TAGLI AI MILITARI – Difesa; l`ultimo shopping del governo in armamenti mentre si tagliano 40 mila posti di lavoro nella Difesa.

Tratto da articolo di  Gianluca di Feo  espresso.it : “Scandalo Difesa E le richieste dei generali non sono finite, Un miliardo esatto per proseguire negli  acquisti di armamenti. La stessa cifra che sarebbe stata necessaria per fermare l`aumento dell`Iva, diventato il pretesto impugnato da Silvio Berlusconi per far saltare le larghe intese e portare il Paese sull`orlo del baratro. Invece nelle scorse settimane il governo Letta ha deciso di “blindare” con due decreti legislativi una spesa extra in nuovi sistemi militari per un totale di 975 milioni di euro: elicotteri, aerei, apparati elettronici per l`Esercito. Tutti prodotti da aziende di Finmeccanica: Agusta, Selex, Alenia Aermacchi. Secondo l`esecutivo c`è “un prioritario interesse pubblico” nella realizzazione di questi programmi. Non è l`unico provvedimento in lavorazione. A settembre la corsa agli armamenti sembra avere subito un`improvvisa accelerazione. Stando alle indiscrezioni, il governo è pronto a firmare i contratti per altre due fregate Fremm, con un costo di circa un miliardo: la Marina ne ha già ordinate sei. Inoltre il ministro della Difesa Mario Mauro sta sponsorizzando un nuovo aereo da addestramento dell`Aermacchi, I`M-345: la scorsa settimana ne ha annunciato persino l`adozione da parte delle Frecce Tricolori. Su queste iniziative mancano certezze, invece lo schema dei due decreti legislativi è stato già inoltrato alla presidenza di Montecitorio: gli atti sono stati messi a disposizione dei parlamentari il 23 settembre. A firmarli tré ministri: quello dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato; quello dell`Economia, Fabrizio Saccomanni, e quello della Difesa. In pratica funziona così: i militari scelgono, lo Sviluppo Economico paga e Saccomanni autorizza perché “non derivano effetti peggiorativi sui saldi di finanza pubblica”. Lo shopping nasce da una richiesta dei generali, che il 4 giugno hanno messo nero su bianco “l`urgenza e la priorità” di alcuni programmi, da finanziare con i fondi stanziati dalle leggi speciali varate prima della crisi. Quali? Si tratta degli elicotteri Agusta AW-101 per il Combat Sar dell`Aeronautica: 15 velivoli d`ultima generazioni per le missioni di soccorso armato dei  piloti caduti dietro le linee nemiche.  

Ben 307 milioni finiranno a Selex per la terza fase del programma Forza Nec, ossia la digitalizzazione dell`Esercito. Si tratta di creare il “soldato futuro”: dotare i fanti di gadget tecnologici come mirini, visori, sistemi di interconnessione satellitare. Materiali interamente progettati dall`azienda di Finmeccanica, anche se finora la messa a punto dei congegni ha incontrato parecchie difficoltà. Alcuni dei prodotti made in Italy non

hanno superato i test operativi ed è stato necessario sostituirli con apparati comprati all`estero. E molti sono scettici sulla possibilità di costruire complessi così sofisticati senza una cooperazione internazionale: gli investimenti rischiano di non portare a risultati convincenti e non imporsi sui mercati. Non sarebbe la prima volta che i fondi del governo si trasformano in meri sussidi alla ricerca di Finmeccanica o si traducono in macchine che non vengono esportate. Ci sono casi clamorosi come i carri armati Oto Melara Ariete – prodotti in soli 200 esemplari a fronte di investimenti colossali – e le autoblindo Puma – di fatto in gran parte rottamate dopo gli attentati in Afghanistan”.

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