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bullet sentenza del TAR di Lecce N. 00810/2013 REG.PROV.COLL.
Description: sentenza del TAR di Lecce che ha accolto il ricorso contro due punizioni inflitte al Maresciallo Comandante della Stazione Carabinieri di Taurisano (LE)
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Description: Schema di regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del personale comparto difesa-sicurezza e comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico.
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Description: Circolare n° M_D GMIL1 II 5 1 0257231 , sez.: "Altro" Cessazione anticipata dal servizio, a domanda, e al collocamento in ausiliaria, per l'anno 2012, degli uffi
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Description: Circolare n° M_D GMIL 1 IV 10 0285493 4° Rep. 10ª Div. - Adeguamento delle misure dell'indennità di vacanza contrattuale in favore del personale militare destinatario d
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Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
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Date stamp 24 lug : 16:00
bullet Circolare n° M_D GMIL II 5 1 2012 0248948
Description: 2° Rep. 5ª Div. - Licenza straordinaria speciale di trasferimento Disposizioni per la concessione della licenza straordinaria speciale di trasferimento al personale militare d
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Description: Senteza su tempistica per proporre domanda al passaggio ruoli civili
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bullet Sentenza su Legge 104
Description: Sentenza su Legge 104
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sabato 25 giugno 2016

giu

25

2016

L’ Ammiraglio De Giorgi và in pensione e saluta con “un discorso scandaloso“. “Avrò vendetta. Corvi e interessi occulti . Interrogazione parlamentare al Min. Difesa dell’ On. Duranti  

Saluta l’ammiraglio ricordato anche per l’ordine di servire a bordo, al suo arrivo e con personale immediatamente reperibile, spumante fresco, biscotti e mandorle.


Assodipro Nazionale 
«Sono l’ultimo comandante della flotta repubblicana, offeso dai media, vilipeso da fonti anonime, avrò la mia vendetta in un modo o nell’altro». Sono parole pesantissime quelle che l’ammiraglio di squadra Giuseppe De Giorgi, coinvolto nello scandalo dei festini a bordo da un dossier anonimo inviato alle Procure e a Palazzo Chigi, pronuncia- secondo quanto riporta l’Agi- fuori protocollo mentre sta salutando gli ufficiali, i sottufficiali e i marinai semplici che lo hanno accolto nella piazza del ministero della Marina a Roma, in attesa del saluto ufficiale: parole seguite dagli applausi dei militari nel piazzale, non ancora schierati per la cerimonia, prima che arrivino il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e il capo di Stato maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano, e che l’ammiraglio non ripete nel discorso ufficiale con cui, poco dopo, si congeda da capo di Stato Maggiore della Marina, andando in pensione dopo 40 anni di servizio. «Era solo una battuta- precisa al Corriere più tardi al telefono- Stava partendo la sigla del Gladiatore, stavamo scherzando con i ragazzi, e mi sono scappate delle frasi giocosamente», dice l’ammiraglio. 
Nel discorso ufficiale, tra l’altro afferma : “ La navigazione «non è stata sempre calma», ma «gli attacchi contro di me non meritano attenzione oggi, soprattutto non la meritano i corvi e gli interessi occulti che hanno diffuso dossier anonimi per tentare di condizionare il futuro della Marina. De Giorgi ha quindi sottolineato il «sostegno morale» che gli è venuto in questi mesi dalla forza armata ed ha espresso «gratitudine» per il «supporto morale del presidente della Repubblica e del presidente del Consiglio che ha avuto il coraggio di difendere pubblicamente la mia reputazione, all’apice della tempesta, quando altri hanno preferito defilarsi». L’ammiraglio ha aggiunto - a proposito sempre del premier Renzi - «sono grato e orgoglioso per il suo coraggio e la sua leadership». 
  On. Donatella DURANTI ( SeL ) commenta come segue le parole dell’ Ammiraglio : “Il Capo di Stato Maggiore De Giorgi è andato in pensione. Lo ha fatto in maniera sconcertante, si è riferito a poteri e interessi occulti, ha promesso di vendicarsi, si è autodefinito l'ultimo ammiraglio della Repubblica, ha utilizzato un comportamento e un linguaggio tipicamente fascista. 
Un commiato scandaloso!
 
Per questo ho presentato un'interrogazione alla Ministra Pinotti, affinché venga a dare spiegazioni e a dire al Parlamento a quali poteri occulti si riferisce il suo uomo di punta della marina militare, che cosa pensa delle esternazioni e dell'atteggiamento di De Giorgi e come intenda intervenire sulle acclarate ed eccessive operazioni di lobbing nella forza armata e nell'industria della Difesa".

L’AMMIRAGLIO De Giorgi è, tra le altre cose, ricordato per la “ comunicazione di servizio “ con la quale ordinava di preparare Spumante ( ben fresco ), nonché biscotti al burro e mandorle da tostare al momento a cura del cuoco di servizio addetto al Quadrato Ufficiali/quadrati Unificati, con personale prontamente reperibile per servire l’ ammiraglio in visita
Dall’ Interrogazione dell’ On Di Stanislao ( Ott. 2012 ) all'interrogante risulta che sulla nave «Francesco Mimbelli» il comandante in 2°  con comunicazione di servizio permanente n. 17 datata 9 settembre 2012 con oggetto «Organizzazione di bordo per la visita del Sig. Comandante in Capo della Squadra Navale», nelle disposizioni di dettaglio avrebbe specificato che l'ufficiale d'ispezione: «ogni mattina, in particolar modo quando il Sig. CINC è in base Navale a Taranto, l'ufficiale in Comando di ispezione, dovrà accertarsi della effettiva presenza in quadrato Ufficiali di una idonea bottiglia di spumante/champagne tenuta in fresco in riposto Ufficiali, nonché biscotti al burro e mandorle da tostare al momento a cura del cuoco di servizio addetto al Quadrato Ufficiali/quadrati Unificati»; 
inoltre, per il capo reparto logistico, avvalendosi del capo Gamella, dovrà: «accertarsi che sia prontamente reperibile da personale addetto al quadrato Ufficiali il materiale di consumo sopra indicato. Alla chiamata - il Comandate in Capo della Squadra Navale a Bordo, alza insegna, il personale addetto al Quadrato Ufficiali o l'addetto ai Quadrati Unificati (durante il fine settimana/giornate festive) dovrà essere in tenuta di rappresentanza pronto a servire mandorle tostate e spumante/champagne».   
Per ciò che concerne la cucina nella comunicazione di servizio si specifica che: «dovrà approntarsi, nel caso in cui il Sig. CINC sia in Base Navale, a preparare bruschette e pizzette calde da servire in Quadrato Ufficiali»;   in periodi di estrema difficoltà economica pare esagerato tale spiegamento di forze, anche in giorni festivi, per accontentare i desideri personali del sia pure comandante in capo L’interrogante inoltre scrive : “ tali atteggiamenti per chi li riceve e chi li ordina, fanno ritornare indietro tutta la Forza armata della Marina ad una cultura pre-unitaria; 
l'interrogante ha ricevuto notizie di malumori, a vari livelli gerarchici, fra il personale imbarcato -se il Governo non ritenga di assumere le iniziative di competenza per far annullare immediatamente tale ordine di servizio.


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giovedì 23 giugno 2016

giu

23

2016

I DIRITTI ed i PROBLEMI dei Militari possono attendere, diamoci prima all’ippica ! Il Pd ha chiesto al Ministero della Difesa di intervenire contro la definitiva chiusura di 5centri ippici militari  

Militari, Temi IGNORATI o IMPOSTI : Diritti Sindacali come in Europa, Tutela e Diritti su Salute e Lavoro, Contratti bloccati, Previdenza - Tagli di Personale, Riordino carriere; Prima dei Diritti e del Personale mettiamo L’ippica !


Il Pd ha chiesto al Ministero della Difesa di intervenire contro la definitiva chiusura di 5centri ippici militari (CIM), di proprietà dell’Esercito italiano, centri di addestramento dei cavalli, nonché di formazione e allenamento per cavallerizzi militari e civili, che tengono in vita le antiche tradizioni equestri italiane. 
“Attualmente, – ha affermato Angioni primo firmatario dell’atto ispettivo – i CIM sono 14 in tutta Italia e dispongono di attrezzature, scuderie, maneggi e di tutte le infrastrutture che caratterizzano un moderno centro ippico. Sono guidati da un capo centro, che dipende, a sua volta, gerarchicamente dal comandante del reparto. Il coordinamento dei CIM è attuato dall’ANAC per quanto concerne l’attività sportiva-formativa e le manifestazioni collegate; la permanenza dei CIM è necessaria per favorire la conoscenza dell’organizzazione e della vita militare dell’Esercito italiano e per permettere a cittadini non militari, in particolare ai più giovani, di cimentarsi nell’attività equestre, anche se dotati di scarse risorse economiche personali o familiari. 
Nell’ambito di un’attività di razionalizzazione del comparto equestre, le autorità dell’Esercito sarebbero orientate alla soppressione di ben 5 CIM (Villa Opicina, Codroipo, Pinerolo, Salerno e Cagliari), aventi una storica tradizione, che rischia di interrompersi. 
Per questo il PD ha chiesto al Ministro della Difesa di intervenire affinché lo Stato maggiore dell’Esercito possa riconsiderare la decisione della definitiva chiusura dei suddetti 5 CIM.


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martedì 21 giugno 2016

giu

21

2016

Casa Diritto: “I due Generaloni dell’ Esercito che sfrattano con alloggi vuoti. Friuli, Veneto, Trentino, Emilia, sfratti anche a danno del bilancio difesa, antieconomici per l’amministrazione .  

COMANDO INTERFORZE NORD ESERCITO di Padova e la “disinvoltura” con cui sembra affrontare il problema degli sfratti


Riceviamo e pubblichiamo a cura del Coordinatore di Casa Diritto Sergio Boncioli. 
ANCHE I DUE  GENERALI COSIDDETTI   DECISIONISTI   DI PADOVA  MA IN REALTA’  “AMMAZZADECRETI DEL MINISTRO DIFESA”   SONO OBBLIGATI AD OSSERVARE LEGGI, REGOLAMENTI  E DIRETTIVE, PER CUI DEBBONO:  RITIRARE SUBITO  QUELLE LETTERE SCANDALOSE E  IMMOTIVATE CHE TOLGONO DIRITTI DI LEGGE -  PRIMA DI MINACCIARE E SBANDIERARE SFRATTI, EFFETTUARE PRELIMINARMENTE LA DOVUTA  VALUTAZIONE COSTI/EFFICACIA, COME DA DIRETTIVA SME - CLAMOROSO ERRORE DI VALUTAZIONE SU BRESSANONE.SFRATTI CON IL 40% DI ALLOGGI VUOTI IN TUTTO IL NORD EST, FRIULI V.G., VENETO, TRENTINO A. ADIGE, EMILIA ROMAGNA,   SFRATTI ANCHE  A DANNO DEL BILANCIO  DIFESA, ANTIECONOMICI PER L’AMMINISTRAZIONE  E DANNOSI  PER LE FAMIGLIE ECCO LE PROVE. 
Da alcuni mesi (troppi) è  nell’occhio del ciclone e sotto osservazione il comportamento a dir poco non ortodosso, anomalo e di sicuro incredibilmente privo di fondamento  quello intrapreso dal Comando Interregionale Nord Esercito con sede a Padova, che ha deciso di adottare  nei confronti di centinaia di utenti e loro famiglie sparpagliati nelle quattro Regioni di sua competenza, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige e Emilia Romagna. 
SONO STATI CONVOCATI A ROMA E’ ormai venuta a galla che due alti  emissari dei Responsabili di quel Comando nei giorni scorsi sono stati convocati a Roma e da quel che si sa e da quello che è stato assicurato a CASADIRITTO, è che quel Comando recederà immediatamente da quell’atteggiamento errato e pericoloso e si dovrà adeguare “ ad una corretta e omogenea applicazione delle disposizioni del settore”  In poche parole vuol dire che quelle centinaia di lettere abusivamente  inviate  che annunciavano pretese abolizioni/sostituzioni   tra i due Decreti del 7 maggio e del 24 luglio, vengano annullate  venga  applicata, come è chiaro dai Decreti stessi, la norma  che il Decreto del 24 luglio 2015 implementa (cioè ampia) il Decreto del 7 maggio 2014. Ma di questo non c’è mai stato alcun dubbio. Le solitarie elucubrazioni del Comando di Padova  debbono considerarsi indebite e prive di ogni fondamento.  Le lettere, dopo i chiarimenti dati, sia in forma verbale che in forma scritta, dovranno dar luogo quindi, a lettere  in maniera veloce ripristinando i diritto sanciti dal Decreto del 7 maggio 2014 per  quanti rientravano nei requisiti previsti dalle Istanze presentate con gli allegati C e D, assieme ai diritti acquisiti negli anni precedenti. 
SFRATTI NEI CASI PREVISTI, MA IN VIA PRELIMINARE E PREGIUDIZIALE VA EFFETTUATA LA VALUTAZIONE RAPPORTO COSTI/EFFICACIA. L’altro aspetto che riguarda sempre il COMANDO INTERFORZE NORD ESERCITO di Padova  è la “disinvoltura” con cui sembra affrontare il problema degli sfratti. Infatti  tali procedure, sia per l’avvio del recupero coatto, sia per il vero e proprio “ recupero coatto” sembrano non aver applicato le linee guida precise. Tali provvedimenti pur osservando aspetti apparentemente formali, a nostro parere non tengono conto di un elemento che diventa pregiudiziale, recentemente ribadito, inserito a pieno titolo come preambolo insostituibile prima di arrivare a parlare di sfratto o addirittura allo sfratto. 
A CASADIRITTO RISULTA A tutti i Comandi Periferici e Centrali, da SMD e da SME è stata emanata una specifica direttiva con la QUALE I Comandi debbono tener conto, prima di procedere a qualsiasi recupero di un alloggio, ad una attenta valutazione complessiva del rapporto COSTI/EFFICACIA di qualsiasi singola procedura. 
A BRESSANONE  PER ESEMPIO INVECE…. Tra Monti e vette immacolate, valli verdi e ruscelli dallo struggente gorgoglio, una sorta di Mulino Bianco,  , quel Comando di Padova gestisce e amministra 86 alloggi  a BRESSANONE. Alloggi costruiti da circa 25 anni , Su 86 alloggi gli occupati sono 51 pari al 59,30%%. Gli alloggi vuoti sono 35 pari al 40,69%, vuoti anche da anni.  Sono distribuiti in cinque comprensori/condomini dai nomi fantasiosi o invitanti come Mozart, Milland, Reatto, Vodice, Verdone,Bressanone ..... CONTINUA IN LEGGI TUTTO 




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sabato 18 giugno 2016

giu

18

2016

Assodipro, vicina al Corpo Forestale e per i Diritti Sindacali per tutti, concorda con il Capo della Polizia Gabrielli, figlio della 121: “L’accorpamento Forestali-CC non è scelta felice”.  

A fronte della richiesta di Diritti Sindacali per tutti i Militari, il Governo, oltre alla compressione dei diritti dei lavoratori, opera scelte non chiare e di inversione di tendenza e cancellazione sui diritti.


A cura di Salvatore Rullo, Presidenza Assodipro 
Come Assodipro avevamo già ascoltato,da parte del Prefetto Gabrielli, in occasione del convegno organizzato dal Coisp “ a 35 anni dalla Riforma della Polizia di Stato, quali diritti ancora da conquistare ?” il 1 Aprile 2016,  parole molto incoraggianti e significative sulla legge 121/81 che ha riformato la Pubblica Sicurezza Italiana comprendendo la concessione dei Diritti Sindacali alla Polizia. 
Nell’ occasione Gabrielli la definì un ottima legge che aveva migliorato la Democrazia complessiva del paese e la gestione della Sicurezza. Oggi, non possiamo che concordare con quanto ha affermato il capo della Polizia nel suo intervento alla scuola superiore interforze. Assodipro,  dal primo momento in cui si affacciava, come proposta governativa, il progetto di accorpare il Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, ha dichiarato la propria contrarietà ad un progetto che viene imposto e non appare né una seria riorganizzazione, né approfonditamente  valutato nei suoi molteplici aspetti
Un accorpamento che lascia moltissimi dubbi e che appare fatto con una preoccupante superficialità limitata ad un calcolo ragionieristico come se uomini, competenze, professionalità, esperienza e diritti potessero essere “ cancellati o mescolati “ e venduti come uno spot sulle “ cose fatte “. Lasciamo agli amici dei  Sindacati  del Corpo Forestale evidenziare le tante lacune di questa militarizzazione forzata ed i vari aspetti e conseguenze. Come Associazione che lotta da 23 anni, e continuerà a farlo a testa alta, per i democratici diritti sindacali per tutti i militari, evidenziamo che il modo scolastico di affrontare il tema riorganizzazione delle forze di Polizia, con l’accorpamento del Corpo Forestale, non ha tenuto conto ( ed è grave ) anche della perdita dei Diritti Sindacali degli appartenenti al Corpo Forestale.
Una cancellazione / retrocessione e perdita di diritti che, non solo non ha precedenti in Italia ed in Europa, ma va in controtendenza assoluta sia verso le richieste che vengono dal mondo dei “ lavoratori militari “ per una concessione di DIRITTI SINDACALI “ sia verso sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’ Uomo che sentenzia : “ ai militari non può essere negato il diritto di costituire sindacati e si può solo regolamentare l’uso di tale DIRITTO”.
Siamo e saremo vicini agli amici del Corpo Forestale e li accompagneremo, insieme a tutti i sindacati, sia quelli di polizia , sia della Forestale, sia i sindacati confederali come la CGIL già in campo, sia alle forze politiche che si oppongono a questo accorpamento o che hanno molti dubbi a riguardo, ed a coloro che ritengono di sostenere l’idea che “ PIU’ DIRITTI E PIU’ DIRITTI SINDACALI, ANCHE PER I LAVORATORI IN DIVISA = PIU’ DEMOCRAZIA “. 

GABRIELLI : “ L’accorpamento è ragionieristicamente perfetto, ma rischia di dilapidare un patrimonio di storia, vissuti e saperi perché l’efficienza non si traduce attraverso una mera semplificazione. Questo è’ netto il parere di Franco Gabrielli sulla norma della legge Madia che prevede l’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri. Il passaggio previsto dalla riforma riguarda funzioni e personale, ad eccezione delle competenze anti-incendio, da attribuire al Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Si darebbe così vita a una nuova organizzazione, all’interno dei carabinieri. I forestali chiamati al passaggio nell’Arma sono circa 7mila, con piccoli contingenti riservati ai Vigili del fuoco, alla Polizia e alla Guardia di finanza. Prevista anche la possibilità di fare richiesta per passare alla Pubblica Amministrazione in senso lato. “Credo che non sia stata una scelta felice – ha detto il capo della Polizia nel suo intervento alla Scuola superiore interforze – la rispettiamo, ma credo che la forza del nostro sistema sia nella diversità che si fa sintesi, non nelle acritiche, ragionieristiche operazioni di fusione”. “Quando ero giovane anche io pensavo che fosse economicamente più redditizio fare semplificazioni – ha detto ancora l’ex prefetto di Roma –ragionieristicamente è perfetto, ma si perde di vista che dietro ogni organizzazione, ogni storia, ci sono dei vissuti e dei saperi”. E dunque, ha concluso il capo della Polizia, “nel nostro paese la pluralità delle forze di polizia non è un elemento di inciampo, una sottrazione di risorse o un appesantimento del sistema, ma semplicemente una risorsa“. 
Le parole del capo della Polizia raccolgono un coro di CONSENSI DAI SINDACATI
Francesca Fabrizi, coordinatrice nazionale FP CGIL Corpo Forestale dello Stato : il prefetto Gabrielli ha affermato che  -“l’Accorpamento della Forestale con i Carabinieri è una scelta infelice e che la vera forza del nostro sistema Sicurezza sta nelle diversità e pluralità delle Forze di Polizia”. Fabrizi dichiara: “ La vera riforma è da proseguire sul solco tracciato dalla legge 121 / 81 . Accorpare il Corpo Forestale è come fare un passo indietro disconoscendo l’attuale e funzionante comparto sicurezza . Le parole di “ un figlio della 121 “, come si è definito, legge che, va ricordato in questo buio momento per i diritti dei lavoratori, ha portato alla smilitarizzazione e democratizzazione della Polizia di Stato partendo dalla battaglia della CGIL e del Sindacato Confederale . CGIL e FP CGIL oggi come allora sono a fianco dei lavoratori del Corpo Forestale dello Stato per la difesa dei Diritti e contro la deriva antidemocratica del controllo ambientale.   
Salvatore Chiaramonte FP CGIL Forestale: bene Gabrielli, il paese ha bisogno della Forestale Roma, 17 giugno
Siamo assolutamente d'accordo con il capo della Polizia Gabrielli che dimostra, nel suo pensiero sul Corpo, più lungimiranza rispetto al capo stesso della Forestale.
Il nostro paese ha bisogno di un corpo di polizia ambientale, con il portato di qualità, competenza e valore che la Forestale sa esprimere. Un giudizio, per altro, confermato dalle procure impegnate nel contrasto alle ecomafie, con il
supporto unico e insostituibile del Corpo Forstale. Per questo riteniamo che le autorevoli affermazioni di Gabrielli siano tenute in debito conto e si interrompa questo scellerato processo di forzato accorpamento. Il Paese, come le cronache quotidiane dimostrano, ha bisogno di una polizia a tutela dell'ambiente e del patrimonio forestale e agro-alimentare, diffusa nel territorio e attenta ai bisogni e ai diritti dei cittadini. 
Il primo problema è la trasformazione dei forestali in militari. “ In primo luogo, noi siamo dipendenti civili – spiega Maurizio Cattoi dirigente del Corpo Forestale e segretario nazionale del Dirfor –  ci troviamo a subire una militarizzazione forzata. Ma essere militari è una scelta che può essere fatta solo volontariamente. Per questo, se si arrivasse all’accorpamento, scatterebbero migliaia di ricorsi. In secondo luogo, il controllo ambientale non può essere militarizzato, il guardaboschi non può rispondere alla Pinotti. L’aspetto penale della salvaguardia del territorio è solo la punta dell’iceberg di una serie infinita di controlli di carattere amministrativo“. 
Le parole di Gabrielli non solo sono totalmente condivisibili – afferma Marco Moroni, segretario generale del Sapaf, il maggior sindacato del Corpo forestale – ma rappresentano meravigliosamente i concetti e le battaglie che i Forestali portano avanti da tempo per impedire questa scellerata operazione di militarizzazione del Corpo”. “Nei prossimi giorni verremo auditi alla Camera dei deputati sull’ipotesi di decreto di accorpamento – conclude Moroni – e chiederemo a tutti i parlamentari di ascoltare e fare proprie le parole del Capo della Polizia di Stato”.
Una presa di posizione, quella di Gabrielli, che guadagna il plauso anche di Daniele Tissone, segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil: “Le parole del capo della polizia sono di buon senso. Soprattutto, ricordano a tutti noi e a chi ha responsabilità politiche e di governo la grandezza di una legge, la 121, che ha disegnato il sistema della sicurezza così come lo conosciamo. Una riforma è certamente necessaria, ma non nel segno di una nuova militarizzazione. E’ ovvio che possiamo e dobbiamo intervenire per riformare il sistema della sicurezza – conclude Tissone – ma non certo militarizzando le forze di polizia esistenti, togliendo diritti al personale e diminuendo l’efficienza del sistema”. 
Scipio, UGL Corpo Forestale : “Il Prefetto Gabrielli, un Capo vero, a differenza di chi non è mai riuscito a parlare al cuore dei “Forestali” ma ha solo tentato di rendere appetibile l’amaro calice della militarizzazione coatta con affermazioni che non trovano riscontro negli atti scritti, sa benissimo che anche la migliore delle riforme, per essere funzionale ed efficace, non può calpestare la dignità dei dipendenti che la subiscono”.



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mercoledì 15 giugno 2016

giu

15

2016

RIORDINO DELLE CARRIERE, Il parere del SAP:”non c’è un vero riordino e adeguamenti economici miseri; vantaggi maggiori al personale direttivo; gli 80 euro vadano sul contratto".  

I Sindacati di Polizia informano, commentano e allegano documenti, mentre i MILITARI senza diritti sindacali non ricevono nessuna informazione dai CoCeR Sindacati Gialli prorogati per il nulla.


Tratto dal sito del Sindacato di Polizia SAP - 

Riordino, sempre peggio! Nulla di nuovo sul fronte, anzi ...

Martedì 14 giugno si è svolto il secondo incontro di natura “tecnica” sul riordino delle carriere. Le novità sono poche per non dire pochissime ma ciò che più conta è che mano si comprendono sempre più le fregature che si celano in questa manovra.
Di poco conto che sia stato tolto in fase transitoria la quota riservata per l’accesso al ruolo dei sovrintendenti con meno di 40 anni di età, oppure che per la promozione a Sostituto Commissario non si debba aver riportato nell’ultimo quinquennio una sanzione più grave della pena pecuniaria anziché del richiamo scritto. Oppure ancora che siano stati aumentati di 200 posti le unità previste per ruolo direttivo speciale anche se per contro suddivise in 6 annualità.
Invariata la pessima invenzione del surrogato “cinese” degli incarichi speciali attribuibili alle qualifiche apicali di ciascun ruolo.
Le nostre valutazioni, pertanto, restano sempre le stesse: questo non è un vero riordino ma un parziale ripianamento delle carenze organiche di ciascun ruolo con in aggiunta l’attribuzione di un assegno alquanto misero per l’incarico speciale.
Invero qualcosa in più sembra esserci e riguarda la quota economica del personale che sarà destinatario della dirigenzializzazione.
Proviamo a fare due conti. 
Circa 31,5 milioni sono destinati al personale non direttivo e non dirigente e circa 4,5 milioni all’attuale personale direttivo, ciò significa che il personale non direttivo si vedrebbe riconosciuti all’anno mediamente euro 321,00 mentre il personal direttivo euro 1.956,00.
Altra questione di cui si è discusso riguarda l’eventuale possibilità che gli 80,00 euro una tantum diventino strutturali e riversati sul riordino per il corrispondente di 32,00 euro netti in quanto il 62% costituisce prelievi e tassazioni.
Al riguardo SAP, COISP e CONSAP hanno posto una pregiudiziale in quanto la sottrazione di questi emolumenti dalla retribuzione per essere riversati sul riordino coinvolgerebbero una sola parte del personale diversamente da quanto accadrebbe se venissero destinate al contratto di lavoro.
Si pensi che la proposta di riordino prevede per i ruoli di base un primo riconoscimento economico (con l’assegno di responsabilità) dopo 25 anni di carriera. Questo significa che a tutto il personale con meno di 25 anni di servizio saranno tolti gli 80,00 senza vedersi riconosciuto alcunché.
Ora che nessuno ci venga a dire che il riordino premia i giovani e che non è solo per i funzionari.
Per quanto riguarda gli 80,00, invece, riteniamo debbano essere stabilizzati con un contratto di lavoro in modo che possano riguardare tutto il personale.
Si potrebbero evidenziare infinite illogicità ma per concludere ci permettiamo di porre l’attenzione solamente su una questione. Si pensi all’Assistente Capo con più di 25 anni di servizi, al Sovrintendete Capo e al Sostituto Commissario nel momento in cui si accingeranno ad un concorso per il transito nella qualifica superiore, vincendolo riceveranno in premio la perdita dell’assegno di incarico speciale rischiando addirittura di regredire in termini di trattamento economico.
Lo ribadiamo, siamo ancora lontani da un vero riordino delle carriere che consenta al personale un percorso di carriera aperto dalla base
Si proceda immediatamente attivando le norme già esistenti ripianando le carenze organiche per ciascun ruolo e si dia attuazione al Ruolo Speciale, dopodiché con le poche risorse si proceda ad un riordino a step cominciando dai ruoli di base. Senza il ripianamento chi non ha avuto la possibilità di progredire in carriera per la colpevole inerzia dell’amministrazione nel bandire i concorsi, da questo riordino rischia di essere danneggiato due volte, prima perché non ha potuto accedere ai concorsi e poi perché rischia di essere tagliato fuori dal riordinamento o comunque di partire da un punto più basso rispetto a quello che gli spetterebbe di diritto. 

CLICCA QUI per vedere la bozza di sintesi fornita dall’amministrazione


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martedì 14 giugno 2016

giu

14

2016

Corte dei Conti : Non più prorogabile il blocco dei contratti. Dal 2008 al 2014 TAGLI AL PERSONALE Forze Armate e Polizia ma AUMENTA la Dirigenza. Continueranno i tagli di posti di lavoro nelle FF.AA  

Il Governo rispetti la sentenza del 2015, sblocchi i contratti e aumenti le risorse, le risorse messe dal governo sono sufficienti solo a pagare la vacanza contrattuale. I Lavoratori Pubblici HANNO PAGATO 11 Miliardi con il blocco.


A cura di Assodipro Nazionale 
Sintesi sulla Relazione 2016 sul costo del lavoro pubblico fatta dalla Corte dei Conti.   
( Sintesi delle Conclusioni ) La sentenza della Corte costituzionale n. 178 del 24 giugno 2015, nel dichiarare l’illegittimità costituzionale dell’ulteriore proroga del blocco della contrattazione collettiva per i dipendenti pubblici, chiude di fatto la fase, durata oltre sei anni, dell’adozione di severe misure di contenimento della spesa per redditi da lavoro e sollecita, superata l’emergenza finanziaria, la ripresa di ordinarie politiche di personale. 
Con la citata pronuncia, la Corte costituzionale, nel riscostruire l’attuale sistema di riparto delle fonti in materia di pubblico impiego, rileva, peraltro, come la contrattazione collettiva abbia non solo il compito di garantire l’adeguatezza delle retribuzioni al costo della vita, ma anche quello di delineare lo scenario per un utilizzo della leva salariale finalizzato a migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’azione amministrativa. Il percorso indicato non è tuttavia agevole, sia sotto il profilo finanziario, sia in relazione al necessario completamento del quadro ordinamentale di riferimento per la ripresa delle trattative. 
Per il rinnovo degli accordi collettivi la legge di stabilità per il 2016 ha stanziato per il settore statale risorse pari a 300 milioni, corrispondenti, in pratica, alla sola indennità di vacanza contrattuale, finanziati attraverso un nuovo inasprimento delle politiche di contenimento delle assunzioni, riproponendo, dunque, una misura che sembrava superata nella manovra per l’esercizio 2015. Sintetizzando, può affermarsi che il contenuto della Relazione, nel 2015, secondo i dati diffusi nel mese di marzo dall’Istat, i redditi da lavoro dipendente si sono attestati su un valore pari a 161,7 miliardi, con una sorprendente diminuzione rispetto al 2014 di oltre un punto percentuale, a fronte di previsioni contenute nella nota di aggiornamento al Def 2015 di una, seppur lieve, ripresa della dinamica incrementale. Il dato cumulato, a partire dalla emanazione del decreto legge n. 78 del 2010, vede una riduzione della spesa per redditi da lavoro dipendente di quasi 11 miliardi (il 6,3 per cento in meno), con un riposizionamento della variabile ai livelli del 2006, annullando, gli incrementi dovuti a due tornate contrattuali. Ad analoghe conclusioni conduce la lettura dei dati, più analitici, contenuti nel conto annuale per il 2014 predisposto dalla Ragioneria generale dello Stato: al 31 dicembre del predetto anno, i pubblici dipendenti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato sono 3.219.000 (concentrati per oltre l’80 per cento nella scuola, nella sanità, nelle Regioni e negli enti locali e nel comparto sicurezza-difesa), con la conferma di un trend dell’occupazione nel settore pubblico ormai da tempo in diminuzione. 
Per il 2015 la Ragioneria generale ipotizza un ulteriore dimagrimento del numero dei pubblici dipendenti di oltre un punto percentuale. In diminuzione dell’1 per cento la spesa per retribuzioni lorde, da correlare, oltre che alla riduzione del numero degli addetti, alla differenza retributiva esistente tra il personale collocato a riposo e quello all’inizio della carriera, e al blocco delle risorse da destinare ai trattamenti accessori.

 Con riferimento al Comparto sicurezza-difesa il personale dei Corpi di polizia evidenzia rispetto 2008 una diminuzione con valori del 5,7 per cento per il personale dei Carabinieri, -4,9 per la Polizia di Stato, -4,2 per cento per la Guardia di finanza. Registrano un calo del 9,7 per cento i dipendenti del Corpo forestale dello Stato. La diminuzione interessa specialmente il personale non dirigente, mentre quello dirigente o con diritto al relativo trattamento economico cresce anche per effetto del progressivo aumento dell’età anagrafica e dell’anzianità di servizio. 
 Anche le Forze armate evidenziano una dinamica occupazionale in diminuzione più marcata nella Marina militare (-4 per cento) e nell’Aeronautica (-3,4 per cento) e meno significativa nell’Esercito (-1,7 per cento Il dato complessivo è fortemente condizionato dall’incremento registrato nel 2014 ,oltre il 2 per Cento). 

 A fronte di quanto sopra, peraltro, il Country report 2015 evidenzia le perduranti criticità strutturali del pubblico impiego in Italia: il nostro Paese si colloca in una area a forte rischio per quanto attiene alla produttività ed all’efficienza del lavoro pubblico. Concorrono a tale risultato, l’eccessiva anzianità del personale - acuita dal protratto blocco della assunzioni - la mancata reingegnerizzazione dei procedimenti, la scarsa qualificazione professionale dei dipendenti (limitato è, infatti, il numero delle posizioni per le quali viene richiesta la laurea rispetto agli altri Paesi europei), la prevalenza di una cultura giuridica, a scapito di professionalità specifiche, la marginale attenzione data alla valutazione del personale e agli incentivi economici per migliorare la produttività, i forti condizionamenti della politica sulla attività gestionale e, non ultimo, una diffusa corruzione ambientale.........CONTINUA IN LEGGI TUTTO .







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venerdì 10 giugno 2016

giu

10

2016

Rete Disarmo: Missioni militari all'estero 1,2 miliardi per il 2016. Briciole a progetti di cooperazione.  

«Nessun cambio di prospettiva rispetto al passato: ancora centinaia di milioni destinati a missioni armate e solo le briciole a progetti di cooperazione civile»


Tratto da il cambiamento.it
Certi numeri non vengono diffusi sui media mainstream, bisogna andarseli a cercare. E la Rete per il Disarmo lo fa da anni: cerca dati, li elabora, li diffonde fornendo un quadro tutt'altro che confortante delle decisioni dei governi italiani in materia di armi e di missioni militari. Nel 2016 sono 1,2 i miliardi di euro che il Governo vuole destinare alle missioni militari all’estero (in linea con lo scorso anno), a fronte di solo 90 milioni (in calo di 16) per la cooperazione civile nelle stesse aree. È la sintesi delle cifre economiche del Decreto-legge presentato in questi giorni al Parlamento e sul quale sono stati sentiti in audizione presso le competenti Commissioni riunite di Camera e Senato i Ministri Pinotti e Gentiloni. Rete Disarmo rinnova anche per questo provvedimento, come già fatto in passato, la critica all'impianto generaleche vede inserire in un medesimo Decreto-legge (da votare o respingere in toto) missioni di natura e portata completamente differente. «Sarebbe invece più opportuno procedere con una suddivisione (almeno per tipologia ed area) al fine di permettere ai parlamentari di effettuare scelte ponderate e più sensate - spiega la Rete - Da anni è stata promessa una “legge quadro” che dovrebbe superare questo problema di raggruppamento improprio, ma non è in vista una sua approvazione e non si può utilizzare questa attesa come scusa per reiterare meccanismi evidentemente negativi». «Le missioni all'estero che questo decreto-legge va a prorogare sono rimaste prive di copertura giuridica e finanziaria per oltre 4 mesi - sottolinea Laura Zeppa di Archivio Disarmo - cosa che si cerca di risolvere oggi con l'usuale e problematico ricorso ad una decretazione di urgenza. Nel testo proposto al Parlamento si esplicita solo la dotazione finanziaria dei diversi interventi, dicendo poco o nulla in merito alla situazione di ciascuna missione, agli obiettivi raggiunti e quanto ancora da espletare. Molte sono attive da più di dieci anni: vogliamo ragionare sui risultati ottenuti o solamente agire con rinnovi automatici?» conclude Laura Zeppa. Il provvedimento in discussione oltre a prorogare la missione in Afghanistan, «che si sarebbe invece dovuta concludere nel 2014, continua a finanziare direttamente con 120 milioni di euro le forze di sicurezza di Kabul sulle quali la comunità internazionale ha espresso forti riserve. Il tutto senza un condizionamento di questi importanti aiuti militari al rispetto di diritti umani e di procedure trasparenti. Complessivamente l'intervento nel Paese asiatico ci costerà oltre 300 milioni». «Oltre a Libano, Kosovo, intervento anti-pirateria nell’Oceano Indiano, Albania Palestina, Mali, area del Baltico per sorveglianza aerea in funzione anti-russa),Bosnia e Cipro il nostro Paese sarà anche protagonista della missione UE in Somalia, comandata da un generale italiano ed a cui contribuiamo con un cospicuo contingente, per addestrare l’esercito locale - prosegue la Rete Disarmo - Tutto ciò nonostante l’esercito somalo arruoli ed utilizzi, secondo il Segretario Generale ONU, anche bambini soldato. Situazione che Rete Disarmo ha già stigmatizzato in occasione della recente approvazione dell'accordo militare con Mogadiscio. Il decreto prevede anche la fornitura di pezzi di ricambio degli aerei militari all'Egitto, nonostante la crisi diplomatica connessa all’omicidio Regeni, la forte repressione messa in atto dal regime di Al-Sisi e la partecipazione dell'Egitto alla coalizione a guida saudita impegnata nella guerra in Yemen. Rete Italiana per il Disarmo, che ha già recentemente chiesto lo stop dell'export militare verso ll Cairo e altri paesi della stessa regione ritiene invece necessario bloccare qualsiasi aiuto militare almeno fino al ripristino delle libertà fondamentali».   
 
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giu

10

2016

Ricorso Collettivo Rivalutazione Pensioni. Per la Regione Lombardia udienza il 27 settembre 2016  



Comunicazione Assodipro Nazionale   
 
Lo Studio Legale Coronas, curatore per Assodipro dei ricorsi collettivi rivalutazione automatica pensioni 2012/2013, comunica che, per quanto riguarda i ricorsi presentati nella Regione Lombardia,  è stata fissata l’udienza del 27 settembre 2016.


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giu

10

2016

Ricorso benefici combattentistici - Regione Emilia Romagna  



Come è noto l’Associazione Solidarietà Diritto e Progresso s’è fatta a suo tempo promotrice dell’organizzazione di  un ricorso collettivo alla Corte dei Conti, avverso gli atti di diniego del diritto alla supervalutazione del servizio prestato in zone di intervento ONU e per l’’accertamento del suddetto diritto ai (soli) fini della maturazione del diritto a pensione e della misura della stessa. Per la Regione Emilia Romagna è ancora aperta la possibilità di aderire al ricorso.  Numero minimo di adesioni (almeno 60 persone su base regionale).
Per chi fosse interessato puo' contattare la sezione ASDP di Piacenza.

Sezione ASDP - Piacenza 
Via Illica, 35 Carpaneto P.no
Telefono: 0523/852764 
assodiprocarpaneto@vodafone.it



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giovedì 09 giugno 2016

giu

09

2016

Forze Armate, Forze di Polizia e Governo del “ mini “ . Tra CONTRATTO bloccato da 7 anni con MINI aumenti, MINI RIORDINO e 80 Euro Bonus Malus non pensionabile come MINI BARATTO.  

Militari senza diritti sindacali: su tutti i temi informazioni a livello zero dai CoCeR prorogati, mentre si tagliano 35 mila posti di lavoro nelle FF.AA, la previdenza complementare non viene neanche nominata cosi come i temi su Salute e Lavoro.


a cura di Presidenza Assodipro   
7 anni di contratti bloccati e si mette un RIORDINICCHIO sul tavolo: 119 milioni di euro per il riordino e 300 per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego sono cifre ridicolmente insufficienti
A chi giova fare un riordino ad ogni costo ed in modo non organico e condiviso ? Perché ed a chi vuole portare vantaggi l’ Amministrazione che presenta progetti autonomi e non concertati ? Si vuole dare un elemento di propaganda a chi sventolerebbe bandierine mediatiche con frasi del tipo  “ provvedimento approvato “ o “ ennesima riforma fatta “ ? 
80 euro bonus malus non pensionabile, solo per il 2016, sono come un cerotto su una ferita non suturata ed ora diventano elemento di baratto ? 
Cosa si stà cercando di “ vendere “ come  RIORDINO per le Forze Armate ?
 
 Il Comparto Difesa Sicurezza è alle prese con una ingarbugliata matassa che risponde al nome di RIORDINO delle carriere e si trova davanti a proposte elaborate autonomamente dall’ Amministrazione con la quale si sta svolgendo, sia per il comparto Sicurezza che per quello Difesa, una difficile e complicata fase di confronto. Alla base c’è uno stanziamento mini che non offre fondamenta su cui costruire un riordino che soddisfi aspettative coltivate da anni e appare evidente il tentativo, della Politica e delle Amministrazioni, di portare a casa il provvedimento ad ogni costo. 
A chi gioverebbe se non solo a chi farebbe propaganda su un mini provvedimento vendendolo come “ attenzione verso il Comparto”? E’ chiarissimo che a risorse limitate corrisponda un provvedimento tampone che sarebbe da evitare, per ripetere errori passati,  e non si può accettare all’infinito di  subire dicktat su risorse che non ci sono quando la verità è che non si vogliono trovare. L’informazione dettagliata, come al solito, viene solo dai sindacati di polizia mentre i Militari, senza Diritti Sindacali e rappresentati da un sistema che costa 4 milioni di euro anno allo stato e da CoCeR silenti e soddisfatti della proroga, annaspano per trovare isolate comunicazioni in rete.  
Intanto si celebrano 7 anni di contratti bloccati che costano e costeranno migliaia di euro a tutti sommando la perdita sulle retribuzioni, quella sulla liquidazione e quella sulla pensione. Il Rinnovo dei contratti è, incredibilmente, diventato elemento secondario o marginale mentre dovrebbe essere la priorità per rimettersi su una carreggiata di riequilibrio economico retributivo. Il Riordino, con risorse mini, è quasi un elemento  di distrazione e di divagazione concertativa ed il ritornello delle scarse risorse disponibili sembra anestetizzare troppi che, pensando alle loro comode posizioni di “ prorogati “ , appaiono interessati a rappresentare solo loro stessi
La previdenza complementare è argomento neanche nominato; eppure sappiamo quanto sarebbe importante per migliaia di militari e poliziotti dei ruoli più bassi che avranno pensioni da fame al termine della loro carriera. 
Gli 80 Euro “ Bonus Malus Mancia non pensionabile “ criticati da noi in tempi non sospetti nel merito e nel metodo, sono diventati quanto avevamo previsto : un elemento per rinviare il rinnovo dei contratti, che, pur apparendo un ristoro economico momentaneo, aumenta le future perdite su liquidazione e pensione che sarebbero tamponate da un rinnovo contrattuale dignitoso.  Addirittura, gli 80 euro, diventano elemento di “ baratto “ con uno scambio sul citato riordino e con la loro sparizione, ricordando, cosa non secondaria  che comunque sono finanziati solo per il 2016.    
A proposito di “ informazione “ , per quanto riguarda i CoCeR , il solo che comunica è quello della Guardia di Finanza che centra la sua attenzione, dopo aver sollevato perplessità sul riordino pochi giorni fa,  su risorse, riordino e 80 Euro : COMUNICATO STAMPA: Roma, 08 giugno 2016 Il Co.Ce.R. della Guardia di Finanza ritiene indispensabile che il bonus assegnato al personale del Comparto Sicurezza - Difesa con l’ultima Legge di Stabilità sia reso strutturale. Il Bonus costituisce un importante segnale di attenzione per il personale del Comparto fortemente impegnato al fine di garantire la sicurezza interna ed esterna del Paese.Il Co.Ce.R. ritiene quindi, che: le risorse non debbano essere distratte per coprire spese di tipo diverso (missioni internazionali); la distribuzione delle risorse tra il personale deve essere mantenuta nella stessa modalità e misura oggi previste. L’impiego di tali somme ai fini del riordino delle carriere produrrebbe, infatti, effetti distorsivi a danno, in particolare, dei ruoli di base e del personale più giovane. 
RIORDINO - Il Sindacato Coisp Informa i suoi iscritti e questo è una parte del suo ultimo comunicato: In data odierna, alle ore 10:00, si è tenuto presso il Dipartimento della P.S. un incontro per esaminare nel merito le linee guida contenute nelle recenti bozze di provvedimento normativo inerente  la revisione dei ruoli del personale della Polizia di Stato e delle altre FF.PP. Il confronto, presieduto dal Vice Capo della Polizia Prefetto Matteo Piantedosi, ha visto l’iniziale illustrazione dei molteplici aspetti tecnici contenuti nel provvedimento normativo e degli articolati sistemi che consentirebbero il transito al ruolo superiore attraverso procedure semplificate in un quinquennio e la contestuale attribuzione, a decorrere dal 1.1.2017, dell’assegno di responsabilità agli Appartenenti alle qualifiche apicali di ogni ruolo.Nel corso dell’incontro il COISP ha preliminarmente ribadito il proprio progetto di riordino, consegnato formalmente ai vertici del Dipartimento della P.S., e nel merito della bozza predisposta dall’Amministrazione ha evidenziato non poche storture che andrebbero comunque sanate anche se l’Amministrazione volesse comunque realizzare in modo unilaterale tale progetto di riordino dei ruoli. In particolare, il COISP ha evidenziato come sia fortemente penalizzante ed inaccettabile porre  dei limiti anagrafici nei concorsi interni, ha sottolineato la necessità di approfondire l’analisi dell’intera fase transitoria che appare oltremodo dilazionata nei tempi di realizzazione…..  il COISP continuerà un serrato confronto per dipanare le numerose problematiche interconnesse con l’ipotesi di revisione dei ruoli, in particolare l’eventuale reperimento ed utilizzo di risorse economiche aggiuntive, provenienti anche dagli stanziamenti previsti per il bonus fiscale di 80 euro, e tanto altro ancora. Siamo appena all’inizio di un confronto con l’Amministrazione che si preannuncia complesso e durante il quale il COISP si raffronterà continuamente con TUTTO il personale per poi adottare  le scelte migliori nell’interesse unico dei Poliziotti.  
RIORDINO - Nel  Comunicato Congiunto del 7 Giugno di  SIULP , SIAP, SILP CGIL, UGL POLIZIA E FED.UIL POLIZIA, Le citate sigle sindacali, oltre che evidenziare 12 critiche argomentate al provvedimento presentato dalle Amministrazioni in modo autonomo,  si legge : “ Abbiamo, altresì ribadito che, sia per ciò che attiene gli organici dei ruoli che agli avanzamenti, al momento l’ipotesi prospettata non può essere condivisa. Così come non può essere condiviso che i concorsi per gli interni abbiano lo sbarramento dell’età anagrafica ( 40 anni ), sottolineando altresì che riteniamo irricevibile la previsione di esclusione dall’assegno di valorizzazione per coloro i quali nel quinquennio precedente hanno riportato una sanzione più grave del richiamo scritto

RIORDINO PER LE FORZE ARMATE La sostanza di questo mini riordino quale sarebbe ? 
Ecco una delle ipotesi presentate negli ultimi giorni : 
Il Caporal maggiore capo sceltodopo 10 anni nel grado assume la qualifica “ speciale “ con un aumento annuo di di 704 euro lordi che viene chiamato, in modo “ ridondante “ assegno di responsabilità (!)
Il Sergente Maggiore Capo , dopo 4 anni nel grado diventa anche lui “ speciale “ con assegno di responsabilità di 986 euro anno lordi. 
Il Maresciallo luogotenente ( per i pochissimi Marescialli che ci saranno, nel grado, rispetto al numero attuale, al termine dei tagli ) diventa un grado con il roboante assegno di responsabilità di 1267 euro lordi anno. 
Mancette lorde, briciole buttate qua e là, mentre celebriamo il settennale del contratto bloccato. Un contratto dignitoso sarebbe molto più efficace e darebbe un minimo di garanzie economiche a tutti. “Riordinicchiad ogni costo e solo per piantare bandierine, senza rinnovo contratto e con gli 80 euro che diventano da mancia a baratto, sarebbero l’ennesima dimostrazione di scarsa attenzione verso i LAVORATORI MILITARI. 
La stessa scarsa attenzione che esiste nel campo dei DIRITTI SINDACALI e che porta, tra le altre cose,  a tagliare 35 mila posti di lavoro militari per avere più risorse per investimenti e industria , e conseguenze come quelle affrontate dalla commissione inchiesta sulla morte di militari. 




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mercoledì 08 giugno 2016

giu

08

2016

Rinnovo dei Contratti Bloccati da 7 anni il GOVERNO GIOCA AL RIBASSO. Aumenti di pochi euro al mese ed ipotesi di aumento non per tutti i lavoratori.  

Ad un anno dalla sentenza che obbliga il Governo a sbloccare i Contratti il governo Renzi mette scarse risorse e non avvia ancora i negoziati.


Il Messaggero è sempre tra i quotidiani più informati su quanto riguarda le vicende della P.A.  Nell'articolo che vi proponiamo si parla di un probabile prossimo inizio dei negoziati con le parti sociali.
Sul tavolo rimangono comunque le scarsissime risorse messe a disposizione per il rinnovo di contratti, bloccati da 7 anni, e che determinerebbero un aumento di pochi euro mensili.  
Intanto milioni di lavoratori vedono il loro reddito reale diminuire da anni. 
Il Comparto Difesa Sicurezza, insieme agli altri comparti in attesa da 7 anni di un rinnovo contrattuale,  è stato " anestetizzato ", per quest'anno, con un bonus non pensionabile che ha prodotto l' effetto di rinviare ancora il rinnovo contrattuale e, continua a moltiplicare la perdita di reddito , liquidazione e pensione di tutti gli appartenenti al Comparto.  

di Andrea Bassi per ilmessagero.it
ROMA - Una settimana ancora. Poi l'accordo che riduce da undici a soli quattro i comparti del pubblico impiego, raggiunto tra i sindacati e l'Aran, l'agenzia che tratta per il governo il rinnovo del contratto, tornerà in consiglio dei ministri. Una volta licenziata da Palazzo Chigi dovrà passare alla Corte dei Conti per una definitiva bollinatura. 
Ma i tempi ormai sono stretti. A luglio, insomma, il tavolo sul rinnovo del contratto, bloccato da sette anni, entrerà nel vivo. Da qualche settimana il ministro della Funzione pubblica, Marianna Madia, sta lavorando alla bozza di direttiva da impartire all'Aran proprio in vista dell'apertura del tavolo.
Ormai è certo che l'indicazione, contestata dai sindacati, di concentrare le poche risorse disponibili soprattutto sui redditi medio-bassi, troverà spazio all'interno del testo al quale sta lavorando la Madia…… 
Clicca qui per articolo integrale


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martedì 07 giugno 2016

giu

07

2016

Il 5 per Mille. La Solidarietà di e per Assodipro. La tua Associazione per i Diritti e la Solidarietà.  

Iscriviti ad Assodipro dai forza ai tuoi diritti. Vedi modalità di iscrizione nella sezione Associazione del sito.


ASSOCIAZIONE  SOLIDARIETA'  DIRITTO  E  PROGRESSO Sede Legale Via Palestro 78  - 00185  ROMA Tel. e fax 06/44361156;06/44360432  C.c.p. 88945001 –CF96240750586 
 
       5 PER MILLE 2015    DONA IL TUO 5 PER MILLE AD AS.SO.DI.PRO  
 
Il 5 per mille è una quota dell’Irpef  che i contribuenti attraverso la dichiarazione dei redditi annuale  decidono di destinare a particolari e determinati soggetti   che svolgono attività di volontariato ritenuta di  rilevanza sociale. Rappresenta quindi  una espressione di volontà contributiva  ed un indirizzo di sostegno verso quelle organizzazioni che operano come AS.SO.DI.PRO. senza scopo di lucro
Anche per il futuro il ricavato della devoluzione del 5 x mille servirà a finanziare mirati interventi di solidarietà umana e sociale, sostegni a soggetti e famiglie in condizioni di marginalità economica e sociale, supporti legali per casi di rilevanza associativa e istituzionale, progetti di  qualificazione della informazione e di ampliamento del  servizio svolto dalle strutture territoriali e dai mezzi di comunicazione dell’Associazione.  USALA PER FAR SI CHE L’ASSODIPRO POSSA ANCORA SERVIRE E SERVIRTI AL MEGLIO.
Per  destinare  il  tuo  5  x  mille  all’Assodipro  basta  una  firma  e  il  Codice  fiscale  del  sodalizio  sotto evidenziato.
C.F. ASSODIPRO 96240750586       AS.SO.DI.PRO  Il Presidente, Salvatore Rullo. vice presidenti Alberto Tuzzi e Natale Pacino      




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domenica 29 maggio 2016

mag

29

2016

COMMISSIONE INCHIESTA SUI CASI DI MORTE E GRAVE MALATTIA DEI MILITARI. Audizione Ministro Difesa Pinotti. SCANU:“ la specificità dei militari è una connotazione in negativo “.  

Pinotti : “ sono disponibile a modificare quello che non funziona “ - Come parere politico mi impegno affinchè non ci sia opposizione alle sentenze ” – Scanu: “ signor Ministro, qualcuno è venuto in commissione a dire che gli asini volano”.


Giovedì 26 Maggio 2016 ore 08:30 COMMISSIONE URANIO IMPOVERITO - Audizione Pinotti la Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti dell'utilizzo dell'uranio impoverito, presso Palazzo San Macuto, ha svolto l'audizione della Ministra della Difesa, Roberta Pinotti. 
A cura di Assodipro Nazionale. Abbiamo ascoltato per voi e Vi proponiamo sintesi dell’importante audizione del ministro Difesa Roberta Pinotti.
Presidente Commissione On. Scanu: “Grazie signor Ministro, Siamo qui per un intesa con il governo per avere un provvedimento di giustizia . Noi abbiamo acclarato una insostenibilità dell’ attuale situazione. Noi vogliamo che questa sia l’ultima commissione ( questa è la quarta ) probabilmente il parlamento, in passato, non ha fatto tutto il suo dovere. Per i militari si parla di specificità, invece questo termine si traduce in minorità ! invece di meritare un attenzione speciale, la specificità dei militari, per quanto riguarda l’aspetto tutela salute, è una connotazione in NEGATIVO . Ci concentreremo, con i nostri lavori, anche su Poligoni, Arsenali , Amianto”.   

Ministro difesa Pinotti inizia al minuto 17.30 : “ Non abbiamo mai usato, come Italia, proiettili ad uranio impoverito. Inserire elementi di terzietà nelle valutazioni dei casi che colpiscono i militari  è un concetto che politicamente condivido.   
Intervengono Membri della Commissione.
On. Cirielli : “ condivido quando ha detto visto che ha colto la criticità della situazione. Sui luoghi di lavoro militari, spesso si consento cose che non si consentirebbero a nessuna amministrazione .    
On. Grillo: “ Non mi sento di condividere la sua relazione. Lei ha detto che si può migliorare,ma come misure di prevenzione siamo praticamente a zero. Noi pretendiamo che i nostri militari siano muniti di adeguati strumenti di protezioni. Noi le chiediamo, come Movimento 5 stelle di NON opporsi più alle sentenze che i militari ottengono. Di dotare i militari delle dovute protezioni e i militari devono essere trattati come tutti gli altri lavoratori. E’ sicura della sua affermazione che nei poligoni non si usano proiettili all’ uranio ?   
On. Pili : “ signor Ministro, la sua affermazione sul non uso dei proiettili all’uranio nei poligoni, è grave e destituita di ogni fondamento rispetto a tutti i processi in atto ( ne leggerò stralci, su uso di missili in poligono ) . Ministro, lei si è tirata fuori dalle responsabilità del comitato di verifica che è stato difeso da esponenti del Mistero Difesa Che sono venuti qui, anche dopo sentenza che afferma – il comitato opera nel principio della negligenza assoluta.
On. Duranti : “ Condivido le richieste fatte dall’ On. Grillo su protezione, informazione e impegno del Ministro a non opporsi più alle sentenze favorevoli ai militari. Nulla è cambiato negli ultimi anni sul tema della tutela. Non ci fermeremo nell’inserire elementi di terzietà negli organismi esistenti; proporremo profonde modifiche alle norme superando la giurisdizione domestica. Le chiedo se intende mettere risorse aggiuntive per le bonifiche dei luoghi di lavoro militari , delle navi e se è al corrente delle numerose patologie dovute all’esposizione ad Amianto che coinvolgono molti militari e dipendenti civili della difesa.    
On. Catalano : “ non capisco perché il Ministero si oppone e ricorre contro sentenze favorevoli a risarcimenti dei militari ” Condivido le richieste fatte dai colleghi Grillo e Duranti” 
On. Rizzo : “ Nella sua esposizione Non ha mai fatto riferimento a responsabilità oggettive di chi poteva e non ha fatto e di chi sapeva e non ha detto. Noi abbiamo audito vari attori di questa triste storia legata a vaccinazioni massive …. Esposizioni a nano particelle … lei non ha mai parlato di queste cose ed ha citato una sola volta il termine uranio, come se fosse stato deciso di censurare questo termine….. avremmo gradito un mea culpa..
Clicca qui per video ascoltare la domanda dell’ On. Rizzo al Ministro Difesa Pinotti ( durata 1min. e 30 ) 
Risposta Pinotti a On. Rizzo. 

Ministro Pinotti, risposte ai membri della commissione: “ daremo tutti i mezzi di protezione che servono; i tagli negli ultimi 12 anni sono stati forti; La mia osservazione sull’uranio si riferisce alle armi che sono state e sono in dotazione alle forze armate italiane. Per quanto riguarda un eventuale “ mea culpa “ rispetto al problema concordo sul modificare la legislazione vigente e sono disponibile a lavorare con voi che avete messo in evidenza delle lacune . Come ministro ho rispettato le leggi attuali. 
Sono favorevole ad introdurre elementi di terzietà sulle commissioni e valutazioni. Sulle opposizioni alle sentenze, è una decisione dell’ avvocatura dello stato alla quale il ministero difesa da un parere tecnico. Come parere politico mi impegno affinchè non ci sia opposizione alle sentenze; ma questo non è un parere che dipende solo dal ministro ma dall’ avvocatura dello stato. Conosco il tema dell’ Amianto e della sua pericolosità, NON mi era stato prospettato il tema di molti giudizi di NON riconoscimento delle patologie dovute all’amianto.   
Presidente Commissione Scanu conclude audizione : “ questo con il Ministro è stato un incontro di notevole interesse, la ringrazio perché ho colto delle aperture e mi voglio - tuffare nel bicchiere mezzo pieno – ho registrato aperture che ci possono condurre al raggiungimento del nostro obiettivo. Ci conforta che lei abbia richiamato e ricordato  il  patto tra lo stato ed i suoi servitori,dichiarato dal generale Magrassi in una precedente audizione. In una democrazia niente è intangibile, i vertici devono sentirsi come espressione esposta al controllo della democrazia. E’ toccato con mano che non è tutto perfetto nella Difesa; non ci può essere nessun tipo di zona franca, o sacrari rispetto ai quali genuflettersi senza approfondire le cose. Le chiediamo di esercitare la sua sensibilità politica per evitare comportamenti gattopardeschi nella Difesa
Quando si è schiacciati dalla sofferenza e dal bisogno le chiediamo di – marciare insieme – per modificare l’atteggiamento dell’ Amministrazione di resistenza a giudizi. Signor Ministro, Faccia in modo che certe persone NON ci vengano a dire che – l’asino vola – perché l’asino non vola ! fuor di metafora, è stato sgradevole e doloroso aver ascoltato da persone che dovrebbero distinguersi per la rettitudine, affermare cose che non stanno ne in cielo ne in terra
Ministro Pinotti: “ leggeremo con la massima attenzione la vostra relazione “. Mi dispiace che affermate che qualcuno ha fornito delle relazioni non adeguate, vi prego di segnalarmelo. Io ho concordato solo con il capo di stato maggiore e con il segretario generale, non su altre relazioni, verificherò quello che mi segnalate”. 
 
Per una completa valutazione dell’ audizione e dei contenuti della stessa vi invitiamo a seguire il video integrale
Clicca qui per il video integrale dell’ Audizione
 


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mag

29

2016

Ai militari spetta l'indennità di trasferimento d'autorità. Il Tar Puglia conferma diritto a percepire il trattamento economico ex legge 86/2001 per soppressione ente di servizio.  



Fonte studio Cataldi.it ; Avv. Laura Lieggi - In materia di indennità di trasferimento ex legge 86/2001, il Tar conferma il diritto dei militari a percepire il trattamento economico spettante dalla data di avvenuto trasferimento dalla sede di Bari alla sede di Altamura, e dalla sede di Altamura alla sede di Lecce. Pubblicata in data 05.05.2016 la sentenza nr. 590/2016 con la quale il Tar Puglia ha confermato che a seguito del trasferimento del 7° Rgt Bersaglieri dalla sede di Bari alla sede di Altamura spetta ai militari trasferiti il pagamento dell'indennità di trasferimento ex L. 86/2001. 
Con la stessa pronuncia è stato anche affermato che tale indennità compete al personale del 31° Rgt Carri trasferito dalla sede di Altamura alla sede di Lecce a seguito della ridislocazione del 7° Rgt Bersaglieri. I ricorrenti, ufficiali, sottufficiali e graduati di truppa dell'esercito italiano, in servizio permanente ed effettivo fino al 19.12.2012 nelle sedi di Bari e Altamura, riferiscono che, a seguito di una più ampia riorganizzazione degli Enti della Difesa, attuata nel corso del 2012, veniva disposto il ridislocamento del 7° Reggimento Bersaglieri dalla sede di Bari a quella di Altamura e del 31° Reggimento Carri, ai quali rispettivamente appartengono, dalla sede di Altamura a quella di Lecce. Venivano, quindi, destinati alle sedi di Altamura e Lecce con provvedimento d'autorità. Richiamano, ai fini dell'accoglimento della domanda, i precedenti di questo Tribunale che ha riconosciuto, in casi analoghi, il diritto a percepire le indennità e gli emolumenti previsti dall'art. 1 l. 29 marzo 2001, n. 86. Resiste il Ministero della Difesa che eccepisce preliminarmente la tardività del ricorso notificato il 4.2.2015, benché i provvedimenti di trasferimento risalgano al 2012. Deduce, inoltre, che non si tratterebbe di trasferimenti d'autorità ma a domanda, perché i ricorrenti, invitati ad esprimere il gradimento per una delle sedi disponibili, hanno indicato la sede prescelta, manifestando interesse al trasferimento. I ricorrenti replicano di non avere avuto alcun interesse a trasferirsi, ma sarebbero stati a ciò costretti a causa del mutamento di dislocazione del Reggimento di appartenenza e che, pertanto, i trasferimenti furono disposti nell' interesse dell'Amministrazione, che li avrebbe sollecitati a presentare domanda di trasferimento.
…. “Nell'ambito di tale orientamento è stato affermato che non è sufficiente la mera presentazione di una domanda del pubblico dipendente affinché l'assegnazione ad una nuova sede di servizio possa essere sicuramente qualificata come trasferimento a domanda, dovendo indagarsi su quale interesse sia stato perseguito immediatamente e prioritariamente…” “Nel caso di specie, come esposto in fatto, i ricorrenti hanno presentato domanda di trasferimento su evidente sollecitazione della stessa Amministrazione, in vista del ridislocamento del 7° Reggimento Bersaglieri dalla sede di Bari a quella di Altamura.
Ad avviso del Collegio la proposizione di tale domanda non preclude il riconoscimento dei benefici conseguenti al trasferimento d'ufficio, in quanto esso non è avvenuto per libera scelta, ma su indiretta sollecitazione dell'Amministrazione, senza che ciò abbia comportato il mutamento della natura sostanziale del trasferimento disposto "d'autorità" e del tipo di interesse (prevalentemente pubblico) ad esso sotteso” . “..In conclusione, pertanto, anche in considerazione di tale ulteriore linea argomentativa, il ricorso va accolto, con il conseguente riconoscimento del diritto dei ricorrenti all'indennità di cui all'art. 1, primo comma, L. 29 marzo 2001, n. 86 dalla data di avvenuto trasferimento dalla sede di Bari alla sede di Altamura”.

clicca per per l’articolo integrale sul sito dello studio Cataldi.


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mag

29

2016

Continua l’ Odissea del Maresciallo dei Carabinieri Antonio CAUTILLO. Siamo al “ record “ della 17^ interrogazione parlamentare e del 34° esposto per conferire con Ministro Difesa .  



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13340
presentato da COZZOLINO Emanuele testo di Giovedì 26 maggio 2016, seduta n. 632 COZZOLINO. — 
Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: 
gli articoli 1465 e seguenti del codice dell'ordinamento militare garantiscono ai militari i diritti che la Costituzione riconosce ai cittadini e gli articoli 1352 e seguenti regolamentano il potere sanzionatorio in ambito disciplinare; 
il comandante interregionale dei carabinieri «Podgora», con provvedimento datato 12 aprile 2016 ha nominato l'ufficiale inquirente e disposto a carico del maresciallo, Antonio Cautillo un procedimento disciplinare di stato, teso ad allontanarlo dal servizio; 
l'Amministrazione della difesa, che risulterebbe a conoscenza diretta dei fatti dal lontano 31 agosto 2007, ha instaurato il procedimento disciplinare il 19 aprile 2016 con le contestazioni dell'ufficiale inquirente; 
l'articolo 1393 del codice militare, in vigore dal 28 agosto 2015, stabilisce: «In caso di procedimento disciplinare che abbia ad oggetto, in tutto o in parte, fatti in relazione ai quali procede l'autorità giudiziario, si applica la disciplina in materia di rapporti fra procedimento disciplinare e procedimento penale di cui all'articolo 55-ter del decreto-legge n. 165 del 2001» che dispone: “Il procedimento disciplinare che abbia ad oggetto, in tutto o in parte, fatti in relazione ai quali procede l'autorità giudiziario, è proseguito e concluso anche in pendenza del procedimento penale”»; 
appare all'interrogante lapalissiano che il procedimento disciplinare sia stato avviato al di fuori ed in spregio dei termini perentori previsti dagli articoli 1392 comma 2 del Codice dell'ordinamento militare e 1032 del decreto del Presidente della Repubblica n. 90 del 2010, il cui superamento avrebbe dovuto comportare la decadenza dall'esercizio dell'azione disciplinare; 
il carabiniere, difendendosi, ha inviato l'esposto n. 33 al Ministro della difesa, datato 14 maggio 2016, evidenziando fatti di rilievo penale ed estrema gravità –: 
se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti e quali iniziative di competenza intendano assumere in merito.


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