SUICIDI NELL’ ARMA DEI CARABINIERI – SMANTELLARE LA TEORIA del Generale Gasparri che, davanti a una platea di giovani ufficiali, disse che i militari suicidi non sono altro che poveri psicolabili

Nei giorni scorsi, ci siamo purtroppo occupati dei casi di suicidio di Carabinieri ( vedi giorni precedenti ), oggi vi proponiamo una parte di un interessante commento :
 …… Su questi tragici eventi, e su tanti altri casi di suicidio nell’Arma dei Carabinieri, una riflessione la devo e la voglio fare: mi chiedo sempre più spesso perché l’Arma, ogni volta che un Carabiniere si toglie la vita, a priori, viene esclusa qualunque concausa legata al servizio; mi chiedo del perché, per una volta, nelle dichiarazioni ufficiali, si dichiari che si aperta una indagine sul perché e per quali motivazioni un militare arriva a compiere un gesto tanto forte qual è il suicidio; mi chiedo se un’indagine conoscitiva di questo tipo, pur senza voler trovare un colpevole a tutti i costi, non potrebbe magari evitare qualche futuro fatto, cercando di capire quali sono le categorie di Carabinieri più esposti, in che tipo di reparto operano, le motivazioni, magari stilando una casistica  a livello nazionale da diramare a tutti i comandi ed agli organismi di rappresentanza, per poter discutere di quanto successo e, se possibile, evitare altri suicidi.
Purtroppo l’Arma è molto indietro sul come trattare il personale che accusa uno stato di ansia. Ancora oggi. un carabiniere che chiede una visita per stato d’ansia, poiché in difficoltà psicologica per la separazione dalla moglie, per problemi con i figli, per problemi economici o altro, gli viene  ritirata la pistola ed il tesserino ed inviato all’infermeria legionale, e quando arriva all’ingresso del Comando Legione, come ad un non-carabiniere vengono chiesti i documenti ordinari per l’identificazione all’accesso, aggiungendo ansia e depressione all’ansia. Per questo motivo e tanti altri ancora, un Carabiniere difficilmente richiede di essere visitato da uno psicologo o peggio da uno psichiatra poiché stressato, depresso  o ansioso, per il semplice fatto che ha paura, si, paura che l’Arma lo tratti da non-carabiniere, da persona pericolosa per se e per gli altri, invece di dargli la possibilità di curarsi, rimettersi in sesto e tendergli una mano per risolvere i suoi problemi, che, nella maggior parte dei casi, non sono gravi e spesso, con un minimo di buona volontà e buonsenso da parte di molti superiori, molte cose si potrebbero facilmente ed in poco tempo risolvere, anche a costo di mettere da parte l’applicazione pedissequa dei regolamenti e ragionare da semplici uomini che aiutano altri uomini. Per sottolineare cosa voglio dire, racconto due episodi che sono successi quasi 35 anni fa. Tutte e due hanno come protagonisti due Carabinieri. In una Compagnia Carabinieri vicino a quella dove prestavo servizio un carabiniere aveva avuto un figlio da una ragazza, siccome aveva solo due anni di servizio non la poteva sposare in quanto il regolamento non prevedeva il matrimonio prima dei sei. Dopo poco tempo dalla nascita del figlio questo carabiniere si è suicidato. L’Arma ha dichiarato che il gesto non era riconducibile a questioni di servizio, ma bensì alla vita privata del carabiniere. Successivamente si è venuto a sapere che il comandante della compagnia, venuto a conoscenza della nascita, obbligava il militare a fruire la libera uscita come da regolamento, cioè dalle ore 18.30 alle ore 23.30 esclusivamente nel distretto di competenza della Stazione Carabinieri: il paese ove viveva la compagna ed il figlioletto erano nel distretto adiacente per cui poteva andare a casa a trovare i cari solo ed esclusivamente durante il riposo settimanale o in licenza. A questo ufficiale, si potrà dire di tutto, ma non gli si potrà mai contestare che non abbia applicato, alla lettera, il regolamento vigente all’epoca nell’Arma: ha agito da vero militare e lasciatemelo dire non da uomo ma da bestia che non merita il minimo rispetto. L’altro episodio racconta lo stesso di un carabiniere che mette incinta una ragazza: non può sposarla perché ha appena un anno di servizio, è giovanissimo, ha appena compiuto vent’anni e non sa dove sbattere la testa; il Comandante di Stazione gli dice che verrà punito e congedato. Lui si rivolge al Comandante della Compagnia che, dopo aver ascoltato tutta la situazione ed avergli fatto una solenne ramanzina, lo rincuora dicendogli “sono cose che succedono, non e la fine del mondo” e gli chiede se vuole bene a questa ragazza, alla sua risposta positiva, gli dice di tenere il segreto con se e di non dire niente a nessuno, di stare tranquillo e di rivolgersi a lui in caso di ogni necessità: di questo pessimo Ufficiale possiamo dire che non sia stato capace di applicare il regolamento vigente nell’Arma… pessimo ufficiale gentiluomo… oppure oltre che gentiluomo è anche un ottimo ufficiale? Penso proprio di si, come molti che ho conosciuto, ma  molti alri ce ne vorrebbero! Per terminare con questo carabiniere giovane padre, ho trascorso con lui più di vent’anni di servizio, e posso dire che nel lavoro, nelle risposte ai cittadini, nel rapporto con i colleghi era ed è uno dei migliori Carabinieri che abbia mai conosciuto. Brigadiere (r) CC Giuseppe Lussorio Fadda 
Articolo integrale è pubblicato su grnet.it

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.

Militariassodipro.org
Vuoi le nostre news nella tua casella di posta?

Iscriviti alla nostra mailing list per ottenere informazioni interessanti e aggiornamenti.

Grazie per la sottoscrizione.

Qualcosa è andato storto.