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martedì 31 marzo 2015

mar

31

2015

TAR Lazio - CAUSA DI SERVIZIO per i MILITARI addetti ai POLIGONI  



"I “poligoni” militari sono sempre più al centro di polemiche non fosse altro perché sono determinativi di patologie varie per gli “addetti ai lavori”, ossia e naturalmente, per quei militari che si ritrovano a contatto con ordigni da far scoppiare e /o con lo scoppio di munizioni le più varie e tali da “inquinare” il circostante ambiente, provocando malattie le più varie, che vanno dalla leucemia al depotenziamento o alla sordità o, comunque, ad altre patologie che alterano le frequenze acustiche.
Da qualche anno tutto ciò è anche documentato clinicamente e sulla base di particolari studi scientifici che hanno messo in risalto il nesso tra queste postazioni e i militari che si occupano di tanto.
E, sempre più, cresce una richiesta di controlli per il superamento di queste patologie e la rivendica di queste patologie innanzi ai
Tribunali Amministrativi regionali al fine di un riconoscimento di causa di servizio”.
Di recente, anche il
TAR Lazio ha avuto ad occuparsene e ad evidenziare che l’Amministrazione militare (Ministero della Difesa e, di poi, nell’ambito delle patologie contratte in servizio e determinative di indennizzi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze), a fronte di una richiesta di riconoscimento delle cause di servizio deve necessariamente e specificatamente tener conto degli studi scientifici di cui alle righe precedenti.
Non può chiudere una rivendicazione e una pratica senza dare chiarimenti e risposta agli interessati, escludendo, sic et sempliciter il cosiddetto “
nesso di causalità o di concausualità” con il servizio prestato.
In particolar modo con la sentenza de qua ha affermato che il
Comitato di Verifica, determinativo del riconoscimento o del disconoscimento, nel rendere il suo “parere” al Superiore Ministero, deve “rendere conto” degli studi condotti in materia, studi nei quali si evidenzia il pericolo per la salute dalla esposizione dei militari ai fattori chimici e radioattivi nell’uso delle munizioni e degli strumenti bellici.
Sempre il citato Comitato deve assolvere ad un
onere di motivazione, in termini adeguati, prima di affermare la eventuale insussistenza del nesso di casualità, correlato alle patologie sofferte dagli interessati e deve valutare il servizio prestato “ anche” con riferimento a questi studi di carattere scientifico, sicchè, sempre il TAR (Sez.I bis Silvestri, Presidente, Riccio Consigliere, D’Angelo Estensore) hanno avuto ad intimare al Superiore Ministero una “rideterminazione” in favore dell’interessato e alla luce del più volte richiamati “studi scientifici”."" Autore: Prof. Avv. Ciro CENTORE
Fonte: TAR Lazio - CAUSA DI SERVIZIO per i MILITARI addetti ai POLIGONI (di Ciro CENTORE)
(www.StudioCataldi.it)


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mar

31

2015

Auguri Aeronautica Militare. Il 31 marzo il 92esimo anniversario della costituzione.  

Prima della cerimonia, il capo di SMA, Generale Pasquale Preziosa, renderà omaggio ai caduti della forza armata


Il 31 marzo alle ore 10:30, presso l’aeroporto militare di Ciampino (Roma), si terrà la cerimonia per il 92esimo anniversario della costituzione dell’Aeronautica militare.
Parteciperanno il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il capo di Stato maggiore della Difesa (Smd), generale Claudio Graziano, e i vertici delle forze armate. Nell’occasione, saranno conferite alcune onorificenze al personale dell’Aeronautica militare che si è particolarmente distinto nel corso di operazioni nazionali e internazionali, in situazioni di emergenza e a sostegno delle popolazioni in difficoltà. Prima della cerimonia, il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare (Sma), generale di squadra aerea Pasquale Preziosa, renderà omaggio ai caduti della forza armata con la deposizione di una corona di alloro presso il Lapidario di Palazzo Aeronautica, a Roma.


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giovedì 26 marzo 2015

mar

26

2015

Militari: l’insostenibile leggerezza dei diritti . di Toni De Marchi  

“ Al convegno romano di Assodipro il capo di Stato maggiore dell’A.M. Pasquale Preziosa ha mandato un biglietto per scusarsi dell’assenza ma augurando buon lavoro. Pura formalità, se volete, ma significativa “


Toni De Marchi de ilfattoquotidiano.it
Nel 1978 i militari italiani (allora li chiamavamo cittadini con le stellette, ma erano altri tempi) conquistarono ildiritto ad avere una rappresentanza. Elettiva, ma rigorosamente “interna” alle Forze armate. Ogni categoria votava i suoi rappresentanti (ufficiali, sottufficiali, leva) e in ogni consiglio, grande o piccolo, della rappresentanza il presidente era sempre il più alto in grado. Insomma, non granché e Falco Accame, ammiraglio dimissionario per aver cercato di difendere le ragioni dei suoi uomini contro lo Stato maggiore, allora presidente della commissione Difesa per il partito socialista, diceva a gran voce che sarebbero servite solo a scegliere tra le pere e le mele per il rancio. Non era questa l’opinione della maggioranza dei militari di quel variopinto movimento che andava sotto il nome di militari democratici, che si saldava con tutti gli altri movimenti per i diritti, compreso ad esempio quelli della polizia (allora, ricordo a chi è troppo giovane e agli smemorati, era ancora militare) che tre anni dopo conquistarono invece il diritto al sindacato.
Nell’anno di grazia 2015,37 anni dopo quella conquista, tutto è cambiato. I ventenni non sanno neppure cosa sia stata l’Unione Sovietica, i maschi italiani diventano adulti senza aver fatto neanche un giorno di naja, abbiamo persino i matrimoni gay (scusate: tutto il mondo civile li ha, non l’Italia). “Cambia lo superficial/cambia también lo profundo/cambia el modo de pensar/cambia todo en este mundo” canta e ci emoziona Mercedes Soza. Non si emozionano invece i nostri governanti che dopo 37 anni di immobilismo fanno come se nulla fosse. Anzi, no, la generala Pinotti, una vera miracolata, transitata da senatrice a ministra della Difesa senza che nessuno abbia capito in virtù di quali meriti, è cambiata. Ma per smentirsi. Nel 2008 firmò una proposta di leggedove si riconosceva ai militari un sia pur limitato diritto a costituire associazioni. Nel 2014, dopo che la Corte europea dei diritti dell’uomo scrive due storiche sentenze che ribadiscono il diritto dei militari a costituirsi in sindacato, manda il sottosegretario Alfano (lei non aveva tempo, impegnata com’era a dire in giro che avrebbe potuto essere il prossimo presidente della Repubblica) al Senato per spiegare che, sì, la Corte di Strasburgo dice così ma noi ce ne freghiamo alla grande
Il linguaggio è un po’ più forbito e arzigogolato ma la sostanza è quella. Della serie che se c’è da togliere diritti lo facciamo di corsa con la scusa che ce lo chiede l’Europa, mentre se i diritti devono essere riconosciuti, scopriamo che a noi piace Salvini o magari anche Farange o quella nobildonna della Le Pen. Insomma, ci accorgiamo che l’Europa ci opprime e non ci piace. Grosso modo il concetto espresso da Gioacchino Alfano, lo ha ripetuto qualche giorno fa l’altro sottosegretario, il già generale nonché ex presidente del Cocer, Domenico Rossi intervenuto a un convegno organizzato a Roma da Assodipro, associazione che vuole promuovere i diritti sindacali tra e per i militari. Rossi ha spiegato che il governo non ha nessuna intenzione di muoversi sulla strada disegnata dalla Corte di Strasburgo e che prima di pronunciarsi vuole aspettare le proposte di riforma della rappresentanza che sono in discussione alle Camere. 
Della serie vai avanti tu che a me viene da ridere
Le proposte di legge, soprattutto quelle firmate Pd, assumono in gran parte il punto di vista delle gerarchie e del ministero. Una caratteristica rilevata durante quel convegno da due presenze per così dire “esterne” alla militarità anche se su posizioni politiche diversissime: Laura Puppato, senatrice Dem, e Renata Polverini, deputata forzista. Entrambe hanno in sostanza detto che i diritti, anche quelli dei militari, sono questione troppo importante per limitarne la discussione alle sole commissioni Difesa. Troppa contiguità con le gerarchie e una visione troppo ristretta per immaginare che si possano fare dei veri passi avanti. Mutatis mutandis, un parafrasi dell’aforisma clemenceauniano sulla guerra troppo importante per lasciarla fare ai generali (soprattutto quelli italiani, aggiungerei). Al convegno romano di Assodipro, aperto da una interessantissima relazione del suo presidente Emilio Ammiraglia, era presente anche Jean-Hugues Matelly, il tenente colonnello della Gendarmeria francese dal cui ricorso è scaturita una delle due sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo. Matelly ha spiegato come il presidente Hollande abbia creato una commissione per studiare le modifiche all’ordinamento conseguenti alle sentenze, non tacendo tuttavia le forti resistenze dell’establishment militare. Un dettaglio, che vale la pena di citare: il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Pasquale Preziosa ha mandato un biglietto per scusarsi dell’assenza ma augurando buon lavoro. Pura formalità, se volete, ma significativa vista l’indifferenza, se non l’aperta ostilità, con cui di solito iniziative come questa sono accolte dalle gerarchie. D’altra parte pochi giorni prima sul suo tavolo era arrivata una delibera del Cocer Aeronautica con la quale si chiedeva l’apertura di un confronto sulle sentenze della Corte di Strasburgo. Che, tradotto dal linguaggio felpato del rapporto gerarchico, significa più esplicitamente: “Vogliamo il sindacato”. 

CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO INTEGRALE 


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mar

26

2015

Oggi in Commissione Difesa ; INTERROGAZIONI SULL’ACCESSO AI SITI INTERNET DALLE RETI MILITARI. Quali sono i criteri che differenziano siti “ accreditati "e non ?  

Tra S.r.l. pubblicità e contratti commerciali; Quale informazione ? quali criteri tra siti inibiti e non ?


Tratto da Interrogazione a risposta in commissione 5-04004, presentato da DURANTI Donatella testo di Martedì 11 novembre 2014, seduta n. 329 DURANTI e PIRAS. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: 
la rete intranet dell'Aeronautica militare (AERONET) viene normalmente usata dal personale dipendente per esigenze di servizio e consente fra le altre cose l'accesso ad alcuni siti web non istituzionali che si occupano di informazione e fornitura di servizi riguardanti in particolare il settore militare;
 
fra i vari siti web a cui l'amministrazione del Ministero della difesa ha consentito l'accredito nella rete intranet AERONET, risulta anche il portale «Sideweb Srl», con sede in Treviso. Dalla visura storica della società di capitale, con atto estratto dalla camera di commercio di Treviso, risultano soci della «Sideweb Srl» anche i signori M.M. ed E.T., che, a quanto consta agli interroganti, sarebbero marescialli della Aeronautica militare stessa in servizio presso gli enti militari di Aviano e Treviso; 
il sito web, in aggiunta alle molteplici attività promosse dalla «Sideweb srl», è anche strumento pubblicitario, offerto tramite concessione di appositi spazi telematici regolata da contratti commerciali –: 
se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto sopra esposto; 
se non ritenga che si possa configurare, nella fattispecie, un conflitto di interessi
visti gli interessi economici della società «Sideweb Srl» che annovererebbe fra i soci dipendenti della Aeronautica stessa; 
se non ritenga opportuno assumere iniziative, anche mediante la definizione di linee guida, per regolare l'accredito dei siti web alle reti intranet della pubblica amministrazione, con particolare riguardo al settore della difesa, in modo da garantire un'accessibilità di informazione il più oggettiva possibile. (5-04004)
 

Tratto da Interrogazione a risposta in commissione 5-04155 presentato da RIZZO Gianluca testo di Mercoledì 26 novembre 2014, seduta n. 339
RIZZO, ARTINI, CORDA, BASILIO, FRUSONE e TOFALO. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: 
il comando logistico dell'aeronautica militare, il 14 novembre 2014 ha emanato la direttiva n. 0124075 per la gestione dell'accesso ad internet da parte del personale tramite i terminali della forza armata; 
tale direttiva prevede un elenco di siti internet ai quali è possibile accedere ed un altro elenco di siti «inibiti»; 
tale distinzione sarebbe stata effettuata secondo i seguenti criteri: rilevanza dei siti web per le finalità di istituto della forza armata; carattere di interesse generale dei servizi e delle informazioni; sicurezza e reputazione del sito web; onerosità del sito in termini di banda trasmissiva; 
tra quelli consentiti nella direttiva sono elencati i siti internet dei sindacati UIL ed UGL ed il sito di d'informazione nel settore sicurezza e difesa GRNET.IT, mentre nel contempo sono inspiegabilmente inibiti analoghi siti dei sindacati CGIL e CISL, nonché quelli di informazione settoriale tipo  ficiesse.it, ilnuovogiornaledeimilitari.it  e  militariassodipro.org

l'articolo 9 dei principi di disciplina militare, che dovrebbe per logica estensione, comprendere anche internet, recita: «I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare o di servizio per i quali deve essere ottenuta l'autorizzazione. Essi possono inoltre trattenere presso di sé, nei luoghi di servizio, qualsiasi libro, giornale o altra pubblicazione periodica –: 
se il Ministro sia conoscenza dei fatti esposti in premessa e se non reputi che tali disposizioni violino palesemente l'articolo 9 dei principi di disciplina militare (legge 11 luglio 1978, n. 382). (5-04155)


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lunedì 23 marzo 2015

mar

23

2015

DIRITTI SINDACALI ALLE FORZE ARMATE ed ai MILITARI. Convegno ASSODIPRO, la relazione del Presidente Emilio AMMIRAGLIA.  

“ A Roma c’è ancora qualcuno che pensa di potersi permettere il lusso di dire…si va bene l’Europa, ma qui si opera come decidiamo noi “.


Assodipro Roma

" Che piaccia o no la cornice che deve contenere il diritto di organizzazione dei militari è quella desumibile dall’art. 5 della Convenzione OIL 151/78 che prevede: 
1-     Libertà associative e/o sindacali; 
2-     Completa indipendenza dall’autorità pubblica dei costituiti soggetti di rappresentanza; 
3-     Divieto di ingerenza della autorità pubblica nella formazione, nel funzionamento e nella gestione dei soggetti di cui sopra; 
4-     Divieto per l’autorità pubblica di promuovere la creazione di organizzazioni di rappresentanza del personale, di finanziarle o sostenerle con altri mezzi con l’obiettivo di porre tali organizzazioni sotto il proprio controllo; 
5-     Disciplina della misura di esercizio delle libertà di tutela con previsioni di restrizioni riguardanti i metodi di azione e di espressione delle organizzazioni associative e/o sindacali dei militari liberamente costituite. 
Fuori da queste indicazioni non è difficile immaginare un qualche nuovo pronunciamento da parte della Corte EDU. 
Non siamo estranei alle vicende politiche del Paese; sappiamo bene che oggi il discutere dei diritti di rappresentanza dei cittadini incontra tendenze politiche che depongono alla semplificazione delle buone pratiche  dell’ascolto, del confronto e della partecipazione, al punto tale che la velocità del procedere prevale sul fine da raggiungere, la meta dell’obiettivo sul suo carico portato, il consenso da ottenere sul confronto che arricchisce, l’insulto sul ragionamento, l’irridere sul rispetto delle idee altrui, le scorciatoie sulle fatiche che richiede il lavoro della Democrazia. Da queste riflessioni il contributo oggi offerto in primo luogo alla politica,  nella inguaribile  speranza che i partiti sappiano tornare ad essere interpreti delle esigenze vere dei cittadini; è il contributo che ci auguriamo possa utilmente contagiare per migliorare le proposte di legge che, relativamente alla riforma delle RRMM, sono all’esame della nostra Commissione Difesa e allo stato all’attenzione del suo Comitato Ristretto delegato alla sintesi delle stesse, che per tale scopo sta procedendo con  l’audizione di esperti chiamati a fornire un parere sulle implicazioni delle mai  troppo ricordate recenti Sentenze della Corte EDU rispetto alla riforma da definire....."



 


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domenica 22 marzo 2015

mar

22

2015

Pensioni MILITARI e forze di POLIZIA, dal 2016 i requisiti si allungano di 4 mesi con l'adeguamento alla speranza di vita. Lo conferma l'Inps in una Circolare .  



*Il personale appartenente a Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri, Polizia di Stato, Corpo forestale dello Stato, Polizia penitenziaria, Guardia di Finanza e Vigili del Fuoco dovrà lavorare 4 mesi in piu' a partire dal prossimo 1° gennaio. Ne ha dato conferma ieri l'Inps con la Circolare 63/2015 con cui ha precisato gli effetti del prossimo adeguamento alla speranza di vita.

Com'è noto i lavoratori nelle forze armate ad ordinamento militare e civile mantengono requisiti previdenziali diversi da quelle generali vigenti nell'AGO e nelle gestioni sostitutive ed esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria in virtu' delle specificità del settore riconosciute ai sensi del Dlgs 165/1997. Ma questi requisiti devono essere comunque adeguati, in sintonia con quanto accade nei confronti degli altri lavoratori iscritti alla previdenza pubblica, alla speranza di vita. Pertanto, sia per le prestazioni di vecchiaia che per quelle di anzianita' bisognerà restare in servizio 4 mesi in più atteso che il Decreto 16 Dicembre 2014 ha determinato in tale misura lo scatto per il triennio 2016-2018. 
*tratto da pensionioggi.it 

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sabato 21 marzo 2015

mar

21

2015

Allarme del Fondo Monetario Internazionale : "Crescita delle disuguaglianze colpa dei sindacati deboli". Potentati e Lobby sono nemici dei Sindacati  

Uno studio realizzato dal Fondo monetario internazionale ribadisce l'importanza di un forte potere contrattuale dei lavoratori per mantenere equilibri economici più sostenibili.


Assodipro Roma
IL SINDACATO, TRA L'ALTRO, HA SEMPRE AVUTO LA FUNZIONE DI RIEQUILIBRARE GLI ASSETTI SOCIALI ED ECONOMICI DI UN PAESE: UNA FUNZIONE NON GRADITA A MOLTI POTENTATI.

*ROMA - Il turbo capitalismo negli ultimi decenni ha potuto fare enormi profitti e concentrare enormi ricchezze nelle mani di un numero sempre più ristretto di persone grazie anche alla perdita di forza contrattuale da parte dei sindacati. E' la conclusione a cui è arrivato non un centro studi della sinistra radicale, ma una delle istituzioni più importanti del liberalismo e fautrice della globalizzazione come il  Fondo monetario internazionale.

Il declino del numero dei lavoratori iscritti ai sindacati spiega metà dell'aumento di 5 punti della concentrazione del reddito nel 10% più ricco della popolazione nei paesi avanzati tra il 1980 e il 2010, concludono le economiste del Fmi Florence Jaumotte e Carolina Osorio Buitron in una ricerca in via di pubblicazione. "L'indebolimento dei sindacati riduce il potere contrattuale dei lavoratori rispetto a quello dei possessori di capitale, aumentando la remunerazione del capitale rispetto a quella del lavoro" e porta le aziende ad assumere decisioni che avvantaggiano i dirigenti, per esempio sui compensi dei top manager", affermano le due studiose anticipando i risultati della ricerca sulla rivista dell'Fmi 'Finance & Development'.

Lo studio, intitolato 'Power from the people', esamina diverse misure dell'iniquità (dalla quota di reddito del 10% più ricco della popolazione all'indice di Gini) per i paesi ad economia avanzata. Anche considerando l'impatto della tecnologia, della globalizzazione,della liberalizzazione finanziaria e del fisco, i risultati confermano che "il declino della sindacalizzazione è fortemente associato con l'aumento della quota di reddito" nelle mani dei ricchi. Questa iniquità, ricorda ancora la ricerca, secondo recenti studi, può portare ad una crescita minore e meno sostenibile ed essere nociva per la società "perché consente ai più ricchi di manipolare in proprio favore il sistema economico e politico", come è emerso anche da uno studio del premio Nobel Joseph Stiglitz.
Le conclusioni del lavoro svolto sotto il patrocinio dell'Fmi sono state subito fatte proprie dai leader sindacali per rilanciare le loro posizioni. Secondo la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, "esce confermato lo straordinario bisogno di sindacato che hanno tutte le società moderne, non solo come elemento di regolazione e di tutela, ma come straordinario fattore di crescita, di eguaglianza, di salvaguardia materiale e di promozione dei diritti". "Penso che questo studio - ha proseguito - debba far riflettere i tanti sostenitori dell'inutilità della mediazione politica, economica e sociale svolta dai corpi intermedi". "Quando il sindacato è presente - ha concluso - i risultati in termini di protezione economica sono molto maggiori di qualsiasi altro strumento, sia esso il reddito di cittadinanza o il salario minimo deciso dalla politica".
"E' certamente positivo che anche il Fondo Monetario Internazionale riconosca il legame tra la sindacalizzazione, una migliore redistribuzione della ricchezza e l'equità dei sistemi economici", ha commentato da parte sua il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan, ricordando come l'aumento delle diseguaglianze non comporta "solo emarginazione ed esclusione sociale ma anche un ostacolo alla crescita economica complessiva". Il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha sottolineato infine come "da lungo tempo la Uil sostiene che c'è bisogno di più sindacato e di più contrattazione in Italia, in Europa e nel mondo. Il sindacato ha sempre avuto la funzione di riequilibrare gli assetti sociali ed economici di un paese: una funzione non gradita a molti potentati".
 
* tratto da repubblica.it



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venerdì 20 marzo 2015

mar

20

2015

Grande successo del Convegno di AS.SO.DI.PRO. Numerosi e autorevolissimi interventi di Politici e Giuristi. Flash NEWS, sul Convegno  

Roma 19 marzo 2015 - I NUOVI ORIZZONTI EUROPEI PER I DIRITTI DI TUTELA PROFESSIONALE DEL PERSONALE MILITARE.


Dopo l'intervento del Presidente Emilio Ammiraglia, coordinati da Antonella Manotti e Toni De Marchi, sono intervenuti, direttamente e tra gli altri il Sott. Segretario alla Difesa On. Domenico ROSSI, Elettra DEIANA, Prof. Pasquale DE SENA, Avv. Maurilia SCAMARDO studio Saccucci, T.Col. Guido BOTTACCHIARI Cocer A.M. , Senatrice Laura PUPPATO, Gianna FRACASSI - CGIL, On. Renata POLVERINI, Sen. Lorenzo BATTISTA, Sen. Maurizio GASPARRI vice pres. senato , il Capo di Stato Maggiore A.M. Pasquale PREZIOSA, con apprezzata sensibilità e cortesia istituzionale,  impossibilitato a partecipare ha mandato saluti e auguri di buon lavoro, lettera di CORDA e RIZZO del M5S.

In attesa di pubblicare i testi ed video di tutti gli interventi vi proponiamo alcunepillole di convegno “ tratte da alcuni dei numerosi, qualificati e interessanti interventi .
Sottosegretario Difesa Domenico Rossi : “ Il Ministero Difesa si pronuncerà sulla Riforma della Rappresentanza quando ci sarà un testo parlamentare; E’ chiaro che la R.M. così com’è non funziona ed è sicuramente da modificare”. Sugli effetti della sentenza della Corte Europea sui diritti sindacali ai militari saranno ascoltati, dalla commissione difesa, giuristi ed esperti.

Professor Pasquale De Sena ( ordinario di Diritto Costituzionale ) : Concordando con il parere espresso in commissione difesa dal Dott. Cataldi , dichiara “ La Sentenza della Corte Europea dei Diritti crea immediati effetti per lo stato condannato ed ha, contemporaneamente, effetti su tutti gli stati in quanto le sentenze CEDU diventano norme. Riguardo al ricorso di Assodipro alla CEDU ( sul mancato riconoscimento in Italia dei diritti sindacali ai militari ) non c’è alcun dubbio che la Corte Europea condannerà anche l’ Italia.

Senatrice Laura Puppato : “ Il paese non si è evoluto sui diritti; Nessuno deve essere escluso dalla Rappresentanza e la politica non può denegare, bisogna coniugare le esigenze di sicurezza ed i diritti sindacali ai militari concedendo libertà associativa e sindacali ai militari”.

Gianna Fracassi CGIL : “ non si può ne sottostimare ne sottovalutare la sentenza CEDU e c’è bisogno di continuare il processo di democratizzazione delle FF.AA. La CGIL sosterrà le richieste di diritti associativi – sindacali che vengono dal mondo militare”.

Renata  Polverini : “ Ricordando ed evidenziando la sua lunga esperienza sindacale – sindacalisti non ci si nasce ma ci si muore – ritiene che l’argomento dei diritti sindacali , per la sua importanza , vada affrontato da un intergruppo parlamentare che coinvolga anche le commissioni lavoro . Evidenzia che anche F.I. ha presentato testi di legge che concedono diritti associativi – sindacali che lei condivide e sostiene .  

 


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mar

20

2015

Pinotti: stop ai militari sulle navi mercantili  

Termina la “ fornitura “ di Militari , a basso costo e comunque vantaggiosa solo per le compagnie di trasporto marittimo.


Assodipro Roma
Termina la “ fornitura “ di Militari , a basso costo e comunque vantaggiosa solo per le compagnie di trasporto marittimo, rispetto a compagnie di sicurezza private,  fatta con una certa “ fretta politica “ ed in modo non troppo organizzato decisa con precedenti governi. Fretta politica e organizzazione tra le concause del caso Marò
Il Ministro Pinotti , alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato
  ha dichiarato :   «Intendiamo terminare l'impiego dei Nuclei militari di protezione imbarcati sulle navi mercantili italiane». informando che è stato deciso anche di terminare «la nostra partecipazione alla operazione antipirateria Nato». Lo stop, ha riferito Pinotti, è stato deciso considerando il positivo trend legato alla diminuzione degli attacchi dei pirati negli ultimi mesi e il perfezionamento delle procedure che consentono di ricorrere alla difesa dei mercantili con squadre fornite da compagnie private di sicurezza, nel pieno rispetto della normativa e dei regolamenti di pubblica sicurezza. Pertanto, ha spiegato il ministro, «l'attività dei Nuclei militari è già ora in via di riduzione e provvederemo nei prossimi mesi a chiudere quest'attività, anche mediante la modifica delle disposizioni normative che l'avevano avviata».
La Risoluzione per rimpatriare i marò
Il Governo, ha spiegato il ministro, ha ascoltato le più recenti deliberazioni del Parlamento, in particolare quelle che richiedevano di riesaminare le scelte relative alla nostra partecipazione alle attività di contrasto in relazione allo sviluppo nella vicenda dei Fucilieri di Marina. «D'altra parte - ha sottolineato - ritengo sia estremamente importante anche la Risoluzione approvata dal Parlamento europeo lo scorso 15 gennaio, con la quale si chiede di rimpatriare i due militari italiani e attribuire la competenza giurisdizionale del caso alle autorità italiane o a un arbitraggio internazionale, per trovare una soluzione ragionevole e accettabile per le parti coinvolte».


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mercoledì 18 marzo 2015

mar

18

2015

Roma, 19 Marzo 2015 Convegno di ASSODIPRO: I NUOVI ORIZZONTI EUROPEI PER I DIRITTI DI TUTELA PROFESSIONALE DEL PERSONALE MILITARE. Sala delle Bandiere, Parlamento Europeo,Via IV Novembre, 149  

Giovedì, 19 marzo 2015 dalle ore 09.30 alle 17.30. Importante Convegno con autorevoli esponenti politici, giornalisti, giuristi, appartenenti al mondo sindacale – associativo. INGRESSO LIBERO


Assodipro Roma
Convegno organizzato da ASSODIPRO :
I nuovi orizzonti europei per i diritti di tutela professionale del personale militare. Sala delle Bandiere, Parlamento Europeo – Ufficio d'Informazione in Italia Via IV Novembre, 149 – Roma

Giovedì, 19 marzo 2015 ore 9:30 - 17:30
Programma. Apertura dei lavori: ore 9:30
Moderatore:
Antonella MANOTTI – Direttrice de “Il Nuovo Giornale dei Militari” Relazione introduttiva Emilio AMMIRAGLIA Presidente ASSODIPRO.
Partecipanti: On. Domenico ROSSI, Sottosegretario di Stato alla Difesa; Sen. Felice CASSON, Vicepresidente Commissione Giustizia del Senato; On. Renata POLVERINI, Vicepresidente Commissione Lavoro; Sen. Laura PUPPATO, Membro Delegazione parlamentare italiana presso l'Assemblea del Consiglio d'Europa; On. Falco ACCAME, Ex Presidente Commissione Difesa ; Sen. Mario MORGONI, Commissione Territorio e Ambiente; Elettra DEIANA, Presidenza nazionale SEL; Jacques BESSY, Presidente ADefDroMil (Association de Défense des Droits des Militaires); Salvatore GARAU, A.F.eV.A. Sardegna Onlus; Daniele TISSONE, Segretario Generale Silp CGIL; Francesco ZAVATTOLO, Segretario Generale Ficiesse Chiusura dei lavori: ore 13:00  
Lunch
13:15 – 14:00
Apertura dei lavori: ore 14:15
TAVOLA ROTONDA Moderatore: Toni DE MARCHI – Giornalista Partecipanti: Gianna FRACASSI, Segretario Nazionale CGIL; Avv. Prof. Andrea SACCUCCI, Studio Saccucci Fares; Pasquale DE SENA, Professore di Diritto Internazionale; Ten. Col. Guido BOTTACCHIARI, Co.Ce.R Aeronautica. Commissioni Difesa di Camera e Senato: On. Elio VITO – Presidente Commissione Difesa; On. Massimo ARTINI – Alternativa Libera; Sen. Lorenzo BATTISTA - Gruppo Per le Autonomie; On. Rosa Maria VILLECCO CALIPARI - PD; On. Emanuela CORDA - M5S; On. Vincenzo D'ARIENZO – PD
Chiusura lavori ore 17.30

LEGGI LOCANDINA


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mar

18

2015

Difesa, lettera di un generale: non temo le guerre ma le congiure di Palazzo. Lettera aperta dal generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli. Di Toni De Marchi  

“ le sfide del momento (situazione internazionale, riforma dello strumento militare) non lo spaventano quanto “l’eventualità di lavorare in un clima non sereno, colmo di tensioni e di sospetti reciproci”


A cura di Toni De Marchi per ilfattoquotidiano.it
La carta intestata recita “Il Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa”, la data suona solenne, “Palazzo Caprara, 2 marzo 2015”. Datare da un palazzo fa sempre più impressione di un’anonima “Roma”. Chiunque può scrivere da Roma. Scrivere da un palazzo è privilegio dei re. Per cui uno resta un tantino sorpreso a scoprire che non di una missiva regale si tratta ma di
una plebea lettera aperta, non propriamente un sistema di comunicazione ortodosso all’interno di un organismo militare. Ci sono gli ordini del giorno, le circolari, oppure le riunioni riservate se c’è da veicolare qualche messaggio importante. Una lettera aperta la scrivono gli ambientalisti per salvare gli ultimi esemplari di tigre bianca, la scrivono i precari della scuola che da trent’anni aspettano un posto, la scrivono gli operai che rischiano di un fabbrica delocalizzata in Bulgaria. Insomma, è l’ultima risorsa dei disperati. Una lettera aperta è allo stesso tempo una denuncia e un grido di dolore. Pubblico, per di più. Non certo qualcosa che scrive un militare soprattutto non un generale che di solito sta zitto. Non a caso i francesi chiamano l’Armée la grande muette, la gande muta. Capirete così la mia sorpresa nel leggere questa inconsueta missiva firmata dal generale di squadra aerea Enzo Vecciarelli, neo nominato sottocapo di stato maggiore della Difesa. Destinatario del messaggio è il personale dello Stato maggiore. Doppia sorpresa perché la lettera descrive con franchezza inusuale una situazione all’interno dei vertici militari fatta di tensioni, sospetti, frizioni, competizioni corporative e personali, piccole e grandi congiure (di palazzo Caprara). Ne esce un’immagine ben diversa, profondamente diversa, da quella rassicurante delle dichiarazioni ufficiali, dei sorrisi delle parate e della retorica del sacrificio e del servizio. Che forse è vera per quelli che stanno in basso, ma è chiaramente una finzione ipocrita per i vertici. E non lo dico io, ma il generale Vecciarelli. Una lettera lunga: due intere pagine piuttosto fitte. Sentite cosa scrive. “Un periodo così carico di problematiche, acuite anche da frizioni interne, quale quello degli ultimi anni, non lo si era mai riscontrato prima e vederlo ancora protrarsi e aleggiare sulle nostre teste come una spada di Damocle, non mi lascia né tranquillo né indifferente”. Prosegue il generale che le sfide del momento (situazione internazionale, riforma dello strumento militare) non lo spaventano quanto “l’eventualità di lavorare in un clima non sereno, colmo di tensioni e di sospetti reciproci”. Niente male per qualcuno a cui hanno insegnato a essere una sola schiera, Una Acies come recita il motto dell’Accademia militare di Modena (va bene, lui è dell’Aeronautica, dove preferiscono gli eroi solitari, ma il concetto è quello). Prosegue Vecciarelli con una domanda retorica “Come affrontare le più insidiose sfide interne?”, alla quale risponde senza in realtà rispondersi: “ricordo i tempi … quando si attendeva che altri sbagliassero… per meglio criticare il loro operato”, “in tempi più recenti, ancora sotto gli occhi di tutti, per poter conseguire un sia pur velleitaria supremazia di una componente sull’altra, non si sono risparmiate energie nello sviluppare delle vere e proprie contrapposizioni interne più o meno manifeste, vincenti in qualche ambito, sicuramente perdenti nell’intero complesso dell’Organizzazione Difesa” (ah, la passione dei militari per le maiuscole, ndr) . Insomma, non c’è traccia di quella camaraderie che ci si aspetterebbe da un militare, quella di cui parla Stanley Kaufmann in una vecchia recensione del film “We Were Soldiers” pubblicata da New Republic, a proposito dei soldati in partenza per il Vietnam, dove “non potranno contare che uno sull’altro e nulla più quando precipiteranno all’inferno”. Chiede infine un impegno a superare le divisioni e a lavorare insieme ma avverte: “Aderire a questo impegno non ci renderà la vita più agevole, Coloro che contano di poter mantenere o conseguire rendite di posizione dall’attuale status quo non ci risparmieranno critiche e ostacoli”. Ci vorrebbe qualcuno capace fare un’analisi semantica profonda (e forse anche psicoanalitica) dell’inusitata lettera aperta. L’uso delle parole la dice lunga sul pensiero profondo dell’autore: “aleggiare come una spada di Damocle”, “tensioni e sospetti reciproci”, “insidiose sfide interne”, “velleitaria supremazia”: concetti e immagini che veicolano un clima di ansia, di feroci contrapposizioni, di scontri reali che mettono in pericolo l’efficienza stessa delle Forze armate. Altro che la pretesa scarsezza di risorse……
Clicca qui per leggere il testo completo ……


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domenica 15 marzo 2015

mar

15

2015

SINDACATO PER I MILITARI, ESPERTI DI DIRITTO IN COMM. DIFESA. Professor CATALDI: “lo Stato italiano tragga dalla sentenza CEDU tutte le conseguenze al fine di conformare l’ordinamento italiano.  

Cataldi : “anche gli art. 1476 e seguenti del codice dell’ordinamento militare italiano NON hanno questa idoneità, non bastano cioè a ritenere soddisfatte, nella specie, le esigenze dell’art. 11 CEDU “


ASSODIPRO ROMA : Non ci sono più alibi ! autorevoli esperti del diritto internazionale confermano che ai  militari dovranno essere riconosciuti i diritti sindacali/associativi. Ogni operazione di svuotamento o di travisamento delle sentenze Cedu  è per effetto di tali autorevoli pareri destinata alla sconfitta. Assodipro, informando il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio vigilera' affinché a prevalere sui diritti dei militari non siano gli interessi di chi si oppone ai cambiamenti.

Tratto dal nuovogiornaledeimilitari.com :  Diritti associativi per il personale militare: il parere del Prof. Cataldi reso in commissione Difesa.
Come è noto sono in discussione in Parlamento alcuni progetti di legge relativi alla riforma dello strumento di tutela professionale del personale e sul riconoscimento della libertà di associazione nell'ambito delle forze armate; materia su cui sono intervenute recentemente due importanti sentenze della Corte di Strasburgo, con cui è stata sanzionata la legislazione francese (Matelly vs France (no. 10609/10) e Adefdromil vs France (no. 32191/09)), per il divieto imposto ai militari francesi di costituire associazioni professionali.
 
La Commissione Difesa della Camera ha deliberato di istituire un comitato ristretto per il seguito dell’iter della varie proposte di legge, in sede referente e, alla luce delle recenti sentenze della della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU), in considerazione del fatto che queste presentano profili assai delicati e rilevanti anche per l'Italia, ha convenuto, di audire informalmente docenti universitari ed esperti
Tra i primi esperti è stato audito il prof. Giuseppe Cataldi, Ordinario di diritto internazionale all'Università degli studi di Napoli "L'Orientale", a cui abbiamo chiesto di divulgare il suo parere che - trattandosi purtroppo di audizioni informali - non è pubblicato negli atti parlamentari. Resta l'interrogativo del perchè, su una materia così importante e dato il livello degli esperti, non si sia proceduto a rendere pubbliche le audizioni.



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sabato 14 marzo 2015

mar

14

2015

Diritti Sindacali per i Militari. Audizioni “ informali “ (!) di docenti ed altri esperti , in Commissione Difesa. Giuseppe Cataldi, Giovanni Guzzetta.  

Dopo la Sentenza della Corte Europea, che condanna i Paesi che NON concedono Diritti Sindacali ai Militari e con il prossimo giudizio della CEDU sul ricorso di Assodipro , la Comm. Difesa ascolta pareri di esperti sugli effetti della sentenza.


Assodipro Roma. 
Con la formula “ audizioni informalidella quale non restano atti o resoconto pubblico ! la Commissione Difesa inizia il ciclo di audizioni sugli effetti della sentenza della Corte Europea Diritti Uomo ( CEDU ) che condanna i paesi che NON concedono DIRITTI SINDACALI per i Militari. 
La stessa corte dovrà esaminare, tra non molto , anche il ricorso di Assodipro sullo stesso tema e si prevede una condanna anche per l’ Italia se non si adegua alle norme – leggi - convenzioni e sentenze europee sui DIRITTI per i MILITARI. 
Il Giudizio della  CEDU è chiaro :  NON PUO’ ESSERE NEGATO AI MILITARI IL DIRITTO DI COSTITUIRE ASSOCIAZIONI SINDACALI e gli Stati Europei , firmatari di Convenzioni Internazionali, possono solo REGOLAMENTARE L’ESERCIZIO  di tale DIRITTO. 

Commissione Difesa Camera , Mercoledì 11 Marzo AUDIZIONI INFORMALI: Audizione di Giuseppe Cataldi, professore ordinario di diritto internazionale presso l'Università degli Studi «L'Orientale» di Napoli, e di Giovanni Guzzetta, professore ordinario di diritto pubblico presso l'Università degli Studi «Tor Vergata» di Roma, nell'ambito dell'esame delle proposte di legge C. 1963 Scanu, C. 1993 Duranti, C. 2097 D'Arienzo, C. 2591 Corda,C. 2609 Cirielli, C. 2679- Governo, C. 2748 Petrenga e C. 2776 Palmizio, recanti «Disposizioni in materia di rappresentanza militare»
Perché un audizione informale sul tema dei DIRITTI ? Nel Rispetto dell’informazione, come ASSODIPRO, chiederemo agli illustri e competenti professori “ auditi “ , il contenuto della loro audizione.


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giovedì 12 marzo 2015

mar

12

2015

CoCeR Aeronautica chiede diritti di rappresentanza militare in linea con le convenzioni europee e con le sentenze della CEDU che riconoscono ai MILITARI il DIRITTO di costituire SINDACATI.  

Per il CoCeR Finanza o si cambia in senso sindacale o nessuna riforma. Duranti e Piras ( SeL) “ diritti sindacali ai militari nel rispetto delle sentenze della Corte Europea”.


Clicca qui per leggere la delibera del CoCeR Aeronautica Militare “ Tutela del personale militare delle Forze Armate; Sentenze della corte Europea “ .

Clicca qui per leggere, dal sito ficiesse.it : RAPPRESENTANZA MILITARE: PER I FINANZIERI MEGLIO NIENTE CHE UNA “RIFORMA” IMPOSTA DALLE SOLE ESIGENZE DELLA DIFESA.

Difesa, Sel: pieni diritti sindacali per lavoratori forze armate
"Sinistra Ecologia Libertà è per la riforma della rappresentanza militare che vada nel senso indicato dalla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, ovvero il pieno riconoscimento del diritto dei lavoratori delle Forze Armate italiane all'associazione sindacale, fatti salvi i doverosi limiti al diritto di sciopero da prevedere in un comparto così delicato come quello della difesa nazionale". Lo affermano i componenti di Sel in commissione Difesa Donatella Duranti e Michele Piras. "Le audizioni di oggi in Commissione Difesa - proseguono i due esponenti di Sel - hanno chiarito l’orientamento della Corte Europea e segnalato la differenza che intercorre fra una versione soft, che riconoscerebbe il mero diritto d'associazione, la linea della maggioranza di governo, e il pieno riconoscimento del diritto al sindacato contenuto nella nostra proposta di legge. Le indicazioni della sentenza della Corte europea non possono che essere accolte dal legislatore italiano. Lanciamo un appello a tutte le forze politiche affinché l’Italia si uniformi a quanto disposto in sede UE. Anche i nostri lavoratori delle Forze Armate hanno il diritto di crearsi il proprio sindacato".



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martedì 10 marzo 2015

mar

10

2015

Le "Frecce Tricolori" troppo costose; è bene che qualcuno "Paghi per il meraviglioso spettacolo"  



Roma, Italia - Gli aerei della pattuglia acrobatica alla ricerca di sponsor
Tratto da avionews.it : Con un annuncio pubblicitario e un'intervista apparsi nella giornata di ieri (8 marzo 2015) sulle pagine di due noti quotidiani italiani, le "Frecce Tricolori" ed il generale di Brigata aerea Roberto Di Marco hanno lanciato un accorato appello: perché gli aerei della pattuglia acrobatica continuino a volare, c'è il bisogno di trovare dei finanziatori.
L'invito è rivolto ad imprese, aziende e persino alle istituzioni che potranno sponsorizzare gli spettacoli delle "Frecce", approfittando così di una maggiore visibilità nel corso della manifestazione che si terrà il 5 ed il 6 settembre 2015 nei cieli della base di Rivolto (Udine). L'occasione è il 55° anniversario della fondazione della Pattuglia acrobatica .
Fra i primi ad aderire a questa iniziativa, il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani (Pd) e l'azienda di comunicazioni "Fastweb".
La ricerca di sponsor non deve affatto scandalizzare: in tempi di crisi economica e di tagli alle forze armate, i finanziatori privati sono una pratica consolidata anche nel resto del mondo occidentale; basti pensare alle parate del "Giorno delle Forze Armate" in America.
Lo spettacolo offerto dalle "Frecce Tricolori" costituisce perciò un biglietto da visita a cui l'Italia non può assolutamente rinunciare.


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