Roberta Pinotti dovrà RISPONDERE sui costi delle Rappresentanza Militare; circa 5 MILIONI DI EURO ANNO per un Sindacato Giallo di fatto.TAGLI DIFESA? si tagli la R.M. e si diano Diritti Sindacali

A cura di Assodipro 
Giampaolo Di Paola, ex Ministro Difesa, ricordato come il “tagliatore di teste militari”, il ministro ammiraglio tecnico che, per il personale militare è stato più dannoso di una nuvola di cavallette in una distesa coltivata – attento e attivo a TAGLIARE PRO LOBBY mentre contratti e indennità erano e sono bloccate, che ha concepito il taglio di 35 mila posti di Lavoro Militari ( completato con altrettanto zelo dal successore Mauro ) senza RISPARMIARE UN CENTESIMO ma  solo per avere più risorse da spostare sugli armamenti (!) durante il suo mandato di ministro, rispondendo ad un interrogazione parlamentare rivelò i costi annuali – anno 2011 – della Rappresentanza Militare : 5.257.925 €. ( CINQUE MILIONI DUCENTOCINQUANTASETTEMILA …. EURO ) PER un sistema totalmente inutile a rappresentare, interno alla Difesa e privo di ogni autonomia. 
SI PARLA TANTO DI TAGLI ! Bene, si prenda in esame la nostra Proposta, SI, non è una provocazione, è una PROPOSTA LOGICA, CONCRETA, FATTIBILE,DEMOCRATICA che crea un risparmio di milioni di euro anno all’amministrazione difesa
Si concedano diritti ASSOCIATIVI E SINDACALI a similitudine di quelli concessi alle Forze di Polizia (legge 1 aprile 1981, n. 121  «Gli appartenenti alla Polizia di Stato hanno diritto di associarsi in sindacati (…) Gli appartenenti alla Polizia di Stato non esercitano il diritto di sciopero nè azioni sostitutive di esso che, effettuate durante il servizio, possano pregiudicarle esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica o le attività di polizia giudiziaria)  per avere un sistema veramente rappresentativo , autonomo, democratico ed economicamente autosufficiente. 
TENERE IN VITA IL CARROZZONE RAPPRESENTANZA MILITARE è un NON SENSO POLITICO-ECONOMICO-DEMOCRATICO. Si spendono 5.257.925 €. ( dato 2011 )  per il NULLA RAPPRESENTATIVO e solo per finanziare quello che, di fatto, è un SINDACATO GIALLO vietato per legge, dipendente dai Vertici che, nei fatti, sono monopolisti di una rappresentatività che è parte e controparte / coordinano leggi –decreti – provvedimenti con la parte politica governativa che è quella  che nomina gli stessi vertici magari “ sistemandoli” anche dopo il comando in consigli di amministrazione / agenzie, centri studi, enti vari – i risultati di questo sistema sono sotto gli occhi di tutti i militari! Vedi, tra l’altro, i Tagli pesantissimi imposti e subiti che vanno solo ad esclusivo vantaggio di lobby industriali-militari-economiche e politiche (l’art. 17 della legge 20 maggio 1970, n. 300, vieta i sindacati di comodo, invero stabilisce: “È fatto divieto ai datori di lavoro e alle associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori ). 
…(..) considerato che l’art. 17 della legge 20 maggio 1970, n. 300, vieta i sindacati di comodo, invero stabilisce: “È fatto divieto ai datori di lavoro e alle associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori”, si chiede di saperese il Ministro in indirizzo ritenga conforme alla legislazione ordinaria il finanziamento della rappresentanza militare, di fatto l’unica organizzazione a tutela degli interessi di categoria; quale sia stata la spesa erariale complessiva in occasione delle missioni nazionali nel 2013, per singola forza di polizia ad ordinamento militare e per singola forza armata, relativamente ai delegati dei consigli di rappresentanza (suddivisa per i livelli di base, intermedio e centrale)
Continua in leggi tutto  – L'INTERROGAZIONE ALLA QUALE LA MINISTRA PINOTTI DOVRA' RISPONDERE.
 Atto n. 3-00904 (in Commissione)
Pubblicato il 16 aprile 2014, nella seduta n. 231 Sen. Bruno MARTON e Sen. Vincenzo SANTANGELO – Al Ministro della difesa. – Premesso che: la legge 18 dicembre 1973, n. 836, e successive modificazioni, regolamenta il trattamento economico di missione fuori dalla sede ordinaria di servizio dei dipendenti dello Stato; l’art. 36, comma 12, del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2009, n. 51, e l’art. 11, comma 14, del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2009, n. 52, nel recepire rispettivamente i provvedimenti di concertazione per le forze di polizia ad ordinamento militare e per le forze armate, dispongono con identica formulazione: “L’Amministrazione, a richiesta dell’interessato, autorizza preventivamente, oltre al rimborso delle spese di viaggio, la corresponsione a titolo di rimborso di una somma forfetaria di euro 110,00 per ogni ventiquattro ore compiute di missione, in alternativa al trattamento economico di missione vigente, nell’ambito delle risorse allo scopo assegnate sui pertinenti capitoli di bilancio. Il rimborso forfetario non compete qualora il personale fruisca di vitto o alloggio a carico dell’Amministrazione. A richiesta è concesso l’anticipo delle spese di viaggio e del 90 per cento della somma forfetaria. In caso di prosecuzione della missione per periodi non inferiori alle 12 ore continuative è corrisposta, a titolo di rimborso, una ulteriore somma forfetaria di euro 50,00. Resta fermo quanto previsto in tema di esclusione del beneficio in caso di fruizione di vitto o alloggio a carico dell’Amministrazione e circa la concessione delle spese di viaggio”; l’articolo 4, comma 98, della legge 12 novembre 2011, n. 183, stabilisce: “Il personale appartenente alle amministrazioni statali di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, in occasione delle missioni all’interno del territorio nazionale fuori della sede ordinaria di impiego per motivi di servizio, è tenuto a fruire, per il vitto e l’alloggio, delle apposite strutture delle amministrazioni di appartenenza, ove esistenti e disponibili”; il Segretariato generale della difesa e Direzione nazionale degli armamenti con prot. n. M_D GSGDDNA n. 0009832 del 15 febbraio 2012 evidenzia: “gli apprestamenti alloggiativi da utilizzarsi, indistintamente in funzione dell’esigenza di specie, non possono che rinvenirsi in quelli a ciò istituzionalmente predisposti, quali foresterie presso Circoli nonché nell’ambito delle strutture elencate negli articoli 279 e 295 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n.66 (Codice dell’ordinamento militare)”; considerato che l’art. 17 della legge 20 maggio 1970, n. 300, vieta i sindacati di comodo, invero stabilisce: “È fatto divieto ai datori di lavoro e alle associazioni di datori di lavoro di costituire o sostenere, con mezzi finanziari o altrimenti, associazioni sindacali di lavoratori”, si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo ritenga conforme alla legislazione ordinaria il finanziamento della rappresentanza militare, di fatto l’unica organizzazione a tutela degli interessi di categoria; quale sia stata la spesa erariale complessiva in occasione delle missioni nazionali nel 2013, per singola forza di polizia ad ordinamento militare e per singola forza armata, relativamente ai delegati dei consigli di rappresentanza (suddivisa per i livelli di base, intermedio e centrale) nell’ipotesi in cui sia stato disposto il cosiddetto trattamento di accasermamento (fruizione del vitto e dell’alloggio in apposite strutture dell’amministrazione) ma anche nel caso in cui sia stato disposto il trattamento ordinario di missione o alternativo.  

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