Tagli al personale Militare – Risposta di Guido BOTTACCHIARI al Prof. ICHINO : “ si tagliano 40 mila posti di lavoro Militari, 1 Miliardo e 200mila euro, per favorire l’industria bellica !”.

A Cura di Assodipro. Pubblichiamo la risposta del rappresentante A.M. Guido Bottacchiari al Prof. Ichino , su un dibattito aperto da un articolo del Corriere della Sera su un “ molto presunto scivolo d’oro” di Militari mentre si stà per approvare un provvedimento che , come diciamo da circa due anni , Licenzia e taglia 40 mila posti di lavoro nella Forze Armate per recuperare risorse per industria bellica e lobby. Un provvedimento che causerà disagi economici, sociali, lavorativi e familiari a migliaia di Militari interessati da chiusure di Enti e Basi Militari. Nella risposta di Bottacchiari c’è una frase che sottoscriviamo più di altre, oltre a quella sui diritti sindacali : “…con provvedimenti legislativi successivi possa porre rimedio alle storture di una norma, nulla è per sempre! “ . Come Assodipro abbiamo lottato contro il provvedimento da quando era una bozza nella cartella di Di Paola, l’avevamo già scritto, lottiamo ancora e anche dopo l’approvazione !    
 
Commento di Bottacchiari ; Caro Prof. Ichino ,
intanto la ringrazio per il senso altamente democratico dimostrato dalla S.V. nel pubblicare, sul suo sito,  la mia critica alla proposta di Scelta Civica in merito alla riduzione degli organici conseguenza  del processo di revisione dello Strumento Militare  di cui alla Legge 244/2012 e relativi decreti attuativi  proposti dal Governo ed all' esame delle Camere .
Mi trovo però a dover replicare alla sua “breve” risposta al mio scritto, purtroppo lungo e pieno di interrogativi ai quali però non ho ricevuto risposta alcuna , quasi che le questioni di fondo da me sollevate non Le interessassero e che la Sua mente fosse già proiettata a proporre modelli innovativi di reinserimento lavorativo del personale come un  ingegnere genetista  dedito ad identificare , isolare e trasferire un gene dal patrimonio genetico di un organismo a quello di un altro essere.
Proverò perciò ad essere sintetico ma non posso esimermi ( sono un pò cocciuto) dal ripeterLe quali sono le mie obiezioni di fondo al processo di Revisione delineato dalla legge ( approvata durante il Governo Monti) ed attuato dai discendenti decreti  e solo dopo mi concentrerò sulle conseguenti proposte  della Sua forza politica ( ma il Ministro Mauro non è dei vostri?) per la riduzione degli organici e la conseguente ricollocazione del personale militare.
La prima domanda che credo meriti una risposta è quella relativa ai risparmi del processo di riduzione del modello di difesa.
Ci sono? Quanti Miliardi di euro sono ? E a chi/cosa sono destinati? Alla sanità, alla ricerca , alla scuola , al welfare, alla cassa integrazione, agli esodati o forse anche al risanamento delle finanze dello Stato? 
Così Le scrivevo nel mio intervento: “riforma farlocca che non produce risparmi per il contribuente e che viceversa determina unicamente lo spostamento di ingentissime risorse ( oltre 1,2 Mld di euro) dal personale attraverso una diminuizione di 40.000 posti di lavoro agli investimenti nel settore dell’ industria bellicache già gode di oltre 6 Mld di euro di stanziamento complessivo senza contare gli ulteriori stanziamenti previsti nella Legge di Stabilità in itinere, nessuno parla .”
Quindi secondo me una riforma che non produrrà nessuna diminuzione delle spese dello Stato  e  di conseguenza nessun calo d' imposizione fiscale per il cittadino , mentre si perderanno per l' economia e forse anche per il Pil ( non credo tutti gli investimenti resteranno in Italia) ingenti risorse per 40.000 posizioni lavorative in meno.
Risorse che saranno destinate per la gran parte a settori industriali operanti per lo più in regime di “privativa industriale”, poco trasparenti e con poca ricaduta occupazionale.
Ora se così è qualcuno dovrà pur assumersi la “paternità politica” del provvedimento e chi se non  il governo Monti già dimissionario che con pervicace volontà fece votare questa legge, con somma urgenza , la vigilia di Natale 2012 .
 
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Sulla questione si attende e da tempo una risposta chiara .
La seconda questione che sollevavo ha anch' essa trovato una muta risposta.
La riforma era veramente così necessaria perchè i dati di bilancio della difesa sono  fortemente sbilanciati verso il personale ?
Qui non mi dilungo copio quanto gia riportato in precedenza , sapendo che una delle poche cose che so far bene è : far di conto.
“Infatti, se si sommano tutte le risorse per il 2013 assegnate alla Funzione Difesa, si raggiunge la cifra di 16,9 miliardi di euro (14,6 miliardi Funzione Difesa Bilancio Difesa – Tabella 11» ai quali devono aggiungersi i «i 2,3 miliardi di fondi per i programmi di armamento presso il MISE) cui se ne stanno aggiungendo alcune altre centinaia  con l' attuale legge di stabilità..
Fatti i debiti calcoli la ripartizione delle spese nelle varie voci  è pari al : 57% Personale, 8% Funzionamento, 35% Investimento, molto vicina al “mantra” 50/25/25, e dove la sola voce Funzionamento pare compressa, certamente non a vantaggio del Personale.”

Terzo quesito , anch' esso sollevato nella mia prima lettera. 

Il processo di revisione è stato strutturato su di un arco temporale strettissimo (nove anni) , prevedendo un taglio di 20.000 Uomini . Perchè ?

Il precedende riordino ( attuato tra il 2001 ed il 2004) delle Forze Armate per il passaggio dall' Esercito di “popolo” a quello professionale era su base ventennale , e son comunque servite risorse finanziarie per un esodo anticipato del personale a cinque anni dal limite di età.

Per questo nuovo processo  fisiologicamente ce ne sarebbero voluti almeno quindici di anni, così ci hanno sempre detto dagli Stati Maggiori , che colpevolmente hanno assecondato un processo che si trascina e ci trascina in polemiche con ampi settori della Società a causa della “necessità” di rottamare personale ovvero di reimpiegarlo dove non si sa , senza vere garanzie  e riconoscimenti per l' opera pregressa svolta e le qualifiche possedute.
Inoltre il taglio di ventimila uomini per arrivare a Forze Armate di 150.000 unità e da ciò  il recupero di oltre 1,2 miliardi di euro senza vincolo di destinazione.
Ma non si poteva ad esempio pensare ad un modello a 160.000 che avrebbe dato risorse al funzionamento e sarebbe stato più gestibile anche sul fronte degli esodi e poi con calma valutare i problemi legati all' invecchiamento ed alla operatività dello strumento militare ?
Vi pare logico che si faccia prima una riforma dello Strumento Militare e poi , come deciso nell' ultimo Consiglio Supremo di Difesa, il Libro Bianco sulla Difesa?
Verrebbe da dire : ” ma chi ve lo ha chiesto di ridurre di così tanto e di farlo in nove anni , anzichè in quindici ? “.
E si che una rispostina io l' avrei .
Tutto questo lo dico da circa due anni ma i “direttori d' orchestra ” fanno suonare, settimana per settimana; musica diversa .
Tecniche di distrazione di massa.
Ora terminata la parte delle obiezioni generali al provvedimento ( lo faccio perchè chi legifera con provvedimenti legislativi successivi possa porre rimedio alle storture di una norma, nulla è per sempre!) passo alla ” proposta Ichino” sulla riduzione degli organici .
Lo faccio per punti come fa Lei.
1)  La  procedura di mobilità “ex art. 33 Dlgs . 165/2001” tra le amministrazioni dello Stato semplicemente oggi  non si applica ,per espressa esclusione come indicato all' art. 3 , al cd personale in regime di diritto pubblico, tra cui i militari .
Invocare una “sostanzialmente equivalente procedura di mobilità”, in cui le rappresentanze sindacali ( non presenti nelle FF.AA.) giocano un importante ruolo in termini di garanzia per i lavoratori , equivale ad introdurre e da subito il tema delle” garanzie sociali” per il personale miltare  ( abolizione divieto formare e/o iscriversi ai sindacati e costituire liberamente associazioni) di cui si dibatte in parlamento e fuori da più di trent'anni.
Questo è positivo per il sol fatto di introdurre il tema sullo scenario politico, ma credo troverà ostacoli data la misconoscenza della problematica in ampi settori della politica . 
Sarei comunque felicissimo di trovarLa al nostro fianco in una battaglia così importante.
La questione dei ” diritti negati” ai militari , è ancora lungi dall' esser risolta.
Così le scrivevo e così torno a ricordarLe :
“Ai militari italiani, infatti, al contrario di quanto avviene in molte parti d’ Europa , è per legge imposto il divieto di costituire o iscriversi ad associazioni professionali di natura sindacale e che per di più è vietata loro la libera costituzione di associazioni fra militari in barba ai più elementari diritti Costituzionali (Artt. 2,18,39 e 52) e della CEDU( artt. 11 e 14).
Tale impedimenti hanno portato nel tempo alcuni di noi a ricorrere dapprima al T.A.R del Lazio , poi alla Suprema Corte Costituzionale ,che con una sentenza in chiaroscuro ( n. 449/1999) , ha dichiarato non fondata la questione di incostituzionalità e recentemente ad un ricorso in sede di Corte Europea Dei Diritti Dell’ Uomo a Strasburgo di cui si attende la sentenza a breve.”
Ora però se si pensa di operare in regime speciale di mobilità, semplicisticamente, senza risolvere prima la questione ” dei diritti” sopra descritta ciò vedrà la nostra ferma opposizione, in caso contrario , fatti salvi i diritti quesiti come il mantenimento almeno pro – quota dei diritti maturati in termini giuridici, economici, di carriera e previdenziali nonchè il riconoscimento ” reale ” delle competenze e professionalità unitamente ai titoli accademici posseduti , si potrà valutare la questione in un diverso ambito di rinnovate relazioni sociali .
2) Lo “scivolo d' oro”non è imposto dalla legge. Su questo convengo.
Rimane però inevitabile , credo, in un processo “innaturale” di riduzione degli organici pensare comunque a forme di esodo anticipato come quelle della precedente riforma o altre su cui si potrà( noi lo abbiamo sempre chiesto) confrontarci .Non credo sia infatti credibile ,per mille motivi, pensare ad un ricollocamento di tutto il personale nel ciclo produttivo.
Badi bene un esodo anticipato e non privilegiato, se di privilegio è l' esser estromessi dalla propria “vita” professionale , in barba al primo articolo della Carta .
Se quindi si manterranno gli attuali tempi di riforma almeno per una parte del personale bisognerà necessariamente ,realisticamente e con serietà pensare ad una uscita anticipata a cinque/ sette anni dal limite di età con le medesime garanzie date nella precedente riforma, recuperando al personale parte dei risparmi  del processo che qualcuno ha pensato di destinare da subito altrove.La Germania per esodare  anticipatamente 6.000 militari ha stanziato circa un miliardo di euro , noi neanche un centesimo .
Con onestà intellettuale le dico però che in altri Paesi Europei, ( es. Francia) che hanno  modelli di FF.AA. professionali simili al nostro, si procede naturalmente alla fuoriuscita di personale combattente ( anche dopo solo venti anni di servizio) con la corresponzione di una buonuscita , di un buon rateo pensionistico e con una ricollocazione in ambito  lavorativo privatistico o statale ovvero con un ” bonus più consistente”  per l' avvio di una libera professione, arte o commercio. 
Sulla questione dell' invecchiamento della” forza combattente” in prospettiva, senza falsi moralismi, credo dovremmo interrogarci anche noi altrimenti tra pochi anni saremo di nuovo di fronte a problemi similari anche con un modello di Forze Armate più contenuto.
In chiusura e come memento ( sono ripetitivo) :
“Se poi vogliamo parlare di “privilegi” in occasione di ristrutturazioni aziendali e di servizi pubblici e privati credo si abbiano informazioni diverse;  vorrei ricordare almeno i casi che per primi mi vengono in mente : l’ Olivetti, l’ Autovox, le FF.SS., la Sip/Telecom, le Poste Italiane, l’ Alitalia, l’ Enel dove veramente alcuni scivoli furono d’ oro senza che si sentissero voci sì autorevoli levarsi.”
3) La parte relativa alla mobilità anche nel ” tessuto produttivo generale” è quella più  difficile da attuare e da digerire per tutti prima ancora che dai militari proprio dal “tessuto”.
Ora,  a parte le obiezioni ” giuridiche e di opportunità” di cui sopra, rimarrebbe pur sempre la difficoltà concreta di riutilizzare professionalità militari in campo civile.
Intanto faccio sapere al Prof. Ichino che mentre Lui studiava da ” ingegnere genetista” altri ( Finmeccanica …azienda di Stato?) bandivano e chiudevano (31 ottobre , ore 13.00) un  concorso da 1.000 diconsi Mille posti di lavoro senza riservarne uno ai militari , giovani, anziani, precari , in ferma o da esodare.
Come potrà vedere la destra non sà cosa fa la sinistra, mannaggia sarà stata una deplorevole sfasatura temporale perbaccolina!!!.
Ovvero : chissenefrega di questi C……di militari.
Indi per cui non vorremmo ritrovarci a breve da “mobilità-ti” a “esodati” senza garanzie almeno di una straccio di ” cassa integrazione” o “scivolo anche di ferro” che dir si voglia.
Per ultimo poi Professore il tentativo ” caritatevole” di offrire” continuità di reddito” a dei Fedeli Servitori dello Stato , scusi , ma suona vagamente offensivo.

Diceva un Ministro della Difesa ” autorevole” : le FF.AA. sono la precondizione per l' esistenza dello Stato di diritto”.
Da lì a mendicare ne passa.
Lei :
Osservo con soddisfazione che il Tenente Colonnello Bottacchiari, al di là di qualche presa di distanza ben comprensibile, non oppone ragioni di principio alla nostra proposta, bensì soltanto una richiesta di particolare attenzione, in sede di implementazione del progetto, alle esigenze di trasparenza e di tutela dei singoli interessati: queste precisazioni riguardo alle modalità di attuazione non sono affatto incompatibili con gli elementi costitutivi essenziali del progetto.
IO:
Mi pare che le prese di distanza siano molte e di contenuto specie sulla necessità del progetto e sulla tempistica di realizzazione . Per ciò che attiene alla Vostra proposta di ricollocazione del personale le osservazione sono altrettante e specifiche a partire dalle inesistenti garanzie di  una adeguata rappresentanza sociale che consenta di aprire un confronto sulla mobilità e sulla difficoltà reale che tutto il processo possa essere gestito con le forme ventilate .Prendo atto che il confronto è sempre salutare e che se le richieste di superamento degli ostacoli ” di diritto rappresentativo” fossero accolte nel modo auspicato si potrebbero aprire spazi di confronto più sereni.
Saluti .
  Ten. Col. CCrs Guido BOTTACCHIARI Stato Maggiore dell'Aeronautica  V.Presidente Co.Ce.R. – A.M.

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