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venerdì 22 maggio 2015

mag

22

2015

La Francia recepisce le sentenze CEDU nel suo LIBRO BIANCO. La Pinotti e l’ Italia ?  

Italia citata, come esempio negativo “ Solo l'Italia è in qualche modo paragonabile alla Francia, poiché preclude il diritto di associazione e il diritto di sindacato”


Assodipro Nazionale 

Il giudice  Bernard Pêcheur , presidente del Conseil d'Etat , incaricato dal Presidente Hollande di svolgere un rapporto sulla portata delle due sentenze della Corte Europea diritti ( CEDU ) ha spiegato al parlamento francese che bisogna adeguare la legge francese sui DIRITTI ai MILITARI in quanto il divieto di associazione sindacale è contrario alla Convenzione europea dei diritti umani, sottoscritta sia dalla Francia che dall’Italia
Significative  le affermazioni del presidente del Conseil d'Etat, dr Pêcheur: non abbiamo fatto ricorso verso le sentenze CEDU perché non avevamo alcuna possibilità di vincere”.
 
ATTI DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI, DIFESA E FORZE ARMATE
Mercoledì 14 gennaio 2015 Tratto dall’ Audizione del signor Bernard Pêcheur, presidente della sezione dell'amministrazione del Consiglio di Stato in merito alle conclusioni della sua relazione sul diritto di associazione nelle Forze Armate : “… Per quanto riguarda l'idea di chiedere un appello [alla Corte europea], abbiamo cambiato idea sul nostro convincimento iniziale perché non avevamo alcuna possibilità di vincere. Se avessimo avuto una sola possibilità di vincere, avremmo consigliato il ricorso. Questo non era il caso
Avremmo potuto discutere sulla mancanza di chiarezza nei motivi della sentenza, che si fondono sul diritto di associazione ed il diritto di sindacato, ma ciò non ci dà un interesse ad agire. Inoltre, l'articolo 11 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali unisce le due nozioni. Nel merito, non avevamo alcuna speranza di vincere . 
Secondo quanto scrive la Corte Europea le eccezioni o le restrizioni al diritto sindacale per i militari , sono sempre più limitate e non possono incidere sugli "elementi essenziali della libertà di associazione." Facendo ricorso non  avremmo avuto sostegno da altri Stati. 
Per quanto riguarda la legge negli Stati vicini, si deve rilevare che la Gran Bretagna ha vietato il diritto di sindacato, ma tollera, senza autorizzazione formale, l'attività di un'associazione professionale nazionale, la Federazione delle Forze armate inglesi (BAFF) . Germania, Belgio, Paesi Bassi, Svezia riconoscono il diritto di organizzarsi in sindacati ai loro eserciti. 
Solo l'Italia è in qualche modo paragonabile alla Francia, poiché preclude il diritto di associazione e il diritto di sindacato”.

Nel Verbale del Consiglio dei Ministri Francese di  Mercoledì 20 maggio 2015 si legge : “Aggiorna pianificazione militare per gli anni 2015-2019 e le disposizioni in materia di difesa . Il ministro della difesa ha presentato un disegno di legge per aggiornare la pianificazione militare per gli anni 2015-2019 e contenente diverse disposizioni in materia di difesa. 
Legge n ° 2013-1168 del 18 dicembre 2013 sulla pianificazione militare per gli anni 2014-2019 e contenenti varie disposizioni in materia di difesa e sicurezza nazionale attua le linee guida della politica di difesa definita dal Libro bianco sulla Difesa e Sicurezza nazionale pubblicato il 29 aprile 2013. Le risorse del programma e le capacità destinate alla difesa nazionale .  Come previsto dall'articolo 6 della legge, questo disegno di legge sta aggiornando il programma militare applicazione delle decisioni prese dal Presidente della Repubblica in occasione del Consiglio di difesa del 29 aprile, 2015. 
Questo aggiornamento è nei principi della strategia di difesa e sicurezza nazionale delineato nel Libro bianco e conserva equilibri del programma militare, integrando gli sviluppi dal 2013. …. A seguito le due sentenze del 2 ottobre 2014, la Corte europea dei diritti dell'uomo, il disegno di legge integra il diritto per i militari di formare liberamente e aderire ad associazioni professionali nazionali di soldati ".


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mercoledì 20 maggio 2015

mag

20

2015

BUON COMPLEANNO DIRITTI ! OGGI COMPIE 45 ANNI LO STATUTO DEI LAVORATORI. 45 ANNI FA’ LA LEGGE CHE DAVA ATTUAZIONE A PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA COSTITUZIONE  

I DIRITTI sono di TUTTI I LAVORATORI e la Politica Italiana prenda atto delle sentenze della Corte EDU . La Corte afferma che ai militari NON possono essere negati i DIRITTI SINDACALI .


A cura di Assodipro Roma
OGGI 20 maggio compie 45 anni lo Statuto dei Lavoratori, la legge 300 del 1970.
La proposta di uno Statuto dei diritti dei lavoratori fu formulata dalla Cgil , allora guidata dal grande Giuseppe Di Vittorio , per la prima volta, a pochi anni di distanza dalla promulgazione della Costituzione.
L’importanza fondamentale di questa legge è anche nel suo nome per esteso recita: “Norme sulla tutela e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell'attività sindacale nei luoghi di lavoro e norme sul collocamento”.
Una legge fondamentale per la salvaguardia dei diritti nei luoghi di lavoro, e per decenni testo di riferimento per la giurisprudenza, che arriva però al suo 45mo anniversario “ ferito ” dalle ultime leggi (Fornero, Jobs Act) che hanno di fatto colpito la tutela in caso di licenziamento illegittimo garantita dall'articolo 18.

Lo statuto rappresentò l’ingresso della COSTITUZIONE , dei suoi valori e principi fondamentali , nelle fabbriche. 
Oggi , in Italia, a differenza di altri paesi europei , a 45 anni di distanza, ci sono i militari senza diritti SINDACALI .
La Corte Europea dei Diritti dell’uomo ha sentenziato che ai militari non può essere negato il DIRITTO DI COSTITUIRE SINDACATI ed una politica attenta ed europea non può non prenderne atto.

Secondo certi principi e certe idee economiche - politiche, dovrebbe solo bastare un lavoro purchè sia e senza diritti e garanzie !

Per NOI di ASSODIPRO , Il LAVORO, TUTTI  i lavori,  non può non essere collegato ai DIRITTI . Il lavoro deve essere fonte di dignità , giustamente retribuito ed i lavoratori  devono potersi organizzare per rappresentare e tutelare SINDACALMENTE su temi fondamentali della vita di tutti i lavoratori : Salute, Previdenza, Riorganizzazioni, tagli imposti che considerano i lavoratori numeri su tabelle, condizioni di lavoro .
Percorriamo la strada democratica dei diritti per tutti da 22 anni,continueremo a farlo con convinzione ,dignità e perseveranza convinti che più e migliori diritti per tutti equivale a più democrazia e giustizia sociale.
Nessun Lavoratore Escluso.


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martedì 19 maggio 2015

mag

19

2015

Il 5 per Mille. La Solidarietà di e per Assodipro. La tua Associazione per i Diritti e la Solidarietà.  



ASSOCIAZIONE  SOLIDARIETA'  DIRITTO  E  PROGRESSO Sede Legale Via Palestro 78  - 00185  ROMA Tel. e fax 06/44361156;06/44360432  C.c.p. 88945001 –CF96240750586 
 
       5 PER MILLE 2015    DONA IL TUO 5 PER MILLE AD AS.SO.DI.PRO  
 
Il 5 per mille è una quota dell’Irpef  che i contribuenti attraverso la dichiarazione dei redditi annuale  decidono di destinare a particolari e determinati soggetti   che svolgono attività di volontariato ritenuta di  rilevanza sociale. Rappresenta quindi  una espressione di volontà contributiva  ed un indirizzo di sostegno verso quelle organizzazioni che operano come AS.SO.DI.PRO. senza scopo di lucro. L'art.1 comma 2051 della L. 147/2013 (Legge di stabilità 2014) ha previsto la proroga della facoltà di destinazione del 5 per mille dell’IRPEF  anche in relazione alle dichiarazioni dei redditi relative al 2013.  
Anche per il futuro il ricavato della devoluzione del 5 x mille servirà a finanziare mirati interventi di solidarietà umana e sociale, sostegni a soggetti e famiglie in condizioni di marginalità economica e sociale, supporti legali per casi di rilevanza associativa e istituzionale, progetti di  qualificazione della informazione e di ampliamento del  servizio svolto dalle strutture territoriali e dai mezzi di comunicazione dell’Associazione.  USALA PER FAR SI CHE L’ASSODIPRO POSSA ANCORA SERVIRE E SERVIRTI AL MEGLIO.
Per  destinare  il  tuo  5  x  mille  all’Assodipro  basta  una  firma  e  il  Codice  fiscale  del  sodalizio  sotto evidenziato.
C.F. ASSODIPRO 96240750586       AS.SO.DI.PRO Il Presidente Emilio Ammiraglia      




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lunedì 18 maggio 2015

mag

18

2015

La vergogna del maró sciacallo che ha infangato l’Italia  

Ci sono militari e militari. Quelli che onorano la patria e quelli che invece la tradiscono e infangano la propria bandiera.


tratto da lultimaribattuta.it

Ci sono militari e militari. Quelli che onorano la patria e quelli che invece la tradiscono e infangano la propria bandiera. Come il maró sciacallo che avrebbe rubato oro e denaro ai migranti nell’ottobre del 2013 sulla nave “Chimera”, a circa 45 miglia da Lampedusa. Nell’operazione vennero soccorsi un centinaio di profughi siriani.

Il sergente della Brigata San Marco Secondo Reggimento, Massimo Metrangolo, é stato rinviato a giudizio, dopo alcuni accertamenti della squadra mobile di Agrigento.
L’accusa, riporta “Libero”, è delle più gravi e infamanti, soprattutto per un uomo che, almeno in teoria, dovrebbe rappresentare il Paese e onorarlo: peculato militare aggravato. Si sarebbe fatto consegnare dai migranti quasi 35 mila euro, oltre 26.000 dollari e altri oggetti preziosi. Oltre a Metrangolo, sono indagati altri sette militari perché non avrebbero impedito al sergente la sua azione di sciacallaggio e avrebbero fatto di tutto per nascondere e non denunciare il fatto.
Dunque, mentre ci sono due maró, abbandonati dal nostro paese, che stanno scontando la loro prigionia in India, ingiustamente ma con onore e dignità, c’è invece chi ha pensato bene di sputare, letteralmente, sulla bandiera italiana, compiendo un atto vile e da miserabile.


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sabato 16 maggio 2015

mag

16

2015

MILITARI SENZA DIRITTI SINDACALI . Alloggi dei MILITARI in SERVIZIO all’ EXPO; dalle tende allagate si passa al capannone con brande da campo e pranzo al sacco! Basta con i CoCeR Sindacati Gialli  

Ennesimo esempio di mancanza di diritti e tutele per i Militari Italiani. In servizio all’ EXPO passano da tende allagate ad un capannone con pranzo a sacco!. SILENZIO del CoCeR Esercito.


Assodipro
 
Silenzio del CoCeR Esercito ( il sindacato Giallo dei Militari pagato dall’ Amministrazione al costo di 4 milioni di euro anno ) e del CoCeR Interforze ( vedi articolo precedente sul nostro sito del  pranzo dei Carabinieri in servizio all' Expo
Silenzio dal CoCeR Esercito presieduto da un Generale con noto e gigantesco conflitto di interessi essendo, contemporaneamente, Presidente del Sindacato Giallo CoCeR Esercito + Presidente del Comparto Difesa ( EI – AM – MM ) Vertice di Persomil ( la direzione generale di tutto il personale militare ) + uno dei Vertici dell’ Esercito Italiano ! 
Il 30 aprile 2015, il Governo ha inviato all’Expo di Milano circa 2.400 militari, secondo quanto riporta il sito del Ministero della Difesa: circa 1.800 verranno utilizzati per l’evento mondiale e gli altri 600 per l’operazione “Strade sicure”. 
Dei  2.400 militari inviati, circa la metà, per mancanza di posti nelle caserme dell’hinterland milanesedovranno soggiornare in tenda per tutto il periodo d’impiego, ovvero per oltre 6 mesi.
Mentre il Ministro Pinotti “ illustra il BIANCO LIBRO “ dove non c’è neanche un rigo sui DIRITTI DEI MILITARI E sulle sentenze della CORTE EUROPEA DEI DIRITTI che condannano gli stati che NON concedono DIRITTI SINDACALI ai Militari,  assistiamo all’ennesima dimostrazione di come vengono trattati in Italia i LAVORATORI MILITARI senza DIRITTI e TUTELE sul temi fondamentali come LAVORO  , CONDIZIONI ECONOMICHE - SOCIALI e SALUTE !  
Il Tutto con un sistema di rappresenta fallito e fallimentare , nei fatti un sindacato giallo utile solo per chi lo fa  senza rappresentare e tutelare minimamente i colleghi ! 
Un SISTEMA DI RAPPRESENTANZA , a cominciare dal CoCeR Esercito, silenzioso, anche livello interforze, sul libro bianco e sulle sentenze della Corte Europea , SILENTE sulle sentenze per i diritti dei MILITARI e consapevole che appena ci saranno i DIRITTI SINDACALI finirà la pacchia ed il gozzovigliare del  SISTEMA sindacato Giallo tanto COMODO  solo per i delegati forfetizzati a spese dell’amministrazione “ comandati “ da Generali in conflitto di interessi
 


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mag

16

2015

INIZIATIVA DI ASSODIPRO. Il LIBRO BIANCO IGNORA I DIRITTI DEL PERSONALE . MANDIAMO UN MAIL CHIEDENDO DIRITTI Sindacali per IL PERSONALE MILITARE .  

LIBRO BIANCO DIFESA : L’ Ufficio Generale per la Comunicazione dell’ Aeronautica mette a disposizione un indirizzo mail al quale fornire contributi costruttivi . INVIAMO mail sui DIRITTI certificati dalla sentenza CEDU.


Assodipro Roma
L’ufficio generale per la comunicazione dell’ Aeronautica Militare, ha chiesto al personale , con un encomiabile iniziativa, di “fornire contributi costruttivi sul LIBRO BIANCO per la sicurezza internazionale e la difesa che saranno analizzati, valorizzati e messi a sistema nell’ambito delle attività discendenti cui la Forza Armata sarà chiamata a partecipare “ .
A tale scopo ha messo a disposizione un indirizzo mail : librobianco@am.difesa.it al quale inviare contributi con cui “implementare le direttive contenute nel documento stesso “ .

Dopo le sentenze della CEDU,
Non concedere Diritti Sindacali e non rispettare le sentenze della Corte Europea dei Diritti equivale a mantenere una situazione di illegalità che viola trattati e  sentenze .
Eminenti giuristi e costituzionalisti si sono già pronunciati in audizione parlamentare : “La Sentenza della Corte Europea dei Diritti crea immediati effetti per lo stato condannato ed ha, contemporaneamente, effetti su tutti gli stati in quanto le sentenze CEDU diventano norme “ .
 
I MILITARI devono avere il diritto di costituire SINDACATI e gli stessi sindacati hanno il diritto di dare il loro contributo, in tutti i provvedimenti normativi ed economici che riguardano il personale militare, a cominciare da provvedimenti attuativi derivanti dal libro bianco che tocca i numeri ,  le carriere del personale e la rilevante futuribile percentuale di personale a tempo determinato senza diritti e tutele.


INVITIAMO I NOSTRI LETTORI, Militari di tutto il Comparto e non ,  AD INVIARE UNA MAIL all’ indirizzo  librobianco@am.difesa.it  CON IL SEGUENTE TESTO : “ i militari hanno il diritto di costituire sindacati , come da sentenze della Corte Europea. Il Libro Bianco recepisca le sentenze concedendo il diritto di costituire sindacati militari . I sindacati hanno il diritto di dare il loro contributo, in tutti i provvedimenti normativi ed economici che riguardano il personale militare, a cominciare da provvedimenti attuativi derivanti dal libro bianco che tocca i numeri del personale,  le carriere del personale , le loro retribuzioni senza previdenza integrativa per i più giovani e la rilevante ipotizzata  percentuale di personale a tempo determinato senza diritti e tutele sindacali su lavoro e salute.


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mercoledì 13 maggio 2015

mag

13

2015

MILITARI SENZA DIRITTI e TUTELE; EXPO di Milano sul cibo (!) ma CARABINIERI in servizio CON UN PASTO DELLA VERGOGNA a PANE E SALAME.  

“ i militari non hanno potuto reputare accettabile e dignitoso il contenuto del sacchetto vitto “


Assodipro Roma
PUBBLICHIAMO IL TESTO di una “ interessante “ delibera della Rappresentanza di base dei Carabinieri Reggimento Friuli  che denuncia una situazione sicuramente spiacevole nella quale si sono trovati coinvolti, purtroppo,  molti Carabinieri .
L’argomento mense e pasti sembra piuttosto attuale nelle delibere degli ultimi tempi con organi di base,tipo quella del CoBaR Palidoro su mensa caserma di Tor di Quinto - Roma che, il 27 Aprile 2015 ha prodotto una delibera dal titolo : " Nuovo appalto del servizio mensa , viva la trasparenza " e  il 5 maggio 2015 ha prodotto una delibera dal titolo " Nuovo appalto del servizio di mensa : storia di un disastro annunciato ", che deliberano spesso, purtroppo,  inascoltati , senza risposte o soluzioni da parte sia del CoCeR Carabinieri ( come scrive il CoBaR Palidoro : " parlando di malcontento diffuso, per la mensa, in una grande unità e di mancate risposte del CoCeR Carabinieri impegnato in voci isolate e tardive  nel web da campagna elettorale permanente" , sia di chi ha responsabilità di risposta e soluzione.  

Questo è il testo integrale della delibera:
13° Reggimento Carabinieri Friuli Venezia Giulia – Consiglio di Base Rappresentanza
Delibera n° 40 del 4 Maggio 2015 Oggetto : Ordine pubblico in occasione dell’apertura dell’ Expo: il pasto della vergogna
In data 1 Maggio 2015 si è aperto l’ Expo di Milano assegnato al capoluogo lombardo sin dal marzo 2008 e pertanto una manifestazione ampiamente prevista e pianificabile in relazione alle esigenze di OP.
All’atto dell’apertura l’organizzazione di tale servizio, così come lo svolgimento di tutti i compiti connessi con la manifestazione ( servizi di vigilanza, scorte ecc ) è stata piuttosto difficoltosa e non del tutto efficiente: basti pensare che per accedere alla mensa e consumare il primo ordinario presso il comando legione milano, ritirando contestualmente il sacchetto vitto del secondo ordinario, sono state impiegate circa 3 ore, dalle 10.00 alle 13.00, data l’elevata concentrazione di militari coinvolti;
Pur comprendendo le oggettive difficoltà nell’organizzare un servizio così complesso, i militari non hanno potuto reputare accettabile e dignitoso il contenuto del sacchetto vitto, che avrebbe dovuto ristorarli al termine di un servizio lungo e faticoso quale quello in cui erano impiegati.
La ragione è presto detta: la cena adatta ad un uomo adulto dopo ore di lavoro e, secondo le intenzioni di chi ha prodotto il pasto, cosi composta :  n° 2 fette di pane con all’interno n° 4 fette di salame ungherese, il tutto successivamente tagliato a metà in modo da formare 2 panini, n° 1 bottiglia acqua 50 cc, n° 1 frutto ( mela o arancia ).
Considerato che alcuni militari di questo reparto ritenendo inaccettabile qualità e quantità del cibo contenuto hanno deciso di restituire il sacchetto per non gettarlo nell’immondizia e sprecare così i soldi pubblici e soprattutto del cibo, tanto più tenuto conto del contesto della manifestazione, ritenendo più opportuno riconsegnarlo per metterlo a disposizione dei colleghi;
Rilevato che a seguito delle spiegazioni fornite nel compiere tal gesto, essendo il personale rimasto senza il pasto serale, il comando legione lombardia ha dovuto scomodare due ufficiali, e più precisamente un capitano ed un maggiore, con tutti i rischi connessi nel far avventurare un mezzo militare in solitaria per le vie di Milano nel corso della manifestazione di protesta NO Expo, al fine di fornire un sacchetto di integrazione o in sostituzione del precedente; Preso atto che per la sola consumazione del primo ordinario e per ricevere il sacchetto vitto per il secondo ordinario il personale impiegato nel servizio pomeridiano cioè circa 500 uomini, ha impiegato circa 3 ore con tutti i disagi conseguenti per i lunghi tempi di attesa in coda; che siffatta operazione è costata all’ Amministrazione ben 3 ore di straordinario festivo diurno , quindi approssimativamente 20-30 euro ciascuno, oltre al costo di ciascun pasto ( circa 5,50 euro erogati alla ditta fornitrice dei pasti ) per un totale di 31 – 41 cadauno, moltiplicati per 500 ( 15.500 – 20.500 ) di cui 2.750 per fornire i tragicomici sacchetti  di cui sopra , il cui valore , facendo i conti della massaia, ovvero andando al supermercato della grande distribuzione è il seguente :  n° 2 fette pane = 34 cent; n° 4 fette salame = 39 cent; 50 cl acqua = 13 cent; 1 frutto = 22 cent  per un TOTALE di 1,08 Euro ; viene da chiedersi pertanto dove siano finiti i restanti 4,42 Euro circa che l’ Amministrazione ha pagato per ciascun militare e soprattutto se valga la pena pagare ben 10.000 – 15.000 Euro di straordinari per i circa 500 militari impiegati di servizio per consumare il pasto;
Temendo che come spesso accade la colpa di tanta incuria verrà ricondotta alla situazione contingente e che si assisterà al consueto scaricabarile delle responsabilità individuali;

DELIBERA di interessare per il tramite del  CoIR Palidoro  e del CoCeR  Carabinieri , il Comandante Generale dell’ Arma affinchè accerti quanto sopra riportato in merito al reale valore economico del sacchetto vitto fornito e, nel caso vi fosse discrepanza fra questo e l’importo fornito dall’ Amministrazione, si attivi per individuare eventuali responsabilità da parte della ditta di catering e del personale incaricato di vigilare sulla correttezza dell’operato della ditta stessa, per una situazione che ha visto circa 500 Carabinieri a pane e salame  , ironia della sorte, proprio nel giorno in cui si apriva la vetrina mondiale dell’alimentazione !!!
Infine si chiede di sensibilizzare tutti i responsabili dei servizi in atto affinchè quando le operazioni risultino pianificabili e le tempistiche lo consentano, i pasti siano fatti consumare presso strutture convenzionate coincidenti o facilmente raggiungibili da quelle dove il personale è alloggiato e che qualora sia necessario far ricorso al confezionamento di sacchetti viveri questi siano “ dignitosi “ per quantità e qualità del cibo e delle bevande, suggerendo nel caso di  difficoltà insormontabili il ricorso residuale ad un adeguato “ buono pasto “
La delibera viene approvata all’unanimità in data 4 maggio 2015


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martedì 12 maggio 2015

mag

12

2015

Roberta PINOTTI in audizione sul LIBRO BIANCO. Invitiamo i Parlamentari ad evidenziare al ministro Pinotti che il LIBRO non ha riferimenti alle Sentenze della CEDU sui DIRITTI SINDACALI ai MILITARI  

Libro Bianco discusso con chi ? preparato da chi ? Il personale, sacrificato ad interessi di Lobby, è trattato come numeri; si delinea un Esercito di precari e senza diritti di rappresentanza sindacale .


Assodipro Roma
Giovedì 14 ,  Ore 14,30 COMMISSIONI CONGIUNTE 3a e 4a Senato - III e IV Camera (Senato, Aula 4a Commissione) PROCEDURE INFORMATIVE -Audizione del Ministro della difesa sul Libro bianco per la sicurezza internazionale e la difesa.

                                                                    SYNDIKE
Come ASSODIPRO ci appelliamo ai Parlamentari affinchè facciano notare al Ministro Pinotti, che parla sempre, giustamente, di Forze Armate Europee ed integrate, che ci sono state sentenze della Corte Europea dei Diritti che condannano gli stati che non concedono diritti sindacali ai militari .
Che in Europa sono molti gli stati che concedono DIRITTI ASSOCIATIVI E SINDACALI ai Militari, mentre in Italia vige una Rappresentanza Militare senza autonomia, indipendenza giuridica e economica ed è pagata con i soldi dello stato ( circa 4 milioni di euro anno ).  Tutto questo è assente sia nel Libro Bianco sia nelle dichiarazioni del ministro.  
Non concedere Diritti Sindacali e non rispettare le sentenze della Corte Europea dei Diritti equivale a mantenere una situazione di illegalità che viola trattati e  sentenze .
Eminenti giuristi e costituzionalisti si sono già pronunciati in audizione : “La Sentenza della Corte Europea dei Diritti crea immediati effetti per lo stato condannato ed ha, contemporaneamente, effetti su tutti gli stati in quanto le sentenze CEDU diventano norme “ .
 
La Corte Europea dei Diritti , nelle sentenze  Matelly e ADEFDROMIL, con le quali ha condannato la Francia,   Ha sottolineato che il diritto alla libertà di associazione, di cui la libertà sindacale è un aspetto, non esclude alcuna attività professionale o di ufficio dal suo campo di applicazione. Ha ribadito che quelle "restrizioni legali" dovevano essere interpretate rigorosamente ed essere confinate all’"esercizio "dei diritti in questione, e non deve mettere in pericolo l'essenza stessa del diritto di organizzarsi.  
MANTENERE LA RAPPRESENTANZA MILITARE  , GLI ATTUALI COCER – SINDACATI GIALLI  DI FATTO, NON è Più POSSIBILE IN QUANTO ….  la Corte ha rilevato che lo Stato francese aveva istituito  gli organismi e le procedure speciali per tener conto delle preoccupazioni del personale militare, ritenendo tuttavia che tali istituzioni non sostituiscono la concessione della libertà di associazione al personale militare, una libertà che comprendeva il diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi.


SINDACATO deriva dal greco: syn insieme - dike giustizia.; Questa parola ha una radice che dà molti frutti. Il sindacato, mezzo che storicamente ha permesso, attraverso un ideale di giustizia propugnato insieme, il sindacare, ovvero rivedere, controllare, criticare ma senza faziosità, cercando - insieme - di vagliare qualcosa alla luce di un'idea di giustizia per tutti i lavoratori, nessuna categoria esclusa.
Dopotutto, quando si uniscono, veramente e con onestà, i concetti di "insieme" e "giustizia", gli uomini sono capaci di parti ideali e concreti assolutamente meravigliosi.


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lunedì 11 maggio 2015

mag

11

2015

LIBRO BIANCO DIFESA; Intervista al T.Col. Bottacchiari ”VIVA L’ITALIA, VIVA LE FORZE ARMATE, VIVA IL PRECARIATO! "Neanche una parola su sentenze della CEDU sui DIRITTI SINDACALI ai militari.  

“ finte carriere aperte, forte classismo, precariato esponenziale” - Se non si rispettano le sentenze sui diritti sindacali sicura condanna del nostro Stato visti i ricorsi della Associazione Assodipro e di un gruppo di finanzieri “.


Pillole dell’intervista al T.C. Guido BOTTACCHIARI rilasciata ad Antonella Manotti del Nuovo Giornale dei Militari : “Più in generale, nel LIBRO BIANCO, si nota una tendenza a considerare il personale militare fuori dal contesto dell’ordinamento democratico e civile - In definitiva sono molto preoccupato per l’ampliato quadro di precarizzazione per i militari di domani e per il non definito processo di “esodo” per quelli di oggi – speriamo bene! - Le risorse  risparmiate dalla prevista ristrutturazione “DI PAOLA” nel periodo 2016-2024,  saranno pari circa ad un miliardo e 200 milioni di Euro. L’ulteriore risparmio a regime dal 2025 è stimato in circa 1 Mld di Euro annui. Le risorse così economicizzate però non vengono neanche in parte utilizzate per favorire l'esodo del personale e, quindi,  per facilitare il raggiungimento del modello a 150.000. Ho ricordato questo nel corso del recente incontro avuto con il Sottosegretario alla Difesa On.le Domenico Rossi, non trascurando di sottolineare come il tema dello sbilanciamento delle spese (personale – funzionamento – investimento)– tanto usato e di cui si è abusato durante l’approvazione della riforma “Di Paola”, e ripreso anche nel libro bianco - nei fatti non esiste perché, per l’investimento oltre alle risorse previste nel bilancio della Difesa, ci sono oltre 2 miliardi e mezzo annui allocati presso il MISE. Pertanto le spese  per investimento superano ampiamente i 6 miliardi annui. Ben oltre la quota ideale del 25% del budget destinato alla funzione Difesa.
Sorge spontaneo un  interrogativo: la compressione delle risorse per l'esercizio attuata nell’ultimo decennio e la conseguente “avvertita” necessità di ridurre le spese per il personale è stata una scelta di natura politico-strategica o fatta per favorire il settore industriale degli armamenti? mi sembra che  nel libro bianco si ipotizzino soluzioni - in modo particolare l’ampliamento fortissimo dell’arruolamento di volontari in ferma prefissata e l’istituzione di una Riserva Operativa – scelte che richiederanno risorse importanti , assetti di garanzia sociale ed occupazionale che fatico a vedere .
Parliamo di numeri: partendo dalla cifra di 150.000 unità, nelle versioni in bozza del Libro Bianco veniva introdotta una  ripartizione che prevedeva a regime 20.700 Ufficiali con aumento circa di 2.400 unità, 11.000 marescialli a fronte dei 18500 previsti,  quindi 7500 in meno.. E 118.300  sergenti e graduati di truppa (dati desunti dal Libro Bianco e confrontati con la Riforma “DI PAOLA” Legge 244/2012).. Se pensiamo che attualmente la sola Aeronautica Militare ha 20.000 marescialli, mi  pongo qualche interrogativo rispetto al bilanciamento futuro delle forze armate.

In altre parole, se forze ipertecnologiche come l'Aeronautica o la Marina hanno sinora alimentato  il loro personale  specialistico dal ruolo marescialli ed in futuro si prevede una loro contrazione sino a 11.000 unità, è o non è legittimo domandarsi  se i volumi organici delle singole Forze Armate stabiliti dalla legge 244/2012  rimarranno gli stessi. Ovvero l'AM avrà ancora 33.800 unità e  la Marina  24.000 o forse ci sarà uno sbilanciamento numerico a favore di  un’altra forza armata? E se si sulla base di quale concetto strategico
Sul fronte dell’avvicinamento dell’Istituzione Militare alla società civile, al di la di della petizione di principio: “le Forze Armate non debbono essere concepite quale corpo separato rispetto alla società civile”,  non vi è nulla di concreto tanto da non riservare una sola parola alla necessità di rispettare le recenti sentenze della CEDU in tema di apertura ai diritti sindacali ed associativi ai militari.

Qui il  “# cambia verso” non funziona!

Nel libro bianco si parla  di “ capitale umano come  fattore strategico per una organizzazione complessa come la Difesa, nella quale moltissimo è richiesto in termini di senso del dovere, sacrificio personale e professionalità”. Concetti ermetici che tutto dicono ma ben poco o nulla  specificano sul diritto dei militari di poter avere una rappresentanza adeguata, disattendendo un aspetto importante della futura riorganizzazione delle FFAA  in una moderna democrazia. Tutto ciò,  nonostante i diritti sindacali rappresentino una legittimità costituzionale anche per i militari e nonostante i citati pronunciamenti della Corte Europea dei diritti umani che ha recentemente depositato alcune sentenze affermando la violazione dell’Articolo 11 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo da parte degli Stati che vietano la costituzione di sindacati o di associazioni professionali tra i militari.
NGM – Ma il ministro della Difesa Pinotti ha affermato che su questo aspetto il governo non intende intervenire e che  la parola spetta al Parlamento dove – presso la Commissione Difesa della Camera – si stanno discutendo alcuni progetti di riforma. Bottacchiari – Si, così ha detto il Ministro, ma siamo proprio certi che la sen. Pinotti riesca  a tenere a bada i Suoi generali che, a quanto mi risulta, vengono invitati (a sua insaputa?) in Commissione Difesa nell’ambito delle audizioni che la stessa commissione sta portando avanti con esperti del mondo accademico e giuridico, proprio sull’applicazione delle sentenze della CEDU in tema di Riforma del Modello di Rappresentanza ?
Confido in un corretto approfondimento in Parlamento dove, allo stato, giacciono una serie di proposte di legge assai diversificate ma la cui sintesi non potrà non tener conto  di come si sta posizionando la giustizia europea sul tema dei diritti sindacali per gli appartenenti alle forze armate. Anche perché francamente non se ne può più di ascoltare “appelli” all’unità e alla coesione delle Forze Armate e di timori su una presunta politicizzazione delle stesse che potrebbe derivare dalla costituzione di liberi sindacati!

Volgere lo sguardo all’Europa………no? Vedere i sindacati/associazioni nelle FF.AA. Tedesche, Olandesi, Spagnole, Portoghesi, Svedesi…..etc., (si al Sindacato in 28 stati aderenti al Consiglio d’Europa).
Prender nota infine che i colleghi Britannici sono con la tessera del Sindacato Generale in tasca invece di star qui a discutere di “specialità”. Sul tema ho avuto modo di ribadire recentemente in  Commissione Difesa che la politica potrà anche scegliere di non adeguarsi alle indicazioni cogenti che provengono oggi dalla Corte Europea dei Diritti  dell’Uomo, ma in questo caso dovrà essere messa in conto una condanna del nostro Stato al pari di quello francese, considerato che a breve saranno esaminati due ricorsi, sul divieto di associazione sindacale per i militari italiani, uno presentato dalla Associazione Assodipro che contiene anche la mia firma, e l’altro, da un gruppo di 500 finanzieri italiani .
Quel giorno, sarò ben lieto di guardare in faccia chi oggi ha assunto, in Parlamento e fuori, posizioni  di retroguardia e autoreferenziali che si scontrano con i reali  interessi del personale. In conclusione se volessi trovare un motto per il Libro Bianco potrei dire con l’enfasi dovuta (e se mi si consente con un pizzico di ironia):
”VIVA L’ITALIA, VIVA LE FORZE ARMATE, VIVA IL PRECARIATO!!!.
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venerdì 08 maggio 2015

mag

08

2015

Ministro PINOTTI e Gen. GRAZIANO: firmato accordo con Olanda; In Olanda i MILITARI hanno Diritti SINDACALI. Pinotti “Accordo significativo per le FF.AA. di domani “! Senza DIRITTI quale domani ?  

Vertice Politico e Militare firmano accordi guardando giustamente all’ Europa ma sui DIRITTI dei Militari vogliono rimanere nel medioevo. SI APPLICHINO LE SENTENZE DELLA della Corte Europea sui DIRITTI SINDACALI AI MILITARI.


Assodipro Roma 
La notizia che troviamo oggi, tra le tante della Difesa, è : (ANSA) - MILANO, 8 MAG - L'Italia ha firmato un accordo con l'Olanda per un programma di addestramento congiunto delle forze dell'Aeronautica Militare: lo ha reso noto oggi a Expo il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, durante l'incontro a Expo organizzato a Padiglione Italia sul tema "Aeronautica Militare, uno spazio di opportunità". 
L'accordo è stato firmato dal comandante delle Forze Aeree olandesi, generale Alexander Schnitger, presente il capo di Stato Maggiore della Difesa, Claudio Graziano. "E' un passo significativo - ha commentato Pinotti - per la costruzione delle Forze Armate di domani “. 
  
Fonte Studio Cataldi ; Giurista, esperto in D.I.U. e Diritto Internazionale Pubblico : “ Forse non tutti  sanno ( nota assodipro : ricordatelo alla Pinotti ed a Graziano ) che su 28 paesi dell’Unione Europea ben 12 hanno delle rappresentanze sindacali per le proprie Forze Armate, per un totale di 17 sigle e 20 associazioni a carattere militare, alcune delle quali ibride rispetto ad entrambi le figure giuridiche. Tra le particolarità dei sacrosanti diritti irrinunciabili anche per i militari, ed in particolare di quello ad essere rappresentati sindacalmente, emerge che la Germania ha un sindacato con circa 206.000 di militari iscritti, pari all’86% di tutta la forza organica…..  A titolo di cronaca il più antico sindacato dei militari europeo è stato creato in Norvegia nel 1835, poi è stata la volta dell’Olanda nel 1898 e poi del Belgio nel 1909 “ . 
Al Ministro Pinotti che parla di “costruzione delle Forze Armate di domani “(!) diciamo che le Forze Armate di domani non si costruiscono con un LIBRO, bianco nella pagina dei diritti sindacali e bianco nella pagina che dovrebbe recepire le sentenze della Corte Europea Diritti le quali condannano gli stati che non concedono diritti sindacali ai militari.  


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mag

08

2015

Motore difettoso negli F-35. Difesa italiana conferma l’acquisto agli USA. Olanda e Canada stanno rivalutando l'impegno economico per l'acquisto F-35, governo italiano? conferma spesa.  

Olanda e Canada stanno rivalutando l'impegno economico per l'acquisto degli F-35, il governo italiano conferma la spesa di 13 miliardi nonostante l'impegno parlamentare dell'autunno scorso di dimezzare l'ordinativo dei cacciabombardieri da 90 a 45


Tratto da sputniknews.com
13 miliardi di euro per l’acquisto dei cacciabombardieri americani F-35. Questa la spesa che il ministero della Difesa italiano ha di recente confermato.
Eppure, l'Ispettorato generale del dipartimento della Difesa statunitense ha individuato ben 61 casi di non conformità del motore, prodotto per la Lockheed Martin dalla Pratt & Whitney, alle norme di qualità e sicurezza previste dallo stesso dipartimento Usa.
Già il 23 giugno scorso le autorità americane avevano imposto un divieto temporaneo di volo ai cacciabombardieri, ritenuti vulnerabili persino ai fulmini.
Non bastasse la valutazione del dipartimento della Difesa, il Gao (Government Accountability Office), ha appena stilato un documento secondo il quale "la scarsa affidabilità dimostrata dal motore ha limitato l'affidabilità complessiva del programma".
Per affidabilità l'ufficio statunitense intende "una funzione relativa alla capacità di un sistema di operare nel corso di un determinato periodo di tempo senza incontrare guasti, deterioramenti o necessità di riparazione".

Secondo l'americano Gao, inoltre, nessuno dei 36 aerei prodotti nel 2014 dalla Lockheed Martin per le forze armate americane è stato consegnato con l'allestimento richiesto, perchè privi dei sistemi idonei per il combattimento.

A peggiorare ulteriormente la situazione, qualora ce ne fosse bisogno, sempre dagli USA perviene un'analisi della House of Rapresentatives Armed Services Committee, una sorta di commissione permanente della Camera dei rappresentanti cui è affidata la supervisione dei finanziamenti alla Difesa e alle Forze armate americane.
Dalla documentazione risulta che 8 volte su 10 il sistema di segnalamento dei guasti fornisce una lettura erronea, indicando la necessità d'interventi anche laddove non sarebbero necessari.

A causa di questi inconvenienti, costi e tempistiche dell'intero programma sono evidentemente cambiati, a tal punto che gli F-35 già prodotti hanno passato più tempo negli hangar per le riparazioni e la necessaria manutenzione che non in volo.
Infatti, la variante F-35B (a decollo verticale) ha volato con una media di 47 ore a fronte delle 90 ore programmate, mentre i modelli F-35A (a decollo e atterraggio convenzionali) e F-35C (destinato alla Marina) hanno volato per una media di 25 ore invece delle 120 previste.

Così, mentre Olanda e Canada stanno rivalutando l'impegno economico per l'acquisto degli F-35, il governo italiano, nonostante l'impegno parlamentare dell'autunno scorso di dimezzare l'ordinativo dei cacciabombardieri da 90 a 45, non intende venire meno alla fedeltà con l'alleato USA. Anzi, pare che il ministero della Difesa italiano sia del tutto intenzionato a mantenere l'ordine dei 90 cacciabombardieri.


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giovedì 07 maggio 2015

mag

07

2015

MILITARI – Senza DIRITTI E TUTELE SINDACALI decide e tutela solo la Magistratura. Porto Mantovano, ucciso dall’uranio impoverito per servizio nel POLIGONO IN FRIULI. La famiglia vince la causa  

I COCER NON SERVONO ALLA TUTELA DEI DIRITTI DEI MILITARI.Il giudice del lavoro di Mantova condanna in primo grado il ministero della Difesa e riconosce l’indennizzo per il fratello e la mamma del giovane morto a 22 anni dopo il servizio di leva


Senza DIRITTI SINDACALI I MILITARI SONO SENZA DIRITTI E TUTELE SU TEMI FONDAMENTALI COME SALUTE, PREVIDENZA, LAVORO, RIORGANIZZAZIONE E RETRIBUZIONE EQUILIBRATA.
I CoCer Sindacati Gialli  e molti organi di Rappresentanza Intermedia, che costano 4 Milioni di Euro anno e continuano a spendere risorse in incontri, riunioni e finanche  " gruppi di lavoro (!)" perfettamente inutili, autoreferenziali, senza risultati e utili solo a chi ne fà parte a spese dell'amministrazione, non sono in grado di rappresentare e tutelare i Militari neanche sul tema della SALUTE, lo dimostra l'ennesimo caso dei troppi militari morti o malati per malattie contratte durante il servizio.

Tratto da gazzettadimantova.it  articolo di Daniela Marchi
PORTO MANTOVANO. Il giudice del lavoro di Mantova ha condannato il Ministero della Difesa al riconoscimento dei benefici assistenziali ai genitori di Alessandro Garofolo, il giovane di Porto Mantovano, morto il 25 marzo 1993 a 22 anni per il linfoma di Hodgkin, diagnosticatogli pochi mesi dopo il congedo dal servizio militare. Una prima importantissima vittoria per la famiglia di Alessandro, in particolare per il fratello Massimiliano, che da oltre quindici anni sta portando avanti la battaglia per il riconoscimento del nesso tra la malattia e la morte del fratello e il servizio di leva compiuto al poligono di Dandolo, dove nel 1990, durante la prima guerra del Golfo, gli aerei anticarro Usa A10, provavano le traiettorie di tiro utilizzando munizionamento all'uranio impoverito.
«Non si tratta di una vittoria definitiva - ci spiega l’avvocato Andrea Bava di Genova, che assiste i Garofolo insieme a Giuseppina Coppolino di Mantova - il Ministero farà sicuramente appello e la sentenza potrebbe essere ribaltata». «Anche se in un paese civile e onesto, questo non dovrebbe succedere - aggiunge il fratello Massimiliano - Però per ora è un punto a nostro favore, dopo tanti anni e tante battaglie sostenute.
L’unico dolore è che appena un mese fa è venuto a mancare mio padre. Per trenta giorni non ha potuto vivere questo momento che insieme aspettiamo da tanti anni». Alessandro Garofolo è stato riconosciuto in primo grado vittima del dovere. È stata quindi confermata una connessione tra la contrazione della patologia letale (il morbo di Hodgkin) diagnosticata al giovane e il servizio di leva da lui prestato al poligono di tiro in Friuli, caratterizzato dal contatto con sostanze letali originate dai lanci con materiali radioattivi.


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mag

07

2015

Militari: un forte colpo dietro la spalla di un'allieva all'interno di una mensa può considerarsi reato di violenza nei confronti di un inferiore?  

PERCOSSE O VIOLENZA CONTRO UN INFERIORE ?


Tratto da studiocataldi.it
Avv. Francesco Pandolfi  
PERCOSSE O VIOLENZA CONTRO UN INFERIORE ?
 
All'interno di una mensa militare accade che un Caporalmaggiore scelto colpisce un'allieva con un forte colpo dietro la spalla, il tutto in assenza di apparenti valide motivazioni mediante un gesto, per così dire, tanto repentino e rude quanto inspiegabile. Avviata la fase processuale nei confronti del predetto Caporalmaggiore, tesa ad accertare l'ipotesi di reato di violenza contro un inferiore prevista dalla fattispecie astratta dell'art. 195 c.p.m.p., il Tribunale Militare di Roma dichiara il non luogo a procedere per l'ipotesi formulata, in quanto per questo fatto non è stato appurato alcun nesso con episodi di servizio o di disciplina.   Al limite, dice quel Tribunale, la vicenda può ascriversi alla diversa fattispecie di percosse, come tale procedibile a richiesta (però nel caso inesistente) del Comandante di Corpo.
LE DIFFERENTI TESI 
Ora, da una parte il Giudice dell'udienza preliminare dichiara il non luogo a procedere perche' l'azione penale non doveva essere iniziata nei confronti del Caporalmaggiore scelto, in quanto la vicenda specifica mal si collega con episodi di servizio, dall'altra il Procuratore Generale Militare, notando diversamente che nel luogo ove era stato inferto il colpo si sono trovati numerosi militari per servizio, ritiene il reato procedibile d'ufficio. La tesi del Procuratore ricostruisce il fatto tenendo in considerazione che la situazione del pasto in mensa può essere qualificata come operazione giornaliera di Reparto.
LA SCELTA DELLA CORTE DI CASSAZIONE Propendere per l'una o l'altra valutazione non è semplice, ma la Corte di Cassazione, investita della questione, con sentenza n. 10599 del 12 marzo 2015 ha dichiarato infondato il ricorso del Procuratore Generale.  Ad avviso della sezione 1 della Cassazione penale, la contemporanea presenza di militari per il pasto in mensa può essere frutto della scelta del militare stesso, nel senso che egli ha "facoltà" di recarsi in mensa; in secondo luogo nel caso esaminato non si è trovato alcun collegamento diretto o indiretto con fatti di servizio essendosi in pratica trovato l'imputato a non espletare un particolare incarico all'interno del luogo teatro della vicenda (poi gestita con apposito procedimento).
IL RISPETTO DELLA PERSONA E DELLA PROPRIA INCOLUMITA' Certo è che, a prescindere dai risultati concreti del processo, in ambito militare fatti del genere debbono prevenirsi mediante l'adozione di una condotta esemplare verso tutti, idonea a tener conto in qualsiasi circostanza del
RISPETTO PERSONALE che, come è intuitivo, prescinde dalla Divisa o dal Grado e riguarda, più in generale, i DIRITTI FONDAMENTALI DELL'ESSERE PERSONA prima che MILITARE.
CLICCA QUI PER L’ARTICOLO INTEGRALE DAL SITO STUDIOCATALDI.


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domenica 03 maggio 2015

mag

03

2015

Marisa TORALDO, madre del marinaio Alessandro NASTA:“Confido nella Magistratura, una madre italiana che crede nello Stato. Chiedo giustizia e la punizione dei responsabili della morte di mio figlio  

Sono trascorsi quasi tre anni da quel maledetto giorno, 24 maggio 2012, ma oggi come allora, la mia unica ragione di vita è conoscere tutta la verità sulla morte di mio figlio Alessandro NASTA


Assodipro Roma ; Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Marisa TORALDO madre di Alessandro NASTA  
 “ Il 18 marzo 2015 è stata data notizia, da diversi organi di stampa e televisivi, della conclusione delle indagini da parte della  Procura della Repubblica di Civitavecchia che ha dato luogo alla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti: dell'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, Capo di Stato Maggiore della Marina (quando avvenne l'incidente era Comandante in Capo della Squadra Navale e datore di lavoro); dell'ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, già Capo di Stato Maggiore della Difesa (quando avvenne l'incidente era il Capo di Stato Maggiore della Marina); dell'ammiraglio Bruno Branciforte, già Capo di Stato Maggiore della Marina; del Capitano di Fregata Domenico La Faia, in qualità di comandante della nave scuola Amerigo Vespucci (datore di lavoro); del Capitano di Fregata Marco Grassi, in qualità di comandante in seconda della Vespucci…. “     
Sono trascorsi quasi tre anni da quel maledetto giorno, precisamente il 24 maggio 2012, ma oggi come allora, la mia unica ragione di vita è conoscere tutta la verità sulla morte di mio figlio Alessandro NASTA.    
Alessandro, sottocapo di 3ª classe nocchiere della marina militare originario di Brindisi, aveva solamente 29 anni quando, comandato ad effettuare lavori in quota sull'albero di maestra, il più alto, 56 metri, della nave scuola Amerigo Vespucci della Marina Militare, morì precipitando dallo stesso albero,   da un'altezza di circa 15 metri, in fase di discesa, schiantandosi sul ponte di coperta. Sprovvisto delle benchè minime misure di protezione anticaduta, previste per legge.   Era un ragazzo per bene, con tanta voglia di vivere e tanti sogni ancora nel cassetto; uno di questi sogni si era realizzato proprio nel 2005 quando, giovanissimo, si arruolò in Marina militare in qualità di volontario in ferma breve ottenendo la categoria di nocchiere.   Dopo il giuramento alla Patria effettuato presso la Scuola sottufficiali della Marina militare di La Maddalena, fu impiegato in qualità nocchiere volontario presso il rimorchiatore della Marina Militare Porto Empedocle, all'epoca dislocato nella base navale di La Spezia.    Al termine dei tre anni di servizio in qualità di volontario vinse il concorso per il transito in servizio permanente e, dopo il corso per il transito in servizio effettivo, effettuato sempre a La Maddalena, venne destinato dapprima presso la sezione motoscafi della base navale di La Spezia e, dopo circa un anno e mezzo, sulla Nave Palinuro dove ha prestato servizio per circa due anni.   Nel gennaio 2011 fu trasferito d'autorità su Nave Amerigo Vespucci, veliero della marina militare dislocato, anch'esso, presso la base navale di La Spezia, dove prestò servizio in qualità di addetto al servizio marinaresco sino al giorno della sua morte.   Era il 24 maggio 2012 quando accadde il tragico incidente mortale; la nave Amerigo Vespucci era in trasferimento dal porto di La Spezia a quello di Civitavecchia e, come riportato dalle versioni ufficiali della marina militare, Alessandro mentre era intento ad effettuare lavori in alberata, si è schiantato sul ponte a causa di un malore (...)   Le cause reali della sua tragica morte, che hanno sconvolto la mia esistenza di madre e quella di tutta la famiglia, sin da subito sono apparse a tutti noi non chiare; le riflessioni immediate sul tragico incidente ci hanno portato a chiedere spiegazioni capaci di derimere i legittimi dubbi che qualsiasi madre, al mio posto, avrebbe palesato.   Nell'immediato, seppur nella totale disperazione, ho cercato di comprendere la dinamica dell'incidente con la speranza di capire come fossero andati realmente i fatti e quali fossero state le reali circostanze nelle quali il tutto si era verificato.   Mi sono rivolta sin da subito ai vertici della marina militare e, stretta nel mio dolore di madre,  ho cercato di sforzarmi di capire ciò che, di volta in volta, mi veniva raccontato in merito alle circostanze nelle quali era occorsa la tragica morte di mio figlio.   Inizialmete ho avuto come l'impressione di non essere nelle condizioni di riuscire a capire,  ma più passava il tempo e più mi rendevo conto di non aver avuto alcuna risposta alla più naturale, più spontanea e significativa domanda che avevo sempre posto: quali erano le condizioni di sicurezza nel lavoro di mio figlio?   Malgrado il mio profondo dolore mi sono sempre sforzata di decifrare tutte quelle risposte vaghe, quelle  mancate giustificazioni plausibili della morte di Alessandro, morte che sin da subito, avendo visitato il luogo nel quale si era verificata, mi era apparsa drammaticamente prevedibile.   La nave scuola Amerigo Vespucci, orgoglio rappresentativo della nostra marineria italiana, segue da anni una tradizione velica  portata avanti con grande impegno dal personale a cui vine richiesto di operare in condizioni ad altissimo rischio; le altezze elevate alle quali vengono effettuate le manovre dovrebbero necessariamente imporre un rigoroso e perentorio rispetto, da parte della marina, della complessa ed esaustiva normativa di tutela della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.   Il rischio lavorativo, reso palese dalle straordinarie altezze a cui sono chiamati ad operare i nocchieri di nave Vespucci, avrebbe dovuto portare i vertici della marina militare ad imporre il perentorio rispetto della normativa al fine di tutelare la vita stessa dei marinai con idonei dispositivi anticaduta.......   
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sabato 02 maggio 2015

mag

02

2015

MILITARI senza rappresentanza, diritti e tutele; COTTICELLI e GEROMETTA: I generali della Rappresentanza Militare che non vogliono migliorare i diritti e le tutele di tutti i Militari.  

Ignorare gli effetti della sentenza della Corte Europea è come invito a non rispettarle; E’ come impiegare uomini rifiutando migliori protezioni e tutele. Audizione del CoCeR Interforze incapace di stilare un documento unitario.


Assodipro Nazionale 
Il 29 aprile 2015 presso la IV^ Commissione Difesa della  Camera c’è stato un incontro informale ( PER INFORMALE SI INTENDE, tra l’altro,  CHE NON CI SONO RESOCONTI e documenti UFFICIALI ) ; il tema era la riforma della rappresentanza. 
IN ITALIA, NON esiste organo di rappresentanza sindacale, Associativo, ecc, che viene ascoltato in parlamento su temi fondamentali e collettivi senza dare riscontro documentato ai propri rappresentati di quanto detto o ascoltato
Accade solo per la Rappresentanza Militare.  
I CoCeR interessati  erano: l'Esercito, l'Aeronautica, la Marina, la Guardia di Finanza, i Carabinieri.

Agli addetti  ai lavori ed a molti militari sono note le sentenze della Corte Europea dei Diritti che condanna gli stati che non concedono diritti sindacali ai militari. 
Purtroppo, in Commissione Difesa c’è stato Il trionfo dell’ “ IO “ , delle particolarità, ed alcuni hanno evitato anche di fare cenno ad una sentenza storica che era la base del tema dell’incontro. 
Oggettivamente possiamo dire che  5 CoCeR, a livello interforze, sono stati incapaci di stilare e votare un documento comune su un tema fondamentale come i DIRITTI DI RAPPRESENTANZA e sulla sentenza della CEDU per portarlo in commissione e dare, finalmente DIRITTI E TUTELE a tutti i militari; 
Già questo è la certificazione del FALLIMENTO Rappresentativo del CoCeR Interforze e dell’operato del presidente dello stesso , il  Generale COTTICELLI
Cosa ha detto il CoCeR Carabinieri sul tema rimane noto solo a chi li ha ascoltati ed ignoto  a migliaia di carabinieri “ rappresentati “ . Il CoCeR CC Avrà citato i vari organi di base e intermedi dei CC che hanno fatto richieste documentate e votate di diritti sindacali ? 
Per la mancanza di un documento comune sulla rappresentanza , sui diritti e sulla sentenza, allo stesso modo, è oggettivamente certificato il fallimento e l’opera di conservazione del nulla rappresentativo attuale del Comparto Difesa ( Esercito – Marina – Aeronautica ) e del presidente Generale GEROMETTA che continua ad essere in CLAMOROSO CONFLITTO DI INTERESSE in quanto è, contemporaneamente, presidente CoCeR EI – presidente Comparto Difesa e tra i Vertici di Stato Maggiore Difesa come capo di Persomil (!) -  come se Marchionne fosse, contemporaneamente, vertice della FIOM, della CGIL e amministratore delegato della FIAT  . 
Delegati che tradiscono il loro ruolo accettando e subendo  posizioni di vertice  per mantenere un “ interessato  status quo forfetizzato “ al fine di evitare o  rinviare il più possibile una legge che si adegui alle sentenze della corte europea concedendo diritti sindacali ai militari. 
Il CoCeR Esercito, addirittura, sul tema si presentava con documenti di categoria (!).

IL FALLIMENTO TOTALE DELL'ATTUALE SISTEMA DI RAPPRESENTANZA MILITARE ha preso di nuovo corpo in audizione in commissione difesa. 
CoCeR frazionati, autoreferenziali senza portare documenti votati da assemblee di tutta la rappresentanza,  soprattutto Carabinieri ed Esercito, con il CoCeR Marina in fase di riflessione, pare,  con una maggioranza favorevole ai diritti sindacali e GdF e AM da anni su posizioni sindacali votate e documentate in varie occasioni e assemblee di tutti gli organi. 
CoCeR Carabinieri ed Esercito, con il decisivo apporto dei loro presidenti GENERALI Cotticelli e Gerometta, portano in Commissioni posizioni conservatrici occultando  documenti votati di organi intermedi e di base di Carabinieri ed Esercito che chiedono diritti sindacali ed il rispetto della sentenza della corte europea. 

IGNORARE un diritto SENTENZIATO DALLA CORTE EUROPEA  che concede DIRITTI SINDACALI equivale a rifiutare , per preconcetti di Lobby e piccole caste, tutele effettive per tutti. 
IGNORARE un diritto SENTENZIATO DALLA CORTE EUROPEA,  che concede DIRITTI SINDACALI ai Militari, è come un invito a NON rispettare le sentenze della stessa
Equivale a chiedere di NON rispettare NORME che derivano dalle sentenze della Corte Europea
RICORDIAMO ai  GENERALI COTTICELLI E GEROMETTA ed a delegati CoCeR che pensano solo ai loro interessi, che :  La Sentenza della Corte Europea dei Diritti crea immediati effetti per lo stato condannato ed ha, contemporaneamente, effetti su tutti gli stati in quanto le sentenze CEDU diventano norme “ ( pareri concordi del prof. Cataldi e prof De Sena rilasciati in commissione difesa   ) . 
Piaccia o meno ai Generali dei CoCeR  ed a chi politicamente li ispira con grande fervore dietro le quinte , ad alcuni politici della commissione difesa, a molti vertici e delegati CoCeR rappresentanti solo del proprio “ IO “ , la sentenza della Corte Europea dei Diritti NON può essere ignorata. 
Crediamo sia democratico, ovvio e normale RISPETTARE LE SENTENZE E LE NORME CHE NE DERIVANO
E’ un atto dovuto per il naturale rispetto di Sentenze, di patti e trattati internazionali e nell’interesse di migliaia di Militari, Carabinieri e Finanzieri. 


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