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Description: Circolare n° M_D GMIL 1 IV 10 0285493 4° Rep. 10ª Div. - Adeguamento delle misure dell'indennità di vacanza contrattuale in favore del personale militare destinatario d
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Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
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venerdì 24 aprile 2015

apr

24

2015

Domani FESTA DELLA LIBERAZIONE. E una festa di libertà e di speranza che ricorda quel che abbiano conquistato grazie al sacrificio di tanti e che abbiamo il diritto e dovere di conservare e preservar  

Grazie a un moto di popolo, democrazia e libertà vinsero.



ASSODIPRO AUGURA BUON 25 APRILE nel RICORDO dei PARTIGIANI e deI CITTADINI che hanno COMBATTUTO e LOTTATO per la LIBERTA', la DEMOCRAZIA e i DIRITTI.

La DEMOCRAZIA, La COSTITUZIONE, La LIBERTA' ed i DIRITTI , si custodiscono, consolidano e difendono.


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apr

24

2015

Governo: Sel, il Ministro PINOTTI si dimetta. "Non è adeguata al ruolo che svolge. Pronta mozione sfiducia".  

Assodipro : “ Evidenziamo al Parlamento che nel LIBRO BIANCO NON si tiene conto della SENTENZA della CORTE EUROPEA sui DIRITTI SINDACALI per i MILITARI che, come da sentenza, NON POSSONO ESSERE VIETATI .


Tratto da Ansa.it : "Il ministro della Difesa Pinotti non è adeguata al ruolo che svolge e chiediamo che rapidamente avvenga un cambio. Altrimenti si renderà necessaria la richiesta di dimissioni con una mozione in Parlamento".
Lo dice il capogruppo di Sel Arturo Scotto, facendo riferimento alla questione degli F35.

Lo scorso 9 aprile il ministro aveva risposto a un question time sulla vicenda sottolineando che "il programma procede ma sarà ridefinito".
Il programma relativo al caccia F35 "procede, ma nell'ambito di una sua ridefinizione che il Governo intende effettuare alla luce delle risultanze del Libro Bianco; resta comunque fermo l'impegno, assunto in precedenza dal Governo dinanzi al Parlamento, a definirne la dimensione". Lo ha detto durante il question time il ministro della Difesa, Roberta Pinotti.
"Nel frattempo - ha proseguito il ministro - la produzione e' iniziata e prosegue per assicurare una stabilita' delle attivita' nel tempo, requisito fondamentale per evitare che vadano perse le risorse sino ad oggi investite, i ritorni industriali e le ricadute occupazionali. Tuttavia, il Governo ha autorizzato, ad oggi, acquisizioni numericamente del tutto compatibili con quanto approvato in sede parlamentare".
….. “
Riguardo al Libro Bianco della Difesa, in base alle cui risultanze verra' ridefinito l'originario programma F35, questo - ha detto il ministro, rispondendo ad un'altra interrogazione - "sara' presentato a breve al Presidente della Repubblica, per poi essere trasmesso alle Camere".


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giovedì 23 aprile 2015

apr

23

2015

Salvate il soldato Mirko . " non ho rimorsi di smentita ad affermare che questo è il peggior Mandato nella Rappresentanza Militare dal 1981 ad oggi " - " Delegati da Selfie " .  

" Eppure, in questo Mandato non c'era da inventarsi nulla, una serie di Sentenze hanno detto anche per nome e conto dei militari, basta copiare "


di Ferdinando Chinè 
 
Salvate il soldato Mirko   

E' da un po' di tempo che non prendo carte e penna, probabilmente a qualcuno ha fatto piacere, ma tanti altri mi invitano a scrivere per dare spazio a ragionamenti alternativi. Ho lasciato il campo poichè annoiato dal dibattito asfittico e avvitato su se stesso. Niente di nuovo, tutto è fermo a dieci anni fa, per non dire venti. La cosa che mi ha fatto rompere il ghiaccio è l'assurdità per una "sanzione disciplinare" per i "capelli lunghi", data ad un Delegato Cocer (!?), è pazzesco sentire una cosa simile. Non ho capito se si tratta di una questione di principio tanto del Delegato quanto del suo sanzionatore, il classico "..vediamo chi la vince..", un formalismo fine a se stesso, o più semplicemente un avvertimento "..non ti allargare, ti possiamo colpire quando e come vogliamo..", un classico di altri ambiti. Le modalità con cui avviene questa pantomima sono surreali, mi stupisce come Girolamo (detto Mirko) abbia accettato gli avvenimenti senza una reazione istintiva degna di un carattere fiero, senza malizie e furbizie da due soldi. Tutto si può dire di Girolamo Foti, è una testa dura, esuberante, esagerato, tragicomico, impulsivo, istintivo, approssimativo però sempre dalla parte degli oppressi, degli ultimi, pronto a fare una battaglia in avanguardia senza preoccupazioni. Per essere così ci vuole più cuore che cervello, più passione che interessi. 
Sappiamo benissimo i suoi colleghi più razionali che collezionano elogi, carriere folgoranti, trasferimenti nei posti migliori, cavalierati, pacche sulle spalle, parsimoniosi accumulatori di forfettaria
Non è un caso che gli abbiano sanzionato tre giorni di "consegna semplice" per "capelli lunghi", come un giovincello ai primi mesi di "naya" che non ha capito come va il mondo, con spregio per il suo Ruolo, la sua età, del suo essere uomo pubblico. Ebbene, se questo è stato un tentativo per umiliare la persona non è riuscito, qui si è solo umiliato, ancora una volta il DELEGATO COCER, il RUOLO. Addirittura gli si vieta per TRE giorni di adempiere alle Sue attività istituzionali, magari per incontri in Commissioni parlamentari, con i colleghi del Cocer Interforse. La domanda nasce spontanea è legittimo ed opportuno questo divieto? Si può configurare come una "Limitazione del Mandato", a sua volta un comportamento sanzionabile? Chi paga la "Missione" a Roma se questa è fattibile per metà? Soprattutto, c'è un danno di immagine alla persona, al Delegato per lo sputtanamento pubblico? Non si poteva proprio fare a meno di sanzionarlo nel pieno delle sue attività? Oltre agli interrogativi citati, il fatto in se nasconde due problematiche di ordine etico militare irrisolte. La prima questione, può un "Superiore Militare" (nella fattispecie un Capitano) mettere agli arresti domiciliari, limitare la libertà di movimento di un sottoposto senza un equo processo e per conto del Giudice naturale? Soprattutto, in Europa esiste qualche ordinamento militare in cui è possibile questa facoltà di carcerazione? Durante l'arresto domiciliare le ore di permanenza nel sedime militare sono da considerarsi straordinario, reperibilità, servizio attivo? L'esercito di leva - la naya è finita, non si possono trattare quarantenni come dei ragazzini da educare a scapaccioni. Secondo aspetto, sui "capelli lunghi". Ricordo che quando eravamo alle scuole militari, si giustificava la necessità dei capelli corti con una serie di ragioni prettamente operative. I capelli corti garantiscono una messa in posizione e aderenza facciale più facile e sicura della Maschera NBC, con i capelli corti si evitava la proliferazione e il contagio dei pidocchi, nel combattimento corpo a corpo evitano una presa e il bloccaggio, con i capelli corti è possibile lavorare negli spazi più stretti senza impigliarsi. In altre parole, in quell'accezione di militare incondizionatamente , idoneo ed operativo sempre e comunque era garantito anche dalla lunghezza dei capelli. Con l'esercito professionale, l'inserimento delle donne questa architrave è letteralmente caduta. Le donne, non si capisce per quale deroga, possono portare i "capelli lunghi" raccolti all'indietro. ......
CONTINUA IN LEGGI TUTTO 




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mercoledì 22 aprile 2015

apr

22

2015

VIDEO del Convegno di AS.SO.DI.PRO. Numerosi e autorevolissimi interventi di Politici e Giuristi.  

Roma 19 marzo 2015 - I NUOVI ORIZZONTI EUROPEI PER I DIRITTI DI TUTELA PROFESSIONALE DEL PERSONALE MILITARE.


Dopo l'intervento del Presidente Emilio Ammiraglia, coordinati da Antonella Manotti e Toni De Marchi, sono intervenuti, direttamente e tra gli altri il Sott. Segretario alla Difesa On. Domenico ROSSI, Elettra DEIANA, Prof. Pasquale DE SENA, Avv. Maurilia SCAMARDO studio Saccucci, T.Col. Guido BOTTACCHIARI Cocer A.M. , Senatrice Laura PUPPATO, Gianna FRACASSI - CGIL, On. Renata POLVERINI, Sen. Lorenzo BATTISTA, Sen. Maurizio GASPARRI vice pres. senato , il Capo di Stato Maggiore A.M. Pasquale PREZIOSA, con apprezzata sensibilità e cortesia istituzionale,  impossibilitato a partecipare ha mandato saluti e auguri di buon lavoro, lettera di CORDA e RIZZO del M5S. 
 
:VEDI I VIDEO SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE
 
Vi proponiamo alcune “ pillole di convegno “ tratte da alcuni dei numerosi, qualificati e interessanti interventi .
Sottosegretario Difesa Domenico Rossi : “ Il Ministero Difesa si pronuncerà sulla Riforma della Rappresentanza quando ci sarà un testo parlamentare; E’ chiaro che la R.M. così com’è non funziona ed è sicuramente da modificare”. Sugli effetti della sentenza della Corte Europea sui diritti sindacali ai militari saranno ascoltati, dalla commissione difesa, giuristi ed esperti.
Professor Pasquale De Sena ( ordinario di Diritto Costituzionale ) : Concordando con il parere espresso in commissione difesa dal Dott. Cataldi , dichiara “ La Sentenza della Corte Europea dei Diritti crea immediati effetti per lo stato condannato ed ha, contemporaneamente, effetti su tutti gli stati in quanto le sentenze CEDU diventano norme. Riguardo al ricorso di Assodipro alla CEDU ( sul mancato riconoscimento in Italia dei diritti sindacali ai militari ) non c’è alcun dubbio che la Corte Europea condannerà anche l’ Italia.
Senatrice Laura Puppato : “ Il paese non si è evoluto sui diritti; Nessuno deve essere escluso dalla Rappresentanza e la politica non può denegare, bisogna coniugare le esigenze di sicurezza ed i diritti sindacali ai militari concedendo libertà associativa e sindacali ai militari”.
Gianna Fracassi CGIL : “ non si può ne sottostimare ne sottovalutare la sentenza CEDU e c’è bisogno di continuare il processo di democratizzazione delle FF.AA. La CGIL sosterrà le richieste di diritti associativi – sindacali che vengono dal mondo militare”.
Renata Polverini : “ Ricordando ed evidenziando la sua lunga esperienza sindacale – sindacalisti non ci si nasce ma ci si muore – ritiene che l’argomento dei diritti sindacali , per la sua importanza , vada affrontato da un intergruppo parlamentare che coinvolga anche le commissioni lavoro . Evidenzia che anche F.I. ha presentato testi di legge che concedono diritti associativi – sindacali che lei condivide e sostiene .
 
VEDI I VIDEO SUL NOSTRO CANALE YOUTUBE


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apr

22

2015

Il 5 per Mille. La Solidarietà di e per Assodipro. La tua Associazione per i Diritti e la Solidarietà.  



ASSOCIAZIONE  SOLIDARIETA'  DIRITTO  E  PROGRESSO Sede Legale Via Palestro 78  - 00185  ROMA Tel. e fax 06/44361156;06/44360432  C.c.p. 88945001 –CF96240750586 
 
       5 PER MILLE 2015    DONA IL TUO 5 PER MILLE AD AS.SO.DI.PRO  
 
Il 5 per mille è una quota dell’Irpef  che i contribuenti attraverso la dichiarazione dei redditi annuale  decidono di destinare a particolari e determinati soggetti   che svolgono attività di volontariato ritenuta di  rilevanza sociale. Rappresenta quindi  una espressione di volontà contributiva  ed un indirizzo di sostegno verso quelle organizzazioni che operano come AS.SO.DI.PRO. senza scopo di lucro. L'art.1 comma 2051 della L. 147/2013 (Legge di stabilità 2014) ha previsto la proroga della facoltà di destinazione del 5 per mille dell’IRPEF  anche in relazione alle dichiarazioni dei redditi relative al 2013.  
Anche per il futuro il ricavato della devoluzione del 5 x mille servirà a finanziare mirati interventi di solidarietà umana e sociale, sostegni a soggetti e famiglie in condizioni di marginalità economica e sociale, supporti legali per casi di rilevanza associativa e istituzionale, progetti di  qualificazione della informazione e di ampliamento del  servizio svolto dalle strutture territoriali e dai mezzi di comunicazione dell’Associazione.  USALA PER FAR SI CHE L’ASSODIPRO POSSA ANCORA SERVIRE E SERVIRTI AL MEGLIO.
Per  destinare  il  tuo  5  x  mille  all’Assodipro  basta  una  firma  e  il  Codice  fiscale  del  sodalizio  sotto evidenziato.
C.F. ASSODIPRO 96240750586       AS.SO.DI.PRO Il Presidente Emilio Ammiraglia      




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martedì 21 aprile 2015

apr

21

2015

Libro bianco della Difesa, la Pinotti lascia mano libera a generali e industriali . di Toni De Marchi  

“un libro-bianco-che-più-bianco-non-si-può “ – “ Una cosa è certa, questa parte del libercolo dedicata all’industria è l’unica che abbia una sua coerenza interna e che prefiguri cose concrete..”


“Tanto tuonò che piovve” oppure “Vai avanti tu che mi vien da ridere”? L’incertezza sulla frase con la quale iniziare questo pezzo è durata poco: senz’altro la seconda. Perché almeno la pioggia è qualcosa, mentre io oggi vi debbo parlare del nulla, di un rigoroso, assoluto, impietoso nulla. Che solo una risata o meglio uno sghignazzo può seriamente (si fa per dire) definire. Il mitico Libro bianco della Difesa, atterrato con cinque mesi di ritardo rispetto all’annunciato arrivo di fine 2014, pomposamente passato martedì 21 aprile all’esame del Consiglio supremo di Difesa (ma di che avranno parlato? Il generale Mosca Moschini avrà raccontato qualche aneddoto della sua carriera militare giusto per far passare il tempo?) è adesso pubblico ed è esattamente quello che dice il suo titolo: bianco, anzi vuoto. Sessantasette pagine che avrebbero dovuto definire il ruolo, le dimensioni e le prospettive del “sistema Difesa” italiano nelle sue interazioni politico-strategiche con le complessità di un mondo che non è più il vecchio rassicurante mondo bipolare. Ma neppure più il mondo definito più recentemente da Bush e dai suoi accoliti della guerra globale al terrorismo. Mondo che, come tutti possiamo ben vedere, già in qualche modo non è più quello che ci immaginavamo solo poco tempo fa e per poco intendo mesi, non anni. Siamo già oltre. La dimensione del confronto-scontro strategico nel giro di pochissimo tempo ha aggiunto variabili sconosciute ma non impreviste. La ridefinizione dei rapporti strategici nell’area della Penisola arabica-Golfo persico-Corno d’Africa è drammaticamente sotto gli occhi di tutti. L’Europa è un febbricitante terreno di scontro tra blocchi risorti. Di fronte a tutto questo, quali sono le parole con cui inizia questo inutile libro bianco? “Quando il 9 novembre del 1989 la caduta del muro di Berlino pose fine alla contrapposizione tra il blocco sovietico e quello occidentale”. 
Il muro di Berlino! Ma dalla sua caduta è passato, dal punto di vista strategico e della sicurezza, l’equivalente di tre ere geologiche. E questi parlano ancora della caduta del Muro. E perché no, a questo punto, non prendere ancor un po’ più di prospettiva e riflettere sulle conseguenze dell’omicidio dell’arciduca Ferdinando a Sarajevo il 28 giugno 1914? Dopotutto l’onda lunga di quell’evento la avvertiamo bene anche oggi e forse qualcuno degli estensori dell’inutile volumetto pomposamente intitolato “libro bianco” ha visto The Butterfly Effect e può esercitarsi a trarne degli insegnamenti strategici conclusivi. Il Muro di Berlino, dunque. Un quarto di secolo fa. Sapete invece quante volte viene usata la parola Ucraina? Nessuna, zero carbonella. Crimea? Dopotutto qualche mese fa ci abbiamo mandato una nave spia, la Elettra, a vedere cosa stesse succedendo e subito dopo zio Putin se la pappò in un solo boccone. Mai nominata. Crimea non pervenuta. Baltico? Dov’è? Dopotutto i nostri caccia che sono lì da qualche tempo hanno già fatto 27scramble (decollo su allarme) in poche settimane. Ma nel vuotissimo libro bianco l’area baltica non esiste. Direte: ma noi abbiamo ben altre cose a cui pensare. L’Afghanistan, ad esempio. O forse no? L’Afghanistan è nominato ben zero volte. Per cui non si sa chi ci sia a Herat e a Kabul, forse deicontractor della Cia travestiti da soldati italiani. Ad un certo punto si parla del Libano, al punto 96. A proposito, le pagine non sono numerate: forse chi doveva fare l’indice si è accorto che non c’era nulla da indicizzare e ha preferito togliere i numeri alle pagine per disorientare il lettore. Ebbene, al punto 96 di una pagina ignota di un libro-bianco-che-più-bianco-non-si-può appare la parola Libano. Ma solo per uno sproloquio sullo strumento militare che sa coagulare il contributo di altre risorse espresse dal “Sistema Paese”. Ma allora è una fissa questa del “Sistema Paese”. 
CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO INTEGRALE DI Toni De Marchi per ilfattoquotidiano.it


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lunedì 20 aprile 2015

apr

20

2015

Appello al PRESIDENTE REPUBBLICA Sergio MATTARELLA : IL LIBRO BIANCO DEL MINISTRO DIFESA PINOTTI NON RISPETTA LE SENTENZE DELLA CORTE EUROPEA SUI DIRITTI DEI MILITARI.  

Presidenza Repubblica, Governo e Parlamento tengano conto degli effetti della Sentenza CEDU


Assodipro Roma. 15 Aprile
Assodipro, in occasione della 
 presentazione , il 21 Aprile, del Libro Bianco al Consiglio supremo della Difesa, si appella  al Presidente della Repubblica e chiede  al Ministro Pinotti, al Governo e Parlamento di  considerare, valutare  e applicare le sentenze della Corte Europea dei Diritti che consentono ai Militari di Costituire Associazioni Sindacali .
“ IL 21 Aprile sarà presentato al Consiglio Supremo di Difesa, il libro bianco, gli Stati maggiori sono al lavoro per recepire indicazioni contenute nel testo “ -  Questo è il testo della notizia battuta da un agenzia pochi giorni fa e che così continua : “ È tutto pronto per la presentazione il 21 aprile del Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la Difesa al Consiglio Supremo di Difesa. Sarà il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, a illustrare il testo al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e agli altri membri del Consiglio. Nel frattempo, gli Stati maggiori di Esercito (Sme), Marina (Smm), Aeronautica (Sma) e Difesa (Smd) stanno lavorando per recepire e mettere in pratica le indicazioni contenute nel testo. Obiettivo del “Libro Bianco” è identificare gli obiettivi che il Paese intende perseguire, le modalità e gli strumenti da utilizzare per la protezione e la tutela dei suoi cittadini, del territorio, degli interessi vitali e strategici e dei valori nazionali “ .
Come ASSODIPRO ci appelliamo al Presidente Repubblica, al Governo ed al Parlamento evidenziando che IL DIVIETO GENERALE AL DIRITTO DEL PERSONALE MILITARE DI FORMARE E ADERIRE A UN SINDACATO VIOLA L'ARTICOLO 11 DELLA CEDU. 
IL 2 ottobre 2014 la
 Corte Europea ha dovuto decidere in merito alla libertà di associazione del personale militare. Anche se la Corte ha già esaminato i casi di libertà sindacale all'interno della polizia e del servizio pubblico civile, era la prima volta che la Corte ha esaminato la situazione specifica delle forze armate.
Ha sottolineato che il diritto alla libertà di associazione, di cui la libertà sindacale è un aspetto, non esclude alcuna attività professionale o di ufficio dal suo campo di applicazione
 Anche se l'articolo 11 prevede, in particolare per i membri delle forze armate, che "le restrizioni legali" potrebbero essere imposte dagli Stati, la Corte ha ribadito che quelle "restrizioni legali" dovevano essere interpretate rigorosamente ed essere confinate all’"esercizio "dei diritti in questione, e non deve mettere in pericolo l'essenza stessa del diritto di organizzarsi. la Corte ha rilevato che lo Stato francese aveva istituito  gli organismi e le procedure speciali per tener conto delle preoccupazioni del personale militare, ritenendo tuttavia che tali istituzioni non sostituiscono la concessione della libertà di associazione al personale militare, una libertà che comprendeva il diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi.    Restrizioni non proporzionate e non necessarie in una società democratica  divieto generale di formare o aderire a un sindacato invade l'essenza stessa della libertà di associazione, non può essere considerato proporzionato e necessario in una società democratica. 
EMINENTI GIUSRISTI ITALIANI SI SONO GIA’ ESPRESSI UFFICIALMENTE, TRA QUESTI : “ Professor   Giuseppe Cataldi, Ordinario di diritto internazionale all'Università degli studi di Napoli "L'Orientale",che in audizione in Commissione Difesa ( marzo 2015 )  ha dichiarato : “lo Stato italiano tragga dalla sentenza CEDU tutte le conseguenze al fine di conformare l’ordinamento italiano”  - La formulazione dell’art. 1475 del Codice dell’ordinamento militare, affermando senza possibilità di equivoci, al secondo comma, che “I militari non possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali” appare pienamente conforme all’analoga previsione del codice della Difesa francese dichiarato incompatibile con l’art. 11 CEDU dalla Corte di Strasburgo nella sentenza Matelly c. Francia. E’ infatti il divieto assoluto ad essere stato censurato, pur concedendo la Corte la possibilità agli Stati di procedere, “per la specificità delle missioni che incombono alle forze armate”, ad un “adattamento dell’attività sindacale”. Le restrizioni eventuali “non devono tuttavia privare i militari ed i loro sindacati del diritto di associazione per la difesa dei loro interessi professionali e morali” (par. 56 – 58 e 71 della sentenza). Come si è avuto occasione di ricordare, la Corte ha precisato che le iniziative dello Stato francese a favore dei militari, con assunzione di responsabilità in merito alle preoccupazioni morali e materiali di tali suoi dipendenti, pur commendevoli, non possono considerarsi come attuazione dell’art. 11 e quindi sostituirsi validamente al diritto ivi garantito. Ne consegue che, ad avviso di chi scrive, secondo il prof Cataldi, anche gli art. 1476 e seguenti del codice dell’ordinamento militare italiano non hanno questa idoneità, non bastano cioè a ritenere soddisfatte, nella specie, le esigenze dell’art. 11 CEDU.  Ne deriva l’obbligo anche per lo Stato italiano di trarre dalla sentenza in esame tutte le conseguenze al fine di conformare l’ordinamento italiano alle esigenze della CEDU come interpretata dalla Corte di Strasburgo, in tal modo conformandosi all’art. 1 della Convenzione stessa, nonché alla giurisprudenza costituzionale citata "...
http://www.militariassodipro.org/comment.php?comment.news.2150 

IL Professor Pasquale De Sena
 ( ordinario di Diritto Costituzionale ), al Convegno di Assodipro del 19 Marzo 2015 , concordando con il parere espresso in commissione difesa dal Dott. Cataldi , dichiara “ La Sentenza della Corte Europea dei Diritti crea immediati effetti per lo stato condannato ed ha, contemporaneamente, effetti su tutti gli stati in quanto le sentenze CEDU diventano norme.
Riguardo al ricorso di
 Assodipro alla CEDU ( sul mancato riconoscimento in Italia dei diritti sindacali ai militari ) non c’è alcun dubbio che la Corte Europea condannerà anche l’ Italia” .

" E’ evidente che il punto 68 delle linee guida scritte nel LIBRO BIANCO DELLA DIFESA IGNORA  i DIRITTI ASSOCIATIVI DEI MILITARI e NON considera  la SENTENZA DELLA CORTE EUROPEA delineando piuttosto un quadro di ancor maggior chiusura e negazioni di DIRITTI SINDACALI in totale contrasto con le “ sentenze CEDU che diventano norme ;  
NEL PUNTO 68 si legge
  “Sebbene vincoli costituzionali delimitino chiaramente il perimetro del possibile in termini di status del personale militare, occorre comunque verificare se, alla luce delle nuove necessità, sussistano particolari esigenze da soddisfare e quali eventuali adeguamenti normativi possano da tali esigenze derivare. In tale ottica, appare centrale chiedersi se e come vadano affrontati temi quali quelli della “peculiarità militare”, della sua tutela e valorizzazione e dei vincoli di ordine umano e sociale che la stessa sottende. Occorre pertanto interrogarsi se la condizione di militare e le relative assolute peculiarità, anche di impiego e di stato giuridico, non possano essere meglio garantite e rese di maggiore utilità per il Paese riconoscendo a tale condizione una differenza tanto marcata dal pubblico impiego da superare il rapporto di genere e specie che, fino ad ora, ha condizionato entrambi i domini ” .


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venerdì 17 aprile 2015

apr

17

2015

Il 19 Aprile, a Palermo, presentazione del libro : QUELLI CHE NON TI INSEGNANO AD AMARE. Di Salvatore Garofalo. I pesanti problemi dei MILITARI separati  

Nel libro in diversi capitoli sono presi in analisi maggiori disagi , gli enormi e pesanti problemi cui vanno incontro i MILITARI in caso di separazione coniugale.


Prefazione di Sonia Tinti BARRAJA ; Interventi Avv. Antonella RICCIO  foro di Palermo; Prof. Ignazio BUTTITTA  docente di Antropologia Culturale ed Etnologia Europea Università di Palermo ; Dott.ssa Maria Carolina PALMA  psicologa esperta in psicologia giuridica ; Moderatore Salvo AVES ; lettrice Nancy LUPINO 
Domenica 19 Aprile 2015  ore 18.30  Palazzo Alliata di Villafranca – piazza Bologni . Palermo 

L'elaborato espone argomenti attualissimi quali le separazioni coniugali, il femminicidio e il bullismo che vengono trattate dal punto di vista antropologico e biologico oltre che sotto l'aspetto sociologico e psicologico. Nel saggio sono presenti anche due proposte di leggi. I temi trattati interessano la comunità tutta stante che centinaia di migliaia, o meglio, milioni di persone, a vario titolo, a oggi sono coinvolte. 
Nel libro in diversi capitoli sono presi in analisi maggiori disagi, e gli enormi e pesanti problemi cui vanno incontro i militari in caso di  separazione coniugale.   
Personalmente ho ascoltato le difficoltà a conciliare i doveri di genitore separato con quelli connessi al servizio: le attività operative, ma anche il solo trasferimento di sede mette in crisi un rapporto affettivo e può essere usato da ex coniugi particolarmente bellicosi per azioni legali che aggravano la situazione. E’ chiaro che il personale militare che ha la sfortuna di incappare in una separazione ne subisce conseguenze maggiori rispetto a chi militare non è. In questa situazione le FA potrebbero alleviare le difficoltà, ma ad oggi non risulta che sia stato definito un protocollo di supporto al personale; tutto è alla discrezione delle singole FA o dei singoli Capi di corpo che fanno quello che possono, quando però hanno la giusta sensibilità. Alcuni colleghi sono  impegnati in associazioni che cercano di far emergere il fenomeno e in questo senso stiamo cercando di organizzare un convegno. La presentazione di questo libro è l’occasione per portare all’attenzione del mondo militare un fenomeno sociale che in futuro dovrà essere tenuto in considerazione da chi rappresenta il personale militare.
A.C.  


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mercoledì 15 aprile 2015

apr

15

2015

Comunicazione di SMD sul FESI anno 2014 in pagamento nel 2015  

Decreto Ministeriale sul Fondo Efficienza per i Servizi Istituzionali – Anno 2014. Articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 11 settembre 2007, n. 171, e successive modificazioni ed integrazioni.


"Si partecipa che il decreto ministeriale in argomento è stato firmato dal Sig. Ministro della Difesa in data 09 aprile 2015 e che lo stesso è stato trasmesso all’Ufficio centrale del bilancio presso il Ministero della Difesa per la successiva registrazione. 2. Per quanto sopra, si trasmette in allegato la bozza del suddetto decreto con preghiera di adottare tutte le discendenti azioni di rispettiva competenza affinché il Fondo in oggetto sia pagato al personale con ogni consentita urgenza" 



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domenica 12 aprile 2015

apr

12

2015

Militari e Forze Armate.“ PROPORRE, TRATTARE E NEGOZIARE, NON SONO ATTIVITA’ DIROMPENTI PER LA GERARCHIA MILITARE “ Da Gino GIUGNI e Pasquale DE SENA a Roberta PINOTTI e Rosa CALIPARI  

Mentre eminenti costituzionalisti in Commissione Difesa affermano che ai Militari và concesso il diritto sindacale, alcuni partiti e certi politici si fingono sordi ed ignorano, oltre alla realtà giuridica e democratica, autorevoli commenti .


A cura di Assodipro Roma.

Luigi GIUGNI, meglio conosciuto col diminutivo di Gino (Genova1º agosto 1927 – Roma4 ottobre 2009), è stato un politico e accademico italiano che ha ricoperto un ruolo chiave nella stesura dello Statuto dei lavoratori. Giugni è ricordato come il "padre" dello Statuto dei lavoratori
Nel 1969 Giacomo Brodolini istituì una Commissione nazionale con l'incarico di stendere una bozza dello Statuto dei diritti dei lavoratori. Tale commissione era composta da personaggi di notevole spessore e a capo Brodolini vi mise Giugni, all'epoca solo un professore universitario, seppur già molto noto. Lo Statuto permise di far entrare la Costituzione italiana nelle fabbriche, nel periodo dell'autunno caldo e della nascita della lotta armata. Su quel periodo Giugni sostenne: « Fu un momento eccezionale, forse l'unico nella storia del diritto in Italia: era la prima volta che i giuristi non si limitavano a svolgere il loro ufficio di "segretari del Principe", da tecnici al servizio dell'istituzione, ma riuscivano ad operare come autentici specialisti della razionalizzazione sociale, elaborando una proposta politica del diritto”.

In un commento di molti anni fa di Gino GIUGNI si ritrova anche una coerenza , attualità e sintonia con quelle che sono state le sentenze della Corte Europea di pochi mesi fa . A tali giudizi storici e sentenze e verso i pareri che eminenti ed importanti giuristi – costituzionalisti  stanno rilasciando in Commissione Difesa della camera - pochi giorni fa al prof. DE SENA che ha ribadito in audizione quanto affermato al convegno di ASSODIPRO : Professor Pasquale De Sena  ordinario di Diritto Costituzionale  : Concordando con il parere espresso in commissione difesa dal Dott. Cataldi , dichiara “ La Sentenza della Corte Europea dei Diritti, che ha condannato la Francia in quanto non concede DIRITTI SINDACALI AI MILITARI,  crea immediati effetti per lo stato condannato ed ha, contemporaneamente, effetti su tutti gli stati in quanto le sentenze CEDU diventano norme. Riguardo al ricorso di Assodipro alla CEDU ( sul mancato riconoscimento in Italia dei diritti sindacali ai militari ) non c’è alcun dubbio che la Corte Europea condannerà anche l’ Italia, fa da contro altare, ancora e purtroppo,  una evidente  sordità e cecità politica che si materializza nelle parole della relatrice del PD sulla Riforma della Rappresentanza Militare  Rosa CALIPARI  dopo l’ultima audizione della quale pubblicheremo una sintesi scritta dopo averla ascoltata solo e grazie a Radio Radicale in quanto era un AUDIZIONE INFORMALE. 
INFORMALE NEL SENSO che della stessa NON esiste un resoconto stenografico agli atti della Camera ! perché ? perché audizione informale e perché non deve rimanere agli atti il parere di eminenti personalità audite

Per ora e fino ad oggi è palpabile una totale subalternità a Vertici e Lobby che di fronte alle Sentenze CEDU è come un arrampicarsi sugli specchi . Per ora e fino ad oggi è confermato il detto “ Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire “ anche se è evidente che le Sentenze della Corte Europea NON possono essere né ignorate né raggirate da “ testi pastrocchi “ che terrebbero  ancora il personale militare nel MEDIOEVO dei DIRITTI così come è attualmente con i CoCeR SINDACATI GIALLI  che fanno tanto comodo ai Vertici Militari, a certa politica, ed a chi fa rappresentanza militare come un SINDACALISTA GIALLO PAGATO DAL SUO DATORE DI LAVORO , al costo, A CARICO della Collettività e dell’ Amministrazione, di circa 4 MILIONI ANNO , SENZA AUTONOMIA , SENZA POTERI NÉ RUOLI DI TUTELA VERA PER TUTTI I MILITARI.   

Il tutto mentre il ministro difesa Roberta PINOTTI si appresta a presentare il suo LIBRO BIANCO SULLA DIFESA che NON TIENE ASSOLUTAMENTE CONTO DEI DIRITTI DEI MILITARI E DELLE SENTENZE DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI. 
Ai POLITICAMENTE SORDI, Ai POLITICAMENTE subalterni a Vertici e Lobby e lontanissimi dal personale ; Ai politici che si sforzano di ignorare effetti di Sentenze e Diritti Costituzionali ricordiamo ANCHE le parole di Gino GIUGNI “ padre “ dello statuto dei lavoratori e presidente che ha ispirato l’accordo sul costo del lavoro molti anni fa dichiarava, tra l’altro, sul tema della democrazia e partecipazione nel mondo del lavoro : “  proporre , trattare e negoziare, non sono attivita’ dirompenti per la disciplina né incompatibili con i criteri di gerarchia che reggono l’ordinamento  militare. Potrebbero anzi essere positivi nel senso di contribuire a creare più spinte di partecipazione  e di consenso nei confronti delle istituzioni al cui servizio si è scelti di operare . Dopo tutto, l’articolo 52 della Costituzione afferma che – l’ordinamento delle Forze Armate si informa allo spirito democratico della Repubblica ; ed associarsi e negoziare per la soddisfazione dei propri interessi sono forme eminenti di attività democratica” . 


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venerdì 10 aprile 2015

apr

10

2015

ESERCITO ITALIANO - INCREDIBILE CENSURA E INTERFERENZA DEMOCRATICA del Com. del COIR CONFOTER Gen Primicerj; Vieta la divulgazione della delibera che chiede diritti associativi/sindacali  

Interrogazione in Parlamento dell’ On. Renata POLVERINI sul comportamento CONTRARIO anche a DIRITTI FONDAMENTALI di Espressione del Generale Alberto PRIMICERJ.


Assodipro Roma
PIUTTOSTO CHE CERCARE, in modo grossolano e molto poco democratico, come avviene periodicamente, di REPRIMERE LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONE PREVISTA NELLA COSTITUZIONE per TUTTI
Si Rispettino le SENTENZE DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI .

Il 4 febbraio 2015 il Co.I.R. affiancato al comando delle forze terrestri dell'esercito italiano  delibera , DEMOCRATICAMENTE , LIBERAMENTE E CON Spirito Rappresentativo ( cosa diversa da troppi che fanno della Rappresentanza un SINDACATO GIALLO ) e secondo le regole , di esprimere parere favorevole alle sole proposte di legge che riconoscono il diritto di associazione ed i diritti sindacali al personale militare;  
il comandante  - Gen. Primicerj ( in foto ) non  autorizza la pubblicazione della delibera in argomento in quanto la stessa «non è aderente al dettato normativo ed esula dalle competenze di codesto Consiglio
...
(!)

Interpellanza dell'on. Renata Polverini(FI) al Ministro della Difesa.
TESTO ATTO Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-08704 presentato da POLVERINI Renata testo di Mercoledì 8 aprile 2015, seduta n. 404 POLVERINI. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: presso la IV Commissione Difesa sono in discussione diversi progetti di legge inerenti la riforma della rappresentanza militare e/o il riconoscimento dei diritti sindacali ai lavoratori militari; nella prima fase dei lavori parlamentari sono già stati auditi i Co.Ce.R. delle quattro Forze armate e della Guardia di finanza unitamente ad una delegazione dei Co.I.R. confluenti; concluso il primo ciclo di audizioni sono stati presentati ulteriori progetti di legge e la Commissione ha ritenuto opportuno audire anche professori di diritto internazionale per valutare l'impatto sull'ordinamento italiano delle recenti sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo che hanno imposto alla Francia di adeguare la propria legislazione rimuovendo il divieto di associazione professionale per i militari; tutti i progetti di legge presentati sono all'attenzione delle rappresentanze militari per il parere previsto ai sensi dell'articolo 1478 del decreto legislativo n. 66 del 2010 e dell'articolo 879 del decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010; il 4 febbraio 2015 il Co.I.R. affiancato al comando delle forze terrestri dell'esercito italiano ha deliberato di esprimere parere favorevole alle sole proposte di legge che riconoscono il diritto di associazione ed i diritti sindacali al personale militare; in data 26 febbraio 2015 il comandante del comando forze terrestri generale A. Alberto Primicerj non ha autorizzato la pubblicazione della delibera in argomento in quanto la stessa «non è aderente al dettato normativo ed esula dalle competenze di codesto Consiglio (articolo 1478 del decreto legislativo n. 66 del 2010); a parere dell'interrogante il diniego alla pubblicazione della delibera in rassegna non risulta giustificato dalla normativa richiamata (articolo 1478 del decreto legislativo n. 66 del 2010), tanto, che proprio in forza della medesima disposizione normativa, le rappresentanze militari sano state adite in Commissione ed hanno deliberato in materia –: quali iniziative intenda intraprendere al fine di rimuovere l'ingiustificato diniego in parola e favorire la libertà di espressione e di pensiero della rappresentanza militare. (4-08704)


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giovedì 09 aprile 2015

apr

09

2015

Transito dei MILITARI nella Pubblica Amministrazione . Tabella di corrispondenza tra gradi militari e posizioni civili. A quando il DPCM?  

Sincato FLP , dei dipendenti civili Difesa, critico con il Ministro Pinotti


Tratto dal sito FLP :
La nota critica di CSE sui contenuti della riunione del 2 u.s. in Funzione Pubblica sulle tabelle di corrispondenza per il transito in mobilità tra i diversi comparti della P.A. Riunione nella quale  non sì è minimamente accennato alla tabella di equiparazione militari/civili. A quando allora il DPCM con la tabella che interessa molto chi lavora in Difesa? In ogni caso, pare comunque che, nel corso di un precedente tavolo con l’AD, la Funzione Pubblica avrebbe dato un via libera di massima alla tabella proposta dal MD a seguito del confronto con le OO.SS.  (transito secco dei SU. in 2^ e  degli U. in 3^ area).

Notiziario n. 36 del 7 aprile 2015 -
Come ampiamente anticipato nei giorni scorsi dai nostri Notiziari,  si è tenuta il 2 aprile u.s. la riunione tecnica tra le Confederazioni Sindacali (per noi, la CSE) e la Funzione Pubblica (FP)  per l’esame dello schema di DPCM e delle c.d. “tabelle di equiparazione” o “di corrispondenza”  tra i livelli economici di inquadramento (che pubblichiamo su questa stessa pagina), che serviranno a regolare i transiti tra i diversi comparti della P.A. partendo dal livello d’inquadramento nella Amministrazione cedente e individuando il corrispondente livello di inquadramento nell’Amministrazione ricevente.  Dunque, uno strumento fondamentale per regolare i processi di mobilità, e proprio a partire da quelli che interessano il personale delle ex Province alleggerite di molte funzioni a seguito della Legge Del Rio. A conclusione della riunione in FP,  la CSE  ha diffuso una nota nella quale ha fatto presente che per noi la materia riveste caratteristiche precipuamente contrattuali per le ricadute sulle condizioni economiche e professionali dei lavoratori interessati ai processi di mobilità “coatta”, e che non accettiamo l’idea di un ruolo delle OO.SS. consultivo e senza un vero potere negozialesu un’operazione che rischia di essere unicamente a perdere per i lavoratori pubblici.
Una mobilità che non tiene conto delle professionalità possedute, delle funzioni svolte e di quelle da svolgere, senza formazione e senza un piano organico di riassetto delle funzioni delle amministrazioni centrali e locali non solo non produce economie e risparmi, ma indebolisce la presenza e la qualità dei servizi e delle funzioni pubbliche nel nostro Paese ”
.  Il  Capo di Gabinetto B. Polverari, che ha presieduto la riunione,  ha chiesto alle OO.SS. di formulare le proprie osservazioni entro il 9 aprile p.v. e comunque prima della riunione della Conferenza Stato-Regioni che si dovrebbe tenere il 15 p.v. ai fini della formulazione del parere. Nel corso della predetta riunione,  non si è invece minimamente accennato alla tabella di equiparazione tra gradi militari e inquadramenti civili, che notoriamente interessa molto da vicino chi lavora nel MD. Non se ne è parlato forse perché le tabelle di corrispondenza esaminate erano quelle relative al personale contrattualizzato, mentre le prime riguardano lavoratori non contrattualizzati (i militari).
Come si ricorderà, la Legge 244/2012 prevede per il personale militare transiti anche ordinari
(e non più solo per inidoneità fisica ex D.I.M. 18.04.2002,) nei ruoli civili, e rende  pertanto necessaria, anche alla luce delle intervenute modifiche dell’ordinamento professionale, la ridefinizione della tabella.
La proposta venuta dall’AD. (riunione con il Sottosegretario Magri, Notiziario n. 45 del  18 aprile 2013) prevedeva  per il  il grado apicale dei Sottufficiali (
1° Maresciallo, anche con qualifica di Luogotenente)  l’inquadramento in area 3^- prima fascia retributiva-  qualora “in possesso del diploma di laurea specialistica  o quadriennale vecchio ordinamento  o dall’aver svolto, con valutazione positiva, un incarico che l’ordinamento attribuisce agli Ufficiali”   ai sensi degli artt. 839 (personale FF.AA.) e 848 (personale Arma CC)  del Codice Ordinamento Militare (D. Lgs. n. 66/2010).  Dunque, la proposta dell’AD prevedeva la possibilità di inquadramento in area 3^ di SU. non in possesso di laurea, e anche solo in virtù di incarichi attribuiti dall’ordinamento agli U., peraltro senza neanche indicare l’ambito temporale minimo. Rispetto a questa proposta dell’Amministrazione, si saldò allora una posizione unitaria di tutte le OO.SS., che di fatto chiedevano il transito secco dei SU. in area 2^ e  degli U. in area 3^.  Una posizione, questa, che a conclusione della riunione del 22.11.2013, l’allora Sottosegretaria Pinotti fece propria, e pertanto fu inoltrata alla FP una proposta di tabella priva dei due asterischi in calce (si veda l’allegato pubblicato su questa stessa pagina).
Di questa tabella non si è parlato nella riunione in FP con le OO.SS., ma siamo comunque a conoscenza che, nel corso di un precedente tavolo con l’AD, la FP avrebbe dato un via libera di massima alla tabella proposta dal MD (transito secco dei SU. in 2^ e  degli U. in 3^ area). Attendiamo ora  il DPCM. Giancarlo Pittelli


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mercoledì 08 aprile 2015

apr

08

2015

INTERROGAZIONI SULL’ACCESSO AI SITI INTERNET DALLE RETI MILITARI. Risposte del Sottosegretario Alfano.  

Tra siti di S.r.l. richiamanti forze armate con pubblicità, promozioni e contratti commerciali; Quale informazione ? quali criteri tra siti inibiti e non ?


Assodipro Roma 1 Aprile
IL 31 MARZO in Commissione Difesa, dopo 5 mesi, Il Sottosegretario Gioacchino Alfano ha risposto alla seguente Interrogazione a risposta in commissione 5-04004, presentata da DURANTI Donatella testo  Martedì 11 novembre 2014, seduta n. 329 DURANTI e PIRAS. — clicca qui per vedere articolo precedente -   Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: la rete intranet dell'Aeronautica militare (AERONET) viene normalmente usata dal personale dipendente per esigenze di servizio e consente fra le altre cose l'accesso ad alcuni siti web non istituzionali che si occupano di informazione e fornitura di servizi riguardanti in particolare il settore militare; 
fra i vari siti web a cui l'amministrazione del Ministero della difesa ha consentito l'accredito nella rete intranet AERONET, risulta anche il portale «Sideweb Srl forzearmateorg », con sede in Treviso. 
Dalla visura storica della società di capitale, con atto estratto dalla camera di commercio di Treviso, risultano soci della «Sideweb Srl» anche i signori M.M. ed E.T., che, a quanto consta agli interroganti, sarebbero marescialli della Aeronautica militare stessa in servizio presso gli enti militari di Aviano e Treviso; 
il sito web, in aggiunta alle molteplici attività promosse dalla «Sideweb srl», è anche strumento pubblicitario, offerto tramite concessione di appositi spazi telematici regolata da contratti commerciali –: 
se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto sopra esposto; 
se non ritenga che si possa configurare, nella fattispecie, un conflitto di interessi
 visti gli interessi economici della società «Sideweb Srl» che annovererebbe fra i soci dipendenti della Aeronautica stessa; 
se non ritenga opportuno assumere iniziative, anche mediante la definizione di linee guida, per regolare l'accredito dei siti web alle reti intranet della pubblica amministrazione, con particolare riguardo al settore della difesa, in modo da garantire un'accessibilità di informazione il più oggettiva possibile. (5-04004)
 

Il Sottosegretario ha così risposto all'interrogazione dell'On. DurantiSugli accrediti alla rete intranet dell'Aeronautica militare e sulla loro regolazione - "Secondo quanto riferito dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica, la rete intranet di Forza armata (AERONET) si configura quale veicolo di servizi telematici a carattere logistico-amministrativo e fornisce ai suoi utilizzatori, oltre a specifiche applicazioni per l'automazione dei processi di lavoro, anche funzionalità realizzate con le tecnologie di internet, tra cui l'accesso alla posta elettronica. 
Per alcune tipologie di utenti, in funzione della loro attività istituzionale, è previsto inoltre l'accesso alla navigazione su alcuni siti web pubblici; tale possibilità è regolata da linee guida applicate anche attraverso l'utilizzo di strumenti di controllo automatici che filtrano l'accesso verso la rete pubblica, imponendo precise limitazioni, in attuazione della Direttiva n. 2 del 2009 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per la semplificazione e la pubblica amministrazione. 
Tali limiti alla «navigazione» su internet, periodicamente rivisti per adeguarli alle esigenze di Forza armata e che escludono la possibilità di raggiungere il sito internet citato dall'onorevole interrogante, ( n.d.r. il sito della S.r.l. citata   era visibile da tempo ed anche al momento del deposito dell’ interrogazione, salvo diventare, non più visibile poco dopo l’interrogazione  . Il sottosegretario si è “ dimenticato “ di spiegare  come era stato possibile l’accredito e la visibilità prima e solo al sito della S.r.l. mentre molti altri erano e sono inibiti  )  vengono fissati per evitare la trattazione di materie non correlate alla missione assegnata. 
D'altra parte non risulta sia possibile realizzare tecnicamente alcun meccanismo automatizzato di accredito dei siti web alla rete AERONET che sia basato sulla sola oggettività della informazione. L'Aeronautica, peraltro, ha allo studio alcune iniziative finalizzate a un controllo più accurato degli accessi ad internet dalla rete AERONET, tra le quali la costituzione di un Board Etico incaricato di effettuare valutazioni di merito basandosi sulle direttive emanate in materia. 
Per quanto concerne, infine, la presunta configurazione di un conflitto di interessi, essendo ancora in corso l'accertamento relativo ai soggetti richiamati dall'interrogante, solo all'esito delle necessarie verifiche sarà possibile fornire riscontro allo specifico quesito posto.
Donatella DURANTI (SEL) si dichiara insoddisfatta della risposta, che non individua la soluzione al problema di rendere accessibili dalla rete intranet dell'Aeronautica militare una serie di siti di interesse generale. Apprezza quindi l'impegno volto ad incrementare i siti e le informazioni accessibili, ma evidenzia che la soluzione al problema sarebbe dovuta già arrivare, e in tempi più rapidi. 

Riguardo all'Interrogazione dell'On. RizzoSulla gestione dell'accesso ad internet da parte del personale tramite i terminali della Forza armata - il Sottosegretario riferisce "La «Direttiva per la gestione dell'accesso ad internet in Aeronautica Militare», oggetto dell'atto in discussione, riguarda, principalmente, i siti internet consultabili mediante l'utilizzo dei terminali connessi alla rete informatica della Forza armata. 
Tale direttiva, come già indicato dall'Onorevole interrogante, individua i criteri in base ai quali vengono selezionati i siti a cui è possibile accedere, ovvero: 
la rilevanza dei siti medesimi per le finalità istituzionali dell'Aeronautica Militare; 
l'interesse generale dei servizi e delle informazioni; 
la sicurezza e l'affidabilità del sito; i costi in termini di banda trasmissiva
. Con riferimento alla asserita violazione delle previsioni di cui all'articolo 9 della legge n. 382 del 1978, confluite nell'articolo 1472 del Codice dell'ordinamento militare, di cui al decreto legislativo n. 66 del 2010, si rappresenta che la direttiva in questione non pregiudica la libertà del militare di manifestare i propri pensieri, ma individua esclusivamente i siti ai quali il dipendente può accedere utilizzando materiale dell'amministrazione durante le ore di servizio. 
Infine, nell'evidenziare che, secondo quanto riferito dall'Aeronautica Militare, i citati siti delle Confederazioni sindacali della C.G.I.L. e della C.I.SL. sono già accessibili dalle utenze in rete, si osserva che l'elenco dei siti internet consultabili è in continuo aggiornamento, anche e soprattutto grazie ai preziosi suggerimenti e contributi degli stessi utilizzatori della rete".
Massimo ARTINI (Misto-AL), replicando in qualità di cofirmatario dell'interrogazione in titolo, osserva che la risposta fornita dal rappresentante del Governo presenta alcune discrepanze rispetto a quanto appena risposto all'interrogazione della collega Duranti, vertente su un tema analogo. Premesso poi che sarebbe stato possibile per il Governo verificare se alla data dell'interrogazione fosse precluso l'accesso ai siti delle organizzazione sindacali indicate nell'interrogazione, rileva come l'esistenza di una lista di siti inibiti violi l'articolo 9 della legge n. 382 del 1972, in materia di principi di disciplina militare: infatti tale articolo espressamente sancisce per il personale militare la libertà di espressione del pensiero e questa si realizza oggi anche attraverso il mezzo informatico e la rete internet. Si dichiara pertanto insoddisfatto della risposta.


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venerdì 03 aprile 2015

apr

03

2015

IL COCER GDF CHIEDE L’APPLICAZIONE DELLE SENTENZE CEDU IN MATERIA DI LIBERTÀ SINDACALE. Diritti Sindacali per i Militari come enunciato dalle sentenze della Corte Europea.  



Tratto da ficiesse.it
Il CoCeR della Guardia di finanza ha approvato  all’unanimità una nuova delibera che chiede per i Finanzieri il diritto di costituire organismi di rappresentanza autonoma ed esterna all’Amministrazione, in chiave sindacale. 
Si tratta dell’ennesima istanza proveniente dai delegati delle Fiamme Gialle, volta a rimuovere il divieto legislativo di costituire sindacati. Questa volta la delibera prende spunto dalle ormai note sentenze della Corte di Strasburgo, che hanno condannato la Francia per un analogo divieto, e dalla loro cogenza anche per il diritto nazionale. 
I delegati del CoCeR Gdf ancora una volta non demordono nell’esprimere chiaramente la volontà del personale di superare l’arcaico sistema rappresentativo, non degno di una moderna polizia come si autodefinisce il Corpo. 
Ci chiediamo se anche questa richiesta cadrà nel silenzio assoluto dellapolitica e, soprattutto, nell’indifferenza del Comando Generale del Corpo e del Ministro dell’economia, i quali, finora, mai hanno dimostrato il minimo interesse per tali sollecitazioni. Un atteggiamento pilatesco quello delle autorità di vertice che purtroppo lasciano (consapevolmente?) campo libero all'interventismo degli Stati Maggiori delle Forze Armate. Questi infatti sono tutt'altro che inerti sul fronte delle libertà sindacali ai militari ed agiscono in tutte le sedi, ufficiali ed ufficiose, per impedirne l'attuazione. 
Intanto si è ancora in attesa dell'audizione del Comandante Generale della Guardia di finanza in Commissione Difesa su questo argomento, dopo l'intervento del Capo di Stato Maggiore della Difesa a nome delle quattro Forze Armate nel luglio 2014. Stupisce a tal proposito il silenzio del vertice del Corpo, il quale intuiamo come si sia invece speso molto con gli interlocutori politici per quanto riguarda la questione del compaprto aeronavale o delle paventate ipotesi di riforma delle forze di polizia. Temiamo che senza novità concrete non potrà che esservi una una maggiore militarizzazione della Fiamme Gialle, come foscamente sembra indirizzare il contenuto del Libro Bianco della Difesa. 
Fino a che punto, quindi, sono ancora utili queste prese di posizione del CoCeR, attesa la loro sostanziale inefficacia nei confronti non solo della Difesa, ma anche del Ministro Padoan e del Generale Capolupo?
In definitiva, è sufficiente reiterare all’infinito queste perorazioni, ignorate dalle autorità di riferimento, oppure è giunto il momento di riflettere su quali siano le azioni da porre in essere per scindere finalmente l'abbraccio "mortale" che lega ancora le Fiamme Gialle al comparto Difesa? 
S.S.


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giovedì 02 aprile 2015

apr

02

2015

CIAO CARLO . Ieri 01 Aprile 2015 Carlo DI CARLO ci ha lasciati.  

Anche per te, carissimo Carlo, Continueremo a tenere viva la luce delle democratiche battaglie per i DIRITTI dei MILITARI.


Sapevamo da tempo che lungo la strada della vita aveva incontrato una grave malattia che lo aveva messo a dura prova; aveva affrontato il percorso clinico con coraggio e determinazione e con la pazienza che serve per ricostruire sufficienti condizioni di vita era tornato ad offrire alla Sezione Assodipro di Udine la sua rassicurante presenza. 
Da ultimo, ripetute patologie invernali  che curava con i normali rimedi della scienza medica hanno avuto il sopravvento sulla sua resistenza fisica. 
Trovare oggi le parole adatte per rendere a  Carlo il saluto che la circostanza della sua scomparsa ci impone è  una impresa  influenzata dallo sconcerto e dal  dolore che prova chi vive la perdita di un grande e vero amico. 
Carlo Di Carlo prima che essere stato un Dirigente Nazionale e territoriale di Assodipro è stato il compagno di quel lungo viaggio che, iniziato negli anni ’70 con il movimento dei sott.li democratici e proseguito poi con il sodalizio, tendeva alla emancipazione del lavoro militare. 
Di questo impegno ci ha lasciato traccia con il suo bellissimo libro “ 27 Marzo. Costretto a fare politica per necessità”. 
Dentro la condivisione delle ragioni che hanno sempre animato il nostro comune impegno a favore del progredire della condizione militare, Carlo ha espresso una forte idealità democratica, il rispetto per le altrui idee, il rigore dei principi e la duttilità che serviva per la costruzione del consenso. Carlo era una persona semplice che senza infingimenti esprimeva modestia; è per questi tratti umani e caratteriali che trasmetteva fiducia, è per questo suo essere che è stato un riferimento, un esempio ed una guida. Per queste ricchezze che ci ha lasciato, resterà fra noi e vivrà nel nostro pensiero e nei nostri ricordi. Alla famiglia un commosso sentimento di vicinanza. Per le vie che l’essere umano spera di percorrere dopo la vita terrestre ci ritroveremo; ci incontreremo ancora in testa al binario 1 di Termini da dove cominciavano i nostri impegni romani. Con uno straziato stato  d’animo, ancora e come sempre un fraterno abbraccio. Ciao Carlo, ti abbiamo voluto bene, stimato e rispettato. 
AS.SO.DI.PRO.  Il Presidente    Emilio Ammiraglia  Roma 02 Aprile 2015  


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mar 23 ottobre 2012 - 15:32:20
NO alla Riforma Pensioni - NO ai Tagli di personale nelle FFAA - NO alla Revisione dello strumento Militare . MONTI Incontra una delegazione dei partecipanti - GIORNATA STORICA e risultati concreti
sab 06 ottobre 2012 - 10:03:16
Fonte: lasottilelinearossa.over-blog.it
ven 28 settembre 2012 - 12:57:07
Roma, 28 set. (Adnkronos)
sab 18 agosto 2012 - 16:23:24
di Luca Kocci pubblicato su Il manifesto, il 17/08/12

 

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