ROMA – ''Mi auguro che ci possa essere lo sblocco del rinnovo contrattuale dal 2015 ma dipende da come andra' l'economia del Paese'': lo dice il ministro della P.a., Gianpiero D'Alia** confermando quindi di fatto il blocco degli aumenti salariali dei dipendenti pubblici fino a fine 2014.
Le risorse , precisa, “non ci sono” perché il governo ha altre priorità “come lavoro e fisco”. D'Alia lo ha detto sottolineando la consapevolezza che è “un grosso sacrificio per i dipendenti pubblici ma – aggiunge a margine del ForumPa – fa parte dei sacrifici che stanno facendo tutti gli italiani ''Dobbiamo farlo capire ai sindacati e ai dipendenti dobbiamo responsabilizzare il sindacato, oggi la fase della rivendicazione e' finita''.
Secondo gli ultimi dati elaborati da Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, nel 2011 la spesa complessiva per stipendi si è ridotta dell'1,6% e le anticipazioni Istat riferiscono di un calo del 2,3% nel 2012. La spesa è prevista in calo anche quest'anno e il venturo, non solo per il blocco dei contratti ma anche (soprattutto) per il calo del numero dei dipendenti, passati dai 3,6 milioni del 2007 a meno di 3,4 milioni nel 2012 (-6% in cinque anni; -7% in dieci).
Era chiaro da mesi che ci sarebbe stato il blocco dei contratti anche per il 2014 e che non ci fossero né certezze né intenzioni politiche di sbloccarli ed in questi giorni si sta solo ratificando il tutto, anzi, è probabile che si arrivi fino al 2017 in regime di blocco.
Per mesi, Associazioni ( Assodipro e Ficiesse ) , Sindacati di Polizia e qualche singolo componente delle Rappresentanze Militari, hanno fatto manifestazioni e sit-in contro tagli, blocchi e riforma pensioni mentre alcuni settori delle Rappresentanze erano totalmente assenti ed assistevano ad iter legislativi, che si concretizzano con spending , revisione dello strumento militare e blocchi, passivi e senza rappresentare. Passivi al punto da occultare comunicati stampa “ troppo critici “ e subire “ pesanti rampogne “, dall’ex Ministro difesa ammiraglio tecnico, senza la minima reazione rappresentativa . IERI, IN UN COMUNICATO del CoCeR E.I. leggiamo : “ L’ennesima proroga del blocco stipendiale per l’anno 2014 sancirebbe irrimediabilmente il regime di povertà per i più fedeli servitori dello stato “; “ netta, ferma e decisa contrarietà al blocco “; non è più possibile chiedere ai militari di assolvere i loro compiti e ripagarli sempre con lo stesso stipendio, la misura è colma “.
PAROLE E FRASI quasi “ sindacali “, sicuramente colpevolmente tardive e che rischiano, per l’ennesima volta, di rimanere tali e vacue senza ulteriori iniziative.
** Gianpiero D’Alia : Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione nel Governo Letta. Figlio di Salvatore D'Alia, deputato della Democrazia Cristiana e poi del Centro Cristiano Democratico tra il 1987 e il 2001, Gianpiero D'Alia è eletto per la prima volta alla Camera dei deputati nel 2001 in virtù di una candidatura nel collegio maggioritario Messina Mata e Grifone, in collegamento con la lista civetta Abolizione dello scorporo. Nel governo Berlusconi III è stato Sottosegretario di Stato all'Interno, espresso dall'UDC. Nelle Elezioni Politiche del 2008 viene eletto al Senato della Repubblica. Diventa qui presidente del gruppo parlamentare Gruppo UDC, SVP e Autonomie, al Senato: a questo gruppo hanno aderito anche i Senatori a vita Giulio Andreotti, Emilio Colombo e Francesco Cossiga.

