Tagli ai Militari; Pietro Ichino risponde a Guido Bottacchiari eludendo ancora osservazioni fondamentali e proposte. Per Ichino si applicano i tagli senza se e senza ma.

A cura di Assodipro.   
Appare inutile continuare il dialogo con il Prof. Ichino  che considera il taglio di 35 mila posti di lavoro militari una “ riqualificazione della spesa” e che sulla procedura di transito del Militare nella P.A. afferma che deve essere attuata  anche senza consenso. Appare inutile il confronto con il Prof. Ichino che sorvola sui diritti sindacali per i militari e, addirittura, propone un parziale diritto sindacale a tempo ! giusto il tempo di licenziare/cassintegrare 35 mila militari. Il PARZIALE SINDACATO A TEMPO ! una proposta che farebbe accapponare la pelle a chi ha lottato per i diritti dei lavorati per anni.

In merito all’articolo pubblicato anche da assodipro, sulle osservazioni del Prof. Ichino e le risposte del T.Col. Bottacchiari, registriamo l’ultima risposta del Professore. 
IL PROFESSOR ICHINO NON VUOLE ENTRARE NEL MERITO DELLA LEGGE e scrive ( tratto dal sito pietroichino.it ): “ Ho espresso a suo tempo la mia opinione  sul disegno di legge da cui  è nata la legge n. 244/2012 e la questione dell’acquisto dei 90 aerei F35 nella  mia risposta a un lettore . Ma qui non stiamo discutendo del merito di quella legge, bensì soltanto del modo migliore in cui può essere attuata l’ingente riduzione del personale militare ivi prevista. COSA ha dichiarato Ichino al lettore ? ecco la risposta alla domanda se aveva votato l'acquisto di 90 F 35  : “Sì, ho votato questa legge; e, avendo seguito molto attentamente il dibattito su di essa in seno al mio  Gruppo e poi in Aula (avendo ascoltato, in particolare, con grande attenzione le ragioni – che non mi hanno convinto – dell’astensione dei senatori radicali), l’ho votata condividendo appieno la decisione del Pd su questa materia” – Nella stessa risposta il Prof. Ichino considera il taglio di 33 mila posti di lavoro Militari come  una riqualificazione di spesa e sul voto alla legge sui tagli al personale commenta : “risulta con tutta evidenza che la scelta compiuta oggi dal Senato non è affatto nel senso di un aumento della spesa per la Difesa, bensì soltanto nel senso della riqualificazione della spesa stessa”. IL PROFESSOR ICHINO NON  risponde e non commenta i dati citati dal Rappresentante A.M. Bottacchiari che evidenziano come si sia costruita una pesante legge sui tagli poggiandola su fondamenta non credibili quando si è affermato che i costi delle retribuzioni del comparto sono del 70 % . 
A proposte fatte da Bottacchiari, contenute nel precedente articolo pubblicato sul nostro sito il prof. Ichino NON risponde : “ripeto ancora una volta che il progetto di Scelta Civica si basa sul presupposto che la riforma varata nel dicembre 2012 debba essere attuata. E mira ad attuarla nel modo migliore. Di questo, e non di altro, dobbiamo discutere qui.
AL  PROFESSOR ICHINO NON sembra assolutamente interessare che i Militari NON hanno tutela sindacale e, addirittura proporrebbe una sorta di “ parziale diritto sindacale a tempo !”  La procedura prevista dall’articolo 33 del testo unico del pubblico impiego non attribuisce ai sindacati degli impiegati un potere di veto sul trasferimento disposto d’ufficio, ma soltanto una funzione di esame congiunto della questione con il management investito della questione. Perché la procedura che può (e a nostro avviso deve) essere attivata per il trasferimento dei militari ad altre amministrazioni dello Stato contempli una protezione analoga sarà sufficiente prevedere che il personale interessato elegga i propri rappresentanti in funzione di quell’esame congiunto preventivo. Tengo a sottolineare, per altro verso, che il trasferimento ad altre amministrazioni pubbliche non costituisce una misura disposta contro gli interessi del personale militare, ma al contrario una misura intesa a proteggere il suo interesse alla continuità del reddito e dell’esercizio della propria professionalità. Sarebbe dunque assurdo escludere la possibilità di questa misura solo per il fatto che il personale militare non dispone di un’organizzazione sindacale. 
Sul presunto scivolo d'oro….
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Sul Presunto Scivolo d’oro il professor Ichino scrive : “Quanto il Ten. Col. Bottacchiari scrive circa le esperienze di altri Paesi a noi vicini conferma che il personale militare ben può essere indirizzato verso il reinserimento nel settore privato, fermo il suo diritto a un indennizzo congruo per l’interruzione del rapporto e per il disagio che ne consegue. Allo Stato l’indennizzo congruo costerà sicuramente molto meno rispetto al pagamento dell’85% della retribuzione e dei contributi previdenziali sul 100%  per anni e anni. E in questo modo si eviterà di incoraggiare tante persone a indirizzarsi verso il lavoro nero (poco produttivo, poco professionalmente gratificante e poco redditizio, oltre che contrario alle leggi dello Stato) o verso l’inerzia. Se da noi la soluzione praticata in altri Paesi dell’esodo congruamente indennizzato non è stata fin qui neppure presa in considerazione è perché da noi prevale un assistenzialismo deteriore.   Sull’eventuale inserimento nel mondo del lavoro dei Militari licenziati Ichino scrive : “Ancora una volta quanto il Ten. Col. Bottacchiari scrive mostra che la possibilità di reinserimento del personale militare alle dipendenze di strutture produttive private non sarebbe affatto impossibile, se soltanto si adottassero le misure adeguate a questo scopo.Non c’è professionalità specifica propria del personale militare che non possa essere valorizzata anche al di fuori delle Forze Armate. Solo nella cerchia delle mie conoscenze dirette ci sono diversi ex-militari che hanno valorizzato con successo in attività private le competenze acquisite nelle Forze Armate. Certo, per questo occorre accettare la fatica e lo stress della ricerca della nuova occupazione e della riqualificazione necessaria; ma questa fatica e questo stress possono essere ridotti al minimo con l’assistenza intensiva di una buona agenzia di outplacement; e possono essere adeguatamente remunerati con una congrua buonuscita, come si fa in tanti Paesi anche vicini a noi. ….   
n.d.r. ma lo sa il prof. Ichino che il Militare 50enne licenziato avrebbe circa il 70% dell’ultima retribuzione rimanendo bloccato per anni,con prospettive di reinserimento nel mondo del lavoro scarsissime,  con una retribuzione al limite della sopravvivenza per una normale famiglia e SENZA LA LIQUIDAZIONE ? 

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