La Cassa di previdenza delle F.A. Problemi oggi e quale futuro ? C’è bisogno di massima chiarezza e trasparenza su previdenza e pensioni di Militari e Forze di Polizia . Da anni i GOVERNI LATITANO sull’avviare fondi pensione per il comparto Difesa Sicurezza.

A cura di Assodipro Piacenza e Nazionale

La Cassa di previdenza delle Forze Armate è stata istituita dal D.P.R. 4 Dicembre 2009 n. 211, le cui norme sono ora inglobate nel Testo Unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare approvato con D.P.R. 15 marzo 2010, n. 90, e deriva dal riordino e accorpamento delle preesistenti Casse militari di Forza Armata.La Cassa è sottoposta alla vigilanza del Ministro della Difesa e un organo dotato di personalità giuridica di diritto pubblico non economico che può esercitarla avvalendosi del capo di Stato Maggiore della Difesa.  

Il Consiglio di Amministrazione della Cassa di previdenza, al termine della procedura di gara di affidamento della gestione dei conti correnti, ha provveduto ad affidare in via definitiva e per i prossimi  anni, la gestione dei conti intestati ai fondi previdenziali dell’Ente, alla Nuova Banca delle Marche SpA che si è aggiudicata il bando battendo, di misura, la Banca Popolare di Sondrio Soc. Coop. per Azioni, seconda e unica concorrente. L’Istituto di credito a cui la Cassa delle Forze armate ha affidato la gestione dei suoi conti correnti i suoi conti titoli è attualmente presieduto da Roberto Nicastro, con Amministratore Delegato Luciano Goffi, è nato solo il 23 novembre 2015 per l’effetto del decreto legge 183 del 22.11.2015 “Disposizioni urgenti per il settore creditizio”, poi decaduto e confluito nella legge di stabilità per il 2016, subentrando nell’intera operatività dell’attività bancaria di Banca delle Marche SpA. 

Da tempo  leggiamo che la situazione della Cassa di previdenza delle Forze armate è a rischio fallimento, oltre RITARDI O BLOCCHI NEI PAGAMENTI di militari andati in PENSIONE, migliaia di lavoratori militari rischiano di non ricevere in futuro i loro dovuti trattamenti previdenziali ? La notizia resa nota a fine anno 2016 in un brefing del Ministero Difesa ai membri del Cocer riuniti, i vertice militari hanno sottolineato che senza un preciso intervento normativo l’istituto che oggi garantisce una sorta di previdenza complementare al personale militare è destinato ad andare in default a partire dal 2022.

La notizia del possibile “default” è stata una sorpresa per il  personale delle forze armate, mentre tra i 270.000 militari iscritti ai fondi di previdenza integrativa c’è una comprendibile  preoccupazione per le sorti delle loro future “Indennità Supplementari” .

I trattamenti pensionistici e previdenziali dovrebbero rappresentare una priorità per un Governo, perché  il Governo sta assistendo a problemi concreti senza assumere alcuna iniziativa o provvedimento, nonostante il coinvolgimento di migliaia di cittadini in uniforme del Comparto Difesa.

La normativa relativa alle fonti istitutive delle forme pensionistiche complementari – specificamente destinate ai pubblici dipendenti – è prevista dall’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252 (Disciplina delle forme pensionistiche complementari).
In particolare, per il personale del pubblico impiego cosiddetto contrattualizzato, di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, – nel cui ambito rientra anche il personale militare e le Forze di polizia di Stato – le forme pensionistiche complementari possono essere istituite secondo le norme dei rispettivi ordinamenti ovvero, in mancanza, mediante accordi tra i dipendenti stessi promossi da loro associazioni

Nonostante una sentenza TAR Lazio, sul ricorso numero di registro generale 9990 del 2012, proposto da ….. sull’ obbligo di concludere il procedimento amministrativo preordinato all’attivazione della cosiddetta “previdenza complementare”- esecuzione giudicato (sentenza n.9186/2011 del T.A.R. per il Lazio – sezione prima bis), P.Q.M. Definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, ordina al Ministero della Difesa ed al Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’innovazione in persona dei rispettivi Ministri pro-tempore, di dare esatta e completa esecuzione a quanto statuito con la sentenza n. 9186/2011 di questa Sezione entro il termine di 180 giorni dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza, ovvero dalla sua notifica, se anteriore. In caso di persistente inottemperanza nel termine sopraindicato, il Collegio nomina fin d’ora Commissario “ad acta” nella persona del Direttore Generale del personale del Ministero della Difesa, o un suo delegato, affinchè nell’ulteriore termine di 180 giorni ponga in essere tutti gli opportuni provvedimenti per l’esecuzione della sopracitata sentenza.

DAL 2012, NULLA è ACCADUTO. Il Tema dei Fondi pensione per tutti gli appartenenti al Comparto Difesa Sicurezza rimane irrisolto e la politica di GOVERNO latita su un argomento importante specialmente per chi ha pochi anni di servizio o decine di migliaia di Graduati che sono destinati, senza previdenza integrativa, ad avere una pensione da fame. Con il sistema attuale, senza modifiche e senza fondi pensione, i primi Graduati che andranno in pensione ( nel 2031 ) avranno una pensione LORDA di circa 1000 euro tra 14 anni. Il prossimo governo del paese si faccia carico del tema ed approvi provvedimenti indispensabili a garantire una pensione decorosa a chi, appartiene al comparto Difesa – Sicurezza  che avrà dato 40 anni o più della sua vita al servizio del paese.  

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