Roberta PINOTTI: “nessuna preclusione per matrimoni tra persone dello stesso sesso”. Dall’ Aeronautica passo avanti sui diritti, Gen. Gabellini:” No discriminazione su orientamento sessuale

Assodipro Nazionale. In un settore, quello delle Forze Armate,  che appare sordo e chiuso verso i diritti del personale, vedi il rifiuto di concedere DIRITTI associativi e sindacali ai militari italiani, come avviene in 23 paesi Europei dove esistono 38 tra associazioni e sindacati di militari che tutelano effettivamente il personale, apprendiamo con favore di un passo avanti sui diritti delle persone che dovrebbe far riflettere tutti coloro si oppongono, ostinatamente e fuori da un idea Europea di Diritti sul punto sindacale,  ai diritti complessivi dei lavoratori delle Forze Armate, senza organi sindacali per una vera tutela su lavoro e salute e costretti a subire organi di rappresentanza militare che sono solo Sindacato giallo.   

“C’è ancora vessazione e non accettazione, ma qualcosa sta cambiando”. Simonetta Moro è la presidente della associazione Polis aperta, che da anni rappresenta i tanti poliziotti e militari (si parla di 19mila) che, apertamente o meno, vivono la loro omosessualità in divisa. È proprio all’associazione che nelle ultime ore la ministra della Difesa Roberta Pinotti ha inviato una lettera che ha fatto scalpore: “Tengo a rendervi partecipi – ha scritto l’esponente del governo nella lettera – che il prossimo 8 ottobre celebrerò, a Genova, un matrimonio  tra due persone dello stesso sesso”. Le due donne non sono militari, ma sono comunque genovesi come il ministro e hanno chiesto loro di essere sposate proprio da lei. “Abbiamo avuto a che fare con Pinotti quando ancora era presidente della Commissione parlamentare Difesa”, racconta a ilfattoquotidiano.it Moro, vigilessa in servizio a Bologna. “Le avevamo chiesto di togliere tra le cause di esclusione dal servizio militare, l’omosessualità. E fu effettivamente tolta”. 
Pochi giorni fa il PASSO IN AVANTI SUI DIRITTI FATTO DALL’ AERONAUTICA
Un militare che si unisce civilmente a una persona dello stesso sesso «non può e non deve avere valutazioni e trattamenti diversi dall' ordinario». A metterlo nero su bianco, in una comunicazione interna rivolta al Comando delle forze da combattimento dell'Aeronautica, è il generale Claudio Gabellini, fino allo scorso 15 settembre capo della struttura che riunisce stormi da combattimento e Frecce Tricolori
Il generale ha indirizzato la nota sulle unioni civili ai top gun italiani dopo che due militari si sono uniti civilmente fra loro. Non è dato sapere se nelle forze armate sia la prima unione civile dall' entrata in vigore della legge che le ha istituite
E l' Aeronautica protegge l' identità dei militari che hanno deciso di diventare ufficialmente coppia di fronte alla legge. 
La circolare del generale Gabellini fissa un principio chiaro: «Ricordo a tutti – si legge – che il militare che dovesse fare “outing” o intendesse unirsi civilmente con altra persona dello stesso sesso, ovvero conviverci, non può e non deve avere valutazioni e trattamenti diversi dall' ordinario».   
E di conseguenza, «sarà considerato illegittimo ogni commento o comportamento teso a denigrare e offendere la reputazione di detto personale. Tutti i militari, a nulla rilevando le proprie scelte e orientamenti, dovranno essere valutati disciplinarmente soltanto laddove il contegno e la condotta non fossero in linea con i dettami dello specifico status ». Una presa di posizione autorevole, anche per la storia professionale di chi firma la nota. L' associazione Polis Aperta, che si riunirà in convegno a Milano il prossimo 10 ottobre, stima che i gay in divisa in Italia siano 19mila fra forze armate, carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizie locali. Polis Aperta chiede al governo di garantire accesso ai ruoli operativi per le persone transessuali. E di investire in formazione per contrastare l' omofobia in caserme e commissariati, «problema diffuso e spesso considerato tabù», dice Simonetta Moro, presidente dell' associazione.

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