Tutele e Diritti dei Militari su lavoro e salute. PUR DI FERMARE LA LEGGE SCANU, sgradita ai vertici, SI DIFFONDONO NOTIZIE NON VERE in modo strumentale. NON è VERO che si sopprime la pensione privilegiata. La tutela assicurativa e sanitaria migliorerebbe. Documenti e tabelle smentiscono BUGIE dette e diffuse da troppi.

A cura di Assodipro Nazionale

Condividete e diffondete questa informazione e articolo, NON FATE passare inesattezze e bugie strumentali, invitate a leggere gli atti e documenti, opponiamoci a chi non vuole aprire il mondo militare a diritti e tutele, lo dobbiamo alle migliaia di militari malati e morti, alle famiglie, ai militari in servizio ed a quelli che entreranno in futuro nell’ Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e GdF.  

Da anni ci occupiamo di diritti e tutele per i militari affrontando anche battaglie difficili come quella in corso che si è concretizzata con un primo SIT IN davanti alla Camera dei Deputati con militari malati, vedove e parenti di militari morti per Uranio, Amianto, Radon, Vaccini, che chiedono giustizia e leggi a tutela di militari e famiglie.

 MAI avevamo assistito ad un attacco politico verticistico così duro ad una legge, frutto di eccellenti lavori della Commissione Inchiesta sui Militari malati o morti per i motivi appena citati, cosi pesante e fatto con BUGIE e INESATTEZZE, dette e fatte dire,  tendenti a far screditare il testo agli occhi del personale. Ci sorprendono alcuni diffusori di inesattezze mentre su altri non avevamo dubbi che avrebbero diffuso, come sempre, quanto indicato da vertici e comandi generali e poi ci sono quelli che pensano solo a tabelle con qualche punto, se ne fregano di 344 morti per Uranio e migliaia tra malati e morti da Uranio, Amianto e Radon e delle cause e lacune che hanno determinato tali numeri da  “ strage “ e sono totalmente disinteressati ai diritti complessivi su LAVORO E SALUTE di tutti i militari.

ANCHE LA RETE NON È DA MENO. Una pagina FB molto seguita che pubblica articoli sul comparto sicurezza – difesa il 29 luglio pubblica un editoriale con il seguente titolo : “ Abrogare equo indennizzo e pensione privilegiata, Forze Armate convocate in commissione “ nel titolo c’è UNA BUGIA ED UN INESATTEZZA ! nel testo dell’articolo si riportano dichiarazioni del CoCeR CC e altri che paventano quanto contenuto nel titolo (!).

In premessa bisogna dire che il testo dell’ On. Scanu, firmato da 150 parlamentari di vari gruppi, è frutto dei lavori della Commissione Inchiesta ancora in corso, che sta facendo un grandissimo lavoro di approfondimento, ascolto, denuncia, documentazione e  testimonianza, al quale tutti i militari dovrebbero plaudire e del quale tutti i militari dovrebbero leggere gli atti con analisi e denunce pesantissime sulle lacune e carenze di un sistema CHIUSO ed AUTOREFERENZIALE che va migliorato molto e aperto al controllo esterno.

Proprio quello che non vogliono i vertici e larghi settori della politica. Il testo Scanu apre al controllo terzi sulla salute, lavoro e luoghi di lavoro militari e questo è totalmente contrastato dai vertici e comandi generali,tanto contrastato che, rispetto al tema principale, che è quello di fare una legge che metta le basi a veri strumenti di tutela su salute e lavoro per cancellare le condizioni e le situazioni che hanno portato a migliaia tra malati e morti, si preferisce parlare di un elemento di distrazione di massa come quello di PRESUNTE PENALIZZAZIONI su pensioni privilegiate ed equo indennizzo !

Gli atti ed i testi ufficiali SMENTISCONO LA DIFFUSIONE DI BUGIE ED INESATTEZZE. Nella relazione agli atti della Camera ( che alleghiamo integralmente in fondo ) si legge: “Alla patente iniquità del trattamenti riservato al personale delle Forze armate si può porre rimedio sopprimendo l’equo indennizzo, e soltanto l’equo indennizzo, contemporaneamente estendendo a detto personale le tutele che sono garantite a tutti gli altri lavoratori. La specificità dei militari sarebbe comunque garantita”

QUINDI EVIDENZIAMO LA PRIMA BUGIA : Non si tocca la PENSIONE PRIVILEGIATA e leggendo la parte della relazione da pag 77 a 82, con tanto di tabelle, la tutela infortunistica e previdenziale migliora !(*)

Per quanto riguarda l’equo indennizzo nel relazione si legge : “  Si tratta, quindi, di una prestazione che non si può ascrivere alla tutela contro gli infortuni e le malattie professionali, non essendo caratterizzata dal necessario requisito dell’immediatezza del sostegno economico rispetto al verificarsi dell’evento. Immediatezza che, invece, si riscontra con riferimento all’equo indennizzo. Al fine di valutare l’adeguatezza della tutela indennitaria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali garantita al personale delle Forze armate, rispetto a quella garantita alla generalità dei lavoratori il raffronto deve essere effettuato esclusivamente tra l’equo indennizzo e le prestazioni indennitarie previste dal D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, e successive modifiche e integrazioni.

Il primo passaggio necessario per sviluppare correttamente il raffronto è costituito dal confronto tra la tabella allegata al D.P.R. 915/78 e la tabella delle menomazioni di cui all’articolo 13 del D.Lgs. n. 38/2000, attualmente utilizzata per la liquidazione delle indennità erogate dall’INAIL.

Il raffronto tra le lesioni inquadrate nella prima categoria della tabella allegata al D.P.R. n. 915/78, che convenzionalmente corrisponde ad un percentuale compresa tra il 90 e il 100%, e la valutazione delle stesse sulla base della tabella INAIL porta al risultato di seguito esposto.

 

Clicca QUI  e VEDI TABELLE DA PAGINA 77 A PAGINA 82 DEL TESTO INTEGRALE

Nella maggior parte dei casi, le lesioni ascritte alla prima categoria della tabella allegata al D.P.R. n. 915/1978 sono valutabili, secondo la tabella INAIL, con un grado di menomazione pari al 100%. Nei casi in cui la valutazione attribuibile secondo la tabella INAIL sia inferiore al 90/100%, la predetta percentuale si attesta su di un valore non inferiore al 60%.

Anche in questi casi, tuttavia, lo scarto segnalato non si traduce in un danno economico per l’interessato, perché oltre al grado di menomazione occorre tenere presenti i criteri di liquidazione dell’indennizzo corrispondente al grado considerato. ESEMPIO :

Assumendo una retribuzione di € 30.000 annui (per l’equo indennizzo vale la retribuzione –base inziale) la prima categoria dà diritto ad un equo indennizzo di € 60.000 una tantum.

La rendita INAIL, con il 60% di menomazione e retribuzione di € 30.000, dà diritto ad

€ 24.006 annui per tutta la vita.

Nell’arco di soli tre anni, il lavoratore si troverà ad aver percepito € 12.000 in più di quanto garantito dall’equo indennizzo e, come già evidenziato, continuerà a percepire la rendita annua per tutta la durata della sua vita.

L’inadeguatezza della tutela indennitaria garantita dall’equo indennizzo diviene macroscopicamente evidente nei numerosi casi in cui le lesioni ascrivibili alla prima categoria sono valutate, in applicazione della tabella INAIL, con il 100% di menomazione.

In questi casi, e sempre assumendo una retribuzione di € 30.000 annui, mentre l’equo indennizzo è confermato nella misura di € 60.000 una tantum, la rendita INAIL sarebbe pari a € 33.606 annui.

La rendita è esente da ritenute fiscali ed è cumulabile con la retribuzione e con la pensione di invalidità, salvo che quest’ultima sia riconosciuta in relazione ad un quadro patologico perfettamente sovrapponibile a quello che dà diritto alla rendita INAIL. Va aggiunto che l’INAIL indennizza anche i gradi inferiori all’11% (fino a un valore minimo del 6%) mentre nulla è riconosciuto come equo indennizzo per i gradi inferiori all’11%.

Pag – 84 –Inoltre, nel caso in cui il decesso del lavoratore sia causato, o concausato, dalle conseguenze dell’evento lesivo, i superstiti hanno diritto alla relativa rendita, cumulabile con la pensione di reversibilità. Tutto quanto sopra considerato costituisce ulteriore conferma della inadeguatezza della tutela indennitaria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali alla quale ha diritto il personale delle Forze armate rispetto a quella garantita alla generalità dei lavoratori.

Tale inadeguatezza diventa ancor più evidente laddove si consideri la diversità dei criteri applicati ai fini del riconoscimento del nesso causale tra attività lavorativa e patologia diagnosticata.

PER SMENTIRE QUANTI DIFFONDONO INESATTEZZE STRUMENTALI, volontariamente, involontariamente, pilotati, strumentalizzati o chi sventola piccole bandierine ignorando i diritti e le tutele complessive dei militari tutti, CHE FANNO SOLO IL GIOCO DEI VERTICI, CONTRARI AD UNA LEGGE CHE DA PIU DIRITTI E TUTELE AI MILITARI evidenziamo il seguente passaggio:

(*)La specificità dei militari sarebbe comunque garantita dal fatto che le prestazioni INAIL coesisteranno con:

  • la pensione privilegiata ordinaria
  • l’esenzione per patologia (DM Sanità 1/02/1991 da 5^ a 1^ totale)
  • l’1,25% o 2,50% scatto stipendiale e pensionabile a seconda dell’ascrivibilità a categoria;
  • l’aspettativa ad assegni interi (18 mesi e patologie)
  • il rimborso per spese sanitarie e l’acquisto di protesi (Legge 27 dicembre 2006, n. 296 art.1 comma 555);
  • la preferenza nelle graduatorie dei concorsi pubblici estendibile ai figli (art. 5, comma 4, D.P.R. 09.05.1994, n. 487)
  • l’esenzione dal rispetto delle fasce di reperibilità in occasione delle visite fiscali (art. 2 c.1 l.”C” DM 18.12.09 n.206)
  • i 15 gg. congedo straordinario per cure termali
  • la maggiorazione dell’anzianità di servizio (2 mesi all’anno di servizio effettivo nel limite massimo di 5 anni – contributi figurativi) per invalidi per qualsiasi causa con invalidità sup.74% ovvero ascritta alle prime quattro categorie della Tabella A
  • l’equiparazione alla categoria dei grandi invalidi ai fine della concessione di specifiche provvidenze per gli invalidi dal servizio in 1^ categoria , c.d. grandi invalidi per servizio, in analogia con la pensionistica di guerra
  • l’assegno vitalizio di cui alla legge n. 407/1998, previsto dall’art. 4, comma 1, lett. b del predetto D.P.R. in misura di € 258,00;
  • l’assegnazione di borse di studio (art. 4, comma 1 lettera b, punto 3 D.P.R. n. 243/2006);
  • il collocamento obbligatorio a favore del coniuge, dei figli e dei genitori (art. 4, comma 1, lettera b, punto 2 del D.P.R. n. 243/2006);
  • l’esenzione dal pagamento del ticket per ogni prestazione sanitaria (art. 4, comma 1, lettera a, punto 2 del D.P.R. n. 243/2006);
  • l’assistenza psicologica a carico dello Stato (art. 4, comma 1, lettera c, punto 2 del D.P.R. n. 243/2006);
  • lo speciale assegno vitalizio mensile di 1033 euro (art. 2, comma 105, della legge 25/12/2007 n. 244);
  • la doppia annualità della pensione (art. 2, comma 105, della legge 25/12/2007 n. 244);
  • l’assegno vitalizio di 258 euro ai figli maggiorenni ancorché non conviventi (art. 2, comma 106, della legge 25/12/2007 n. 244);
  • la speciale elargizione pari a 2.000 euro per punto percentuale di invalidità fino ad un massimo di 200 mila euro (art. 34, comma 1, del decreto legge 1 ottobre 2007 n. 159, convertito nella legge n. 222/2007).

L’estensione delle tutele di cui al D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124, avrebbe effetti positivi per il personale delle forze armate non soltanto con riguardo alle prestazioni economiche, ma anche con riferimento a quelle sanitarie, considerato il regime di tutela privilegiata che vige per gli infortunati sul lavoro e i tecnopatici, all’assistenza alla disabilità e all’assistenza protesica.

CLICCA QUI per il Testo integrale della relazione presentata dalla Commissione inchiesta agli atti del parlamento, della quale consigliamo vivamente la lettura per capire il perché la nuova legge, che si trova nella relazione, è OSTEGGIATA DAI VERTICI  . Tabelle da pag. 77 a pag 82.

CLICCA QUI per vedere solo Parte di relazione su tutele assicurative dei militari senza tabelle che si trovano nella relazione integrale da pag 77 a 82

 

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