Paul Morra presidente AFAR: “In Francia militari non apprezzati e tutelati. Siamo guidati da casta e lobby ed il parlamento non ha rispettato la sentenza CEDU”.

A cura di Assodipro presidenza nazionale

Articolo esclusivo riproduzione riservata

Durante il recente incontro di Euromil a Riga, abbiamo incontrato, tra gli altri e tanti amici, una grande persona e amico : Paul MORRA Président de l’AFAR ( associazione di militari Francesi ). Gli abbiamo chiesto di farci un quadro della situazione militare in Francia, anche in riferimento alla sentenza CEDU che ha condannato la Francia in quanto non concedeva diritti sindacali  ai militari. Negli incontri con associazioni e sindacati di militari di 21 paesi Europei, sono emersi temi e problemi comuni. Il quadro che ci fa il nostro amico Paul Morra ci fa conoscere un po meglio la condizione militare in Francia, secondo la sua rispettabile opinione di militare che lotta da anni per i diritti di tutti i militari e che tra poco tempo fonderà il primo sindacato di militari francesi, nonostante la legge Francese abbia ingabbiato la sentenza della Corte Europea e le associazioni, nate da quella legge, pare che abbiano « perso molto » dello spirito sindacale iniziale accettando un modello associativo assolutamente non soddisfacente e che non rispetta la sentenza della Corte Europea.

 Ecco quanto ci scrive Paul MORRA ( in foto )

Mio caro Salvatore, amici della comunità militare italiana, il mio compagno e amico Salvatore RULLO Presidente di AS. SO.DI.PRO, mi ha chiesto di fare un punto della situazione sullo stato dei militari in Francia. I nostri primi scambi hanno permesso di sviluppare un’osservazione angosciante, condivisa e implacabile per noi e i nostri due paesi che amiamo profondamente. Infatti, in Italia come in Francia, il militari non sono apprezzati anche se hanno sacrificato le loro vite e le loro famiglie, troppo spesso vittime o feriti dalle lesioni fisiche e/o psicologiche. 

I Miei cari genitori, erano nativi della provincia di Napoli, dove ho tutta la mia famiglia. La mia vita è in Francia, il mio paese. Ma il mio cuore è in Italia dove ho le mie radici e la mia cultura. È anche essere europeo.   Servire nel vigore per oltre 30 anni come un sottufficiale, ho guadagnato il rango di tenente il 1° agosto 2014. Ho baciato questa carriera come soldato dell’atto come molti miei fratelli in armi, perché ho pensato che ai valori cardine dei nostri militari. Volevo servire la Francia con forza e onore, nel dimostrare spirito di sacrificio fino a e incluso il sacrificio supremo, sia sul piano nazionale o all’estero per garantire la sicurezza di tutti i cittadini e la nazione. 

Attraverso la prima parte della mia carriera, ho saputo che lo spirito di corpo e incredibile fase di vita e momenti condivisi con gli amici che rimarranno nella mia memoria per sempre. Ho perso i fratelli in armi, altri sono feriti e colpiti per sempre nella loro carne e nella loro anima. In missione estera sono stato esposto ad intenso bombardamento. In Francia, sono stato vittima di due tentati omicidi. Tante scene dei crimini e diverse situazioni traumatiche e sensibili le quali hanno condizionato il mio stato di salute. 

ho deciso di parlare e scrivere con te di questo  perché un sacco di fratelli in armi, francesi, italiani ed europei, hanno sofferto eventi simili. Essi soffrono e muoiono in silenzio, abbandonati dall’esercito e dai responsabili politici.   Questo è uno scandalo puro! Le Nazioni ci dovrebbero  “rispettare” e “considerare”. Invece, i militari e le loro famiglie non lo sono. È una vergogna”internazionale”!

Queste storie di militari in Europa non sono nuove. La Storia delle nostre rispettive forze armate dimostra inequivocabilmente.

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