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sabato 31 gennaio 2015

gen

31

2015

SERGIO MATTARELLA è il nuovo presidente della Repubblica. Auguri di Assodipro con l’auspicio che sia anche il Presidente del rinnovamento e dei diritti per i militari.  

Tra i suoi tanti incarichi politici e istituzionali, Sergio Mattarella fu ministro Difesa dal 1999 al 2001 avendo capo di gabinetto Giampaolo Di Paola e capo stato maggiore Mario Arpino


Assodipro Roma 
Alcuni punti che riassumono la carriera politica di Mattarella e la dichiarazione di chi non lo ha votato. Sergio Mattarella e uranio impoverito, da ministro non negò. Lo dicono i verbali 
 
Proprio lui, quello del Mattarellum Il cosiddetto Mattarellum, la legge elettorale precedente al Porcellum, porta la sua firma, in qualità di relatore del provvedimento in Parlamento. Il Mattarellum è stata la prima legge ad assegnare una quota di seggi con il metodo maggioritario, attraverso l’introduzione dei collegi uninominali. 
Quel no alla Legge Mammì Nel 1990, Mattarella si dimise da ministro dell’Istruzione del governo Andreotti come gesto di dissenso rispetto all’approvazione dellaLegge Mammì che allora sanava di fatto la posizione delle televisioni private di Silvio Berlusconi nel sistema radio-televisivo.
Un cognome "pesante" Sergio Mattarella è figlio di Bernardo Mattarella, importante esponente della Dc in Sicilia nel secondo Dopoguerra, sette volte ministro della Repubblica. Anche lui, come il figlio, molto vicino alla corrente di Aldo Moro. 
La primavera di Palermo e il sostegno a Leoluca Orlando Nei primi anni 80 è stato tra i promotori della primavera di Palermo, il periodo della storia del capoluogo siciliano caratterizzato dal fiorire di iniziative e incontri per sensibilizzare la cittadinanza contro il fenomeno mafioso. Nel pieno di questa fase è stato tra i principali sostenitori della candidatura di Leoluca Orlando a sindaco della città. 
La crisi nei Balcani e il bombardamento in Serbia e Kosovo Da vicepresidente del Consiglio a ha affrontato nel 1999 la crisi scoppiata nei Balcani che ha fatto scattare il sostegno italiano ai bombardamenti contro la Serbia e Kosovo.
La fine della naja Nel 2000, sempre in qualità di Ministro della Difesa, ha firmato il provvedimento di sospensione del servizio militare obbligatorio. 
La "maledizione" della quarta votazione; Nel 2011, quando il Parlamento è stato chiamato a nominare un nuovo giudice Costituzionale, trovato il consenso su Sergio Mattarella, l’aula non è riuscita a raggiungere i voti necessari nelle prime tre votazioni. Soltanto alla quarta, con il quorum ridotto da 2/3 a 3/5 Mattarella è riuscito a strappare la votazione anche se con un solo voto di scarto. 
Nessuna dichiarazione dal febbraio 2008 :Di carattere molto riservato, negli archivi Ansa non risulta alcuna dichiarazione dal febbraio del 2008.

Commento di  Luca Frusone ( M5S ) Commissione Difesa sull’elezione di Mattarella  ·  Oggi è tutto uno scrivere su chi ha vinto, chi ha fatto cosa, chi ha tradito chi, cosa succederà e cosa cambierà. I più lecchini parlano anche di grande vittoria di Renzi. Certo hanno trovato il candidato giusto, ma non lo ha trovato Renzi, gli è stato suggerito o forse imposto. 
Mattarella è un nome ormai dimenticato da molti che non desta preoccupazioni grazie a quel virus italico che resetta la memoria ogni 2 o 3 anni e quindi è buono per l'opinione pubblica che vuole un rottamatore che però pesca alla grande nella Democrazia Cristiana. Piace a sinistra e quindi non c'è stato il rischio di franchi tiratori. Piace a Berlusconi, non tanto per il ruolo che va a ricoprire ma per quello che lascia libero: ora serve un altro giudice alla Corte Costituzionale per decidere sulla legge Severino che tiene Berlusconi fuori dai giochi. Il Movimento in tutto questo non è stato a guardare, semplicemente i giochi erano già fatti. Noi semplicemente non avevamo nulla da offrire visto che i numeri ce li avevano e non abbiamo nulla da chiedere perché il gioco delle poltrone non ci appartiene. L'unica cosa che avevamo da offrire era un nome venuto fuori dalla partecipazione dei cittadini ma né a Renzi né a Berlusconi era utile, anzi dannoso. 
Io cosa accadrà non lo so proprio dopo questo teatrino. Posso solo dare elementi per ragionare a posteriori. 
Il Presidente della Repubblica è arbitro e garante della Costituzione quindi dovrà :
1- Far lavorare il Parlamento e bloccare tutti quei decreti che non hanno urgenza 
2- Bloccare la nuova legge elettorale che ha gli stessi vizi di incostituzionalità del porcellum 
3- Ridurre immediatamente le spese per il Quirinale e rendere tutto trasparente 
4- Coinvolgere il Parlamento nel libro bianco della difesa
 
Sono pochi punti e per il momento potrei anche accontentarmi di questo. Vedremo nelle prossime settimane cosa accadrà. Portare avanti questi 4 punti sarebbe già un segnale di discontinuità con Napolitano. Il tempo ci darà le risposte

clicca per leggere articolo del fatto quotidiano.it Sergio Mattarella e uranio impoverito, da ministro non negò. Lo dicono i verbali 



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giovedì 29 gennaio 2015

gen

29

2015

ASSODIPRO Associazione fondata a Roma il 22/05/1992. ISCRIVITI per i tuoi Diritti. Più è forte l’ associazione più è forte il tuo diritto ad essere tutelato e rappresentato  



AS.SO.DI.PRO - CHI SIAMO E COSA FACCIAMO AS.SO.DI.PRO. Associazione fondata a Roma il 22/05/1992 con atto costitutivo del Dr. Achille de Martino, Notaio in Roma Repertorio n° 141230 - Raccolta n° 18662 - Registrato a Roma Atti Pubblici il 29/05/1992 Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con Decreto n. 94/II/2005 del 25/07/2005, ha registrato l'iscrizione della nostra Organizzazione Associativa nel Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale, ai sensi e per gli effetti della Legge 7 dicembre 2000 n. 383, al n° 101
CHE COS'E' l’ASSOCIAZIONE
E' un’Associazione indipendente. apartitica e senza fini di lucro le cui finalità principali e attività, si fondano sui dettati costituzionali e sui diritti fondamentali da essa garantiti.
GLI OBIETTIVI
Operare in difesa del pieno esercizio dei diritti individuali e collettivi del personale militare in servizio e in quiescenza e sviluppare l’attivo intervento dei cittadini alla vita e al progresso civile e sociale, sulla base di principi di democrazia, uguaglianza e partecipazione….. …. 
 
TUTTI I CITTADINI, a prescindere dalla attività lavorativa o professione, POSSONO ISCRIVERSI. 
 
                                                        L’IMPORTANZA DI ISCRIVERSI 
 Più è forte l’ associazione più è forte il tuo diritto ad essere tutelato e rappresentato. 
NUOVE ISCRIZIONI E RINNOVI ANNO 2015 : I nuovi soci che non hanno strutture territoriali di riferimento ( Sezioni – Unità Coordinate ) potranno iscriversi con versamento unico di  30 o 40 euro ( comprende la fornitura opzionale del Nuovo Giornale dei Militari  Pdf  o cartaceo ). 
Per i soci già iscritti presso le strutture territoriali del sodalizio le procedure di iscrizione vanno perfezionate presso le stesse. ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA’ DIRITTO E PROGRESSO , sede legale , via Palestro 78 , 00185 Roma 
PER ISCRIVERSI versare la quota annua ( 30 o 40 euro ) sul c.c. postale  88945001  - IBAN  IT66Y 0760103200 000088945001 Intestato ad Assodipro , via Palestro 78, 00185 Roma 

Ulteriori eventuali info su www.militariassodipro.org
 
Clicca per ulteriori informazioni e come ISCRIVERSI 


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mercoledì 28 gennaio 2015

gen

28

2015

ASSODIPRO PARTE CIVILE AL PROCESSO “ MARINA 2 “ a Padova. Rinviati a Giudizio i vertici della MARINA MILITARE per le VITTIME causate dall’ AMIANTO. Resoconto.  

ASSODIPRO è DIRITTI E TUTELE : si invitano tutti coloro che necessitano di consigli, su come procedere per eventuali richieste di Risarcimento e Riconoscimento, a contattare l’Associazione .


a CURA di ASSODIPRO Taranto

     Padova 16/12/2014 – Rendiconto dell’ultima udienza preliminare relativa al processo M.M.2 per le Vittime dell’Amianto del personale della Difesa in particolare modo della Marina Militare..     
Martedì 16/12/2014 l’Associazione è stata impegnata presso il Tribunale di Padova (ben supportata dagli Avvocati Fornari-Belmonte del Foro di Taranto) in particolare modo nell’ultima udienza del processo che vede imputati i vertici della Marina Militare Italiana per le numerosissime Vittime causate dall’Amianto fra le file dei lavoratori Civili e Militari con problematiche sanitarie causate dall’Amianto.
    
In detta udienza la Dott.ssa Brunelli oltre che a confermare la legittimità di Costituzione di Parte Civile di Assodipro, ha disposto il rinvio a Giudizio di tutti gli Ammiragli imputati davanti il Tribunale Monocratico di Padova Dott. Bitozzi per l’udienza del 25/05/2015.   
  
Purtroppo alcune posizioni di parti offese sono state dichiarate prescritte ed     esattamente i decessi avvenuti in epoca precedente il 07/10/2003 e le malattie (lesioni colpose) diagnosticate prima del 16/06/2007. Inoltre il Ministero Difesa si è costituito in qualità di responsabile civile a seguito delle nostre citazioni. Come si evince i nostri rappresentanti legali continueranno l’impegno egregiamente ai fini dei Diritti dei Ricorrenti del Comparto Difesa e Vittime inconsapevoli dell’Amianto.

Gli studi epidemiologici parlano chiaro e parlano di morti.
Ad eccezione degli arti, l’amianto provoca tumori e malattie in moltissimi organi del corpo: al Mesotelio, al Polmone, alla Laringe, all’Ovaio, alla Faringe, allo Stomaco e al Colon Retto.
La Difesa Nazionale, in particolare della Marina, militari e civili, il Comparto delle Costruzioni e, molte, molte donne il 35%, vittime di esposizioni ambientali e familiari attualmente escluse da qualsiasi tutela risarcitoria.
E’ stato fatto presente che il rapporto fra mesoteliomi e tumori del polmone asbesto correlati, a livello di popolazione, viene scientificamente stimato intorno ad 1:1 e che nelle zone o siti con maggior gettito di mesoteliomi (es. Industriali o Militari) questo rapporto può arrivare sino a 1:10.
Dati ancora fortemente sottostimati, nonostante la meritoria attività di rilevazione del Registro Regionale dei Mesoteliomi, dovuti alla sistematica sottorilevazione del danno da parte del comparto sanitario che, preferiamo pensare, non sa che è obbligatorio segnalare una qualsiasi Malattia Professionale, ancorchè sospetta al Registro Nazionale delle Malattie Professionali in capo all’INAIL e, in caso di Mesoteliomi, anche al ReNam. Dell’incidenza dei tumori da asbesto sugli altri organi bersaglio, invece, non si sa nulla. Una sottorilevazione che di fatto preclude anche l’avvio dell’iter di riconoscimento e risarcitorio.

Le questioni poste sul tavolo sono tante, riassunte dal tema cruciale posto a titolo dell’evento “AMIANTO, la mancata affermazione del diritto all’ambiente di vita e di lavoro salubre, alla previdenza, alla prevenzione primaria, alla diagnosi precoce, alla ricerca e alla cura. E’ solo un problema di mancanza di risorse? 4000 morti all’anno, 11 al giorno, non si cancellano tacendo!”.

Per evitare speculazioni, per evitare nuove esposizioni e dunque nuovi malati, per generare lavoro, pulito, sicuro e svolto in sicurezza e per non abbandonare chi ha una bomba ad orologeria nel corpo, possibile! Così come è possibile riconoscere i “Risarcimenti Previdenziali”, ora negati ai lavoratori ingannati o dimenticati, ed estendere ai cittadini l’indennizzo del Fondo Vittime dell’Amianto!
Ma è necessario un nuovo approccio culturale unitario e partecipativo che crei una rete tra sensibilità e competenze, una nuova Governance  forte e coesa, tra i Decisori, le Parti sociali e le Associazioni delle Vittime che sia in condizione di dare risposte concrete alle vittime, ai lavoratori, ai cittadini e ai territori attraverso un percorso di programmazione virtuoso e coerente che generi, tra tanti obiettivi raggiungibili, lavoro pulito, sicuro e svolto in sicurezza. Uniti si può.

Un incontro con gli Enti Comuni, Province e Regioni con il quesito in merito visto il problema allegando al seguito la relazione dell’Avvocato Fornaro al meeting di Roma.
Pertanto si invitano tutti coloro che necessitano di consiglio come procedere per eventuali richieste di Risarcimento e Riconoscimento di contattare l’Associazione come segue: Associazione Solidarietà Diritto e Progresso  Via Genova, 44     74121     TARANTO    Telefax: 099/2217828      
Taranto Gennaio 2015
   
Firmato
Il Presidente della Sezione di Taranto Sergio Longo




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gen

28

2015

Falco Accame sulla vicenda Marò: LA SVENDITA DELLA FONTANA DI TREVI A ROMA E LA SVENDITA DELLE ACQUE INTERNAZIONALI IN INDIA. Il dato Falso sulla posizione della nave.  

Lettera senza risposta scritta al presidente Napolitano : “ la nave Lexie, con i marò, si trovava a 22, 5 miglia dalla costa e NON a 33 miglia come apparso sul comunicato del Ministero Difesa”


A cura di Falco ACCAME : “ C’è chi ha tentato di vendere la fontana di Trevi e c’è chi ha tentato, e finora ci è riuscito, di vendere le acque internazionali. Truffe tentate e truffe riuscite. La questione riguarda la vicenda dei Marò e dei due pescatori indiani uccisi e la nave Lexie. La nave Lexie si trovava vicino all’India, nelle sue “acque contigue”, e precisamente a 20,5 miglia da terra (le acque contigue si estendono fino a 24 miglia da terra – vedi Convenzione di Montego Bay, art. 33). 
Ma c’è chi ha fatto passare la posizione della nave, con un incredibile “salto in lungo sulla carta nautica”, – evidentemente uno spericolato topo d’ufficio – di ben 10 miglia, facendo così credere all’opinione pubblica italiana che la nave si trovasse in “acque internazionali”. Se la vendita della fontana di Trevi non andò in porto, la vendita delle acque internazionali al pubblico italiano, invece, è andata in porto, e dopo quasi tre anni, quanto affermato nel comunicato nel Ministero della Difesa non è stato ufficialmente smentito. Non dovrebbe essere “dimenticato” chi ha concepito un simile falso. Infatti per l’India, la quale ha proclamato una sua zona contigua di 24 miglia e una sua zona ZEE di 200 miglia, le acque internazionali (“alto mare” per la Convenzione di Montego Bay) iniziano al di là delle 200 miglia dalla costa. Il Nucleo di Protezione, in base a quanto stabilito dalla legge antipirateria 130/2011, può svolgere azioni di fuoco solo in “acque internazionali”. Il problema tocca, ovviamente, la questione della “giurisdizione”. 
Falco ACCAME ha scritto anche al presidente Napolitano dopo il discorso di fine anno : “ la nave Lexie, con i marò, si trovava a 22, 5 miglia dalla costa e NON a 33 miglia come apparso sul comunicato del Ministero Difesa del 15 febbraio 2012 . Questo è un falso assoluto che ha condizionato tutta l’impostazione giuridica della vicenda in Italia facendo credere che la Lexie NON si trovasse in acque contigue ( dove l’ India poteva far valere le sue leggi ) ma in acque internazionali
Ritengo inaccettabile affermare che la nave si trovasse in acque internazionali , requisito indispensabile per affinchè in base agli accordi tra Confitarma e Ministero Difesa il personale del nucleo di protezione potesse intervenire… 
 
Clicca qui per leggere il comunicato integrale di Falco ACCAME

 Clicca per leggere il comunicato del Febbraio 2012 







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martedì 27 gennaio 2015

gen

27

2015

DIRITTI DI RAPPRESENTANZA SINDACALE PER GLI APPARTENTI ALLE FORZE ARMATE: In Commissione Difesa si valutano le proposte sul SINDACATO PRE I MILITARI. Audizioni di esperti, docenti e comitato ristretto  

Saranno ascoltati : Ferdinando IMPOSIMATO, Ignazio Francesco CARAMAZZA, Giuseppe CATALDI, Andrea DEFFENU, , Pasquale DE SENA e Giovanni GUZZETTA, nonché i rappresentanti del COCER-Interforze.


a cura di Assodipro Roma
26 Gennaio 2015 La seduta comincia alle 14.15. Disposizioni in materia di rappresentanza militare.
C. 1963 Scanu, C. 1993 Duranti, C. 2097 D'Arienzo, C. 2591 Corda, C. 2609 Cirielli, C. 2679-nonies Governo, C. 2748 Petrenga e C. 2776 Palmizio.

(Seguito dell'esame e rinvio – Abbinamento della proposta di legge C. 2776).   
La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti in titolo, rinviato nella seduta del 15 gennaio 2014.  
Elio VITO, presidente, avverte che è stata assegnata alla Commissione la proposta di legge C. 2776, a prima firma dell'onorevole Palmizio, che, vertendo sull'identica materia delle proposte di legge già all'ordine del giorno della Commissione, è stata ad esse abbinata.
  Ricorda, quindi, che la seduta di oggi è stata convocata per consentire alla relatrice di riferire sulla proposta di legge da ultimo abbinata, fermo restando che la Commissione ha già deliberato di proseguire la discussione nell'ambito di un comitato ristretto appositamente nominato.
  Precisa che i lavori del comitato ristretto inizieranno non appena svolte le ulteriori audizioni informali che sono state programmate dall'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, per permettere alla Commissione di acquisire elementi di conoscenza e di riflessione in merito alla eventuale rilevanza per l'ordinamento italiano dei principi stabiliti dalle due sentenze emesse dalla Corte europea dei diritti dell'uomo in relazione ai ricorsi «Matelly vs Francia» (ricorso n. 10609/10) e «Adefdromil vs Francia» (ricorso n. 32191/09), concernenti il divieto di costituire sindacati all'interno delle Forze armate francesi.

Rosa Maria VILLECCO CALIPARI
(PD), relatore, riferendo sulla proposta di legge C. 2776 Palmizio, rileva che anche questa, nel riformare l'attuale normativa sugli organismi della rappresentanza militare, stabilisce – analogamente ad altre proposte di legge sulle quali ha già riferito – il principio generale in base al quale gli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare hanno il diritto di associarsi in sindacati e in organizzazioni professionali.
  In premessa, osserva, che la proposta di legge reca una serie di disposizioni volte a definire le caratteristiche delle nuove organizzazioni sindacali, con particolare riferimento alle facoltà e ai limiti dell'azione sindacale; definisce i compiti affidati ai rappresentanti sindacali dei militari e le attività di competenza dei sindacati nazionali delle Forze armate e dei Corpi di Polizia ad ordinamento militare; e dispone l'abrogazione di una serie di articoli del codice dell'ordinamento militare ritenuti non più compatibili con il nuovo assetto della rappresentanza militare delineato dalla proposta di legge. Al riguardo, rileva che, a fronte di queste abrogazioni delle disposizioni incompatibili con la nuova disciplina, la proposta di legge non prevede l'inserimento delle nuove disposizioni all'interno del codice dell'ordinamento militare, come invece appare opportuno.
  Passando, quindi, ad illustrare nel dettaglio l'iniziativa legislativa, osserva che, per quanto concerne le disposizioni riguardanti più direttamente l'attività sindacale degli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare, l'adesione sindacale viene dichiarata libera, volontaria e individuale (articolo 1).
A loro volta, è previsto che i sindacati sono diretti e rappresentati, ciascuno nel proprio ambito di competenza, da appartenenti all'Esercito, all'Aeronautica militare, alla Marina militare, all'Arma dei carabinieri e al Corpo della Guardia di finanza, in attività di servizio o comunque assoggettabili ad obblighi di servizio.
Inoltre è contemplata la facoltà per i sindacati e le organizzazioni professionali di coordinarsi tra loro e di avere relazioni di carattere organizzativo anche con associazioni sindacali di altre categorie di lavoratori.

Quanto ai compiti affidati ai rappresentanti sindacali dei militari, la proposta di legge prevede espressamente che ai medesimi spetti: la trattazione della tutela individuale e collettiva dei militari; la formulazione di pareri e proposte su leggi e regolamenti; la facoltà di essere ascoltati dalle Commissioni parlamentari e dai Ministri di riferimento. È previsto inoltre l'autofinanziamento tramite il contributo degli iscritti, in base alle modalità previste dalla legge o dalla contrattazione nazionale, nonché la possibilità di fornire consulenza agli organismi delle rappresentanze unitarie di base, sia in fase di predisposizione delle piattaforme contrattuali, sia in fase di contrattazione e concertazione ai vari livelli. ( segue illustrazione della proposta della quale abbiamo pubblicato articolo sul nostro sito pochi giorni fa) . Conclude, quindi, auspicando che la Commissione possa svolgere quanto prima le audizioni informali previste dall'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, per approfondire la questione della potenziale incidenza sull'ordinamento italiano delle sentenze due della Corte europea dei diritti dell'uomo già citate dal presidente, in modo che il comitato ristretto possa poi iniziare i propri lavori. Chiede quindi al presidente di conoscere la composizione del comitato ristretto e i nominativi dei soggetti indicati dai gruppi per le audizioni informali. Elio VITO, presidente, chiarisce che l'ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, su indicazione di questi ultimi, ha convenuto, al momento, di audire informalmente i seguenti docenti universitari ed esperti: Ignazio Francesco Caramazza, Giuseppe Cataldi, Andrea Deffenu, Ferdinando Imposimato, Pasquale De Sena e Giovanni Guzzetta, nonché i rappresentanti del COCER-Interforze.
Quanto alla composizione del comitato ristretto, avverte che al momento ne fanno parte, oltre al presidente e alla relatrice, i deputati Carlo Galli, Francesco Saverio Garofani, Vincenzo D'Arienzo, Valeria Valente, Paolo Bolognesi, Gianluca Rizzo, Emanuela Corda, Andrea Causin, Giovanna Petrenga, Donatella Duranti, Marco Marcolin, Gaetano Nastri e Massimo Artini.
  Quindi, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.
  La seduta termina alle 14.25.


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lunedì 26 gennaio 2015

gen

26

2015

LE DONNE NON SI PICCHIANO! Il Ten. Col. Dell’ Aeronautica LOMBARDINI Roberto, del 2° Reparto Genio di Ciampino, interviene per difendere una ragazza aggredita e viene colpito dall’aggressore .  

L’ufficiale del 2° Reparto Genio di Ciampino ferma un aggressione ad una donna ma rimane colpito dall’aggressore subendo una frattura scomposta dello zigomo con 40 giorni di prognosi.


A cura di Assodipro Roma
Roma, alcuni giorni fa; Il  Ten. Col. dell' Aeronautica Militare,  Lombardini  Roberto , del 2° Reparto Genio di Ciampino, stava percorrendo viale san giovanni bosco a bordo della sua auto quando notava sul marciapiede, all’altezza del numero civico 20, due giovani, un ragazzo ed una ragazza a piedi.
Notava che il ragazzo stava ripetutamente colpendo la ragazza con calci e pugni al corpo, rallentava ed accostandosi urlava per distogliere l’aggressore dalla sua azione di pestaggio : “ non lo sai che le donne non si picchiano ? “ .
In effetti il tentativo di interrompere il pestaggio era riuscito ma il teppista si è diretto verso il T. Col.  Lombardini, che era sceso dalla sua auto per sincerarsi delle condizioni della ragazza aggredita, e lo ha aggredito proditoriamente, dopo aver detto “ fatti i c… tuoi “,  con una testata allo zigomo che procurava una copiosa e immediata perdita di sangue.

Rimasto tramortito e ferito, riusciva solo a vedere  l’aggressore che trascinava via la ragazza per un braccio allontanandosi in direzione San Giovanni Bosco verso la chiesa. 
Alcuni passanti hanno chiamato Carabinieri e 118 che sono prontamente intervenuti.
L’ufficiale che ha compiuto il bel gesto di fermare una vile aggressione è stato ricoverato presso l’Ospedale San camillo ed è stato operato d’urgenza per la frattura scomposta dello zigomo con una prognosi di 40 giorni.
Sono in corso indagini per identificare l’autore della duplice aggressione.

L’episodio conferma, ancora una volta, come il personale militare, anche in borghese e libero dal servizio, in adempimento del giuramento prestato, è sempre pronto ed  in ogni occasione a difendere i cittadini e la comunità.


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gen

26

2015

Dalla Grecia, culla della DEMOCRAZIA, arriva un vento nuovo per l’ Europa? La vittoria della Sinistra di Alexis Tsipras. Con quale programma ha vinto? Quali i punti su Difesa, Sicurezza ed Economia  

Nonostante i timori il popolo greco ha reagito e risposto con la massima espressione di democrazia : IL VOTO POLITICO.


A cura di Assodipro Roma “Il nostro sistema politico non si propone di imitare le leggi di altri popoli: noi non copiamo nessuno, piuttosto siamo noi a costituire un modello per gli altri. Si chiama democrazia, poiché nell’amministrare si qualifica non rispetto ai pochi, ma alla maggioranza” Pericle , discorso riportato in Tucidide. Vittima delle politiche economiche europee le GRECIA, culla della DEMOCRAZIA(  La democrazia ateniese  è la prima forma di governo democratico attestata nella storia occidentali . Imitato da altre città, il sistema ateniese prevedeva che un limitato numero di cittadini, adulti e di sesso maschile, dai 30.000 ai 50.000 su una popolazione di 250/300.000, potesse proporre disegni di legge e votare quelle di iniziativa di un organo esecutivo, anch'esso selezionato tra la popolazione) reagisce dando la fiducia alla sinistra di Alexis Tzipras dopo che una casta di politici corrotti  e servi dei poteri forti, nazionali ed internazionali, l’ha messa in ginocchio con una macelleria sociale applicata a milioni di persone. 
Nonostante i timori e le pressioni dei vertici della politica europea, della Banca Europea e delle lobby economiche, che non gradivano assolutamente la politica come proposta da Syryza, il popolo greco ha reagito e risposto  con la massima espressione di democrazia : IL VOTO POLITICO su un programma politico proposto, cosa non accaduta in Italia negli ultimi governi ( Monti – Renzi ).

Vi proponiamo il  programma politico di Syryza in tutti i suoi punti , con evidenziati alcuni punti  in tema di Sicurezza – Difesa , Politiche Sociali ed Economiche:

1.
Realizzare un audit del debito pubblico. Rinegoziare gli interessi e sospendere i pagamenti fino a quando l’economia si sarà ripresa e tornino la crescita e l’occupazione.
2. Esigere dalla Ue un cambiamento nel ruolo della Bce perché finanzi direttamente gli Stati e i programmi di investimento pubblico.
3. Alzare l’imposta sul reddito al 75% per tutti i redditi al di sopra di mezzo milione di euro l’anno.
4. Cambiare la legge elettorale perché la rappresentanza parlamentare sia veramente proporzionale.
5. Aumento delle imposte sulle società per le grandi imprese, almeno fino alla media europea.
6. Adottare una tassa sulle transazioni finanziarie e anche una tassa speciale per i beni di lusso.
7. Proibire i derivati finanziari speculativi quali Swap e Cds.
8. Abolire i privilegi fiscali di cui beneficiano la Chiesa e gli armatori navali.
9. Combattere il segreto bancario e la fuga di capitali all’estero.
10. Tagliare drasticamente la spesa militare.
11. Alzare il salario minimo al livello che aveva prima dei tagli (751 euro lordi al mese).
12. Utilizzare edifici del governo, delle banche e della chiesa per ospitare i senzatetto.
13. Aprire mense nelle scuole pubbliche per offrire gratuitamente la colazione e il pranzo ai bambini.
14. Fornire gratuitamente la sanità pubblica a disoccupati, senza tetto o a chi è senza reddito adeguato.
15. Sovvenzioni fino al 30% del loro reddito per le famiglie che non possono sostenere i mutui.
16. Aumentare i sussidi per i disoccupati. Aumentare la protezione sociale per le famiglie monoparentali, anziani, disabili e famiglie senza reddito.
17. Sgravi fiscali per i beni di prima necessità.
18. Nazionalizzazione delle banche.
19. Nazionalizzare le imprese ex-pubbliche in settori strategici per la crescita del paese (ferrovie, aeroporti, poste, acqua…).
20. Scommettere sulle energie rinnovabili e la tutela ambientale.
21. Parità salariale tra uomini e donne.
22. Limitare il susseguirsi di contratti precari e spingere per contratti a tempo indeterminato.
23. Estendere la protezione del lavoro e dei salari per i lavoratori a tempo parziale.
24. Recuperare i contratti collettivi.
25. Aumentare le ispezioni del lavoro e i requisiti per le imprese che accedano a gare pubbliche.
26. Riformare la costituzione per garantire la separazione tra Chiesa e Stato e la protezione del diritto alla istruzione, alla sanità e all’ambiente.
27. Sottoporre a referendum vincolanti i trattati e altri accordi rilevanti europei.
28. Abolizione di tutti i privilegi dei deputati. Rimuovere la speciale protezione giuridica dei ministri e permettere ai tribunali di perseguire i membri del governo.
29. Smilitarizzare la guardia costiera e sciogliere le forze speciali anti-sommossa. Proibire la presenza di poliziotti con il volto coperti o con armi da fuoco nelle manifestazioni. Cambiare i corsi per poliziotti in modo da mettere in primo piano i temi sociali come l’immigrazione, le droghe o l’inclusione sociale.
30. Garantire i diritti umani nei centri di detenzione per migranti.
31. Facilitare la ricomposizione familiare dei migranti. Permettere che essi, inclusi gli irregolari, abbiano pieno accesso alla sanità e all’educazione.
32. Depenalizzare il consumo di droghe, combattendo solo il traffico. Aumentare i fondi per i centri di disintossicazione.
33. Regolare il diritto all’obiezione di coscienza nel servizio di leva.
34. Aumentare i fondi della sanità pubblica fino ai livelli del resto della Ue (la media europea è del 6% del Pil e la Grecia spende solo il 3).
35. Eliminare i ticket a carico dei cittadini nel servizio sanitario.
36. Nazionalizzare gli ospedali privati. Eliminare ogni partecipazione privata nel sistema pubblico sanitario.
37. Ritiro delle truppe greche dall’Afghanistan e dai Balcani: nessun soldato fuori dalle frontiere della Grecia.
38. Abolire gli accordi di cooperazione militare con Israele. Appoggiare la creazione di uno Stato palestinese nelle frontiere del 1967.
39. Negoziare un accordo stabile con la Turchia.
40. Chiudere tutte le basi straniere in Grecia e uscire dalla Nato”.


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domenica 25 gennaio 2015

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25

2015

Fucilieri di Marina, quattro domande alla Marina Militare. “ Da chiarire : Interessi di Lobby, Ruolo di Politici , Vertici Militari e Industria, perché non una commissione di inchiesta ? “  

“ Molti coinvolti a livello decisionale, militari e non, nella migliore tradizione italiana, hanno progredito nelle carriere !“


*Il dramma che coinvolge Massimiliano Latorre e Salvatore Girone si avvicina al giro di boa del terzo anno e la vicenda si complica sempre di più con sfaccettature che devono assolutamente essere chiarite. 
Misteri che non possono rimanere tali a partire dal perché l’allora Ministro della Difesa Gianpaolo Di Paola non senti l’esigenza morale di informare immediatamente il Parlamento che tutta la linea di Comando dei due Fucilieri di Marina era stata immediatamente avvertita su quanto accaduto dall’Armatore della Lexie e aveva dato l’assenso perché la nave e l’equipaggio si consegnasse in mani ostili, rientrando in acque territoriali indiane. 
Il Ministro, invece, ne dette notizia ufficiale solo il 18 ottobre 2012, 8 mesi dopo i fatti, perché sollecitato da un’interrogazione scritta. In quell’occasione (è agli atti parlamentari) ammise che la Difesa era stata informata che la Lexie sarebbe rientrata in acque indiane. Esaminando la vicenda nella sua completezza, traspare, inoltre, che nella migliore tradizione italiana, chiunque a livello decisionale sia stato coinvolto più o meno direttamente negli eventi ha progredito nelle sue funzioni professionali come, ad esempio, il dott. Staffan De Mistura e l’Ambasciatore Mancini prossimo ad assumere la prestigiosa carica di responsabile della Rappresentanza diplomatica italiana presso la Santa Sede. Inoltre, notizie di questi giorni ci confermano, seppure ce ne fosse stato bisogno, che i paventati interessi economici che avevano indotto a riconsegnare all’India i due Marò il 22 marzo 2013, con ogni probabilità non erano ipotesi ma certezze che meriterebbero di essere approfondite (http://fernandotermentini.blogspot.it/2015/01/caso-maro-urge-commissione-parlamentare.html  - “ …. Forse una controversia internazionale avrebbe potuto far emergere intorno al caso verità scomode proprio per quelle lobby economiche che forse contribuirono quel famoso  22 marzo 2013 alla decisione di rimandare i Marò in India
Ipotesi si ritiene non troppo fantasiose se venisse confermata l’esistenza, come riportato e non smentito da un noto quotidiano nazionale, di una lettera datata 15 marzo 2013, spedita al premier Mario Monti e firmata dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi,. 
Lettera che potrebbe avere rappresentato un motivo piuttosto convincente per rispedire Girone e Latorre a New Delhi, se non altro, come si diceva in quei giorni,  per «evitare gravi ripercussioni economiche» sul made in Italy. 
Non solo interessi economici ma anche fatti personali forse del tutto casuali ma comunque legati temporalmente agli avvenimenti in questione. Avanzamenti di carriera di funzionari con un  ruolo decisionale ben preciso e per taluni aspetti determinante al momento degli eventi; l’ex Premier di allora che potrebbe essere in corsa per il Quirinale; ex Ministri in procinto di avviare nuove esperienze attraverso aggregazioni politiche che potrebbero comprendere qualcuna delle lobby economiche coinvolte quel famoso marzo 2013. 
Vicende personali, intrecci internazionali come quella degli elicotteri di Finmeccanica,  ma anche altri interessi economici con l'India, rimasti nell'ombra finora, che lentamente emergono dal buio della cattiva informazione che ha caratterizzato il caso…. ). 
Ieri l’ultima ciliegina sulla torta ! Vari quotidiani e riviste nazionali ci informano di una comunicazione del Comandante della Lexie, a cui, peraltro, in passato avevamo accennato seppure superficialmente nelle pagine di questo blog, e lo fanno con precisazioni davvero interessanti quando scrivono che la email con la narrazione dell’accaduto era stata spedita alle 19.15 del 15 febbraio 2012 mentre l’armatore del peschereccio S. Antony ha sempre dichiarato che i suoi pescatori furono uccisi alle 21.30 (orari locali ndr). Gli stessi organi di informazione ci dicono anche che la email fu inviata anche alla nave militare Grecale, Ammiraglia dell’Operazione anti pirateria Atlanta, ed al marittime Security Centre Horn of Africa e all’United Kingdom Marine Trade operations e quindi atto ufficiale internazionale.
Dovrebbe, inoltre, esistere anche un altro documento, fatta salva ogni possibile smentita o chiarimento della Marina Militare, il comunicato 04 del 15 febbraio 2012, che informava : “I Fucilieri del Battaglione S. Marco, imbarcati come nucleo di protezione militare (NPM) su mercantili italiani sono intervenuti oggi alle 12,30 indiane, sventando un ennesimo tentativo di abbordaggio. La presenza dei militari della Marina Militare ha dissuaso cinque predoni del mare che a bordo di un peschereccio hanno tentato l’arrembaggio della Enrica Lexie a circa 30 miglia ad Ovest della costa meridionale indiana …..”.
A questo punto il condizionale è d’obbligo, troppi i dubbi e le incongruenze che dovrebbero essere chiarite, almeno dalla FA di appartenenza dei due Fucilieri di Marina a cui proponiamo quattro quesiti.
 
1. Se è confermato che la nave Grecale abbia ricevuto la comunicazione dell’Armatore della Lexie, perchè solo ora se ne ha conoscenza pur trattandosi di un documento di estrema importanza per la difesa dei due Marò e fornire ai cittadini italiani un’informazione che potesse sgomberare ogni dubbio sull’operato di Latorre e Girone, riconsegnando ai due militari l’onore che loro compete ? 
2. I contenuti del “Rapporto Piroli” seppure segretato sono stati resi noti da un quotidiano italiano che ne è entrato in possesso. Sicuramente una fuga di notizie che forse andava immediatamente chiarita. 
3. Il comunicato 04 del 15 febbraio 2012 è confermato ? In caso affermativo sarebbe opportuno chiarire il perché ci troviamo di fronte ad una serie di comunicazioni non sempre congrue fra loro.
4. Perché la FA Marina Militare non ha mai preteso che ai Sottufficiali Massimiliano Latorre e Salvatore Girone fosse garantito il diritto dell’immunità funzionale ? 
La situazione è sicuramente complicata e forse una volta per tutte sarebbe eticamente auspicabile che da parte della Difesa fosse avviata un’indagine interna e dal Parlamento fosse nominata una Commissione di inchiesta. 
*Fernando Termentini, 24 gennaio 2015 su imolaoggi.it 


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sabato 24 gennaio 2015

gen

24

2015

Il 5 per Mille. La Solidarietà di e per Assodipro. La tua Associazione per i Diritti e la Solidarietà.  



ASSOCIAZIONE  SOLIDARIETA'  DIRITTO  E  PROGRESSO Sede Legale Via Palestro 78  - 00185  ROMA Tel. e fax 06/44361156;06/44360432  C.c.p. 88945001 –CF96240750586  
       5 PER MILLE 2014    DONA IL TUO 5 PER MILLE AD AS.SO.DI.PRO   
Il 5 per mille è una quota dell’Irpef  che i contribuenti attraverso la dichiarazione dei redditi annuale  decidono di destinare a particolari e determinati soggetti   che svolgono attività di volontariato ritenuta di  rilevanza sociale. Rappresenta quindi  una espressione di volontà contributiva  ed un indirizzo di sostegno verso quelle organizzazioni che operano come AS.SO.DI.PRO. senza scopo di lucro. L'art.1 comma 2051 della L. 147/2013 (Legge di stabilità 2014) ha previsto la proroga della facoltà di destinazione del 5 per mille dell’IRPEF  anche in relazione alle dichiarazioni dei redditi relative al 2013.  Anche per il futuro il ricavato della devoluzione del 5 x mille servirà a finanziare mirati interventi di solidarietà umana e sociale, sostegni a soggetti e famiglie in condizioni di marginalità economica e sociale, supporti legali per casi di rilevanza associativa e istituzionale, progetti di  qualificazione della informazione e di ampliamento del  servizio svolto dalle strutture territoriali e dai mezzi di comunicazione dell’Associazione.  USALA PER FAR SI CHE L’ASSODIPRO POSSA ANCORA SERVIRE E SERVIRTI AL MEGLIO.
Per  destinare  il  tuo  5  x  mille  all’Assodipro  basta  una  firma  e  il  Codice  fiscale  del  sodalizio  sotto evidenziato.
C.F. ASSODIPRO 96240750586       AS.SO.DI.PRO Il Presidente Emilio Ammiraglia      




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24

2015

Carabinieri; mentre c’è il problema dei suicidi e delle cause che li determinano e mentre si attendono DIRITTI di rappresentanza sindacale, si fanno gli elogi al Carabiniere addetto stampa !  

Carabinieri, diventa un caso l’encomio solenne al maresciallo addetto stampa. Ricordiamo anche, tempo fa, addirittura, elogi a delegati CoCeR sindacato giallo !


Dopo gli elogi ( ADDIRITTURA ) a delegati dei CoCeR per la loro attività di sindacato giallo tanto comodo per chi lo fa e comodissimo per chi non vuole che i militari abbiano diritti di rappresentanza veri, democratici e sindacali, ed altri casi anche in finanza e nelle FF.AA , c’è l’encomio all’addetto stampa !   

Tratto da il giornale.it : “Il linguaggio è quello che in genere si riserva per celebrare militari che hanno messo a repentaglio la vita in guerra o nella vita civile, ma stavolta l’effetto è irresistibilmente comico.  
Perché a venire premiato con l’«encomio solenne» non è un carabiniere che ha affrontato dei malviventi armi in pugno, ma un maresciallo in servizio all’ufficio stampa del comando generale. Incarico delicato, indubbiamente, ma a distanza di sicurezza dalla dura vita di chi pattuglia sulle Gazzelle le periferie delle metropoli o di chi indaga su terrorismo e malavita. Ed è ben vero che a volte avere a che fare con i giornalisti richiede più determinazione che inseguire un bandito, però il premio concesso al sottufficiale sta ugualmente sollevando critiche e ironie. Specialmente da quando ad avanzare i primi dubbi è stato Angelo Jannone, già colonnello del Ros, uno che per la lotta al crimine si è esposto in prima persona. Si legge nel testo del provvedimento: «Senza deflettere dagli ordinari e gravosi impegni del proprio incarico, con altissimo senso del dovere, convinta abnegazione e elevata competenza, forniva determinante e qualificato apporto alle attività finalizzate a conferire risalto mediatico, su tutto il territorio nazionale e per l’intero anno 2014, alle molteplici e complesse iniziative connesse con la particolare ricorrenza, collaborando altresì alla realizzazione a cura di emittenti radiotelevisive e tastate giornalistiche nazionali di specifici programmi di approfondimento incentrati sulla storia, le tradizioni e le funzioni dell’istituzione, che registravano elevati livelli di ascolto e di diffusione».
Una medaglia al merito dello share. «Che vergogna, colonnello - è uno dei commenti piovuti sulla pagina Facebook di Jannone - io due buchi alla gamba destra in un conflitto a fuoco... Manco un apprezzamento!». E c’è chi usa l’arma dell’ironia: «Manca qualcosa, l’aggiungo io: “fulgido esempio di elette virtù militari, immolava la sua esistenza consumando una penna bic fino all’ultima goccia“!» 
Angelo Jannone, già colonnello del Ros, uno che per la lotta al crimine si è esposto in prima persona, ufficiale in congedo dei carabinieri, scrittore e docente a contratto di Criminologia, che ha pubblicato sulla propria pagina del social network Facebook le foto dei due encomi solenni, ha così commentato l’encomio solenne conferito al maresciallo “addetto stampa”: L’Arma non è più la stessa! si può conferire un encomio solenne come questo? Ad un addetto stampa?! e cosa ha rischiato?? E cosa incoraggiamo? La fuga dalle strade e la corsa negli uffici che contano?? Mah”


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24

2015

Altro che rottamazione , le auto blu NON si tagliano; anzi, ne sono state acquistate 1276 nuove !  



Da il fatto quotidiano : “ Auto blu senza taglio: nei ministeri sono aumentate
LE AUTO BLU il  più odiato tra i simboli del privilegio resta il più difficile da estirpare. La scorsa primavera il governo e Matteo Renzi avevano promesso un taglio risolutivo allo spreco, imponendo massimo cinque auto per ogni ministero o amministrazione centrale dello Stato con oltre 600 dipendenti. 
Il tempo ha però messo le ganasce alle buone intenzioni e la rottamazione delle auto pubbliche è andata avanti col freno tirato: quelle blu e grigie erano 55.286 al primo gennaio 2014, a novembre (ultimo dato disponibile) se ne contavano 4.210 in meno.
Ma parte dello sforzo, per così dire, veniva poi vanificato dal concomitante acquisto di 1.276 vetture nuove di pacca. Il risparmio? Non sì è visto. Al limite una limatura. Non solo. 
Nei ministeri invece di diminuire sono aumentate: 814 alla Giustizia, 174 alle Politiche agricole, 33 ai Beni culturali, 16 agli Esteri, 14 alla Salute e così via. A nove mesi dal decreto che doveva asfaltarle ce ne sono 1060 di troppo. 


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24

2015

Comunicato Assodipro su tesseramento anno 2015  



OGGETTO : Tesseramento 2015.   Cari soci, come di consueto,ogni anno, nel mese di gennaio, il sodalizio in titolo, al fine di agevolare le procedure di iscrizione dei soci che nel passato in tal senso avevano fatto uso del ccp N° 88945001, intestato ad ASSODIPRO Via Palestro 78, 00185 Roma, ha inviato al domicilio degli stessi tramite servizio postale apposita lettera di comunicazione con allegato bollettino di ccp da utilizzare per il corrispettivo versamento. Per un disguido  avvenuto durante la lavorazione informatizzata  dei bollettini di ccp da parte dell’ufficio postale allo scopo delegato,  in sostituzione del N° di ccp del sodalizio nazionale N° 88945001 è stato inserito il N° di ccp della Sezione Assodipro di Treviso. 
Al fine di evitare dubbi e perplessità sul rinnovo delle iscrizioni del 2015, i soci che hanno ricevuto il bollettino come sopra riportato e che NON lo hanno ancora utilizzato per regolarizzare la propria iscrizione sono pregati di modificarlo o sostituirlo tenendo conto delle precisazioni fornite o comunque che il rinnovo della iscrizione deve essere effettuato tramite versamento di ccp N° 88945001 intestato ad ASSODIPRO, Via Palestro 78, 00185 Roma
Per coloro che invece hanno sollecitamente impiegato il bollettino di ccp con il disguido sopra segnalato, per il rinnovo della iscrizione 2015 sarà premura del sodalizio correggere l’errore riposizionando l’iscrizione degli stessi come avvenuta rispetto al ccp nazionale N° 88945001. Con le scuse del caso si inviano cordiali saluti.                                 
 
AS.SO.DI.PRO.  Il Presidente  Emilio Ammiraglia   Roma 23 Gennaio 2015       


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venerdì 23 gennaio 2015

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23

2015

Il PD, Pinotti, Scanu, Calipari, conservatori, pro lobby ed antieuropei sui DIRITTI dei Militari, sorpassato ancora da una proposta di FI sul SINDACATO per i MILITARI presentata dall’ On. Palmizio.  

PINOTTI, SCANU E CALIPARI, sordi sul tema dei diritti, ignorano anche le sentenze della Corte Europea dei Diritti Dell’ Uomo… Eppure nel PD di Renzi si parla tanto di “ riforme “ !


A cura di Assodipro Nazionale
Proposta veramente innovativa, progressista, democratica, al passo con i tempi ed in sintonia con le recenti sentenze della CEDU presentata dall’ On. Palmizio di FI mentre autorevoli membri del PD in Commissione Difesa e lo stesso Ministro Difesa,sono fermi, sordi antistorici e conservatori rispetto a diverse aree politiche che si sono già espresse in tema di DIRITTI SINDACALI per i MILITARI. 
Il ministro difesa PINOTTI si ricorda di essere anche un parlamentare PD in rare occasioni ( primarie in Liguria ) , è attentissima ai problemi dell’industria militare mentre  sul tema dei diritti continua un imbarazzante silenzio anche dopo la recente sentenza della CEDU.
L’On Calipari solo poco tempo fa è arrivata ad affermare, come lo stesso ministro Pinotti, che in Italia i Militari hanno un sistema di rappresentanza adeguato (!) . 
L’on. Scanu attivo su altri importanti temi della Difesa, dove assume posizioni condivisibili ( autonomia e controllo del parlamento sulle spese militari ) attaccando certe lobby ( industria armamenti) , è molto, troppo distratto sul tema dei Diritti  favorendo  altre Lobby, in certi casi quelle che critica su altri temi,  che vogliono mantenere i Militari nel limbo dei DIRITTI DEMOCRATICI. 
Questo accade nel partito di maggioranza di Governo che è lo stesso partito che, nelle ultime elezioni politiche, aveva messo nel programma elettorale i diritti sindacali dei militari e che quotidianamente parla di " riforme " !
Prendiamo atto che l’On. PALMIZIO Elio Massimo di Forza Italia, ha presentato una tra le proposte più interessanti sul DIRITTO SINDACALE per i MILITARI depositate in parlamento negli ultimi tempi; 
Proposta di legge n. 2776  :“ DISCIPLINA DELLA RAPPRESENTANZA SINDACALE DEL PERSONALE DELLE FORZE ARMATE E DEI CORPI DI POLIZIA AD ORDINAMENTO MILITARE “.  La proposta prevede la fine del sistema attuale della Rappresentanza Militare e dei CoCeR Sindacati Gialli affermando , in premessa del testo :  “È giunto pertanto il momento, anche in Italia, di superare i limiti esistenti in materia di tutela e di promozione della condizione militare per proiettarsi in una dimensione europea -   con uno strumento che possa garantire, nel rispetto del diritto dell’Unione europea (CEDU e convenzione), e in linea con le recentissime sentenze,  libertà di associazione e la piena realizzazione dei diritti di natura sindacale ai militari, nonché in conformità alle consolidate esperienza, legislazione e giurisprudenza europee che impongono anche al nostro Paese un adeguamento della normativa in tema di rappresentanza degli interessi collettivi dei cittadini militari. Il testo è composto da sedici articoli. L’articolo 1 afferma il diritto dei militari ad associarsi in sindacati e organizzazioni professionali che hanno principalmente il compito di trattare la tutela individuale e collettiva dei militari e di formulare pareri e proposte su leggi e su regolamenti, nonché di fornire consulenza agli organismi delle rappresentanze unitarie di base, sia nella fase di predisposizione delle piattaforme contrattuali, sia nella fase della contrattazione e concertazione ai vari livelli.
  L’articolo 2 disegna le facoltà e i limiti della delibazione sindacale specificando che gli appartenenti alle Forze armate e ai corpi di polizia ad ordinamento militare non esercitano il diritto di sciopero o azioni analoghe che possano pregiudicare il servizio. 
L’articolo 3 stabilisce che sono le associazioni sindacali a detenere il potere di contrattazione nazionale e decentrata. L’articolo 4 stabilisce che i sindacati nazionali delle Forze armate e delle polizie ad ordinamento militare partecipano alle attività di concertazione e di contrattazione anche a livello locale.   
ART. 1. (Diritto di associazione sindacale dei militari). 1. In attuazione degli articoli 39 e 52 della Costituzione, e in conformità agli articoli 11 e 14 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, e successive modificazioni, resa esecutiva dalla legge 4 agosto 1955, n. 848, è riconosciuto agli appartenenti alle Forze armate e ai corpi di polizia ad ordinamento militare il diritto di associarsi in sindacati e in organizzazioni professionali. Essi non possono iscriversi a sindacati diversi da quelli specificamente istituiti per il personale militare, né assumere la rappresentanza di altre categorie di lavoratori. 2. I sindacati e le organizzazioni professionali formati ai sensi del comma 1 sono diretti e rappresentati da appartenenti, rispettivamente, all’Esercito, all’Aeronautica militare e alla Marina militare, all’Arma dei carabinieri e al Corpo della guardia di finanza in attività di servizio o comunque assoggettabili ad obblighi di servizio. L’adesione è libera, volontaria e individuale". 
Nella prefazione della Proposta di legge ( a pagina 2 ) si legge, tra l’altro, quello che noi di ASSODIPRO, scriviamo da anni : “La pesante crisi economica e le conseguenti scelte adottate in questi anni, con tagli e interventi restrittivi sul piano retributivo, hanno colpito in modo rilevante il comparto difesa e sicurezza, determinando forti preoccupazioni e disagio che richiedono oggi una risposta anche in tema di diritti “ . 

Clicca qui per il testo integrale dell ‘ On. Palmizio

Clicca qui per la scheda dell’ On. Palmizio Elio Massimo 




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giovedì 22 gennaio 2015

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22

2015

Ministro PINOTTI , Aprile 2014 : “possibili 8 mila trasferimenti di esuberi militari nei tribunali” - Ministro MADIA, Gennaio 2015:" Dipendenti Province vadano con priorità nei tribunali !  

POLITICA DI ANNUNCI E SPOT. Manca totalmente un piano organico degli esuberi, anche militari. Nell’ annunciato LIBRO BIANCO DELLA DIFESA se ne parlerà ? nello stesso ci saranno i DIRITTI per i MILITARI come da sentenza Corte Europea ?


a cura di Assodipro Roma
Il 3 Aprile 2014, come Assodipro, avevamo manifestato le nostre perplessità sulle parole / proposta del Ministro Pinotti che avevamo presentato con il seguente titolo - Difesa: Pinotti, possibili 8 mila trasferimenti a ministero Giustizia. LA PRIORITA' è TAGLIARE IL PERSONALE. Le Perplessità di Assodipro sulla proposta del Ministro Pinotti  
Riduzione forze armate, Pinotti: "Proveremo a fare prima del 2024". I TAGLI DI POSTI DI LAVORO nella DIFESA sono una PRIORITA’ per il paese (!) VIDEO Intervista ( clicca qui per leggere l'articolo  )  sul transito dei militari in esubero negli organici dei tribunali. 
Oggi le perplessità sulla proposta e sulla mancanza di un piano organico si rivelano esatte   e si ripropongono, confermate anche dalle reazioni del segretario generale dellla Dp- CGIL Rossano Dettori ,  leggendo le parole del Ministro Madia : " Province, Madia: “Dipendenti vadano negli uffici giudiziari”. 
Il governo accoglie la proposta del vicepresidente del Csm e annuncia lo sblocco della mobilità tra diverse funzioni amministrative. Che permetterebbe di risolvere il problema degli esuberi negli enti locali e della carenza di personale nei tribunali
Ma per la Fp-Cgil "così si cancella il contratto nazionale di lavoro" . Marianna Madia, ha scelto di annunciarlo via Twitter: “Mobilità sbloccata: 1.071 dipendenti pubblici verso uffici giudiziari dove c’era carenza personale. Priorità a quelli di province #riformaPA”. Insomma, chi rischia di rimanere a spasso causa abolizione delle Province sarà spostato là dove serve, ovvero nelle Procure e nei tribunali, che hanno organici ridotti all’osso tanto da dover fare ampio ricorso a stagisti neolaureati o laureandi per tappare i buchi. La proposta era stata lanciata la settimana scorsa dal vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Giovanni Legnini. “Non è possibile – ha detto l’ex sottosegretario all’Economia durante la presentazione del bilancio sociale del Tribunale di Milano – sentire in giro per l’Italia i capi delle procure, i presidenti di Tribunali e Corti d’Appello dire ‘potremmo fare di più, ma non ce la facciamo perché non abbiamo personale'”. Ed ecco pronta la soluzione: far assumere da tribunali, Procure e Corti d’Appello parte del personale in esubero in arrivo da Province e Forze Armate . 
Immediata, infatti, è arrivata la reazione dei sindacati. “Continuiamo con la pratica degli annunci, con uno spot dietro l’altro. Non siamo d’accordo con queste procedure e chiediamo al governo di convocare immediatamente un tavolo”, ha detto il segretario generale della Fp-CgilRossana Dettori. “Non si risolve così la carenza delle dotazioni organiche in un ente o l’altro, manca un piano organico, non c’è una regia complessiva”. 


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mercoledì 21 gennaio 2015

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Forze Armate - MORTI NEL 2013: 142 Casi totali. Il 23,5 % dei Morti in Servizio causati da SUICIDI, il 60 % dei suicidi totali è avvenuto tra i Carabinieri. Il nuovo Com. Gen. Del Sette interverra?  

Come Assodipro ci sembra giusto, lecito e opportuno chiedere il massimo impegno ai vertici militari ed al nuovo vertice dei CC il massimo impegno ed una seria indagine sul tema dei SUICIDI.


Assodipro Roma 
La notizia del cambio al vertice dei CC è nota ed anche noi la abbiamo pubblicata ( clicca per leggere ) .
seguendo la rete notiamo che chi dovrebbe rappresentare il personale non si occupa sufficientemente o, addirittura non parla del fenomeno dei suicidi e dei caduti – malati per malattie dovute a causa di servizio. Leggiamo vari *salamalecchi “ a prescindere “ al nuovo Comandante Generale senza alcun spirito rappresentativo sindacale a tutela di tutti gli appartenenti alle Forze Armate di cui i CC sono parte rilevante e importante. 
Come ASSODIPRO Riteniamo che vadano indagate seriamente le cause dei TROPPI SUICIDI che potrebbero essere collegati ad argomenti come : rapporti in servizio – gerarchici, turni – impiego ecc. 
Confidiamo che il nuovo Comandante Generale Tullio DEL SETTE affronti DEFINITIVAMENTE questo-i argomenti in modo riformatore senza ascoltare *salamalecchi o silenzi da chi avrebbe il dovere di rappresentare tutto il personale ma si trastulla in un Sindacato Giallo di fatto, tanto comodo per chi lo fa e comodissimo per chi NON vuole cambiare nulla ! 
Nella consueta relazione sullo stato della disciplina militare e sullo stato dell’organizzazione delle forze armate, pubblicata pochi giorni fa, troviamo, tra l’altro i seguenti dati : ATTI PARLAMENTARI XVII LEGISLATURA  Doc. XXXVI n. 2 RELAZIONE SULLO STATO DELLA DISCIPLINA MILITARE E SULLO STATO DELL’ORGANIZZAZIONE DELLE FORZE ARMATE (Anno 2013) (Articolo 10, comma 2, del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66) Presentata dal Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento (BOSCHI) Trasmessa alla Presidenza il 4 novembre 2014   CAPITOLO III (Decessi del personale militare) Dall'analisi dei dati dell'anno 2013 (142 casi,  si rileva che il numero degli eventi tragici risulta essere sostanzialmente analogo a quello della media dell'ultimo quadriennio.
Decessi sul territorio nazionale Si sono verificati 142 casi, di cui 38 in servizio e 104 fuori servizio. Nell'ambito dei dati sue sposti, la prima causa di decesso tra il personale in servizio ( ESERCITO – AERONAUTICA – MARINA ) risulta essere l'incidente sul lavoro (14 casi su 38, pari a circa il 37%), seguono gli incidenti automobilistici (9 casi su 38, pari a circa il 23.5%) ed il suicidio (9 casi su 38, pari a circa al 23.5%).  (CLICCA qui  e vedi Grafico 1 ).
Decessi avvenuti in operazioni fuori dai confìni nazionali : Sono avvenuti 5 decessi, dei quali 4 in servizio e 1 fuori servizio. 
Il dato relativo agli incidenti automobilistici del 2013 risulta in linea con l'anno precedente (25 casi a fronte dei 27 registrati nel 2013) con una riduzione circa del 7%, a conferma del trend complessivo di sensibile calo dopo i picchi del 1997 (119 casi) e del 2000 (118 casi). 
PER QUANTO ATTIENE AI SUICIDI, il dato relativo al 2013 registra un decremento del 20% circa degli episodi rispetto al 2012 (23 casi rilevati a fronte dei 29 casi del 2012 ). (CLICCA qui  e vedi Grafico  ).
ANCHE per il 2013, COME PER GLI ANNI PRECEDENTI , IL DATO RIFERITO ALL'ARMA DEI CARABINIERI COSTITUISCE LA PARTE PREVALENTE DEL DATO COMPLESSIVO DELLE FORZE ARMATE: dei 23 casi 14 (pari a circa il 60%) sono avvenuti tra personale dell'Arma dei Carabinieri li più alto numero di atti autolesivi si è registrato tra il personale Sottufficiale ( 13 casi - 6 in servizio e 7 fuori servizio) ed a seguire tra il personale militare di Truppa (10 casi di cui 3 in servizio e 7 fuori servizio). 

* Con la parola salamelecchi si indicano le complimentosità e i giudizi affettati ed eccessivamente elogiativi, giudicati non esenti da esagerazione e talora motivati da un qualche intento di piaggeria (e quindi d'ipocrisia), miranti a guadagnarsi la compiacenza del prossimo.


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