Il Diario Michele Fornicola

Fermezza o Rigidità? Questo è il problema

Si chiude l’anno 2018 ed è tempo di fare bilanci a consuntivo e a preventivo per l’anno nuovo. Michele Fornicola già Delegato Coir Carabinieri traccia con spirito critico un percorso che lo ha contraddistinto, sempre al limite tra l’apprezzamento dei colleghi e il fiato sul collo dell’Amministrazione, pronta a rilevare ogni più piccola inosservanza al regolamento disciplina. Così appare l’Amministrazione “..forte con i deboli e debole con i forti..”. Stesso discorso nei rapporti con i Delegati Cocer, parti in causa e rappresentanti del personale da molti anni, siedono nel più alto scranno della Rappresentanza Militare con poche variazioni sul tema. Lo “Spirito critico” di Michele, come spesso ama dire, “non è un nucleo di veridicità” ma un punto di vista, una posizione con limiti e vantaggi di chi afferma le proprie idee mettendoci la faccia.

C’è una grossa differenza tra “fermezza” e “rigidità”, nella prima si è disponibili al cambiamento, va posta in essere con cura e buon senso e si rivolge ad un figlio, un amico, un collaboratore fedele. La rigidità è impersonale, non ammette deviazioni, uno vale l’altro, fine a se stessa, ferma nei propri valori, nelle proprie esperienze.  L’arma dei Carabinieri è cambiata moltissimo negli ultimi anni. La sua evoluzione è ancora in corso ed ha già comportato un carico maggiore di responsabilità a livello individuale. Spesso le Amministrazioni sono “rigide” pongono limiti, impongono divieti e non prendono atto del cambiamento dei tempi, delle differenze soggettive dei suoi dipendenti. Così capita che il personale nel vedersi sopraffatto si rivolga al giudice e quest’ultimo gli dia ragione, come nel caso della Corte Costituzionale ha depenalizzato e riconosciuto di diritto dei militari, di criticare aspramente, gli ufficiali che li comandano con metodi oppressivi. Un piccolo grande passo in avanti. I metodi da “gestapo” non sono compatibili in uno stato civile e democratico, immaginare che questa parola debba derivare da un Giudice è già un fallimento per una Amministrazione che vuole essere mamma e non matrigna con i suoi dipendenti.

A proposito di Sentenze che obbligano l’Amministrazione ad adattarsi al segno dei tempi, siamo in attesa di capire quali saranno gli intendimenti per il nuovo anno della decisione della Corte Costituzionale 120/04.  In attesa che il Parlamento elabori una legge attuativa della sentenza saranno importanti i pareri delle Amministrazioni, si comporteranno con “Fermezza” o con “Rigidità”? Questo è il dilemma.

Buon Anno

La Redazione

Il Diario di Michele

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