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martedì 24 maggio 2016

mag

24

2016

Militari e lavoratori Civili Min. Difesa malati o VITTIME dell’ AMIANTO, le proposte del CAD. I numeri dei malati e delle vittime. 400 casi accertati di cui 200 Morti tra Aeronautica, MM, EI, CC  

Comunicato CAD ( Coordinamento Amianto pro Comparto Difesa, composto da Assodipro e AFeVA Sardegna )


Comunicato CAD ( AFeVA Sardegna e Assodipro ) 
Purtroppo, il fatto che il personale delle Forze Armate e tutto il Comparto Difesa sia travolto dalla tragedia causata dalla indebita esposizione alle micidiali fibre di amianto è un dato tragicamente incontrovertibile che troverà il suo picco di incidenza intorno al 2020/2025, continuando a provocare malattie incurabili e a mietere vite umane nei successivi 15/20 anni e oltre. Tuttavia, sulla attuale e pregressa dimensione del danno subìto dal personale dipendente non c'è chiarezza. 
Tale situazione è dovuta in primo luogo a: (I) una atavica grave e generale sottorilevazione del fenomeno infortunistico professionale, che unita ad altri fattori quali (II) il lungo periodo di latenza della manifestazione delle malattie e patologie asbesto correlate rispetto alla prima esposizione al cancerogeno minerale (III) e interni alle FFAA relativi all'organizzazione della rilevazione epidemiologica, completano il quadro.
Il CAD, composta da ASSODIPRO e AFeVA Sardegna sta collaborando con il Ministro Difesa, con il tramite del Sott. Segr. Domenico Rossi, ed i vertici della sanità militare su proposte che comprendono :
“Benefici” previdenziali connessi alla inconsapevole esposizione ad amianto subìta dal personale militare e civile della Difesa e della Sicurezza Nazionale esposti e vittime dell'amianto; 
Sorveglianza sanitaria ed  epidemiologica. 
Registro nazionale per la sorveglianza sanitaria e epidemiologica del personale della difesa e sicurezza nazionale. 
Criteri per l'accertamento e la valutazione della percentuale dell’invalidità e dell’eventuale aggravamento degli irreversibili danni provocati dalle esposizioni ad amianto e ad agenti biologici, chimici, cancerogeni e per il riconoscimento dei benefici di legge previsti a conforto delle vittime e ai familiari superstiti. 
Modifica all'art. 5 del d.p.r. 7 luglio 2006, n. 243 (gu n.183 del 8-8-2006 ) . 
Interpretazione autentica dell'art. 6 del d.l. 6 dicembre 2011, n. 201 (gu n.284 del 6-12-2011 - suppl. ordinario n. 251 )
I NUMERI DELLA TRAGEDIA ( casi accertati ) CAUSATA DALL’ ESPOSIZIONE ALL’ AMIANTO :   
PERSONALE MILITARE MARINA             : 102 casi dei quali   77 deceduti 
PERSONALE MILITARE AERONAUTICA : 76 casi dei quali     45 deceduti 
PERSONALE MILITARE ESERCITO          :  112 casi dei quali  39 deceduti 
PERSONALE MILITARE CARABINIERI   : 115 casi dei quali   50 deceduti 
PERSONALE MILITARE GdF                      : situazione non rilevata
PERSONALE CIVILE                                    : situazione non rilevata


Clicca qui e  CONSULTA LA TABELLA CON I NUMERI VITTIME

Clicca qui per IL COMUNICATO DEL CAD  





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mag

24

2016

Renzi e Madia, BASTA MELINA, annunci di bonus e promesse elettorali, si RINNOVINO I CONTRATTI bloccati da 7 anni. Aumenti elemosine e neanche per tutti ?  

Il Comparto Difesa/Sicurezza, tra riordini arenati, diritti negati o cancellati ( vedi vicenda del Corpo Forestale) aspetta insieme al pubblico impiego, da 7 anni il nuovo contratto.


A cura di Assodipro Nazionale   

Il Governo convochi i rappresentanti dei lavoratori e metta le carte in tavola. 
Chiarisca risorse e modalità degli aumenti. 
Con le risorse stanziate ci sarebbe un aumento (!) di circa 7 euro mensili che, secondo le idee del Ministro Madia, non andrebbero a tutti i dipendenti. 
Anche considerando le risorse, il sistema degli aumenti immaginato dal ministro per Semplificazione e la Pubblica Amministrazione si può definire tra l’improponibile e l’assurdo. Per evitare un micro-aumento per tutti, in una sorta di gioco delle tre carte delle poche risorse, il ministro della Funzione Pubblica, Marianna Madia, avrebbe deciso di privilegiare i redditi più bassi
Non é ancora chiaro se l’Aran, l'agenzia per la rappresentanza negoziale della pubblica amministrazione,  indicherà una soglia di retribuzione al di sopra della quale non  concedere l'aumento. A detta dei sindacati della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, gli scatti devono andare a tutti i dipendenti pubblici e hanno respinto al mittente l'ipotesi che il governo chieda all'Aran di limitare l'effetto economico dei rinnovi ai dipendenti al di sotto di una certa soglia di reddito. 
I 300 milioni di euro stanziati dal governo, secondo le idee del ministro Madia, non saranno distribuiti a tutti, ma legati a merito e produttività. 
Sarà/Sarebbe interessante sapere, dal ministro, chi e come decida il “merito“ e come si calcola o considera la “produttività“.  Al momento esiste solo la cosi detta riforma Brunetta che è rimasta ad oggi sulla carta. 
La riforma Brunetta prevede che il 50 per cento dei premi vada al 25 per cento dei dipendenti pubblici più capaci, il restante 50 per cento vada distribuito alla metà dei lavoratori e al 25 per cento degli statali risultato meno produttivo non vada corrisposto nessun aumento. "Il contratto è un diritto per tutti i lavoratori e il rinnovo deve restituire dignità e riconoscimento professionale e retributivo a tutte le lavoratrici e i lavoratori pubblici senza eccezioni", hanno scritto in una nota sulla questione i segretari generali Rossana Dettori, Giovanni Faverin e Nicola Turco.  
Il Governo, inoltre, è intenzionato a far decorrere il rinnovo dei contratti bloccati da 7 anni solo dal Gennaio 2016, ignorando la sentenza del Luglio 2015 che dichiarava il blocco illegittimo, con conseguente riallineamento dei contratti a partire dal luglio 2015. 
BASTA MELINA, annunci di bonus e promesse elettorali, si RINNOVINO SUBITO I CONTRATTI bloccati da 7 anni.


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mag

24

2016

Commissione inchiesta sui militari morti, vittime e malati. Audizione CoCeR:“ Per tutelare i militari occorre una rappresentanza sindacale” . Il 26 Maggio sarà in commissione il ministro Pinotti  

Finalmente si tocca un tema centrale che è origine e causa della mancanza di tutele su lavoro e salute per tutti i militari.


Assodipro Nazionale 
Si è svolta, Giovedì 19 Maggio 2016 ore 08:30 in COMMISSIONE INCHIESTA URANIO IMPOVERITO il Seguito dell' audizione Cocer.  
Il presidente Scanu apre i lavori : “ nella precedente audizione sono stati rivolti dei quesiti ai cocer. Ringrazia i membri della commissione per la presenza ai lavori della commissione anche in assenza di lavori in aula ”. 
Apre gli interventi dei CoCeR il Generale Gerometta, che è contemporaneamente: presidente del CoCeR Esercito, del CoCeR interforze e capo del personale militare (!) in pratica è come se Marchionne fosse a capo oltre che della FCA  anche della CGIL e  delle altre organizzazioni sindacali, FIOM compresa, dichiara : “ogni sezione lascerà un proprio intervento …. Il cocer chiederà incontri tecnici con vari vertici della difesa “…. 
Seguono gli interventi dei singoli delegati rappresentanti delle sezioni . 
Al minuto 35 il delegato dell’ Aeronautica ( Belfiori ) finalmente coglie l’occasione, nella lettura del suo intervento , di porre l’accento sulla gravissima mancanza dei diritti sindacali per i militari.  Diritti sindacali, come ricordato anche nell’intervento, che sono concessi ai militari in numerosi stati europei .  “Per tutelare i militari occorre uno strumento di rappresentanza sindacale” . 
Tra gli interventi l’on.  Elio Vito :” ritiene che la commissione debba avere una interlocuzione più ampia possibile sui temi trattati dalla stessa. C’è bisogno di strumenti di rappresentanza adeguati, anche di tipo associativo e sindacale”. 
On. Boldrini : “ stiamo lavorando sulla riforma della rappresentanza “. On. Duranti : “ Siamo consapevoli della mancanza di strumenti di rappresentanza idonea a rappresentare i militari”. 
Scanu : “Allargheremo il novero delle partecipazioni alla commissione, affronteremo le criticità espresse”. 
Giovedì 26 Maggio 2016 alle ore 08:30 la COMMISSIONE INCHIESTA URANIO IMPOVERITO – ascolterà in Audizione il ministro difesa Roberta  PINOTTI che avrà modo di chiarire, se vorrà, la sua posizione su quanto tratta la commissione, il suo parere su recenti sentenze, su eventuali responsabilità, errori o omissioni, sui tanti morti e malati e sulla mancanza di diritti sindacali per la tutela dei cittadini lavoratori militari. 
Come Assodipro riteniamo che questo sia il nodo, il nucleo del tema, riguardo la tutela di valori fondamentali come la salute ed il lavoro. Anche la mancanza di DIRITTI SINDACALI è causa e conseguenza di quanto accaduto nei luoghi di lavoro, nelle zone di operazioni, nella somministrazione di vaccini ecc. che ha causato malati e morti in numero insostenibile tra i militari. Invitiamo  coloro che intendono approfondire o ascoltare, a visionare l’audizione . 
Clicca qui per visione ascolto dell’audizione. 


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mag

24

2016

Commissione inchiesta sui militari morti, vittime e malati. Audizione CoCeR:“ Per tutelare i militari occorre una rappresentanza sindacale” . Il 26 Maggio sarà in commissione il ministro Pinotti  

Finalmente si tocca un tema centrale che è origine e causa della mancanza di tutele su lavoro e salute per tutti i militari.


Assodipro Nazionale 
Si è svolta, Giovedì 19 Maggio 2016 ore 08:30 in COMMISSIONE INCHIESTA URANIO IMPOVERITO il Seguito dell' audizione Cocer.  
Il presidente Scanu apre i lavori : “ nella precedente audizione sono stati rivolti dei quesiti ai cocer. Ringrazia i membri della commissione per la presenza ai lavori della commissione anche in assenza di lavori in aula ”. 
Apre gli interventi dei CoCeR il Generale Gerometta, che è contemporaneamente: presidente del CoCeR Esercito, del CoCeR interforze e capo del personale militare (!) in pratica è come se Marchionne fosse a capo oltre che della FCA  anche della CGIL e  delle altre organizzazioni sindacali, FIOM compresa, dichiara : “ogni sezione lascerà un proprio intervento …. Il cocer chiederà incontri tecnici con vari vertici della difesa “…. 
Seguono gli interventi dei singoli delegati rappresentanti delle sezioni . 
Al minuto 35 il delegato dell’ Aeronautica ( Belfiori ) finalmente coglie l’occasione, nella lettura del suo intervento , di porre l’accento sulla gravissima mancanza dei diritti sindacali per i militari.  Diritti sindacali, come ricordato anche nell’intervento, che sono concessi ai militari in numerosi stati europei .  “Per tutelare i militari occorre uno strumento di rappresentanza sindacale” . 
Tra gli interventi l’on.  Elio Vito :” ritiene che la commissione debba avere una interlocuzione più ampia possibile sui temi trattati dalla stessa. C’è bisogno di strumenti di rappresentanza adeguati, anche di tipo associativo e sindacale”. 
On. Boldrini : “ stiamo lavorando sulla riforma della rappresentanza “. On. Duranti : “ Siamo consapevoli della mancanza di strumenti di rappresentanza idonea a rappresentare i militari”. 
Scanu : “Allargheremo il novero delle partecipazioni alla commissione, affronteremo le criticità espresse”. 
Giovedì 26 Maggio 2016 alle ore 08:30 la COMMISSIONE INCHIESTA URANIO IMPOVERITO – ascolterà in Audizione il ministro difesa Roberta  PINOTTI che avrà modo di chiarire, se vorrà, la sua posizione su quanto tratta la commissione, il suo parere su recenti sentenze, su eventuali responsabilità, errori o omissioni, sui tanti morti e malati e sulla mancanza di diritti sindacali per la tutela dei cittadini lavoratori militari. 
Come Assodipro riteniamo che questo sia il nodo, il nucleo del tema, riguardo la tutela di valori fondamentali come la salute ed il lavoro. Anche la mancanza di DIRITTI SINDACALI è causa e conseguenza di quanto accaduto nei luoghi di lavoro, nelle zone di operazioni, nella somministrazione di vaccini ecc. che ha causato malati e morti in numero insostenibile tra i militari. Invitiamo  coloro che intendono approfondire o ascoltare, a visionare l’audizione . 
Clicca qui per visione ascolto dell’audizione. 


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domenica 22 maggio 2016

mag

22

2016

Presidente Euromil Emmanuel JACOB scrive al pres. Cons. Matteo RENZI. “ Sui diritti il personale militare dovrebbe essere trattato come ogni altro lavoratore”. Dopo 2 mesi NON ha avuto risposta.  

29 Marzo 2016. Lettera del Presidente Emmanuel Jacob a Matteo Renzi, dopo una visita del presidente del Consiglio a Bruxelles.


Assodipro Nazionale. 
Abbiamo aspettato fiduciosi, nel rispetto del confronto e della corrispondenza istituzionale tra una importante organizzazione Europea ( EUROMIL di cui ASSODIPRO è membro da anni )  ed il nostro presidente del Consiglio, quasi due mesi,  che il presidente Matteo RENZI rispondesse al presidente di Euromil Emmanuel JACOB ( nel riquadro a sinistra nella foto
Ad oggi, nessuna risposta. 
Continuiamo ad essere fiduciosi ma riteniamo opportuno rendere pubblica, dopo questo tempo di attesa, la lettera inviata a RENZI.   

Il testo è il seguente: L'Organizzazione Europea delle Associazioni Militari ( EUROMIL ) è un organizzazione composta da 38 associazioni militari e sindacati da 23 paesi. Rappresenta decine di migliaia di Militari Europei. 
E 'il principale forum a livello europeo per la cooperazione tra associazioni e sindacati  militari su questioni di interesse comune EUROMIL si sforza di garantire e far avanzare i diritti umani , delle libertà fondamentali e interessi socio-professionali  dei militari di ogni grado in Europa e promuove il concetto di "Cittadini in Uniforme " . 
In quanto tale , un soldato ha diritto agli stessi diritti e obblighi di qualsiasi altro cittadino . EUROMIL chiede in particolare il riconoscimento del diritto dei militari per formare sindacati, associazioni indipendenti e di aderirvi, per la loro inclusione in un dialogo sociale regolare da parte delle autorità .
EUROMIL ha letto con grande interesse le sue dichiarazioni a seguito degli attentati del 22 Marzo a Bruxelles rivendicato dal gruppo Stato islamico . EUROMIL è pienamente  d'accordo con la chiamata per una maggiore cooperazione : "L'Europa deve andare fino in fondo questa volta . Dobbiamo investire in una struttura di sicurezza e di difesa comune " . 
Fin dalla sua fondazione nel 1972 EUROMIL è del parere che le diverse forze armate europee dovrebbero addestrarsi e lavorare di più e meglio insieme . Una più stretta cooperazione delle nostre forze armate crescendo verso un'unione europea di difesa e anche un esercito europeo è il fattore  chiave  per una vera e potente politica di sicurezza e di difesa comune. Tuttavia , l' implementazione di una  difesa europea unita ha anche una dimensione sociale. Ogni giorno centinaia di migliaia di uomini e donne servono nella forze armate. Sono militari motivati  personalmente  e meritano di essere trattati con rispetto . Devono essere in grado di eseguire le loro funzioni nelle  migliori condizioni e questo è vero non solo per il settore della formazione e attrezzature, ma anche per il settore sociale . 
Come già detto , EUROMIL promuove il concetto di "Cittadini in Uniforme " ed è pertanto del parere che il personale militare dovrebbe essere trattato come ogni altro lavoratoreEUROMIL è convinto che l'esecuzione di un compito specifico di garantire la pace e la sicurezza nazionale non è un ostacolo al godimento dei diritti e delle libertà fondamentali  .Signor Primo Ministro, nonostante la legislazione internazionale diversi europee paesi non concedono il diritto di associazione per i loro soldati . EUROMIL è consapevole del fatto che questo dibattito è all'ordine del giorno in Italia , ma sa anche che vi è un enorme divario tra le richieste delle associazioni militari italiane e le proposte  della politica e la leadership militare . 
EUROMIL ritiene che un dialogo sociale ben organizzato è molto importante, così come  un rapporto ben regolato, non sono utili solo per il personale militare ma anche per le forze armate in quanto tali. l'esperienza di EUROMIL è che, un clima di fiducia e di rispetto è necessario per un dialogo sociale in cui partner alla pari si fondono insieme.
Guardando le sue dichiarazioni incoraggianti su una difesa comune europea, Io desidero chiamarla, come capo del governo italiano, a  migliorare la relazione con i rappresentanti delle associazioni militari italiane
In questi tempi in cui le forze armate uniscono e condividono le loro risorse, è anche importante che il personale e le organizzazioni lavorino insieme e condividano le loro esperienze sulla scena internazionale. 
Naturalmente EUROMIL è disponibile a discutere di questo argomento con lei o con il suoi stretti collaboratori in questo campo. Siamo sempre disposti a condividere la nostra esperienzae le informazioni su questa e altre questioni in caso di necessità e quando vuole.
Signor  primo ministro, ancora una volta vorrei sottolineare l'importanza del  rapporto dei governi con le nostre associazioni aderenti in Italia
La  ringrazio in anticipo per la sua risposta.
Emmanuel Jacob, President  29 Marzo 2016 


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sabato 21 maggio 2016

mag

21

2016

Salvatore RULLO nuovo Presidente ASSODIPRO, vice presidenti Natale PACINO e Alberto TUZZI.  

Il Consiglio Direttivo Nazionale di Assodipro, in corso a Rimini elegge le nuove cariche.


Assodipro Nazionale 
 
Il Consiglio Direttivo Nazionale di Assodipro, convocato a Rimini nei giorni  20,  21 e 22 Maggio 2016 ha eletto con voto unanime il nuovo presidente Salvatore Rullo ed i vice presidenti Natale Pacino e Alberto Tuzzi.
 


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martedì 17 maggio 2016

mag

17

2016

Legge Madia: se il carabiniere-volpe controlla il pollaio-forestale. Il Parere del Consiglio di Stato “La valutazione del “supremo consesso” amministrativo è a dir poco entusiastica”.  

“ chi ha scritto il parere è nientedimeno che un ex vice comandante generale dei (rullo di tamburo…) Carabinieri “.


Articolo di Toni De Marchi per ilfattoquotidiano.it 
Mettereste una volpe a guardia del pollaio? L’astuto villico vi risponderebbe con un gesto di quelli che si definiscono “eloquenti”. Chiedereste all’oste se il suo vino è buono? Qualche turista lo fa, ma i turisti tracciano anche i graffiti sui mosaici di Pompei. Insomma certe cose proprio non si dovrebbero fare. Lo dice naturalmente il buon senso, per chi ce l’ha. La regola aurea èsemplice: chi ha direttamente o indirettamente un interesse sia pur minimo in qualcosa non sarà mai un buon custode né un buon consigliere. 
Né qualcuno del cui giudizio ci si può tranquillamente fidare. Capirete allora la sorpresa, direi anzi lo sconcerto, quando ho letto il parere del Consiglio di Stato sul decreto legislativo che cancella ilCorpo forestale dello Stato 
Il governo ha infatti emanato alcuni decreti per l’attuazione della riforma della pubblica amministrazione. 
La cosiddetta legge Madia, una norma che nessuno sa perché prenda il nome di questa signora. Quando le arrivò l’annuncio della nomina, rivelò in un’epica intervista, stava infatti guardando alla tv Peppa Pig. 
La-legge-a-sua-insaputa-Madia prevede tra le altre cose anche la razionalizzazione delle forze di polizia italiane. Che sono ben sei: carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria, Corpo forestale dello Stato e Guardia costiera. Circa400 mila persone, a spanne. 
Proposito lodevole ma come tutti i propositi di questo governo trombone si è ridotto a quasi nulla sul piano dei numeri: la cancellazione del Corpo forestale dello Stato,circa 7800 persone
O meglio, anzi peggio, non cancellato ma “assorbito” dall’Arma dei Carabinieri. Avremo modo di parlare meglio di questa scomparsa e di quanto sia funesta. 
Per ora limitiamoci a dire quanto sia scellerata l’idea di portare indietro la storia facendo diventare militari settemila persone che fanno parte di un corpo di polizia civile, e che civile è sempre stato. Mentre in tutto il mondo si va verso la progressiva eliminazione dei corpi di polizia militarizzati (il Belgio ha reso civile la Gendarmeria alcuni anni fa, la Spagna sta facendo lo stesso con la Guardia Civil che a dispetto del nome ha ordinamento militare ma non fa parte delle forze armate) da noi si va a gonfie velecontrocorrente. 
Avremo così il non invidiabile primato di avere ben tre delle cinque polizie a ordinamento militare. Mi rendo conto che per un ducetto la cui idea di democrazia è quella di avere un parlamento di nominati, militarizzare qualche migliaio di forestali non è granché
Ma torniamo al pollaio, meglio al parere del Consiglio di Stato sul decreto legislativo. La valutazione del “supremo consesso” amministrativo è a dir poco entusiastica. La costituzione del Comando per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare dei Carabinieri, questo il nome che assumerà in futuro il Corpo forestale dello Stato se passerà il disegno controriformatore, è salutata con toni quasi da tifo da stadio, più un pamphlet di fan che un severo documento giuridico. 
Con alcuni pericolosi scivoloni e qualche affermazione del tutto sbagliata che la dice lunga sulla superficialità dell’esame. Cominciamo dall’errore,madornale…….. Peccato che il Corpo forestale dello Stato non sia mai, dico mai, e ripeto mai stato militare. Neppure quando il maggiore dei forestali Luciano Berti si mise ala testa di un gruppo di allievi del corpo per partecipare al golpe Borghese. Erail dicembre 1970
Neppure durante il fascismo i forestali, quando divennero “milizia”, furono militari. La milizia non fece mai parte delle Forze armate. Per cui quale sarebbe l’originario status a cui ritornerebbero? Una pura e semplice invenzione di chi ha scritto il parere…… Ma, direte voi, che c’azzecca la volpe? E l’oste, qui, dove sta? C’azzecca e come perché chi ha scritto il parere è nientedimeno cheun ex vice comandante generale dei (rullo di tamburo…) Carabinieri
Lo so, anch’io in un primo momento non ci credevo, ma poi ho dovuto cedere: il consigliere di Stato Elio Toscano è stato un ufficiale dei Carabinieri, capo di Stato maggiore e vice comandante dell’Arma. Altro che volpe. Questi sono volponi, e che volponi.


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mag

17

2016

Il 5 per Mille. La Solidarietà di e per Assodipro. La tua Associazione per i Diritti e la Solidarietà.  

Iscriviti ad Assodipro dai forza ai tuoi diritti. Vedi modalità di iscrizione nella sezione Associazione del sito.


ASSOCIAZIONE  SOLIDARIETA'  DIRITTO  E  PROGRESSO Sede Legale Via Palestro 78  - 00185  ROMA Tel. e fax 06/44361156;06/44360432  C.c.p. 88945001 –CF96240750586 
 
       5 PER MILLE 2015    DONA IL TUO 5 PER MILLE AD AS.SO.DI.PRO  
 
Il 5 per mille è una quota dell’Irpef  che i contribuenti attraverso la dichiarazione dei redditi annuale  decidono di destinare a particolari e determinati soggetti   che svolgono attività di volontariato ritenuta di  rilevanza sociale. Rappresenta quindi  una espressione di volontà contributiva  ed un indirizzo di sostegno verso quelle organizzazioni che operano come AS.SO.DI.PRO. senza scopo di lucro
Anche per il futuro il ricavato della devoluzione del 5 x mille servirà a finanziare mirati interventi di solidarietà umana e sociale, sostegni a soggetti e famiglie in condizioni di marginalità economica e sociale, supporti legali per casi di rilevanza associativa e istituzionale, progetti di  qualificazione della informazione e di ampliamento del  servizio svolto dalle strutture territoriali e dai mezzi di comunicazione dell’Associazione.  USALA PER FAR SI CHE L’ASSODIPRO POSSA ANCORA SERVIRE E SERVIRTI AL MEGLIO.
Per  destinare  il  tuo  5  x  mille  all’Assodipro  basta  una  firma  e  il  Codice  fiscale  del  sodalizio  sotto evidenziato.
C.F. ASSODIPRO 96240750586       AS.SO.DI.PRO  I vice Presidenti  Tuzzi Alberto , Salvatore Rullo      




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mag

17

2016

Prima lavoratori, poi militari. “L’esclusione dei militari (Carabinieri e Finanzieri compresi) dai diritti sindacali è ancora giustificabile e ragionevole ? “.  

Non sarebbe, forse, il caso di ripensare le riforme in atto, come la forzata militarizzazione di un Corpo di Polizia ad ordinamento civile sin dalla sua costituzione (a parte l’infelice parentesi fascista), quale è il Corpo Forestale ?


 
*di Michele Turazza
Durante il ventennio, tutti i fenomeni associativi (in senso lato) erano ammessi soltanto se espressione dello Stato fascista. Il “sindacato” era unico; lo sciopero, un reato. Con l’art. 39 della Costituzione repubblicana, la prospettiva cambia radicalmente: ora “L’organizzazione sindacale è libera”. Libertà da intendersi non soltanto nei confronti dello Stato, con la possibilità di costituire una pluralità di sindacati, ma anche del lavoratore, che può scegliere se, e a quale sindacato iscriversi. Anche le fonti sovranazionali (varie Convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro, il Patto internazionale sui Diritti economici, sociali e culturali dell’Onu, la Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’uomo e delle Libertà fondamentali, la Carta sociale europea) riconoscono la libertà sindacale, con modalità differenziate, anche a particolari categorie di lavoratori tra i quali gli appartenenti alle Forze Armate e di Polizia. E la più recente giurisprudenza delle Corti europee sembra vedere con sfavore la negazione, da parte dei legislatori statali, del nucleo fondamentale della libertà di associazione sancita dall’art. 11 della Cedu, mediante la previsione del divieto assoluto per i lavoratori militari di riunirsi in sindacati.
In Italia però, alcuni di questi lavoratori in divisa sono meno liberi di altri; i loro diritti, in particolare quelli sindacali, subiscono una fortissima compressione, giustificata dal loro status militare (a sua volta motivato dalla particolarità delle funzioni, ossia la tutela di interessi primari, quali la difesa della collettività e la sicurezza dello Stato). 
“La costituzione di associazioni o circoli fra militari è subordinata al preventivo assenso del Ministro della Difesa. I militari non possono costituire associazioni professionali a carattere sindacale o aderire ad altre associazioni sindacali. I militari non possono esercitare il diritto di sciopero”: dispone l’art. 1475 del Codice dell’Ordinamento militare, approvato nel 2010, nel quale è confluita la vecchia legge 382/1978. Gli articoli seguenti consentono e disciplinano l’istituzione ed il funzionamento della rappresentanza militare, organi composti dagli stessi appartenenti alle Forze Armate, che dovrebbero rappresentare, appunto, gli interessi della categoria. Vediamo di cosa si tratta. 
Tre sono i livelli: Cocer (organo centrale), Coir (a livello di alti comandi) e Cobar (organo di base). “Piramidali” sono le modalità di elezione dei componenti: i militari eleggono i componenti dell’organismo di base, i quali eleggeranno i componenti dei Coir che sceglieranno i delegati Cocer. Più si sale, più la rappresentanza ed il collegamento con la base si annacquano. Gli eletti durano in carica quattro anni, ma, (troppo) spesso, con legge viene disposta la proroga degli organi, privando così gli elettori dell’unico momento “democratico” di tutta la procedura, ossia quello iniziale di scelta dei delegati. Le funzioni sono ridotte al lumicino: formulazione di pareri, proposte, istanze
Ciò che nel mondo sindacale è la regola, ossia il conflitto tra le parti in vista di soluzioni condivise, che contemperino i vari interessi in gioco, nella rappresentanza militare è vietato. Per il semplice motivo che qui non ci sono “parti”: c’è solo l’Autorità militare. Granitica. Monolitica. I delegati sono soltanto suoi meri “consiglieri”, in missione per conto della stessa Amministrazione della Difesa. L’organo che fisiologicamente dovrebbe difendere i lavoratori militari dall’Amministrazione, è organo dell’Amministrazione. Le sedute della rappresentanza sono sempre presiedute dal militare più alto in grado (solitamente un Ufficiale superiore). L’ordine del giorno vincola rigidamente i lavori, i verbali debbono essere sottoscritti anche dall’Autorità militare ed il principio di gerarchia, pilastro del mondo militare, rimane fermo anche all’interno dei comitati, strozzando la discussione, rendendola sterile o comunque “addomesticata”. Quale delegato si può sentir libero di esprimere le proprie idee sotto l’incombente minaccia del possibile avvio di un procedimento disciplinare?
Insomma, a noi pare che la rappresentanza militare altro non si sia rivelata, nel corso degli anni, che un timido tentativo di sfamare con poche “briciole” gli uomini e le donne in divisa, sommersi di doveri, ma affamati di diritti! Un esercito di lavoratori che, francamente, meriterebbe maggiori tutele. Un “sindacatino” de facto giallo, spesso schierato su posizioni filogovernative, ininfluente per risolvere le problematiche del personale, specialmente nei livelli di base
L’esclusione dei militari (Carabinieri e Finanzieri compresi) dai diritti sindacali è ancora giustificabile e ragionevole? La formula organizzativa della rappresentanza militare rappresenta davvero l’unico possibile bilanciamento tra le innegabili peculiarità che contraddistinguono il mondo militare e i diritti dei suoi appartenenti? Superata ogni concezione istituzionalistica delle Forze Armate, considerate come “corpo separato” dal resto della società, non sarebbe, forse, il caso di valorizzare, ancora una volta, la nostra Costituzione, secondo cui “L’ordinamento delle Forze Armate si informa allo spirito democratico della Repubblica” (art. 52, comma 3)? 
Non sarebbe, forse, il caso di riflettere sul senso di una rappresentanza militare così configurata e valutare il suo possibile superamento? 
Non sarebbe, forse, il caso di ripensare le riforme in atto, antistoriche e anacronistiche, come la forzata militarizzazione di un Corpo di Polizia ad ordinamento civile sin dalla sua costituzione (a parte l’infelice parentesi fascista), quale è il Corpo Forestale dello Stato, il cui rappresentante in seno al Coir – secondo la bozza di decreto legislativo approvata – non avrà nemmeno diritto di voto presso la sezione Carabinieri del Cocer? 
Non sarebbe, forse, il caso di riaprire il dibattito sulla reale necessità del mantenimento delle stellette nella Guardia di Finanza e nell’Arma dei Carabinieri? 
Oggi più che mai è fondamentale il coinvolgimento di tutte le forze sociali autenticamente democratiche. I sindacati tutti, confederali, autonomi e di Polizia devono fare la loro parte affinché si possa, anche in Italia, aspirare ad un modello autenticamente europeo di Forze Armate e di Polizia, più efficiente e più rispettoso dei diritti dei lavoratori in divisa
* tratto dalla rivista Polizia e Democrazia


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mag

17

2016

La vicenda del Maresciallo dei Carabinieri Antonio CAUTILLO, come un “ romanzo militare ”. Al Ministro Difesa arriva il 33° esposto.  

Il Militare che non riesce a conferire con il Ministro.



Lo calunniano, lo prendono in giro in ogni sede, lo vendono, lo tradiscono, lo sospendono dal servizio per 3 mesi, gli bloccano lo stipendio, lo sottopongono a processi penali ordinari, militari, civili, disciplinari di corpo e di stato, lo trasferiscono a sfregio da una parte all’altra usando i soldi dello Stato, lo maltrattano in ogni modo, girano troppi soldi e la vicenda del maresciallo Cautillo non ha fine. 
Sopportato tutto questo lo sottomettono ad un altro procedimento disciplinare di stato orientato ad allontanarlo definitivamente dal servizio. 

Clicca per leggere ESPOSTO N. 33 AL MINISTRO DELLA DIFESA
 
Clicca qui per leggere Esposto N. 32 al Ministro Difesa


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lunedì 16 maggio 2016

mag

16

2016

Il Generale dell' Esercito scatenato contro gli inquilini militari, invia lettere di sfratto. Ministero Difesa spieghi.  

Lettera di Casa Diritto" in questa anacronistica storiaccia fuori luogo in una sorta di “guerra santa agli infedeli” questi alloggi in un prossimo futuro, non rimarrebbero come gestione alla Difesa, ma passerebbero con i loro calcinacci a Difesa SpA


 
Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Sergio Boncioli, Coordinatore di CasaDiritto.

" Fresco ed euforico per il suo arrivo a Padova, il 1 aprile ( data sempre enigmatica) , ove ha assunto il suo nuovo incarico presso il locale  COMANDO INTERREGIONALE NORD ESERCITO, il generale non ha perso tempo. Dopo pochi giorni dal suo insediamento, prima invia a propria firma le lettere  a mezza Italia del Nord  ove, manu militari, revoca ciò che Parlamento e Ministro della Difesa sen. Pinotti con la nota Decretazione del 7 maggio 2014 e del 24 luglio 2015, concedono alle categorie protette. Non sappiamo se ciò avviene sotto l’influsso delle sue conoscenze giuridiche o sotto altri influssi., magari in sinergia con altre intelligenze locali, padano/venete . Fatto sta che la firma in calce alle lettere è la sua firma....
.... un Comando Periferico come quello di Padova, appare che  tenti, al disopra dei Decreti e al disopra del Ministro della Difesa, una operazione pericolosa quanto grottesca, che taglia perfino le tutele della Legge 104, per arrivare ai recuperi coatti per quelle per reddito e per quelli fuori reddito. Con questa seconda lettera si è gettata la maschera. C’è in questo qualcosa che non torna, ORA LA DIFESA DEVE DIRE LA SUA.
" LUI. IL Generale DECISIONISTA, NE E’ AL CORRENTE? A parte il macigno giuridico che egli  con superficialità  o con consapevolezza ignora o  distorce, quello dei Decreti, sembra che consideri  la sua azione un atto dovuto.  Ma un atto inevitabile e dovuto è anche l’azione che CASADIRITTO sta svolgendo in queste ore. Vorremmo rassicurare tutti quanti, ma sappiamo per esperienza che questa parola è impronunciabile prima che ciò  sia effettivamente avvenuto. La nostra assicurazione alle famiglie di Bologna e delle altre città, di Ferrara, di Rimini, di Verona, di Trieste,ed in genere dell’Emilia Romagna, del Veneto e del Friuli V.G.    è quella di sapere di essere nel giusto e di confidare nella sincerità dei nostri interlocutori. I suoi studi che appaino nel suo profilo, in particolare quelli riguardanti il master conseguito in “Scienze Strategiche ( di 2° livello) presso l’Università di Torino, lo aiuteranno certamente  affinchè trovi una via d’uscita dal “ cul de sac” in cui si è infilato.  Pensiamo che i dolori e le angosce che sta procurando a tante famiglie hanno e debbano avere un prezzo se non altro alto, quello morale". 
CLICCA QUI PER LEGGERE IL CONTENUTO INTEGRALE DELLA LETTERA


 


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sabato 14 maggio 2016

mag

14

2016

Militarizzazione della Forestale con transito nei Carabinieri. Consiglio di stato: “ Scelta del Governo condivisibile”. Sapaf : “ parere è sorta di mostro giuridico”.  

Tra i relatori del parere dell’ Adunanza della commissione speciale del Consiglio di Stato c’è un ex capo di stato maggiore dell’Arma dei Carabinieri.


A cura di Assodipro Nazionale

Questo articolo non vuole essere un commento ad un importante e interessante parere del consiglio di stato, nell’adunanza della commissione speciale che merita analisi approfondite che, presumibilmente, saranno fatte e commentate nei prossimi giorni, ma solo metterlo in evidenza come notizia, riportando le dichiarazioni di uno dei sindacati del corpo forestale prevedendo che ce ne saranno altre. 
Poniamo anche in evidenza alcune parti della sentenza ( della quale proponiamo il link dove è interamente leggibile - clicca qui per leggerlo ) che ad una primissima lettura ci appaiono meritevoli di approfondimento.  
Uno dei due relatori del parere Consiglio di stato è  Elio Toscano, già Capo di Stato Maggiore dell'Arma dei Carabinieri

(AGENPARL) – Roma, 13 mag – “Siamo delusi, ma non molliamo. Il parere del Consiglio di Stato sullo schema di decreto legislativo che sancirà la fine del Corpo forestale è una sorta di mostro giuridico che deve aprire gli occhi a tutti perché, addirittura, mette in discussione la legge di riforma 121 del 1981 e apre alla possibilità di militarizzare non solo noi, ma anche il personale delle altre forze dell’ordine ad ordinamento civile”.
E’ questo il commento di Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, il primo sindacato per numero di iscritti del Corpo forestale dello Stato.
“La Commissione incaricata di redigere questo assurdo parere – spiega Moroni – dice, in buona sostanza, che possiamo essere militarizzati in virtù del fatto che abbiamo fatto un giuramento alla Repubblica italiana. Ma stiamo scherzando? Non solo. Il parere sostiene pure che all’interno del comparto sicurezza siamo tutti uguali, sia civili che militari, che occorre ragionare per ambiti di competenza e non più per status giuridico, che addirittura vi sarebbe un amplissimo margine per i forestali per rifiutare di diventare carabinieri ed essere trasferiti ad altra Amministrazione, salvo poi suggerire un contingentamento dei posti”.
“D’altro canto – conclude il leader del Sapaf- il Governo deve prendere atto del monito del Consiglio di Stato che invita ad allungare i tempi di emanazione del decreto per correggere ed integrare alcuni aspetti ritenuti di complessa attuazione o da rivedere. Questo testo, viste le numerose inesattezze e assurdità presenti, amplia in ogni caso le nostre possibilità di ricorso. Faremo di tutto e anche il Presidente della Repubblica dovrà ascoltarci per evitare questo massacro contro le donne e degli uomini del Corpo forestale dello Stato la cui unica colpa è quella di aver sempre tutelato la natura e l’ambiente senza condizionamenti politici”.

REPUBBLICA ITALIANA Consiglio di Stato Adunanza della Commissione speciale del 18 aprile 2016 NUMERO AFFARE 00434/2016 OGGETTO: Presidenza del Consiglio dei Ministri Schema di decreto legislativo recante: “Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato ai sensi dell’art. 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n.124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” LA COMMISSIONE SPECIALE Vista la relazione trasmessa con nota del 25 febbraio 2016, con la quale il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione ha chiesto il parere del Consiglio di Stato sullo schema di decreto legislativo in oggetto; 
visto il decreto n. 24 del 1° marzo 2016, con cui il Presidente del Consiglio di Stato ha istituito una Commissione speciale per l’esame dello schema e l’espressione del parere; 
visto il contributo fatto pervenire da SAPAF il 17 marzo 2016; visto il contributo fatto pervenire da DIRFOR il 24 marzo 2016; visto il contributo fatto pervenire da CGIL- Funzione Pubblica il 13 aprile 2016; tenuto conto dell’audizione dei rappresentanti delle Amministrazioni proponenti, nelle persone del Capo di gabinetto e del Capo dell’Ufficio legislativo del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione, del Capo dell’Ufficio legislativo del Ministro dell’interno, del Capo dell’Ufficio legislativo del Ministro della difesa, del Capo dell’Ufficio legislativo del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali e dei rappresentanti dell’Arma dei carabinieri e del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell’art. 21 del r.d. 26 giugno 1924, n. 1054, in data 15 marzo 2016; considerato che nell’adunanza del 18 aprile 2016, presenti anche i Presidenti aggiunti Luigi Carbone e Vito Poli, la Commissione speciale ha esaminato gli atti e udito i relatori, consiglieri Elio Toscano e Oberdan Forlenza.

3.4. L’assorbimento del Corpo forestale nell’Arma dei carabinieri. La Commissione speciale ritiene opportuno soffermarsi sul rilevante aspetto dell’assorbimento del Corpo forestale nell’Arma dei carabinieri, sulla cui legittimità sono stati avanzati dubbi segnatamente da alcune rappresentanze sindacali 3.4.1. Innanzitutto si considera che è rispettato il principio del “riordino della funzioni di polizia in materia di tutela dell’ambiente, del territorio, del mare e della sicurezza agroalimentare”, in quanto il decreto legislativo dispone che il Corpo forestale è assorbito nell’Arma che esercita le funzioni già svolte dal Corpo previste dalla legislazione vigente, con l’eccezione delle competenze in materia di incendi boschivi trasferite al Corpo nazionale dei vigili del fuoco e alla vigilanza a mare dei parchi naturali assegnata alla Guardia di finanza (art. 7, comma 1). Non vi sono, poi, dubbi, rispetto al principio di “riorganizzazione del Corpo forestale”, visto che la legge delega autorizza il suo eventuale assorbimento in altra forza di polizia e tale è l’Arma dei carabinieri. Siffatta scelta appartiene all’apprezzamento discrezionale del Governo e, nel caso specifico, risulta pienamente condivisibile, non soltanto perché l’Arma ha sviluppato e consolidato nel tempo competenze specialistiche in campo ambientale e agroalimentare, ma anche perché le stazioni del Corpo forestale vanno ad affiancarsi al già capillare reticolo dei presidi dei Carabinieri con prevedibili riflessi postivi sulla qualità e sull’intensità del controllo del territorio. …..
Non è poi di minor rilievo la considerazione che i reati in materia ambientale e agroalimentare sono spesso appannaggio della criminalità organizzata, sicché l’azione di contrasto non può che trarre beneficio dal più esteso coinvolgimento dell’Arma, che dispone di unità dotate di specifiche potenzialità nell’attività investigativa e repressiva delle aggregazioni criminali più pericolose. 
La Corte inoltre ha sottolineato che “la Costituzione repubblicana supera radicalmente la logica istituzionalistica dell’ordinamento militare, giacché quest’ultimo deve essere ricondotto nell’ambito del generale ordinamento statale «rispettoso e garante dei diritti sostanziali e processuali di tutti i cittadini»” (sent. n. 449 del 1999, nella quale si richiamano esplicitamente le precedenti sentt. nn. 278 del 1987 e 78 del 1989). Dal che la Corte ha concluso nel senso che “La garanzia dei diritti fondamentali di cui sono titolari i singoli «cittadini militari» non recede quindi di fronte alle esigenze della struttura militare; sì che meritano tutela anche le istanze collettive degli appartenenti alle Forze armate (v. le sentenze, richiamate pure dal Consiglio di Stato, nn. 24 del 1989 e 126 del 1985), al fine di assicurare la conformità dell’ordinamento militare allo spirito democratico” (sent. n. 449 del 1999 cit.). Un ulteriore motivo di uniformità del trattamento può anche rinvenirsi nelle disposizioni del d.lgs. 12 maggio 1995, n. 195, in materia di procedure per disciplinare i contenuti del rapporto d’impiego del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate. In particolare, in disparte il diverso ruolo e la differente natura giuridica degli organismi di rappresentanza, si registra una sostanziale coincidenza tra le materie oggetto di “contrattazione” per le Forze di polizia ad ordinamento civile e quelle ammesse a “concertazione” per le Forze di polizia a ordinamento militare e per le Forze armate, ........ 
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giovedì 12 maggio 2016

mag

12

2016

Mentre in Italia si tagliano 35 mila POSTI DI LAVORO MILITARI, anche con pre pensionamenti, e migliaia di dipendenti civili difesa, la Germania, dove i militari hanno i sindacati, aumenta i militari  

In Italia 35 mila posti di lavoro tagliati nelle ff.aa. ed eliminati per sempre dal sistema paese entro i prossimi 8 anni per avere più risorse in “ investimenti per armamenti “ .


Tratto da articolo (di Franco Iacch) difesaonline.it   
La Germania ha dato il via ad una mossa che si aspettava da tempo: la ricostruzione delle forze armate del paese. 
Nello specifico, per quello che un tempo era il più grande esercito dell'Europa occidentale, si procederà al reclutamento di altri 14.300 soldati “per contrastare le minacce moderne in tutti i settori”. Il reclutamento sarà completato entro i prossimi sette anni. Un quarto di secolo di contrazione è finita – ha detto il ministro della Difesa Ursula von der Leyen - per la Bundeswehr è tempo di crescere. Dobbiamo uscire dal processo di contrazione permanente. 
Il Ministero della Difesa ha già annunciato che il bilancio per la spesa militare crescerà dagli attuali 34,2 ai 39,2 miliardi di euro entro il 2020. Il primo step di 4.400 unità riguarderà in parte il personale civile che già presta servizio con le forze armate tedesche. “Il paese è già impegnato in 16 missioni all'estero tra cui la lotta contro lo Stato islamico in Siria ed Iraq, il monitoraggio dei flussi dei rifugiati provenienti da tutto il Mediterraneo, il supporto per gli alleati della NATO ad est allarmati dalle tensioni in Ucraina orientale. Una recente revisione interna ha confermato ciò che i media nazionali hanno ampiamente riferito: attrezzatura obsoleta in parte risalente alla guerra fredda e manodopera carente”. 
Al culmine della guerra fredda la Bundeswehr annoverava, tra civili e militari, 670.000 unità. Attualmente, l’esercito tedesco è formato da 177 mila militari ed 87 mila civili. Aggirato, quindi, il limite imposto nel 2011 fissato a 185 mila unità. Anche considerando i tagli, la Germania possiede il secondo esercito d’Europa, dietro solo il Regno Unito.


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mag

12

2016

La denuncia shock della carabiniera: Molestata sessualmente dentro il Comando durante riunione rappresentanza militare. Tissone, Silp CGIL:“diritti sindacali per i militari per una generale tutela  

La procura militare di Napoli apre inchiesta e chiede il rinvio a giudizio sulla vicenda avvenuta a Catanzaro.


*Sarebbe dovuta essere una normale riunione dell’organo di rappresentanza dei carabinieri (Cobar). 
E in effetti lo è stata sino a quando, come risulta dagli atti di indagine, la carabiniera scelta L.F. non ha sentito le mani dell’appuntato scelto L.B.P, un superiore, soffermarsi sul fondo schiena.  
Un’aggressione sessuale è un fatto di per sé grave, ma in questo caso - se venisse provata nel corso di un dibattimento - lo sarebbe ancora più, perché avvenuta in uno degli uffici del "Legione Carabinieri Calabria" di stanza a Catanzaro, dove il rispetto della legge e delle persone dovrebbe essere considerato sacro.  
Dopo lo shock la militare, che fa parte del gruppo di lavoro “criticità ed integrazione del personale femminile” del Cobar, ha lasciato l’ufficio per riferire con il comandante della caserma, che in quel momento non era in sede. 
La mancata solidarietà.
Ritornata suoi passi, la donna ha sperato di incassare almeno la solidarietà dei suoi colleghi d’ufficio. Niente di tutto questo, anzi i colleghi del Cobar, alcuni dei quali testimoni dell’accaduto, avrebbero, secondo la ricostruzione della denunciante, cominciato la riunione senza di lei. Solo il presunto aggressore, probabilmente preoccupato per la piega assunta dalla vicenda, avrebbe tentato di minimizzare mandandole un sms (“scusami, quando scendi ne parliamo”), ha rivelato l’avvocato della militare, Gianluca Mongelli. Di difficile interpretazione anche il comportamento della linea di comando, che dopo 2 ore di colloquio le avrebbe detto, sempre secondo Mongelli: “Fai quello che ti senti di fare, sappi comunque che stai accusando un collega di un reato molto grave”. 
* fonte notizietiscali ( clicca qui per articolo completo di Paolo Salvatore Orrù)
(AGENPARL) – Roma, 12 mag 2016 – “Il caso delle molestie nei confronti di un militare carabiniera che faceva parte del gruppo di lavoro ‘criticità ed integrazione del personale femminile’, che ha condotto al rinvio a giudizio di un suo superiore per ingiuria continuata e aggravata, episodio verificatosi nel maggio dello scorso anno presso il comando di Catanzaro, pone, indipendentemente dal merito che la magistratura competente è chiamata ad accertare, il delicato problema della necessità di disporre di meccanismi di garanzia e di tutela all’interno dei corpi di polizia che, in una dimensione civile, trovano collocazione e forme di autonomia”. Lo afferma, in una nota, il segretario generale del Silp-Cgil Daniele Tissone. “Esprimo solidarietà alla carabiniera – dice Tissone – che si è trovata costretta a denunciare il fatto in Procura. 
Oggi è quanto mai necessario un passo in avanti verso ciò che chiede l’Europa, con la possibilità di associarsi anche per i militari, in controtendenza con quanto avviene nel panorama italiano che ci sta facendo arretrare per la progressiva militarizzazione in atto. Per tali motivi esprimiamo tutta la nostra preoccupazione in un’ottica generale di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori che operano in contesti nei quali le forme di sindacalizzazione piena non sono ad oggi ammesse”.


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mercoledì 11 maggio 2016

mag

11

2016

Commissione inchiesta militari morti e malati. Audizione CoCeR Interf. Occasioni perse e dimostrazione che i militari non hanno organi di tutela effettiva e sindacale. SCANU:“ Non tiratevi indietro.  

Scanu ai CoCeR : NON TIRATEVI INDIETRO DAVANTI A QUESTA COMMISSIONE , per favore non tiratevi indietro davanti a questa commissione che discute della salute delle persone e della salvaguardia dell’ Ambiente.


A cura di Assodipro Nazionale. 11 Maggio 2016
Un occasione persa, questa è stata l’audizione del CoCeR interforze, che dimostra in modo lampante come sia necessario avere uno strumento di tutela sindacale per i lavoratori militari, per rappresentare e tutelare effettivamente, e su temi importanti come la salute, i militari. 
Un occasione persa per approfondire, o almeno accennare,quanto “ denunciato “ da singoli militari, ascoltati in precedente audizione, e in mesi e anni precedenti, con dichiarazioni in tv, stampa e siti internet, riguardo amianto, vaccini e impiego in zone operative a rischio senza informazione/prevenzione e adeguate protezioni. 
Un occasione persa per tutelare, almeno moralmente, i tanti militari morti e malati ed i grandi problemi affrontati dalle famiglie degli stessi, chiedendo con forza di accertare eventuali responsabilità. 
Un occasione persa per “ denunciare “ la burocrazia che peggiora le già scarse condizioni di tutela, anche sul tema della salute, a livello di tutela pensionistica, di reddito e sussidio a cure per chi si ammala e viene congedato, o per i familiari in caso di morte.   
Vi invitiamo ad ascoltare integralmente quanto detto in sede di audizione, dal presidente Commissione Scanu, dal presidente del CoCeR  Interforze, dai delegati CoCeR delle sezioni e da tutti i membri della Commisione. 
Abbiamo ascoltato l’audizione  per i nostri lettori e vi proponiamo la seguente sintesi degli interventi.    
Il Generale Gerometta, presidente del CoCeR Interforze e capo della direzione personale militare, nel suo intervento  Illustra le competenze della rappresentanza militare ( n.d.r. molto limitate, quasi nulle), presenta i rappresentanti che lo accompagnano. Dichiara : “ A differenza dei sindacati , il CoCeR è un organismo interno, i CoCeR non possono agire in giudizio ne assistere a liti , né si può costituire parte civile, ha solo funzioni propositive”. Nel suo articolato intervento, improntato sulle norme attuali, chiede di migliorare le stesse. 
Il Rappresentante del CoCeR  Marina Militare ha parlato di uno studio fatto da un ex militare sulla “ sindrome dei Balcani “ riguardante 300 militari del San Marco che sono stati impiegati all’estero ( senza accennare minimamente ai risultati dello stesso) studio che lascerà alla commissione. Ha dichiarato che lascerà alla commissione le delibere e le risposte avute dai vertici della marina sui temi di interesse della commissione (!). La parola ed il tema AMIANTO è stata utilizzata/o solo una volta con la seguente frase : “ Sul tema amianto consegniamo delle delibere fatte sul tema !”. “ concordo con quanto detto del presidente. Nessun soldato si deve abbandonare sul campo di battaglia” (!). 
Il Rappresentante dell’ Aeronautica ha parlato di delibere fatte dal CoCeR Aeronautica riguardanti il tema della salute, che lascerà agli atti.” Le risposte alle delibere non sempre sono state soddisfacenti, tanto da dover reiterare gli argomenti”. “ tuttavia , su taluni argomenti il vertice ha dato concrete attenzioni, tipo il Comitato Amianto dell’ Aeronautica” . “ Abbiamo prodotto 4-5 delibere sui vaccini”. “Tra i documenti trattati che lasciamo alla commissione vi è un documento che affronta il tema della burocrazia per le cause di servizio”.  
Le parole AMIANTO e URANIO IMPOVERITO  non sono state neanche sfiorate. 
Il Rappresentante della GdF si è limitato a salutare la commissione così come quello dei Carabinieri che ha osservato la marginalità del tema nei carabinieri. 
Il Rappresentante dell’ Esercito ( Congedi )  ha dichiarato : “ stiamo parlando di rischi associati, abbiamo avuto degli ammalati, probabilmente ne avremo altri, bisogna tener conto di quello che la malattia scaturisce all’interno del nucleo familiare, ed è connesso il rischio lavoro. Poi ci vuole maggior investimento sul profilo ambientale. Quando si parla di amianto ecc. vi è un periodo finestra e il militare si può ammalare anche dopo il congedo”. ( n.d.r ha detto proprio quello che vi abbiamo trascritto ! tranne una frase che non siamo riusciti a decifrare. Centinaia di militari Morti, Malati a causa di tumori da Uranio impoverito e neanche una parola del rappresentante del CoCeR Esercito).    

Molte ed interessanti le domande dei membri della commissione che vi invitiamo ad ascoltare, riportandone solo alcune che così vi riassumiamo : On. Lacquaniti : “avete avuto pressioni o la vostra attività è influenzata ?”  On.Duranti : “Il CoCeR Aeronautica ha parlato del comitato amianto ce ne può parlare? Ha prodotto una mappatura ? ha parlato di informazioni anonime che provengono al CoCeR stesso, può chiarire questo punto ? “. On. Rizzo: “ Come Rappresentanza avete trattato direttamente casi ? avete dati sulle malattie ? Siete a conoscenza che ci sono militari che nascondono la malattia per poter rimanere in servizio?”. On. Grillo : “ è sempre il militare che deve dimostrare l’esposizione e le zone dove si è recato non essendoci un data base, voi potete intervenire per sollecitarlo ? …. “venite interpellati o potete intervenire come i sindacati ?”. “ A cosa servono esattamente le delibere ? che fine fa il vostro lavoro ? On. Cova : “ i casi di militari che si ammalano dopo il congedo, come sono tutelati ? voi affrontate queste situazioni ? La catena di comando come funziona ? quando un militare affronta una situazione a rischio, può segnalarlo ? On. Amato : “ per quanto riguarda i vaccini, c’è o manca il consenso informato sui vaccini ? ”. On. Capelli : “Questa è una commissione che si occupa di militari morti o malati per missioni o attività in poligoni ecc … sono interessato a ricucire il patto strappato tra stato e militari, qualsiasi sia la causa di malattia o morte”. Il militare è messo a conoscenza del rischio ?“ si ha la sensazione che i militari siano stati usati per sperimentare !”.. sui vaccini, sui poligoni ecc, quanto sono stati informati sui rischi ? siete stati consultati quando davano tute da imbianchino per affrontare i rischi dell’ Uranio ? On. Vito : “Stiamo trattando un tema che è attuale e va approfondito per impedire che certe cose si possano ripetere in futuro”. 
ALLE DOMANDE FATTE dai commissari NON sono state date risposte in questa audizione, tranne il Generale Gerometta che ha dichiarato di non aver mai avuto nessun tipo di pressione, neanche in questo frangente,  ma di agire secondo coscienza. 

Il presidente commissione inchiesta On. SCANU, in un molto apprezzabile intervento finale ha predisposto un'altra audizione dei CoCeR, ha spronato i CoCer ad una maggiore partecipazione, riguardo a temi e interventi,ai lavori della commisione
“In questa commissione non si deve “ imboscare “ nessuno. Quando si parla della commissione di inchiesta non si può andare in giro ad affermare che la commissione vuole chiudere i poligoni per affamare le popolazioni”…. “Questa è la quarta commissione di inchiesta e vogliamo dare risposte definitive”… “ NON TIRATEVI  INDIETRO DAVANTI A QUESTA COMMISSIONE , per favore non tiratevi indietro davanti a questa commissione che discute della salute delle persone e della salvaguardia dell’ Ambiente. E’ la prima volta che una commissione di inchiesta convoca il CoCeR, non vi abbiamo chiamato come per esporre i gioielli di famiglia ma per trovare soluzioni insieme,questa è democrazia. Nessuno pensi che qualcuno ci possa, come commissione, “ incartare “ e mi impegno, come commissione, a fare una proposta intermedia a Maggio/Giugno”.” 
Il principio di precauzione deve essere sostituito dal principio di prevenzione e certe situazioni non si devono più ripetere”  

Clicca qui per il video audio dell’audizione 


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