NON SCHERZIAMO CON LA PAROLA GUERRA ! GIA’ CON SADDAM LE PROVE SU ARMI CHIMICHE E DI DISTRUZIONE NON ERANO CERTE . RILEGGETE E RICORDATE AI LEADER MONDIALI L’ARTICOLO 11 DELLA NOSTRA COSTITUZIONE

Mentre la Casa Bianca parla di certezza dell’utilizzo di armi chimiche contro i ribelli, e di sostegno militare in favore di quest’ultimi, per il ministro della Difesa italiana ci sono preoccupanti analogie con il contesto che precedette la seconda guerra mondiale.   “La situazione odierna in Siria è paragonabile a precedente la seconda guerra mondiale, relativamente alla guerra in Spagna”. I timori del ministro della Difesa Mario Mauro espressi a Rai Radio 1 nel corso della trasmissione “Radio Anch’io”. 
Il rischio da scongiurare è la realizzazione di “una sorta di guerra mondiale dall’incendio che potrebbe generarsi nell’intera area del Mediterraneo con destabilizzazione fino al Golfo Persico”. La infinita guerra in Siria va avanti, e in queste ore gli Stati uniti appaiono sempre più determinati verso il “sostegno militare” ai ribelli per la raggiunta certezza dell’utilizzo di armi chimiche da parte del regime di Assad. L’ufficializzazione dell’intervento potrebbe avvenire a breve. Ma per Mosca questa certezza è menzogna paragonabile alle bugie che furono dette dagli americani in merito alle armi di distruzione di massa dell’ex dittatore iracheno Saddam Huessein. La certezza è invece “franca valutazione” per il premier inglese Cameron; mentre la Francia si è espressa non ritenendo possibile l’istituzione di una no – fly zone in Siria, in mancanza di un improbabile voto favorevole da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Quest’ultime dovrebbero ottenere il via libera del governo siriano nel poter indagare liberamente sull’utilizzo di armi chimiche; questione rispetto alla quale è difficile venirne a capo effettuando una operazione di verifica sul posto, per i rischi annessi. Intanto la guerra, in corso da due anni e due mesi, ha prodotto oltre 90.000 vittime nel Paese arabo, tra le quali migliaia di bambini; un numero sufficientemente grave da arrestare con qualsiasi soluzione politica, e da non accrescere con una paventata guerra mondiale.   
Art. 11 L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

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