Morte del Militare della Marina Alessandro Nasta, a giudizio capo di stato maggiore Marina ammiraglio De Giorgi. La signora Marisa Toraldo, madre di Alessandro, chiede giustizia.

Il gup di Civitavecchia ha disposto il rinvio a giudizio per l'attuale capo di stato maggiore della Marina Militare, l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi in relazione alla morte del sottocapo nocchiere brindisino Alessandro Nasta, precipitato per 15 metri dall'albero di maestra della nave scuola Amerigo Vespucci avvenuta la mattina del 29 maggio 2012 a 29 anni, mentre stava eseguendo una manovra alle vele.
Le accuse contestate, a seconda delle singole posizioni sono di cooperazione nel delitto colposo e omicidio colposo. A giudizio, sono anche andati, l'ex capo di stato maggiore della Difesa, l'ammiraglio Binelli Mantelli e l'ammiraglio Bruno Branciforte, a sua volta capo di stato maggiore della Marina dal 2010 al 2012, oltre all'ex comandante della Vespucci Domenico La Faia e al suo comandante in seconda, il capitano di fregata Marco Grassi. I cinque imputati, secondo le accuse della procura di Civitavecchia che a marzo chiese il rinvio a giudizio, sarebbero responsabili nelle rispettive qualità e funzioni di “negligenza, imprudenza e imperizia”. La loro colpa consisterebbe in particolare nel “mancato rispetto della normativa di settore sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro”.
La famiglia del giovane militare deceduto, assistita dall'avvocato Giorgio Carta, si è costituita parte civile. 
Oggi i genitori del sottocapo hanno rifiutato la proposta di risarcimento rinnovata dall'avvocatura dello Stato che assiste tre degli imputati.
Nel corso dell'udienza odierna è stato ammesso come parte civile anche il Partito per la tutela dei diritti dei militari (Pdm). “Ci saremmo aspettati di avere al nostro fianco, costituito come parte civile, anche il ministro della Difesa. Così non è stato”, ha detto il segretario del Pdm, Luca Comellini. “Per questo motivo invitiamo il ministro Pinotti ad adottare ogni iniziativa per garantire al personale della Marina e alle forze armate la serenità di una guida che non sia implicata in un processo penale per un reato che reputiamo grave”. 
La prima udienza del processo è stata fissata per il 16 marzo 2016.

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