In arrivo il regolamento bavaglio per i militari

Pochi avranno avuto la pazienza di leggere i 2.270 articoli del Codice dell'Ordinamento Militare edizione 2010, al cui interno, vi si trovano diverse innovazioni degli articoli che componevano le Norme di principio sulla disciplina militare (legge 382/78) ed il regolamento di disciplina militare derivante (D.P.R. 545/86).

Senza troppi giri di parole, il Governo di centro-destra così prodigo di complimenti nei confronti dei suoi militari, che si profonde in sperticati elogi e roboanti annunci, quel Governo che da oltre due anni non trova il tempo per rinnovare il contratto alle Forze armate e alle Forze di polizia, ha trovato il tempo, per mano dell'efficientissimo ministro La Russa, per comprimere ulteriormente quei pochi diritti civili che le leggi e le normative attribuivano a chi indossa una divisa, peraltro richiamandosi a precisi dettami costituzionali. Ma veniamo al dunque.

Libertà di pensiero e di espressione

Queste due fondamentali libertà costituzionali erano cristallizate dall'art. 9 della legge 382/78 che al comma 1 così recitava:

1. I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare o di servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione.

In sostanza il militare era libero di dire o di scrivere qualunque cosa a patto che di non trattare argomenti a carattere riservato (di interesse militare o di servizio). Già la norma metteva in confusione più di qualcuno, sia chi doveva osservarla sia chi doveva farla osservare, perchè sovente veniva letta in maniera restrittiva, e cioè che non si potesse parlare in ogni caso di argomenti di servizio, a causa dell'enunciazione cavillosa della norma. In realtà il Consiglio di Stato, dandone una lettura autentica, ha spiegato che la trattazione di argomenti per i quali deve essere ottenuta l'autorizzazione sono esclusivamente quelli a carattere riservato e che la norma non può ricomprendere tutti i fatti o le circostanze inerenti il servizio, specialmente quelli non riservati.

Con il nuovo Codice dell'Ordinamento Militare, l'intraprendente La Russa, ma più verosimilmente i legulei con le stellette, hanno innovato l'art.9 della 392/78 che adesso, rubricato nell'articolo 1472 recità così:

1. I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare, di servizio o collegati al servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione.

Se dunque prima la norma era scritta in modo da far confondere chi la leggeva perchè vergata in un italiano contorto, adesso è chiarissima, e non solo viene vietata la trattazione di argomenti a carattere riservato di interesse militare, ma adesso anche quelli “di servizio o collegati al servizio”. In pratica il militare non potrà più parlare in pubblico (nè in privato) di fatti o circostanze già note e comunque non riservati.

Non c'è che dire: questo Governo vuole proprio un gran bene ai membri delle Forze Armate……

Il Codice dell'Ordinamento Militare, entrerà in vigore il 9 ottobre prossimo ed è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 8-5-2010 – Suppl. Ordinario n.84.
Decreto Legislativo 15 marzo 2010, n.66
“Codice dell'ordinamento militare”

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