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Description: Circolare n° M_D GMIL 1 IV 10 0285493 4° Rep. 10ª Div. - Adeguamento delle misure dell'indennità di vacanza contrattuale in favore del personale militare destinatario d
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Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
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domenica 01 marzo 2015

mar

01

2015

ASSODIPRO approfondimento, DOSSIER PENSIONI : Pensioni, come nasce il vero buco dell’Inps “In una Italia dominata e governata dai tweet di Renzi”  

Stefano Biasioli : “In una Italia dominata e governata dai tweet di Renzi e della sua cerchia non si può, purtroppo, pretendere che si parli o si scriva partendo dai fatti, dai numeri, dai dati certi e certificati”.


Di Stefano Biasioli pubblicato su formiche.net 
Financo Tito Boeri, imminente presidente dell’Inps – bocconiano come il suo fido scudiero, nuovo Direttore generale INPS – da anni disquisisce sulla necessità di colmare il Buco Inps. Come? In un unico modo, secondo lui: quello di ricalcolare il valore delle pensioni in atto, interamente con il metodo contributivo. Secondo il costume renziano, ciò consentirebbe di togliere ai ricchi per “sedare i poveri”. Ovviamente, le cose non stanno così: il buco dell’Inps non è legato alla gestione previdenziale ed ai suoi contributi (che genera un attivo, tasse incluse, di circa 24 miliardi) ma a quella assistenziale, ossia ai costi Inps per prestazioni “caritatevoli” erogate dall’Inps stesso, su input dei governi di turno. Prestazioni non coperte o coperte solo parzialmente da fondi statali, ma rese obbligatorie per effetto di centinaia di provvedimenti governativi (leggi, decreti, circolari) che hanno caricato l’Inps di compiti assistenziali, teoricamente non rientranti nella sigla Inps (istituto nazionale previdenza sociale) data l’assenza della A di assistenza. Tant’è. Siamo in Italia e non ci si deve meravigliare di nulla.

PENSIONI INPS, ECCO BUGIE E VERITÀ SU ASSISTENZA A PREVIDENZA 22 - 02 – 2015 Stefano Biasioli  per formiche.net In un Paese che discute senza conoscere i fatti ed i numeri veri, non si può ragionare sul bilancio Inps senza partire dai numeri reali e dalle prestazioni erogate, sia quantitative che qualitative. Per fortuna, in un mare di “bulletti” e di “sragionatori” galleggia ancora qualche navigante “con raziocinio”. I dati di riferimento sono questi: 
1) SPESA PENSIONISTICO-ASSISTENZIALE COMPLESSIVA INPS 2012 = 311,11 miliardi di euro (o 313,949, sec. Il MEF);
2) SPESA PENSIONISTICA “PURA” = 211,11 miliardi di euro (al lordo delle imposte);
3) SPESA ASSISTENZIALE INPS = 100,00 miliardi di euro
4) CONTRIBUTI PREVIDENZIALI INPS = 190,4 miliardi di euro
5) “Presunto buco pensionistico INPS” = 20,7 miliardi
6) IMPOSTE PAGATE dai PENSIONATI = 42,9 miliardi di IRPEF + 3 miliardi di ADDIZIONALI IRPEF
7) SPESA PENSIONISTICA EFFETTIVA = 165,21 miliardi
8) ATTIVO PENSIONISTICO “puro” (contributi-prestazioni) = 25,19 miliardi.
9) RAPPORTO SPESA PREVIDENZIALE/PIL = 12%
“I pensionati, perciò non sono dei parassiti ma danno un contributo cospicuo al bilancio dello Stato” (T. Oldani). Ma, alla faccia di Tito Boeri e di chi la pensa (erroneamente) come lui, noi continuiamo a sostenere che la parte disastrosa dei conti dell’INPS non è legata alle pensioni in quanto tali né all’ex-INPDAP ma all’ASSISTENZA, voce che pesa (secondo Massimo Brambilla) circa 95 miliardi l’anno. Secondo il rapporto Brambilla, di questi 95 miliardi, 77 sono dovuti alla CIG (e voci similari) e 17,7 servono a pagare le pensioni di invalidità e le altre voci di assistenza alle famiglie. Noi, la pensiamo in modo analogo ma ci basiamo su numeri diversi. I dati del MEF (Dicembre 2013) rivelano infatti che, nell’anno 2012, i costi assistenziali erano così quantificabili: a) Prestazioni sociali in denaro = 21,341 miliardi;
b) Altri assegni e sussidi = 2,650 miliardi;
c) Prestazioni sociali in natura = 14,253 miliardi;
TOTALE SOCIALE = 38,254 miliardi.
Ulteriori dati del MEF (Dicembre 2013), che confermano la “fragilità” delle cifre (alias dati) delle istituzioni pubbliche, rivelano infatti che, nell’anno 2012, i costi delle prestazioni di protezione sociale 2012 erano così quantificabili: 10) INVALIDITA’ = 25,918 miliardi
11) FAMIGLIA = 21,835 miliardi
12) SUPERSTITI = 42,468 miliardi
13) DISOCCUPAZIONE = 14,683 miliardi
14) ABITAZIONE = 327 milioni
15) Altra esclusione sociale = 1,181 miliardi
16) TOTALE SOCIO-ASSISTENZIALE (senza voce 12) = 63,944 miliardi.
Sottolineiamo che, per evitare ulteriori confusioni, abbiamo tolto dai conteggi sia la voce “vecchiaia” (237,487 miliardi di pensioni “varie”) che quella “superstiti” (42,468 miliardi). Ciò precisato, ci limitiamo a dire che una cifra variabile, compresa tra 38 e 64 miliardi di lire, costituisce la SPESA ASSISTENZIALE PURA. Si tratta di una spesa che non dovrebbe essere a carico dell’INPS (ente nazionale previdenza sociale) ma a carico di un ENTE ASSISTENZIALE o di una sottosezione specifica dell’INPS, con un bilancio autonomo, sia in entrata che in uscita. Potremmo essere ancora più cattivi e contestare 26,3 di miliardi della spesa assistenziale (237,487 – 211,11 = 26,377 miliardi) inserita artatamente in quella pensionistica, ma volutamente ci asteniamo dal farlo, per evitare di essere accusati di “taccagneria sociale”. Pur con queste nostre “autolimitazioni”, la realtà dei fatti è questa: ogni anno l’attivo pensionistico (25,19 miliardi) viene “distorto” per coprire il 39-66% della spesa assistenziale pura! 
Ancora ..... ( continua in leggi tutto ) 





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sabato 28 febbraio 2015

feb

28

2015

PINOTTI: "CI ASPETTA UN PERIODO NON FACILE" (!?). La Dichiarazione al passaggio di consegne tra l'ammiraglio Binelli Mantelli e il gen. Claudio Graziano. Cosa intende? cosa significa?  

Ci chiediamo, come Assodipro, se le parole del Ministro non necessitano di un ulteriore chiarimento o spiegazione !cosa si intende esattamente ? Non sarebbe opportuno un approfondimento politico anche sull'ancor annunciato LIBRO BIANCO ?


Roma 28 febbraio 2015 "Non dobbiamo farci illusioni su ciò che aspetta il nostro Paese: il periodo che abbiamo di fronte non sarà dei più facili ". Così il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, alla cerimonia di avvicendamento del capo di Stato maggiore della Difesa a cui hanno partecipato le massime autorità civili e militari a cominciare da Mattarella. 
Il ministro ha poi aggiunto: "Non dobbiamo dimenticare che la prevenzione o la risposta alle attuali crisi internazionali multidimensionali, non può essere conseguita se non agendo in una dimensione multilaterale, in cui la componente militare deve dimostrare di sapersi pienamente combinare con le componenti diplomatica, umanitaria, economica e di intelligence".
L’odierno avvicendamento, ha rimarcato il ministro, avviene in un momento delicato e importante: “Delicato perché la situazione internazionale si è progressivamente deteriorata nell’ultimo quinquennio e, in modo particolare, nell’ultimo anno. L’arco della crisi tocca i confini meridionali e orientali dell’Unione Europea con situazioni di particolare preoccupazione anche alle porte del nostro Paese. Ma, come vado sottolineando sin dall’inizio del mio mandato, è soprattutto l’imprevedibilità dei rischi e delle minacce a doverci preoccupare. Imprevedibilità che riguarda sia localizzazione geografica, provenienza e direzione, sia forma e obiettivi con cui essi si possono concretizzare”. ”Importante – ha continuato il ministro – perché, per garantire una cornice di sicurezza adeguata alla portata di questi rischi e di queste minacce, il governo si è impegnato lo scorso anno nell’elaborazione di un ‘Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa’ che attendo di poter presentare al prossimo Consiglio Supremo di Difesa e, successivamente, al Parlamento e all’opinione pubblica”. Importante, secondo il ministro, è comunque “continuare a valorizzare la componente umana con le sue qualità morali e tecnico-professionali. E’ questo il vero patrimonio che abbiamo a disposizione e che dobbiamo tutelare facendo attenzione a tutti i suoi aspetti, anche salariali, come testimoniano i recenti provvedimenti che hanno consentito lo sblocco stipendiale”.


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venerdì 27 febbraio 2015

feb

27

2015

L’inossidabile uomo di vertici Mosca Moschini ( 75 anni ) e Roberto Corsini consiglieri di Mattarella.  

Le " NUOVE " nomine del Presidente della Repubblica


27 Febbraio 2015 ; Giornata di nomine al Quirinale. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha nominato Consigliere del Presidente per gli affari del Consiglio supremo di difesa il Generale Rolando Mosca Moschini, 75 anni. Mosca Moschini mantiene anche l'incarico di Segretario del Consiglio supremo di difesa.  
Il Capo dello Stato ha inoltre nominato Consigliere del Presidente per gli affari militari e direttore dell'Ufficio per gli affari militari e Segreteria del Consiglio supremo di difesa il Generale di Squadra Aerea Roberto Corsini, 60 anni.  - già Direttore della Direzione per l’Impiego del Personale Militare Aeronautica (DIPMA). 



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giovedì 26 febbraio 2015

feb

26

2015

L’Esercito chiede miliardi: il risveglio della forza. La Pinotti è molto contenta  

“Sono miracolosamente rispuntati in Italia nei piani imperiali dell’ammiraglio De Giorgi e adesso, forse per contagio, li troviamo tra i sogni del generale Graziano”


Di Toni De Marchi per ilfattoquotidiano.it
Se qualcuno pensava che i 15 miliardi per gli F-35 (più un’altra quarantina per la loro gestione nei trent’anni di prevista vita operativa), i 5,4 miliardi già ottenuti per le nuove navi della Marina e altrettanti in arrivo nei prossimi mesi fossero abbastanza, si ricreda. Anche l’esercito adesso batte cassa, e che cassa, a giudicare dai progetti faraonici che sta studiando. Se, come dicono quelli di buon senso, il buongiorno si vede dal mattino, aspettatevi una brutta giornata.
L’operazione di marketing per venderci l’ineluttabilità di un altro gigantesco piano di riarmo è iniziata alla grande, sia pure relativamente in sordina. Un convegno all’inizio di febbraio al Centro alti studi della difesa dove c’erano i grecati maximi dell’Esercito, Graziano, e della Difesa, Binelli Mantelli; la generalessa Pinotti che sta lavorando per crearsi un futuro in Finmeccanica se Renzi la dovesse mollare; l’addamsiano Guido Crosetto, riciclatosi da Berlusconi all’Aiad, la federazione delle aziende dell’armamento; e il vero dominus del tutto, l’ex sindacalista Cgil Mario Moretti, ora amministratore delegato di Finmeccanica dove viene progettata, prodotta e venduta la gran parte delle armi tricolori. Del convegno vi avevo già parlato a suo tempo, ma se volete una cronaca più entusiasta della mia la potete leggere in questo articolo del sito formiche.net (tanto per darvi le coordinate, si tratta di un giornale on line edito da Paolo Messa, organizzatore di una campagna elettorale di Fitto, e dall’ex presidente di Legambiente Chicco Testa ora ardente sostenitore del nucleare). Il convegno in sé era un puro pretesto per cominciare a parlare della proverbiale lista della spesa che l’Esercito vorrebbe portare a casa. Quando? Non si sa esattamente, diciamo tra oggi e il 2030 che è come dire domani considerando i tempi lunghissimi dei programmi militari. Quanto? Neppure questo si sa. La tecnica prevede infatti questi passi successivi: a) lanciare un allarme indefinito ma possibilmente terrorizzante (l’Isis è perfetto); b) far sapere che sì, siamo pronti, ma servirebbe di più (la Pinotti e i suoi 5000 armiamoci e partite); c) spolverizzare il tutto con la fiaba delle tecnologie dual-use (gli F-35 di Francesco Boccia che spengono gli incendi); d) fare una campagna di lobbying con i parlamentari più disponibili (Latorre, ex dalemiano, presidente della Commissione difesa del Senato si è già offerto volontario prima ancora che glielo chiedessero sostenendo che il Parlamento non può avere “un potere di veto e freno verso lo sviluppo degli strumenti di arma”); e) aggiungere l’inevitabile ricaduta di benessere e ricchezza per il Paese (investi dieci, tornano indietro almeno quindici, meglio del bosone di Higgs); f) infine infilare una leggina da 8-10 miliardi tra un Jobs Act e un’ottantina di euro. Percorso già seguito con ottimi risultati dall’ammiraglio De Giorgi che si è portato a casa per primo i suoi miliarducci per la Marina. Naturalmente bisogna trovargli un nome appetibile: niente esercito, niente armi, niente spese. Qualcosa tipo il titolo del libro distribuito al convegno di cui sopra: “Linee di Sviluppo Evolutivo e Innovativo dello Strumento Militare Terrestre” (con tutte le iniziali maiuscole, che ai militari piace tanto). Dove c’è lo sviluppo, l’innovazione, l’evoluzione (non siamo mica beceri creazionisti dcell’Arkansas, qui) e anche l’allarmante parola “esercito” diventa “strumento militare terrestre” dove prevale lo strumento, che evoca l’umiltà del lavoro, l’aratro più che la spada. Ne riparliamo tra un po’. Nelle ultime 80 pagine delle 140 totali del libro sono elencati i desideri dell’Esercito. Tutto molto flou: niente carri armati ma “mobilità protetta e ingaggio legacy” (ci fai o ci sei?), gli elicotteri diventano un esotico “sistema di mobilità e ingaggio della terza dimensione” (profumo di Star Wars), e non può mancare il “sottosistema sicurezza e cyber defence” (difesa cibernetica no, vero?, troppo provinciale). In questo mare di parole, qua e là spuntano alcune cose a dir poco sorprendenti. Come i convertiplani, metà aereo e metà elicottero finora solo gli americani li hanno in dotazione perché costano troppo e sono tecnicamente ancora immaturi. Gli israeliani che inizialmente avevano pensato di ordinarne alcuni, alla fine ci hanno rinunciato. Sono miracolosamente rispuntati in Italia nei piani imperiali dell’ammiraglio De Giorgi e adesso, forse per contagio, li troviamo tra i sogni del generale Graziano…… In tutta questa sarabanda di annunci (l’Aeronautica per il momento non c’è, ha troppe gatte da pelare con l’F-35) quello che non si capisce è dove stia il mitico Libro bianco della difesa che da due anni tutti evocano come fosse il Santo Graal…..
P.s:
Nell’ultima pagina del patinatissimo libro distribuito al convegno sta scritto: i contenuti di questo libro sono per esclusivo uso interno. Ma allora perché ci fate un convegno per annunciarlo? Mah, sarà la guerra. Taci, il nemico ti ascolta.

Clicca qui per leggere l’articolo integrale


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martedì 24 febbraio 2015

feb

24

2015

ASSODIPRO Associazione fondata a Roma il 22/05/1992. ISCRIVITI per i tuoi Diritti. Più è forte l’ associazione più è forte il tuo diritto ad essere tutelato e rappresentato  



AS.SO.DI.PRO - CHI SIAMO E COSA FACCIAMO AS.SO.DI.PRO. Associazione fondata a Roma il 22/05/1992 con atto costitutivo del Dr. Achille de Martino, Notaio in Roma Repertorio n° 141230 - Raccolta n° 18662 - Registrato a Roma Atti Pubblici il 29/05/1992 Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con Decreto n. 94/II/2005 del 25/07/2005, ha registrato l'iscrizione della nostra Organizzazione Associativa nel Registro Nazionale delle Associazioni di promozione Sociale, ai sensi e per gli effetti della Legge 7 dicembre 2000 n. 383, al n° 101
CHE COS'E' l’ASSOCIAZIONE
E' un’Associazione indipendente. apartitica e senza fini di lucro le cui finalità principali e attività, si fondano sui dettati costituzionali e sui diritti fondamentali da essa garantiti.
GLI OBIETTIVI
Operare in difesa del pieno esercizio dei diritti individuali e collettivi del personale militare in servizio e in quiescenza e sviluppare l’attivo intervento dei cittadini alla vita e al progresso civile e sociale, sulla base di principi di democrazia, uguaglianza e partecipazione….. …. 
 
TUTTI I CITTADINI, a prescindere dalla attività lavorativa o professione, POSSONO ISCRIVERSI. 
 
                                                        L’IMPORTANZA DI ISCRIVERSI 
 Più è forte l’ associazione più è forte il tuo diritto ad essere tutelato e rappresentato. 
NUOVE ISCRIZIONI E RINNOVI ANNO 2015 : I nuovi soci che non hanno strutture territoriali di riferimento ( Sezioni – Unità Coordinate ) potranno iscriversi con versamento unico di  30 o 40 euro ( comprende la fornitura opzionale del Nuovo Giornale dei Militari  Pdf  o cartaceo ). 
Per i soci già iscritti presso le strutture territoriali del sodalizio le procedure di iscrizione vanno perfezionate presso le stesse. ASSOCIAZIONE SOLIDARIETA’ DIRITTO E PROGRESSO , sede legale , via Palestro 78 , 00185 Roma 
PER ISCRIVERSI versare la quota annua ( 30 o 40 euro ) sul c.c. postale  88945001  - IBAN  IT66Y 0760103200 000088945001 Intestato ad Assodipro , via Palestro 78, 00185 Roma 

Ulteriori eventuali info su www.militariassodipro.org
 
Clicca per ulteriori informazioni e come ISCRIVERSI 


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domenica 22 febbraio 2015

feb

22

2015

Limiti agli Incarichi ai Generali in pensione nelle imprese del settore difesa e commissione INCHIESTA su MILITARI MORTI E MALATI per missioni all’estero o lavoro nei POLIGONI militari.  

Camera, la prossima settimana in commissione Difesa


Camera, la prossima settimana in commissione Difesa Roma, (LaPresse) - Nella giornata di martedì` 24 febbraio, la Commissione Difesa della Camera inizierà` l`esame in sede legislativa del provvedimento recante Modifiche al codice di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, in materia di limiti all`assunzione di incarichi presso imprese operanti nel settore della difesa da parte degli ufficiali delle Forze armate che lasciano il servizio con il grado di generale o grado equiparato (C. 2428 Carlo Galli - Rel. Zanin, PD). 
Al termine inizierà` l`esame, in sede consultiva, per il parere da fornire alle Commissioni riunite  Ambiente e  Attività` produttive, del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 1 del 2015 recante Disposizioni urgenti per l`esercizio di imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della citta` e dell`area di Taranto (C. 2894 Governo, approvato dal Senato - Rel. Giuditta Pini, PD). - Successivamente proseguirà` l`esame, in sede referente, del provvedimento recante Istituzione di una Commissione parlamentare d`inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all`estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all`esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effètto patogeno, con particolare attenzione agli effètti dell`utilizzo di proiettili all`uranio impoverito e della dispersione nell`ambiente di nano particelle di minerali pesanti prodotte dalle esposizioni di materiale bellico e a eventuali interazioni (Doc. XXII, n. 9 Duranti e Doc. XXII, n. 39 Lorefice - Rel. Migliore, PD).  Nella giornata di giovedì` 26 febbraio, la Commissione svolgerà` le seguenti interrogazioni: 5-03491 Ricciatti: Sulle missioni di addestramento aereo; 5-03760 Crimi`: Sul rischio di diffusione del virus Eboia dalla caserma SETAF
di Vicenza; 5-04145 Marcon: Sul volo addestrativo militare di un FALCON 50 sulla tratta Roma-Genova del 5 settembre 2014; 5-04577 Duranti: Sull`appalto di pulizie e sanificazione presso i siti della Marina militare di Tarante e provincia; 5-04612 Palmizio: Sulla eventuale chiusura dell`aeroporto militare di Piacenza-San Damiano.


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feb

22

2015

SI ERANO FATTI MONETIZZARE LE FERIE NON USUFRUITE II Tar affonda la difesa degli AMMIRAGLI. II tribunale ai comandanti Campregher e Paoli: «Restituite i soldi percepiti indebitamente»  



SONDRA COGGIO per il secolo XIX 
QUELLE ferie, non avevano potuto farle: perché - sostengono - gli impegni istituzionali erano troppi. Così, prima di andare in pensione, se le erano fatte pagare: solo che la Difesa, dopo averle liquidate. ci ha ripensato. Ha verificato che nelle autocertificazioni dei due comandanti in capo del dipartimento Alto Tirreno, «non risultavano le imprescindibili esigenze di impiego, impeditive della fruizione delle licenze» : ed ha avviato un`azione di recupero del denaro, intimandone la restituzione. Non è andata giù, la storia, agli ammiragli Andrea Campregher e Franco Paoli, che hanno fatto ricorso al Tar della Liguria, chiedendo l`annullamento dell`iniziativa del ministero. 
Solo che i giudici, esaminati gli atti, hanno deciso che no, non si può fare: perché in effetti le auto certificazioni risultano generiche. Pertanto, a meno di un appello al consiglio di stato, pare proprio che gli ammiragli dovranno mettere mano al portafogli: e restituire tutto. Campregher e Paoli, avevano e la direzione del commissariato della Marina Militare della Spezia. Nel mirino, il provvedimento con il quale il 29 aprile del 2014 era stata intimata la restituzione delle «somme erroneamente corrisposte per la monetizzazione della licenza ordinaria non fruita  all`atto del collocamento in quiescenza». 
A giudizio dei due comandanti, la richiesta di restituzione era viziata da una serie di violazioni, e da un eccesso di potere, per travisamento, sviamento, erroneità sui presupposti, illogicità, e contraddittorietà della motivazione anche dal punto di vista tecnico, Secondo i giudici genovesi, il ricorso non è fondato. Vero è che c`è una legge, la 255 del 1999, che prevede che si proceda al pagamento sostitutivo delle ferie, per i militari, se la licenza ordinaria non risulta fruita, per tutta una serie di ragioni, ma per esercitare il diritto, occorre che il dipendente abbia «formalmente richiesto la licenza, e questa gli sia stata negata dall`amministrazione»
Così non era avvenuto: perché i due ammiragli spiegando di non avere comunque nessuno al di sopra avevano proceduto con l`auto certificazione. Il grado rivestito, ha ammesso il Tar, era senz`altro di vertice: ma comunque sia, pur essendo ammiragli, i due militari avrebbero comunque formalizzare la richiesta di licenza e la causa impeditiva, in modo dettagliato. I comandanti, invece, si sarebbero limitati ad attestare «di non aver potuto usufruire, per documentate esigenze di servizio», i giorni di licenza ordinaria. Troppo poco, per i rigorosi sistemi di verifica del ministero: che ora, quei soldi, li rivuole indietro. Adesso per gli i ex comandanti dell`Alto Tirreno rimane la via del Consiglio di Stato


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giovedì 19 febbraio 2015

feb

19

2015

Pinotti: libro bianco a prossimo Consiglio supremo di difesa. Presto conosceremo il contenuto dell’annunciatissimo libro bianco ?  

Spese in Armamenti, Investimenti, programmi; le pagine sui problemi del Personale Militare e sui Diritti saranno bianche o scritte da chi ? discusse con chi se è stato elaborato con vertici, industria e lobbysti ?


Pinotti: libro bianco a prossimo Consiglio supremo di difesa.    
F35 Numero non deciso ma solo costo complessivo che va dimezzato (askanews) - Roma, 18 feb 2014 - II libro bianco e' pronto. Ne ho parlato con il presidente Mattarella e sarà` vagliato dal primo Consiglio superiore di difesa. 
Di fatto, il libro bianco uscirà` adesso proprio perche` abbiamo avuto in mezzo l`elezione del presidente della Repubblica". 
Lo ha detto il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, intervenendo su Repubblica Tv. 
"Chi pensa che scriviamo un libro bianco per un problema di F35 si sbaglia - ha poi voluto precisare Pinotti - In ogni caso un ragionamento su numeri e necessita` verrà` fatto a monte del libro bianco. Il problema non e` il numero ma spendere meno. 
Se poi e` un problema ideologico allora non sono interessata". Il ministro, sempre in tema di F35, ha ricordato che "i 90 aerei non sono stati ne` confermati ne` disdetti dall` Italia, perche` in Parlamento non si e` deciso il numero ma solo che il costo complessivo per le casse dello Stato debba costare la meta`, tenuto conto dei ritorni economici".


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lunedì 16 febbraio 2015

feb

16

2015

Parte la nuova guerra di Libia? Ci saranno morti, molti morti. “E’ opportuno che si proceda con chiarezza, e che l'opinione pubblica venga informata di tutto e su tutto”  

“Sento parole di guerra, per la Libia. Vedo politici che alzano al vento del consenso proclami di impegno militare, muscoli in rodaggio, campagne africane sul bel suol d'amore”.


Assodipro Roma: Molto ci sarebbe da scrivere sugli interventi in Iraq , Afganistan e recentemente in Libia. Molto da commentare su bugie raccontate  per giustificare i primi, ed errori commessi, che si commentano da soli e sono evidentissimi agli occhi di tutti, visti gli esiti Geo Politici attuali. Lo stesso recente intervento in Libia pare aver avuto il solo scopo di " liberarsi " di chi aveva fatto comodo fino a pochi mesi prima a molti stati europei e non ( ricordiamo solo come fu ricevuto Gheddafi a Roma dall'ex premier Berlusconi ) senza preventivare che si stava spianando la strada verso la totale instabilità di un paese a pochi chilometri dall' Italia. Errori riparabili e da non commettere più o una scientifica ricerca di una perpetua instabilità che fà tanto comodo a Lobby e industrie di armamenti ?
L'articolo di Mimmo Candito ci pare un ottima riflessione sulle PAROLE DI GUERRA dette negli ultimi giorni
Di Mimmo Càndito per lastampa.it
: Sento parole di guerra, per la Libia. Vedo politici che alzano al vento del consenso proclami di impegno militare, muscoli in rodaggio, campagne africane sul bel suol d'amore. Calma, calma. Nessuna spedizione militare è possibile se, prima, non si definisce un obiettivo politico, e se una strategia militare non abbia il supporto di una coerenza di forze in campo.
1) Si dice che ormai non vi sia altra possibilità di soluzione che l'invio di una spedizione militare. A voler essere chiari, questo vuol dire non soltanto raid aerei ma anche, e soprattutto, invio di truppe combattenti sul terreno. E truppe sul terreno significa morti e feriti, e non in piccola quantità poiché si tratta di azioni che si spalmeranno in varie località: il conflitto non avrebbe un fronte unico, ma si torcerebbe negli scontri drammaticamente letali della guerriglia urbana, dove una eventuale supremazia tecnologica conta poco o niente e le trappole e le insidie inevitabili del battersi casa per casa hanno mostrato già in Somalia o in Cecenia quanto pesante sia il costo del guadagnarsi il controllo del territorio.
2) Si parla di creare una operazione di peace keeping. Ma, come le parole in inglese dicono in modo inequivocabile, queste operazioni si fanno quando la pace c'è già, e l'obiettivo è di mantenerla. Se invece la pace non c'è, come in Libia, allora bisogna avere la forza di dire che si fa una guerra vera e propria, o comunque, se si vuol tenere ancora il solito velo dell ipocrisia, che l'operazione è comunque di peace enforcement, cioè di strutturazione e consolidamento di un processo di pace tutto da realizzare. La diversità non è affatto nominalistica. C'è anzitutto il costo di vite umane, che nel PK è statisticamente assai meno elevato che nel PE; e questo conta parecchio, specie per il rapporto tra scelte politiche e consenso dell'opinione pubblica. E poi c'è il problema delle regole di ingaggio, molto più rigide e costrittive per i combattenti del PE: insomma, si fa una guerra e non una operazione più o meno di polizia.  
3) Si dice guerra all'Is. Non c'è dubbio che sul terreno oggi l'Is si proponga come la formazione più operativa, con una dinamica di espansione molto accentuata.
Ma la Libia postgheddafiana è nel caos attuale perché è mancata finora una forza (militare, non soltanto politica) capace di realizzare una credibile forza centrale, e lo stesso scontro continuo tra miliziani islamisti e miliziani diciamo laici è una definizione di comodo che non riesce a rappresentare la frammentazione estrema dei gruppi armati, migliaia più che centinaia, con identificazioni localistiche, tribali, claniche, gangsteristiche, e di settarismi d'ogni tipo.
 
4) Come hanno drammaticamente dimostrato la guerra in Afghanistan e quella in Iraq, la definizione di un nation building è fondamentale quanto la vittoria militare. Occorre cioè avere un piano preciso di politiche capaci di realizzare il "dopoguerra": dunque, individuare le forze politiche e sociali che guideranno il tempo successivo alla fine della guerra, individuare il sistema istituzionale da impiantare, individuare i soggetti con cui relazionarsi già ora perché venga cancellata dall'operazione qualsiasi ombra di un atto di occupazione.
 
5) Chi guiderà l'operazione, e con quale identità. Posta la latitanza del Consiglio di sicurezza dellOnu, e poste le gelosie e anche gli interessi che sono coinvolti (gli stessi che portarono francesi, e poi inglesi, a lanciare l'attacco a Gheddafi), non appare facile dire quali saranno le forze militari chiamate a partecipare all'attacco e chi ne avrà il comando operativo. L'Italia ha già rivendicato a se' la leadership, ma l'anticipo non è garanzia sufficiente.
  Su questi cinque punti c'è finora il massimo della confusione e dell imbroglio nominalistico. Ma poiché si tratta di lanciare una guerra vera e propria, e poiché ci saranno morti, molti morti, è opportuno che si proceda con chiarezza, e che l'opinione pubblica venga informata di tutto e su tutto.


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domenica 15 febbraio 2015

feb

15

2015

Il 5 per Mille. La Solidarietà di e per Assodipro. La tua Associazione per i Diritti e la Solidarietà.  



ASSOCIAZIONE  SOLIDARIETA'  DIRITTO  E  PROGRESSO Sede Legale Via Palestro 78  - 00185  ROMA Tel. e fax 06/44361156;06/44360432  C.c.p. 88945001 –CF96240750586 
 
       5 PER MILLE 2015    DONA IL TUO 5 PER MILLE AD AS.SO.DI.PRO  
 
Il 5 per mille è una quota dell’Irpef  che i contribuenti attraverso la dichiarazione dei redditi annuale  decidono di destinare a particolari e determinati soggetti   che svolgono attività di volontariato ritenuta di  rilevanza sociale. Rappresenta quindi  una espressione di volontà contributiva  ed un indirizzo di sostegno verso quelle organizzazioni che operano come AS.SO.DI.PRO. senza scopo di lucro. L'art.1 comma 2051 della L. 147/2013 (Legge di stabilità 2014) ha previsto la proroga della facoltà di destinazione del 5 per mille dell’IRPEF  anche in relazione alle dichiarazioni dei redditi relative al 2013.  
Anche per il futuro il ricavato della devoluzione del 5 x mille servirà a finanziare mirati interventi di solidarietà umana e sociale, sostegni a soggetti e famiglie in condizioni di marginalità economica e sociale, supporti legali per casi di rilevanza associativa e istituzionale, progetti di  qualificazione della informazione e di ampliamento del  servizio svolto dalle strutture territoriali e dai mezzi di comunicazione dell’Associazione.  USALA PER FAR SI CHE L’ASSODIPRO POSSA ANCORA SERVIRE E SERVIRTI AL MEGLIO.
Per  destinare  il  tuo  5  x  mille  all’Assodipro  basta  una  firma  e  il  Codice  fiscale  del  sodalizio  sotto evidenziato.
C.F. ASSODIPRO 96240750586       AS.SO.DI.PRO Il Presidente Emilio Ammiraglia      




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sabato 14 febbraio 2015

feb

14

2015

Scambio convenevoli Del Sette, neo nominato Comandante dell’ Arma, Renzi. Renzi ai CC “Vi auguro tanta fatica, perché è una strada per la felicità"- Sindacati PS:Nulla per la sicurezza  

Del Sette ringrazia Renzi per lo sblocco delle retribuzioni , MA… PER LO SBLOCCO DELLE RETRIBUZIONI, MILITARI E FORZE DI POLIZIA, TRA LE ALTRE COSE, SONO SCESI IN PIAZZA ! ed i CONTRATTI sono Bloccati da 6 Anni !


A cura di Assodipro Roma 
Tratto da articolo di Silvia Mancinelli per iltempo.it : “ All’inaugurazione dell’anno accademico della scuola ufficiali dei carabinieri l’Arma ha piantato un paletto. Convenevoli e reciproci attestati di stima come impongono le circostanze, ma anche la concretezza propria di un periodo carico di tensione. «La sua presenza oggi onora l’Arma e testimonia la sua considerazione per i carabinieri - ha detto il comandante generale dell’Arma, Tullio Del Sette, al premier Matteo Renzi, intervenuto  alla caserma Ugo De Carolis di Roma insieme al ministro della Difesa Roberta Pinotti, al titolare del Viminale Angelino Alfano, al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al presidente emerito Giorgio Napolitano - Grazie per aver impedito che venisse applicato il blocco stipendiale per il quinto anno di seguito. 
I carabinieri - ha precisato poco più tardi – sono oggi 104.500, un numero sensibilmente inferiore rispetto al previsto, anche per effetto del blocco del turn-over. È necessario che questo progressivo ridimensionamento possa cessare». 
Ricordiamo, come Assodipro, che Militari e Forze di Polizia hanno democraticamente protestato per mesi contro il blocco, anche  con manifestazioni e presidi autoconvocati – CLICCA qui per leggere articolo su manifestazione di Militari e Forze di Polizia 24 settembre 2014: cronaca ordinaria di una giornata straordinaria -  
CLICCA qui per altro articolo e video su manifestazione contro il Blocco delle retribuzioni del 24 settembre 2014  
«Ho l’assoluta certezza che il 2015 sarà all’altezza della qualità che l’Italia ha diritto di avere dal servizio di tutti e di ciascuno - la risposta del presidente del Consiglio Renzi - Vi auguro tanta fatica, perché è una strada per la felicità. E vi auguro di avere tanta paura perché, come disse Nelson Mandela, il coraggio non è la mancanza di paura, ma la capacità di vincerla». 
«Dopo i fatti in Francia e Belgio ci aspettavamo che l’esecutivo, dopo anni di tagli alle risorse, finalmente lanciasse un chiaro segnale di ravvedimento - commentano i segretari generali del Silp Cgil Daniele Tissone e della Uil Polizia Oronzo Cosi - Ed invece l’unica misura di carattere operativo adottata è stata la proroga dell’Operazione strade sicure. Nulla viene fatto per migliorare gli effettivi livelli di sicurezza, diminuendo anche quest’anno gli organici effettivi di Polizia di Stato e Carabinieri». «Il decreto antiterrorismo è solo fumo negli occhi - rincara la dose Gianni Tonelli, segretario generale del Sap - Abbiamo una carenza di 23.000 ufficiali di polizia giudiziaria che limita il nostro lavoro di intelligence. Come facciamo in queste condizioni a perseguire i nuovi reati legati al jihadismo? Abbiamo 18.000 operatori in meno in polizia e 40.000 tra tutte le forze dell’ordine. Pensano con qualche militare che presidia obiettivi sensibili di combattere il terrorismo?».


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giovedì 12 febbraio 2015

feb

12

2015

Pensioni – Liquidazione TFS Militari; con l'uscita anticipata slitta il pagamento della buonuscita. Crescono i termini per la liquidazione del TFS per i MILITARI  

.... tra l’assenza totale di una rappresentanza militare in stragrande maggioranza incapace di rappresentare e tutelare il personale nel suo “ bivaccare forfettizzato “ nei palazzi romani…


Come già scritto da noi di Assodipro, in uno dei tanti nostri articoli informativi ( clicca qui per leggere articolo  del 26 Maggio 2013 ), tra l’assenza totale di una rappresentanza militare in stragrande maggioranza incapace di rappresentare e tutelare il personale nel suo “ bivaccare forfettizzato “ nei palazzi romani, ricordiamo il provvedimento sulla LIQUIDAZIONE a RATE !  che è solo  parte dei tagli alle FORZE ARMATE ed al suo PERSONALE.
Tratto da pensioni oggi.it : Il personale difesa-sicurezza e soccorso pubblico esce indenne dalla Riforma previdenziale Fornero ma non dallo slittamento dei termini di pagamento della buonuscita.
Chi lascia il lavoro nel 2015 dovrà attendere in media 12 mesi e 90 giorni per ottenere la prima rata del TFS, mentre sino al 2011 bastavano 105 giorni. A farne le spese, però, sono soprattutto coloro che si dimettono dal servizio prima di aver raggiunto i limiti ordinamentali o, se diversi, i requisiti per la pensione di vecchiaia: per loro l'attesa è di 27 mesi prima di conseguire la prima tranche.
E se l'importo e superiore a 50mila euro la seconda rata arriverà dopo altri 12 mesi.

Il vecchio limite di 105 giorni si applica solo in caso di cessazione dal servizio per inabilità o per decesso del dipendente. La regola standard, cioè le cessazioni - volontarie o d'ufficio - in caso di raggiungimento del limite ordinamentale per la permanenza in servizio (che di regola coincide con l'età pensionabile di vecchiaia, i 65 anni per intenderci) chiede un'attesa ora di 12 mesi + 90 giorni. Non poco considerando che sino al 2011 l'asticella era di 105 giorni.   

Dimissioni volontarie:
L'attesa è invece di 24 mesi + 90 giorni in caso di dimissioni volontarie prima del compimento dell'età ordinamentale per il servizio. Occhio dunque al calendario. Chi vuole uscire con la pensione di anzianità dovrà attendere un anno in piu' per ottenere la prima tranche della liquidazione. Si tratta in particolare dei lavoratori del comparto difesa e sicurezza che escono nel 2015: 1) con un’età di almeno 57 anni e tre mesi ed un’anzianità contributiva di 35 anni; 2) con 40 anni e 3 mesi di anzianità contributiva intervenuta prima del raggiungimento del limite ordinamentale previsto per la qualifica o grado rivestito o dei requisiti anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia se differenti. La rateizzazione del Tfs.
Le cattive notizie non finiscono qui. Chi ha maturato i requisiti dal 2014 deve mettere in conto un ulteriore subdolo slittamento, quello delle rateazioni. Infatti dopo il pagamento della prima rata bisogna considerare altri 12 mesi dalla 1/a liquidazione per percepire l’importo compreso tra i 50.000 e i 100.000 euro ed attendere ulteriori 12 mesi per la liquidazione della parte della somma eccedente i 100.000 euro.



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mercoledì 11 febbraio 2015

feb

11

2015

Spese militari: Pinotti vuole più armi, Moretti (Finmeccanica) più soldi. O è il contrario ? Pinotti : “Dobbiamo dare una mano alla nostra industria”  

Moretti : “in Italia ci sono “scarse risorse” destinate alla difesa e se vogliamo allinearci agli altri paesi dovremmo aumentare la spesa in questo settore… più soldi e programmi certi ! “


Di Toni De Marchi per ilfattoquotidiano.it Scusate, mi ero sbagliato. A volte succede. Per parecchio tempo ho pensato che Roberta Pinotti fosse in realtà il primo generale donna italiano, anche se, per ragioni credo strategiche, si faceva chiamare sottosegretario alla Difesa e poi addirittura ministro della Difesa (ad un certo punto ha anche fatto circolare il rumour che sarebbe diventata Presidente della Repubblica, ma era un venticello; e sarebbe stato clamoroso: il primo generale, per di più donna, al Quirinale). Ma, ripeto, mi sbagliavo. Il ministro della Difesa in carica è, infatti, tale Mauro Moretti che, anche qui per motivi inconoscibili a noi mortali, viene fatto passare per l’amministratore delegato di Finmeccanica. Il Moretti il 9 febbraio, è intervenuto a un convegno al Centro Alti Studi della Difesa e, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, ha auspicato un aumento delle spese militari. Perché, secondo quanto riporta un dispaccio Ansa delle 19.17, in Italia ci sono “scarse risorse” destinate alla difesa e se vogliamo allinearci agli altri paesi dovremmo aumentare la spesa in questo settore, aggiungendo che “alla politica non bisogna chiedere solo più soldi, ma anche programmi pluriennali più certi” (notare quel “non solo più soldi… ma anche programmi più certi”, n.d.r.). Come si conviene a un buon politico che vuol portare acqua al suo mulino, Moretti non si è limitato alle apodissi. No, ha citato cifre cantanti a sostenere l’inconfutabilità delle sue richieste. Un vero politico 2.0, nell’era di Internet. Secondo la stessa agenzia Ansa, Moretti sostiene infatti che lo “Stato italiano mette a disposizione 4 miliardi l’anno di risorse per gli acquisti nel comparto della difesa, cifra sensibilmente inferiore a quella di un paese come ad esempio la Gran Bretagna la cui spesa ammonta a 11 miliardi. E non si tratta di un paese molto più grande di noi o con maggiori necessità di difesa”. Ipse dixit. A sostenere le forti e soprattutto originalissime affermazioni del Moretti nella inedita veste di ministro della Difesa pro-tempore, è intervenuta la professoressa Pinotti nella sua impersonificazione ulteriore ma non inedita, di rappresentante dell’industria militare nazionale. “Dobbiamo dare una mano alla nostra industria e alle sue eccellenze, perché questo può portare frutti a tutto il sistema-paese. Ricordiamoci inoltre che il settore industriale militare è uno dei pochi ad essere rimasto forte. Dobbiamo avere una certezza temporale di quelli che devono essere gli investimenti della Difesa. Oggi presentiamo un progetto importante che riguarda gli strumenti militari terrestri per i prossimi 30-40 anni. In questi tempi dividere la sicurezza in esterna e interna non ha più alcun senso, e questi strumenti dovranno avere la caratteristica di essere duali, così da poter venir utilizzati anche in ambiti civili”, ha aggiunto il neo-amministratore delegato Roberta Pinotti. Naturalmente, da portavoce dell’industria militare ha fatto bene a ricordare che è l’unica ancora funzionante in Italia. Tutte le altre sono state travolte dalla crisi, non le armi a cui i soldi non sono mai mancati. Anzi. Un paio di osservazioni sui fatti e qualche nota di commento. I fatti. Moretti sostiene che l’Italia spende 4 miliardi per gli armamenti (e, aggiunge, Finmeccanica “opera in autofinanziamento per circa 1 miliardo”, naturalmente per pura e disinteressata generosità verso il “sistema Paese”). Qualcuno dica al Moretti che nel 2015 l’Italia spenderà, per sole armi, 6,507 miliardi di euro: 3,7 miliardi a carico del bilancio della Difesa e i restanti 2,8 a carico del ministero dello Sviluppo economico. Un pelino in più dei quattro da lui citati. Sarà l’emozione e la novità dell’incarico.
Un annetto fa tale Carlo Cottarelli, designato dal Governo a fare le pulci alle spese dello Stato (la chiamavano spending review che in inglese fa tanto più figo), disse in Parlamento che l’eccesso di spesa per la Difesa italiana, facendo il raffronto con il resto d’Europa e tenendo conto di svariati parametri, era di 3,2 miliardi di euro l’anno. Ma che avrebbe raccomandato un taglio minore: 2,5 miliardi. Naturalmente Cottarelli è scomparso dai radar e temo non si vedrà mai più, come l’aereo delle Malaysia Airlines inghiottito dal Pacifico. Ma insomma, non stiamo qui a fare i pelosetti. Abbiamo da cambiare il Paese, ce lo chiedono gli italiani, no?
Clicca qui per leggere l’articolo completo


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martedì 10 febbraio 2015

feb

10

2015

La denuncia del M5S : Soldi per Terra dei Fuochi dirottati su Expo di Milano. Si accusa l’esecutivo di aver usato i fondi destinati alle Forze Armate nella Terra dei Fuochi.  



Tratto da investireoggi.it : Sul sito di Beppe Grillo è stata resa nota l’ennesima denuncia da parte del Movimento 5 Stelle nei confronti del governo Renzi. L’accusa arriva direttamente dai deputati della commissione Difesa del M5S e sembrerebbe, da quanto si apprende dal documento in questione, che il governo abbia usato il Milleproroghe per aggirare quanto deciso dal Parlamento. 
Si accusa l’esecutivo di aver usato i fondi destinati alle Forze Armate nella Terra dei Fuochi , fondi approvati nella Legge di Stabilità, per altre operazioni di vigilanza destinate quadi principalmente ad Expo 2015.

Nel documento si legge:
Dei 10 milioni di euro stanziati per il 2015 per la terra dei fuochi ben 9,7 milioni di euro vengono dirottati altrove. Noi non siamo contrari a che eventi a rischio terrorismo come l’Expo 2015 godano del servizio di vigilanza straordinario delle nostre Forze Armate, ma chiediamo che questo non avvenga a discapito delle operazioni di contrasto della criminalità organizzata in Campania. Per questo avevamo proposto di finanziare la nuova operazione attingendo risorse dai fondi destinati alle missioni militari internazionali, ma la nostra proposta emendativa non è stata neanche presa in considerazione. I deputati M5S ricordano come la Commissione Difesa a larga maggioranza ha approvato una risoluzione che chiede al governo di sperimentare forme di pattugliamento della Terra dei Fuochi più moderne ed efficaci, come quelle con l’ausilio dei droni.
Con il Milleproroghe si toglie ogni riserva finanziaria per questa sperimentazione, di fatto rinviandola al 2016. Riteniamo questo un fatto grave e un regalo indiretto alla camorra
”.


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venerdì 06 febbraio 2015

feb

06

2015

LE CONTRADDIZIONI DELLA RAPPRESENTANZA E DEI RAPPRESENTANTI. “A che servono le Rappresentanze Militari ? Al confronto di queste rappresentanze i sindacati gialli sono rivoluzionari  

Dopo il decano, il presidente di graduati, sergenti e ufficiali! “Mai avremmo pensato che il degrado delle rappresentanze raggiungesse questi livelli “. Il Generale Gerometta dalla Rappresentanza a capo del personale militare !


Di Alberto Tuzzi vice presidente Assodipro .
Due notizie hanno attirato recentemente la nostra attenzione, ed entrambe riguardano la sfera dei diritti e ci ripropongono, purtroppo drammaticamente, la profonda contraddizione istituzionale e morale che vivono le rappresentanze e i rappresentanti militari. La prima notizia attiene il contenuto di una delibera, votata a maggioranza dal Co. Ce. R. Sez. A.M., rivolta al Capo di S.M.A. e relativa alla richiesta: “istituzione della figura di “Presidente dei Graduati, Sergenti e Ufficiali”.
L’istanza scaturisce, come sostenuto dai rappresentanti, da: “la direttiva UD-001 recentemente modificata, pag. 51, nella quale si esplicita l’istituzione della figura del “Presidente dei sottufficiali” che, secondo quanto previsto dalla normativa in questione, dovrebbe rappresentare un esempio ed un punto di riferimento per tutto il personale appartenente alla categoria sottufficiali, graduati e dei militari di truppa con le seguenti funzioni: - agevola l’inserimento nell’Ente di sottufficiali più giovani e neo assegnati, curandone personalmente l’amalgama e l’affiatamento con i colleghi più anziani; - si prodiga per accrescere nei sottufficiali, i graduati e i militari di truppa il senso di appartenenza e di affezione all’Ente; - coadiuva la linea gerarchica del personale nella formazione morale e professionale dei singoli militari e suggerisce al Comandante eventuali proposte migliorative che tengano conto delle aspettative rappresentate dal personale stesso; - può essere sentito dal comandante in merito a possibili soluzioni d’impiego di sottufficiali, graduati e militari di truppa nell’ambito dell’Ente, in relazione ad eventuali problematiche singole e/o collettive ; - collabora, ove previsto dalle T.O.O., con l’Ufficiale Consigliere in materia di promozione umana e sociale a favore del personale sottufficiale; - presenzia con il Comandante agli eventi di rappresentanza dell’Ente di appartenenza”. Saremmo curiosi di sapere se il Co.Ce.R. A.M. si rende conto di quello che ha chiesto con questa delibera, che di fatto annulla le sue prerogative. Tra l’ufficiale consigliere che si occupa di promozione umana e sociale e il presidente dei sottufficiali che rappresenta le problematiche singole e/o collettive del personale, i rappresentanti democraticamente eletti e unici deputati a rappresentare il personale e le loro esigenze, morali e materiali, che funzione hanno? A che cosa servono e perché sono state istituite? Al confronto di queste rappresentanze i sindacati gialli sono rivoluzionari. 
Mai avremmo pensato che il degrado delle rappresentanze raggiungesse questi livelli
, inoltre la richiesta fatta nella delibera: “ con spirito di leale e fattiva collaborazione” ci ha lasciati veramente sconcertati. I diritti se spettano non si implorano ma si pretendono. I rappresentanti si rendono conto che, sia la figura dell’ufficiale consigliere sia il presidente dei sottufficiali e/o decano, sono soggetti non istituzionali e non previsti dal nuovo Codice di Ordinamento Militare? Sono a tutti gli effetti dei rappresentanti voluti dalle gerarchie, proprio per sminuire, se non addirittura annullare, i veri rappresentanti democraticamente eletti. Tali figure, inoltre, sono state istituite con il solito “vizietto” di farle passare tramite direttive interne che stravolgono le leggi e sfuggono al controllo parlamentare e volutamente avallate dai vari ministri in carica. Non è casuale che la democrazia è un termine ostico per i vertici militari. Non ci dilunghiamo oltre sulle anomalie e contraddizioni che attanagliano le rappresentanze, poiché in 35 anni di esperienza, tra analisi e proposte, si potrebbe scrivere non un libro ma una enciclopedia.  La seconda notizia che ha attirato la nostra attenzione, concerne la nomina del generale Paolo Gerometta, attualmente presidente del Co.Ce.R. Esercito e del Comparto Difesa, a capo del Personale Militare. Quando si dice che le rappresentanze servono a fare carriera, sia militare che politica! Peccato che vale, come sempre, solo per un'unica categoria già tronfia di privilegi. A proposito di privilegi, ha ancora senso oggi dare una rappresentanza ai componenti di una categoria che con tredici anni di servizio percepiscono lo stipendio da dirigente, qualsiasi sia il grado rivestito? L’istituto delle rappresentanze istituite con la legge 382/78, grazie alle battaglie democratiche di sottufficiali, soldati e un manipolo di ufficiali inferiori, dovevano servire a dare uno strumento di tutela solo alle categorie senza diritti e non certo ai dirigenti. Gli episodi della delibera del Co.Ce.R. A.M. e della nomina del generale Gerometta, oltre ad evidenziare le palesi contraddizioni istituzionali, funzionali e morali, avvalorano le nostre critiche e confermano l’esigenza, non più procrastinabile, di eliminare questo tipo arcaico di rappresentanza e di dotare il personale di uno strumento, veramente democratico e autonomo gerarchicamente ed economicamente, che consenta di difendere realmente i diritti dei propri rappresentati. Approfittiamo di questo intervento per fare una richiesta specifica al nuovo direttore di Persomil, riferita agli indebiti pensionistici. La sollecitazione si riferisce al contenzioso in atto tra l’amministrazione della difesa e il personale in congedo, centinaia di ricorsi alle Corti dei conti Regionali, dovuto essenzialmente all’enorme ritardo con cui vengono emanati i decreti definitivi di pensione. A proposito come si concilia la mancanza di personale nel settore delle pensioni, dove per la emanazione di un decreto definitivo occorrono la media di otto anni, con la richiesta dei vertici militari di ridurre il personale di trentamila unità?   Che capacità manageriali occorrono affinché una decina di marescialli vengano trasferiti nelle direzione che emana i decreti, al fine di accorciare drasticamente i tempi di elaborazione? Ma la richiesta che facciamo al nuovo direttore, e che giriamo anche al Ministro, è questa: alla luce delle sentenze emesse dalla Corte dei Conti Centrale a Sezioni riunite, nel 2007 e nel 2012, dove è stato detto e ribadito che il militare che ha percepito in buona fede somme improprie, nulla è dovuto se il decreto definitivo è stato emesso oltre il termine che il Ministero si è dato in virtù della legge 241/90, che ammonta a tre anni e quindi i ricorrenti sono sempre vincitori, perché non emanare una disposizione che metta fine alle innumerevoli cause? Le sentenze che emette la Corte dei Conti, sia Regionale che Centrale, purtroppo, valgono solo per i ricorrenti. Ricordiamo al nuovo direttore che per risolvere questo problema non occorre un intervento legislativo, bensì basta una direttiva ministeriale, che riguardi anche lINPS, che dica chiaramente alle direzioni competenti che, ove il decreto definitivo di pensione sia stato emesso oltre i tre anni previsti, nulla è dovuto dal personale. Questa potrebbe essere una ottima occasione, per il nuovo direttore del personale che è anche contemporaneamente il rappresentante dello stesso, per svolgere finalmente le sue funzioni in difesa dei diritti del personale rappresentato. Le contraddizioni istituzionali e morali che vivono quotidianamente le rappresentanze e i rappresentanti, sono attualmente all’attenzione della Commissione Difesa della Camera, la quale è impegnata su ipotesi di modifica della legge.
I parlamentari della Commissione non potranno non tenere conto della recente sentenza emessa dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che ha condannato la Francia perché non consente, in tempo di pace, le libertà sindacali e associative al personale delle forze armate e delle forze di polizia.
Su questo argomento molto è stato scritto e molto altro si scriverà, sia perché la Francia sta già lavorando per adeguarsi alla condanna della CEDU, sia perché fra non molto ci sarà un sentenza simile per l’Italia, generata da un identico ricorso proposto da As.So.Di.Pro.
Il responso prossimo della Corte Europea nei confronti dell’Italia, presumibilmente identico a quello francese, costituirà un banco di prova fondamentale per misurare il grado di riformismo, progressismo e la vera democraticità del governo Renzi. Tuttavia nel prossimo futuro, auspicando che la Commissione Difesa congeli gli attuali lavori di riforma delle rappresentanze in attesa che intervenga la CEDU , si dovranno intraprendere dibattiti e confronti politici, per elaborare proposte da fare alle forze politiche, al fine di permettere al personale di godere quei diritti fondamentali, che non hanno vietato i padri costituenti ma solo dei giudici troppo consenzienti con la politica. Ai parlamentari rammentiamo che il nuovo Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel discorso di insediamento tenuto in Parlamento, ma rivolto anche a tutta la nazione, ha caldamente perorato la causa dei diritti fondamentali dei cittadini, affermando altresì:” la democrazia va adeguata al mutare dei tempi”. Auspichiamo, infine, che le forze politiche democratiche, riformiste e progressiste presenti in Parlamento, abbiano sufficiente    sensibilità nei confronti del processo di democratizzazione delle forze armate e di una loro collocazione sociale al passo con i tempi e alla pari delle altre Nazioni Europee.                                                                    

Alberto Tuzzi  


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sab 18 agosto 2012 - 16:23:24
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