Militari – AFGHANISTAN : Tra Guerra persa , Missione Fallimentare , Torneremo a casa come i sovietici dopo 10 anni di guerra d’occupazione o stiamo vincendo?

Le rassegne stampa di oggi sono ricche di articoli che si occupano di Afghanistan, titoli diversi, invito a restare,  ipotesi di permanenza di migliaia di soldati anche dopo il 2014, titoli su guerra persa – inutile – vinta.
Tra i tanti evidenziamo i seguenti commenti : Lucio Caracciolo su Repubblica, in un articolo intitolato MORIRE A GUERRA PERSA, tra l’altro scrive : “ Morire a guerra persa è il sacrifico più duro. Anche per quei militari che hanno un senso sacerdotale della loro missione, come molti dei nostri tremila schierati in Afghanistan . Giuseppe La Rosa è caduto per mano di un ragazzino, se volgiamo credere alla propaganda talebana. L’uccisione del bersagliere a Farah riapre un capitolo che l’opinione pubblica italiana aveva rimosso e impone di spiegare a noi stessi perché un altro giovane soldato italiano ( il 53 °) sia morto in una terra che da tempo i leader occidentali hanno classificato irredimibile, senza avere il coraggio di ammetterlo. Anzi, continuando a stanziarvi decine di migliaia di uomini. Ogni volta che un nostro soldato cade in Afghanistan si riaccende la polemica su ritiro o non ritiro. Si sprecano le polemiche sguaiate, gli appelli fintamente accorati. Poi silenzio. Nulla accade. Si rimuove fino al prossimo morto. Urge la risposta alla domanda “ che ci facciamo li “. Sarebbe opportuno stabilire cosa vogliamo o non vogliamo fare in Afghanistan, prima che a spiegarcelo siano, come d’abitudine, i nostri alleati “.
Mario Arpino su QN , in un articolo titolato L’IMPORTANZA DELLA MISSIONI, tra l’altro scrive : “ Con il proditorio attacco cha ha ucciso il capitano Giuseppe La rosa e ferito tre commilitoni, la scia di sangue italiano in Afghanistan torna tragicamente ad allungarsi. Grazie alla tripla azione dell’ Isaf – militare – addestrativa e di cooperazione l’attività terroristica si era drasticamente ridotta e così le perdite della coalizione. Tanto che oggi gli attacchi sono sempre più subdoli. I talebani rivendicano il gesto di un eroe bambino mentre altri lo attribuiscono al gesto di un militare afgano vero o presunto. Finora eravamo rimasti esenti da questo tipo di attacchi. Bambino o rinnegato si tratta di tecniche da “ ultima risorsa “ che indicano un severo indebolimento delle forze della guerriglia. In altre parole, l’ Isaf sta vincendo “.
Fabio Mini su l’Unità, in un articolo titolato “ IL BILANCIO DELLA MISSIONE E’ FALLIMENTARE, tra l’altro scrive : “ Un tragico fallimento annunciato. Questa è l’avventura Afghana . Dopo la morte di la Rosa è uno stillicidio penoso. Che è anche lo stillicidio delle coscienze, che sembra si risveglino solo quando ci sono dei morti da commemorare. La riflessione bisogna farla sempre, perché le riflessioni devono portare alla verifica dei traguardi. Non si tratta più soltanto di capire cosa si fa in Afghanistan e fino a quando si dovrà stare. Qui si tratta di capire cosa si stia ottenendo. Ciò che abbiamo più chiaro di prima è che questo apparato di forze non riesce a conseguire risultati soddisfacenti né sul piano della ricostruzione afghana né su quello della sicurezza. Siccome il traguardo del 2014 è vicinissimo, sembra sempre più plausibile il risultato finale di un clamoroso fallimento. Non solo dal punto di vista militare ma anche sotto l’aspetto sociale. Il “ Grande occidente” tra poco più di un anno dovrà tornare a casa mestamente, come fecero i sovietici dopo 10 anni di guerra d’occupazione.  La vicenda Afghana, all’ Italia , dovrebbe insegnare che non sempre le agende e le pulsioni degli Stati Uniti sono condivisibili”.
Il presidente di ANAVAFAF, Falco ACCAME : “ Napolitano riunisca consiglio supremo di difesa  per tutelare i Militari : Falco Accame in un comunicato dell’ Adnkronos dichiara : “ Il grave, ennesimo incidente in Afghanistan, non è dovuto al destino cinico e baro. La prima domanda da farci 5 minuti dopo la dolorosissima notizia della morte del capitano La Rosa era la seguente – sono state adottate le protezioni dovute ? – E’ concepibile che un ragazzino di 11 anni abbia la meglio su un mezzo blindato dove operano i nostri militari ? Occorre che finalmente ci si occupi della protezione dei nostri militari. Neppure Nassirya ci ha insegnato niente, sarebbero bastati 4 pali di cemento per impedire l’ingresso dell’autobomba nella base. Nessuno è stato ritenuto responsabile. E’ una riflessione che và portata la capo dello stato che è anche il capo delle forze armate e presiede il consiglio supremo di difesa e che potrà avvalersi di esperti in sicurezza non italiani per avere una valutazione il più possibile obiettiva.  Non dobbiamo ancora una volta cedere alla tentazione di coprire il tutto . Dobbiamo risarcire le vittime non solo materialmente ma anche moralmente. I nostri militari che operano in missione , le loro famiglie e gli italiani tutti, dovranno avere la certezza che è stato fatto tutto il possibile per proteggerli.

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