Dimensione testo:   Carattere Piccolo Carattere Standard Carattere Grande


Menù Principale

· Upload
· HOME
· LINK
· FAQ


Benvenuto

Nome di Login:

Password:




Ricordami

[ ]
[ ]
[ ]

Intestazione


»Droga: CC sequestrano nel Reggino oltre un chilo di cocaina
(ANSA) - SAN PROCOPIO (REGGIO CALABRIA), 26 LUG - I Carabinieri della Compagnia di Palmi hanno arres ...
»Assenteismo, Gip sospende 5 dipendenti Comune del Ragusano
(ANSA) - SCICLI (RAGUSA), 26 LUG - Sono stati sospesi per tre mesi dal servizio cinque dipendenti de ...
»Droga:sorpresi mentre curano coltivazione canapa,due arresti
(ANSA) - FEROLETO DELLA CHIESA (REGGIO CALABRIA), 26 LUG - I Carabinieri hanno arrestato a Feroleto ...
»COLLEFERRO: TRUFFATO DA VENDITA ONLINE GOMMONE, DENUNCIATI DUE..
Nella stessa giornata, grazie alle informazioni assunte, i militari di Colleferro hanno coinvolto i ...


Data di pubblicazione: Non conosciuto(a)
Dettagli

Siamo su Facebook

Translate This Page

FAQ


Date / Time

 


Ultime News

26 lug : 21:47





















Latest Downloads

bullet sentenza del TAR di Lecce N. 00810/2013 REG.PROV.COLL.
Description: sentenza del TAR di Lecce che ha accolto il ricorso contro due punizioni inflitte al Maresciallo Comandante della Stazione Carabinieri di Taurisano (LE)
Date stamp 09 apr : 20:51
bullet BENEMERENZA AL DOTTOR GUGLIELMO EPIFANI
Description:
Download Now: Download
Date stamp 17 nov : 14:55
bullet Consiglio Di Stato 03137/2010
Description: Forse non basta, per loro, il fatto che non abbiamo nessuno all’interno che ci “TUTELI” ? Il fatto che la giurisprudenza costituzionale abbia osservato che non può conside
[Leggi tutto...]
Download Now: Download
Date stamp 15 ott : 23:00
bullet Schema di regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del person
Description: Schema di regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del personale comparto difesa-sicurezza e comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico.
Date stamp 22 set : 09:48
bullet Cessazione anticipata dal servizio - Circolare n. M_D GMIL1 II 5 1 0257231 dell'8 giugno 2012 r
Description: Circolare n° M_D GMIL1 II 5 1 0257231 , sez.: "Altro" Cessazione anticipata dal servizio, a domanda, e al collocamento in ausiliaria, per l'anno 2012, degli uffi
[Leggi tutto...]
Download Now: Download
Date stamp 24 lug : 16:29
bullet Vacanza contrattuale - Circolare n. M_D GMIL 1 IV 10 0285493 - adeguamento della misure dell'in
Description: Circolare n° M_D GMIL 1 IV 10 0285493 4° Rep. 10ª Div. - Adeguamento delle misure dell'indennità di vacanza contrattuale in favore del personale militare destinatario d
[Leggi tutto...]
Date stamp 24 lug : 16:24
bullet 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell&
Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
[Leggi tutto...]
Date stamp 24 lug : 16:00
bullet Circolare n° M_D GMIL II 5 1 2012 0248948
Description: 2° Rep. 5ª Div. - Licenza straordinaria speciale di trasferimento Disposizioni per la concessione della licenza straordinaria speciale di trasferimento al personale militare d
[Leggi tutto...]
Download Now: Download
Date stamp 09 giu : 19:53
bullet Senteza su tempistica per proporre domanda al passaggio ruoli civili
Description: Senteza su tempistica per proporre domanda al passaggio ruoli civili
Date stamp 24 feb : 12:36
bullet Sentenza su Legge 104
Description: Sentenza su Legge 104
Date stamp 24 feb : 12:36

Link

Aggiunte recenti

domenica 24 luglio 2016

lug

24

2016

Finte Riforme. FORZE DI POLIZIA: tra finte razionalizzazioni e veri e propri tentativi di colonizzazioni di Cleto Iafrate. “La violazione del segreto provocherebbe alterazione di equilibrio poteri  

“Se passa quella proposta la dipendenza della polizia giudiziaria dal pubblico ministero non sarà più diretta ma filtrata con modalità da stabilirsi con apposite istruzioni che saranno impartite dalla scala gerarchica”


Riceviamo e pubblichiamo articolo di Cleto IAFRATE 
Prosegue spedito il decreto attuativo della Legge Madia in materia di razionalizzazione delle Forze di polizia che prevede l'assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell'Arma dei Carabinieri. Nei giorni scorsi in Commissioni riunite I (Affari Costituzionali) e IV (Difesa) della Camera il decreto ha incassato anche il parere favorevole della maggioranza. La maggioranza, allo scopo (dichiarato) di garantire il coordinamento[1] informativo, ha proposto di estendere a tutte le Forze di polizia la previsione di cui all'articolo 237 del DPR 90/2010 (punto c. del resoconto, pag. 13). 
Per leggere il resoconto delle Commissioni, clicca qui. 
Il testo della disposizione di cui si chiede l’estensione è il seguente: «Indipendentemente dagli obblighi prescritti dalle norme del codice di procedura penale, i comandi dell’arma dei carabinieri competenti all’inoltro delle informative di reato all’autorità giudiziaria, danno notizia alla scala gerarchica della trasmissione, secondo le modalità stabilite con apposite istruzioni del Comandante generale dell’Arma dei carabinieri»[2]. 
Gli obblighi prescritti dal codice di procedura penale sono, verosimilmente, quelli di cui al primo comma dell’art. 329: «Gli atti di indagine compiuti dalla polizia giudiziaria sono coperti dal segreto fino a quando l’imputato non ne possa avere conoscenza e, comunque, non oltre la chiusura delle indagini preliminari». 
La fase d’inoltro delle informative di reato precede quella delle indagini preliminari, che devono rimanere segrete. Il segreto investigativo permane in tutta la fase delle indagini preliminari, nella quale si acquisiscono gli elementi di prova, al solo fine di valutare l'esercizio o meno dell'azione penale. La previsione di compiere in segreto determinati atti in questa fase, risponde alla logica di evitare la compromissione delle stesse indagini. 
La violazione del segreto provocherebbe un’alterazione dell’equilibrio dei poteri. Il vocabolo “segreto” deriva dal verbo “seiungo” ossia, “secerno”, “separo”; rispetto a un dato fatto il segreto separa chi è tenuto a sapere, da tutti gli altri che non devono sapere. E’ di tutta evidenza che le possibilità che un fatto rimanga segreto diminuiscano all'aumentare del numero delle persone che ne vengono a conoscenza. Si tratta di discorsi elementari, che espongo con estremo imbarazzo temendo di offendere il lettore.
E se l’informativa di reato riguardasse esponenti delle istituzioni e la notizia che deve rimanere segreta fosse conosciuta da chi non deve sapere? Se passa quella proposta la dipendenza della polizia giudiziaria dal pubblico ministero non sarà più diretta ma filtrata con modalità da stabilirsi con apposite istruzioni che saranno impartite dalla scala gerarchica; necessariamente ne deriverà un’attenuazione dei poteri del pubblico ministero, a vantaggio dell'esecutivo. 
Lo scenario prospettato dalla proposta, infatti, prelude a una scelta legislativa volta a concentrare nelle mani della polizia l’acquisizione della notitia criminis e le attività d’indagine immediatamente conseguenti. 
Stando alla proposta, probabilmente, le forze di polizia raccoglieranno le notizie di reato, faranno i primi accertamenti e le prime valutazioni, poi informeranno la catena gerarchica, la quale deciderà di informare il pubblico ministero. 
Il ruolo del PM, nella fase di avvio dell’azione penale, verrebbe ridotto; egli interverrebbe solo dopo che la P.G. avrà deciso contro chi esercitare l’azione penale.   
Il pubblico ministero oggi è indipendente dal potere politico e "soggetto soltanto alla legge"; mentre gli appartenenti alle forze di polizia sono inseriti all’interno di una catena rigidamente gerarchizzata il cui ultimo anello si aggancia all’autorità politica (il ministro) a cui rispondono e da cui ricevono input e direttive. 
Non si può escludere che la proposta di estendere la previsione di cui al art. 237 DPR 90/2010 a tutte le Forze di polizia rappresenti un radicale ribaltamento degli equilibri fondamentali della Costituzione, che aprirebbe le porte a rischiose ingerenze della politica sulla magistratura. 
Il potere esecutivo potrebbe interferire sulla indipendenza della polizia giudiziaria e, in astratto, intervenire in qualche caso per non far promuovere l'azione penale. Si consideri che gli appartenenti alle forze di polizia, soprattutto quelle ad ordinamento militare, non sono posti nella condizione di dire “signornò (3)ai loro superiori; per i quali la carriera ha un peso estremamente rilevante(4).
E’ innegabile che anche oggi potrebbero esserci delle pressioni sulla polizia giudiziaria, ma la sua dipendenza funzionale dal P.M., prevista dalla lungimirante Costituzione, la pone al riparo dal Governo. 
Nell’Assemblea Costituente il dibattito in merito alla dipendenza della polizia giudiziaria dal pubblico ministero fu ampio. Era ancora vivo il ricordo dell’esperienza del regime precedente, delle deportazioni e dell’uso politico della giustizia. 
In quella sede emerse persino la proposta, ampiamente condivisa, di formare un corpo di polizia giudiziaria separato rispetto alle altre forze dell’ordine e posto direttamente alle dipendenze, sia funzionali sia gerarchiche, dell’autorità giudiziaria. 
Si giunse, probabilmente per motivi di contenimento della spesa, a una decisione di compromesso fondata su una dipendenza solo funzionale. 
In ogni caso, il costituente mai si sarebbe sognato di porre un qualche filtro tra il P.M. e la P.G. ritenendo la dipendenza funzionale diretta condizione imprescindibile.
Cleto IAFRATE

(1) “Chi coordina, raccorda e organizza più elementi secondo il criterio più adatto rispetto allo scopo che vuole ottenere” (FONTE: Wikizionario) (2) Si precisa che l’art. 237 è confluito nel DPR 90/2010 a seguito del processo di armonizzazione della vigente normativa militare, ma la sua datazione è anteriore alla legge 400/1988 sull'Ordinamento del Governo, pertanto si tratta di un atto formalmente presidenziale, ma sostanzialmente governativo, che ora, con un ulteriore atto governativo, si vorrebbe estendere a tutte le Forze di polizia.
(3) Per un ampio ed esauriente approfondimento sul punto, leggi le conclusioni cui perviene il COBAR-COAN della Guardia di Finanza con la delibera 1/6/XI: http://www.ficiesse.it/home-page/7661/le-proposte-del-cobar-aeronavale-della-guardia-di-finanza_-una-pietra-miliare-per-recuperare-l_elevato-spirito-democratico-della-legge-di-principio-sulla-disciplina-militare---di-cornelio
(4) I finanzieri, nel documento di cui alla nota precedente, scrivono: «.. Ancora oggi, in occasione delle nomine delle più alte cariche istituzionali in campo militare, si derogano le rigide procedure di assunzione dell’incarico di comando in relazione al grado rivestito e, a parità di grado, all’anzianità posseduta, privilegiando i criteri discrezionali attribuiti alle autorità decidenti. Le nomine avvengono su scelta politica.» (5) Si precisa che l’art. 237 è confluito nel DPR 90/2010 a seguito del processo di armonizzazione della vigente normativa militare, ma la sua datazione è anteriore alla legge 400/1988 sull'Ordinamento del Governo, pertanto si tratta di un atto formalmente presidenziale, ma sostanzialmente governativo, che ora, con un ulteriore atto governativo, si vorrebbe estendere a tutte le Forze di polizia.
 


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

venerdì 22 luglio 2016

lug

22

2016

La crisi internazionale, le vicende Francesi, ed anche gli odierni fatti terroristici in Germania impongono al Governo Italiano di rivedere scelte e un serio dibattito su Sicurezza e Difesa.  

La Sicurezza e la Difesa del paese, e nel paese, si fa', innanzitutto, con gli uomini. Uomini e Donne con Diritti, gratificati nei loro compiti, per tutelare lo stato di Diritto e la vita democratica di tutti i cittadini


Assodipro, comunicato presidenza.  

Il GOVERNO RENZI, vista l' attuale situazione internazionale, invece di pensare a cervellotici accorpamenti ( Corpo Forestale nei CC ), sospenda immediatamente ogni ipotesi di accorpamento ed i pesantissimi tagli di personale militare programmati nel libro bianco ( 35 mila militari in meno entro il 2024 ). 
Il Governo pensi, confrontandosi in parlamento con tutte le forze politiche, anche a dare alle forze dell'ordine più mezzi e risorse per una migliore sicurezza. Il paese ha bisogno di UOMINI, SICUREZZA E DIFESA. 
Sicurezza e Difesa con Diritti Sindacali per tutti gli appartenenti alle forze armate e polizia, per affrontare, nel modo più democratico possibile, le crisi e le minacce alla sicurezza. Altro che fare tagli di personale, chiusure di reparti ed accorpamenti di Enti , per favorire interessi industriali di lobby che vogliono meno uomini e più armamenti solo per fare maggiori profitti. 
Si rivedano scelte sbagliate. La Sicurezza e la Difesa del paese, e nel paese, si fa', innanzitutto, con gli uomini. 
Uomini e Donne delle Forze Armate e Polizia, con Diritti, gratificati nei loro compiti, per tutelare lo stato di Diritto e la vita democratica di tutti i cittadini .


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

lug

22

2016

NEMICI INTERNI DEI DIRITTI SINDACALI A TUTELA DI TUTTI I MILITARI cercano di annientare lunghi anni di democratiche battaglie per i diritti. Per la Democrazia e per i diritti, vanno sconfitti.  

“Immaginare, che chi rappresenta il personale possa essere contrario ad ampliare l’inconsistente sfera di rappresentatività che oggi gli viene attribuita, con il riconoscimento delle libertà sindacali, è molto difficile da comprendere e accettare".


A cura di Assodipro Nazionale 
Nel leggere l’ articolo di Eliseo Taverna ( Segretario dell’ Associazione Sicurezza CGS ) , che vi proponiamo in fondo, troviamo conferma a quello che denunciamo e sosteniamo da anni. Nemici interni dei DIRITTI dei MILITARI che dichiarano apertamente, con motivazioni vuote e tesi astratte solo a difesa di personali posizioni di privilegio,  di voler mantenere i militari italiani in un sistema di NON rappresentanza e di NON tutela. 
I NEMICI, più pericolosi e subdoli, dei DIRITTI e TUTELE vere e SINDACALI dei MILITARI sono proprio alcuni di quelli che, attualmente come già accaduto, sono interpreti di un sistema di Rappresentanza Militare che è solo un Sindacato Giallo.
I NEMICI DEI DIRITTI E DELLE TUTELE PER TUTTI I MILITARI su fattori importanti come Lavoro e Salute, cosa TEMONO che accada con Diritti Associativi e Sindacali per i militari, concessi in Europa con 40 associazioni e sindacati militari di 23 paesi Europei ? TEMONO di perdere privilegi concessi agli attuali interpreti della Rappresentanza Sindacato Giallo ? Temono un vero sistema elettivo nazionale e pienamente democratico ? Temono di rimanere nudi e impotenti senza le veline e gli indirizzi dei vertici dai quali dipendono gerarchicamente in quanto gerarchicamente strutturati ? Temono che crolli la loro autoreferenzialità, senza confronto con la base, tale  che spesso appaiono dei portavoce del Comando Generale o dei Vertici ? Pensano che si possa ignorare e occultare per sempre, come fanno attualmente e scientificamente, in modo dannoso per i colleghi tutti, sentenze della Corte Europea e prossime ulteriori sentenze nazionali ed europee che rispecchiano l’evoluzione della democrazia e dei diritti ? Taluni pensano di potersi nascondere dietro la richiesta di una “ Riforma della Rappresentanza “, ripetendo come un mantra la preghiera di fare una riforma che sarebbe una foglia di fico, mentre si dovrebbe parlare solo di Sindacato per i Militari buttando a mare il ritornello “ riforma della rappresentanza “ che è solo alibi per una proroga, l’ennesima,  del mandato, cosa impossibile con un sindacato vero ? Temono di affrontare i temi della tutela del personale con più mezzi, strutture autonome ed in modo reale ed efficace ?  A CHI FA COMODO spendere 4 milioni di euro all'anno di soldi pubblici, per mantenere un sistema di Rappresentanza Militare Sindacato Giallo che non serve al personale ? A CHI FA COMODO spendere 4 milioni all'anno pur di negare un vero strumento di tutela sindacale ai militari ? 
  Quello che segue è il testo dell’articolo di Eliseo Taverna,  Segretario dell’ Associazione Sicurezza CGS, tratto dal sito .   
Quando trent’anni di battaglie per i diritti sindacali vengono annientati proprio da chi rappresenta il personale. Di Eliseo Taverna   
Ipotizzare che chi nel proprio ruolo di rappresentante dei lavoratori, a prescindere dal comparto, possa avere visioni diverse su come migliorare le condizioni salariali o lavorative dei propri rappresentati appare una cosa del tutto normale e fisiologica, che attiene alla diversità di strategie su come svolgere il proprio mandato e nella vision che, ognuno, si è prefissato per raggiungere certi obiettivi. Immaginare, invece, che chi rappresenta il personale possa essere contrario ad ampliare l’inconsistente sfera di rappresentatività che oggi gli viene attribuita, mediante il riconoscimento delle libertà sindacali, è molto difficile da comprendere e da accettare. 
Vedere, poi, che esistono diversi rappresentanti del personale, ai massimi livelli, delle varie forze armate ma anche della Guardia di Finanza, ai livelli di base, che non solo sono contro le libertà sindacali e lo dichiarano più o meno apertamente, ma addirittura demonizzano le organizzazioni sindacali, attribuendo ad esse eccessiva frammentazione, di essere portatrici delle peggiori nefandezze, nonché la causa di tutti i mali di cui sono afflitti i lavoratori, anche quelli in uniforme, costituisce un certo paradosso ed una vera contraddizione. Come antitodo, qualcuno arriva ad evocare, di contro, il riconoscimento calato dall’alto, di una sola organizzazione pseudo sindacale, che abbia la capacità giuridica di rappresentare tutto il personale, in barba ad ogni minima forma di pluralismo; per capirci meglio, tipo l’Associazione Nazionale dei Magistrati, dimenticando non solo che la magistratura è il terzo potere dello Stato ma anche che il percorso che ha portato alla costituzione ed alla legittimazione dell’ANM è stato contraddistinto da ostracismo e da azioni di destituzione di valorosi magistrati che avevano osato associarsi. In pratica un’organizzazione che operi in una sorta di regime di monopolio della rappresentatività sindacale di un Corpo armato o addirittura di un intero comparto. 
Eravamo abituati a veder ricoprire questo ruolo, di totale svilimento del sindacato, solo agli alti dirigenti delle Amministrazioni militari, che non perdono occasione per evocare scenari apocalittici qualora il Governo ed il Parlamento dovessero malauguratamente dare anche piccoli segnali di convincimento della necessità e dell’obbligatorietà, imposta dalla cogenza delle sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, di garantire anche al mondo militare le libertà sindacali. 
Ormai ci siamo dovuti ricredere! 
La storia ci ha consegnato scenari del passato che ci hanno costretto ad assumere l’onere di vedere all’opera imprenditori agricoli, industriali, grossi commercianti che con le loro azioni demonizzavano il sindacato ed addirittura ne costituivano alcuni di comodo, meglio conosciuti come “sindacali gialli” tenuti in vita dalla classe imprenditoriale, proprio per poter condizionare le politiche di rappresentanza dei lavoratori che cercavano di alzare la testa e di rivendicare le prime forme di tutela delle condizioni di lavoro. Abili alchimie, con le quali venivano regolarmente condizionate elezioni e dinamiche di rappresentanza e che solo con l’emanazione dello statuto dei lavoratori avvenuto nel 1970 furono tassativamente perseguite e vietate per legge. Da questa esperienza di vita, purtroppo,  sembra che molti non abbiamo tratto alcun insegnamento. L’articolo 39 della Costituzione, precisamente il primo comma, recita che l’organizzazione sindacale è libera; tradotto: ognuno può costituire un’organizzazione sindacale senza particolari formalità, proprio in forza al principio che vede emergere l’esigenza di lasciare piena libertà ai lavoratori di potersi organizzare e portare avanti le proprie esigenze in un contesto democratico e pluralistico, così come, di contro, ad ognuno di essi è lasciata la libertà di aderirvi o meno.
L’unica condizione, pertanto, l’avere uno statuto a base democratica, proprio per evitare condizionamenti dall’esterno. Una previsione, quella costituzionale dell’articolo 39, sancita dai padri costituenti, che trae spunto e trova la sua ragion di esistere dalle ceneri di un’esperienza drammatica, altamente negativa, vissuta durante la vigenza del regime fascista, che vide un corporativismo autoritario consentire un solo sindacato per categoria, peraltro legittimato ed apprezzato quando in accordo con lo stesso regime. Anche il riconoscimento delle libertà sindacali al personale delle forze di polizia e delle forze armate è un esigenza che viene da lontano e che ha visto già dagli anni settanta persone che indossavano un’uniforme portare avanti, sulla propria pelle, battaglie per il riconoscimento di quei diritti elementari che venivano regolarmente calpestati. 
Grazie a questi nobili pionieri dei diritti, la fine degli anni settanta ed inizio degli anni ottanta furono quelli della vera svolta che videro la riforma, la smilitarizzazione e la sindacalizzazione del Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza e costituirono il viatico per il riconoscimento di alcuni diritti basilari a tutti gli operatori del comparto difesa e sicurezza, che da quel momento ebbero regolari contratti di lavoro, un orario di servizio ed il diritto allo straordinario. Qualche anno prima, la paura che il processo di riforma della P.S. che si intravedeva all’orizzonte potesse avere un effetto domino anche sugli altri corpi militari aveva indotto il Governo ed il Parlamento ad approvare la legge 382 del 78 “Norme di principio della disciplina militare”, che con l’articolo diciotto  istituiva gli Organismi della Rappresentanza Militare e, nel contempo, con l’articolo otto sanciva il divieto di poter esercitare il diritto di sciopero, costituire associazioni professionali a carattere sindacale ed aderire ad altre associazioni sindacali. 
Il Consiglio di Stato, IV sezione, investito dell’appello presentato da alcuni militari avverso la sentenza 29 luglio 1994, n. 1217, del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sollevava, in riferimento agli artt. 3, 52, terzo comma, e 39 della Costituzione, questione di legittimità costituzionale dell’art. 8, primo comma, della legge 11 luglio 1978, n. 382 (Norme di principio sulla disciplina militare), nella parte in cui vietava agli appartenenti alle Forze armate di costituire associazioni professionali a carattere sindacale e, comunque, di aderire ad altri sindacati esistenti. Secondo l’alto Consesso vi sarebbe stata, infatti, lesione degli artt. 39 e 52, terzo comma, della Costituzione, in quanto non sussistevano motivi plausibili per vulnerare, nell’ambito dell’ordinamento militare, un diritto costituzionalmente garantito, così come veniva ritenuta ragionevole la disparità di disciplina rispetto alle forze di polizia ad ordinamento civile, le quali godevano della libertà sindacale. La Corte Costituzionale, tuttavia, con una discussa sentenza, che a distanza di diciassette anni fa tuttora parlare di sé, la 449 del 1999, sentenziò la non fondatezza della questione di legittimità costituzionale dell’art. 8, primo comma, della legge 382/78. E’ del tutto evidente che oggi tale quadro normativo e giurisprudenziale non è più in linea con le fonti comunitarie, soprattutto alla luce dell’interpretazione fornita dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, (sentenze Matelly e Adefdromil contro Francia) in quanto contrasta con il divieto assoluto di costituire associazioni sindacali o di affiliarsi a quest’ultime, anche se ciò sembra interessare poco alla classe politica di governo e ancora di meno a molti rappresentanti del personale, ai massimi livelli, che si mostrano molto più interessati verso una riforma dell’attuale sistema di rappresentanza, considerato un vero e proprio surrogato del sindacato, che verso l’ottenimento delle più ampie libertà sindacali. I segnali che arrivano dalla politica e le azioni svolte da una parte di rappresentanti, purtroppo non sono dei migliori, nel corso di una recente audizione in Parlamento sulla soppressione del Corpo Forestale dello Stato alcuni rappresentanti dei lavoratori in uniforme sono arrivati persino a sostenere che il mezzo mediante il quale si rappresenta il personale sia di poca rilevanza, tradotto: non importa lo strumento che si ha a disposizione. Con buona pace dei colleghi che negli anni settanta ed ottanta si sono battuti, subendo sulla propria pelle le feroci reazioni dei vertici delle amministrazioni, ed in barba all’autorevole orientamento della giurisprudenza comunitaria. Ai feroci oppositori delle libertà sindacali forse sfugge, ancora una volta, che la rappresentanza militare, in pratica…….


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

mercoledì 20 luglio 2016

lug

20

2016

SUI GRAVI FATTI DEL COMANDO Esercito PADOVA, LA FACCENDA E’ ARRIVATA AL PARLAMENTO. FINALMENTE SI SCUOTE IL PD. In discussione l’applicazione, in “salsa padana”, di decreti a Padova  



Riceviamo da CasaDiritto   
INTERROGAZIONE PARLAMENTARE AL MINISTRO DELLA DIFESA  SEN. ROBERTA PINOTTI.     
Dopo tre mesi di battaglia, pressoché solitaria, fatta da Report di denuncia e incontri con le Istituzioni, da parte di CASADIRITTO, la vicenda delle “Leggi  in salsa padana”che vede protagonista il Comando Forze Interregionali Nord, di Padova,  per opera dei suoi Responsabili, su cui grava  il peso dei fatti,   arriva in Parlamento. 
Già dal 15 aprile scorso il Comitato CASADIRITTO, distogliendo anche l’attenzione da altri importanti temi, quali l’incombente DIFESA SERVIZI S.p.A.,  aveva messo in evidenza , sia la strana applicazione del Decreto del 7 maggio 2014  “in salsa padana”sia la strana voglia matta di sfratti, pur in presenza di tanti alloggi vuoti, in Friuli, in Veneto, nel Trentino Alto Adige e in Emilia Romagna
Venivano d’un colpo negati i diritti di legge già concessi dal Decreto del 7 maggio 2014,  per una presunta e supposta ( ma inventata)  applicazione del Decreto del 24 luglio 2015. Per gli sfratti non si teneva conto dell’esistenza delle condizioni tecnico/amministrative di procedere al ripristino/utilizzo degli alloggi “liberati”  Concetti  poi ribaditi dalla nota circolare  SME ma non osservati dal Comando di Padova.Soltanto  pochissime lettere, riguardanti il Decreto del 7  maggio, rispetto alle centinaia precedentemente inviate, risultano recapitate. Niente  lettere per gli sfratti, che comunque, sono già stati calendarizzati per la metà di agosto e il mese di settembre. Questi i fatti. 
Ora CASADIRITTO con soddisfazione rileva che dopo “lunga assenza” del Gruppo Parlamentare  PD alla Commissione Difesa, sul tema degli alloggi militari, batte un colpo.  Lo stesso Gruppo ritorna sull’argomento alloggi   da sempre considerato prioritario e bandiera da tante legislature, con epiche battaglie parlamentari specialmente contro i Decreti La Russa per le vendite, e Crosetto per i canoni che da soli si definiscono  pazzi. Il tema dell’impegno  sociale,  quale quello delle tutele di tante categorie  e sfratti  inutili per la Difesa e deflagranti per le famiglie,  sembrava essere stato abbandonato. 
CASADIRITTO con soddisfazione, rileva che dopo mesi di “ assenza ingiustificata” sul tema degli alloggi, il PD ritorna su un argomento “ storico” quale quello dei diritti sociali che che ultimamente appariva appannato. E’ da notare sempre con soddisfazione che tra i Parlamentari firmatari l’interrogazione, 15, la stessa porta la firma anche di un Deputato di Democrazia Solidale – Centro Democratico,  SBERNA Mario,  la formazione governativa che esprime il Sottosegretario di Stato per la Difesa, on. Domenico Rossi. L’interrogazione  al Ministro della Difesa sen. Roberta PINOTTI, porta il n. 4/13784 ed è stata presentata nella seduta 653 del 13 luglio 2016. Primo firmatario è l’on. Luigi Lacquiniti (PD) e porta la firma di ben 15 Parlamentari del PD.  
Per ritornare al merito, si ricorda che allo stato, l’invio delle lettere che annullano la precedente da parte del COMANDO INTERFORZE NORD DI PADOVA, sono circoscritte o due o tre unità, riguardanti solo  famiglie con  portatori di grave handicap allegato D, mentre per gli sfratti niente ancora risulta revocato. D’altro canto ci giunge notizia che molti utenti, aderendo a quanto suggerito da CASADIRITTO, stanno inviando a Padova la lettera con cui chiedono l’osservanza, con una perentoria norma di richiamo, anche di quanto impartito a quel Comando dallo STATO MAGGIORE ESERCITO. 
Un ulteriore atteggiamento di contrasto, farebbe scivolare  i comportamenti di quel Comando su un piano inclinato molto particolare. Nelle lettere si chiede  il rispetto delle tutele di cui al Decreto del 7 maggio 2017, abolito alla maniera patavina, e  la sospensione degli sfratti, fino a dopo un attento esame di quanto impartito dallo S.M.E. ( verifica degli alloggi vuoti e  capacità tecnico/amministrative  per procedere ad un ripristino/utilizzo degli alloggi liberati  per una nuova utenza senza titolo).   Le lettere sono indirizzate anche allo SME che ha diramato la circolare. Le lettere degli utenti non sono semplici segnalazioni, come qualcuno si affanna a interpretare, ma di richiamo esplicito per far rispettare un  loro diritto, corroborato ora anche dalla Circolare SME. Il risultato finale posto in obiettivo da CASADIRITTO , è bene che ci si intenda, deve essere:   . Ripristino TOTALE degli effetti e delle tutele previste dal Decreto del 7 maggio, abusivamente revocate dal Comando Interregionale Nord  di Padova;   
Sospensione di tutti gli sfratti  ora divenuti drammaticamente imminenti ( la data è stata prevista tra la metà di agosto e settembre) fino a quanto il Comando verificherà, con ampie prove, quanto impartito dallo STATO MAGGIORE ESERCITO.   CASADIRITTO, per la tutela come sempre del DIRITTO, NE CONTROLLERA’ OGNI SINGOLO SVILUPPO E APPLICAZIONE.         Roma li 18 luglio 2016                                                                                          
IL COORDINATORE NAZIONALE CASADIRITTO                                                                                                          
Sergio Boncioli


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

lunedì 18 luglio 2016

lug

18

2016

Piacenza: Chiusura 50°Stormo gran parte del personale subisce mortificazione morale, personale, economica. Siamo giunti all’epilogo di una storia partita bene e finita Male . La storia del 50°  

Dopo i “colloqui” in tanti si ritengono penalizzati, delusi e stentano a capire le logiche applicate per tanti trasferimenti. la politica, non può chiudere gli occhi, lo stato non può dimenticare che dietro ogni stelletta esiste una persona,famiglie


Riceviamo, approfondiamo  e pubblichiamo disponibili a dare spazio a chiunque voglia integrare o replicare
Qualcuno oserebbe dire , “dove finisce la logica inizia il comparto Militare”. Siamo Giunti all’epilogo di una storia partita bene e finita Male . La storia del 50°Stormo , Storia di Militari , ma soprattutto storia di persone , di famiglie di un indotto non indifferente per il territorio. 
Fortemente voluta l’apertura nel lontano 1990 , dopo 26 anni  Qualcuno , incurante di conseguenza sul personale, sui lavoratori militari, ha deciso di sopprimente questo Reparto. Secondo alcuni la ragione è il risparmio , ma nello specifico sappiamo bene che la chiusura di un Ente del genere non rappresenta un risparmio alcuno , o è un risparmio discutibile,  considerando anche l’indotto economico che tale collettivo alimenta ogni giorno , nei comuni, province e regioni . 
Sulla carta,  alla politica dei tagli sembra comodo camuffare la chiusura con un risparmio opinabile per il Dicastero. 
Ma per chi è conoscitore della materia , si sa che chiudere un ente , movimentare personale e di conseguenza la famiglie , comporta spese, comporta un uso non ottimale di denaro pubblico , comporta la chiusura  dei rubinetti di un “ indotto economico molto esteso e radicato negli anni” per il territorio di ubicazione e per le attività ’ economiche . 
Non parliamo poi del settore abitazione , che nella fattispecie , potrebbe creare una alienazione incontrollata . 
Ma oltre al discorso materiale , non di meno esiste la mortificazione del personale . 
Il personale , integrato ormai da decenni in questo storico contesto , di punto in bianco è “Obbligato “ a sopperire alle esigenze ritenute prioritarie dal Dicastero , senza però avere riguardo delle persone che dietro le stellette hanno una realtà familiare , personale , gia disagiata per la particolarità dello status giuridico assimilato al militare . 
Il personale pertanto è obbligato a cambiare sede e questo ovviamente non include la minima e libera scelta della località dove vivere , perchè la scelta , nella molteplicità dei casi è obbligata , nonostante questo obbligo preveda dei costi e degli oneri a carico dello Stato . La logica di tutto ciò’ non è chiarissima , le conseguenze sembrano essere valutate con leggerezza , il tutto a discapito del personale , che oltre ad essere mortificato nella dignità forzosamente deve imporre un disagio alla propria famiglia , alle proprie abitudini , gravando in maniera mandataria , sugli equilibri gia precari . 
Questo prezzo può essere giustificato da motivazioni scevre ? Il personale deve cambiare vita in virtù di quale celestiale priorità? Se l’amministrazione ha deciso di chiudere e non il personale , perché non dare al personale la facoltà di potersi almeno scegliere una località desiderata ? Vista da fuori sembra che questo personale debba pagare colpe che non ha , debba essere trattato pariteticamente a chi deve espiare una colpa !!! 
Anche le modalità , anche secondo alcune notizie pervenute , commenti in mail list e sul web, appaiono abbastanza cervellotiche , accanite e senza una logica costruttiva tanto da non escludere legittimi e molto probabili ricorsi . 
Creare un “collettivo di vecchietti pendolari” , costretti a narcotizzare le proprie esigenze , il proprio equilibrio in onore del principio che -  si taglia e si accorpa senza nessun ruolo di tutela sindacale del personale, si taglia, si accorpa e si decide sulla vita di persone e famiglie senza il minimo dialogo e la minima concertazione di personale militare senza diritti. 
A rigore di logica e regolamento , il militare obbedisce ma Lo stato, la politica, non può chiudere gli occhi , Lo stato non può dimenticare che dietro ogni stelletta esiste una persona , delle famiglie , dei giovani.
E se il militare denuncia questo disagio ? Per qualcuno ha sbagliato mestiere ! 
Dietro ogni stelletta esiste già un disagio peculiare , notevole , acuto ,  per il quale decenni prima si sono abbandonati il luoghi di origine per forza di cose, come accade tutt'oggi . 
Tutto questo in virtu’ del voler vivere onorando il proprio lavoro , la propria professionalità .
Magari ci si è accorti  che chiudere non ha senso ma poiché si tratta di militari nessuno  tenta nemmeno di modificare questa scelta. Siamo all’epilogo , seppur le speranze di una riflessione su quanto si stava attuando sembra non aver avuto i risultati voluti  e soprattutto, la palpabile  mortificazione morale ed economica del personale , non riguarda solo il comparto militare ma riguarda persone che senza ombra di dubbio debbano essere considerati cittadini italiani con diritti e non figli di un Dio minore" .


LINK:
«La chiusura di San Damiano è una follia contrastata solo dai sindaci»
San Damiano, addio tra un anno al 50° Stormo. Ruggiero ultimo comandante
Chiusura Aeroporto S. Damiano, Foti (FdI-AN): "Alla Regione nulla importa"
Aeroporto di San Damiano: i militari se ne vanno nel 2016
Callori (Fi): «L'aeroporto di San Damiano verrà chiuso per fare un centro profughi»
http://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/42402
http://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/68466
http://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/68010
http://parlamento17.openpolis.it/singolo_atto/67804
 
 
 
 


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

lug

18

2016

Cotti (M5s): “Avvocatura smentisce Pinotti, sulla morte di Vacca è beffa”. Gianluca RIZZO e Giulia GRILLO, componenti del M5S Commissione Difesa:“ Ministro Pinotti ritorni a spiegare ”  

"scontro di poteri e una magra figura per la Pinotti, che, poco meno di due mesi fa, si era personalmente impegnata davanti alla Commissione parlamentare sull’uranio impoverito a non opporre più resistenza dopo la sentenza della Corte d’Appello".


*Nonostante l’impegno del ministro Roberta Pinotti, l’Avvocatura dello Stato ha presentato ricorso in Cassazione contro la condanna in appello per la morte del caporalmaggiore Salvatore Vacca. Lo fa sapere il senatore M5s Roberto Cotti, per il quale “siamo in presenza di un grave e imbarazzante scontro di poteri e di una magra figura per la Pinotti, che, poco meno di due mesi fa, si era personalmente impegnata davanti alla Commissione parlamentare sull’uranio impoverito a non opporre più resistenza dopo la sentenza della Corte d’Appello, che aveva confermato la condanna della Difesa per non aver protetto adeguatamente il militare sardo morto nel 1999 dopo aver servito in Bosnia, riconoscendo così il nesso causale fra l’esposizione all’uranio impoverito nei Balcani e l’insorgere della malattia”. Il 20 maggio 2016, infatti, il dicastero di via XX settembre è stato ritenuto responsabile di condotta omissiva per non aver protetto adeguatamente il militare morto di leucemia nel 1999 a soli 23 anni.
 
Registriamo e pubblichiamo la seguente dichiarazione di Gianluca Rizzo e Giulia Grillo, componenti del M5S Commissione Difesa:” MA LO STATO FA LA GUERRA A SE STESSO? Queste le parole rilasciate in commissione il 26 maggio dalla ministra Pinotti: "Personalmente (parlo di una mia valutazione di sensibilità politica) ritengo che questa vicenda processuale non vada ulteriormente prolungata. Tutto ciò detto e chiariti i limiti d'azione del Dicastero, perché io parlo come Ministro della Difesa ma esistono altre parti dello Stato che si occupano di queste cose e che non dipendono dalla mia responsabilità..."
Oggi, invece, trapelano notizie su opposta valutazione da parte di un'altra parte dello Stato che, invece, se ne infischia dell'opinione della ministra e preferisce continuare l'agonia e lo strazio per i parenti del caporal Vacca vittima riconosciuta da esposizione a fattori patogeni da Uranio Impoverito.
Perché di questo si tratta, una parte dello Stato contro un'altra parte, evidentemente meno influente e soggetto a valutazioni che influiscono sul suo operato.
Allora ci chiediamo che autorevolezza può mostrare difronte le intere forze armate che sanno di avere un comandante che non è in grado di proteggerli al cospetto di incurie sul luogo del lavoro ?
Chiediamo che il Ministro ritorni ad informare nel dettaglio quali procedure si siano innescate per far si che una dichiarazione rilasciata in commissione venga disattesa dall'Avvocatura dello Stato”.


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

giovedì 14 luglio 2016

lug

14

2016

Dopo le Sentenze della corte europea, Presto i sindacati alla Gendarmeria Francese ? articolo di Jacques BESSY presidente di ADEFDROMIL, associazione militare francese.  

Francia dovrà trarre conclusioni su stato della polizia e della gendarmeria, la metà civile e metà militari. Come accade tra la POLIZIA e CARABINIERI. IN ITALIA, contro la storia e sentenze europee, non si danno diritti sindacali ai Militari


Francia dovrà trarre conclusioni su stato della polizia e della gendarmeria, la metà forza civile, la metà militari. Un po’ come accade tra la POLIZIA e CARABINIERI.  In MOLTI STATI EUROPEI I MILITARI HANNO ASSOCIAZIONI E SINDACATI autonomi e indipendenti che tutelano il personale.  
IN ITALIA, portando indietro l'orologio dei DIRITTI , contro la storia e sentenze europee, non si danno diritti sindacali ai Militari, SI CANCELLANO I DIRITTI degli appartenenti al CORPO FORESTALE e si preferisce mantenere a spese dello stato ( 4 milioni di euro anno ) un SINDACATO GIALLO per i MILITARI chiamato Rappresentanza 
 
Luglio 2016 
Molti cittadini e militari sono a conoscenza che oltre alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) spesso chiamato: Convenzione europea dei diritti dell'uomo, vi è una Carta sociale europea  e la CORTE EUROPEA (CEDU), che mira a "  garantire alle loro popolazioni i diritti sociali ... per migliorare le loro condizioni di vita e promuovere il loro benessere  ." La Carta iniziale nel 1961. E 'stato modificato da protocolli; 
La versione attuale nel 1996. La Francia ha naturalmente aderito. La Carta stabilisce nella Parte IV - articolo 25, un Comitato europeo dei diritti sociali , un organismo del Consiglio d'Europa, che esamina e decide sui ricorsi collettivi realizzati da organizzazioni europee di datori di lavoro e dei lavoratori. Così il Consiglio europeo dei sindacati di polizia e il Comitato dei diritti sociali 10 giugno 2013 - cioè prima che le sentenze della CEDU del 2 ottobre 2014- ha presentato un ricorso sostenendo che la gendarmeria militare che si esibiscono quasi il 90% del loro tempo le missioni civili di polizia e la pubblica sicurezza non avrà il diritto di organizzare o il diritto alla contrattazione collettiva. 
Il procedimento dinanzi al comitato è simile a quella che si svolgono in tribunale. 
E il governo sulla questione deve  fornire spiegazioni. Naturalmente, la Francia non ha mancato di sostenere che la situazione dei militari è cambiato da quando le sentenze del 2 ottobre 2014 (Adefdromil contro la Francia) e la legge n 2015-917 è entrata in vigore il 30 luglio 2015, che creato APNM (Military Ordini professionali Nationales). Tuttavia, per quanto riguarda il caso particolare della Gendarmeria Nazionale, il Comitato non è stato convinto da argomenti del governo. 
Così, da una decisione del 27 Gennaio 2016 , notificata al 3 marzo 2016, e finalmente rilasciato 4 Luglio 2016, il Comitato ritiene che la normativa francese viola: 1. L'articolo 5 della Carta  "quando la Gendarmeria nazionale, è una funzionalmente equivalente a una forza di polizia"  ; 2. L'articolo 6§2 della Carta, che sostiene "per la negoziazione volontaria tra i datori di lavoro o dei datori di lavoro, da un lato, e le organizzazioni dei lavoratori, d'altra parte a regolamentare le condizioni di lavoro da contratti collettivi; "
Le conseguenze di questa decisione. Il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa sarà preso dal Comitato dei diritti sociali e una votazione si svolgerà su una risoluzione che in realtà non vincolante, ma costringerà la Francia a spiegare. Tuttavia, questa decisione può contestare la legittimità del decreto relativo eseguire l'operazione e la rappresentatività delle APNM, compresi coloro che lavorano per il bene di gendarmi. Il decreto dovrebbe essere pubblicato a breve. APNM intervenendo a favore della polizia deve essere pronto a contestare la legittimità del decreto. 
Inoltre, questa decisione apre la porta alla creazione di sindacati in gendarmeria. Possiamo supporre che un tale passo sarebbe l'inizio di una controversia tra lo Stato e le cosiddette unioni, che troverebbe la sua soluzione in una disputa a Strasburgo. Questa decisione perfettamente logica data la missione della gendarmeria e la sua posizione nel ministero degli interni . Lo Stato dovrà necessariamente trarre conclusioni necessarie sullo stato della polizia e della gendarmeria, la metà forza civile, la metà militari come il famoso detto di Napoleone. luglio 2016


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

lug

14

2016

Corte Europea dei Diritti: “ Ai militari non può essere negato il diritto di costituire sindacati “. EUROMIL incontra le associazioni militari Francesi.  

In Italia abbiamo ancora il SINDACATO GIALLO, chiamato Rappresentanza Militare, non autonomo, senza poteri a tutela di lavoro e salute, ospitato nei palazzi dei vertici , gerarchizzato e pagato dallo stato 4 Milioni di euro all'anno.


Comunicato EUROMIL ( EUROMIL, di cui Assodipro è membro dalla sua costituzione,
è Organizzazione Europea che accoglie 
38 tra sindacati e associazioni di militari Europei 
di 23 paesi Europei ) 
Il 2 ottobre 2014, la Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) 
ha emesso sentenze su due casi, 
vale a dire Matelly vs Francia e Adefdromil vs Francia. 
In entrambi i casi una possibile violazione dell'articolo 11 
della Convenzione europea dei diritti 
dell'uomo (CEDU) è stata un elemento essenziale. 
Fino a quel momento i soldati francesi (militari e gendarmeria) 
non sono stati ammessi a partecipare i sindacati militari o associazioni 
con obiettivi sindacali.
La Corte (CEDU) ha concluso che, mentre l'esercizio da parte del 
personale militare della libertà di associazione potrebbe essere 
soggetto a restrizioni legittime, un divieto generale sulla formazione 
o partecipare a un sindacato nega l'essenza stessa di un diritto, 
ed è stato come tale vietato dalla la Convenzione (CEDU). 
La sentenza della Corte sostiene che un divieto assoluto di costituire 
sindacati non può essere imposto agli appartenenti delle forze armate. 
Tuttavia, si precisa che le restrizioni (anche significative) possono 
essere immesse  sull'esercizio della libertà di associazione da 
personale militare, dal momento che la natura specifica della 
missione delle forze armate 'richiede che l'attività sindacale 
deve essere adattata di conseguenza. 
Tuttavia, tali restrizioni non devono privare il personale in 
servizio del diritto generale di associazione (di cui il diritto di organizzare 
sindacati è solo un aspetto) in difesa dei loro interessi professionali e 
non pecuniari: 
queste restrizioni possono riguardare i metodi di azione e di espressione 
utilizzati da un'associazione professionale, ma non l'essenza del diritto stesso, 
che include il diritto di costituire e aderire a tale associazioni o sindacati.
A seguito delle sentenze della Corte Europea, il Consiglio di Stato francese 
(Conseil d'Etat) ha presentato una relazione al Presidente della Repubblica 
francese, François Hollande, dal titolo "Relazione Pêcheur". Sulla base della 
relazione, il Presidente ha ordinato nel dicembre 2014, la ministro della 
Difesa francese, Jean-Yves Le Drian, e il Ministro degli Interni, Bernard 
Cazeneuve, per l'esecuzione delle conclusioni di questa relazione e di 
preparare un disegno di legge sul diritto di associazione. 
Il Parlamento francese ha discusso questo disegno di legge, che, 
dopo alcuni mesi, ha portato alla legge del 28 luglio 2015. 
In base alla nuova normativa soldati francesi potevano partire da 
quel momento per  creare e aderire ad associazioni militari 
professionali, conosciuto anche con l'acronimo APNM francese.
Molti di questi APNM sono state nel frattempo creati e hanno iniziato 
a impostare il loro lavoro nazionale. 
Recentemente EUROMIL ha avuto colloqui con alcuni di loro a Parigi . 
Il 30 giugno e il 1 luglio 2016, il Presidente della EUROMIL, 
Emmanuel Jacob, ha incontrato  i rappresentanti di APNM-Marine 
e la Federazione Mili XXI che si compone di del 
APNM Gend XXI e ANM XXI. 
L'obiettivo di questi incontri è stato quello di condividere 
informazioni ed esperienze. 
E 'stato anche concordato di mantenere un contatto regolare. 
EUROMIL auspica una rinnovata collaborazione in Francia e spera 
di entrare in contatto con più APNM, ma anche con i rappresentanti 
politici e militari per discutere il funzionamento di questa 
nuova forma di dialogo nelle forze armate francesi.
CLICCA QUI per leggere il Comunicato originale in lingua inglese di EUROMIL


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

martedì 12 luglio 2016

lug

12

2016

MILITARI MORTI E MALATI per esposizione Uranio, Amianto e Vaccini. Il Presidente Commissione Inchiesta, Gian Piero SCANU presenta in conferenza stampa una pdl su sicurezza e tutela salute dei militari  

“Siamo qui a spiegare, gridare al paese la gravità delle situazioni trovate e per trovare soluzione“.“C’è chi allude ad una specificità militare che è una minorità. Assodipro:“ la politica discuta se ci sono responsabilità politiche e di vertici"


A cura di Salvatore Rullo, presidenza nazionale Assodipro. 

Come Assodipro abbiamo seguito con interesse i positivi lavori della “ Commissione parlamentare di inchiesta Uranio impoverito, amianto, vaccini e poligoni”. 
Abbiamo pubblicato e commentato vari resoconti di alcune delle audizioni più importanti della Commissione Inchiesta ed apprezzato lo spirito con il quale sono stati condotti i lavori dal presidente Scanu e da tutti i componenti della stessa. 
Oggi eravamo presenti alla conferenza stampa di presentazione del progetto di legge frutto del lavoro della commissione. 
Il presidente Scanu ha ringraziato il dott. Guariniello, intervenuto oggi, ed i numerosi parlamentari presenti ( Duranti – in foto con Scanu e Guariniello, Zardini, Cappelli, Simonetti, Carrozza, Boldrini, Amati ). 
Nel suo intervento il presidente Scanu, tra l’altro, ha dichiarato : “ Abbiamo iniziato con lo spirito e la convinzione di portare a termine un lavoro sospeso e mai compiuto, ci rifiutiamo di far parte di un calderone di proposte incompiute rifiutandoci di far parte di quella che è la realta attuale : un enorme calderone di contenziosi.  
Siamo qui a spiegare, comunicare, gridare al paese la gravità delle situazioni trovate e per trovare soluzione. Crediamo che per uscire dal pantano attuale bisogna uscire dalla giurisdizione domestica e autoreferenziale e non è più ipotizzabile che un lavoratore militare sia valutato, come tutela della salute e sulle sue condizioni di salute, da altri militari. 
Le sue condizioni di salute, per patologie contratte in servizio devono  essere valutate e tutelate come tutti gli altri lavoratori. Ormai è chiaro che quando si parla di specificità delle Forze Armate, cosa che soltanto allude ad una positività, la stessa vuota specificità viene percepita come minorità e assenza di tutele. Bisogna arrivare ad una chiara responsabilità dei rischi dei lavoratori militari identificando i responsabili della tutela e bisogna separare controllori e controllati. 
La salute di militari, i molti casi di malattia e morte, non sono derivati solo dall’ Uranio spesso usato come cortina fumogena, ma da una pluralità di elementi negativi che hanno prodotti notevoli danni alla salute. 
La salute dei militari è stata ed è messa a rischio,  non solo in zona di operazioni ma anche da Amianto, Arsenali e Poligoni
Ci occupiamo anche di questo. Ci batteremo per far approvare la nostra proposta che è stata già firmata da 160 parlamentari di tutti i gruppi politici”. 
Come Assodipro abbiamo rivolto una domanda al presidente Scanu ed ai presenti, al minuto 48 del video della conferenza : “ Apprezziamo molto il positivo lavoro svolto dalla commissione e lo abbiamo scritto in molte occasioni e sin dall’inizio dei lavori della commissione, riteniamo il prodotto del lavoro un buon prodotto, ma nel dibatto parlamentare la politica deve esprimersi in una valutazione complessiva e non solo in un testo di legge. La valutazione e la riflessione che la politica deve fare è : verificare se ci sono state responsabilità politiche,di vertici, o entrambe, che hanno causato molti morti e malati tra gli appartenenti alle Forze Armate che hanno operato, come dichiarato nelle audizioni e come già parzialmente noto attraverso i media, senza diritti e tutele. Come Assodipro siamo convinti che la mancanza di uno strumento di rappresentanza sindacale per i lavoratori militari tutti, vero ed autonomo, la mancanza di cultura sindacale e di tutela su lavoro e salute, sia tra le cause di tante lacune ed errori. In un ambiente con diritti di tutela sindacale il tanto accaduto ( centinaia di morti e malati senza diritti ) non si sarebbe verificato o accadeva in minima parte”. 
La risposta del Presidente Scanu la trovate nel video integrale, al minuto 48, della conferenza che vi invitiamo ad ascoltare integralmente. 


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

domenica 10 luglio 2016

lug

10

2016

Militari Morti e Malati causa esposizione a Uranio impoverito, Scanu: “Basta con l’emergenza, ecco la nostra proposta per proteggere militari e civili”.  



Era il Gennaio 2016, Quando nasceva La COMMISSIONE PARLAMENTARE DI  INCHIESTA  SUGLI EFFETTI DELL'UTILIZZO DELL' URANIO IMPOVERITO. Partita alla Camera a quasi tre anni dalla nuova legislatura, dopo veti incrociati e stop-and-go politici. Fortemente voluta da Movimento 5 Stelle e Sel, con presidente l' On. Scanu del PD
All’epoca il presidente Scanu così rispondeva ad un intervista dell’Espresso : “ Perchè si è atteso cosi tanto per far nascere questa commissione ?  «Questo tempo è la cifra esplicita della complessità del tema che trattiamo e dei problemi che abbiamo trascinato anno dopo anno. Partendo dalle conclusioni della precedente commissione, vorremmo superare il requisito del nesso di causalità che rende difficile il riconoscimento del diritto al risarcimento. La comunità scientifica e la Difesa hanno approcci problematici difficilmente riconducibili a una valutazione unitaria».
Afghanistan, Bosnia, Kosovo e Iraq: si parte con la retorica delle missioni di pace e si ritorna con il “male dentro”? «Potenzialmente l’esposizione a sostanze cancerogene si può sviluppare anche dentro i poligoni o in altri ambienti insalubri. Il nostro però non sarà un punto di vista burocratico: vogliamo individuare una sede terza per il “militare lavoratore”, che attualmente è soggetto alle valutazioni della sanità militare». Impegni, prese d’atto, sedute di quattro diverse commissioni in quattro diverse legislature, mentre continuano le morti: cinque solo nell’ultimo mese, salendo a quota 324 vittime. C’è un abisso tra la lentezza della politica e la velocità de decessi. «Abbiamo a cuore questo tema etico e morale e abbiamo piena coscienza della gravità della situazione. Proprio per questo vorremmo che la nostra commissione fosse l’ultima di una serie troppo lunga. Entro giugno presenteremo un atto di indirizzo che dovrebbe impegnare Governo e Parlamento ad attuare le disposizioni della commissione». Ci sono poi i 3700 casi segnalati dall’osservatorio militare (la onlus che prepara dossier e fornisce assistenza giuridica) e una sentenza del tribunale di Firenze ha stabilito la relazione tra polveri d'uranio impoverito e tumori.. «Finora questa correlazione è stata riconosciuta solo in sede giudiziaria. L’impianto normativo che proporremo al Parlamento sarà finalizzato a risolvere le cause alla base di questa situazione ormai insostenibile. I malati e le loro famiglie non saranno mai lasciati soli». L’uranio impoverito si lega alla battaglia altrettanto calda delle servitù militari in Sardegna e dei suoi poligoni con una storia di morti, tumori, torio nelle tibie dei pastori, agnelli deformi, ordigni inesplosi, omissioni e processi. «Abbiamo ribadito che puntiamo sulla chiusura di Capo Frasca e Capo Teulada e sulla conversione del poligono di Quirra. La Sardegna ha pagato un prezzo molto alto.
Per le famiglie dei malati, secondo le associazioni, ci sono sacrifici enormi: centinaia di migliaia di euro spesi tra ospedali e cure sperimentali nella totale indifferenza delle istituzioni e nell'offensivo rifiuto di rimborsi non previsti da parte delle Asl di competenza. «Sono consapevole che la nostra è una battaglia di civiltà per far scomparire tutte queste storture. Riporteremo tutto in un alveo di civiltà giuridica». 
Dopo mesi di interessanti audizioni, e di un importantissimo lavoro della Commissione inchiesta, delle quali il nostro sito, in modo unico nell’informazione del comparto difesa,  ha dato tempestiva e completa informazione pubblicando numerosi articoli sui contenuti e le dichiarazioni di molti intervenuti entro il giorno successivo alle audizioni,  su un tema importante come la tutela dei diritti e del diritto e tutela della salute, Martedì 12 luglio, alle ore 13, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, il presidente Gian Piero Scanu e i capigruppo della Commissione d’inchiesta sull’uranio impoverito illustreranno la proposta di legge sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari finalizzata a proteggere militari e popolazioni civili dai rischi di malattia per l’esposizione ai vari agenti patogeni. “La proposta è frutto di un intenso lavoro svolto in sei mesi dalla Commissione d’inchiesta – si legge in una nota – e dovrà immancabilmente diventare legge in questa legislatura. Saranno presenti anche i consulenti della Commissione, tra i quali l’ex magistrato Raffaele Guarinello”. La Conferenza sarà trasmessa in diretta web dal sito della Camera dei Deputati.


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

mercoledì 06 luglio 2016

lug

06

2016

CONTRO l’accorpamento Corpo Forestale nei Carabinieri. GRANDE e partecipata Manifestazione. Fischi al Comandante Patrone e all’On. Carbone. Le Riforme non si impongono, i diritti non si cancellano  

5 Luglio 2016, Assodipro, Sindacati di polizia, penitenziaria, vigili del Fuoco, Politici,Associazioni, FP CGIL. Grande manifestazione a Roma in piazza Montecitorio. Fermatevi, le riforme si condividono.I diritti con si cancellano, si estendono!


a cura di Salvatore Rullo presidente Assodipro 
5 Luglio 2016 piazza Montecitorio, Manifestazione contro l’accorpamento- militarizzazione forzata del Corpo Forestale nei Carabinieri, una bellissima, e molto partecipata giornata, per i diritti e per la democrazia
E’ stato un onore ed una piacevole emozione portare, dal palco, ai tantissimi intervenuti a manifestare, la solidarietà e vicinanza di Assodipro che da 24 anni lotta, opera e si impegna per i militari e la conquista di diritti sindacali per tutti.
Ad una Piazza Montecitorio gremita hanno portato la loro solidarietà e vicinanza, per una dura battaglia in corso, i maggiori sindacati di Polizia, sindacati della penitenziaria, sindacati dei vigili del fuoco, associazioni, politici e la FP CGIL.
La piazza gremita è la dimostrazione di quanto sia sentito e forte il sentimento di opposizione alla militarizzazione, con perdita di diritti, di appartenenti ad un corpo che svolge il suo lavoro con competenza, passione e amore verso la natura, l’ambiente e la tutela dello stesso, compito fondamentale per i cittadini e l’economia del nostro paese. 
Per numero di partecipanti, rispetto agli appartenenti al corpo Forestale distribuiti su tutto il territorio in presidi non grandi, è come se 1 dipende su tre del Corpo Forestale abbia manifestato venendo a Roma mentre sul territorio si garantiva il servizio. E’ un dato effettivamente clamoroso
La politica ne prenda atto fermando il provvedimento e rivedendo una scelta che ha diverse criticità, tra queste quella della perdita di DIRITTI SINDACALI, autonomia, competenze, professionalità e qualità. E’ un dato che dimostra quanto abbia sbagliato il Capo della Forestale, il dott. Patrone, che ha servito su un piatto d’argento i suoi uomini millantando un consenso che, nei fatti e nella realtà, non ha. Tanto più grave è stato non parlare – non incontrare e spiegare ai rappresentanti sindacali del Corpo Forestale, ai suoi uomini e donne che svolgo il loro lavoro con competenza e professionalità,  del discutibilissimo progetto di militarizzazione. 
Questo è dimostrato anche dai numeri e dai sonori fischi e cori di disapprovazione, con la richiesta di DIMISSIONI, urlata dalla piazza all’indirizzo del dott. Patrone. 
A proposito di fischi e disapprovazione, una buona razione ed un “ ciaone “ sono stati mandati, dalla piazza, all’On. Carbone del PD ( relatore del provvedimento ) anche perché ha ironizzato sulla perdita dei diritti affermando che comunque non c’è perdita di diritti civili in quanto, bontà sua, gli appartenenti al Corpo Forestale potranno esercitare il diritto di voto (!) ed i Militari non sono, sui diritti, cittadini di serie B in quanto hanno la rappresentanza militare ! Niente di più errato On. Carbone.
I Militari, nel campo dei diritti e delle tutele sindacali sono cittadini di serie B, con la tendenza politica di farli retrocedere in lega Pro, insieme a milioni di lavoratori, visti certi orientamenti politici che vanno contro o sono sordi sul tema dei diritti. 
In democrazia le riforme non si impongono ma si condividono, i diritti non si cancellano ma si estendono a tutti. 
Questi concetti base sono apparsi chiarissimi a tutti gli intervenuti alla manifestazione. Molti gli interventi, anche di politici ( applauditissimi quelli del M5S Bernini e Terzoni ). 
Appassionati e solidali quelli dei Sindacati ed Associazioni fino all’intervento del Segr. Gen. Della Funzione Pubblica CGIL , Salvatore Chiaramonte, che, in un lungo, completo e molto sentito intervento, ha spiegato la varie criticità del provvedimento annunciando un prossimo sciopero generale del Corpo Forestale, il primo della sua storia ! 
Nei vari interventi, il mio compreso, sono stati sottolineati alcuni passaggi di vertici militari e politici effettuati nelle varie commissioni nei giorni scorsi. Non secondario, come qualcuno vorrebbe far credere o addirittura rimuovere dalla discussione, ma tra i principali, il tema dei DIRITTI Sindacali che sarebbero cancellati con un comportamento politico che non ha precedenti e che farebbe indietreggiare il mondo dei lavoratori in divisa e la società di 40 anni
E’ chiaro che, per mero opportunismo di vertice o cinico pensare a meschini interessi personali mortificando interessi collettivi, il TEMA DEI DIRITTI SINDACALI è rifiutato da certi settori già noti e subisce un attacco da anni mentre dovrebbe essere, è , una colonna portante della democrazia ed un diritto concesso a tutti i lavoratori. 
Le affermazioni del Comandante Generale dei carabinieri,di alcuni rappresentativamente orrendi, e dannosi per i rappresentati, delegati del CoCeR Carabinieri, ( evidenziate anche nel nostro precedente articolo ) che arrivano ad affermare, tra l’altro,  che è meglio la rappresentanza militare che il sindacato (!) occultando la forte richiesta di diritti sindacali che arriva anche da organi intermedi e di base dei Carabinieri, nonché da altre Forze Armate, e le affermazioni del Generale presidente del CoCeR carabinieri, quando affermano che la rappresentanza militare tutela il personale e non ha nulla da invidiare ai sindacati, sono CLA – MO – RO – SE  ed al tempo stesso errate. La piazza ha fischiato all'indirizzo di questi "nemici di Diritti " ed ha applaudito quando sono stati fatti i complimenti al CoCeR Finanza per le posizioni espresse da tutti i suoi componenti in commissione. 
I Sindacati gialli sono vietati per legge. La Rappresentanza Militare è un Sindacato Giallo di fatto che fa comodo solo a chi lo usa e pilota ( vertice ) ed a chi lo interpreta ( delegati). Tra i requisiti che NON deve avere un sindacato, che altrimenti diventa un sindacato giallo, c’ è il fatto che deve essere autonomo e la rappresentanza non lo è in quanto è interna all’amministrazione ed è gerarchizzata. Deve avere capacità giuridica e concertativa a tutti i livelli, per rappresentare completamente ed effettivamente il personale, e  la rappresentanza militare NON le ha. NON deve essere pagato dal datore di lavoro ed invece la rappresentanza militare è pagata dall’amministrazione, con soldi pubblici e con l’enorme e scandaloso costo di 4 MILIONI di euro anno. 4 Milioni di Euro anno pur di non concedere diritti ! Di fronte anche a questo dato fa riflettere, quando i favorevoli alla militarizzazione del Corpo Forestale parlano di “ risparmio “. Un risparmio molto dubbio e discutibile anche per altri numerosi motivi ben rappresentati in vari interventi.       
Il messaggio dalla bella piazza di democrazia è forte e chiaro : FERMATE QUESTA NON RIFORMA, NON IMPONETE, DISCUTIAMONE INSIEME. La bella lotta democratica continua.



  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

lunedì 04 luglio 2016

lug

04

2016

Audizione CoCeR CC e GdF su accorpamento del Corpo Forestale nei Carabinieri. Il Gen.D’Ambola dei CC fortemente critico con chi si oppone al provvedimento e con le opposizioni. Reazioni dei Dep. M5S  

Bernini e Basilio, “ duro attacco politico “. Assodipro : L’accorpamento Forzato Del Corpo Forestale nei CC è anche una cancellazione di democratici diritti sindacali. I Militari NON hanno rappresentanza se non un Sindacato Giallo di fatto.


Assodipro Roma FLASH NEWS 

Solo pochi giorni fa, sempre in commissione difesa, il Comandante Generale dei Carabinieri Del Sette, affermava, in modo per noi Clamoroso,  riguardo al tema perdita dei DIRITTI DEL PERSONALE del Corpo Forestale : “Non c'e' perdita di DIRITTI, la Rappresentanza Militare, sul piano della capacità e manifestazione non ha nulla da invidiare ai sindacati, ve lo garantisco” . 

NOI, COME ASSODIPRO, confermiamo ed affermiamo che la Rappresentanza Militare è un Sindacato Giallo di fatto. Ed ha i requisiti del sindacato giallo in quanto è : interna all’amministrazione, gerarchizzata, non autonoma, non ha capacità giuridica per una effettiva tutela su lavoro, salute e parte economica. Inoltre è PAGATA dall’amministrazione ( dai contribuenti ) e costa circa 4 milioni di euro anno. Si preferisce spendere 4 milioni di euro anno pur di non dare diritti e tutele ai militari. 
OGGI, poche ore fa, in commissione era il turno dei CoCeR Sicurezza con il loro parere sull’accorpamento del Corpo Forestale nei Carabinieri.  
Un duro , puntiglioso e apparentemente stizzito intervento del Generale D’ Ascola, del CoCeR Carabinieri che tra l’altro ha detto : “ la rappresentanza Militare è come il sindacato e tutela il personaleIl Generale dei Carabinieri ha affermato anche, leggendo, tra l’altro : “ Ci è parso di capire che il problema principale sia la perdita di diritti sindacali degli appartenenti al corpo Forestale, che con noi migliorerebbe. SINDACATI E POLITICI DI OPPOSIZIONE STANNO CERCANDO DI OSTACOLARE E BLOCCARE IL DECRETO. Per i Politici è un modo per ostacolare i provvedimenti del governo. Speriamo che ci siano provvedimenti condivisi piuttosto che contestare a prescindere"!! 
Ciò ha  provocato la reazione dei Deputati Bernini e Basilio del M5S : “ Noi operiamo in parlamento come tutti gli altri – la rappresentanza militare non tutela e noi abbiamo sentito molte voci di militari che la pensano diversamente sui diritti e sulla rappresentanza– non viene rispettata la sentenza CEDU che afferma “ ai militari non possono essere negati i diritti sindacali ma si può solo regolamentare lo stesso diritto - abbiamo ascoltato un attacco politico “   

CLICCA QUI  per video ascoltare l’intervento dei delegati CoCeR CC e GdF, del Generale Presidente del CoCeR CC e del Generale Bartoloni, ( CoCeR GdF ) che ha fatto, su molti punti, un intervento apprezzabile e condivisibile criticando alcuni aspetti dell’accorpamento e citando le  lacune della rappresentanza militare. 
Alla fine dei due interventi si possono video ascoltare gli interventi dei Parlamentari ( Bernini e Basilio del M5S e Carbone del PD  famoso per il Ciaone dopo le Elezioni, che fa ironia sulla perdita di Diritti ! e polemizza con un delegato CoCeR GdF
Sono intervenuti anche 3 delegati del CoCeR CC ma i loro interventi sono stati così vuoti e insignificanti sul tema dei diritti e della tutela del personale  ( lasciamo a chi li vorrà ascoltare ulteriori o diversi giudizi ), così appiattiti sulle posizioni espresse dal Generale presidente e senza nessuna richiesta di diritti veri e sindacali, così autoreferenziali e dannosi per il personale e per un vero strumento di tutela sindacale per tutti i militari, che non ci sembra il caso neanche di sintetizzarli ( lasciamo al cortese lettore l'ascolto integrale degli stessi ) .
OTTIMI INTERVENTI DEI DELEGATI COCER GUARDIA DI FINANZA, ( Pizzuti e Taverna ) per contenuti e completezza, 
Consigliamo vivamente di vedere e ascoltare l’audizione, appena riassunta in questo articolo.   


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

lug

04

2016

LA GUARDIA DI FINANZA SI E’ DATA UN NUOVO CODICE DEONTOLOGICO AI FINANZIERI E’ CONSENTITO “GRACCHIARE ”? - di Cleto Iafrate  

La Guardia di Finanza, allo scopo di recepire la vigente normativa anticorruzione, a distanza di 20 anni dal precedente, si è data un nuovo Codice deontologico.


Riceviamo e pubblichiamo da Cleto Iafrate.
 
La Guardia di Finanza, allo scopo di recepire la vigente normativa anticorruzione, a distanza di 20 anni dal precedente, si è data un nuovo Codice deontologico. Il documento è stato presentato come uno “strumento idoneo a prevenire e contrastare fenomeni di illegalità, nonché a garantire ulteriormente la trasparenza nelle azioni compiute dai militari”. La sua presentazione è avvenuta alla presenza del Prof. Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia e delle Finanze,  e con la benedizione di Sua Eminenza Reverendissima Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità. Tante sono le novità. Per la prima volta si fa espresso riferimento alle “differenze di genere”, che chi esercita funzioni di comando deve includere e valorizzare (art. 12, lettera d)
Una importante novità è contenuta nell’art. 10, secondo comma, di cui di seguito riporto il testo:   Art.10 (Prevenzione della corruzione e scritti anonimi) 2. Fermo restando l’obbligo di denuncia all’Autorità Giudiziaria, l’appartenente al Corpo segnala al proprio superiore gerarchico, anche ai sensi dell’articolo 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, eventuali situazioni di illecito all’interno della Guardia di finanza di cui sia venuto a conoscenza.   Nella relazione illustrativa si afferma che questo articolo “esplicita formalmente il collegamento fra il Codice deontologico e il Piano triennale di prevenzione della corruzione”;  e che “nell’ambito della disposizione in esame assume particolare rilievo la previsione contenuta nel secondo comma, relativa alla disciplina del c.d. “whistleblower, introdotta coerentemente con le previsioni dell’art. 54-bis del D.Lgs. 165/2001 e con le indicazioni contenute nella determinazione A.N.AC. n. 6/2015[.
A me pare che il collegamento con le norme anticorruzione sia più formale che sostanziale.
Leggendo il codice deontologico, invece, ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte ad “un fischietto che non fischia”; o meglio, un’amministrazione tutta trincerata su posizioni corporativistiche e autoreferenziali; un’amministrazione concentrata più sulla blindatura che sulla trasparenza; insomma, un’amministrazione all’interno della quale “non cade foglia che il superiore non voglia”.
CLICCA QUI PER LEGGERE L'ARTICOLO INTEGRALE di Cleto Iafrate 


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

lug

04

2016

Cambio E-mail ASSODIPRO Treviso  

ASSODIPRO Treviso cambia la sua E-mail


ASSODIPRO Treviso comunica quanto segue:
in seguito al cambio gestore telefonico, siamo costretti a cambiare la e-mail di riferimento.
La nuova e-mail è: asdptreviso@gmail.com



- Per favore condividete
il più possibile questo post. Grazie.


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: Ilario_tv icona autore |  AS.SO.DI.PRO.

giovedì 30 giugno 2016

giu

30

2016

5 Luglio.ASSODIPRO MANIFESTA INSIEME ai Sindacati e Lavoratori del Corpo Forestale, contro la loro militarizzazione forzata che è, oltre che un provvedimento discutibile, anche una perdita di DIRITTI  

MANIFESTAZIONE IL 5 Luglio 2016, ore 10 Piazza Montecitorio Roma, sindacati di polizia, associazioni, sindacati e personale del Corpo Forestale, FP CGIL. Ed a Settembre il PRIMO SCIOPERO Generale del Corpo Forestale.


Assodipro Nazionale 
 
ASSODIPRO con i Sindacati di Polizia, con i Sindacati ed il personale del Corpo FORESTALE, con la FP CGIL, con le associazioni, per la difesa dei diritti e l' estensione dei DIRITTI SINDACALI ai MILITARI, CONTRO LA IMPOSTA  MILITARIZZAZIONE DEL CORPO FORESTALE con il transito nei Carabinieri , parteciperà al Presidio - Manifestazione che si terrà a Roma, piazza Montecitorio, Martedì 5 Luglio dalle ore 10

LA NOSTRA STORIA CE LO IMPONE; chi chiede , democraticamente, DIRITTI e vede diritti compressi e negati, non può che essere dalla parte dei lavoratori e dei lavoratori in divisa.  
AS.SO.DI.PRO : Associazione fondata a Roma il 22/05/1992. Dalla nascita, lotta per la tutela ed il miglioramento dei diritti per i Militari, per ottenere una democratica, vera e definitiva tutela su diritti fondamentali come lavoro e salute, per i DIRITTI SINDACALI per tutti i militari.
ASSODIPRO è, dalla sua costituzione, membro di EUROMIL  l'Organizzazione europea delle Associazioni militari.  
EUROMIL, è organizzazione ombrello composta da 38 ASSOCIAZIONI E SINDACATI MILITARI  di 23 paesi. E 'il principale forum paneuropeo per la cooperazione tra i professionisti di associazioni militari su questioni di interesse comune. 
EUROMIL si sforza di garantire e promuovere i diritti umani, le libertà fondamentali e socio-professionali, gli interessi dei militari di ogni grado in Europa e promuove il concetto di "Cittadino in uniforme".  Come tale, un soldato ha diritto agli stessi diritti e obblighi di ogni altro cittadino. EUROMIL, in  particolare, chiede il riconoscimento del diritto dei militari di formare e aderire a sindacati e ad associazioni indipendenti  e per il loro  inserimento in un regolare dialogo sociale da parte delle autorità.
I soldati sono dipendenti altamente qualificati, che hanno il diritto legittimo di promuovere i loro interessi sociali e professionali - come fanno gli altri lavoratori.
 
MANIFESTEREMO, COME IN ALTRE OCCASIONI, anche il 5 Luglio 2016. E' una giusta battaglia democratica di e per i DIRITTI, la facciamo con il cuore ed a testa alta, come in passato  e come faremo in futuro, per i diritti per tutti. 

Clicca qui per il Comunicato di FP CGIL per la Manifestazione del 5 Luglio e con l'annuncio del PRIMO SCIOPERO GENERALE nella storia del CORPO FORESTALE DELLO STATO



  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

Vai a pagina  [1] 2 3 ... 111 112 113

Archivio News


Categorie News

   



Altre News

mar 23 ottobre 2012 - 15:32:20
NO alla Riforma Pensioni - NO ai Tagli di personale nelle FFAA - NO alla Revisione dello strumento Militare . MONTI Incontra una delegazione dei partecipanti - GIORNATA STORICA e risultati concreti
sab 06 ottobre 2012 - 10:03:16
Fonte: lasottilelinearossa.over-blog.it
ven 28 settembre 2012 - 12:57:07
Roma, 28 set. (Adnkronos)
sab 18 agosto 2012 - 16:23:24
di Luca Kocci pubblicato su Il manifesto, il 17/08/12

 

Tema Grafico by iWebSolutions - partner e107 Italia