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Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
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giovedì 18 dicembre 2014

dic

18

2014

Marina Militare: Processo Marina 2 a Padova , 13 rinvii giudizio per navi con amianto Inchiesta nata 2005 da due decessi. Oltre 300 MORTI sospette  



(ANSA) - PADOVA, 16 DIC - II Tribunale di Padova ha rinviato a giudizio i tredici imputati (uno nel frattempo e` deceduto) nel processo `Marina Militare bis`, per le contaminazioni da amianto che avrebbero provocato la morte di almeno due navali, il capitano di vascello Giuseppe Calabro`, di Siracusa, e del meccanico Giovanni Baglivo, di Tricase (Lecce).
Le accuse sono di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo.
Queste le 13 persone rinviate a giudizio: si tratta degli allora direttori generali di Navalcostarmi Lamberto Caporali e Francesco Chianura, dei dg della Sanità` Militare Elvio Melorio, Agostino Didonna e Guido Cucciniello,
dell`ex comandante in capo della squadra navale Mario Porta e ancora di Antonio Bocchieri, Mario Di Martino, Angelo Mariani, Luciano Monego, Umberto Guarnieri, Sergio Natalicchio, Guido Venturoni.
I tredici, secondo l`ipotesi di reato, avrebbero causato in concorso la morte per mesotelioma pleurico del capitano
Giuseppe Calabro` e del meccanico Giovanni Baglivo. Da questi due casi era nata nel 2005 l`inchiesta sull`amianto, ingranditasi negli ultimi anni con l`acquisizione di oltre 600 cartelle cliniche di altrettanti marinai ammalati.
Di questi, almeno 300 erano deceduti per mesotelioma pleurico e malattie amianto correlate
.


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dic

18

2014

Forze Armate-Militari, LO STATO SPENDE 4 MILIONI DI EURO ANNO PER I CoCeR – Sindacati Gialli che non tutelano e non rappresentano. E ancora non si concedono diritti sindacali come da sentenza CEDU.  

SPARITI DALLA LEGGE STABILITA’ I TAGLI DEL 50% AI COCER ! Cui Prodest ? I CoCeR-Sindacato Giallo più conservatori, CC i più costosi in generale – MM – EI , costano di più !


Assodipro Roma 8 Dicembre
Anno 2012, il sistema di Sindacato Giallo – CoCeR  Rappresentanza militare è costato allo stato € 4.431.637,00 e la gran parte della cifra è stata impiegata per l’attività dei CoCeR. 
SPARITI DALLA LEGGE STABILITA’ I TAGLI DEL 50% ALLE SPESE DEI COCER mentre si taglia di tutto. 
Nelle prima versione della legge di stabilità, che stà per essere approvata definitivamente , era comparso un articolo che DIMEZZAVA I COSTI di questa rappresentanza costosa quanto inefficace . Con grande attività nei palazzi romani , non sono pochi i delegati centrali che hanno lavorato per ottenere la  CANCELLAZIONE  del taglio dei costi e del numero dei delegati  ( CUI PRODEST ? ) . Il tutto accade, incredibilmente e curiosamente,  quasi negli stessi momenti in cui la CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO condanna gli stati che non concedono diritti associativi – sindacali ai militari .  Si preferisce, per ora, mantenere in vita un sistema autoreferenziale, che non rappresenta e tutela,  PAGATO DALLO STATO  utile solo al rappresentanTe ed inutile ai rappresentaTi, invece di concedere diritti sindacali con organizzazioni sindacali – associative  auto finanziate e senza spese per l’ Amministrazione Statale .   Nel 2013 le spese sono leggermente diminuite ma i CoCeR, comodamente abbarbicati nei loro palazzi romani con il loro regime di missione e molto ATTIVI nel farsi ELIMINARE I TAGLI DEL 50 % DELLE SPESE PER LA Rappresentanza Militare, sono stati tagliati di pochissimo rispetto agli organi intermedi e di base. 

Vi proponiamo l’interessante articolo-analisi con grafici e tabelle a cura  di Simone Sansoni  pubblicato sul sito ficiesse.it  

CLICCA qui PER VEDERE GRAFICI E TABELLE DESCRITTI NELL’ARTICOLO

RAPPRESENTANZA MILITARE. ABBIAMO SPESO CIRCA 18MILA EURO PER OGNI DELEGATO COCER, MA LA PARTE DEL LEONE LA FANNO ANCORA I CARABINIERI

 Nei giorni scorsi il Sottosegretario alla difesa, On. Gioacchino Alfano  (NCD), rispondendo ad una interrogazione dei Senatori Marton e Santangelo (M5S), ha fornito i dati delle spese per il trattamento economico di missione per i delegati della rappresentanza militare nel 2013. E’ interessante comparare le informazioni fornite dal Governo con i dati relativi al 2012, forniti a maggio di quest’anno sempre a seguito di una interrogazione presentata dai suddetti parlamentari. In un anno l’importo complessivo è diminuito, passando dai € 4.431.637,00 del 2012 ai € 3.230.545,00 del 2013 (Tab. 1). Si tratta di una variazione in negativo (-27,1%) dovuta soprattutto ad una contrazione delle spese dei CoIR e dei CoBaR (Graf. A).  Analizzando il dettaglio (Tab. 2) dell’utilizzo di tali somme, emerge che per il 2012 oltre la metà della spesa sia imputabile ai delegati dell’Arma dei Carabinieri che hanno utilizzato oltre il 60% dei fondi (Graf. B).  Per quanto riguarda l’anno 2013 (Tab. 3), a fronte di una diminuzione complessiva del 27%, si conferma il fenomeno relativo dell’Arma dei Carabinieri che anche in quell’anno ha utilizzato oltre la metà dei fondi (Graf. C).  Anche raffrontando le spese di missione dei delegati Carabinieri rispetto i Finanzieri, aventi analoga struttura territoriale, si conferma anche per il 2013 la sproporzione tra il totale degli oneri di missione relativi all’Arma rispetto alle Fiamme Gialle. Per avere un confronto oggettivo è opportuno calcolare quale sia il costo in oneri di missione rispetto agli appartenenti a ciascuna Amministrazione militare (Tab. 4), utilizzando i dati della RGS per il momento completamente disponibili solo fino al 2012.  Applicando i tendenziali della RGS  (-1,4% per le FFPP e -2,15% per le FFAA) del conto annuale del personale, è possibile calcolare il dato  anche per il 2013 (Tab. 5) che conferma le tendenze dell’anno precedente.  Per entrambi gli anni è evidente l’assoluta sperequazione tra le spese pro capite (25€ e 18€) dei Carabinieri rispetto alla Gdf  ed alle altre Amministrazioni (Graf. D).
CONTINUA IN LEGGI TUTTO 




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lunedì 15 dicembre 2014

dic

15

2014

Mafia Capitale arriva a contagiare anche la Difesa ? ; falsi rifornimenti di gasolio per la Marina Militare su nave fantasma: sei nuovi arresti, tre sono militari  



Tratto da repubblica.it   Frode all'erario di oltre 7 milioni di euro per acquistare undici milioni di litri di gasolio destinati ad una nave affondata da anni. Nell'ambito dell'inchiesta "Mondo di Mezzo", scoperti gli incontri della banda anche presso il distributore di Corso Francia riconducibile a Massimo Carminati  Mafia Capitale e che ha portato all'arresto di altre sei persone, tra le quali tre ufficiali della Marina Militare. 
L'operazione, denominata "Ghost Ship" è stata effettuata dal Nucleo di polizia tributaria di Roma e coordinata dalla Procura della Repubblica della capitale. Tutto ruoterebbe attorno ai contatti di Massimo Perazza, detto 'Massimo il romanista', nome già emerso nelle indagini sull'ex estremista nero Massimo Carminati, con Roberto Lacopo, arrestato in Mafia Capitale, anche presso il distributore di Corso Francia, che secondo i Ros era il punto dove il gruppo organizzava incontri e strategie.
La banda, hanno ricostruito gli investigatori della finanza, aveva organizzato, solo sulla carta però, la consegna di milioni di litri di prodotto petrolifero presso il deposito della Marina Militare di Augusta, in provincia di Siracusa, attraverso la nave cisterna "Victory I", mai attraccata nel porto siciliano in quanto naufragata nell'Oceano Atlantico nel settembre 2013, tanto che alcuni membri dell'equipaggio risultano ancora oggi formalmente dispersi. Oltre ai sei arresti, il gip ha disposto anche il sequestro dei beni per 7,4 milioni di euro. Risultano indagati a piede libero anche il tecnico chimico Francesco Ippedico e poi gli appartenenti alla Marina Militare, Domenico Russo, Filippo Sammitto e Salvatore De Pasquale. Per il gip Alessandro Arturi che ha accolto le richieste del pm Mario Palazzi, ritenendo inadeguata qualsiasi altra misura cautelare, a cominciare dagli arresti domiciliari, i sei indagati hanno ''una caratura criminale di notevole spessore''. Il gip, nel suo provvedimento, parla di ''spregiudicatezza manifestata nel predisporre, condividere e applicare un meccanismo truffaldino, estremamente insidioso, assurto a modulo esecutivo e destinato a essere applicato indefinitamente''. 
Clicca per articolo integrale


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domenica 14 dicembre 2014

dic

14

2014

ROMA: PROPOSTA LA CANDIDATURA DEL GENERALE DOMENICO ROSSI, ATTUALE SOTTOSEGRETARIO DIFESA, A SINDACO DI ROMA.  



"Roma ha bisogno di andare alle urne per eleggere un consiglio comunale nuovo, capace e trasparente. Noi Popolari, per questo motivo, proponiamo ai cittadini più che ai partiti che finora hanno avuto gravi mancanze nella gestione della cosa pubblica, la candidatura a sindaco di Roma del Generale Domenico Rossi, attuale sottosogretario alla Difesa". Lo ha detto Potito Salatto, vicepresidente nazionale dei Popolari per l'Italia, nel suo intervento alla conferenza organizzativa nazionale del partito che si è tenuta a Roma sotto la presidenza del senatore Mario Mauro.
"Roma capitale - aggiunge Salatto - non chiede di essere governata da vecchi schemi o da candidati in stile 'Beautiful'. Chi meglio di un uomo con un passato da militare può incarnare e portare avanti i principi di legalità, sicurezza, efficienza, così necessari per ridare un volto autorevole alla città nel contesto internazionale e in particolare in quello europeo? Domenico Rossi sarà un candidato che renderà pubblico on line il suo reddito e i contributi ricevuti. Che non organizzerà cene elettorali con migliaia di partecipanti, ma privilegerà incontri municipali casa per casa per instaurare un rapporto diretto con i cittadini. Solo così si potrà spezzare l'intreccio forte tra politica e malaffare".
 
ROMA: ROSSI, ORGOGLIOSO CANDIDATURA A SINDACO DA POPOLARI PER L'ITALIA
lanciata per acclamazione dall'Assemblea organizzativa
Roma, 13 dic. (AdnKronos) - "La proposta di una mia candidatura a sindaco di Roma, laddove dovessero esserci elezioni anticipate, non  può che riempirmi d'orgoglio''. Così il sottosegretario alla Difesa, 
Domenico Rossi, già generale di Corpo d'Armata, sottocapo di Stato  Maggiore dell'Esercito commenta la sua candidatura a sindaco di Roma  lanciata per acclamazione dall'Assemblea organizzativa dei Popolari 
per l'Italia. ''Credo infatti che il sogno di ogni romano come il sottoscritto -  sottolinea l'esponente dei Popolari per l'Italia- non possa che essere quello di contribuire alla rinascita morale ed economica della propria città"
.


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venerdì 12 dicembre 2014

dic

12

2014

COMMISSIONE DIFESA:“essenziale prestare particolare attenzione alle recenti sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) sul divieto, ai militari, di costituire Sindacati  

DIRITTI SINDACALI PER I MILITARI : Saranno ascoltati, dalla commissione difesa, esperti di diritto costituzionale ed internazionale.


Assodipro Roma : Prendiamo atto, con interesse, di quanto è emerso ieri in commissione Difesa Camera nell’ambito esame delle disposizioni in materia di rappresentanza militare. Dal Presidente VITO, alla relatrice CALIPARI, e dagli interventi di Emanuela CORDA M5S e Donatella DURANTI , appare l’intenzione di approfondire gli esiti della sentenza della Corte Europea dei Diritti. Anche il governo, rappresentato dal sottosegretario Domenico ROSSI , dichiara che  è disponibile, se richiesto, a intervenire nel comitato ristretto per “ fornire il proprio contributo “ 
La nostra battaglia decennale sui Diritti Sindacali per i Militari, unita al ricorso alla Corte Europea presentato da Assodipro, le nostre proposte su un nuovo , qualificato e concreto ciclo di audizioni, trovano riscontro in parlamento nella commissione difesa. Seguiremo come sempre con attenzione gli sviluppi sul tema dei Diritti.     
 
COMMISSIONE DIFESA CAMERA 11 dicembre :   Disposizioni in materia di rappresentanza militare. 
C. 1963 Scanu, C. 1993 Duranti, C. 2097 D'Arienzo, C. 2591 Corda, C. 2609 Cirielli e C. 2679-nonies Governo. 
(Seguito dell'esame e rinvio – Nomina di un comitato ristretto).
La Commissione prosegue l'esame dei provvedimenti in titolo, rinviato, da ultimo, nella seduta del 13 novembre 2014. 
Elio VITOpresidente, ricorda che nella seduta dello scorso 13 novembre, la relatrice ha illustrato i contenuti dei provvedimenti abbinati da ultimi. Comunica, quindi, che in sede di ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, si è convenuto di proseguire i lavori nell'ambito di un comitato ristretto, al fine di individuare il testo da adottare come testo base.
Rosa Maria VILLECCO CALIPARI (PD), relatore, manifesta la propria condivisione per la scelta di nominare un comitato ristretto che possa arrivare celermente alla predisposizione di un testo unificato delle proposte in esame. 
Ritiene essenziale che il comitato, nel suo lavoro, presti particolare attenzione alle recenti sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) concernenti il divieto assoluto di costituire sindacati all'interno delle forze armate francesi, in considerazione del fatto che queste presentano profili assai delicati e rilevanti anche per l'Italia
Al riguardo segnala l'opportunità che, pur essendo già stata svolta un'ampia attività conoscitiva, la Commissione possa utilmente integrare il ciclo di audizioni già compiute, procedendo ad ascoltare, in tempi rapidi, anche esperti di diritto costituzionale ed internazionale.
 
Elio VITOpresidente, ricorda che l'esigenza di svolgere un dibattito anche sulle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo è stata evidenziata anche da lui. Parimenti è stata da lui sottolineata anche l'opportunità di svolgere un nuovo rapido ciclo di audizioni, nel corso del quale si potranno ascoltare i diversi CO.CE.R. o il solo CO.CE.R. Interforze, oltre agli esperti in materie giuridiche richiesti già dal gruppo del Movimento 5 Stelle. Osserva peraltro che l'attività conoscitiva dovrà svolgersi nella Commissione plenaria, fermo restando che potrà essere svolta all'esito dei lavori del comitato ristretto, sul testo base, oppure prima dell'avvio dei lavori o in parallelo con essi: su questo punto si riserva di acquisire la valutazione dell'Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.
Emanuela CORDA (M5S), nel manifestare apprezzamento per la disponibilità della relatrice e del presidente ad approfondire adeguatamente le tematiche connesse alle sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo, conferma che il suo gruppo ha interesse a svolgere audizioni di esperti di materie giuridiche, affinché il lavoro del comitato ristretto possa giovarsi anche di questo ulteriore contributo.
Donatella DURANTI (SEL) manifesta la volontà del suo gruppo di contribuire fattivamente ai lavori del comitato ristretto e si dichiara favorevole allo svolgimento di ulteriori audizioni. Il sottosegretario Domenico ROSSI assicura che il Governo, così come avviene per il comitato ristretto costituito per l'esame del disegno di legge quadro sulla partecipazione dell'Italia alle missioni internazionali, è disponibile, se richiesto, a intervenire nel comitato ristretto e a fornire il proprio contributo per un proficuo andamento dell’iter del provvedimento. Elio VITOpresidente, nel prendere atto con favore della disponibilità del Governo a contribuire ai lavori del comitato ristretto, formula l'auspicio che l'istituzione di un comitato ristretto risulti utile e che lavori inizino quanto prima. La Commissione delibera, quindi, di istituire un comitato ristretto per il seguito dell’iter in sede referente. Elio VITOpresidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.


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dic

12

2014

Toni De Marchi; Renzi svecchia anche la guerra, basterà una Camera ( di nominati ) per deciderla. “ talebanucci del renzismo arrembante vogliono far fuori tutto, a prescindere”.  

“ una decisione così terrificante come la dichiarazione di guerra verrebbe lasciata in mano al solo esecutivo, visto che con premi e premiolini, mattarelli e consultelli…..”


Tratto da Articolo di Toni De Marchi per ilfattoquotidiano.it - Renzi svecchia anche la guerra, basterà una Camera per deciderla. 

…” Quale modernità possa dunque rappresentare l’affidare a una sola Camera la dichiarazione di guerra non si capisce bene. Di certo si capisce che, nel sistema autoritario-costituzionale che i renziani vorrebbero mettere in piedi, una decisione così terrificante come la dichiarazione di guerra verrebbe lasciata in mano al solo esecutivo, visto che con premi e premiolini, mattarelli e consultelli, l’unico ramo del Parlamento deliberante sarebbe totalmente controllato dal partito di Governo. 
Ma tanto a che serve, dirà il solito benpensante di passaggio? Se non serve perché la guerra dichiarata non sembra esistere più, allora tanto vale lasciare tutto com’è. Alla Costituente dibatterono per giorni e giorni su questo articolo “…….
 ……” Come rimangono perfettamente valide e applicabili le norme sullo stato d’assedio, oggi chiamato stato di pericolo pubblico. Sono gli articoli dal 214 al 219 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza del 1938. 
In caso di guerra dichiarata, prefetti e comandanti della piazza potrebbero ripristinarle per decreto: arresti senza motivi, sospensione delle libertà civili e dei diritti costituzionali, tribunali militari che giudicano anche i reati commessi dai civili (si risolverebbe così il problema delle loro attuale sottoutilizzazione). 
Qualcuno, come i parlamentari Cinque Stelle in Commissione al Senato e alla Camera ha cercato di opporsi ai ciechi yesman della maggioranza. Con scarso esito. 
Un moderato come Giuseppe De Mita, centro democratico, nipote del più famoso Ciriaco, ha proposto che almeno sia necessaria una maggioranza di quattro quinti. Respinto con perdite per evidente passatismo. 
Non c’è verso. 
Questi talebanucci del renzismo arrembante vogliono far fuori tutto, a prescindere “….. 
CLICCA qui PER LEGGERE L’ARTICOLO INTEGRALE DI TONI DE MARCHI 


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mercoledì 10 dicembre 2014

dic

10

2014

PENSIONI Militari e Polizia. MILITARI SENZA TUTELA. I SINDACATI di Polizia scrivono al presidente Senato per tutelare tutto il comparto Sicurezza-Difesa, MENTRE I COCER NON HANNO FATTO NULLA  

Lettera dei Sindacati di polizia al presidente Senato ed ai Senatori sulle penalizzazioni pensionistiche a Militari e Forze dei Polizia. Militari senza diritti e tutela sindacale, I CoCeR neanche avevano informato sul caso.


Assodipro Roma. 
Delle penalizzazioni pensionistiche a Migliaia di Militari e Poliziotti, previste nella legge di stabilità, vi abbiamo già scritto. Ora i Sindacati di polizia scrivono una lettera al Presidente Senato e Senatori per tutelare il comparto Difesa e Sicurezza mentre i Militari, senza diritti sindacali non sono rappresentati se non dal Sindacato Giallo dei CoCeR che neanche aveva informato il personale delle penalizzazioni approvate nella legge di stabilità !   
Nella lettera, della quale pubblichiamo in fondo il testo integrale, tra l’altro si legge : “ Osservazioni di merito rispetto all’applicazione al personale dei Comparti Sicurezza, Difesa e del Soccorso Pubblico delle misure previste per l’accesso al trattamento pensionistico Egregio signor Presidente, signori Senatori,  sottoponiamo alla vostra attenzione e sensibilità alcune criticità che emergono dalla lettura dell’AS n. 1698 su Disposizioni per la Formazione del Bilancio Annuale e Pluriennale dello Stato ( Legge di Stabilità 2015) in discussione al Senato, con riferimento all’emendamento n. 44.019 presentato dal Governo all’art. 44 bis del testo AC n. 2679 bis (misure in materia di trattamenti pensionistici) ad integrazione dell’art. 24 c. 2 del D.L. 22 dicembre 2011 nr.201 convertito in legge 22 dicembre 2011 n.214, si osserva: siamo consci che in questa lunga stagione di emergenza per effetto della crisi economica e finanziaria, le variabili dei dati macro economici condizionano le scelte politiche sottese al varo delle manovre di bilancio, attraverso le quali è impostata la politica economica e di bilancio. Ciò nonostante si è sempre auspicato, in occasione dell’adozione di interventi concernenti il sistema previdenziale e pensionistico delle Forze di Polizia, delle Forze Armate e dei Vigili del Fuoco, una particolare riflessione rispetto alle funzioni e peculiarità dei Comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico, i cui dipendenti meritano una particolare attenzione, proprio per le caratteristiche connesse alla specificità delle funzioni loro attribuite e all’unicità d’impiego per il lavoro che svolgono. A detti Comparti è stata sempre riconosciuta, nel concreto, una specificità di settore che, per esempio, ha determinato la previsione di limiti di età più ridotti, rispetto agli altri dipendenti pubblici per il collocamento a riposo d’ufficio, proprio in relazione all’onerosità dell’attività che espletano, necessaria per far fronte alle diverse e sempre più frequenti emergenze che il Paese deve affrontare. Tale peculiarità ha determinato, in tema di erogazione dei trattamenti pensionistici e previdenziali, già in occasione della seconda riforma del sistema pensionistico approvata con la legge 8 agosto 1995, n. 335, l’attribuzione di una delega al Governo per l’individuazione di norme di armonizzazione dei requisiti di accesso al trattamento pensionistico di detto personale…… L’ultima riforma del sistema pensionistico introdotta dall’art. 24 del DL 201/2011 ha previsto norme immediatamente applicabili anche per il personale appartenente al Comparto Sicurezza e Difesa e Vigili del Fuoco come: l’introduzione del sistema contributivo pro-quota a decorrere dall’1/01/2012 per le anzianità maturate a partire dalla predetta data. Pur comprendendo le ragioni di alcune misure delle manovre per la stabilizzazione dei conti pubblici, introdotte per favorire la sostenibilità dei sistemi pensionistici, che nel tempo hanno portato ad introdurre nuovi meccanismi per regolare i futuri accessi ai trattamenti pensionistici, le riteniamo ingiuste e inique, in quanto gravano esclusivamente sui lavoratori, senza aver introdotto nell’architettura del sistema previdenziale dei Comparti in esame i fondi pensione. Il c.d. secondo pilastro previdenziale fu la traccia su cui si costruì la filosofia riformatrice della legge Dini, strumento necessario per poter consentire ai futuri pensionati un trattamento pensionistico che fosse sufficientemente adeguato al costo della vita; tutti i Governi ad oggi, non hanno inteso aprire un tavolo di trattativa con i Sindacati che, reiteratamente, lo rivendicano da anni, su un tema non più derogabile…..
……In conclusione appare necessario: laddove nei lavori preparatori della modifica della norma in questione non sia stata precisata l’esclusione dell’applicazione ai comparti sicurezza-difesa e soccorso pubblico e per evitare forzature illegittime o equivoci interpretativi, si chiede di chiarire ed integrare il dispositivo di modifica dell’art.24 c.2 con la proposizione “non si applica ai soggetti i cui limiti ordinamentali per il pensionamento di vecchiaia sono previsti con il requisito anagrafico dell’età massima consentita, ovvero il personale del comparto Sicurezza-Difesa e Soccorso Pubblico”. 
ROMA, 9 dicembre 2014 SIULP (Romano) SIAP – Anfp (Tiani) SILP CGIL (Tissone) - UGL-Polizia di Stato (Mazzetti) COISP (Maccari) – CONSAP (Innocenzi) UIL Polizia-Anip (Cosi)   
CLICCA PER LEGGERE IL DOCUMENTO UNITARIO E COMPLETO DEI SINDACATI 



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dic

10

2014

Generale Gerometta (EI ) CAPO DEL PERSONALE MILITARE Esercito e CONTEMPORANEAMENTE A CAPO DELLA RAPPRESENTANZA MILITARE. Rappresentanza Militare - CoCeR sempre più SINDACATO GIALLO ?  



Assodipro Roma . Come Assodipro facciamo gli auguri al Generale Gerometta per l’importante incarico assunto ma ci chiediamo quanto sia “ atipico – anomalo – in conflitto di interesse “ che il Capo del personale militare dell’ Esercito possa essere, contemporaneamente, a capo della Rappresentanza Militare , sempre più Sindacato Giallo, nel DOPPIO RUOLO di Presidente del CoCeR Esercito e presidente del CoCeR Comparto Difesa ( AM – EI – MM ).
Il tutto accade a 2 mesi dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo che condanna gli stati che non concedono diritti associativi-sindacali ai Militari .    
ESERCITO: GEN. GEROMETTA SALUTA FOLIGNO PRIMA DELL`INCARICO  A CAPO DI PERSOMIL = Foligno (Pg), 9 die. (AdnKronos) - Visita  di commiato oggi, del Generale Paolo Gerometta al Centro di Selezione e Reclutamento Nazionale dell`Esercito (Csrne) di Foligno , prima dell`incarico a Direttore Generale per il Personale Militare dell`Esercito. Accolto dal Comandante del Csrne, il Generale di Brigata Luca Covelli, Gerometta ha firmato sull`Albo d`Onore e incontrato le rappresentanze sindacali, i componenti del Comitato di Base di Rappresentanza del Csrne e tutto il personale effettivo del Centro. Inoltre, a conferma del legame da sempre esistente tra le istituzioni locali, la cittadinanza di Foligno e la Caserma `Gonzaga`, l`ufficiale e` stato ricevuto presso la sala del consiglio comunale, dal sindaco della citta` Nando Mismetti insieme al presidente dell`Ente Giostra Domenico Metelli, alle Associazioni Combattentistiche e d`Arma, alle Forze di Polizia, ai Corpi Armati dello Stato ed alle più` alte cariche Politiche e Militari di Foligno e del Comprensorio Umbro. Il sindaco ha donato al Generale Gerometta, il Giglio d`Oro, una delle massime onorificenze e simbolo della citta` dei Trinci. Il Generale inoltre, ha salutato il vescovo della citta` di Foligno, Sua Eccellenza Gualtiero Sigismondi.


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dic

10

2014

Forze Armate – Militari : MOZIONE Senatore Lorenzo BATTISTA, DIRITTO A COSTITUIRSI IN SINDACATI AUTONOMI. Mozione al Senato sui Diritti Sindacali ai Militari  

La Mozione è stata firmata dai Senatori : ZELLER , PALERMO , ZIN , ORELLANA , MANCONI , CASSON , PUPPATO , MINEO , RICCHIUTI


A Cura di Assodipro Roma
ROMA, 5 DICEMBRE - "Superare il sistema del cosiddetto sindacato giallo ed introdurne uno vero e proprio, autonomo e quindi in grado di garantire e tutelare i lavoratori, ottemperando al dettato costituzionale. Questo sarebbe un sintomo di cambiamento vero, di superamento delle opacità e della vischiosità che troppo spesso hanno caratterizzato l'ambito professionale della difesa".È con queste parole che il senatore Battista, membro del gruppo parlamentare 'Per le Autonomie' annuncia di aver depositato una mozione che impegna il governo al superamento dell'attuale sistema dei COCER. "Questa
mia iniziativa - spiega Battista - si colloca in linea con la più recente sentenza della corte europea dei diritti dell'uomo, dove si chiarisce una volta per tutte che i militari, in quanto cittadini in divisa, hanno diritto a costituirsi in organizzazioni sindacali autonome, le quali potranno anche prevedere talune specialità in ragione della specificità delle esigenze dei militari". Il senatore ha quindi concluso auspicando "un dibattito svincolato dalle logiche del corporativismo militare e delle resistenze al cambiamento, che si possa focalizzare sulle esigenze dei 'lavoratori in divisa', professionisti con esigenze specifiche e serie, finora sottovalutate da un sistema poco aperto all'autocritica". 
La Mozione del Senatore Battista è stata firmata dai Senatori :  ZELLER , PALERMO , ZIN , ORELLANA , MANCONI , CASSON , PUPPATO , MINEO , RICCHIUTI 
Nella Mozione, completa ed esauriente nei riferimenti e nell’analisi, tra l’altro si legge : “la Corte europea dei diritti dell'uomo, il 2 ottobre 2014, ha emesso due sentenze storiche: la sentenza nel caso Matelly vs Francia (ricorso n. 10609/10) e la sentenza nel caso ADEFDROMIL vs Francia (ricorso n. 32191/09) in materia di divieto assoluto di costituire sindacati all'interno delle forze armate francesi; in particolare, la Corte europea ha ritenuto che mentre l'esercizio del diritto di libertà di associazione da parte del personale militare potrebbe essere soggetto a restrizioni legittime, per contro, un divieto generale di formare o aderire ad un sindacato usurpa l'essenza stessa di tale libertà; per questi motivi, la Corte europea dei diritti dell'uomo ha ritenuto all'unanimità che vi sia stata una violazione dell'art. 11 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, relativamente alla libertà di riunione e di associazione, che garantisce il diritto alla libertà di associazione e il diritto di partecipare alla costituzione di sindacati o di aderirvi per la tutela dei propri interessi, in quanto il divieto, imposto dalla legge, di costituire associazioni professionali a carattere sindacale o di aderire ad associazioni sindacali già esistenti costituisce una restrizione assoluta all'esercizio della libertà sindacale da parte degli appartenenti alle forze armate, che non risponde ad una prevalente finalità di interesse generale e che non può giustificarsi neppure alla luce delle specificità proprie dei corpi militari dello Stato; il dispositivo della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo capovolge completamente quanto stabilito dalla Corte costituzionale con la citata sentenza del 1999. Esso prevede infatti che le restrizioni legislative debbano essere interpretate rigorosamente ed essere limitate all'esercizio dei diritti in questione, senza tuttavia pregiudicare l'essenza stessa del diritto di organizzarsi “…. “ la rappresentanza militare non può essere in alcun modo considerata alla stregua di un'organizzazione sindacale, laddove per quest'ultima si intenda un'organizzazione deputata a svolgere attività negoziale esclusiva. La stessa natura della rappresentanza militare, in quanto assoggettata all'organizzazione militare, le vieta di essere in contrapposizione con l'amministrazione della difesa; risulta evidente che la rappresentanza militare difetta dei caratteri dell'autonomia e dell'indipendenza, elementi indefettibili di qualsivoglia associazione, stante la natura profondamente gerarchizzata dell'intera struttura rappresentativa. Tale mancanza, dunque, compromette irrimediabilmente la democraticità dell'istituzione; la struttura e le competenze degli organismi in discussione rilevano, senza alcun dubbio, una dipendenza sia funzionale che finanziaria dai vertici della difesa, in tal modo rappresentando una tipologia di sindacato, il "sindacato di comodo" espressamente vietata dall'art.17 dello statuto dei lavoratori di cui alla legge n. 300 del 1970”… tenuto conto che: AS.SO.DI.PRO (Associazione di promozione sociale) e diversi organismi della rappresentanza militare della Guardia di finanza hanno presentato rispettivamente nel 2012 e nel 2013 alla Corte europea dei diritti dell'uomo dei ricorsi volti ad affermare il principio secondo il quale anche gli appartenenti alle forze armate italiane, alla stregua di quanto previsto in altri Stati membri dell'Unione europea, possano e debbano esercitare il diritto costituzionalmente garantito di associarsi in organizzazioni sindacali impegna il Governo: 1) ad adottare tutte le misure necessarie al fine di assicurare l'effettivo godimento dei diritti riconosciuti, in materia di libertà sindacale, agli appartenenti alle forze armate, ai sensi dell'art. 11 della Convezione europea dei diritti dell'uomo, riconoscendo loro gli effettivi diritti di azione sindacale nei momenti di pace, ossia quando non siano impegnate in operazioni di carattere militare; 2) ad attivarsi al fine di rimuovere gli ostacoli inerenti ai profili costitutivi, strutturali e funzionali delle rappresentanze militari, che si appalesano quali atti di ingerenza nella libertà di organizzazione di cui devono beneficiare anche i nostri militari, atti di ingerenza che risultano chiaramente vietati dalla medesima convenzione OIL n. 151 del 1978 (art. 5), ratificata dall'Italia con la già citata legge n. 862 del 1984; 3) ad intraprendere le opportune iniziative anche di carattere legislativo volte al riconoscimento dei diritti associativi e sindacali per gli appartenenti alle forze armate, nel rispetto dei dettami costituzionali, allo scopo di uniformarsi alla maggior parte degli Stati europei, tenuto conto della recente giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.      
CLICCA PER LEGGERE IL TESTO COMPLETO DELLA MOZIONE 


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lunedì 08 dicembre 2014

dic

08

2014

Pensioni Polizia e Militari. I Sindacati di polizia:“non possiamo accettare che il Governo modifichi il sistema pensionistico senza sentire le parti sindacali”. COCER Silenti !  

Penalizzato il personale più Anziano e chi è andato in pensione dal 2012, senza affrontare i problemi del personale meno anziano ( fondi pensione – turnover ecc ). NESSUNA INFORMAZIONE O COMUNICATO DAI COCER !


Tratto dal comunicato unitario dei Sindacati di Polizia SIULP – SILP CGIL – UGL POLZIA – COSP – CONSAP – UIL polizia : “ Il DDL di stabilità 2015, con la modifica apportata dall’emendamento Camera all’art. 44/bis (misure in materia di trattamenti pensionistici) ad integrazione dell'art. 24  c. 2 del D.l. 22 dicembre 2011 n. 201 convertito in legge 22 dicembre 2011 n. 214 (legge Fornero), prevede per tutto il mondo del lavoro una revisione della misura del trattamento pensionistico, che, laddove approvato da ambo rami del Parlamento, interesserà solo un’aliquota del personale di Polizia, ovvero chi    al 31/12/1995 aveva 18 anni di contributi e    aveva fino alla riforma pensionistica Fornero il calcolo del trattamento previdenziale effettuato sulla base delle retribuzioni percepite (sistema retributivo).   
Infatti, il predetto personale, con l'introduzione del sistema contributivo per tutti, ha avuto, qualora collocato in quiescenza dal 1° gennaio 2012, la possibilità di percepire una pensione che poteva ammontare  anche oltre il massimo previsto dal nostro ordinamento previdenziale, quindi oltre l'80% della base pensionabile.   
Per essere ancora più chiari, chi è andato in pensione entro il 31/12/2011 con il massimo della contribuzione, ha percepito come trattamento pensionistico il 13% in più dell’ultimo stipendio. 
La norma quindi, ha previsto per tutti i lavoratori italiani che il trattamento pensionistico non possa essere superiore al massimo previsto, e quindi nel nostro caso l’80% della base pensionabile. 
Non possiamo accettare che il Governo modifichi il sistema pensionistico senza sentire, pur essendo previsto dalla legge, le parti sindacali. Si penalizzano, così,  coloro che avevano 18 anni di contributi alla data del 31.12.1995, che con la riforma Fornero avrebbero usufruito di un incremento pensionistico, mentre il provvedimento governativo fa rivivere per essi la normativa applicata precedentemente, in base alla quale il trattamento previdenziale si determina attraverso il solo sistema retributivo, senza il ricalcolo dei montanti contributivi.   Nulla cambia per coloro che sono già destinatari del sistema misto o del contributivo puro, mentre per coloro che sono andati in pensione dopo il 2012 e destinatari in origine del sistema retributivo l’eventuale modifica avrà efficacia dal 1.1.2015 con un riesame dei trattamenti  erogati, ma non con il recupero retroattivo.     
In ogni caso è necessario precisare che se dovesse essere applicata nel nostro ordinamento, aspetto questo gravato da forte illegittimità, data la specificità del comparto riconosciuta per legge, determinerebbe anche una disincentivazione a permanere in servizio da parte degli interessati, con effetti negativi che si aggiungono alla mancanza del turnover.   
Stiamo producendo argomentate osservazioni al testo in discussione al Senato (che a breve pubblicheremo), e  già chiesto di essere sentiti in Parlamento per far valere i diritti acquisiti dei poliziotti, non si può giocare con la pelle dei colleghi e con le loro aspettative di vita.   

SIULP

SIAP - Anfp

SILP CGIL

UGL-Polizia diStato

COISP

CONSAP

UIL Polizia-Anip
(Romano)(Tiani)(Tissone)(Mazzetti)(Maccari)(Innocenzi)(Cosi)


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sabato 06 dicembre 2014

dic

06

2014

Blocco Retribuzioni Forze Armate; Rimane il blocco delle retribuzioni, anche per il 2015, per gli ufficiali superiori (Uff.li Omogeneizzati, Col. e Generali ). I Contratti Rimangono bloccati per tutti  

Al contrario, dal 1 gennaio 2015, verranno finalmente ripristinati gli effetti economici legati alle progressioni di carriera, incluse le promozioni disposte nel quadriennio precedente, ma senza alcuna efficacia retroattiva.


*BLOCCO STIPENDI MILITARI E FORZE DI POLIZIA: DECADE L’EMENDAMENTO SALVA DIRIGENTI PER MANCANZA FONDI 
La Commissione Bilancio della Camera ha dichiarato inammissibili per mancanza di copertura finanziaria due emendamenti presentati dall’on. Cirielli alla Legge di Stabilità e approvati in Commissione Difesa per le classi e gli scatti stipendiali del personale non contrattualizzato del comparto difesa-sicurezza. 
Secondo quanto previsto dalla bozza di legge di stabilità passata alla Camera ed ora al vaglio in Senato, è previsto, infatti, per il solo personale non contrattualizzato ( Generali, Colonnelli ed Ufficiali omogeneizzati) per l’anno 2015, come per il quadriennio precedente, il blocco degli avanzamenti automatici di stipendio ovvero della corresponsione di classi e scatti   Attualmente, esistono due differenti tipologie stipendiali, una riferita al personale “dirigente”(basata sulla progressione stipendiale biennale di anzianità), l’altra a quello “non dirigente” (progressione retributiva basata sulla procedura contrattuale). A differenza della dirigenza statale, il personale militare dirigente non è contrattualizzato
La retribuzione del personale militare dirigente è adeguata annualmente di una percentuale corrispondente alla media dei miglioramenti contrattuali del pubblico impiego conseguiti nell’anno precedente.   
Pertanto rimarranno inclusi nel blocco di classi e scatti, Generali, Colonnelli ed gli Ufficiali con oltre 15 anni di servizio dalla nomina ad Ufficiale che hanno conseguito la cosiddetta“totale omogeneizzazione” con i pari grado delle Forze di Polizia, ovvero l’accesso alla “completa retribuzione dirigenziale” (stipendio ed indennità operative del Colonnello);   
Al contrario, sempre dal 1 gennaio 2015, verranno finalmente ripristinati gli effetti economici legati alle progressioni di carriera, incluse le promozioni disposte nel quadriennio precedente, ma senza alcuna efficacia retroattiva.     
In maniera analoga, ovvero senza corresponsione degli arretrati, verranno ripristinati gli assegni connessi con il merito e con l’anzianità di servizio, ovvero l’omogeneizzazione stipendiale, l’assegno funzionale e la maggiorazione degli emolumenti legata all’anzianità nel grado. 
Rinnovi contrattuali negati e così I CONTRATTI rimangono bloccati per Tutti anche nel 2015
*fonte infodifesa


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venerdì 05 dicembre 2014

dic

05

2014

Libero scrive: “ L'ARMA DEI CARABINIERI SI RITROVA CON UN COMANDANTE FUORILEGGE “. Roberta Pinotti dichiara: “comando Gallitelli del tutto legittimo”.  



di Francesco Specchia per Libero : “ Cosa sta succedendo all’interno dell’Arma dei Carabinieri? Perché nel Consiglio dei Ministri di lunedì scorso non è stato nominato - come previsto - il nuovo Comandante Generale, presumibilmente Tullio Del Sette, creando così il feroce paradosso di rendere fuorilegge l’attuale Comandante Leonardo Gallitelli, decaduto dal proprio incarico, dal 1 novembre scorso, in base alla legge Madia?
Gallitelli era stato al centro di un’infiammata polemica su Panorama firmata dal giornalista Enrico Fedocci. Il quale aveva per primo ipotizzato uno scontro nell’Arma tra Gallitelli stesso (66 anni, in carica dal 2009, prorogato dal governo Monti, quando un generale Comandante sta in carica, in media, di tre anni...) e i suoi diretti concorrenti alla successione: Del Sette, capo di gabinetto di Roberta Pinotti e Vincenzo Giuliani, trasferito d’imperio al comando delle scuole in un periodo, peraltro, di latitanza d’allievi. Gallitelli, in virtù di un discusso «comma 4 dell’art.1» inserito all’ultimo nel testo delle riforma della PA che l’avrebbe «richiamato in servizio» sarebbe volentieri rimasto nell’incarico per altri sei mesi, per poter in seguito adire alla carica di Consigliere militare del prossimo nuovo Capo dello Stato. Il consigliere del Capo di Stato è carica fiduciaria, non rientra nella legge Madia, e quindi Gallitelli potrebbe rimanere ai vertici, in teoria, altri sette anni.

Il problema è che quel benedetto comma 4 è stato bruciato grazie ad emendamento grillino votato anche dal gruppo Pd. Quindi dovevano rimanere a casa Arturo Esposito direttore dell’Aisi, Francesco Cirillovicecapo della Polizia e, appunto, Gallitelli. Quest’ultimo, però, opponendo una fragile interpretazione della norma (i carabinieri non vengono «trattenuti» ma «richiamati» in servizio) pare stia per ottenere una nuova proroga di tre mesi. La qual cosa suscita l’imbarazzo di Del Sette che, per effetto della solita legge, già si troverebbe a governare l’Arma solo per un anno e mezzo; e quindi il taglio anche solo di tre mesi al suo periodo di gloria sarebbe seccante. Gallitelli è stato un buon dirigente, benvoluto, assai attaccato all’incarico e, all’apparenza, intoccabile. Pare che Matteo Renzi, per evitare di infilarsi in una poco igienica «guerra fra bande» nell’Arma, abbia dunque fatto cadere il comma 4, decidendo, anche qui, di «cambiare verso»... 
Carabinieri: Pinotti, comando Gallitelli del tutto legittimo Alto senso Stato. Ministro su notizie stampa decadenza incarico (ANSA) - ROMA, 4 DIC - "L`Arma dei carabinieri, in maniera del tutto legittima, e` guidata da un comandante che con dedizione e alto senso dello Stato adempie tutti i giorni al proprio dovere. Mai come in questo caso le parole hanno un senso e vanno utilizzate con misura e molta attenzione". Il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, a margine della mostra "I carabinieri del Rè dalla collezione della biblioteca Reali di Torino", da oggi a Roma, risponde cosi` ad una domanda su notizie di stampa secondo cui il generale Gallitelli sarebbe "illegittimamente" al comando della Benemerita essendo ormai decaduto dal proprio incarico in base alla legge Madia. "Dispiace molto - continua il ministro - veder rappresentata una istituzione benemerita quale l`Arma dei Carabinieri, in maniera cosi` strumentale, specie all`indomani di una operazione importante quale quella condotta dai Carabinieri a Roma e guidata dal Generale Gallitelli". 


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mercoledì 03 dicembre 2014

dic

03

2014

Pensioni – Emendamento penalizzante nella legge di stabilità; secondo il SAP è una FREGATURA COLOSSALE PER IL PERSONALE MILITARE E DI POLIZIA.  

Sull’argomento restiamo in attesa di eventuali altri comunicati e/o commenti di altre sigle sindacali della Polizia o delle rappresentanze militari sindacato giallo che molto poco informano.


CAMERA DEI DEPUTATI Mercoledì 26 novembre 2014 344. XVII LEGISLATURA BOLLETTINO DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI Bilancio, tesoro e programmazione (V) Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2015). C. 2679-bis Governo. PROPOSTE EMENDATIVE APPROVATE All'emendamento 44.019 del Governo , al comma 2, premettere le seguenti parole: Il limite di cui al comma 1 si applica ai trattamenti pensionistici, ivi compresi quelli già liquidati alla data di entrata in vigore della presente legge, con effetto a decorrere dalla medesima data.  0. 44. 019. 1. Il Relatore. Dopo l'articolo 44, aggiungere il seguente: Art. 44-bis. (Misure in materia di trattamenti pensionistici). 1. All'articolo 24, comma 2, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni , dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In ogni caso, l'importo complessivo del trattamento pensionistico non può eccedere quello che sarebbe stato liquidato con l'applicazione delle regole di calcolo vigenti prima dell'entrata in vigore del presente decreto computando, ai fini della determinazione della misura del trattamento, l'anzianità contributiva necessaria per il conseguimento del diritto alla prestazione, integrata da quella eventualmente maturata fra la data di conseguimento del diritto e la data di decorrenza del primo periodo utile per la corresponsione della prestazione stessa.» 2. Resta in ogni caso fermo il termine di ventiquattro mesi di cui al primo periodo dell'articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni ,dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive modificazioni e integrazioni per la liquidazione dei trattamenti di fine servizio, comunque denominati, per i lavoratori che accedono al pensionamento ad età inferiore a quella corrispondente ai limiti di età, con esclusione delle cause di cessazione di cui al comma 5 del predetto articolo 3. Le economie, da accertare a consuntivo sulla base del procedimento di cui all'articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, derivanti dall'applicazione del comma 1 affluiscono in un apposito Fondo, istituito presso l'INPS, finalizzato a garantire l'adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie di soggetti, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Con il medesimo decreto si provvede altresì a definire i criteri e le modalità di utilizzo delle risorse del Fondo in favore delle predette categorie di soggetti. 44. 019. Il Governo.   
Antonio Petruzzelli del SAP scrive : Dalla lettura dell’emendamento emergono le seguenti considerazioni L’emendamento riguarda sia le cessazione dal 2015 sia i trattamenti già in vigore ( colleghi in quiescenza dal 01.01.2012 in poi) ma con effetto dalla stessa data (2015), i destinatari dell’emendamento sono solo coloro che hanno già maturato i 18 anni al 31/12/1995 e pertanto destinatari del sistema retributivo. Gli effetti dell'’emendamento prevede che si effettui la comparazione dei due trattamenti pensionistici: il trattamento in vigore con il pro-rata il trattamento che si sarebbe determinato ( ante Fornero) con il sistema prima in vigore (retributivo). Per i colleghi già in quiescenza dal 2012 per effetto della comparazione dei due trattamenti pensionistici , le loro pensioni potrebbero essere rideterminate.  
Mentre per i colleghi con meno di 18 anni al 31/12/1995 , già destinatari del sistema MISTO o CONTRIBUTIVO nulla cambia , questo vale anche per lo stesso Personale in quiescenza dal 01.01.2012 in poi (esempio dispensa per fisica inabilità ecc. ecc.) In Sostanza , la commissione Bilancio, esaminando la legge di stabilità 2015, ha approvato l'emendamento del governo che rivede la legge Fornero sulle “pensioni d'oro” ( a dire del Governo) , stabilendo che gli assegni non possono essere di importo superiore rispetto a quello calcolato con il sistema interamente retributivo e comunque di importo non superiore all'80% dell’ultimo stipendio. 
La norma si applicherà a tutti i trattamenti pensionistici, anche a quelli già liquidati, a decorrere dal 2015. Inoltre per i lavoratori che accedono al pensionamento a un’età inferiore ai limiti previsti, stabilisce il termine di due anni per la liquidazione del TFS. Le risorse risparmiate – si legge nella relazione tecnica – “affluiscono nel Fondo, istituito a presso l’Inps, finalizzato a garantire l’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche in favore di particolari categorie da individuare con un decreto del presidente del Consiglio”. 
CLICCA PER LEGGERE VOLANTINO DEL SAP con tabelle sulle penalizzazioni 


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dic

03

2014

In Iraq Militari Corrotti incassano i soldi di Migliaia di “soldati fantasma” , mentre l’ ONU non ha più risorse per aiuti alimentari a migliaia di profughi che scappano dalle guerre.  

Effetti dei conflitti e dei FALSI INTERVENTI per “ esportare la democrazia “ ; Si rischia un disastro umanitario mentre si spendono miliardi in armamenti sotto la spinta delle Lobby.


A cura di Assodipro Roma
Il “ dopo “ Saddam ed il “ dopo “ intervento, con la scusa di “ riportare  democrazia “, mentre si puntava a risorse energetiche ed agli affari delle Lobby, a distanza di anni, con il sacrificio di migliaia di morti ( civili e militari )  e milioni di dollari spesi lascia corruzione e instabilità. Il dato è preoccupante: secondo fonti autorevoli , esisterebbero ben 50.000 nomi falsi sul libro paga dell’esercito, per lo più riferibili a soldati che hanno disertato o sono stati uccisi nei recenti combattimenti, i cui stipendi non solo continuano a essere pagati ma vengono dirottati sui conti di migliaia di ufficiali corrotti.  Questa pratica era in parte già nota negli ambienti militari e, per descrivere questo malcostume, si faceva riferimento al termine “soldati fantasma”. Nominativi che, pur non esistendo o non essendo mai stati segnalati come deceduti alle amministrazioni, ricevevano puntualmente i loro salari.  In un comunicato dell’ufficio del primo ministro Al Abadi, si legge che l’indagine è iniziata quando sono stati effettuati gli ultimi pagamenti degli stipendi, presumibilmente quelli di ottobre. Dopo che i funzionari del governo hanno riscontrato tali macroscopiche incongruenze, secondo le autorità irachene le retribuzioni sono state fermate. Il meccanismo di CORRUZIONE PREVEDE due ipotesi : la prima vede gli ufficiali assumere un numero maggiore di guardie personali, mettendone a lavorare però solo alcune e prendendo una percentuale sullo stipendio di chi viene pagato per stare a casa. La seconda, ancora, parte dai comandanti di brigata, i quali spesso registrano come in servizio soldati che, semplicemente, non esistono.
Altro che le parole demagogiche, PRONUNCIATE da Politici di bassa, bassissima lega “ AIUTIAMOLI  A CASA LORO “ Allarme Onu: «Soldi finiti per il cibo di 2 milioni di profughi siriani: si rischia disastro, potrebbero essere spinti ad arruolarsi nell'Isis»
Ieri il programma alimentare mondiale (Wfp) ha confermato di aver sospeso gli aiuti alimentari a 1,7 milioni di profughi siriani in Giordania, Libano, Turchia, Egitto e Iraq a causa della mancanza di finanziamenti. L’agenzia delle Nazioni Unite ha dichiarato di aver bisogno di 64 milioni di dollari e dice che “senza voucher alimentari, molte famiglie rischiano di morire di fame. Con l’arrivo dell’inverno, per molti profughi la fine di questi aiuti avrà conseguenze devastanti”. In poche parole l’Onu non ha più soldi per dare da mangiare ai profughi siriani che fuggono da una delle peggiori guerre civili degli ultimi decenni. I profughi siriani si trovano così con la guerra civile alle spalle e con la fame all’orizzonte. Chiusi tra reticolati e frontiere senza possibilità alcuna di veder accolta la loro richiesta d’asilo in un paese sicuro. A meno che ovviamente, non intraprendano la rischiosissima rotta del mare per loro non c’è nessun corridoio umanitario. Finora, il programma alimentare delle Nazioni Unite ha garantito a questa disperata marea umana non solo di trovare rifugio in vari centri di raccolta, ma li ha soccorsi garantendo loro un sistema di assistenza alimentare che in molti hanno definito “un aiuto che salva la dignità”.
L’Onu dà infatti a ogni famiglia una tessera che può essere spesa nei negozi di alimentari locali. Ciò garantisce che i profughi non debbano elemosinare o prendere d’assalto i camion che portano i rifornimenti, e allo stesso tempo garantisce un po’ di sostentamento all’economia dei Paesi che si sono fatti carico dei profughi.
Ma adesso non ci sono più soldi. L’ultimo centesimo è stato speso il 30 novembre. Non c’è più modo di finanziare le tessere alimentari. E i quasi due milioni di profughi dovranno arrangiarsi.
Inutile precisare che “arrangiarsi” è un termine che può tradursi in attività anche illegali, o addirittura nella fuga verso i lidi europei, se non nell’accettare l’offerta di arruolarsi in Isis, che dopotutto sembra essere piena di soldi.



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martedì 02 dicembre 2014

dic

02

2014

L’Italia alla corte del diabolico Qatar. Gli incontri e i viaggi “politici-industriali” del Ministro Pinotti. E il libro-bianco-Difesa si presenta SOLO a vertici militari, industriali e lobby  

Ministro tedesco, Gerd Mueller: ” il Qatar è il bancomat dell’Isil” - l’ambasciatore israeliano all’Onu, Ron Prosor, definisce l’emirato il “Club Med dei terroristi” internazionali. MENTRE PAPA FRANCESCO PARLA DELLA VENDITA DI ARMAMENTI.


Tratto da articolo di Antonio Mazzeo per antimafia duemila.com
Per il ministro allo Sviluppo tedesco, Gerd Mueller, il Qatar è il “bancomat dell’Isil”, lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante che ha lanciato la guerra santa all’Occidente. Ancora più duro l’ambasciatore israeliano all’Onu, Ron Prosor, che sul New York Times ha definito l’emirato il “Club Med dei terroristi” internazionali. Ciononostante, ministri, militari, industriali e faccendieri italiani fanno a gara per ingraziarsi i favori del piccolo ma potente stato mediorientale. Il 26 novembre, ad esempio, la ministra della Difesa Roberta Pinotti si è recata in visita ufficiale a Doha per incontrare i ministri qatarini generale Hamad Bin Ali Al Attiyah (difesa) e Khalid Bin Mohammed Al Attiyah (esteri). ( in foto tratta dal sito difesa.it )  “Al centro dei colloqui, improntati alla massima cordialità, gli scenari di crisi regionali, con particolare riguardo a Iraq, Siria e Libia, e la cooperazione bilaterale in ambito Difesa”, riporta il sito del Ministero. “Italia e Qatar hanno avviato da tempo un dialogo e la visita del Ministro Pinotti ha contribuito a rafforzare e consolidare i rapporti di cooperazione esistenti anche nel settore della formazione e dell'addestramento del personale militare”. Temi centrali degli incontri, la controffensiva internazionale anti-Isis e gli “sviluppi della situazione nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo e nel Medio Oriente”. Undici giorni prima, la ministra Pinotti aveva ricevuto a Roma il generale Ghanim Bin Shaheen Al-Ghanim, Capo di Stato Maggiore delle forze armate del Qatar. ( in foto tratta dal sito difesa.it )  Durante il breve tour in  Italia, il Capo delle forze armate qatarine è stato pure ospite dell’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli (Capo di Stato maggiore della Difesa) e del Centro Sperimentale di Volo dell’Aeronautica militare di Pratica di Mare, l’unico ente di consulenza della Difesa per le prove in volo dei velivoli e dei sistemi d’arma, l’addestramento e la sperimentazione nel settore della medicina aeronautica e spaziale, ecc.
Il 3 novembre era stato il viceministro Lapo Pistelli a raggiungere Doha per incontrare con il ministro degli Esteri Khalid Bin Mohammed Al Attiyah e alcuni imprenditori italiani che operano nella penisola arabica. “Il Qatar non è soltanto un attore fondamentale e imprescindibile per le prospettive di stabilizzazione della regione, ma anche un Paese molto ricco dove è più che opportuno esplorare ogni possibilità di collaborazione nel reciproco interesse”, dichiarava Pistelli. “Sul piano prettamente politico, questa prima sessione delle consultazioni politiche bilaterali è servita anche a comprendere meglio, nell’ottica del Qatar, le ragioni degli attuali conflitti nella regione, dalla Libia alla Siria all’Iraq, premessa necessaria all’individuazione dei meccanismi più appropriati per stemperarli”.
Italia e Qatar sono legate da un accordo di cooperazione militare, ratificato dal Parlamento con voto bipartisan il 29 settembre 2011, che prevede l’organizzazione di attività d’addestramento ed esercitazioni congiunte, la partecipazione ad operazioni di peacekeeping e lo “scambio” di una lunga lista di armi e munizioni, sistemi di telecomunicazione e satellitari, ecc.  L’ultima grande esercitazione bilaterale risale alla primavera 2014: gli uomini del Gruppo Operativo Incursori (il reparto d’eccellenza della Marina militare di stanza a La Spezia) hanno realizzato un’intensa campagna addestrativa a favore del team di pronto intervento della guardia dell’Emiro, conducendo “operazioni speciali di assalto ad unità navali e liberazione di ostaggi”. L’attività, pianificata e coordinata dal Comando Interforze per le Operazioni delle Forze Speciali, è stata svolta in alcuni poligoni terrestri e marittimi del Qatar e nelle aree addestrative liguri del Raggruppamento Subacquei ed Incursori “Teseo Tesei”. “A sottolineare l’importanza degli accordi bilaterali italo-qatarini, alle esercitazioni hanno assistito il Capo ufficio generale del Capo di Stato Maggiore della Difesa, ammiraglio Donato Marzano, il Comandante del COFS, generale Maurizio Fioravanti, il Comandante di Comsubin, contrammiraglio Francesco Chionna e una delegazione di autorità militari qatarine”, riporta una nota del Comando della Marina militare italiana.
È soprattutto il complesso militare-industriale-finanziario nazionale a essere interessato al rafforzamento della partnership con il Qatar, uno dei maggiori acquirenti di sistemi di guerra a livello mondiale. Alla mostra internazionale riservata alle aziende del settore bellico “DIMDEX 2014”, svoltasi a marzo a Doha, le forze armate dell’emirato hanno firmato contratti per un valore complessivo di 23 miliardi di dollari, facendo razzia di carri armati “Leopard”, blindati obici semoventi, sistemi antimissile “Patriot”, elicotteri d’attacco “Apache”, cacciabombardieri di ultima generazione, velivoli “Boeing 737” per la sorveglianza aerea, navi veloci per il controllo costiero, missili “Hellfire”. …… Nulla sembra imbarazzare il governo, le forze armate e gli industriali italiani. Neanche il fatto che il Qatar sia considerato da alcuni nostri alleati Nato ed extra-Nato come il paese che più di tutti ha fornito sostegno finanziario, armi, protezione e copertura internazionale a numerosi gruppi dell’estremismo islamico attivi in Africa e Medio oriente. Diplomatici e studiosi indipendenti hanno rilevato come l’emirato sia un sostenitore della discussa organizzazione della Fratellanza musulmana, particolarmente attiva in Egitto e Gaza. “Pur continuando a presentarsi come un prezioso interlocutore e partner economico per gli Stati Uniti e i Paesi europei, il Qatar ha coltivato rapporti con leader e realtà salafite attive nella regione”, afferma Gianmarco Volpe, autore di uno studio sulle politiche dell’emirato, pubblicato a marzo dal CeSI - Centro Studi Internazionali. “Va sottolineato, inoltre, il forte legame stretto dalla leadership qatariota con i vertici della Fratellanza musulmana.  
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Papa Francesco : “ci sono anche interessi commerciali: il traffico delle armi è terribile, è uno degli affari più forti in questo momento. L'anno scorso, a settembre, si diceva che la Siria aveva le armi chimiche: io credo che la Siria non fosse in grado di farsi le armi chimiche. Chi gliele ha vendute? Forse alcuni di quelli che poi l'accusavano di averle? Su questo affare delle armi c'è tanto mistero”  «In moschea ho pregato: Signore, finiamola con queste guerre!» 30/11/2014 - Nell'intervista sul volo di ritorno Papa Francesco parla del dialogo interreligioso: chiede ai leader politici, intellettuali e religiosi dell'islam di condannare il terrorismo fondamentalista. E sull'unità con gli ortodossi spiega: la via non è quella dell'«uniatismo» della Chiese orientali. «Voglio andare in Iraq» e «desidero incontrare il patriarca di Mosca» . Islamofobia - «È vero che davanti a questi atti terroristici non solo in questa zona ma anche in Africa c'è una reazione. "Se questo è l'islam mi arrabbio!". E così tanti islamici si sentono offesi, dicono: "Ma noi non siamo questo, il Corano è un libro profetico di pace, questo (terrorismo) non è islamismo". Io questo lo capisco. E credo sinceramente che non si possa dire che tutti gli islamici sono terroristi come non si può dire che tutti i cristiani sono fondamentalisti - anche noi abbiamo dei fondamentalisti, in tutte le religioni ci sono questi gruppetti.  La terza guerra mondiale e le armi nucleari - «Sono convinto che stiamo vivendo una terza guerra mondiale a pezzi, a capitoli, dappertutto. Dietro di questo ci sono inimicizie, problemi politici, problemi economici, per salvare questo sistema dove il dio denaro e non la persona umana è al centro. E dietro ci sono anche interessi commerciali: il traffico delle armi è terribile, è uno degli affari più forti in questo momento. L'anno scorso, a settembre, si diceva che la Siria aveva le armi chimiche: io credo che la Siria non fosse in grado di farsi le armi chimiche. Chi gliele ha vendute? Forse alcuni di quelli che poi l'accusavano di averle? Su questo affare delle armi c'è tanto mistero. 


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