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Description: Circolare n° M_D GMIL 1 IV 10 0285493 4° Rep. 10ª Div. - Adeguamento delle misure dell'indennità di vacanza contrattuale in favore del personale militare destinatario d
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Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
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giovedì 30 ottobre 2014

ott

30

2014

Assodipro: IMPORTANTI NOTIZIE SUL RICORSO BENEFICI COMBATTENTISTICI – Fase 2^; Nella massima trasparenza e rispetto per i nostri soci. Comunicato Assodipro  

Analisi sentenze sopraggiunte , informazioni ai ricorrenti e documenti per la 2^ fase del Ricorso.


COMUNICATO   RICORSI BENEFICI PER IMPIEGO IN  ZONE ONU   
Con nota del 24 ottobre u.s. lo Studio Coronas ha informato ASSODIPRO dell’avvenuta pubblicazione della Sentenza N° 5172 del 21/10/14 del Consiglio di Stato. La Sentenza del CDS in questione riforma in NEGATIVO quella N°.1168 del 07/05/2014 del TAR Lombardia, relativa a ricorso inerente i c.d. benefici derivanti dall’impiego dei militari italiani in zone ONU ovvero ad iniziativa analoga a quella avviata da ASSODIPRO (per la quale era prevista al 30 ottobre  2014 la conclusione della raccolta delle adesioni). Ignorare che la Sentenza del CDS sopra menzionata costituisca, allo stato, un serio ostacolo per il positivo esito dei ricorsi promossi o da promuovere davanti al Giudice amministrativo (TAR, CDS) in materia di benefici zone ONU  è un rischio che il Sodalizio non intende far correre ai propri associati. In ragione di ciò, valutata l’analisi ricevuta dallo Studio Coronas sulla Sentenza N°  5172 del CDS e condiviso il suggerimento di dirottare l’azione giudiziaria di fronte alla Corte dei Conti per ottenere il riconoscimento della maggiorazione del servizio utile solo ai fini della maturazione e della misura del diritto a pensione, l’ASSODIPRO conferma il proprio impegno a proseguire l’iniziativa in titolo nelle forme e con le modalità segnalatele dai legali incaricati.   
Per quanto premesso: 1- coloro che hanno aderito alla iniziativa in corso e che conseguentemente hanno consegnato il materiale richiesto presso lo Studio Coronas di Roma (Via Giuseppe Ferrari 4, 00195) ed effettuato il versamento degli oneri richiesti, SE interessati a proseguire nell’iniziativa, con presentazione del ricorso di fronte alla Corte dei Conti delle rispettive regioni di residenza, DOVRANNO far pervenire entro il 30 Novembre 2014 il proprio assenso, compilando la scheda di adesione aggiornata e recapitandola all’indirizzo di posta elettronica studiolegalecoronas@tiscali.it .
Nell’oggetto della e-mail di trasmissione della scheda di adesione di cui sopra, dovrà essere inserita la seguente dizione: “RICORSO BENEFICI ZONE ONU CORTE DEI CONTI REGIONE …” (tratteggio da completare con l’indicazione della regione di residenza); 
2-  coloro che, avendo aderito alla iniziativa in corso, NON intendessero invece proseguire nell’iniziativa in corso nei termini sopra specificati, DOVRANNO segnalare entro il 30 Novembre 2014 all’indirizzo e-mail assodipro@assodipro.org le proprie coordinate bancarie, al fine di ottenere la restituzione dell’importo anticipato per onorari e spese di partecipazione al ricorso; 
3- quanti infine, non avendolo sinora fatto, volessero aderire alla azione da avviare presso la Corte dei Conti della rispettive regioni di residenza, dovranno consegnare allo Studio legale Coronas entro il 30 Novembre 2014 tutto il materiale evidenziato a pag.2 della scheda di adesione al ricorso, dal punto 1 al punto 7, ed attenersi alle prescrizioni degli ultimi due paragrafi della medesima. Gli stessi dovranno poi inviare al recapito e-mail assodipro@assodipro.org copia del  versamento di ccp (N° 88945001) effettuato a favore di  Assodipro Via Palestro 78, 00185, Roma.) o del bonifico bancario (IBAN ASSODIPRO: IT66Y0760103200000088945001), con l’accortezza per questo tipo di versamento di segnalare il proprio indirizzo.   
AS.SO.DI.PRO. Il Presidente        Emilio Ammiraglia   Roma 29 Ottobre 2014 ALLEGATI: 
clicca per leggere o scaricare 
A- Nota informativa Studio Legale Coronas del 24 ottobre 2014
B- Sentenza del Consiglio di Stato  N° 5172 del 21 Ottobre 2014
C-  Sentenza del TAR Lombardia N° 1168 del 07 Maggio 2014; 
D- Sentenza Corte dei Conti I Appello 845-2013
E- Scheda di adesione al ricorso Benefici zone ONU Corte dei Conti Regione……….
F- Procura alle liti.


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venerdì 31 ottobre 2014

ott

31

2014

Legge di Stabilità e SBLOCCO delle RETRIBUZIONI; Aleggia ancora il “ fantasma “ su come verranno considerati gli anni di Blocco Economico.  

Senza chiarimenti ufficiali, purtroppo, rimane ancora il dubbio se gli anni di Blocco sono utili alla maturazione di avanzamenti e scatti.


A cura di Assodipro
TRATTO DA ARTICOLO de Il Messaggero di A.Bas. : “ Statali Sblocco scatti, esclusi docenti e dirigenti di polizia e forze armate . I
n Commissione stralciate 20 norme. Lo sblocco delle promozioni e degli scatti automatici di stipendio legati all`anzianità di servizio, promessi dal governo soprattutto a militari e Forze di polizia, è stato inserito nella legge di stabilità. Ma non si applicherà a tutti. Resteranno esclusi, almeno per ora, tutti i dipendenti pubblici «non contrattualizzati».
A prevederlo è l`articolo 21 del disegno di legge che ha appena iniziato il suo iter alla Camera dei deputati. Si tratta delle posizioni di vertice della macchina statale. Nel caso della Polizia, per esempio, a non ricevere neanche il prossimo anno gli aumenti di stipendio legati agli scatti di anzianità, saranno i dirigenti generali, i questori e i primi dirigenti. Per i militari l`adeguamento non si avrà dal grado di colonnello in su.
Ma fuori rimarranno anche altre categorie come i professori universitari e, secondo la definizione della norma, potrebbe riguardare anche i ministri
e i sottosegretari. Per tutti gli altri dipendenti pubblici, pur rimanendo bloccato per un altro anno il rinnovo del contratto, dovrebbe almeno riprendere la dinamica legata alla carriera, permettendo agli stipendi di salire nel caso in cui siano previsti scatti automatici o nel caso di promozioni di carriera. Secondo la relazione tecnica che accompagna la legge di stabilità, il blocco per dirigenti di polizia, docenti universitari e per le altre categorie non contrattualizzate del pubblico impiego, dovrebbe permettere un risparmio annuo di 40 milioni di euro.
PARTE L`ITER DELLA MANOVRA Ma anche per il restante personale rimangono in sospeso alcuni dubbi legati alla possibile interpretazione di una recente sentenza della Corte Costituzionale, la 154, che in pratica
potrebbe essere letta in senso molto restrittivo, facendo scivolare nel tempo la maturazione del diritto allo scatto. I cinque anni di blocco della contrattazione, in pratica, potrebbero essere interpretati come una sorta di «black out» che non da diritto alla maturazione degli avanzamenti. Il conteggio per ottenere gli scatti, insomma, dovrebbe ripartire riprendendo il conteggio dal 2011, come se gli ultimi quattro anni non fossero esistiti. Su questo, in realtà, la legge di stabilità non dice nulla e nemmeno le relazioni che l`accompagnano. Probabile che il tema sarà affrontato durante il dibattito parlamentare.
Sotto la mannaia del presidente della Commissione bilancio, Francesco Boccia, sono cadute una ventina di norme, soprattutto quelle «ordinamentali» e gli interventi micro settoriali; Tra queste ci dovrebbero essere quelle riguardanti i punti dal 15 al 20 dell’ Art. 21 sul pubblico impiego ( prerogative sindacali per il personale della Polizia e rideterminazione del numero componenti dei CoCeR con relativo dimezzamento delle spese ) . Nel vivo si entrerà venerdì 7 novembre, quando scadrà il termine per gli emendamenti. Lo stesso governo studia alcune modifiche. Sul Tfr, per esempio, si starebbe valutando di tornare ad una tassazione più favorevole. Anche la stretta sui Fondi pensione potrebbe essere rivista. Molti malumori, poi, ci sono sulla clausola di salvaguardia con il maxi aumento dell`Iva dal 2016”.


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mercoledì 29 ottobre 2014

ott

29

2014

Lo sa il capo di stato maggiore difesa BINELLI MANTELI che ai MILITARI SERBI è stato concesso il DIRITTO di costituire SINDACATI per i MILITARI ? Lo sa che la SERBIA si è adeguata a diritti e noi no  

Binelli Mantelli:“L'Italia, che detiene attualmente la presidenza di turno del consiglio Ue, continuera' ad appoggiare Belgrado sulla strada verso l'Europa”. Assodipro: Cosa si aspetta a portare nell’Europa dei diritti i militari italiani ?


Assodipro Roma : Egregio Ammiraglio Binellli Mantelli … “ce lo chiede l’ Europa” l’ha già sentita dire questa frase ? Ce lo chiede la Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo (CEDU ) . L’ Europa non è solo quella delle banche , delle Lobby, dell’industria delle Armi. L’ EUROPA è anche DIRITTI . 
(ANSAmed) - BELGRADO, 28 OTT - La necessita' di accelerare il processo di integrazione europea della Serbia e' stata sottolineata oggi a Belgrado dall'ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, capo di stato maggiore delle Forze armate italiane. "L'Italia ritiene che si debba accelerare l'integrazione della Serbia nell'Unione europea", ha detto l'ammiraglio al termine di un colloquio con il suo omologo serbo, il generale Ljubisa Dikovic. Per Binelli Mantelli, la cooperazione fra le Forze armate dei due Paesi facilitera' il processo di integrazione europea della Serbia. L'Italia, che detiene attualmente la presidenza di turno del consiglio Ue, continuera' ad appoggiare Belgrado sulla strada verso l'Europa - ha aggiunto. E l'Italia, ha sottolineato ancora Binelli Mantelli, vede la Serbia come fattore di stabilita', non solo nei Balcani ma anche per l'Ucraina e per il mondo islamico, nel contesto delle crisi che circondano l'Europa suscitando preoccupazione.
Come ASSODIPRO ci fa molto piacere leggere le dichiarazioni del capo di stato maggiore difesa, ammiraglio Binelli Mantelli, volte ad accelerare l’integrazione della Serbia nella democratica famiglia dei diritti dell’unione europea.
RICORDIAMO al capo di stato maggiore della difesa che, proprio per adempiere a tutte le procedure politiche rivolte ad una integrazione della Serbia nell’unione europea, il governo serbo, di concerto con i vertici delle forze armate, ha concesso ai militari Serbi di costituire sindacati militari che rappresentano il personale. Abbiamo incontrato i rappresentanti sindacali dei militari serbi al recente meeting  di EUROMIL ( che rappresenta 40 tra associazioni e sindacati militari in tutta europa ) e non è stato facile spiegare ai colleghi serbi che in Italia  ancora NON è concesso dalle leggi nazionali  di costituire sindacati militari. Con la sentenza della Corte Europea dei Diritti la porta si è aperta. Bene l’impegno dell’ ammiraglio verso un accelerazione della Serbia nell’unione europea ! Cosa si aspetta ad adeguare agli standard democratici europei anche i militari italiani ? L’ammiraglio Binelli Mantelli avrà chiesto lumi sui DIRITTI concessi ai militari Serbi al Ministro Difesa Serbo Bratislav Gasic o al capo di stato maggiore difesa serbo Ljubisa Dikovic ? La presidenza di turno dell’unione europea servirà, tra l’altro, solo ad accelerare l’integrazione della Serbia, che si è adeguata ai diritti europei con il sindacato ai militari ? I Militari Italiani ? Aspettiamo la prossima condanna della CEDU , che riguarderà l’ Italia sui diritti negati ai militari italiani ? Egregio Ammiraglio Binellli Mantelli … “ce lo chiede l’ Europa” , l’ha già sentita dire questa frase ? Ce lo chiede la Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo (CEDU ) . L’ Europa non è solo quella delle banche , delle Lobby, dell’industria delle Armi. 
L’ EUROPA è anche DIRITTI .



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ott

29

2014

Assodipro parte civile al Processo Marina 2 di Padova sull' Amianto; Relazione dell' Avvocato Cataldo Fornari al Meeting Euromil.  

Il processo di Padova, denominato “ MARINA 2”, a giudizio 14 alti ufficiali della marina militare italiana, è nella sua fase iniziale; ASSODIPRO è PARTE CIVILE a tutela dei suoi iscritti .


RELAZIONE AL CONVEGNO EUROMIL ROMA 17 OTTOBRE 2014  
Nell’ultimo secolo il crescente utilizzo dell’amianto in diversi settori produttivi ha comportato una massiccia diffusione di questo minerale  negli ambienti di lavoro e di vita.   L’estrazione e l’impiego dell’amianto sono continuati anche dopo che nell’ambito medico-scientifico erano state individuate le sue proprietà cancerogene.   Sin dai primi anni del 1900, infatti, era noto che l’inalazione di polveri di amianto causava l’asbestosi polmonare, una patologia che oggi viene collegata dalla medicina in un gran numero di casi, all’insorgere del tumore maligno denominato mesotelioma.   L’entità e la gravità della sua diffusione è aggravata dalle proprietà del minerale:   -         l’amianto è molto duttile e quindi di facile lavorazione; - resiste alle alte temperature; -  ma è anche praticamente non degradabile e quindi permane indefinitamente nell’ambiente e viene in gran parte  trattenuto nei tessuti per tutta la vita.  
Parlare dell’uso dell’amianto e delle conseguenze sulla salute nella Marina Militare Italiana e Internazionale non è sicuramente semplice anche  perché ancora oggi continuano a pervenire nuove informazioni agli organi istituzionali e alle associazioni che si occupano del problema.  Queste informazioni non sono ancora sufficienti per comprendere la enormità del problema.  
E’ certo  che l’amianto è stato utilizzato massicciamente a bordo di navi e sommergibili in  quantità significativa e con impieghi diversi;  ancora oggi lo si trova nei più disparati locali  ed è oggetto di bonifica.  
Pertanto Navi, Arsenali e Stabilimenti sono stati senza distinzione coinvolti dagli effetti di questo pericoloso cancerogeno che, come tale, non ammette un valore limite; l’unico valore accettabile è pari a zero, per cui amianto zero  uguale rischio zero.  
Documenti ufficiali della Marina Militare indicano nel periodo 1995/2000 ben 120 tonnellate di amianto rimosso da navi presso l’Arsenale Miliare di La Spezia, rimozione che è continuata negli anni successivi e che interessa tutti i locali, tubature, locale forno, apparati di propulsione, motori, infermeria e lavanderia, interruttori elettrici, locali caldaie.  
I dati che riguardano l’Arsenale Militare di Taranto ci dicono che dal 1995 al 2005 risultano smaltite ben 600 tonnellate di amianto, in gran parte da navi e sommergibili, dove ha lavorato e lavora personale militare e civile che, per tale ragione, è stato sottoposto ad esposizione ad amianto nelle attività di manutenzione e cantieristica navale.   L’amianto è presente non solo su navi di vecchia costruzione ( basti pensare alle M.O.C., le navi officina della M.M. oramai radiate, ma attive sin dagli anni 90 che possono essere considerate come dei veri e propri depositi galleggianti di amianto), ma anche su quelle di più recente realizzazione ovvero navi che hanno iniziato a navigare successivamente o contemporaneamente alla emanazione della Legge 257 del 1992 che ha vietato l’utilizzo dell’amianto.   La certezza della pericolosità di questo minerale ha indotto, nel tempo, medici e istituzioni a rivedere i valori limite di concentrazione da ritenersi accettabili nei luoghi di lavoro.  
Dal 1968 ad oggi tali valori ( sigla TVL – TWA) negli USA sono stati ridotti di 120 volte. In fatti si è passati da un limite di 100 fibre per c.c. fissato negli anni 50 e 60 a 0,1 fibre per c.c. dal 1998 sino ad oggi.   La stessa situazione sostanzialmente ha interessato anche l’Italia.   La pericolosità di questo materiale consiste nel fatto che l’inalazione e la deposizione di fibre di amianto nell’apparato respiratorio possono causare gravi malattie a carico dei polmoni, ASBESTOSI, della pleura, ISPESSIMENTI E TUMORE MALIGNO O MESOTELIOMA, del peritoneo TUMORE MALIGNO.   Le fibre respirabili cioè quelle che hanno diametro inferiore o uguale a tre micron sono le più pericolose perché penetrano facilmente nelle vie respiratorie e lì si depositano dando origine alle patologie tipiche. Il mesotelioma pleurico o tumore maligno della pleura è una patologia che sicuramente ha provocato negli ultimi decenni un numero elevato di decessi anche tra i lavoratori di cantieristica navale e della difesa nonché tra gli stessi militari.   I dati ufficiali del terzo rapporto del registro nazionale mesotelioma del 2010 indicano nel periodo 1993 – 2004 per tutto il territorio nazionale ben 844 casi di mesotelioma di cui 36 nel solo Arsenale Marina Militare di Taranto.
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lunedì 27 ottobre 2014

ott

27

2014

LEGGE STABILITA’ i contenuti più importanti di interesse per la Difesa e del personale delle Forze Armate.  

Tra l’altro : “ intervento su esuberi nelle forze armate con tagli di risorse ; minori risorse nella consistenza dei numeri di volontari nelle forze armate; Alloggi militari venduti con incasso allo stato “ .


Assodipro: Vi proponiamo i provvedimenti adottati nella legge di stabilità di interesse della Difesa sia per titoli , sia negli articoli e relativa nota illustrativa, così come pubblicati nel testo ufficiale inviato al parlamento.  
I TITOLI DEI PROVVEDIMENTI : BLOCCO DEI CONTRATTI ANCHE PER IL 2015 , FISSATA INDENNITA’ VACANZA CONTRATTUALE FINO AL 2018 che potrebbe far prevedere ulteriori periodi di Blocco Contratti oltre il 2015 -  BLOCCO DELLE RETRIBUZIONI, per l’anno 2015, solo PER IL PERSONALE  DIRIGENTE ( Polizia e Forze Armate ) -  ABROGATA LA NORMA DELLA PROMOZIONE ALLA VIGILIA della cessazione del servizio per i dirigenti generali  -  RIDUZIONE DEL 20% DELL’INDENNITA’ DI AUSILIARIA -  RIDOTTI INCENTIVI A PILOTI E CONTROLLORI TRAFFICO AEREO -  CANCELLATE LE  RISORSE DESTINATE al RIORDINO DELLE CARRIERE del personale non direttivo e non dirigente delle Forze armate e delle Forze di polizia  - BLOCCO DELLE ASSUNZIONI , per l’anno 2015,  di personale relativo ai Corpi di polizia e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco – RIDOTTE DEL 50 % LE SPESE PER LA RAPPRESENTANZA MILITARE -  TAGLIATO il  trasporto collettivo mediante linee bus affidate a terzi per le esigenze del personale dipendente – TAGLIATI GLI ALLOGGI DI RAPPRESENTANZA – SOPPRESSI I TRIBUNALI MILITARI E LE PROCURE MILITARI DI VERONA E NAPOLI -  INTERVENTO SU ESUBERI NELLE FORZE ARMATE CON TAGLI DI RISORSE ; MINORI RISORSE NELLA CONSISTENZA DEI NUMERI DI VOLONTARI NELLE FORZE ARMATE – I PROVENTI DELLA VENDITA DI ALLOGGI MILITARI NON VANNO ALLA DIFESA MA ALLO STATO IN deroga a quello che ERA il piano alloggi per il personale Militare che viene praticamente fermato .

Art. 21 Legge Stabilità (Pubblico impiego) 1. All’articolo 9, comma 17, secondo periodo, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, e successive modificazioni, le parole “negli anni 2013 e 2014” sono sostituite dalle seguenti “negli anni 2013, 2014 e 2015”. Nota Illustrativa : L’intervento di cui al comma 1 comporta la proroga anche per l’anno 2015 del blocco economico della contrattazione già previsto fino al 31/12/2014 dall’articolo 9, comma 17, secondo periodo, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, e successive modificazioni, con conseguente slittamento del triennio contrattuale dal 2015-2017 al 2016-2018.

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domenica 26 ottobre 2014

ott

26

2014

Assodipro a Roma, una grande manifestazione, per dire che la riduzione di diritti e tutele non fa bene al paese. Una battaglia lunga, non facile, ma il cammino è iniziato.  

Assodipro, Ficiesse e Silp Cgil insieme per i DIRITTI, ad una manifestazione storica per il paese .


Assodipro Roma 
Che non sarebbe stata un’ordinaria giornata di mobilitazione, lo si era capito fin dalle prime ore del mattino, quando anche noi di Assodipro siamo arrivati a piazza Esedra, uno dei punti di partenza dei 2 cortei,  intorno alle ore 8 . 
A colpo d’occhio, quei coloratissimi cortei improvvisati diretti dai più diversi angoli della città nei luoghi stabiliti per i concentramenti, avevano fatto pensare già di buon mattino a una cifra imponente di partecipazione.  
Già dalle 09.30 , ora in cui il corteo cominciava a muoversi , si capiva che  moltissimi  avrebbero fatto fatica o non sarebbero arrivati nella stracolma piazza San Giovanni piena già alle 11 e dove ci aspettavano altri amici. Una manifestazione imponente come non la si vedeva da anni. Operai, Studenti, Impiegati di tutto il comparto pubblico, i lavoratori delle aziende in crisi, i “nonni per il lavoro”. TUTTI INSIEME a dire NO all’ attacco ai diritti, NO al tagli dei diritti del governo Renzi
Sotto il sole di una splendida giornata romana, in quella che è stata una splendida giornata di festa all’insegna della protesta, e della proposta . Non ci possiamo nutrire di sola Leopolda, evidentemente, la piazza mandava il suo messaggio forte e chiaro: il mondo del lavoro, i pensionati, le nuove generazioni, gli atipici e le partite Iva – insomma, il paese vero e reale , vogliono cambiare , hanno uno straordinario bisogno di voltare pagina certamente non perdendo diritti. 
Non ci arrenderemo alla deriva di un’Italia dove la disuguaglianza è aumentata negli ultimi 20-30 anni molto di più che in altre economie occidentali e dove la linea di confine tra chi è povero e chi non lo è appare sempre più sottile. E non ci  rassegniamo nemmeno all’idea che la riduzione dei diritti e delle tutele possa far bene al paese. 
la Cgil ha inserito un pacchetto di proposte “semplici, ma efficaci, in grado di restituire – ha scandito dal palco di piazza San Giovanni Susanna Camusso – dignità a chi lavora e ripristinare il principio indispensabile dell’uguaglianza”: un piano straordinario per l’occupazione finanziato da uno spostamento della tassazione sulle grandi ricchezze, la riforma per ammortizzatori sociali universali, l’estensione a tutti dei diritti e delle tutele garantiti dallo Statuto dei lavoratori, un contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti ”. 
Nei provvedimenti del Governo Renzi nulla di tutto questo è presente  e c’è poco da stupirsene, in quanto , è noto che il confronto con il mondo del lavoro e con le sue rappresentanze non ha mai rappresentato una priorità per Matteo Renzi, impegnato  in modo ossessivo , praticamente fin dal giorno del suo insediamento a Palazzo Chigi , nella messa in archivio di ogni forma di dialogo sociale ed a tratti, anche di dialogo parlamentare. Renzi si candidi ad elezioni POLITICHE con il programma e le riforme che sta cercando di attuare e misuri davvero il suo consenso
Un milione di persone, il 25 Ottobre 2014, ha detto NO all’attacco ai diritti ed ai provvedimenti del Governo.  E’ l’inzio di un percorso difficile , comunque di un percorso di svolta per tutto  il mondo del lavoro, che continuerà con rinforzata e rinnovata passione e partecipazione democratica. 


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ott

26

2014

Legge Stabilità:Sindacati Polizia, no controriforma pubblica sicurezza. “ In atto una controriforma per rimilitarizzare al polizia ”.  

" obiettivo di nascondere dietro un dito conclamate incapacità dirigenziali che affliggono la Polizia di Stato "


(ANSA) - ROMA, 23 OTT - "No alla controriforma della pubblica sicurezza". E' quanto affermano in una nota congiunta i sindacati di polizia Siulp, Siap, Silp- Cgil, Ugl, Coisp, Consap, Uil Polizia-Anip sottolineando che con la legge di stabilità "vengono cancellate le griglie orarie per i servizi dei poliziotti".
"Chiediamo al governo - dicono - di rivedere immediatamente la cancellazione di fatto dell'obbligo di rispettare le griglie orarie previste per l'effettuazione dei servizi dall'accordo nazionale quadro: si tratta di una norma che nulla ha a che vedere con i risparmi di spesa e neanche con l'efficienza dei servizi, ma ha il solo obiettivo di nascondere dietro un dito conclamate incapacità dirigenziali che affliggono la Polizia di Stato". "Da tempo avevamo già registrato il tentativo strisciante di riportare indietro l'orologio della storia che l'Amministrazione della pubblica sicurezza stava tentando di mettere in atto" ed ora, dicono, "il nostro datore è andato a raccontare frottole per cancellare in maniera unilaterale un contratto per poi andare ad una trattativa che i rappresentanti dei lavoratori dovrebbero affrontare con coltello alla gola". L'Amministrazione, concludono, "ha finalmente gettato la maschera rendendosi promotrice di un tentativo di controriforma per rimilitarizzare la Polizia di Stato, attuando un sogno a lungo accarezzato dai troppi dirigenti che vorrebbero, così facendo, nascondere le proprie incapacità e mantenere privilegi"


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venerdì 24 ottobre 2014

ott

24

2014

ASSODIPRO IN PIAZZA il 25 Ottobre con CGIL e Fiom. Chi lotta per i DIRITTI e chiede DIRITTI è accanto a chi vede le conquiste dei lavoratori ed i loro diritti sotto attacco.  

Si applichi subito la sentenza della Corte Europea, DIRITTI SINDACALI ai Militari Italiani. Assodipro sfilerà con il comparto della Funzione Pubblica Insieme al SILP CGIL e Ficiesse


Assodipro Roma 
Difendiamo il LAVORO ed i DIRITTI . Chi Lotta per i Diritti non può che essere accanto ai lavoratori che vedono le loro conquiste, frutto di anni di lotta e sacrifici, ed i loro diritti sotto attacco . 
Inoltre  Chiediamo Diritti Associativi e Sindacali per tutti i  Militari e l’immediata applicazione della sentenza della CORTE EUROPEA DEI DIRITTI che condanna gli stati Europei che non concedono diritti sindacali ai Militari. 
Si ponga fine rapidamente all’attuale sistema di Rappresentanza Militare come da sentenza della CEDU. 
Saremo i piazza anche per sostenere il sacrosanto diritto dei militari, legittimato dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo,  di costituire e aderire liberamente ad associazioni  sindacali . 
Invitiamo i nostri soci e simpatizzanti, chi diede diritti e tutela per i Militari su temi fondamentali come Lavoro, Salute, Chiusure, Esuberi, Previdenza , Tagli  e conseguenze degli stessi su migliaia di militari e famiglie, reddito, contratto, a Roma il 25 Ottobre ore 09.00: In Piazza con tutti i lavoratori ,  insieme  per i Diritti -  “LAVORO, DIGNITA’, UGUAGLIANZA” -  
Assodipro sfilerà con le sigle del  Comparto Funzione pubblica, da piazza della Repubblica fino a piazza San Giovanni con i suoi striscioni, come comparto difesa sicurezza  insieme al Sindacato Polizia SILP CGIL . Partecipa anche l' associazione Ficiesse della GdF. 


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giovedì 23 ottobre 2014

ott

23

2014

Comunicato Duranti e Piras ( Sel ) sui tagli alla rappresentanza nella legge di stabilità  



"I provvedimenti contenuti nell'art.21 della legge di stabilità ai commi 17-21 rappresentano una gravissima lesione del diritto alla rappresentanza dei militari e una vera e propria offesa alla Commissione Difesa della Camera dei Deputati, sede nella quale da settimane è in esame la Legge di riforma della rappresentanza medesima.

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ott

23

2014

L’ Italia, Renzi e Pinotti cosa aspettano? Il Presidente Francese Hollande ha chiesto immediato chiarimento sulla sentenza della Corte Europea sui DIRITTI SINDACALI ai MILITARI. La Francia si adegua  

La Francia fa parte dei 47 paesi della Convenzione dei diritti dell'Uomo e a questo titolo, l'ordinanza della CEDU le si applica ed ha effetti in tutti i paesi membri.


Assodipro Roma : Pochi giorni dopo la Sentenza della Corte Europea Dei Diritti dell’ Uomo ( CEDU ), le cui sentenze hanno effetti in tutti gli stati europei, il presidente francese Hollande ha chiesto un parere tecnico politico sugli effetti della stessa sentenza per  allineare la Francia sul tema dei diritti ai militari.
L’ Italia non potrà temporeggiare a lungo , sia per gli effetti che comunque la sentenza ha in tutti gli stati europei , sia in funzione di prossimi esami di ricorsi alla CEDU, primo tra questi in ordine di tempo quello di Assodipro contro  l’ Italia , che non concede diritti sindacali ai militari ,  che sarà esaminato entro pochi mesi e non potrà che avere esiti identici a quello emesso pochi giorni fa. 
Tratto da ficiesse.it Ecco il resoconto  dell'intervento della Direttrice degli Affari Giuridici e del Direttore delle Risorse Umane del ministero della Difesa davanti al CFM  ( Consiglio della Funzione Militare riunito il 16 ottobre 2014  Intervento della DAJ (Direttrice Affari Giuridici) : " La Francia fa parte dei 47 paesi della Convenzione dei diritti dell'Uomo e a questo titolo, l'ordinanza della CEDU le si applica. L'articolo 11 della convenzione prevede il diritto di fondare e aderire a un “sindacato”, termine generico che corrisponde nei fatti a un'associazione professionale e non necessariamente a un sindacato secondo la concezione francese [dello stesso]. Questo stesso articolo prevede peraltro delle restrizioni legittime che possono essere apportate all'esercizio di tale diritto (es.: il diritto allo sciopero) ma che non possono incidere sull'essenza stessa di questo diritto (es.: la capacità dell'associazione ad agire in giudizio). La Corte non dice nell'ordinanza i mezzi e le prerogative che dovrebbero essere riconosciuti a queste associazioni professionali (es.: diritto alla contrattazione collettiva). La decisione della Corte, presa all'unanimità  dei 7 giudici, non diventerà definitiva prima di tre mesi, periodo nel corso del quale le parti possono chiedere un rinvio alla grande camera (equivalente a un appello). Passata tale vacanza, ossia al 3 gennaio 2015, i giudici nazionali possono trarre essi stessi le conseguenze di tale ordinanza, nelle liti che andranno a trattare. Per quanto sopra, nel diritto interno, l'articolo L4121-4 del codice della Difesa (che vieta le associazioni militari professionali a carattere sindacale) resta in vigore fino alla sua modifica da parte del legislatore".  
 
Intervento del DRH-MD (Direttore delle Risorse Umane) Ciascun paese ha, nel suo campo, un sistema particolare che tiene conto della sua cultura giuridica. Uno studio generale sulle forze armate deve prendere in esame i modelli in vigore nel Regno Unito, nei Paesi Bassi, in Germania, oltre che in un 4° paese di cultura latina (Italia o Spagna).  Ciò anche per quanto riguarda le differenze tra i diritti dei civili e quelli dei militari in materia di associazione professionale/sindacato. Si deve ricordare che gli agenti civili della DGSE (servizi segreti ndr) non dispongono del diritto ad organizzarsi in sindacati. Il modello di consultazione e di rappresentanza/partecipazione nelle forze armate non è messo in discussione in quanto tale dalla Corte. Si dovrà tenere in conto 1 o 2 anni per fare evolvere le disposizioni francesi sul piano legislativo e regolamentare. A questo fine, il Presidente della Repubblica, capo delle forze armate, affiderà prossimamente, ad una personalità eminente, uno studio; le conclusioni dovranno essere rese note per la fine del 2014, distinguendo tra quello che potrà essere autorizzato e quello che dovrà essere compresso in materia di associazione professionale. Il diritto d'associazione che sarà riconosciuto ai militari dovrà conciliare taluni principi relativi allo statuto e alle finalità delle forze armate: particolarità dello status militare, coesione delle forze armate, dovere di neutralità e d'obbedienza, disponibilità. Più questioni restano da analizzare: Come rendere operativo questo diritto d'associazione ?  - Quali forme di rappresentatività accordare a queste associazioni e secondo quali criteri ? L'articolazione con la concertazione e la partecipazione esistente; Intesa sulle loro aree di responsabilità: condizioni di lavoro (solo in patria o anche all'estero?), di vita, d'esecuzione del servizio, in campo sociale, cogestione  delle risorse umane basata su delle commissioni paritarie ? Queste associazioni devono includere anche i riservisti e i pensionati ?  Colonnello AVISET   - Tenente Colonnello COUPERY segretario generale CFMG - membro CFMG                                                        


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martedì 21 ottobre 2014

ott

21

2014

EFFETTI della Sentenza Europea Sui DIRITTI SINDACALI per i Militari: Associazione Militari Spagnoli chiede il sindacato. RENZI,nel Semestre italiano di Presidenza UE, recepirà subito la sentenza ?  

Assodipro:“ Il presidente del Consiglio durante il suo semestre di presidenza UE farà le riforme ? Presidente RENZI - CE LO CHIEDE L’EUROPA - tramite la CEDU, ai militari vanno concessi DIRITTI SINDACALI !”


SPAGNA: DOPO LE SENTENZE DI STRASBURGO, AVVIATA LA COSTITUZIONE DEL SINDACATO DELLE GUARDIA CIVIL (La Vanguardia)

La Vanguardia de Barcelona - 15 ottobre 2014 
LA AUGC CHIEDE DI ISCRIVERI COME SINDACATO DELLA GUARDIA CIVIL Madrid, 15 ottobre (EFE) .- L'Associazione unificata delle Guardia Civil (AUGC) ha chiesto al Ministero dell’ occupazione, di registrarsi come sindacato dopo che la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), ha stabilito che il divieto dei sindacati dell'esercito francese era contrario alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. In un comunicato, l'associazione, che in base ai loro dati ha più di 30.000 membri, dice che intende registrarsi come Sindacato Unitario delle Guardie Civili (SUGC), già esistente in segreto negli anni Ottanta come antenato alla costituzione del AUGC nel 1994. Dopo aver conosciuto due recenti sentenze della CEDU, in cui la Corte di Strasburgo ha detto che il "divieto assoluto" dei sindacati nell'esercito francese è contrario alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo, ha deciso di chiedere la registrazione dell’AUGC come sindacato, anche se la legge spagnola vieta queste organizzazioni nella istituzione militare. Juan Antonio Delgado, portavoce AUGC ha chiesto al governo di "accettare e rispettare" con urgenza questa sentenza, che, come detto, è assolutamente da applicare nell'ambito dell'Unione europea, e di riconoscere i diritti alle Guardie civil.

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ott

21

2014

SBLOCCO RETRIBUZIONI MILITARI E POLIZIA dibattito su radio radicale a cura di Luca Comellini.  

Dibattito – intervista a Daniele Tissone segretario generale del SILP CGIL; Felice Romano segretario generale del SIULP; Gianni Tonelli segretario Nazionale del SAP. Interviene anche Cinzia Marchegiani giornalista de L'Osservatore d'Italia


Assodipro Roma: Vivace dibattito tra i Sindacati sul tema Sblocco Retribuzioni . Cinzia Marchegiani : “ perché si riduce la spesa del 50 % delle rappresentanze militari e non si risparmia di più concedendo diritti sindacali come da recente sentenza della Corte Europea Diritti dell’ Uomo ?  “ 
Sintesi flash degli interventi : Tonelli  Sap  : “ ci sarà lo sblocco ma non si sa come ! dovremo vedere cosa si taglia e se si taglia dalle tasche dei poliziotti. C’è stata reticenza dal governo nel fornire chiarimenti “. 
Tissone  Silp : “ C’è difficoltà a commentare un testo che non è definito ed è noto solo in bozza; alcuni passaggi delle bozze vanno in contro tendenza rispetto alle dichiarazioni che ci sono state fatte  e dovremo anche aspettare l’iter parlamentare per avere certezze finali . Ci è stato dichiarato che non sarà riproposto il blocco delle retribuzioni e dalla bozza siamo piuttosto certi che lo sblocco sarà totale … Ci sono tagli miopi… e non vediamo, dalle bozze, accenni a riduzione a buoni pasto ecc… purtroppo rimane il blocco del contratto, ci batteremo per questo. E’ ora dei diritti Sindacali anche per i Militari
Romano Siulp : “ Ci sarà lo sblocco totale delle retribuzioni ( classi , scatti , promozioni, omogeneizzazioni stipendiali ) “.

Clicca per Ascoltare l’audio della discussione.


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domenica 19 ottobre 2014

ott

19

2014

SBLOCCO delle Retribuzioni Militari e Polizia: L’attuale indisponibilità del testo definitivo lascia DUBBI. L’ ufficio studi del Sindacato SAP mette in DUBBIO lo SBLOCCO DELLE RETRIBUZIONI.  

Sottratti al comparto i soldi per il riordino delle carriere. Sottratti a TUTTI i Bloccati i soldi per l’ Una Tantum 2014 che a livello economico equivale quasi ad un blocco per un altro anno. Si incide sull’impiego del personale.


Assodipro Roma . Come ASSODIPRO, abbiamo evidenziato , appena resa nota la legge di stabilità, alcuni degli aspetti della stessa mettendo nella dovuta evidenza il fatto che parlavamo di BOZZE in quanto la stessa legge è stata presentata in pompa magna solo con delle slide ! ed il testo ufficiale latita , pare, da notizie di stampa , che arrivi al Quirinale lunedì ed alle Camere martedì. L’analisi delle Bozze lascia dubbi e la latitanza del testo ufficiale ( è in fase di riscrittura o correttiva ? si stà cercando di eliminare articoli scomodi per qualcuno o per pochi ? ) non aiuta sicuramente a risolverli . 
E’ già accaduto e  potrebbe verificarsi   ancora che alcuni articoli presenti nelle bozze spariscano dal testo definitivo. Per informazione vi proponiamo, dopo il comunicato di alcuni sindacati di polizia,  l’analisi fatta dall’ufficio studi del SAP, depurato da frasi e riferimenti ad altri sindacati di polizia, che propone una interpretazione diversa del testo rispetto a quella fatta da altri sindacati.  

Tratto da sito Sap : " Innanzitutto, si continuano a non dare numeri sulle risorse destinate allo sblocco del tetto salariale e le uniche cifre che appaiono sono quelle dei tagli: 119 milioni di euro tolti dalle risorse accantonate per il Riordino,100 milioni presi dal fondo perequativo e taglio di 30 milioni di euro delle indennità per la sola Polizia di Stato (150 milioni di euro per tutto il comparto sicurezza).
Per tutto il 2015 sono bloccati i contratti e le progressioni automatiche, cioè gli scatti. Quindi hanno titolo a preoccuparsi i colleghi che aspirano a percepire l'assegno di funzione, i trattamenti economici superiori correlati all'anzianità di servizio, gli incrementi come quelli che spettano a un Ispettore Capo con 10 anni di qualifica e le indennità operative non connesse a progressioni di carriera.
Tutta da chiarire la questione degli avanzamenti di qualifica, perché bisogna capire se saranno considerati "scatti" o meno.
Le novità negative non sono finite qui. L'Ufficio Studi della Segreteria Generale del SAP ha elaborato un'analisi dell'articolo 21 (quello di nostro interesse).
LEGGE DI STABILITA' PER IL 2015 - Articolo 21
ANALISI (a cura dell'Ufficio Studi della Segreteria Generale SAP)
Comma 1: "All'articolo 9, comma17, secondo periodo, del Decreto Legge 31 maggio 2010, nr.78, convertito, con modificazioni, dalla Legge 30 luglio 2010, n.122, e successive modificazioni, le parole "negli anni 2013 e 2014" sono sostituite dalle seguenti "negli anni 2013, 2014 e 2015".
COMMENTO: Si profila la proroga del blocco dei rinnovi contrattuali e negoziali fino al 31/12/2015.
Comma 2: "All'articolo 1, comma 452, della Legge 27 dicembre 2013, n.147, le parole "per gli anni 2015-2017" sono sostituite dalle seguenti "per gli anni 2015-2018".
COMMENTO: Sino al 31/12/2018 l'ammontare dell'indennità di vacanza contrattuale dovrebbe rimanere ferma a quella in godimento al 31/12/2013.
Comma 3: "Le disposizioni recate dall'articolo 9, comma 21, prima e secondo periodo, del Decreto Legge 31 maggio 2010, nr. 78, convertito, con modificazioni, dalla Legge 30 luglio 2010, n.122, così come prorogate fino al 31 dicembre 2014, dall'articolo 1, comma 1, lettera a) del Decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre 2013, n.122, sono ulteriormente prorogate fino al 31 dicembre 2015. Resto ferma l'inapplicabilità delle disposizioni di cui al citato art.9, comma 21, primo e secondo periodo, al personale di cui alla Legge 19 febbraio 1981, n.27."
COMMENTO: Così formulata, la disposizione in esame prevede il blocco dei meccanismi di adeguamento retributive nei confronti del personale non contrattualizzato di cui all’art. 3 del d. lgs.165/2001 anche per il 2015. Per lo stesso personale (escluso quello di cui alla Legge n. 27/1981, vale a dire i magistrati) la norma prevede, altresì, la proroga nel 2015 del blocco della progressione automatica degli stipendi. In sostanza, anche il 2015 non sarà utile ai fini della maturazione delle classi e degli scatti di stipendio. Ora, volendo considerare che la disposizione si rivolga ai soli dirigenti della Polizia di Stato (e non ai direttivi e al personale degli altri ruoli), considerando che vi è un rinvio anche al secondo periodo dell'art. 9,comma 21,del d.l. 78/2010, che congela le classi e scatti di stipendio legati a meccanismi di progressione automatica, si segnala che l'ordinamento della Polizia di Stato prevede tali progressioni automatiche degli stipendi non solo per il personale dirigente, ma anche il restante personale. Di seguito sono indicati i casi previsti: 
1. assegni di funzione (emolumento corrisposto al personale interessato in relazione alla qualifica rivestita allorquando maturi 17, 27 e 32 anni di servizio senza demerito);
2. trattamento economico superiore correlate all'anzianità di servizio, compresa quella nella qualifica senza demerito (trattamento corrisposto al personale direttivo quando matura 13 anni di anzianità nel ruolo senza demerito);
3. incrementi stipendiali parametrali non connessi a promozioni (trattamento economico- parametro superiore corrisposto al personale quando matura una determinata anzianità nella qualifica: es. ispettore capo dopo 10 anni di servizio nella qualifica);
4. indennità operative non connesse a progressioni di carriera (indennità operativa corrisposta al personale quando matura una determina anzianità di servizio nella qualifica, es. indennità di volo da sovrintendente + 15 anni a sovrintendente + 18 anni di servizio).
Pertanto, occorre chiarire tale aspetto, considerando che il rinvio al secondo periodo dell'art. 9, co. 21, del d.l. 78/2010, farebbe ricadere le sue ricadute negative non solo sui personale dirigente, ma anche sul restante personale in tutti i casi sopra elencati di progressione automatica degli stipendi sganciata dalle progressioni di carriera.
Sono, invece, fatte salve le progressioni di carriera comunque denominate (e i passaggi tra aree) del c.d. personale contrattualizzato (tutto il personale ad esclusione dei dirigenti) che a decorrere dal 1° gennaio 2015 avranno effetto anche ai fini economici e non solo giuridici (es. da Ass. a Ass. C., ecc, più le promozioni per merito straordinario).
Comma 4: "Sono abrogati gli articoli 1076, 1077, 1082 e 1083 del Decreto legislativo 15 marzo 2010, n.66, e l'articolo 1, comma 260, lettera b, della Legge 23 dicembre 2005 n.266."
COMMENTO: Verrebbe abrogata la norma che prevede, per la Polizia di Stato, la promozione alla qualifica superiore del Dirigente Generale e Dirigente Superiore di P.S. all'atto della cessazione dal servizio.... CONTINUA IN LEGGI TUTTO 








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ott

19

2014

RICORSO ASSODIPRO sui Benefici Combattentisitici . Nota Operativa, chi può aderire e documenti per il ricorso. VEDI AGGIORNAMENTO FASE 2 PUBBLICATO IL 30 OTTOBRE 2014  

Su Richiesta di soci, simpatizzanti e colleghi che seguono la nostra Associazione e la nostra informazione abbiamo organizzato, con lo Studio Coronas di Roma, il Ricorso.


A cura di Assodipro Nazionale ( iniziativa di Luglio 2014 -  In considerazione delle richieste pervenute e del periodo feriale il Termine di Scadenza per la presentazione domande di adesione al ricorso, è da considerarsi il  30 Ottobre 2014  )
 
Per i soci Assodipro in regola con l’iscrizione 2014 che aderiranno il costo del ricorso è limitato a soli 40,00€.  Per i NON soci di ASSODIPRO il costo è di 60 Euro che comprendono : Quota ricorso , Iscrizione annuale ad assodipro, abbonamento al giornale dei Militari in pdf spedito via mail ai soci .

1. MOTIVI DEL RICORSO ( tratto dalla nota operativa allegata )     La legge 11.12.1962, n.1746 estende al personale militare, che per conto dell’ONU abbia prestato o presti servizio in zone d’intervento, i benefici previsti dalle norme in favore dei combattenti. Ciò significa, per quanto qui specificamente interessa, che i periodi di servizio resi in zona d’intervento ONU danno luogo ad una maggiorazione per campagne di guerra, nella misura di un anno ogni tre mesi o più di servizio che sia stato prestato, anche in modo non continuativo, nel corso di un anno solare o anche a cavallo di due anni solari consecutivi, nella suddetta zona o anche in più zone differenti. 
2. CHI PUÒ PARTECIPARE     Fatte le necessarie valutazioni di convenienza individuale, in particolare in relazione alla propria anzianità contributiva (effettiva e figurativa) e a quella anagrafica, può partecipare ai ricorsi collettivi il personale in s.p.e., che abbia svolto servizio in una o più delle zone d’intervento ONU indicate nella Determina SMD 10.05.2013, per uno o più periodi non inferiori ciascuno a tre mesi per anno solare (o anche a cavallo di due anni solari consecutivi), e ciò al fine alternativo o cumulativo di: -        incrementare, tramite riscatto oneroso, l’importo dell’indennità di buonuscita, spettante al momento della cessazione dal servizio; -        maturare anticipatamente il diritto a pensione; incrementare l’ammontare della pensione, aumentando l’anzianità contributiva utile valutabile.    
A seguito delle modifiche introdotte dal Codice del processo amministrativo, non è più possibile, in casi come il presente, proporre un unico ricorso collettivo di fronte al T.A.R. del Lazio, che, ove adito, si dichiarerebbe incompetente per tutti coloro che non prestino servizio, appunto, nel Lazio, con conseguente necessità ed onere di ripresentazione del ricorso di fronte al T.A.R. territorialmente competente, che è quello della sede di servizio.     Pertanto, la proposizione di ciascun ricorso collettivo di fronte al competente T.A.R. è espressamente condizionata al raggiungimento di un numero minimo di 60 aderenti su base regionale (per il caso del Trentino Alto Adige, su base provinciale).   
In caso di mancato raggiungimento del numero minimo di partecipanti, sarà restituito quanto versato a titolo di quota ricorso collettivo al T.A.R.
 
Clicca per Leggere e scaricare la Nota Operativa

Clicca per Leggere e scaricare Circolare SMD sui Benefici Combattentistici

Clicca per Leggere e scaricare la Procura da compilare

Clicca per Leggere e scaricare la Scheda di Adesione da compilare    
 
 
 


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sabato 18 ottobre 2014

ott

18

2014

Gianna FRACASSI Segretaria Confederale CGIL al Meeting EUROMIL a Roma:“ DIRITTI SINDACALI ai Militari, La CGIL è stata, è, e sarà accanto a tutti i lavoratori ed a chi lotta per i Diritti".  

“Come CGIL riteniamo urgente e necessario realizzare la riforma della rappresentanza militare consentendo ai militari la piena libertà di associazione sindacale”


Prima di tutto, vorrei ringraziare Euromil e il suo signor Jacob e Assodipro e il suo presidente, il signor Ammiraglia per l'invito. Benvenuti in Italia a tutti i partecipanti a questo incontro. Non è un buon momento per l'Italia, come sapete, non è un buon momento per l'Europa. Nel nostro paese ci sono grandi problemi economici, disoccupazione elevata. Mentre siamo qui, non molto lontano da Roma, in una piccola città, chiamata Terni si sta svolgendo una manifestazione e lo sciopero generale perché un grande stabilimento siderurgico rischia di chiudere. Se questa società chiude molti lavoratori saranno licenziati e l'Italia perderà un importantissimo insediamento produttivo. 
E la prossima settimana il sabato 25 ottobre ci sarà una grande manifestazione per il diritto ad essere reintegrati in caso di licenziamento illegittimo e per l'estensione dei diritti a tutti i lavoratori, compresi i lavoratori precari. Ieri è stata presentata la legge di Stabilità 2015 che comprende tagli pesanti per la sanità e lo stato sociale. Questi alcuni elementi di contesto per capire cosa sta accadendo qui. E' molto importante il tema che mi è stato affidato in questa giornata: il diritto di associazione in Italia. E devo dire che è molto importante anche alla luce di quanto sta accadendo in questo paese in generale rispetto alle libertà sindacali e dire più in generale alle relazioni sindacali. Nel nostro ordinamento la carta costituzionale all'articolo 52 della nostra Costituzione recita testualmente : “ La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro né l'esercizio dei diritti politici. L'ordinamento delle Forze Armate si informa allo spirito democratico della Repubblica” Quando questo articolo è stato scritto il nostro esercito era costituito attraverso il “ reclutamento della leva obbligatoria” con la quale, in via del tutto naturale, si è potuto realizzare quel collegamento importantissimo fra l'istituzione militare e la società civile. 
Questo collegamento rappresenta nelle società democratiche un bene essenziale, uno strumento necessario per mantenere livelli di trasparenza e di controllo sull'operato di istituzioni che hanno per legge il monopolio dell'uso delle armi e della forza. Ma sappiamo tuttavia che neppure questo è sufficiente a garantire l'applicazione dei principi democratici indicati dalla costituzione. A questa condizione ne va aggiunta un'altra altrettanto fondamentale: un ordinamento militare fortemente incardinato, nel suo funzionamento e nelle sue regole interne, sui principi democratici che regolano la società civile. Proprio questo ultimo elemento, l'ordinamento della istituzione militare, ha presentato nel nostro paese elementi di scarsa trasparenza e di arretratezza dal punto di vista del riconoscimento delle libertà associative e individuali. Eppure è facilmente intuibile che proprio dopo dopo la sospensione in Italia della leva obbligatoria ed il passaggio ad un esercito professionale l'attuazione dell'articolo 52 della Costituzione diventa ancora più importante. Invece siamo di fronte al paradosso che quei diritti che in Europa sono da tempo ampiamente riconosciuti ancora non trovano in Italia alcuna legittimazione. Di cosa sto parlando? Il diritto alla libertà di pensiero e di espressione Il diritto di riunirsi in associazione Il diritto ad un equo processo anche in termini di disciplina militare Il diritto a tutelare la dignità e la salute e la sicurezza sul lavoro Il diritto ad una retribuzione dignitosa È a noi del tutto chiaro che limitare il diritto di manifestazione del proprio pensiero ed ostacolare il diritto ad avere una associazione democratica impedisce di fatto ogni possibilità di realizzare pienamente quei diritti riconosciuti oltretutto costituzionalmente. Eppure è questo che avviene concretamente nel nostro paese.
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Roma, 28 set. (Adnkronos)
sab 18 agosto 2012 - 16:23:24
di Luca Kocci pubblicato su Il manifesto, il 17/08/12

 

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