RIDUZIONE SPESE MILITARI –Falco ACCAME – NON SOLO F35 (UNA “SINEDDOCHE” MOLTO IMPROPRIA)

Roma, 29/04/2014 Con un notevole tasso di semplificazione la riduzione delle spese militari viene ricondotta praticamente solo alla questione della riduzione degli F35. 
Una “parte” viene impropriamente presa per il “tutto”: ciò che la retorica denomina “sineddoche”. 
Il “tutto” delle spese militari riguarda molti altri ambiti su cui, con grande semplicismo, si tace. 
Tra questi ambiti sono i seguenti:
1) La sospensione (magari in nome della sobrietà) delle parate militari (vedi ad esempio la parata militare recentemente effettuata dalla portaerei Cavour nel costosissimo periplo dell’Africa – A proposito non sappiamo nemmeno quali sono stati i risultati dell’iniziativa!).
2) La civilizzazione della pattuglia acrobatica. La pattuglia acrobatica delle frecce tricolori non dovrebbe più gravare sul bilancio della Difesa e dovrebbe essere composta da piloti civili. Come del resto si verifica in altri paesi, dovrebbe essere sovvenzionata con i proventi delle attività svolte.
3) Riduzione dell’apparato gerarchico. Il nostro apparato gerarchico militare ha una dimensione di circa tre volte superore di quella che ha, ad esempio, la Germania.
4) Revisione di altri costosissimi programmi militari. Ad esempio il programma NEC dell’Esercito, il programma del “Soldato elettronico” (che tra l’altro ,inserito nella struttura italiana, promette solo il verificarsi di gravissimi problemi di realizzazione). Così, per quanto riguarda il programma delle fregate FREMM, programma italo-francese tra cui tra l’altro il costo per l’Italia appare di gran lunga superiore al costo per la Francia.
5) Sospensione delle attività delle porta-aerei, a prescindere dal fatto che le porta-aerei rappresentano un “lusso militare” che l’Italia, nell’attuale situazione, non può permettersi e sono l’espressione di una falsa “grandeur”. Esiste una gravissima problematica dei costi di gestione. Un suggerimento potrebbe essere quello di “metterle in naftalina”, almeno per qualche anno, finché dura la crisi.
6) Totale revisione delle modalità di appalto. Assicurarsi che ogni acquisto sia fatto con gare di appalto e, nei limiti del possibile, non a trattativa privata, evitando soprattutto l’interferenza del complesso militare industriale (“finmeccanizzazione” della Difesa).
7) Altri aspetti, nei riguardi dei quali sarebbe doveroso agire, riguardanti i rapporti internazionali dell’Italia, sono quelli del ridimensionamento delle basi straniere (l’Italia supera del 30% i costi degli altri paesi Nato per basi straniere) e il ridimensionamento delle missioni di pace all’estero (vedi missioni troppo impegnative, come quelle in Libano).

Falco Accame
Presidente Anavafaf

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