Presidente dei Sottufficiali. Eletto o nominato, delegato del personale o fiduciario del Comandante ?

Apprendo la notizia che ieri è stato eletto il Presidente dei Sottufficiali dell’Aeronautica Militare alla presenza di 130 Presidenti dei Reparti periferici.  L’elezione appare solo nel titolo, leggendo il comunicato stampa si apprende che potrebbe non essere così: “..Come riportato nella direttiva OD1, il Presidente Capo, nominato dal Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica in base alle qualità complessive del militare, quali carisma, esperienza e competenza, è la figura di riferimento di vertice per tutto il personale delle categorie non direttive (Sottufficiali, Graduati e Militari di truppa). In effetti,  nelle varie basi del paese i Presidenti non sono affatto votati, ma scelti dai Comandanti secondo criteri personali.  Circa due mesi addietro c’è stato un altro incontro tra Presidenti Sottufficiali e Delegati Cobar, Coir, Cocer. In quell’occasione avrei voluto prendere la parola e ribadire quanto segue, purtroppo non sono stati ammessi interventi, ho dovuto rimediare divulgando il mio pensiero nei canali alternativi,  ora lo ripropongo poichè penso che la situazione sia più drammatica di quanto si possa immaginare.

Questo intensificarsi degli incontri volto ad una neo valorizzazione della figura del Presidente sembra stonare con quanto affermato dalla Corte Costituzionale con sentenza 120/08 che ha ribadito che anche i militari possono costituire sindacati per rappresentare i loro interessi. Rappresentare gli interessi di Categoria è una funzione definita, inserita in un processo preciso che passa attraverso alcune fasi note a tutti, elettori ed eletti. Ciò rende la stessa Rappresentanza Militare ANACRONISTICA fuori dal quadro normativo Costituzionale italiano ed europeo. In attesa che venga partorita la legge che definisca prerogative e limiti dei neo sindacati, vedo una sorta di lavorio delle amministrazioni volto a creare confusione, valorizzare nuove figure fino a ieri abbandonate.

La stessa confusione che trovo leggendo il comunicato stampa, il Presidente capo dei sottufficiali è stato eletto o nominato? Sembrerebbe che in prossimità dello svuotamento della RM si stia lavorando per dare spazio a nuovi rappresentanti, colleghi di riferimento che si muovono, fanno da filtro, si incontrano a Roma, prendono decisioni in nome dei colleghi senza passare attraverso il voto democratico.  Di seguito vi allego l’intervento che avrei voluto fare nello scorso incontro, oggi più che mai attuale.  

Sono VOLO ANIELLO Delegato Coir Com Log, mi sento in forte imbarazzo a presenziare questa riunione. Non me ne vogliano i colleghi presidenti dei sottufficiali però mi sento in confusione, cosa e chi rappresento io, cosa e chi rappresentano loro? Ho l’impressione che vi sia una sovrapposizione di competenze, una ridondanza che non aiuta, non è complementare ma in contrapposizione.
La figura del Presidente dei Sottufficiali fu abolita, abbandonata con la Legge 382/78 con la nascita dei Consigli di Rappresentanza, composti dalle varie Categorie dei Sottufficiali con il personale di Leva e in Servizio Permanente. Con le riforme avvenute in questi anni si è passati da un esercito di Leva ad uno professionale composto non più da un’unica Categoria (Sottufficiali) ma da Ruoli distinti e separati, dalle competenze, incarichi e funzioni ai parametri stipendiali. Una rivoluzione copernicana rinforzata da un Riordino delle Carriere che ha cambiato alle fondamenta le aspettative di carriera, la possibilità di accesso ai gradi apicali, le funzioni e gli incarichi.

Allo stesso tempo, ai Consigli di Rappresentanza sono state riviste per Legge le competenze, la durata del Mandato, dato un ruolo concertativo nei tavoli della funzione pubblica. Si è dovuto adattare il nuovo assetto rappresentativo con quello gerarchico funzionale dell’esercito professionale. Sarebbe lunga da raccontare, per ovvi motivi sintetizzo per non rubare spazio ai colleghi.
In questo quadro evolutivo professionale, nel recente 2013 è stata reintrodotta all’interno dell’Amministrazione Aeronautica (in Marina, in Finanza e nell’Arma non esiste) con (OD1) la carica del Presidente dei Sottufficiali. Nata in sordina come figura di coordinamento, consiglio, raccordo del Comandante in questi pochi anni ha assunto un ruolo, una posizione, un atteggiamento ben oltre quanto raccontato all’inizio. E’ una funzione, un incarico a tempo pieno con tanto di ufficio, di attività, missioni e costi di esercizio. Ben venga la figura se può essere di aiuto al Comandante però non ha niente a che vedere con le istanze del personale. Mi spiego meglio, il personale non ha scelto il suo Presidente, non ha fatto la differenza nella sua investitura e non è nemmeno tenuto a sapere per mezzo di quale meccanismo viene designato tizio anzichè caio.

Qualsivoglia rapporto rappresentativo ha bisogno di una fiducia a priori, di un equilibrio bidirezionale tra Rappresentante e Rappresentato. In mancanza di questo contrappeso la figura del Presidente è autoreferente, manca cioè di quel vincolo di delega e fiducia del rappresentato. Se ciò è vero da un punto di vista logico diventa una incomprensibile realtà nell’assetto professionale odierno. Ovvero, è preclusa a priori ai Graduati, Sergenti e Maresciallo la possibilità di ricoprire la predetta carica.
Ripeto, la confusione è tutta mia, non è messo in discussione l’INCARICO di PRESIDENTE, il suo incarico di fiduciario del Comandante ha una sua logica gerarchico funzionale precisa non può essere fraintesa con quella rappresentativa. Purtroppo, nel corso di questi anni la confusione si è accresciuta a tutto sfavore della Rappresentanza, questa riunione è la prova plastica. A che titolo un Presidente può parlare di Graduati, Sergenti o giovani Marescialli sui problemi di Riordino, Parametri, Livelli? Su cosa e come possiamo discutere di questo o quell’argomento, il sottoscritto Delegato del Personale con il collega Delegato dal Comandante? Per quanto mi riguarda, nei limiti della legge già posso dialogare con il Comandante senza la presenza di intermediari.

Non si tratta di rifiutare un dialogo ma di capire le finalità, le connessioni che presuppongono la dialettica. Chi sono io e chi sono loro, a che titolo e con quale delega ci interfacciamo?
Tanto più alla luce della recente Sentenza della Corte Costituzionale che ha ben evidenziato il superamento delle Rappresentanze in favore del sindacato. Fermo restando che lungi da me sminuire il lavoro e l’importanza del Presidente a favore del Comandante, solo che ritengo sia incongruente con la Rappresentanza e con l’attuale assetto dell’esercito professionale.

14 Dicembre 2018

Volo Aniello

Comunicato Stampa nomina Presidente sottufficiali

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