C.U.S.E. o CO.CE.R se ci sei batti un colpo…

Normalmente nel mondo delle rappresentanze è in uso abbaiare alla luna e sparare alle stelle sognando le galassie. Roboanti messe in scena per nascondere i problemi di tutti i giorni. Per esempio, qualche rappresentante militare non lesina attacchi al segretario generale del ONU, al Papa, Cardinali e NOIPA. Diversamente, gli stessi delegati non osano sparare ad alzo zero, come si dice in gergo militare, ovvero fare fuoco ravvicinato a causa del “rinculo”.


Centro Unico Stipendiale dell’Esercito Italiano

Il CUSE ha accentrato a se tutto ciò che riguarda Stipendio e Previdenza, con risultati che lasciano desiderare. Nel merito della previdenza il CUSE, pur conoscendo l’orientamento giurisprudenziale della Corte dei Conti per la quota retributiva della pensione (contributi maturati entro il 31 dicembre 1995, data che ha segnato il passaggio al sistema contributivo), utilizza il calcolo previsto per i dipendenti civili (Art.44) anzichè quello specifico per i militari (Art.54 DPR 1092/73). La questione riguarda la corretta interpretazione dell’articolo 54 del DPR 1092/1973 che consente al militare di tradurre in pensione il 44% della base pensionabile in corrispondenza di un’anzianità di servizio compresa tra i 15 ed i 20 anni, superiore rispetto a quella prevista dall’articolo 44 del citato DPR per i dipendenti civili dello Stato. Tra CUSE e INPS il rimbalzo di responsabilità fa parte del gioco, per i poveri colleghi congedati quando si scoprono delle inconguenze non si capisce mai di chi è la colpa. I tempi si allungano con buona pace dei malcapitati.

Pensione questa sconosciuta

Il CUSE (per carenza di personale e priorità, così come è dato conoscere chiamando il numero verde 800771921) non effettua la Proiezione di Pensione, TFS ed Indennità supplementare. Nessuna notizia è data sapere, venendo meno a quello che si ritiene un diritto sacrosanto in capo ad ogni cittadino, ovvero, conoscere preventivamente la pensione che gli spetta. Queste informazioni sono molto importanti per il personale dipendente, sia per controllare che il calcolo della propria pensione sia stato eseguito correttamente prima di andare in pensione. Sia per scegliere le opzioni di uscita con un calcolo piuttosto che un altro. Inoltre, poter capire prima di andare in pensione quale sarà l’emolumento spettante ed eventualmente correggerne gli errori in tempo eviterebbe un ricorso successivo per correre ai ripari. Sembra una questione poco importante, meglio sparare sulla NASA, sul NOIPA e non certo sul CUSE che dipende direttamente da Sotto Capo di Stato Maggiore dell’Esercito. Il CUSE ha problemi di carenza del personale ed il COCER preferisce praticare il silenzio, non disturbare il manovratore.

La Redazione


Cosa ha già detto la Corte dei Conti

Con la sentenza numero 12/2018, infatti, la Corte dei Conti si è espressa in favore di un maresciallo aiutante della Guardia di Finanza il quale aveva chiesto il ricalcolo dell’assegno previdenziale secondo parametri più vantaggiosi. Il maresciallo aveva presentato ricorso contro la decisione dell’Inps di calcolare la quota retributiva della pensione utilizzando le aliquote di rendimento previste per il personale civile (descritte quindi dall’articolo 44 del DPR 1092/1973) piuttosto che quelle più convenienti previste per il personale militare dall’articolo 54 dello stesso decreto.
I giudici della Corte dei Conti si sono espressi in favore del maresciallo riconoscendogli il diritto alla riliquidazione dell’assegno pensionistico più vantaggiosi. Viene riconosciuto il diritto del militare arruolato dopo gli anni ‘80 che rientra nel sistema misto per il calcolo della pensione ad ottenere un assegno previdenziale di importo più alto.

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