apparati, e la stessa politica ormai sono lontani dai problemi reali dei cittadini e troppo indaffarati ai giochi di potere per la propria sopravvivenza e conservazione della casta. Ecco perché il governo in primis e il ministro Alfano a seguire, bene farebbero al ascoltare il Sindacato e prima ancora i cittadini di questo Paese; giacchè la misura e colma e se non si inverte questa tendenza a chiedere sempre e maggiori sacrifici in cambio di nulla, a maggior ragione quando non si da il buon esempio cominciando a rinunciare i propri privilegi che sono tanti, anzi troppi, si ricordino il passaggio biblico nel quale si afferma: “terribile sarà l’ira degli onesti”. Lo afferma Felice Romano, Segretario Generale del SIULP in una nota nella quale, nel commentare le straordinarie immagini in cui gli appartenenti alle forze di polizia si sono tolti il casco in segno di condivisione e rispetto delle ragioni della protesta, senza per questo rinunciare o abdicare al proprio dovere di garantire la sicurezza pubblica e di fermare i violenti, sottolinea come questo epilogo fosse scontato rispetto al grido di allarme che il SIULP, a nome dei poliziotti, sta lanciando da tempo e che il governo continua a non raccogliere. Speriamo che questo segnale sia da monito ai palazzi del potere, alle caste, al governo ma anche a tutti i violenti e i professionisti del disordine. Questa volta nessuno riuscirà a separare il “Paese” sano costituito dai lavoratori, dalle famiglie e dai servitori dello Stato, come accaduto negli anni di piombo. Che il governo ne tragga le dovute e necessarie conseguenze. Il SIULP sarà a fianco e con questi colleghi per dire basta allo sfruttamento e al maltrattamento dei poliziotti e dei cittadini, per dire ascoltate la voce del popolo.

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