Tagli al Personale della Difesa-“Tagli ai MARESCIALLI e al personale? Finalmente!” -Lobby Finanziarie, Analisti filo industriali, Politica e Vertici continuano ad ESULTARE per i TAGLI al Personal

La sequenza mediatica continua: Solo negli ultimi giorni registriamo:  l’intervista di Mario Mauro al Sole 24 Ore che magnifica i tagli di personale;  l’intervista del Capo di Stato maggiore Difesa Binelli Mantelli che loda i tagli di migliaia di posti di lavoro nella difesa sul Corriere della Sera ed ora , puntuale, Anche gli “ analisti “ esultano ! è il turno di Pietro Batacchi direttore di RID : Tagliano il personale e i Marescialli :“ Finalmente “. 
Pietro Batacchi  direttore di  RID ( Rivista italiana difesa ) ha elaborato un completo ed articolato commento sul BILANCIO DELLA DIFESA per il 2014. Tralasciamo la parte riguardante gli obiettivi strategici ed operativi e ci limitiamo a dire che, oltre ad essere molto completa, è impregnata di una logica totalmente filo-industrial-lobby-interventistica MENTRE IL PERSONALE È TRATTATO COME DEI NUMERI , i TAGLI PESANTI allo stesso e le conseguenze per migliaia di militari SONO SALUTATI IN MODO TRIONFALISTICO, nessuna riflessione per i militari senza tutele colpiti dai tagli e per  perdita di occupazione nelle forze armate. Solo lodi ai tagli di personale che portano più risorse per lobby industriali . Solo lodi mentre si tagliano posti di lavoro militari ( 35mila ) che il sistema paese perderà per sempre .
Mettiamo in evidenza solo le parti che riguardano spese per il personale
tratto da Pietro Batacchi , II Bilancio della Difesa 2014 . Bilancio  della Difesa 2014 si presenta anche quest`anno – come del resto già accaduto nel 2012 e 2013 – privo di tutta la parte riguardante le spese per i programmi di ammodernamento. Una prassi ormai consolidata, figlia della situazione di crisi economica in cui ancora il Paese si dibatte e dei conseguenti provvedimenti straordinari di natura economico-finanziaria che costringono anche la Difesa a un costante riorientamento della pianificazione finanziaria. La Nota Aggiuntiva allo Stato di Previsione della Difesa 2014, pertanto, lascia ancora diverse questioni aperte che potranno meglio essere affrontate quando, entro il mese di aprile 2014, sarà predisposto il Documento Programmatico Pluriennale per la Difesa, nel quale, oltre ad essere esposto il quadro completo delle misure introdotte dalla Legge di Stabilità 2014, saranno esposte le linee programmatiche mediante le quali assicurare il coerente equilibrio delle risorse comunque destinate alle esigenze di ammodernamento delle Forze Armate. (…. ) Il bilancio 2014: considerazioni generali Dopo un anno in crescita – seguito all`anno “nero” della Difesa del 2012 – quest`anno la spesa per la Difesa è tornata a diminuire. Lo stanziamento complessivo per la Difesa –  si attesta su 20,266 miliardi di euro che, rispetto al bilancio approvato dal Parlamento per il 2013 (20,702 miliardi di euro), significa un decremento di 435,9 milioni, ovvero una variazione del 2,1% in termini percentuali. Il personale  II capitolo riguardante il personale risente chiaramente della ristrutturazione in atto nelle Forze Armate e degli effetti della Spending Review che porteranno le stesse FA ad una configurazione organica pari a 170.000 unità entro il 2016. Secondo la Nota Aggiuntiva, per il 2014 è prevista una tabella organica di 175.900 unità rispetto alle 177.300 del 2013. La diminuzione più consistentefinalmente! – interessa i marescialli che scendono di 1.850 unità, da 54.602 a 52.752(con, in parallelo, l`altrettanto positivo incremento di unità dei Sergenti che aumentano da 16.766 a 17.268). Tuttavia, siamo ancora lontani da un livello ottimale, commisurato ad uno strumento operativamente moderno, spendibile e ad alta prontezza. Molto, pertanto, dipenderà dalla Riforma Di Paola, e da come questa riuscirà nei prossimi anni ad incidere su questo settore. Per l`Esercito è prevista una consistenza organica di 101.794 tra uomini e donne: 64.348 volontari, 7.758 sergenti, 16.711 marescialli e 12.179 ufficiali. Per la Marina, la tabella organica 2014 comprende 31.989 uomini e donne: 9.954 volontari, 4.276 sergenti, 12.722 marescialli e 4.543 ufficiali. Infine, per l`Aeronautica si prevede un organico di 42.117 tra uomini e donne 7.163 volontari, 5.234 sergenti, 23.323 marescialli e 5.832 ufficiali. Se questi sono i numeri, da un punto di vista qualitativo la stessa Nota precisa che fino al 1 gennaio 2021 vigerà un regime transitorio, una sorta di “modello a 170.000”, che prevede 100.211 unità per l`Esercito, 30.421 per la Marina e 39.368 per l`Aeronautica. Entro questa data, la composizione interna per categoria dovrà riequilibrarsi come segue: 20.432 ufficiali, 24.417 marescialli che, di conseguenza, rispetto alle consistenze attuali dovranno ridursi di oltre la metà entro ( nota di assodipro : per poi ridursi ancora), 33.347 sergenti, 65.233 volontari in servizio permanente e 26.571 volontari in ferma prefissata. In pratica il “modello a 170.000” prevede, oltre che meno della metà dei marescialli, un numero quasi doppio di sergenti e circa 14.000 volontari in servizio permanente in più.  Il termine per il conseguimento del riequilibrio interno allo strumento, 1 gennaio 2021, è tuttavia molto lontano e, per di più, molto vicino al termine fissato per il completamento della Riforma Di Paola che, non dimentichiamolo, prevede entro il 2024il conseguimento di un livello organico di 150.000 unità per tutte e 3 le FA. È chiaro che se, formalmente, possono esprimere degli organici di 170.000 tra uomini e donne, è dura scendere in soli 3 anni a 150.000. E questo la dice lunga sulle reali intenzioni circa l`attuazione della Riforma Di Paola Per il personale militare, i finanziamenti scendono da 8,576 miliardi di euro a 8,394 miliardi di euro, 182 milioni di euro. 
Gli investimenti – Sostanzialmente, gli investimenti si mantengono in linea con gli ultimi bilanci, eccetto quello del 2012, che scontava la mazzata del “salva Italia”, ma ciò non permette di recuperare quel gap createsi proprio nel 2012. Pertanto, il coerente proseguimento di alcuni programmi, nonché l`avvio di nuovi programmi dipendono, come ormai prassi, dai fondi del Ministero per lo Sviluppo Economico (MISE) che, come dato conto da RID (RID 9/2013), nel 2013 hanno superato i 2 miliardi di euro. Con questi fondi è possibile mantenere una soglia di spesa per l`investimento attorno ai 5 miliardi di euro che, in un momento di crisi come questo, è comunque accettabile per continuare un, seppur lento, ammodernamento dello strumento militare. L`apporto del MiSE è, dunque, fondamentale e poco importa se molti lo hanno messo sotto accusa bollandolo come un`inutile spesa per le Forze Armate. In realtà le spese in nuove capacità militari vanno oltre lo stesso risultato in termini di sicurezza che possono produrre e concorrono in misura rilevante ad accrescere 11 patrimonio tecnologico ed industriale di una nazione e, quindi, in ultima analisi la sua stessa identità e la sua stessa proiezione nel futuro
TAGLI AI  Carabinieri … 
CONTINUA IN LEGGI TUTTO 
Quest`anno anche le spese per la funzione Sicurezza del Territorio, ovvero le spese relative al bilancio dell`Arma dei Carabinieri, sono in diminuzione. Lo stanziamento complessivo, infatti, ammonta a 5,637 miliardi di euro, 122 milioni di euro in meno rispetto ai 5,759 miliardi di euro del 2013 (-2,1%), tornando sui livelli tendenziali del 2010. A questi fondi bisogna poi aggiungere 3,9 milioni di euro del fondo per le esigenze di funzionamento dei CC, somma mitigata dal taglio sui consumi intermedi, come riportato dalla Nota di Variazioni. Rispetto alle singole voci di bilancio, la parte del leone la fanno chiaramente le spese per il personale, pari a 5,368 miliardi di euro. Si tratta di uno stanziamento che tiene conto degli effetti della Spending Review, che ha introdotto il blocco del turn over, e che riflette un decremento, in termini monetari, di circa 141,8 milioni di euro, rimanendo, in analogia ai precedenti esercizi finanziari, preponderante (95% circa.) rispetto all`esercizio ed all`investimento complessivamente consideratiL`organico si attesta a 103.893 unità con una riduzione rispetto al 2013 di 2.977 unità. Per quanto riguarda le categorie abbiamo 3.765 ufficiali, 27.748 ispettori, 13.737 sovraintendenti, 58.237 appuntati e carabinieri e 406 allievi. Nel complesso la diminuzione più consistente interessa i sovrintendenti, che diminusicono di oltre 1.300 unità, mentre crescono gli allievi, 223 nel 2013, e resta sostanzialmente invariato il numero degli ufficiali. Le spese di esercizio, invece, fanno registrare un aumento di 9,3 milioni di euro e si assestano su 233,3 milioni di euro. Di queste, 89,2 milioni di euro sono dedicati alla manutenzione ed al supporto, 82,4 milioni di euro al funzionamento ed all`operatività delle unità, mentre 49,5 milioni riguardano il fondo scorta. Infine, un aumento lo registrano anche le spese per gli investimenti. Queste passano, infatti, da 26 milioni di euro a 35,5 milioni di euro, con un significativo +36,8%. Lo stanziamento non comprende le spese per la persecuzione del programma SICOTE (Sistema per il Controllo del Territorio), relativo alla realizzazione di un sistema per il supporto delle attività di prevenzione e analisi, coperte con fondi del MiSE.

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.