INTERROGAZIONE PARLAMENTARE di Gianluca RIZZO e altri SUI DIRITTI SINDACALI AI MILITARI. Quali iniziative o opinioni del Governo In attesa del Giudizio della Corte Costituzionale sul ricorso di ASSODIPRO sui DIRITTI rinviato dal Consiglio di Stato alla suprema Corte.

A cura di Assodipro Nazionale

COSTITUZIONE Art. 134.
La Corte costituzionale giudica:
sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti, aventi forza di legge, dello Stato e delle Regioni;
sui conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato e su quelli tra lo Stato e le Regioni, e tra le Regioni;
sulle accuse promosse contro il Presidente della Repubblica, a norma della Costituzione.

Art. 136. Quando la Corte dichiara l’illegittimità costituzionale di una norma di legge o di atto avente forza di legge, la norma cessa di avere efficacia dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione.

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE
Primo firmatario: RIZZO GIANLUCA
Gruppo: MOVIMENTO 5 STELLE
Data firma: 04/10/2017
Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo
BASILIO TATIANA MOVIMENTO 5 STELLE
CORDA EMANUELA MOVIMENTO 5 STELLE
FRUSONE LUCA MOVIMENTO 5 STELLE
TOFALO ANGELO MOVIMENTO 5 STELLE

Destinatari
Ministero destinatario:
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
MINISTERO DELLA DIFESA
Attuale delegato a rispondere: PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI delegato in data 04/10/2017
Stato iter: IN CORSO
Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-18022
presentato da
RIZZO Gianluca
testo di Mercoledì 4 ottobre 2017, seduta n. 864RIZZO, BASILIO, CORDA, FRUSONE e TOFALO. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:il tema dei diritti associativi/sindacali dei militari è sull’agenda politica del Parlamento da diverse legislature, senza che esso sia approdato concretamente ad un testo aggiornato secondo le nuove aspettative di un modello, quello militare, non più basato sulla leva ma sul professionismo; il testo normativo di riferimento è il decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (codice dell’ordinamento militare) che ha ereditato i contenuti dalla precedente legge 11 luglio 1978, n. 232;
sono diverse le iniziative, in questa legislatura, presentate anche dal gruppo parlamentare del Movimento5Stelle
per stimolare il Governo e la maggioranza che lo sostiene a far proprie le istanze che indicano la strada
dell’associazionismo libero di tipo sindacale come strada da perseguire nell’ammodernare questo istituto di
rappresentanza democratica delle Forze armate;
da ultima non per importanza, ma per ordine cronologico, appare interessante l’ordinanza 111 del Consiglio di Stato del 4 maggio 2017 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 6 settembre 2017, n. 36, con cui si dispone la sospensione del giudizio sul ricorso proposto dall’Associazione solidarietà diritto e progresso (ASSODIPRO) contro il Ministero dell’economia e delle finanze per le limitazioni all’esercizio del diritto di associazione e il divieto di sciopero e nonché per le limitazioni del diritto dei militari di costituire associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali, con invio all’esame della Corte costituzionale che si dovrà pronunciare tra qualche mese;
il Consiglio di Stato ha ordinato altresì l’immediata comunicazione degli atti al Presidente del Consiglio dei ministri, nonché ai Presidenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
il collegio giudicante ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 1475, comma 2, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66 (codice dell’ordinamento militare), dopo che inizialmente il ricorso era stato accolto dal tribunale amministrativo regionale Lazio con sentenza n. 8052 del 23 luglio 2014, per contrasto con l’articolo 117, primo comma, della Costituzione, in relazione agli articoli 11 e 14 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, come da ultimo interpretati dalle sentenze in data 2 ottobre 2014 della Corte europea dei diritti dell’uomo, quinta sezione, nei casi «Matelly c. Francia» (ricorso n. 10609/10) e «Adefdromil c. Francia» (ricorso n. 32191/09) e per contrasto con l’articolo 117, primo comma, della Costituzione, in relazione all’articolo 5, terzo periodo, della Carta sociale europea riveduta, firmata in Strasburgo in data 3 maggio 1996 e resa esecutiva in Italia con legge 9 febbraio 1999, n. 30 –:

quali iniziative intenda assumere il Governo, per i profili di competenza, alla luce di quanto rilevato dal Consiglio di Stato ed indicato in premessa, al fine di favorire il processo di ammodernamento e armonizzazione delle Forze armate sul tema della libertà di associazione.

(4-18022)

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