QUESTA VOLTA CI AVETE AMMAZZATO VOI!

L’NSOSTENIBILE ARROGANZA DELLA POLITICA

Legge sui sindacati militari in discussione è la controprova dell’ignoranza della politica sui problemi del personale in divisa

Questa volta ci avete ammazzato voi!

“È difficile far sentire avvilito un uomo quand’egli sente di essere degno di se stesso.” 
ABRAHAM LINCOLN

Dopo 27 anni di lotte e battaglie nei tribunali, avendo anche fatto centinaia di incontri con parlamentari di ogni schieramento politico, convegni, conferenze, raccolto documentazione e prospettato soluzioni, la risposta della politica italiana è stata un insulto alla dignità di chi indossa una divisa, inerme al cospetto degli usi e abusi della struttura militare e di legislazioni vessatorie e spesso fatte su misura di chi non contento dell’autorità legale, vuole anche quella morale.

Di fatto la legge in discussione in Commissione Difesa sul diritto sindacale dei militari italiani, caduto il veto della Corte Costituzionale, è una dichiarazione di guerra a tutti quei cittadini che indossando una divisa tutti i giorni, garantendo legalità, sicurezza e tenendo alto l’onore dell’Italia in mezzo mondo e nelle zone ad altissimo rischio, avrebbero dovuto avere almeno il rispetto istituzionale che gli si doveva, ovvero tutelarli.

L’esuberanza di Forza Italia, Partito Democratico, Fratelli d’Italia e Lega, è la conferma di una visione gretta, mediocre, stupida, anacronistica e fondamentalmente stupida nonché strumentale solo ed unicamente ad affermare una supremazia dei numeri di maggioranza o minoranza parlamentare.

D’altra parte cosa ci saremmo dovuti aspettare da questa “banda” corporativa di stampo pseudo politico, se non un vero è proprio affronto che va a colpire in profondità i sentimenti dei militari italiani?

A cosa serve mettersi magliette e divise o stringere mani o farsi selfie con i militari se non a propagandare una falsa idea per ottenere consensi fini a se stessi?

E non si salva nessuno, proprio nessuno.

Partorire una legge che già evidenzia carattere fortemente restrittivi e penalizzanti, vuol dire arrivare alla discussione con un gioco al ribasso, e così è stato.

Cosa vuol dire ascolto le nuove sigle sindacali approvate senza aprire un vero dibattito sociale intorno al tema sindacalizzazione e trovare una vera mediazione per dare quel che è giusto e non quello che serve alla politica?

Si candidano generali in pensione che sproloquiano anatemi infelici come loro sono, dopo aver vissuto alle spalle dei propri subordinati accaparrandosi stipendi da favola e pensioni d’oro, in tutti gli schieramenti ce n’è uno, come fossero dei comandanti…. Che non sono.

I comandanti, quelli veri si occupano del benessere dei propri subordinati, non si riempono le tasche e le orecchie l’una di emolumenti esagerati e le altre di cerume.

Ignobili, questo è l’unico aggettivo qualificativo che mi viene in mente, come quelli che gli fanno il coro, piccoli servitori pronti all’esaltazione di chi ha strutturato la propria carriera sul sacrificio degli altri, regalando elogi, encomi e pagamenti di straordinari, magari qualche incarico all’estero o trasferimenti d’autorità a ciclostile.

Ma che ne sa Salvini, la Meloni, Zingaretti, Berlusconi, che ne sanno; niente!

Siete voi che ci mettete in contrapposizione con la gerarchia, non siamo noi, a noi interessa l’onestà, l’equità, la giustizia, il rispetto, la salvaguardia della nostra salute, le vostre dispute politiche non ci interessano, le vostre visioni mediocri e partitiche non ci appassionano.

E poi tutti voltagabbana, promesse, proclami, esternazioni compassionevoli.

Per arrivare alle verità palesi sui danni provocati dalla mancanza di trasparenza nelle forze armate occorrono decenni, morti, malati, suicidi, disperati…..poi si assolve tutto e tutti, nessun colpevole, nessuna responsabilità.

Invece noi condanniamo voi politici, perché la causa vera siete voi, di tutto, il vostro pressappochismo è l’arma che uccide la dignità di militari e poliziotti. Quando parlate di noi, vi riempite la bocca di tutte le ingiustizie subite con un paternalismo a dir poco ridicolo.

Ecco, siete ridicoli, altro non saprei dire.

Roma 14 05 2019

Giuseppe Pesciaioli

Presidente Assodopro

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