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lunedì 29 giugno 2015

giu

29

2015

PENSIONI ; RICORSO SU BLOCCO DELLA RIVALUTAZIONE AUTOMATICA DEL TRATTAMENTO PENSIONISTICO: D.L. N.65/2015 IN ATTESA DI CONVERSIONE.  

In attesa del decreto legge, gli associati potranno segnalare il proprio interesse a partecipare all’azione eventualmente da proporre, inviando una e-mail al recapito nazionale dell’Associazione.


Comunicato Presidenza Assodipro 
Con comunicato dello scorso 2 giugno, è stata resa informazione agli associati della intervenuta adozione del D.L. 21.05.2015, n.65, con il quale il Governo ritiene di aver dato “attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015”.   
S’è già anticipato come la decisione dell’Esecutivo, di non procedere al rimborso integrale di quanto sarebbe dovuto a tutti i pensionati a seguito dell’intervento della Consulta, non sembri conforme alla suddetta decisione e, più in generale, ai principi emergenti dalla giurisprudenza del Giudice delle leggi in materia di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici.   
Le norme adottate dal Governo, tuttavia, non sono ancora definitive, in quanto contenute in un decreto legge che dovrà essere esaminato e che potrebbe essere ancora modificato dal Parlamento in sede di conversione (da attuare entro il prossimo mese di luglio).  
 Si rende, pertanto, opportuno attendere la legge di conversione, onde evitare di dar corso ad iniziative che potrebbero essere superate o inficiate dagli eventi.   
As.So.Di.Pro. fornirà le ulteriori informazioni e indicazioni utili circa il da farsi, non appena il quadro normativo di riferimento sarà definitivo.   
Nel frattempo, gli associati potranno segnalare, sin d’ora, il proprio interesse a partecipare all’azione eventualmente da proporre, inviando una e-mail al recapito nazionale dell’Associazione assodipro@assodipro.org   

Il Presidente Nazionale Emilio Ammiraglia  Roma 19 Giugno 2015


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sabato 27 giugno 2015

giu

27

2015

Aeronautica Militare a Treviso : ancora pezzi di Aeronautica e di personale con professionalità elevate tagliati. La torre di controllo in mano a personale civile.  



TREVISO 26 Giugno . 
Continua il Piano di transito degli aeroporti militari all'aviazione civile coordinato dall'Enac in qualità di autorità per l'aviazione civile. 
Dopo Ciampino e Verona oggi la firma per l'Aeroporto di Treviso, e soprattutto per la gestione aerea dell'ala di S.Angelo, ancora compendio militare. 
Da oggi, infatti i voli che atterrano e decollano dall'aeroporto Canova di Treviso sono assistiti da  Enav, fornitore di servizi di navigazione aerea certificato dall'Enac in accordo ai requisiti comuni contenuti nel Regolamento comunitari, non più dall'aeronautica militare che fino ad oggi ha controllato le piste e i cieli sopra la città. 
Altro personale militare del controllo del traffico aereo di alto profilo professionale, dopo anni di sacrifici , turni e grande operatività, lascia il posto che ha ricoperto da sempre
Nella foto ( tratta dal sito La Tribuna di Treviso ) è visibile l’orgogliosa amarezza dei militari mentre il controllore Enav fa la sua prima comunicazione al cambio di consegne . 


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venerdì 26 giugno 2015

giu

26

2015

Lo Giuro ! Lettera di un Maresciallo dell’Aeronautica al presidente INPS Tito Boeri.  



Assodipro Roma  
Tito Boeri, Presidente dell'Inps, solo pochi giorni fa mise nel “ mirino “ , anche, militari, poliziotti, carabinieri, finanzieri, vigili del fuoco, insomma tutti i lavoratori del comparto Difesa-Sicurezza “ accusandoli “ di privilegi pensionistici.  
Lo stesso Boeri è fautore di una proposta di ricalcolo delle pensioni calcolate con il metodo retributivo; in pratica sarebbe un pesantissimo  taglio di reddito / pensione per chi ha lavorato per 40 anni – sarebbe una cancellazione di diritti consolidati – acquisiti e legiferati. Sarebbe ancora un colpire i lavoratori – pensionati  dai redditi medio bassi mentre pensioni , retribuzioni e redditi dei lavoratori sono duramente  colpite da anni .
Le teorie del neo presidente INPS nominato da Renzi hanno suscitato un “ vivace “ dibattito e polemiche. 

Sul tema abbiamo ricevuto una bella, chiara, dignitosa  e orgogliosa lettera di un nostro lettore che pubblichiamo.   

Sono un 1°Maresciallo Luogotenente dell'Aeronautica Militare in quiescenza ovvero posto in posizione di riserva per avere raggiunto, il 3 gennaio 2015, i requisiti per andare in pensione alla giovanissima età di 54 anni 3 mesi 3 giorni. 
Sono un miracolato se paragonato a questa realtà pensionistica fatta di esodati, pensionati con la minima e giovani che una pensione non ce l'avranno. Mi reputo pertanto fortunatissimo. 
Ma sono anche una persona che ha iniziato a lavorare a 14 anni, che ha fatto l'operaio alla FIAT Lingotto nel 1978 e che a 19 anni ha lasciato gli amici, la fidanzata e la famiglia partendo volontario nell'A.M.I. L' 8 dicembre del 1979 sul piazzale della Reggia di Caserta, sede dell'allora Scuola Sottufficiali Aeronautica Militare, con il cuore in gola e fiero di indossare la mia divisa di Allievo Sottufficiale, durante la cerimonia del giuramento del 66° Corso Normale gridai a squarciagola "LO GIURO" sanzionando così in maniera indelebile e profonda la Mia Fedeltà alla Patria. 
Sono stato addestrato e formato da Mamma Aeronautica per fare il controllore del traffico aereo. Per farlo ho dovuto fare corsi di svariati anni lasciando una moglie e due bambini piccoli da soli a casa a Venaria (TO) mentre io ero alla scuola di formazione a Pratica di Mare. 
Si studiava anche fino alle due di notte e quando c’erano le prove scritte, una/due alla settimana, ci si alzava anche alle cinque per ripassare. Ho lavorato di giorno e di notte in qualunque condizione atmosferica senza orario di lavoro perchè il militare fino all’istituzione dell’orario di servizio negli anni 90, era in servizio sempre. Ho lavorato le domeniche, a Natale, a Capodanno, a Pasqua. 
Ho fatto il pendolare casa/lavoro sia sui treni che in macchina per 38 anni. Sono stato inviato in missione in Kosovo ed in Afghanistan dove non esistevano giorni di riposo ed il motto era ed è ancora per chi è in quei luoghi: "Ogni giorno è lunedì”. Ho lavorato presso aeroporti civili a fianco di controllori civili che percepivano, giustamente, due/tre volte il mio stipendio. I sacrifici della vita militare mi hanno poi portato ad aggiungermi alla lunga lista dei divorziati. 
Nelle FF.AA. negli ultimi anni c’è stato un aumento notevole di divorzi e separazioni. Negli ultimi anni, ( 7 se non erro) mi è stato bloccato il contratto e ho visto il mio stipendio, se non diminuire, perdere potere d’acquisto in maniera consistente. Mi è stato allungato il periodo di servizio per andare in pensione, da 35 a 40 anni e 3 mesi. Ai 40 anni e 3 mesi è poi stato aggiunto 1 anno e 2 mesi (che aumenterà nel corso degli anni per fermarsi nel 2021/2025). La mia liquidazione mi verrà elargita in due trance. La prima dopo 27 mesi dalla data di collocamento in congedo e la seconda dopo tre anni. 
Quel “ LO GIURO” è sempre stato chiaro nel mio cuore e per questo sono sempre stato” Uso ad obbedir tacendo”. 
Oggi però vengo a sapere che il Presidente dell’ INPS Tito Boeri ha detto che in pratica quello che percepisco di pensione non è proporzionato ai contributi che ho versato durante il servizio perché lo Stato al quale ho GIURATO FEDELTA’ non ha versato i contributi a mio favore e che pertanto ci dovrebbe essere un decurtazione del 30/40 per cento. 
La mia fedeltà anche se non più in servizio non la metterò mai in discussione spero che il mio contributo possa essere di aiuto a chi ne avrà veramente bisogno. Spero che applichi questa decurtazione anche agli alti vertici nelle FF.AA, a persone come l’ex Presidente dell’INPS che lo ha preceduto e tante altre persone dalle pensioni di “Diamante” altro che d’oro ma dubito di ciò e quella fedeltà per la quale ho gridato “LO GIURO” temo che non verrà ripagata. 
Maresciallo Luogotenente in quiescenza Francesco Girelli


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mercoledì 24 giugno 2015

giu

24

2015

Stipendi statali, Consulta salva governo: ‘Blocco illegittimo, ma non per il passato’. Governo ora dovrà riavviare le trattative e stanziare nella legge di Stabilità risorse per i contratti  

La Corte ha dichiarato incostituzionale il congelamento delle buste paga che va avanti dal 2010, ma la sentenza non ha effetto retroattivo.


La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il blocco dei contratti degli statali
Ma non per il passato bensì “con decorrenza dalla pubblicazione della sentenza”.  
In seguito al pronunciamento, in ogni caso, il governo dovrà stanziare nella prossima legge di Stabilità le risorse necessarie per “scongelare” i trattamenti salariali dei circa 3,3 milioni di statali fin dal mese prossimo , anche se probabilmente i versamenti non partiranno prima del 2016. 
Stimare quanto costerà l’operazione non è ancora possibile, visto che a differenza del caso delle pensioni, qui il quantum dell’aumento sarà determinato al tavolo delle trattative con i sindacati. 
Le buste paga dei dipendenti pubblici sono ferme da quando, nel 2010, un decreto del quarto governo Berlusconi ne ha imposto il blocco coattivo per il 2011, 2012 e 2013. Con un risparmio per le casse pubbliche stimato in oltre 11 miliardi di euro. La legge di Stabilità dell’esecutivo Letta ha poi rinnovato il congelamento fino alla fine del 2014, disponendo anche una moratoria del turn over, ovvero il ricambio generazionale, fino al 2017. 
Nell’aprile 2014 il ministro della pubblica amministrazione Marianna Madia aveva detto che sarebbero stati sbloccati, ma in sede di approvazione della nuova manovra il governo non ha trovato le risorse, per cui i contratti sono rimasti ancora al palo. 
Una proroga ora bocciata dalla Corte.


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giu

24

2015

Riforma della Pubblica Amministrazione: un sonoro schiaffone ai militari, poliziotti e vigili del fuoco  



Riceviamo e pubblichiamo  : di Luca Marco Comellini   
Nell'ambito della discussione del disegno di legge firmato dalla Ministra Madia, per il completamento della riforma della pubblica amministrazione (AC 3098), la I Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, con parere negativo del relatore e del Governo condizionati dalla forte contrarietà espressa nelle note dei ministri della Difesa e dell'Interno, ha respinto l'emendamento presentato dal vicepresidente della Camera Roberto Giachetti(PD) che intendeva inserire nel testo del disegno di legge in esame una delega al Governo per dare completa attuazione dell'articolo 19, commi 1 e 2, della legge 4 novembre 2010, n. 183 e per la semplificazione normativa in materia di trattamento economico del personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, anche in piena aderenza a quanto previsto dal Libro Bianco della difesa (pagina 55) approvato lo scorso 21 aprile dal Consiglio Supremo della Difesa presieduto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Dal 4 novembre 2010, data di approvazione della legge 183, che all'articolo 19 ha affermato il principio della specificità delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, tutti i partiti e Governi che si sono alternati alla guida del Paese si sono riempiti la bocca di belle parole senza mai farle seguire da alcuna azione concreta e diretta a dare piena attuazione alla disposizione di legge.   Il trattamento economico del personale militare è il risultato di una serie di sovrastrutture normative che hanno, nel corso del tempo, reso complesso e articolato lo stesso. Per esempio gran parte degli emolumenti sono attribuiti come accessori rispetto al trattamento fondamentale come, invece, avviene per tutto il restante personale della pubblica amministrazione. Da ciò si rileva la necessità di una semplificazione e razionalizzazione del sistema che consenta anche una riduzione delle eventuali anomalie e discrasie ad oggi presenti. Per fare un esempio, se in una pubblica amministrazione dove vige il divieto di trattenimento in servizio si può continuare a pagare il personale militare in pensione per restare a disposizione in caso di un impossibile richiamo in servizio, e se solo nell'ordinamento militare e delle forze di polizia determinato personale può essere retribuito con lo stipendio previsto per un grado o una qualifica che non riveste, allora è chiaro che occorre rivedere completamente il complesso delle norme che regolano sia il trattamento economico che quello giuridico del personale militare dei poliziotti e dei vigili del fuoco. Per quanto riguarda i militari una buona parte del lavoro è stata fatta con il decreto legislativo 66 del 2010 e con il relativo Regolamento di attuazione ma non basta se si vogliono eliminare le fortissime sperequazioni tra i differenti ruoli di personale e i privilegi che sono stati mantenuti fino ad oggi. L'emendamento che in un primo tempo era stato dichiarato inammissibile è stato poi riammesso “in quanto la delega in esso prevista al fine di semplificare la normativa in materia di trattamento economico del personale delle Forze Armate e delle Forze di Polizia, in attuazione del principio di specificità, può essere considerata connessa ai criteri di delega in materia di razionalizzazione e potenziamento dell'efficacia delle funzioni di polizia previsti dalla lettera a) del comma 1 dell'articolo 7". Invero non sussisteva nemmeno un problema di tipo economico in quanto l'invarianza della spesa riferita al 31 dicembre 2010 avrebbe comunque garantito la possibilità di una maggiore razionalizzazione delle risorse economiche dispoibili a quella data in ragione dei minori numeri di personale attualmente in servizio. Eppure, nonostante tutto la proposta di Giachetti è stata bocciata.
È evidente che il timore dei vertici militari e delle forze di polizia di vedersi privare dei benefici e di altre insostenibili prebende hanno piegato i ministri della Difesa e dell'Interno alle loro logiche e per l'ennesima volta i “cittadini in divisa”, quelli che realmente tirano il carretto della Sicurezza e della Difesa........
CONTINUA IN LEGGI TUTTO




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martedì 23 giugno 2015

giu

23

2015

Carabinieri:UN BUON COMANDO SI MISURA CON UNA STATISTICA SUGLI ARRESTI ? pressanti richieste per incrementare statistiche! I CoBaR provano a tutelare il personale mentre organi centrali tacciono.  

“Tale pressione stimola una negativa competitività tra i comandi, che si sentono costretti a procedere ad arresti ad ogni costo, pur di alleviare la morsa del comandante di compagnia “


Temi di tale rilevanza dovrebbero  avere la massima attenzione di Politica e Vertici in quanto toccano direttamente il tema della Sicurezza -  il rapporto Sicurezza  Cittadino  
Assodipro Roma
La Sicurezza è , tra l’altro, prevenzione , presenza adeguata sul territorio con personale che deve operare serenamente, in numero adeguato , con risorse e stipendi  adeguati e non bloccati e con mezzi più che sufficienti  . 
Un buon Comandante si misura solo per il numero di arresti e operazioni con statistiche che devono essere migliorate ad ogni costo  come una fabbrica del profitto ?  
Noi, come Assodipro  pensiamo che una buona azione di comando Non dovrebbe essere , assolutamente, solo una mera statistica da sventolare , non dovrebbe essere una percentuale da migliorare ad ogni costo anche togliendo serenità al personale. 
Temi di tale rilevanza, sollevati da due CoBaR ( organi di base della rappresentanza ) dei Carabinieri  ( Sardegna e Umbria ) dimostrano la passione rappresentativa vera di alcuni settori della rappresentanza  a tutela, con spirito sindacale, del personale rappresentato, mentre l’organo centrale dei Carabinieri ( Co.Ce.R. ) non ci risulta si sia interessato o abbia trattato il tema nel comodo palazzo romano dove si riunisce quotidianamente. 
Temi di tale rilevanza dovrebbero  avere la massima attenzione di Politica e Vertici in quanto toccano direttamente il tema della Sicurezza -  il rapporto Sicurezza – Cittadino   - e il delicato compito che devono svolgere le forze dell’ordine, nel caso in esame i Carabinieri . Temi di tale rilevanza dovrebbero  far riflettere anche su un democratico e migliore sistema di rappresentanza sindacale per i Militari in linea con le sentenze della Corte Europea. 
Cobar Sardegna e Cobar Umbria, in due delibere, evidenziano e pongono all’attenzione le “ pressioni “ sul personale militare dei vari comandi – comandanti di Compagnia , affinche si agisca per incrementare statistiche da sventolare come risultati   Co.Ba.R Comando Legione Carabinieri Sardegna    XI° MANDATO Delibera n. 104 allegata al verbale n.310/XI del 02/03/2015 OGGETTO: tutela economica e giuridica del personale. Statistiche operative . 
IL CO.BA.R. in qualità di organismo della Rappresentanza Militare, istituto dalla L. 11 luglio 1978, n. 382, allo scopo di garantire la tutela morale, giuridica ed economica del personale dell’Arma
CONSIDERATO CHE non è ancora venuto meno il vezzo, nonostante la delibera n. 172 allegata al verbale n. 131/X del 30/05/2008, di richiedere al personale in servizio di polizia giudiziaria acché incrementi il numero di arresti ai soli fini che statistico/operativi; PRESO ATTO CHE questa attività non solo non produce effettiva sicurezza a livello sociale ma sovente si trasforma in inutile aggravio del complessivo sistema giustizia a tutto discapito della persecuzione dei reati più gravi; TENUTO CONTO CHE il personale in servizio di P.G. coordina il proprio operare con il Pubblico Ministero che è, secondo il vigente codice di procedura penale, il dominus dell’azione penale; VISTO CHE non è costume dei Comandanti, specie a livello intermedio, di condividere la responsabilità degli atti di P.G. apponendovi la propria firma, DELIBERA DI Adire il C.U.B. affinché,  Ponga in essere ogni opportuno intervento teso a riportare i fisiologici imput propri dell’azione di comando alla loro giusta matura di stimoli e non di pressante richiesta riconferendo così giusta serenità al personale operante; richiedere la: (1) diramazione della presente fino ai minori livelli ordinativi; (2) pubblicazione della stessa nel portale “Leonardo”. PRESENTI 14, VOTANTI 14, FAVOREVOLI 14, CONTRARI  0 Approvato all’unanimità il 02.03.2015 
IL SEGRETARIO (App.Sc. Angelo RUIU) IL PRESIDENTE (Ten. Col. Giovanni Delogu ) 

IL Co.Ba.R Legione Carabinieri Umbria sullo stesso tema era stato, in una delibera del  22.9. 2014 ancor più particolareggiato scrivendo ; Oggetto : Benessere del personale, Pressioni operate per aumentare l’attività operativa dei reparti . 
Premesso che vengono raccolte segnalazioni da parte di tutto il personale del Comando Legione poiche vengono operate sempre più forti pressioni , specie da parte dei comandanti di compagnia, affinchè si incrementino le attività di polizia giudiziaria . Pressioni che appaiono sempre più tendenti a soddisfare esigenze statistiche  piuttosto che operative . Osservato che tali pressioni vengono esercitate indifferentemente in tutti i reparti , anche su quelli che storicamente sono ritenuti  a basso profilo stante la minima presenza di popolazione e la loro scarsa tendenza a delinquere  . 
Tale pressione stimola una negativa competitività tra i comandi, che si sentono costretti a procedere ad arresti ad ogni costo , pur di alleviare la morsa del comandante di compagnia . 
Che per dare maggiore cogenza a tali richieste spesso si sottintende che la valutazione caratteristica sarà determinata sulla base della soddisfazione conseguente ai risultati di polizia giudiziaria
Che alcuni comandi al fine di dare soddisfazione alla pretesa di cui sopra , operano arresti e sequestri in territori limitrofi , deliberatamente appropriandosi dell’operazione. 
Delibera di chiedere al Comandante dell’unità di base di svolgere la sua azione di indirizzo affinche le azioni di comando e di governo del personale dei comandanti provinciali e di compagnia , siano improntate alla massima collaborazione ed apertura ricercando ogni possibile via , in linea con la legge e la normativa, al fine di garantire una presenza sul territorio che abbia la sua valenza di prevenzione.  Di RIBADIRE che l’ Arma ha la sua forza nella fermezza , ma in particolar modo nell’umanità, che ci ha sempre contraddistinto , specie nella oculata, assidua e costante azione di governo del personale , al fine di porlo nelle migliori condizioni per ben operare
Presenti 6, Votanti 6, Favorevoli 6 ; Il Segretario ( App. Guido Lanzo ) il Presidente ( Ten. Col. Guido Ripollino ) 





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sabato 20 giugno 2015

giu

20

2015

ASSODIPRO Associazione fondata a Roma il 22/05/1992. ISCRIVITI per i tuoi Diritti. Più è forte l’ associazione più è forte il tuo diritto ad essere tutelato e rappresentato  



AS.SO.DI.PRO - CHI SIAMO E COSA FACCIAMO AS.SO.DI.PRO. Associazione fondata a Roma il 22/05/1992 con atto costitutivo del Dr. Achille de Martino, Notaio in Roma Repertorio n° 141230 - Raccolta n° 18662 - Registrato a Roma Atti Pubblici il 29/05/1992 Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con Decreto n. 94/II/2005 del 25/07/2005, ha registrato l'iscrizione della nostra Organizzazione Associativa nel Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale, ai sensi e per gli effetti della Legge 7 dicembre 2000 n. 383, al n° 101
CHE COS'E' l’ASSOCIAZIONE
E' un’Associazione indipendente. apartitica e senza fini di lucro le cui finalità principali e attività, si fondano sui dettati costituzionali e sui diritti fondamentali da essa garantiti.
GLI OBIETTIVI
Operare in difesa del pieno esercizio dei diritti individuali e collettivi del personale militare in servizio e in quiescenza e sviluppare l’attivo intervento dei cittadini alla vita e al progresso civile e sociale, sulla base di principi di democrazia, uguaglianza e partecipazione….. …. 
 
TUTTI I CITTADINI, a prescindere dalla attività lavorativa o professione, POSSONO ISCRIVERSI. 
 
                                                        L’IMPORTANZA DI ISCRIVERSI 
 Più è forte l’ associazione più è forte il tuo diritto ad essere tutelato e rappresentato. 
NUOVE ISCRIZIONI E RINNOVI ANNO 2015 : I nuovi soci che non hanno strutture territoriali di riferimento ( Sezioni – Unità Coordinate ) potranno iscriversi con versamento unico di  30 o 40 euro ( comprende la fornitura opzionale del Nuovo Giornale dei Militari  Pdf  o cartaceo ). 
Per i soci già iscritti presso le strutture territoriali del sodalizio le procedure di iscrizione vanno perfezionate presso le stesse. ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA’ DIRITTO E PROGRESSO , sede legale , via Palestro 78 , 00185 Roma 
PER ISCRIVERSI versare la quota annua ( 30 o 40 euro ) sul c.c. postale  88945001  - IBAN  IT66Y 0760103200 000088945001 Intestato ad Assodipro , via Palestro 78, 00185 Roma 

Ulteriori eventuali info su www.militariassodipro.org
 
Clicca QUI  per ulteriori informazioni e come ISCRIVERSI 


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giu

20

2015

Il 5 per Mille. La Solidarietà di e per Assodipro. La tua Associazione per i Diritti e la Solidarietà.  



ASSOCIAZIONE  SOLIDARIETA'  DIRITTO  E  PROGRESSO Sede Legale Via Palestro 78  - 00185  ROMA Tel. e fax 06/44361156;06/44360432  C.c.p. 88945001 –CF96240750586 
 
       5 PER MILLE 2015    DONA IL TUO 5 PER MILLE AD AS.SO.DI.PRO  
 
Il 5 per mille è una quota dell’Irpef  che i contribuenti attraverso la dichiarazione dei redditi annuale  decidono di destinare a particolari e determinati soggetti   che svolgono attività di volontariato ritenuta di  rilevanza sociale. Rappresenta quindi  una espressione di volontà contributiva  ed un indirizzo di sostegno verso quelle organizzazioni che operano come AS.SO.DI.PRO. senza scopo di lucro. L'art.1 comma 2051 della L. 147/2013 (Legge di stabilità 2014) ha previsto la proroga della facoltà di destinazione del 5 per mille dell’IRPEF  anche in relazione alle dichiarazioni dei redditi relative al 2013.  
Anche per il futuro il ricavato della devoluzione del 5 x mille servirà a finanziare mirati interventi di solidarietà umana e sociale, sostegni a soggetti e famiglie in condizioni di marginalità economica e sociale, supporti legali per casi di rilevanza associativa e istituzionale, progetti di  qualificazione della informazione e di ampliamento del  servizio svolto dalle strutture territoriali e dai mezzi di comunicazione dell’Associazione.  USALA PER FAR SI CHE L’ASSODIPRO POSSA ANCORA SERVIRE E SERVIRTI AL MEGLIO.
Per  destinare  il  tuo  5  x  mille  all’Assodipro  basta  una  firma  e  il  Codice  fiscale  del  sodalizio  sotto evidenziato.
C.F. ASSODIPRO 96240750586       AS.SO.DI.PRO Il Presidente Emilio Ammiraglia      




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venerdì 19 giugno 2015

giu

19

2015

Militari-Difesa: M5S contro "Generale-sindacalista" Gerometta, doppio incarico inaccettabile. Proposta di legge per ristabilire il corretto equilibrio delle cariche.  

Come già denunciato da Assodipro “ E' un po' come se Marchionne fosse nominato alla guida della Cgil, eppure il governo ha risposto che non c'è alcuna incompatibilità sul piano giuridico…” anche la Lega segnala il “ caso “ Gerometta.


Assodipro Roma 
 
Come Assodipro avevamo già scritto, più volte e da tempo, del “ caso “ del Generale Gerometta , clicca qui e vedi articolo del 18 gennaio 2014  : " DIRITTI PER I MILITARI–Il Clamoroso conflitto di interesse; Quando il GENERALE di Stato Maggiore è anche presidente nella Rappr. dei Militari(!). Il Generale Gerometta e il conflitto di interesse nella Rappresentanza dell’Esercito e dei CoCer / Sindacato Giallo. Siamo di fronte a quello che è uno dei più grandi “ conflitti di interesse “ per quanto riguarda i diritti e la rappresentanza, un conflitto di interesse che contrasta con le più elementari basi di un sistema democratico di tutela” . 
clicca qui per articolo del 10 Dicembre 2014 : " Generale Gerometta (EI ) CAPO DEL PERSONALE MILITARE Esercito e CONTEMPORANEAMENTE A CAPO DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE. Rappresentanza Militare - CoCeR sempre più SINDACATO GIALLO ?” .  
Indubbiamente c’è una certa continuità tra il Generale Cotticelli dei CC ora sostituito dal Generale Gerometta come presidente del CoCeR Interforzeentrambi NON hanno detto una parola sulla sentenza della Corte Europea che afferma :” Ai militari non può essere negato il diritto di costituire sindacati “ e come Assodipro lo abbiamo evidenziato il 2 Maggio 2015  ( clicca per leggere) : “COTTICELLI e GEROMETTA: I generali della Rappresentanza Militare che non vogliono migliorare i diritti e le tutele di tutti i Militari.  Ignorare gli effetti della sentenza della Corte Europea è come invito a non rispettarle. certificato il fallimento e l’opera di conservazione del nulla rappresentativo attuale del Comparto Difesa ( Esercito – Marina – Aeronautica ) e del presidente Generale GEROMETTA che continua ad essere in CLAMOROSO CONFLITTO DI INTERESSE in quanto è, contemporaneamente, presidente CoCeR EI – presidente Comparto Difesa e tra i Vertici di Stato Maggiore Difesa come capo di Persomil (!) -  come se Marchionne fosse, contemporaneamente, vertice della FIOM, della CGIL e amministratore delegato della FIAT  .

PRENDIAMO ATTO con piacere e Pubblichiamo la posizione che hanno preso i parlamentari del Movimento 5 Stelle in commissione Difesa sul “ caso “ Gerometta ; Tatiana Basilio ha presentato il question time sul conflitto di interessi che riguarda il Generale Gerometta nel ricoprire un palese doppio incarico: "E' inaccettabile la condizione del generale Paolo Gerometta, che ricopre al momento due ruoli di vertice alla direzione generale di Persomil e alla presidenza del COCER Interforze, in evidente conflitto di interessi. Lo dichiarano i deputati M5S della Commissione Difesa, che questa mattina hanno sollevato il caso all'interno del question time di Commissione. Gerometta come direttore di Persomil (Direzione Generale per il Personale Militare) ha il potere di disciplinare il trattamento economico-giuridico e l'avanzamento del personale militare, lo stesso personale di cui Gerometta dovrebbe, però, anche preservare diritti ed interessi sul fronte sindacale in qualità di presidente del COCER. Insomma appare alquanto fuori luogo che il "Generale-sindacalista" possa ricoprire contemporaneamente due funzioni contrapposte tra loro, assumendo su di sé sia la difesa degli interessi dell'Amministrazione della Difesa che quelli, presumibilmente diversi, della Rappresentanza militare. E' un po' come se Marchionne fosse nominato alla guida della Cgil, eppure il governo ci ha risposto che non c'è alcuna incompatibilità sul piano giuridico, ma certo constatiamo l'inopportunità, sul piano morale e politico, del doppio incarico in questione. In ogni caso presenteremo presto un proposta di legge per rompere questo evidente vulnus e ristabilire, attraverso un principio di incompatibilità, il corretto equilibrio delle cariche".

Ulteriore commento sul “ caso Gerometta  tratto da infodifesa.it : “ La goccia che farà traboccare il vaso è la nomina a Presidente del Co.Ce.R. Interforze del Generale dell’Esercito, Paolo Gerometta, tuttora a capo della direzione Generale del Personale Militare e subentrato al Generale dei carabinieri Saverio Cotticelli. Insomma possiamo parlare di democrazia nelle Forze Armate quanto vogliamo, ma se a cantarla ed a suonarla è lo stesso Generale “sindacalista”, è difficile darla a bere anche a chi è a digiuno dei più elementari diritti per i lavoratori. Una palese “anomalia democratica”, un sindacato giallo che riunisce “parte e controparte” in un gioco delle parti che prevede ruoli diversi e persone differentiInsomma, un Generale che oggi veste la casacca da sindacalista e domani quella da dirigente del Personali Militare fa pensare a Landini nominato Amministratore Delegato della Fiat o Marchionne a capo della CGIL. Da qualunque parte la si veda, rimane un bel polpettone democratico difficile da ingoiare. E’ una stortura del sistema che va sicuramente risolta - commenta il Vice Presidente della Commissione Difesa del Senato Sen. Sergio Divina - ricercando la soluzione migliore senza perderci nei meandri della contrapposizione sindacato / rappresentanza. Adesso, e per eventuali futuri mandati, è prioritario superare il conflitto di interessi che può originarsi tra Amministrazione Difesa e Rappresentanza Militare, chi è delegato - conclude Divina - non può di certo ricoprire incarichi di vertice” 



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giovedì 18 giugno 2015

giu

18

2015

MILITARI : “Orario Straordinario fai da te , Fesi e CFI a discrezione e così la forbice delle retribuzioni si allarga di più. “Rappresentanza Militare giocattolo della dirigenza militare”.  

“ non è più ammissibile elargire ulteriore salario accessorio ai dirigenti già percettori di cospicue indennità, bensì necessita spalmare tale salario differito”


Assodipro Nazionale a cura di Alberto TUZZI

Un Ente dell'Esercito dirama una "sua" direttiva per disciplinare l'attribuzione dello straordinario....Un istituto che dovrebbe essere  appannaggio esclusivo dei dipendenti contrattualizzati; categoria che va dal volontario fino all’ufficiale con meno di tredici anni di servizio, ma che viene percepito anche da tutti gli altri ufficiali  percettori di indennità dirigenziali a cui vanno  affiancate altre indennità, quali il FESI e il CFI, tutte a completa discrezionalità dei vertici....
Partiamo da una recente direttiva interna di un Ente dell’Esercito, che pubblichiamo in fondo , avente  per oggetto: “disposizioni sul lavoro straordinario del personale militare, riferita alla direttiva sull’istituto dello straordinario e compensi connessi all’orario di lavoro, ed. 2012 di SME”. Ne parliamo perchè la sua emanazione, ma soprattutto i suoi contenuti, suscitano alcuni interrogativi.  Una prima considerazione attiene la liceità della emissione della direttiva e i riflessi sul personale del contenuto della stessa.
In premessa però corre l’obbligo ricordare che, l’inserimento dell’orario di lavoro anche nelle Forze Armate, è sempre stato uno degli obiettivi principali perseguiti dai militari democratici. Tale fine è stato raggiunto nel 1990 con l’emanazione della legge 231 che riguardava il contratto triennale 1988-1990. Va altresì detto che, nel perseguire tale obiettivo, non si è mai pensato all'aspetto economico, bensì alla necessità di mettere finalmente fine agli abusi e soprusi fino ad allora subiti, restituendo  dignità ai  lavoratori militari, consentendo loro di usufruire dei diritti costituzionali.

In tale contesto, i vertici militari non persero l'occasione per tradurre, l'introduzione dell’orario di lavoro in un ulteriore beneficio economico per la loro categoria. Tant'è che  ci parve alquanto strano che non avessero nulla da obiettare, visto che nel 1978 minacciarono addirittura le dimissioni di massa se fosse stata approvata la legge dei principi sulla disciplina militare! E così, l’orario di lavoro si applica a tutto il personale, anche se  la retribuzione dello straordinario dovrebbe essere  appannaggio esclusivo dei dipendenti contrattualizzati; categoria che va dal volontario fino all’ufficiale con meno di tredici anni di servizio, perché tutti gli altri ufficiali sono percettori di indennità dirigenziali. E’ ovvio che tale anomala percezione, da parte della categoria dirigenziale, è stata ed è possibile grazie all’avallo di una politica poco attenta e superficiale  nella gestione delle forze armate, delegata agli SS.MM. C'è da aggiungere che, all' istituto dello straordinario,  vanno altresì affiancate altre indennità, quali il FESI e il CFI, tutte a completa discrezionalità dei vertici e senza nessun controllo istituzionale.
Pertanto la forbice retributiva si è dilatata ulteriormente facendo diventare i ricchi ancora più ricchi e i poveri sempre più poveri mentre il personale viene schiacciato verso il basso, da una unica categoria diventata ormai tutta dirigenziale, che sfugge a qualsiasi controllo democratico, sia delle rappresentanze sia della politica.
Tornando alla  legittimità della direttiva emessa, sorge spontanea una domanda: ma se tutti gli Enti dell’Esercito, che sono centinaia, emanassero una propria direttiva interna sull’istituto dello straordinario, cosa succederebbe? Una cosa però è chiara:  chi ha firmato quella direttiva ha stabilito che il compenso del lavoro straordinario spetta a tutti gli ufficiali, a qualche sottufficiale e a nessun volontario, solo perché è stata abbinata agli incarichi.
E’ questa la politica economica della Difesa nei confronti del personale? E il Ministro della Difesa cosa ne pensa? Noi di certo non vorremmo essere alle dipendenze di un Ente che distribuisce così lo straordinario, mentre  ci sono altri reparti dove tale compenso economico ha una ripartizione più equa e democratica.  

Questo tipo di approccio nei confronti di quello che normalmente viene definito “salario accessorio”, era ed è tuttora non condivisibile, anche se in parte comprensibile e accettabile fino alla fine degli anni ottanta. Anni in cui furono aboliti  gli automatismi ed eliminati le classi e gli scatti di cui godevano  i contrattualizzati del pubblico impiego. Fu una scelta politica voluta dai sindacati, da noi contestata, nell’intento di portare in contrattazione tutto il trattamento economico dei contrattualizzati. Questa infausta decisione venne estesa anche al personale militare, pure se privo di ogni di tutela sindacale. Non è casuale che la dirigenza mantenne, e mantiene tuttora, i suoi automatismi legati alle classi e agli scatti. Proprio recentemente i dirigenti militari hanno iniziato a percepire gli arretrati, che vanno dai dieci ai venti mila euro, dopo lo sblocco dei trattamenti economici dei pubblici dipendenti attuati nel 2011. Tale grave incresciosa situazione si è ancor più aggravata con l’attuazione della famosa riforma Dini, legge 335/95.  Data in cui  il Parlamento ha modificato radicalmente il trattamento pensionistico di tutti i lavoratori, compresi i comparti Difesa e Sicurezza, passando dalla pensione retributiva a quella contributiva. Con questa riforma il Parlamento ha obbligato il settore del lavoro privato ad organizzare, tramite la possibilità di accedere al proprio TFR, la cosiddetta previdenza complementare, secondo la volontà espressa dai lavoratori. Tutto ciò non solo non  è stato avviato, ma neanche pensato per il settore pubblico, in quanto se una parte consistente dei dipendenti avessero optato di ritirare il loro TFR, per crearsi una pensione integrativa, lo stato italiano sarebbe sicuramente fallito.

Da queste considerazioni è facilmente intuibile che non è più ammissibile elargire ulteriore salario accessorio ai dirigenti già percettori di cospicue indennità, bensì necessita spalmare tale salario differito, esclusivamente a quei soggetti che, in virtù della riforma, andranno a percepire una pensione se non da fame, sicuramente di poco superiore a quella che il movimento cinque stelle definisce reddito di cittadinanza. Per porre fine a questo scempio economico e normativo, occorre dotare il personale, soprattutto quello senza tutele e non dirigenziale, di strumenti idonei a salvaguardare la loro condizione.

L’attuale rappresentanza, residuo politico del compromesso storico del 1978, va eliminata completamente perché non è più uno strumento di tutela, bensì è diventata il giocattolo dei dirigenti
e, per qualcuno, il trampolino per lanciarsi in politica. Non si può non riconoscere che qualche rappresentante, vuoi singolarmente e/o a gruppi, ha tentato un approccio con le forze politiche parlamentari, al fine di affrontare tale incresciosa situazione e le altre problematiche del personale, ma ha sempre trovato difficoltà ad interloquire. Inoltre molti parlamentari, vuoi per scelta vuoi per impreparazione, si rifiutano di affrontare questioni militari, soprattutto se sociali e morali, e si arroccano sulle posizioni dei vertici militari. Ci risulta che addirittura diversi parlamentari delle commissioni difesa di Camera e senato, si avvalgono di consulenti ex generali che, ovviamente, si preoccupano di tutelare solo la loro categoria.
In conclusione vogliamo ribadire che il futuro della condizione militare italiana,  è strettamente legato all’evoluzione della costruzione di un’Europa unita, non solo economicamente, bensì anche politicamente, socialmente, moralmente e militarmente con la costruzione di un esercito unico europeo.
Il prossimo Consiglio europeo previsto a fine giugno sarà dedicato esclusivamente al tema della sicurezza e della difesa e saranno presenti tutti i Capi di Stato e di governo dell’Unione europea. L’EUROMIL e  CESI con una nota hanno invitato tutti gli Stati membri a rispettare la legislazione internazionale e i diritti e le libertà stabilite nella Carta dei diritti fondamentali. E’ una opportunità politica che i nostri governanti hanno per dimostrare la volontà di adeguarsi legislativamente ai paesi europei più  evoluti democraticamente e rispettosi dei diritti dei cittadini.
Alberto Tuzzi


CLICCA QUI PER LA DIRETTIVA parte 1




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mercoledì 17 giugno 2015

giu

17

2015

Profughi Siriani derubati dopo soccorso in mare A giudizio 8 militari della marina italiana. I profughi sarebbero stati privati di circa 60 mila euro.  



Tratto da articolo di Antonio Mercurio per il sito meridionews.it  16.06.2015
 
La vicenda risale all'ottobre 2013 e ha per protagonisti 50 siriani, salvati nell'ambito delle operazioni Mare Nostrum. Tra denaro e gioielli i profughi sarebbero stati privati di circa 60 mila euro. Dopo un anno e mezzo di indagini, la richiesta di rinvio a giudizio per otto uomini della nave Chimera. L'udienza del processo è fissata per il 29 settembre Finirà in tribunale la vicenda di una cinquantina di siriani derubati, questa è l’accusa, dagli stessi militari che li avevano salvati nel Canale di Sicilia, nel 2013, nell’ambito dell’operazione Mare Nostrum. A disporlo giovedì scorso, il gup Stanislao Saeli del Tribunale militare di Napoli, che ha fissato l’udienza per il dibattimento per il 29 settembre, accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio del pm Marina Mazzella per 8 militari della Marina militare italiana. I fatti risalgono all’ottobre di due anni fa quando un gruppo di migranti siriani, alla deriva in acque internazionali, fu tratto in salvo dalla nave Chimera della Marina ( in foto ) .
A bordo, gli uomini in servizio alla brigata Marina S. Marco II reggimento di Brindisi.
Nella notte, però, i migranti sarebbero stati privati di oggetti di valore. Durante le operazioni di identificazione, secondo i siriani, i militari si sarebbero fatti consegnare denaro per un valore di 34 mila 850 euro e 26 mila 354 dollari americani e gioielli tra fedi nuziali, ciondoli e collane.
I siriani, appena sbarcati, hanno invano chiesto la restituzione delle loro cose. Poi, hanno presentato una denuncia alla Questura di Agrigento, sulla base della quale la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento e quella presso il Tribunale militare di Napoli hanno avviato le indagini.
Successivamente, una parte di loro è stata ospitata in un centro di accoglienza a Geraci Siculo dove su richiesta del sindaco, Bartolo Vienna,
l’avvocato Guido Bellanca, ha assistito gratuitamente i profughi.
Le indagini si sono concluse ad aprile di quest’anno, con la richiesta di rinvio a giudizio per i militari da parte del pm della Procura militare di Napoli. «Secondo la ricostruzione del pubblico ministero – racconta a MeridioNews l’avvocato Bellanca - nella notte tra il 25 e il 26 ottobre di due anni fa, avrebbe avuto un ruolo chiave un sottufficiale del reparto. L’uomo, secondo i siriani, non si sarebbe attenuto al protocollo adottato in questi casi, e avrebbe ordinato ai propri uomini di ritirare denaro e oggetti di valore durante le operazioni di controllo».
Al termine delle operazioni il denaro e gli oggetti sarebbero stati inseriti «in buste prive di segni di riconoscimento, non sigillate, senza redigere un verbale». A giudizio il sottufficiale del reparto, che risponde di peculato militare pluriaggravato e mancata consegna, e altri 7 militari, imputati solo di mancata consegna.


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giu

17

2015

EXPO; Perche’ i MILITARI all’expo sono stati accampati in una tendopoli poi allagata? Risponde il sottosegr. Domenico ROSSI:“poco tempo per organizzarsi, i militari hanno comunque bagni e docce  

I Militari dell’ Esercito in servizio all’ Expo rimangono alloggiati in TENDOPOLI . Per risparmiare non si dà pari dignità tra LAVORATORI MILITARI senza DIRITTI SINDACALI e LAVORATORI NON MILITARI ?


Assodipro Roma
Come Assodipro, dal nostro sito nei giorni scorsi, avevamo evidenziato i problemi che hanno AVUTO ed HANNO ancora , sia i CARABINIERI sia i MILITARI dell’ ESERCITO IN SERVIZIO ALL’ EXPO di Milano ( vedi articoli precedenti sul sito ).  Sul caso dei militari dell’ Esercito alloggiati in tende, che sono state allagate da un temporale, c’è stata un interrogazione parlamentare dell’ On. Elio VITO alla quale ha risposto il sottosegretario alla Difesa Sen. Domenico ROSSI .   
Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-05755
presentato da VITO Elio testo di Martedì 9 giugno 2015, seduta n. 438 VITO. — Al Ministro della difesa, al Ministro dell'interno . — Per sapere – premesso che:
giovedì 14 maggio un'ondata di maltempo ha colpito l'Ovest Ticino;
come evidenziato da moltissime testate giornalistiche e altri mezzi di informazione, dal fenomeno meteorologico non è stato risparmiato il campo allestito nella caserma Babini di Bellinzago Novarese per ospitare gli alpini friulani dell'Ottavo Reggimento di Cividale e Venzone, mandati in Lombardia per occuparsi della sicurezza all'Expo di Milano. Il maltempo ha sferzato l'accampamento nel quale erano stati sistemati oltre 250 fra ufficiali, sottufficiali e truppa e l'acqua ha invaso le tende, danneggiando gli effetti personali, gli zaini, le scarpe, la biancheria e le divise; non si comprendono le ragioni della scelta di distaccare i militari dell'Esercito nella tendopoli della caserma Babini, anche in considerazione del fatto che il personale di tutte le altre componenti dell'apparato di sicurezza, come polizia, carabinieri, guardia di finanza sono stati alloggiati in strutture adeguate e le caserme disponibili per l'accoglienza non mancano –:
quali iniziative i Ministri interrogati intendano adottare per rimediare ai disagi provocati da questa scelta inappropriata e per garantire ai militari dell'Esercito inviati ad occuparsi della sicurezza all'Expo di Milano, alloggiamenti a condizioni accettabili.
(5-05755)
Atto Camera Risposta scritta pubblicata Giovedì 11 giugno 2015 nell'allegato al bollettino in Commissione IV (Difesa) 5-05755 L'articolo 5, comma 3, del decreto-legge 18 febbraio 2015, n. 7, convertito, con modificazioni, in legge 17 aprile 2015, n. 43, ha autorizzato l'impiego, limitatamente alle esigenze di sicurezza del sito dove si svolge l'evento Expo 2015, di un contingente di 600 unità delle Forze armate dal 15 aprile scorso al 1o novembre 2015, oltre alle 600 unità già impegnate per l'operazione Strade Sicure a Milano.
Successivamente, il Consiglio dei Ministri, con delibera adottata nella riunione del 29 aprile 2015, ha autorizzato il Commissario Unico delegato del Governo per Expo 2015 a mettere a disposizione del Prefetto di Milano una ulteriore Task Force pari a 1.255 unità, già dallo scorso 1o maggio fino al 1o novembre 2015.
Considerato il rilevante incremento di personale, la disponibilità alloggiativa insufficiente presso le infrastrutture militari nell'area di Milano e nelle zone limitrofe, nonché i tempi estremamente brevi per il dispiegamento del personale (3 giorni dalla decisione), è stata individuata, quale soluzione contingente e con carattere di assoluta provvisorietà, la possibilità di alloggiare una parte del personale in tende presso le caserme «Montello» di Milano e «Babini» di Bellinzago Novarese. Tutti gli attendamenti sono dotati di bagni e docce.

Il fenomeno meteorologico di carattere eccezionale e particolarmente intenso che ha colpito l'area di Malpensa/Bellinzago Novarese il 14 maggio 2015, cui fa riferimento l'atto di sindacato ispettivo, ha procurato numerosi danni nella zona, senza risparmiare alcune tende a uso generale e alloggiativo installate presso la caserma Babini di Bellinzago Novarese. L'emergenza è stata affrontata dal personale dell'Esercito con immediatezza, ripristinando le iniziali condizioni, prevedendo la sostituzione delle tende resesi inefficienti, con priorità a quelle destinate alla componente alloggiativa.
Per completezza di informazione si rappresenta infine che, allo scopo di dare migliore sistemazione ai militari impegnati in compiti di sorveglianza, sono in corso le opportune predisposizioni per ospitare:
110 militari presso la caserma «Annibaldi» di Milano, previa effettuazione di interventi essenziali di ripristino e messa in sicurezza degli spazi disponibili, la cui ultimazione è prevista entro la prima meta di giugno;
350 militari presso la caserma «Magenta» di Milano, previa esecuzione dei necessari interventi di ripristino e di messa in sicurezza di una palazzina a tre piani che sarà disponibile entro la 1a decade di luglio.
Ulteriori disponibilità alloggiative (200 posti) saranno ricavate dalla rimodulazione del dispositivo Strade Sicure.
Alla data del 3 giugno, una parte del personale alloggiato alla caserma Babini di Bellinzago Novarese, anche per ridurre i tempi verso il sito di «EXPO 2015», è stato riallocato in tendopoli realizzate a Milano presso la caserma Montello e presso la caserma Santa Barbara.
CAMERA DEI DEPUTATI Giovedì 11 giugno 2015 461. INTERROGAZIONI   Giovedì 11 giugno 2015. — Presidenza del presidente Elio VITO. — Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa Domenico Rossi. 5-05755 Vito: Sulla sistemazione degli alpini dell'Ottavo Reggimento di Cividale e Venzone reclutati per la sicurezza dell'Expo di Milano. Il sottosegretario   Domenico ROSSI risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati . 
Elio VITO, presidente, con riferimento alla sistemazione per i militari del contingente impegnato in compiti di sicurezza all'Expo di Milano di cui all'interrogazione in titolo, osserva che si sarebbe dovuto pianificare il tutto in maniera più lungimirante e con più attenzione alle esigenze e alla dignità del personale.
Osserva che l'impiego dei militari in compiti di sicurezza sul territorio, come per esempio nell'operazione Strade sicure o nella Terra dei fuochi, è condiviso da tutti, ma non è accettabile che ai militari non siano assicurate le stesse condizioni alloggiative previste per le altre forze di polizia impegnate negli stessi compiti
.
Non ritiene ammissibile che, magari per ottenere un risparmio economico, si possa prevedere per gli appartenenti alle Forze
 Armate un trattamento più disagiato rispetto a quello previsto per altri. In altre parole, ai militari impegnati sul territorio devono essere sempre assicurate condizioni appropriate, con strutture adeguate e alloggiamenti accettabili, al pari delle altre componenti dell'apparato di sicurezza.
Si dichiara dunque solo parzialmente soddisfatto della risposta, che comunque dimostra l'impegno del Governo nel cercare di risolvere la questione, e ribadisce l'esigenza di assicurare ai militari impegnati sul territorio, una volta che abbiano terminato il loro turno di servizio, le medesime condizioni di riposo previste per altro personale, tutelando le loro esigenze di vita quotidiana.
  


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venerdì 12 giugno 2015

giu

12

2015

CARABINIERI all’ EXPO SENZA ACQUA E VESTIARIO ADATTO alle esigenze del servizio. Militari SENZA DIRITTI E TUTELE, senza diritti sindacali.  

Mentre Organi centrali di Rappresentanza Centrali – CoCeR , “ USI OBBEDIR COME un SINDACATO GIALLO “ stazionano in freschi palazzi romani, organi intermedi provano a rappresentare il personale.


Assodipro Nazionale
Ritornano alla giusta cronaca e doverosa evidenza, dopo articoli  da noi pubblicati  giorni fa e sempre riguardante i disagi , sia dei Carabinieri , sia dei Militari dell’ Esercito in servizio all’ EXPO di Milano, ulteriori problemi di Militari che scontano anche  il fatto di NON AVERE DIRITTI SINDACALI di RAPPRESENTANZA VERA.  
Mentre alcuni CoCeR, " USI OBBEDIR COME un SINDACATO GIALLO “ stazionano  in freschi palazzi romani, con l'aggravante, per quello dei Carabinieri,  di non dire una parola e ignorare - occultare la sentenza della Corte Europea nella quale si legge che " ai militari non può essere vietato il DIRITTO DI COSTITUIRE SINDACATI " - per una vera e concreta tutela su temi fondamentali come, tra l'altro, lavoro - salute - contratti - pensioni, Organi intermedi di Rapppresentanza Militare provano (!) , con onestà intellettuale e dignità rappresentativa, a rappresentare il personale.

Pubblichiamo il testo di una delibera del Comando Unità Mobili Specializzate – PALIDORO;  COIR – consiglio intermedio di rappresentanza Palidoro, nella quale si segnalano ulteriori problemi per i CARABINIERI in SERVIZIO alla tanto pubblicizzata e costosa EXPO di Milano senza che nessuno, tra i mezzi di comunicazione che quotidianamente decantano le bellezze ed i numeri dell’ Expo,  parli dei DISAGI dei Militari in servizio alla stessa.  

Delibera dell’ 8 Giugno 2105

OGGETTO :  Expo, non vogliamo più aspettare.
Premesso che : tutte le forze  di Polizia cooperanti per la sicurezza dell' evento EXPO hanno programmato  l'acquisto di manufatti e capi di vestiario attagliati alle esigenze del servizio e del personale, utilizzando i fondi dedicati prestabiliti.
Considerando che Ogni nostra richiesta preventiva non e' stata  accolta (con rabbia un alto ufficiale ha sbottato ammettendo che si è trattato di una grossa occasione persa!). Dopo aver  avuto conoscenza delle modalità del servizio, la nostra richiesta di poter lavorare  in tuta operativa, come gli omologhi dei reparti mobili delle altre forze di polizia ,è stata accantonata per esigenze d'immagine; le giuste esigenze d'immagine sono tenute in considerazione da questo consiglio come  tutto ciò che porta lustro all'lstituzione non si può però  scaricare sul personale l’ incapacità di prevedere l' acquisto e la distribuzione di capi più consoni come avevamo richiesto.   Visto che anche la semplice richiesta di contenitori di acqua fresca per refrigerarsi  presso  i varchi presidiati, non trova applicazione dopo più di un mese dall’  inizio  dell'evento.  
DELIBERA   di trasmettere al l Comandante della Grande Unità ed al Co.Ce.R Carabinieri , il nostro disappunto prevedendo almeno la distribuzione per il personale di calzature più  comode , già in uso per servizi analoghi, vedi carabiniere di quartiere; questo eviterebbe i casi di "Iperidrosi"  già verificati. ( nota assodipro - Iperidrosi, disturbo socialmente invalidante per la persona che ne è affetta. Per Iperidrosisi intende quel disturbo che porta ad avere una sudorazione eccessiva e marcata, generalizzata o localizzata in determinate parti del corpo umano) .
Si preveda inoltre, finalmente la possibilità di refrigerarsi presso i 'varchi presidiati e vengano distribuiti sali minerali come fatto  in occasioni analoghe in passato.


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giu

12

2015

Il PdM, con il supporto del vicepresidente della Camera Roberto GIACHETTI, presenta emendamenti al ddl Madia, riforma della PA. Riorganizzazioni e Diritti.  

“Unificare le Forze di polizia e rivedere il complesso delle norme che regolano il trattamento economico e i diritti di associazione dei cittadini in divisa e riformare la giurisdizione militare”


A cura di Assodipro Roma
Di seguito pubblichiamo
le proposte emendative presentate dal  Partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia (Pdm) a cura di Luca Comellini, nell'ambito della discussione parlamentare del ddl Madia, riforma della PA.  EMENDAMENTI  che rappresentano , secondo Comellini del Partito diritti Militari : “  la naturale prosecuzione dell'azione politica iniziata lo scorso 6 maggio 2014 con la conferenza stampa sulla razionalizzazione della spese militari fatta con il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti che, come già fece durante i lavori del DL 90/2014 e la legge di stabilità 2015, anche in questa occasione ci ha voluto supportare con convinzione presentando a sua firma i nostri 7 emendamenti”.
Come Assodipro rileviamo che uno degli emendamenti presentati riguarda I DIRITTI SINDACALI e la RIDUZIONE DELLE RILEVANTI SPESE ( circa 4 MILIONI DI EURO ANNO ) a carico dello stato dell’attuale sistema di Rappresentanza Militare , ed è  in sintonia con le recenti Sentenze della Corte Europea dei Diritti nelle quali si afferma che - ai militari non può essere negato il diritto di costituire sindacati -   

Dopo l'articolo 9 aggiungere il seguente:
 
  Articolo 9-bis (delega al Governo per emanare un regolamento per l'estensione dei diritti sindacali a talune categorie di lavoratori della pubblica amministrazione) 
  1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge al personale militare delle Forze armate, compreso quello del Corpo delle capitanerie di porto, dell'Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, si applicano le disposizioni di cui agli articoli 82, 83, 84 della legge 1 aprile 1981, n. 121. L'attuazione delle disposizioni di cui al primo periodo del presente comma è realizzata con regolamento ai sensi dell'articolo 17, comma 1, lettera b) della legge 23 agosto 1988, n. 400, da emanare entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro della difesa di concerto con il Ministro per la Semplificazione e Pubblica Amministrazione e con il Ministro Lavoro e Politiche sociali, sentito il parere del Ministro dell'economia e delle finanze per gli aspetti di competenza. 
  2. Fino all'entrata in vigore del regolamento di cui al comma 1 i membri degli organi di rappresentanza dei militari di cui all'articolo 1476 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, svolgono le attività di cui all'articolo 1478 del medesimo decreto legislativo nella sede ordinaria di servizio con l'ausilio di adeguati sistemi di videoconferenza anche in occasione dello svolgimento di audizioni presso gli organismi parlamentari. Quando per giustificate ragioni tecniche e di servizio sono inviati in missione isolata per lo svolgimento delle attività connesse allo svolgimento del mandato rappresentativo sono tenuti a fruire di vitto ed alloggio gratuiti forniti dall'amministrazione militare presso le strutture logistiche della Forza armata o Corpo di appartenenza nel luogo di missione ovvero di altre Forze armate o Corpi armati dello Stato. I risparmi di spesa realizzati in attuazione del presente comma sono versati ai bilancio dello Stato. 
  3. Il giorno dell'entrata in vigore del regolamento di cui al comma 1 le disposizioni del libro IV, titolo IX, capo III, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e del libro IV, titolo IX, capo I dei decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 90, sono abrogate. 
9. 03. Giachetti.

CONTINUA IN LEGGI TUTTO PER LEGGERE TUTTI GLI EMENDAMENTI PRESENTATI da GIACHETTI




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giu

12

2015

ASSODIPRO da il BENTORNATA a Samantha. Il Capitano dell’ Aeronautica Samantha Cristoforetti rientra dalla sua missione spaziale record.  



Il Capitano dell’Aeronautica - partito con la missione Futura dell’Agenzia Spaziale Italiana il 23 novembre 2014 - è il quarto astronauta militare italiano.
Come i suoi predecessori, Maurizio Cheli, Roberto Vittori e Luca Parmitano, Samantha Cristoforetti è stata allieva dell’Accademia Aeronautica
e ha raggiunto questo risultato grazie anche alla formazione ricevuta dalla Difesa italiana.
Il Capitano Cristoforetti è stata quasi sette mesi a bordo della
ISS in qualità di Flight Engineer e membro dell' equipaggio della Spedizione ISS 42/43. Durante la permanenza nello spazio l’astronauta  ha svolto esperimenti scientifici, in condizione di microgravità, nel campo della fisiologia umana, dell'analisi biologica e della medicina aerospaziale.
Con i suoi 200 giorni in orbita, ha conquistato il record dell’astronauta Esa con più giorni di permanenza consecutivi nello Spazio in un’unica  missione
.


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Roma, 28 set. (Adnkronos)
sab 18 agosto 2012 - 16:23:24
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