I CoCeR NON vanno all’incontro con Stato Maggiore sul Riordino. Chiedono Sblocco Contratti, Modifiche alla legge 244 sui Tagli al personale e DIRITTI SINDACALI.

A cura di Assodipro Roma 
E’ un momento di svolta dal quale non si può più indietreggiare. Dopo quasi 2 anni di soporifera rappresentanza il risveglio sembra continuare . Dopo mesi e mesi , durante i quali gli arcaici meccanismi della rappresentanza continuavano a girare a vuoto senza nessun risultato e manovrati da vertici e parti della rappresentanza permeate da un sindacato giallo pro vertice a danno del personale, finalmente, come abbiamo invocato per mesi durante i quali abbiamo informato e combattuto quasi da soli contro tagli pesantissimi, blocchi stipendiali e controriforme,  la parte progressista e che vuole rappresentare dignitosamente sembra essere diventata maggioranza.   Il Ministro Mauro, all’apparire del “ fermento “ nella base , finalmente trasmesso dai CoCeR poco tempo fa in riunioni o documenti, appariva sorpreso ed impreparato in quanto aveva battuto le solite strade che possiamo riassumere così : I vertici decidono senza consultare e concertare con il personale, preparano e appoggiano provvedimenti normativi e tagli come se il personale militare fossero dei sudditi, per poi sottoporli ad una rappresentanza sindacato giallo che tutto accetta e tutto ingoia ! Nell’arcaico sistema della rappresentanza il vertice chiama il ministro per ratificare ed incontrare i rappresentanti senza che questi avessero né informazione ne ruoli concertativi ! Dopo mesi, questa volta non sembra che vada così ed il Ministro MARIO MAURO si è ritrovato , anche per la pesantezza dei provvedimenti sui tagli, sui blocchi e sul riordino, un fermento che non considerava o che era stato abbondantemente sottovalutato da lui e dalle commissioni difesa totalmente sorde e insensibili
Il CoCeR Interforze RIFIUTA di Incontrare i Vertici di Stato Maggiore Difesa che li avevano convocati dopo che gli stessi avevano effettuato 40 (!) riunioni per preparare il riordino senza contattare i diretti interessati ( personale ) . In un documento confermano quanto scritto al Ministro Difesa Mauro e chiedono :DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI “di chiedere al Ministro l’immediata rivisitazione del modello di rappresentanza militare, dando piena attuazione al ruolo di parte sociale degli organi di rappresentanza e dotando gli stessi di: autonomia finanziaria e giuridica, reali ed effettivi poteri di contrattazione di primo e secondo livello (contrattazione integrativa), reali ed effettivi poteri di controllo delle norme contrattuali, reali ed effettivi poteri di tutela collettiva ed individuale.  “ IL BLOCCO ECONOMICO , in ragione della specificità degli ordinamenti e l’assenza di effettivi strumenti di contrattazione, ha prodotto una penalizzazione economica per il personale del comparto sicurezza e difesa ben maggiore di quella patita dal resto del pubblico impiego, creando disparità di trattamento stipendiale, anche tra il personale del comparto stesso, nel presente, ed ulteriori e ingiustificate diversificazioni sul piano pensionistico, nel futuro” – “ LA LEGGE N. 244/2013 di Revisione dello strumento Militare recentemente attuata attraverso due decreti, c.d. discendenti, fortemente voluti dall’attuale Ministro della Difesa e dai suoi predecessori, produrrà nei prossimi anni un notevole decremento della spesa dedicata al personale delle FF.AA. (attraverso un importante ridimensionamento degli effettivi) a vantaggio della spesa per investimenti, senza che nemmeno un euro sia stato destinato al personale che rimarrà in servizio” –  
  Il documento completo:   NO AL RIORDINO – SI AI DIRITTI SINDACALI – SBLOCCO CONTRATTI IMMEDIATO – MODIFICHE ALLA LEGGE CHE TAGLIA IL PERSONALE PER FAVORIRE INDUSTRIA E LOBBY .
in LEGGI TUTTO IL DOCUMENTO COMPLETO 
Incontro con il Ministro della Difesa On. Mario Mauro. VISTO il testo della bozza di Legge delega di riordino dei ruoli del personale del comparto sicurezza e difesa pervenuto a questo Consiglio con nota n. 2669, in data 10/01/2014, di Stato Maggiore Difesa ; TENUTO CONTO che in ordine al testo in oggetto è stato richiesto a questo Consiglio di esprimere un parere entro 20 giorni per effetto di una tempistica estremamente veloce dettate da esigenze del Ministero degli Interni; CONSIDERATO che gli effetti economici delle promozioni e gli incrementi stipendiali del personale del comparto sono congelati dal 01.01.2011 e rimarranno congelati sino al prossimo 31.12.2014 per effetto dell’art. 9 del d.l. n. 78/2010; PRESO ATTO che il blocco, in ragione della specificità degli ordinamenti e l’assenza di effettivi strumenti di contrattazione, ha prodotto una penalizzazione economica per il personale del comparto sicurezza e difesa ben maggiore di quella patita dal resto del pubblico impiego, creando disparità di trattamento stipendiale, anche tra il personale del comparto stesso, nel presente, ed ulteriori e ingiustificate diversificazioni sul piano pensionistico, nel futuro; TENUTO CONTO che altre categorie del pubblico impiego hanno trovato il modo di attenuare/eliminare la  problematica attraverso interpretazioni della normativa (magistrati, dirigenti di altri comparti) e/o attraverso lo strumento della contrattazione integrativa, preclusa al comparto; CONSIDERATO che anche il personale della scuola, altra categoria di personale pubblico particolarmente colpita da blocco stipendiale, per effetto della particolare dinamica salariale, è riuscito a superare gli effetti del blocco stipendiale attraverso lo strumento della contrattazione, utilizzando risorse provenienti dal turn-over e dal fondo per il miglioramento dell’offerta formativa; TENUTO CONTO che un periodo di congelamento stipendiale, per essere considerato transitorio, anche alla luce delle recenti pronunce della Corte Costituzionale, deve avere un inizio e una fine in un tempo contenuto e che un blocco che si protraesse per un quinquennio (2011- 2015) e di cui non fossero indicate le modalità di rimozione non potrebbe essere considerato più un provvedimento eccezionale e temporaneo; TENUTO CONTO che la legge n. 244/2013 di Revisione dello strumento Militare recentemente attuta attraverso due decreti, c.d. discendenti, fortemente voluti dall’attuale Ministro della Difesa e dai suoi predecessori, produrrà nei prossimi anni un notevole decremento della spesa dedicata al personale delle FF.AA. (attraverso un importante ridimensionamento degli effettivi) a vantaggio della spesa per investimenti, senza che nemmeno un euro sia stato destinato al personale che rimarrà in servizio; CONSIDERATO che nelle Forze di Polizia le norme sul blocco del turn-over hanno provocato negli ultimi anni carenze organiche dell’ordine di migliaia di unità, mentre i compiti sono rimasti immutati e gli impegni sono addirittura aumentati; PRESO ATTO che l’attuale obsoleto modello di rappresentanza militare non permette di tutelare il personale in modo concreto ed effettivo, soprattutto nel confronto con le Autorità di Governo (e comunque, nemmeno adeguatamente bilanciato rispetto al personale delle forze di polizie ad ordinamento civile), come, d’altronde, ammesso anche dallo stesso Ministro della Difesa Mario Mauro nel corso dei recentissimi confronti in ordine ai decreti discendenti della Legge n. 244/2013; RITENUTO che un riordino dei ruoli nel contesto sopra descritto, in cui l’attuale struttura delle carriere è sconvolta dai provvedimenti in materia di contenimento della spesa pubblica, potrebbe risultare intempestivo e ulteriormente distorsivo; VISTA la mancanza di attenzione alla tematica della tutela del personale militare, riscontrata nel corso dell’audizione presso le Commissioni riunite di Camera e Senato, relativa al varo dei rovvedimenti di riorganizzazione dello strumento militare. Tutto ciò premesso, il CoCeR ritiene: 1. irricevibile il testo del riordino delle carriere così come pervenuto e di chiedere al Ministro della Difesa di rinviare e subordinare ogni tipo di discussione in merito al predetto provvedimento alla risoluzione delle seguenti più urgenti problematiche: finanziamento delle misure una tantum ex art. 8 comma 11bis del d.l. n. 78/2010 al fine di reintegrare completamente gli effetti del blocco stipendiale per l’anno 2013; abrogazione della proroga degli effetti del blocco stipendiale per l’anno 2014;   2. di chiedere al Ministro l’immediata rivisitazione del modello di rappresentanza militare, dando piena attuazione al ruolo di parte sociale degli organi di rappresentanza e dotando gli stessi di: autonomia finanziaria e giuridica, reali ed effettivi poteri di contrattazione di primo e secondo livello (contrattazione integrativa), reali ed effettivi poteri di controllo delle norme contrattuali, reali ed effettivi poteri di tutela collettiva ed individuale. 3. di chiedere al Ministro di concordare con il CoCeR le modalità di partecipazione della rappresentanza militare alle procedure di emanazione dei provvedimenti attuativi e delle integrazioni/correzioni della riforma dello strumento militare. Documento approvato all’unanimità ,gennaio 2014.

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