Ministro Difesa Pinotti : “ si possono rivedere, ridurre o ripensare i grandi progetti ipotizzati “ – tagliamo il progetto F 35 ?

ROMA – “Il Governo non esiterà a rivedere, ridurre o ripensare anche grandi progetti avviati o ipotizzati, qualora mutati scenari internazionali o economici lo indicheranno come opportuno“. Pur senza mai citare gli F35, il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha annunciato la sua posizione sull'ammodernamento generale dei sistemi d'arma alla Commissione Difesa del Senato durante la presentazione delle “linee programmatiche”. Sistemi generali che ovviamente comprendono anche la delicata vicenda degli aerei militari. 

“Sul tema dell'ammodernamento, sarà importante – ha sottolineato il ministro – anche considerare i risultati dell'indagine conoscitiva sui sistemi d'arma giunta alle sue battute finali in Commissione Difesa alla Camera”. 
Il ministro volutamente non ha mai parlato di F35, non è entrata nel merito dei singoli sistemi d'arma. Su questo fronte, va detto, l'ultima parola spetta al parlamento, ma anche al presidente del Consiglio, la cui opinione, in tema di F35, è attesa da tempo. Il capogruppo del Pd in questa commissione, Scanu, è dell'idea di dimezzare il numero degli F35 da 90 a 45, di accelerare sul progetto Eurofighter, in modo da arrivare a un risparmio di un miliardo all'anno

La novità contenuta nelle linee programmatiche del ministro Pinotti consiste nell'istituzione di un Libro Bianco sulla Difesa. Quanti aerei, quanti uomini, quanti mezzi quante risorse siano necessari per difendere il nostro Paese rispetto alla posizione che ha e il ruolo che riveste lo dovrà comunque stabilire un Libro Bianco. Questo Libro Bianco, ha spiegato il ministro, “dovrà nascere già proiettato in una dimensione europea e internazionale, nella quale sia anche affrontato il tema del ruolo che il Paese vuole svolgere e della evoluzione delle relazioni con i Paesi a noi più vicini in termini di valori e di condivisione della visione del mondo”. 
Tradizionalmente, il Libro Bianco in Italia è sempre stato inteso come fotografia delle Forze Armate: va cambiato il senso di tale documento e fatto quello che fanno gli altri Paesi a noi comparabili e che in Italia non è mai stato fatto. Va redatto cioè un documento che ci aiuti anzitutto a raggiungere la sintesi politica fra le diverse necessità che dobbiamo soddisfare, e che poi fornisca le linee guida per pianificare nel medio e lungo termine le nostre capacità di difesa. 
Aggiungo che questo esercizio, cioè la redazione del Libro Bianco, dovrà essere coerente nei modi e nei tempi con ciò che il Paese richiede. Dovremo essere trasparenti, dovremo includere nel ragionamento la società civile, e dovremo fare presto”

 
Alberto Custodero da repubblica.it 

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