Intervista di Assodipro a Domenico ROSSI – Parlamentare membro Commissione Difesa : La Politica, I Decreti sui Tagli alle FF.AA. Lo Scivolo ed il ruolo di RR.MM. e Sindacato.

INTERVISTA   A  Domenico  ROSSI  parlamentare e Membro Commissione Difesa
A cura della Redazione Assodipro Roma
A scopo informativo e di migliore conoscenza, negli ultimi cambiamenti nel partito di Scelta Civica ci può dire in quale area politica/progetto lei si colloca e con chi ? Come penso ormai noto Scelta Civica si è divisa in due gruppi,di cui uno ha continuato ad avere la vecchia denominazione (vi appartengono Mario Monti, Andrea Romano,Pietro Ichino,Irene Tinagli etc) e uno ha assunto la denominazione provvisoria di “Progetto per l’Italia” in attesa di definire un nuovo soggetto politico. Ho scelto di collocarmi in questo nuovo gruppo , dove sono presenti tra gli altri l’attuale Ministro della Difesa Sen. Mauro,l’On Dellai  (capo gruppo alla Camera), il Ministro della Funzione Pubblica On. D’Alia,il Sen. Lucio Romano (capo gruppo al Senato),anche perché mi sembrava di dovermi staccare da persone  lontane culturalmente dal mondo delle Forze Armate.  On. Rossi , dopo l’audizione dei vertici delle FF.AA. e del Ministro Difesa Mauro sulla revisione strumento militare e sui pesanti tagli di personale collegati a decine di chiusure e accorpamento  di Enti, il personale rimane deluso e preoccupato da numeri e cifre. Il CSMD aveva parlato di 2-300 militari anno interessati all’esodo/scivolo per gli enti in chiusura, Mauro ha fatto la cifra, ben più realistica, di circa 18mila unità in 8 anni. Non pensa che i lavoratori del  Comparto Difesa, escluso pochi siti di interesse come quello della nostra associazione,  abbiano dei grossi deficit di informazione ? I vertici dovrebbero comunicare di più a fronte di tali e importanti argomenti ? Dobbiamo ritenere corretta lo cifra fatta dal Ministro ? Innanzi tutto concordo sul fatto che il personale della Difesa avrebbe bisogno di una informazione maggiore sia per tempestività sia per contenuti. Anche perché la carenza o la mancanza di informazione genera dubbi,insicurezza, malcontento. Inoltre l’informazione è necessaria anche per  avere rispetto delle famiglie del personale militare che desiderano rassicurazioni anche su questioni concrete come la casa o la scuola dei figli dell’anno successivo. Per quanto concerne i numeri solo apparentemente sono discordanti. Infatti, la dichiarazione del Ministro è confermata dalla relazione tecnica del provvedimento che indica  come al 2024 ,tenuto conto degli esodi fisiologici e dei necessari reclutamenti di giovani,vi saranno circa 18.000 esuberi. Così come le  200-300 unità all’anno interessate all’esodo/scivolo per gli enti in chiusura sono unicamente una stima effettuata  rispetto all’esubero dei singoli anni ,delle  unità che potrebbero transitare in altre amministrazioni pubbliche o regionali/locali  o in arq nonché tenendo conto della scarsa risposta del mondo militare a tale forma di esenzione nel recente passato. On. Rossi, nel corso dell’audizione del Ministro è apparso evidente che il termine “ scivolo d’oro “ è solo una brutta definizione giornalistica che ha creato illusioni tra il personale e malcontento in altri comparti “ ingannati “ da articoli  non chiari o devianti . Gli esempi fatti dal ministro sono stati abbastanza chiari . Ci conferma che il personale ( prevalentemente Marescialli ) interessati dal provvedimento di scivolo per il personale degli enti in chiusura/riorganizzazione andrebbe in uscita anticipata con una retribuzione di circa il 58% del netto ultima busta paga ? Innanzi tutto come ho già detto in altra intervista e qui lo ribadisco l’esenzione dal servizio cosiddetta “scivolo d’oro” non è  un provvedimento chiesto dal personale, ma è un provvedimento necessario all’amministrazione per “svecchiare” il proprio personale entro il 2024. Non ci sarebbe infatti bisogno di esodi o transiti  laddove si fosse ipotizzato il raggiungimento dei 150.000  attraverso il naturale esodo fisiologico ovvero  al 2030-2035. Per quanto concerne la sostanza della norma essa prevede un trattamento economico pari all’85% di quello fisso e continuativo percepito in territorio nazionale al momento del collocamento nella nuova posizione. Ciò peraltro non corrisponde come strumentalmente affermato da qualcuno all’85% dell’ultima busta paga, in quanto vi sono  diverse voci retributive “non fisse e continuative” (in quanto legate all’effettivo impiego), che non rientrano nella base di computo in esame (es. indennità operative eventuali, compensi forfettari d’impiego e di guardia, indennità onnicomprensiva, compenso per lavoro straordinario, fondo per l’efficienza dei servizi istituzionali, indennità di missione, etc.). Tali voci, il cui ammontare in busta paga è ovviamente soggettivo, possono essere mediamente stimate ,pur con larga approssimazione, in non meno del 20% della “busta paga. Pertanto  il personale “esentato”  è destinato a percepire non oltre l’85% dell’80%  dell’ultima “busta paga” ovvero circa il 70% di quest’ultima. Fermo restando che a tale trattamento….   CONTINUA IN   LEGGI TUTTO 
il militare esentato dal servizio può cumulare unicamente un eventuale reddito di lavoro autonomo o per collaborazioni e consulenze con soggetti diversi da pubbliche amministrazioni o società e consorzi dalle stesse partecipatiAlcuni Gruppi ( Sel e M5S ) hanno chiesto al Ministro uno slittamento della delega ma la risposta è stata negativa.  Non ritiene che un progetto così pesante di tagli di personale e chiusure/riorganizzazioni andrebbe affrontato in un libro bianco e riforma Complessiva della Difesa ? Onestamente ritengo che SEL e  M5S abbiano fatto l’errore di non chiedere un termine preciso e soprattutto giustificato di una eventuale deroga. Ciò fermo restando che il Ministro,in sede di audizione, a fronte di tale richiesta pur non concedendola ha sempre detto che non intendeva portare il provvedimento in Consiglio dei Ministri senza il parere delle Commissioni. Sono le Commissioni che pertanto si sono comunque espresse,ritenendo di essere nelle condizioni di farlo,compreso chi propendeva per una deroga .  Ciò premesso considero il provvedimento a mio avviso già sorpassato nel senso che si è trattato di una  rimodulazione finanziaria nell’impiego delle risorse disponibili da cui a cascata è venuto tutto il resto. Considero pertanto non opportuno ma assolutamente indispensabile un libro bianco della difesa per affrontare una vera riforma che tenga conto delle reali esigenze ,ivi comprese quelle del personale.  A Differenza di chi pensa ( Ichino ) che i militari, disconoscendone compiti , specificità e condizione di lavoro senza diritti associativi e sindacali, vadano trattati tal quale ai dipendenti pubblici, e quindi andrebbero applicati transiti forzati nella P.A. o conseguente mobilità e licenziamento dopo due anni; Lei è stato l’unico che ha sottolineato l’importanza del carattere volontario del transito in altre amministrazioni, ci spiega meglio questa sua posizione che sarebbe una fondamentale tutela per il personale ? Noi pensiamo che comunque il transito nella P.A. è di difficile realizzazione/ applicazioni per una serie di motivi anche oggettivi , è d’accordo ? La divisa che ho portato per 44 anni ,i sentimenti di massimo rispetto che ho per chi ancora ha l’onore di indossarla ,i comuni valori di riferimento  mi fanno ritenere che occorre avere la massima considerazione della dignità delle persone a cui diciamo di essere in esubero perché si è  deciso di ridurre l’organico delle Forze Armate. A  maggiore chiarimento del mio pensiero riporto uno stralcio del mio intervento in Commissione Difesa “…. C’è  uno spartiacque rappresentato dalla volontarietà verso qualsiasi tipo di soluzione individuata:la volontarietà del personale nella  scelta delle soluzioni in quanto si coniuga con la specificità della professione militare. Questo è il punto su cui invito tutti i gruppi politici ad esprimersi con chiarezza,specie nei confronti di chi ci assiste,ci guarda e ci giudica. Stiamo parlando di persone che per 30 anni hanno indossato la divisa,che negli ultimi 15 anni sono andati in tutti i teatri operativi e che hanno visto colleghi morire o essere feriti; penso  quindi – e ciò sarebbe da me condiviso – che non accetterebbero di transitare obbligatoriamente in altre amministrazioni pubbliche o private,ritenendo ciò diverso da quello per cui hanno giurato e indossato una divisa per 30 anni”. Non credo ci sia nulla da aggiungere! Nel merito della effettiva possibilità dei transiti è chiaro che gli stessi saranno condizionati dal blocco del turn over della Pubblica Amministrazione e dalla mancanza di una norma che fissi una percentuale minima a disposizione rispetto agli eventuali posti disponibili. Aggiungo che personalmente non condivido che si sia negato a priori il transito nelle forze di polizia del personale in esubero,ritenendo che si sarebbe comunque salvaguardata la funzionalità di queste ultime condizionando il transito ai requisiti fissati dalle stesse. Così sembra una esclusione di principio lontana dal mio modo di vedere.    Non pensa che il Comparto Difesa ed il suo personale stia pagando un prezzo troppo alto al sistema di Spending Review / Tagli   e che questa legge di revisione dello strumento militare, ereditata dal Governo tecnico dell’ Ammiraglio Ministro, primo ad applicare la Spending Review tra i Comparti  Pubblici penalizzando e tagliando gli ingressi di giovani nelle FF.AA.  poteva essere meno dolorosa con il personale tagliato per recuperare risorse verso investimenti che , in alcuni casi, appaiono fuori dal tempo per i grandi costi ? La legge sul professionale e i relativi costi  non sono stati la causa dello squilibrio nell’impiego delle risorse, che ha motivato la riforma “Di Paola”. Lo sono invece stati i tagli lineari sul bilancio imposti dai Governi precedenti  che hanno portato ad una drastica riduzione delle risorse globali disponibili per la Difesa. Ovviamente quando si taglia il bilancio si vanno a comprimere quelle che sono le risorse disponibili  “alla mano”. Da qui i tagli avvenuti negli ultimi anni sull’unica parte veramente variabile le risorse per l’Esercizio ed in parte sull’Investimento fino a proporzioni nella spesa oggettivamente troppo differenziate nei   tre settori personale,esercizio,investimento. Da qui la riforma Di Paola,bravo a inglobare la Spending review nella riforma stessa senza effetti reali sul personale nel triennio 2013-2015 (di fatto solo esodi fisiologici). Rimane il dubbio sul perché nel computo delle risorse disponibili non siano state inserite quelle relative agli investimenti ma pagate dal MISE ,ancorchè non programmabili con certezza,che evidentemente avrebbero portato ad altre considerazioni e minori tagli sul personale. Per quanto concerne i sistemi d’arma  occorre subito un nuovo libro bianco che definisca i reali compiti assegnati alla Difesa e solo da li si potrà effettivamente giudicare sulla utilità o meno di determinati investimenti. Un giudizio che oggi lavorando solo sul singolo sistema d’arma e non sulle esigenze globali appare oggettivamente difficile sia in positivo che in negativo.
Ci riserviamo un successivo dibattito con lei sulla questione dei Diritti di Rappresentanza e delle Tutele che sono assenti nel Comparto Difesa se non con i CoCeR  sempre più vicini, tranne rare eccezioni, a Sindacati Gialli che a rappresentanti delegati dai lavoratori. Blocchi Stipendiali , Spending Review, TAGLI di personale e enti, Risorse, Riordini sperati o temuti ;  Lei è stato vertice di FF.AA. e presidente CoCeR , non pensa che con un sistema di Rappresentanza di tipo Europeo ( associativo-sindacale) e come concesso in molti stati i Militari, con un ruolo sindacale/negoziale, si sarebbero potuti difendere meglio dai tagli che avranno pesanti conseguenze lavorative, economiche, sociali e familiari ? nell’ultimo periodo sono maggiori le colpe dell’ attuale rappresentanza che non ha avuto nessun risultato o quelle delle politica che ha solo imposto e non ha ascoltato ?  La mia esperienza quale Presidente di COCER a stretto contatto con i Sindacati mi porta a dire che non ho notato significative differenze ovvero risolutive facoltà di questi ultimi, nel momento in cui siamo andati in concertazione ovvero nei  confronti in generale della politica. Ritengo di potere affermare che abbiamo sicuramente combattuto insieme  ognuno secondo le proprie possibilità e che i risultati sono stati ottenuti ,tanti o pochi che siano, sempre congiuntamente. Insieme abbiamo portato avanti le doverose istanze contro blocco previdenziale,innalzamento limiti di età pensionistici,previdenza complementare etc. Ovviamente quando,come mi sembrerebbe nel momento attuale, Sindacati e Cocer non sono collaborativi allora è più difficile raggiungere qualsiasi risultato. La mia idea che anticipo è quella che si può andare “oltre il sindacato senza essere sindacato”. Il vero problema a mio avviso sia per i Cocer sia per i Sindacati è avere un interlocutore con cui colloquiare in grado di decidere e prendere impegni. Quest’ultimo non  può essere il Ministro della Funzione Pubblica in sede di concertazione,in quanto  limitato nel solo impegno di definire la ripartizione delle risorse disponibili. Ecco perché a mio parere quello che serve è prioritariamente una legge che stabilisca in modo costante e preciso le modalità del rapporto tra sindacati e cocer del Comparto con il Governo nella sua massima espressione. E’ infatti con il Governo che si possono prendere impegni e stabilire patti e accordi anche di lunga durata. Quella si che sarebbe la sede e il livello giusto in cui potere difendere non solo la dignità di chi porta una divisa ma  anche quella delle relative famiglie. E’ una battaglia che anticipo di volere intraprendere perché a mio avviso è essenziale per potere valutare la condizione militare nel suo insieme e perché la ritengo dovuta quale riconoscimento della specificità del Comparto.   Decreti legislativi discendenti   Il 20 dicembre le Commissioni Difesa di Camera e Senato, hanno fornito il loro parere sui decreti legislativi discendenti dalla legge 244/2012 di revisione dello strumento militare. Per quanto concerne l’esenzione dal servizio,dopo la negativa campagna mediatica e  di strumentalizzazione condotta su alcuni articoli di stampa e in Parlamento dal PD,l’effettivo  risultato è stato che  sia  al Senato sia alla Camera,è stato espresso un parere favorevole “a condizione” che venga soppresso l’articolo 2209-sexies ovvero quello che prevedeva l’esenzione dal servizio ,giudicata nell’ambito del parere proposto dal relatore del PD in Commissione Difesa della Camera “insostenibile sul piano della più generale situazione sociale in atto nel Paese”. In particolare,oltre  tale previsione la Commissione Difesa del Senato esprime una “osservazione” con cui “invita” il Governo a presentare quanto prima una proposta legislativa volta ad introdurre disposizioni utili ad agevolare le procedure di transito nella Pubblica Amministrazione Amministrazioni locali ,accompagnata dalla previsione che non meno del 75% del   trattamento economico spettante al predetto personale rimanga a carico del  Ministero della Difesa. La Commissione Difesa della Camera oltre alla suddetta soppressione prevede sempre come “condizione” l’erogazione nell’ambito dei succitati transiti “….a carico del Ministero della Difesa dell’85% del trattamento economico di base e accessorio fisso e continuativo ……  mantenendo  a carico dell’Amministrazione che impiega il rimanente 15 % ….”. Inoltre ,sempre come “condizione“ prevede che nel testo del decreto legislativo sul personale sia inserita una previsione che “al fine di consentire il collocamento nella posizione di quiescenza del personale in esubero,preveda la possibilità del collocamento nella posizione di ausiliaria o di congedo assoluto,a scelta dell’interessato ,con 56 anni di età e 40 anni di anzianità contributivaL’unico commento a mio avviso possibile è che queste norme passate in particolare in Commissione Difesa della Camera con l’approvazione del PD e del M5S facciano riflettere sulla considerazione che è stata data nei confronti del personale delle Forze Armate. In particolare non posso non sottolineare come il PD sia stato a suo tempo uno dei principali artefici della approvazione della legge di riforma,che tra l’altro prevede espressamente la possibilità ora negata di avvalersi della esenzione dal servizio. Una legge  contro cui nessuno si è opposto   pur sapendo che avrebbe causato, esuberi del personale più anziano, difficoltà nei reclutamenti di giovani, meno possibilità di carriera per tutte le categorie,più precarietà e meno possibilità di essere inseriti in modo permanente nelle Forze ArmateSalvo ora gridare allo scandalo  per una possibilità a favore dello stesso penalizzato personale  già prevista in passato che eventualmente poteva essere corretta nella durata o nelle percentuali invece di prevederne l’esplicita soppressione. Un altro schiaffo in faccia al personale delle Forze Armate,tenuto anche conto che le previsioni non risolvono il problema degli esuberi ma evidentemente  lo aggravano  e personale che si troverà negli enti in chiusura rischia,a mio avviso, di dovere giocoforza essere trasferito  non potendo avvalersi nemmeno della norma di esenzione o di dovere accettare  per impedire di andare in altre sedi  di levarsi la divisa e andare presso qualche Amministrazione locale. I giudizi andranno peraltro espressi sui testi definitivi del Decreti. Ora come noto i pareri,che trattano peraltro vari aspetti anche altamente significativi come gli alloggi e  che non sono peraltro vincolanti andranno esaminati dal Ministro della Difesa per armonizzarli nei testi. In che modo? Ritengo  che i COCER sicuramente sapranno fare conoscere quanto prima il loro parere a riguardo. 

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