L’assurda militarizzazione del Corpo Forestale dello Stato.

*Il servizio di leva obbligatorio è stato abolito in Italia il primo gennaio del 2005. Da allora nessun cittadino è stato più costretto a indossare una divisa militare. La scelta di affidarsi ai dei professionisti ha fin qui dato dei buoni risultati. 
Chi decide spontaneamente di fare il soldato è spesso molto motivato. Sa di poter andare incontro a dei rischi, ma li accetta. Così come accetta il rispetto della gerarchia e l’idea di dover affrontare un’esistenza molto diversa da quella dei civili. 
Tra dieci mesi però un folto gruppo di italiani, spesso ultraquarantenni, si ritroverà dalla mattina alla sera arruolato contro la sua volontà nell’arma dei Carabinieri. 
Salvo ripensamenti dell’ultima ora è questo il destino della maggioranza delle 7.800 persone che oggi lavorano per il Corpo Forestale. Il decreto Madia sul riordino della pubblica amministrazione prevede che le forze di polizia diminuiscano a partire dal 2017 da cinque a quattro. E ha individuato proprio nei forestali il gruppo di dipendenti pubblici da far confluire nell’Arma. Il provvedimento del governo viene ora esaminato dalle commissioni parlamentari che dovranno esprimere un parere non vincolante. 
Poi toccherà al Consiglio di Stato. Già adesso però è chiaro come andrà a finire questa storia. 
Se la Forestale sarà accorpata ai Carabinieri i tribunali saranno intasati da migliaia di ricorsi. E una parte dei risparmi economici che l’esecutivo intende ottenere sciogliendo il Corpo verranno vanificati. 
Gli agenti della Forestale, al pari di quelli della Polizia di Stato, godono di un ordinamento civile. Possono riunirsi in sindacati, non hanno l’obbligo di riferire in via gerarchica i risultati delle indagini svolte per conto dei pubblici ministeri, se sbagliano non finiscono mai davanti a un tribunale militare, ma vengono giudicati solo dalla magistratura ordinaria. 
Come si può insomma pensare di dire a tutte queste persone: “Da domani diventate dei soldati”? Certo, le norme ideate dal governo prevedono delle vie di uscita. Chi non vuole essere militarizzato può chiedere di essere collocato in altre amministrazioni. 
Ma se questo è il punto è lecito chiedersi come mai l’esecutivo non abbia battuto la via maestra: far entrar il Corpo Forestale nella Polizia. Evitare i ricorsi e soprattutto avere dei servitori dello Stato fortemente motivati nello svolgimento dei loro compiti è importante. I vertici dell’Arma, come quelli del Viminale o della Guardia di Finanza, lo sanno bene. Ogni giorno in Italia tantissimi agenti e militari lavorano, più del dovuto e pagati molto meno del giusto, proprio perché credono nella scelta di vita che hanno liberamente fatto. Inserire a forza migliaia di uomini e donne nei Carabinieri dopo aver loro posto un aut aut non è saggio. E ancor più stupido è rischiare di perdere le conoscenze e l’abilità maturata in anni e anni di lotta all’eco-mafie e agli eco-reati da dei tecnici nella difesa dell’ambiente. 
*Tratto da articolo di Peter Gomez pubblicato sul Fatto Quotidiano del 12 Marzo 2016

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