Militari e Forze di Polizia: BLOCCO CONTRATTI fino al 2020 mentre salta il tavolo sul RIORDINO DELLE CARRIERE. Sindacati parlano di fumata nera e abbandonano il tavolo. Renzi e Madia tacciono.

Assodipro Nazionale
 
Oggi era previsto un incontro tra amministrazione e sindacati sul riordino delle carriere e prime notizie che trapelano sono assolutamente negative. 
Parliamo prima del contratto bloccato dal 2009 e delle intenzioni del governo che parla, sul tema, solo attraverso il DEF. 
Nel DeF si legge: il costo per le retribuzioni degli impiegati della PA ha visto registrare una diminuzione dello 0,7% nel 2014 e una stabilizzazione (aumento di spesa pari a zero) nel triennio successivo (2015 – 2017). A partire dal 2018 si tornerà ad una crescita dello 0,3% che si manterrà stabile per tutto il triennio (2018-2020). La crescita dello 0,3 ? Nient’altro che all’introduzione della nuova indennità di vacanza contrattuale che, per il momento, risulta bloccata. 
Ad oggi, non si riscontra in nessun documento del Governo l’intenzione di provvedere ad un rinnovo del contratto degli impiegati pubblici, militari e forze di polizia comprese.
Rimangono solo le risorse fissate ad oggi, che porterebbero ad un aumento di tra i 5 ed i 7 euro mensili !  
Eppure la recente riforma della Pubblica amministrazione, con la diminuzione dei comparti statali da undici a quattro, usata anche come alibi dal Governo per guadagnare tempo, aveva fatto sperare in un successivo e logico passo verso il rinnovo dei contratti, determinato dalla razionalizzazione della contrattazione. 
Con la riduzione dei comparti, si sarebbe dovuto intervenire sul rinnovo di quattro contratti (potere centrale, locale, scuola e sanità) ogni 3 anni e non di 22 contratti ogni quattro anni.
Ma sul tema il Governo tace, Renzi e Madia tacciono, e la lettura del DEF  fa pensare, piuttosto, che per il rinnovo si dovrà attendere ancora fino al 2020.
Il Governo non sblocca i Contratti non rispettando la sentenza della Consulta del Giugno 2015 che recita : “La Corte Costituzionale, in relazione alle questioni di legittimità costituzionale sollevate con le ordinanze R.O. n. 76/2014 e R.O. n. 125/2014, ha dichiarato, con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza, l’illegittimità costituzionale sopravvenuta del regime del blocco della contrattazione collettiva per il lavoro pubblico, quale risultante dalle norme impugnate e da quelle che lo hanno prorogato.La Corte ha respinto le restanti censure proposte.  
Oggi era previsto un incontro Sul Riordino delle Carriere il Silp CGIL, in una info flash comunica “proposta e modalità dell'Amministrazione, aperto dissenso dei sindacati. Abbandonato il tavolo di confronto”. Il SaP Sull’incontro di oggi parla di “fumata nera” con fumo densissimo e dichiara: “ Non si può fare un riordino con 147 milioni sul miliardo che occorre, è una pagliacciata”. il Coisp, ( clicca qui e leggi il comunicato ) puntualizzando che il progetto non è quello che il personale attende, assume una posizione ancora interlocutoria, ed intende sottoporre la  proposta di riordino ad una sondaggio on line.   
Certamente  i Sindacati non potranno restare con le mani in mano e Assodipro, sicuramente, appoggerà probabili iniziative sullo sblocco dei contratti
Silenzio, ad ora, e solito, da parte dei Sindacati Gialli ( CoCeR) che “ dovrebbero “ rappresentare i militari. Alcuni di questi, oltre a tacere da tempo sul tema blocco contratti,  hanno “ svenduto per mesi “ informazione e propaganda, attinenti al riordino delle carriere, come una cosa praticamente già fatta o prossima. 

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