Morte del Maresciallo Aeronautica Alberto Dettori e caso Ustica. La figlia Barbara chiede di riaprire il caso alla procura di Grosseto. Si confidò con Mario Ciancarella “ siamo stati noi “. Video

Assodipro Roma

Il maresciallo dell’aeronautica militare Mario Alberto Dettori nel 1980 era controllore di difesa aerea a Poggio Ballone e la sera della sciagura è probabile che abbia visto qualcosa dai radar. 
Morì il 31 marzo 1987, quando venne trovato impiccato a un albero nel grossetano, in riva al fiume Ombrone. 
Morì lasciando tre figli: Barbara che nel 1980 aveva 16 anni,  Andrea che ne aveva 15 e Marco che ne aveva 8. 
La Figlia Barbara ha continuato a combattere e la mattina del 16 dicembre si è presentata alla procura di Grosseto per chiedere ulteriori indagini : “ voglio sapere perché mio padre è morto, ci disse che il giorno di ustica stava per scoppiare una guerra mondiale “. 
Clicca QUI  per vedere il video con le dichiarazioni della signora Barbara, del suo legale e di Mario Ciancarella ( in foto al convegno di Assodipro, un mese fa dove chiese: giustizia per il suo reintegro e di fare luce sulle ombre che ancora esistono sul caso Ustica).

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE RITA ATRIA : Morte di Mario Alberto Dettori, testimone diretto della strage di Ustica ASSOCIAZIONE ANTIMAFIE “RITA ATRIA”· 
GIOVEDÌ 15 DICEMBRE 2016 c.a. Organi di Stampa 
OGGETTO: Morte di Mario Alberto Dettori, testimone diretto della strage di Ustica. Nuovi elementi fanno presumere che non si sia trattato di suicidio: presentazione di un esposto alla Procura di Grosseto. 
L'Associazione Antimafie Rita Atria, da più di tre anni, sostiene fattivamente i familiari del Maresciallo Dettori, radarista a Poggio Ballone la notte della strage di Ustica, colui che chiamò il Capitano Ciancarella dopo il 27 giugno dicendo “Siamo stati noi” e che disse ai familiari che “stava scoppiando la terza guerra mondiale”. Abbiamo atteso la sentenza Ciancarella per dare forza e legittimità all’esposto che il 16 dicembre p.v., l'avvocato dell'Associazione, Goffredo D'antona, del foro di Catania, depositerà presso la Procura di Grosseto, a nome della figlia del Maresciallo, Barbara. Tale esposto è frutto delle testimonianze e dei nuovi elementi raccolti in questi anni, correlate anche all’incidente sospetto del Tenente Colonnello Sandro Marcucci (per il quale è in corso una nuova indagine presso la procura di Massa) e al caso emblematico della firma falsa (accertata dal tribunale di Firenze) del Presidente Pertini sulla radiazione del Capitano Ciancarella. Tre storie indubbiamente legate tra loro. Così come abbiamo fatto per il caso Marcucci, le fonti testimoniali e il contenuto dell'esposto non verranno, al momento, divulgate nel pieno rispetto delle azioni che vorrà intraprendere l’Autorità Giudiziaria. Alla stampa chiediamo di avere rispetto per la famiglia Dettori al pari del rispetto che ripone per i familiari delle vittime ufficiali delle stragi. Tutte. Perché ormai è assodato che la strage di Ustica ha più vittime di quelle dichiarate. Vittime di cui poco si parla, lasciando così nella totale solitudine le famiglie che devono lottare per l’accertamento della giustizia e contro un sistema troppo “cauto” quando si toccano i livelli “alti” delle dinamiche nazionali ed internazionali .

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