Il Governo Renzi come il Governo Mussolini. Senza ascoltare il personale ha “deportato e militarizzato“ il Corpo Forestale dello Stato trasferendolo nei Carabinieri,calpestati e cancellati diritti

Funzione Pubblica CGIL    CFS/CAMPANIA Agli amici di    ASSODIPRO     

OGGETTO: Militarizzazione funzioni e personale Corpo Forestale dello Stato    

Nella giornata del 15 u.s. il Consiglio dei Ministri ha finalmente emesso i Decreti attuativi circa le modalità di soppressione del Corpo Forestale dello Stato e del Suo Personale, sulla base delle delega parlamentare dello scorso Agosto. 
Purtroppo, nonostante la delega sancisse la soppressione del Corpo ma anche la conservazione della sua unitarietà e la salvaguardia delle competenze professionali presenti al suo interno; il Governo ha successivamente continuato ad evitare del tutto ogni dialogo con le Rappresentanze Sindacali e con il Personale direttamente interessato, basandosi unicamente sul solitario lavoro effettuato allo scopo ad opera del Capo del Corpo del C.F.S. e del Comandante Generale dei Carabinieri. 
La conclusione di tale lavoro, oggi tramutato dal Consiglio dei Ministri in decreto legge (formalmente manca ad oggi ancora il parere delle Commissioni parlamentari e la firma del Presidente della Repubblica.), pone fine all’unica Forza di Polizia nazionale specializzata in materie ambientali (nata nel 1822) già facente parte delle cinque Forze nazionali di Polizia facenti parte del Comparto Sicurezza, conducendo, nella sostanza, ad una militarizzazione obbligatoria di grandissima parte del suo personale. 
Infatti; l’attività di stesura delle bozze dei Decreti, nell’incredulità generale e nel silenzio-assenso governativo, prevede un transito di grandissima parte delle strutture e del Personale all’interno dell’Arma dei Carabinieri, la quale è notorio essere una Forza ad ordinamento militare, dipendente dal Ministero della Difesa. Il Decreto, a tutt’oggi a conoscenza del personale, ipocritamente, inganna con una parvenza di democratica e costituzionale libera scelta militare, ma in realtà al momento offre un labirinto legislativo all’interessato lettore, al quale in conclusione non garantisce alcuna certezza e sicurezza, se non la mobilità nei due anni precedenti alla disoccupazione. 
In definitiva quindi, personale in possesso di tutti i diritti  civili e politici sanciti dalla Costituzione Italiana e da tutte le Normative Europee, si troverebbe all’improvviso ed in forme praticamente coatte, in stato di regime militare, con tutto quello che ne conseguerebbe  dal punto di vista lavorativo e del proprio status giuridico. Quanto sopra potrebbe sembrare fantapolitica oppure la trama di un film ambientato nei paesi latino-americani degli anni ’70, ma purtroppo a tutt’ora sembra proprio la strada che questo Governo intende percorrere sul destino del Personale CFS. 
La scrivente sigla esprime tutto il suo apprezzamento per il meraviglioso lavoro che giornalmente svolgono i colleghi dell’Arma dei Carabinieri, fermo baluardo contro ogni forma di criminalità nel paese; tuttavia risulta illogico che si decida, di punto in bianco, di voler equiparare nello stesso Ordinamento personale dei Carabinieri (che dal momento della propria libera scelta militare è stato addestrato a quel regime giuridico ed a forme lavorative estremamente gerarchiche e rigide), con il personale vincitore di concorso pubblico del C.F.S., anche con 20 o 30 anni di servizio (che da decenni svolge i propri compiti con criteri diametralmente opposti, definiti con estrema elasticità e pronta capacità di intervento) e con il Personale direttivo C.F.S. di estrazione altresì distinta da quella dei ruoli Ufficiali militari. 
Quanto è stato incredibilmente proposto verrà, ovviamente, ribattuto in sede di ricorsi in Corte Costituzionale e Corte di Giustizia Europea già pronti da parte degli Uffici legali sindacali e anche da singoli dipendenti forestali e l’attuale Governo Renzi  rischierebbe fortemente una sconfitta legale ed un grave rischio d’immagine nei confronti del proprio elettorato democratico e del Parlamento Europeo, che già da tempo invita l’Italia alla smilitarizzazione delle Forze di Polizie e a distinguo tra militari e poliziotti. 
Una militarizzazione di Personale ad ordinamento civile ed un annullamento dei diritti prevista dalla Carta Costituzionale scritta con sacrificio del sangue dai nostri Padri della Repubblica non è mai avvenuta (e non può in alcun modo avvenire) dalla fine del Regime fascista e l’ultima volta che il Corpo Forestale dello Stato è stato militarizzato avvenne nel 1926 ad opera di Benito Mussolini
Ci si augura che queste basilari nozioni, del tutto a conoscenza di chi sta attuando le modalità di soppressione del Corpo Forestale dello Stato, vengano tenute in considerazione e che una sciagurata militarizzazione coatta non venga recepita quale un grave allarme per la tenuta democratica del paese, concomitante alle gravi accuse dello stesso tenore che vengono rivolte alle Riforme Costituzionali attualmente in corso
La Comunità Europea da tempo invita ad una smilitarizzazione in Italia e ad una netta distinzione tra funzioni di Polizia e funzioni militari e da più parti si chiede un maggiore rispetto ed ampliamento dei basilari diritti civili anche a favore del personale militare, considerando che il proprio dovere si può e si deve compiere senza alcuna necessità di negazione ad una libera e civile espressione e garantendo il personale sottoposto ad eventuali abusi ed arbitri ad opera dei superiori gerarchici. Tuttavia; il Governo Renzi sta scegliendo una strada contraria a quanto sopra, ritenendo di risolvere le storture e gli sprechi effettivamente presenti in Italia tramite una autoritaria stretta ed annullamento dei diritti e salvaguardie sancite, a danno solo delle classi subalterne. La militarizzazione coatta del personale del Corpo Forestale dello Stato rischia di essere la prova generale di un generale annullamento della nostra Costituzione (parte prima e non quinta…) e di tutte le garanzie fornite al cittadino dopo la tragica esperienza del ventennio fascista…? Si conclude invitando a combattere con tutte le forze al mantenimento democratico ed al rispetto dei diritti basilari che tengono civilmente in vita la nostra Patria.  

  Napoli, lì  29 Gennaio 2016   IL SEGRETARIO REGIONALE CGIL/CFS
Campania Alfonso RICCA

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