Dimensione testo:   Carattere Piccolo Carattere Standard Carattere Grande


Menù Principale

· Upload
· HOME
· LINK
· FAQ


Benvenuto

Nome di Login:

Password:




Ricordami

[ ]
[ ]
[ ]

Intestazione


»Altera ricette per rimborsi statali, sospeso farmacista
(ANSA) - IMPERIA, 1 AGO - I pm Paola Marrali e Alessandro Bogliolo della Procura di Imperia hanno so ...
»Violenza donne: 19enne terrore in casa, madre lo fa arrestare
(AGI) - Catania, 1 ago. - Un giovane di 19 anni e' stato arrestato a Catania dai carabinieri del Nuc ...
»INCIDENTI: PERUGIA, DROGATO INVESTE ANZIANO E NON LO SOCCORRE, DENUNCIATO
Perugia, 1 ago. (Adnkronos) - Ha tamponato un Ape con un 73enne a bordo con un'auto senza assicuraz ...
»Ruba una borsa, carabinieri lo arrestano
(ANSA) - VIAREGGIO (LUCCA), 1 AGO - I carabinieri della stazione di Viareggio hanno arrestato in fla ...


Data di pubblicazione: Non conosciuto(a)
Dettagli

Siamo su Facebook

Translate This Page

FAQ


Date / Time

 


Ultime News

02 ago : 10:14





















Latest Downloads

bullet sentenza del TAR di Lecce N. 00810/2013 REG.PROV.COLL.
Description: sentenza del TAR di Lecce che ha accolto il ricorso contro due punizioni inflitte al Maresciallo Comandante della Stazione Carabinieri di Taurisano (LE)
Date stamp 09 apr : 20:51
bullet BENEMERENZA AL DOTTOR GUGLIELMO EPIFANI
Description:
Download Now: Download
Date stamp 17 nov : 14:55
bullet Consiglio Di Stato 03137/2010
Description: Forse non basta, per loro, il fatto che non abbiamo nessuno all’interno che ci “TUTELI” ? Il fatto che la giurisprudenza costituzionale abbia osservato che non può conside
[Leggi tutto...]
Download Now: Download
Date stamp 15 ott : 23:00
bullet Schema di regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del person
Description: Schema di regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico del personale comparto difesa-sicurezza e comparto vigili del fuoco e soccorso pubblico.
Date stamp 22 set : 09:48
bullet Cessazione anticipata dal servizio - Circolare n. M_D GMIL1 II 5 1 0257231 dell'8 giugno 2012 r
Description: Circolare n° M_D GMIL1 II 5 1 0257231 , sez.: "Altro" Cessazione anticipata dal servizio, a domanda, e al collocamento in ausiliaria, per l'anno 2012, degli uffi
[Leggi tutto...]
Download Now: Download
Date stamp 24 lug : 16:29
bullet Vacanza contrattuale - Circolare n. M_D GMIL 1 IV 10 0285493 - adeguamento della misure dell'in
Description: Circolare n° M_D GMIL 1 IV 10 0285493 4° Rep. 10ª Div. - Adeguamento delle misure dell'indennità di vacanza contrattuale in favore del personale militare destinatario d
[Leggi tutto...]
Date stamp 24 lug : 16:24
bullet 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell&
Description: Circolare n° M_D GMIL1 III 7 1/0294795, sez.: "Altro" 3° Rep. 7ª Div. - Eventi suscettibili di avere riflessi sul servizio. Comunicazione ai sensi dell'art. 74
[Leggi tutto...]
Date stamp 24 lug : 16:00
bullet Circolare n° M_D GMIL II 5 1 2012 0248948
Description: 2° Rep. 5ª Div. - Licenza straordinaria speciale di trasferimento Disposizioni per la concessione della licenza straordinaria speciale di trasferimento al personale militare d
[Leggi tutto...]
Download Now: Download
Date stamp 09 giu : 19:53
bullet Senteza su tempistica per proporre domanda al passaggio ruoli civili
Description: Senteza su tempistica per proporre domanda al passaggio ruoli civili
Date stamp 24 feb : 12:36
bullet Sentenza su Legge 104
Description: Sentenza su Legge 104
Date stamp 24 feb : 12:36

Link

Aggiunte recenti

sabato 01 agosto 2015

ago

01

2015

PENSIONI: RICORSO di Assodipro aperto a TUTTI i Pensionati, soci e non, sulle Rivalutazioni dei trattamenti Pensionistici . Leggi e scarica la Documentazione e informazione.  

Avvio di un’azione giudiziale, della quale si fà promotrice Assodipro , rivolta a ottenere l’applicazione della sentenza n.70/2015 della Corte Costituzionale e, quindi, il rimborso in misura integrale della perequazione .


ASSODIPRO NAZIONALE 
Ecco tutte le indicazioni utili per l’avvio di un’azione giudiziale, della quale si fà promotrice Assodipro , rivolta a ottenere l’applicazione della sentenza n.70/2015 della Corte Costituzionale e, quindi, il rimborso in misura integrale o, comunque, non irrisoria – tale essendo da considerare quella stabilita dal Governo e avallata dal Parlamento – di quanto dovuto ai pensionati a titolo di perequazione automatica per gli anni 2012-2013 e seguenti.   
Con sentenza n.70/2015, depositata il 30 aprile 2015, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art.24, comma 25, del D.L. n.201/2011, “nella parte in cui prevede che ”. 

RICORSI COLLETTIVI PER L’APPLICAZIONE DELLA SENTENZA N.70/2015 DELLA CORTE COSTITUZIONALE. 
NOTA INFORMATIVA E OPERATIVA :   Con una norma del decreto c.d. “Salva Italia” e, precisamente, il comma 25 dell’art.24 del D.L. 06.12.2011, n.201, convertito con modificazioni dalla Legge 22.12.2011, n.214, il Governo (allora, Monti) aveva interamente bloccato, per il 2012 e il 2013, la rivalutazione automatica delle pensioni di importo superiore a tre volte il minimo INPS.   Con sentenza n.70/2015, depositata il 30 aprile 2015, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art.24, comma 25, del D.L. n.201/2011, “nella parte in cui prevede che ”.   
A seguito di ciò, l’Esecutivo, con D.L. 21.05.2015, n.65, pubblicato sulla G.U. del 21.05.2015, n.116, ha adottato disposizioni di “attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015”, stabilendo, in sintesi, quanto segue: -        per il 2012 e il 2013, la rivalutazione automatica avverrà come segue: a) nella misura del 100%, per i trattamenti pensionistici di importo complessivo non superiore a tre volte il minimo I.N.P.S. (pari ad €.1.500,00 circa); b) nella misura del 40%, per i trattamenti pensionistici di importo complessivo tra tre e quattro volte il minimo I.N.P.S. (da €.1.500,00 ad €.2.000,00 circa); c) nella misura del 20%, per i trattamenti pensionistici di importo complessivo tra quattro e cinque volte il minimo I.N.P.S. (da €.2.000,00 ad €.2.500,00 circa); d) nella misura del 10%, per i trattamenti pensionistici di importo complessivo tra cinque e sei volte il minimo I.N.P.S. (da €.2.500,00 ad €.3.000,00 circa); e) non saranno rivalutati i trattamenti pensionistici di importo complessivo superiore a sei volte il minimo I.N.P.S.; -        per il 2014 e il 2015, gli importi corrisposti come sopra vengono incrementati del 20% e, per il 2016, del 50%.     
Precisa il comma 3 dell’art.1 del D.L. n.65/2015, che “Le somme arretrate dovute ai sensi del presente articolo sono corrisposte con effetto dal 1° agosto 2015”.
 Gli incrementi sopra indicati determineranno gli importi mensili delle pensioni sui quali saranno poi (ri-) calcolate le percentuali di perequazione stabilite (e applicate) per il 2014, 2015 e 2016, di cui all’art.1, comma 483, della Legge 27.12.2013, n.147. 
Basti considerare che, in base ai calcoli effettuati dall’Ufficio parlamentare di bilancio, un pensionato, titolare di trattamento di quiescenza pari ad €.1.600,00 lordi circa, ovvero a 3,5 volte il trattamento minimo I.N.P.S., dovrebbe ricevere, a titolo di arretrati di rivalutazione automatica per gli anni 2012, 2013, 2014 e 2015 (primi otto mesi), l’importo complessivo di.3.700,00 circa, mentre invece, per effetto del meccanismo introdotto dal D.L. n.65/2015, riceverà il prossimo agosto un’una tantum di soli €.700,00 circa. Com’è facile intuire, il pregiudizio risulterà crescente per i titolari di trattamenti pensionistici d’importo superiore. 
Il Presidente Nazionale     Emilio Ammiraglia 
 
TUTTI I DOCUMENTI CHE SERVONO PER IL RICORSO E DOCUMENTI DI INFORMAZIONE SULLO STESSO

 Clicca qui per SCARICARE  E LEGGERE  la  Nota operativa ricorsi rivalutazione automatica pensioni

Clicca qui per SCARICARE  E LEGGERE  Adesione Scheda Informativa

Clicca qui per SCARICARE  E LEGGERE  Lettera ISTANZA INPS

Clicca qui per SCARICARE  E LEGGERE  Procura ad litem  

Clicca qui per SCARICARE  E LEGGERE    Rapporto Parlamentare con analisi ed effetti della sentenza ( con le cifre integrali spettanti ) 

Clicca qui per SCARICARE  E LEGGERE  Tabella riepilogativa su pensioni e sugli  effetti del provvedimento del governo tratta dal Sole 24ore
      





 


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

mercoledì 29 luglio 2015

lug

29

2015

'CONTRATTO SUBITO!', in piazza a Roma i lavoratori del pubblico impiego. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa hanno manifestato davanti al ministero della PA. Camusso: “subito risposte "  

“ Il Governo Rispetti subito la sentenza della Corte Costituzionale “ .


Assodipro Roma
'CONTRATTO SUBITO!', con questo slogan Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa sono scesi in piazza a Roma per ricordare al governo che “i servizi pubblici non vanno in vacanza” e per chiedere ancora una volta “il rinnovo dei contratti”. 

Una manifestazione partecipatissima quella che si è tenuta questa mattina (29 luglio) in Piazza Vidoni davanti al Ministero della Funzione Pubblica e che ha visto la presenza, oltre che dei segretari generali di categoria Rossana Dettori (Fp Cgil), Giovanni Faverin (Cisl Fp), Giovanni Torluccio (Uil Fpl) e Nicola Turco (Uilpa), anche del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

"Mi auguro che a questo governo non vada un altro primato, quello di essere il primo a non rispettare le sentenze della Corte Costituzionale, che ha stabilito l'illegittimità del blocco del rinnovo dei contratti per il pubblico impiego
Sarebbe una lesione della democrazia che non possiamo permetterci" ha detto Camusso intervenendo dalla piazza. “Insisteremo e se non ci saranno risposte – ha aggiunto - a settembre faremo altre iniziative di lotta che non consisteranno solo nello stare all'ombra del ministero".    
Sulla sentenza citata da Camusso e sulle motivazioni della stessa vi proponiamo il seguente commento
Blocco contratti P.A.: violata la libertà sindacale. Ecco le motivazioni della Consulta Il Governo rinvia alla legge di stabilità ogni decisione. il testo della sentenza di Marina Crisafi - Illegittimo, discriminante, sproporzionato e irragionevole. Tale da violare la libertà sindacale sancita dall’art. 39 della Costituzione. Queste le motivazioni della nota sentenza n. 178/2015 depositate in questi giorni dalla Corte Costituzionale (qui sotto allegata) con la quale è stata decisa l’illegittimità del blocco dei contratti nel pubblico impiego. Una sentenza che, a differenza di quella sulla perequazione delle pensioni, non ha fatto venire l’ennesimo “colpo al cuore” al Governo visto che l’illegittimità non vale per il passato. La pronuncia, infatti, non ha effetti retroattivi ma ha efficacia dalla data di pubblicazione in Gazzetta ed è stato quindi evitato il buco di bilancio di 35 miliardi di euro paventato dall’Avvocatura dello Stato. 
Ma per il futuro il rinnovo dei contratti dovrà essere fatto senza se e senza ma. E le motivazioni che hanno indotto la Consulta a ritenere fondate le censure sul congelamento della parte economica delle procedure contrattuali e negoziali dei contratti pubblici (scattato per il 2013-2014 ed esteso fino al 2015) prendono le mosse dalla violazione dell’art. 39, primo comma, della Costituzione. ....
CONTINUA IN LEGGI TUTTO 




  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

martedì 28 luglio 2015

lug

28

2015

PENSIONI – Rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici. ASSODIPRO prepara il RICORSO per ottenere il rimborso integrale.  

Nei prossimi giorni, l’Associazione fornirà, con apposita nota operativa, tutte le indicazioni utili per l’avvio di un’azione giudiziale, della quale intende farsi promotrice


BLOCCO DELLA RIVALUTAZIONE AUTOMATICA DEL TRATTAMENTO PENSIONISTICO: CONVERTITO IN LEGGE IL D.L. N.65/2015.      
Con sentenza n.70/2015, depositata il 30 aprile 2015, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della norma del Decreto c.d. “Salva Italia (art.24, comma 25, del D.L. 06.12.2011, n.201, convertito con modificazioni dalla Legge 22.12.2011, n.214), “nella parte in cui prevede che (pari ad €.1.400,00 circa, n.d.r.), nella misura del 100 per cento>”.
   
Con D.L. 21.05.2015, n.65, pubblicato sulla G.U. del 21.05.2015, n.116, il Governo ha  adottato le disposizioni, con le quali ritiene di aver dato “attuazione ai principi enunciati nella sentenza della Corte costituzionale n. 70 del 2015”.
   
Con legge 17.07.2015, n.109, pubblicata sulla G.U. del 20.07.2015, n.166, il D.L. n.65/2015 è stato convertito, senza alcuna modifica nelle parti che qui rilevano.
   
In un precedente comunicato, s’è già evidenziato come la decisione dell’Esecutivo, di non procedere al rimborso integrale di quanto dovuto a tutti i pensionati a seguito dell’intervento della Consulta, sia da ritenere elusiva ed in urto con la suddetta decisione e, più in generale, con i principi enucleati dalla giurisprudenza del Giudice delle leggi in materia di rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici.
   
Nei prossimi giorni, l’Associazione fornirà, con apposita nota operativa, tutte le indicazioni utili per l’avvio di
un’azione giudiziale, della quale intende farsi promotrice, rivolta a ottenere l’applicazione della sentenza n.70/2015 della Corte Costituzionale e, quindi, il rimborso in misura integrale o, comunque, non irrisoria – tale essendo da considerare quella stabilita dal Governo e avallata dal Parlamento – di quanto dovuto ai pensionati a titolo di perequazione automatica per gli anni 2012-2013 e seguenti.  

Il Presidente Nazionale     Emilio Ammiraglia


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

lunedì 27 luglio 2015

lug

27

2015

Aeronautica Militare, Generale Preziosa: Il bilancio di 6 mesi di lavoro, tra l’altro: 100 voli sanitari per la collettività.  

“Siamo una grande squadra, che ogni giorno scrive pagine importanti della sua prestigiosa storia. Una storia che da più di 92 anni è parte di quella delle Forze Armate, del lavoro fatto insieme con l’aiuto dei cittadini, per il paese.


Messaggio del Capo di S.M. dell’Aeronautica Militare - Roma 27 luglio 2015  
180 giorni di AM

I primi 180 giorni del 2015 sono stati un periodo particolarmente intenso. La conclusione del primo semestre dell’anno è l’occasione per condividere con voi i successi di un lavoro che per lo più si svolge dietro le quinte, in maniera silenziosa, essenziale, professionale. Come la sicurezza del cielo italiano e la protezione dall’alto degli interessi nazionali all’estero che garantiamo tutti i giorni, spesso senza essere visti.
Quale Capo della Forza Armata posso avere una costante visione d’insieme delle molteplici attività che quotidianamente le donne e gli uomini in uniforme azzurra ed il personale civile AM portano avanti con passione e competenza, dedizione e perizia: siamo persone per bene al servizio dello Stato.
 Chi è impegnato tutti i giorni a svolgere al meglio il proprio lavoro può perdere invece il vantaggio di conoscere il quadro d’insieme. Può mancargli l’opportunità di avere chiaro quanto e con quali risultati altri colleghi, in altri Reparti, in altre aree del Paese o all’estero portano alto il valore dell’uniforme che indossiamo.
 
Penso ad esempio alle attività in Lituania e nella coalizione anti-ISIS; alle operazioni di pattugliamento del Mediterraneo e alla recente costituzione in Italia, a guida AM, dell’European Personnel Recovery Centre.

Tra i tanti numeri di questi sei mesi del 2015, non posso dimenticare gli oltre 100 voli dedicati al trasporto sanitario d’urgenza; su tutti aver dimostrato di poter volare e vincere anche contro un nemico invisibile come l’ebola, per ben due volte!
 E poi il roll-out del primo F-35 assemblato in Italia, l’incontro con i 26 Capi delle Forze Aeree europee a Milano, i 30 allievi di Paesi amici e alleati in addestramento alla Scuola internazionale di volo del 61° Stormo, il 75° Anniversario della 46^ Brigata, i 100 anni dell’aeroporto di Ghedi e il nuovo record di permanenza continuativa nello spazio per una donna di 200 giorni del Capitano Cristoforetti.
Numeri che contano, che ci rendono credibili e raccontano di noi, resi più visibili dalle numerose medaglie degli atleti, soprattutto dalle Frecce Tricolori, volute per inaugurare EXPO 2015 e ormai prossime ai 55 anni, il 6 settembre a Rivolto, in diretta RAI.
 
Siamo una grande squadra, che ogni giorno scrive pagine importanti della sua prestigiosa storia.
Una storia che da più di 92 anni è parte di quella delle Forze Armate, del lavoro fatto insieme, anche con l’aiuto dei cittadini, per il Paese.
È vostro il merito di tutto ciò, ed è per questo che il Paese, la gente si fida di noi. Siatene onorati e proseguiamo così, instancabili come sempre!  
Buon lavoro!

Pasquale Preziosa


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

venerdì 24 luglio 2015

lug

24

2015

Consulta, ‘blocco contratti dei dipendenti pubblici viola libertà sindacale’. La Consulta, mentre i MILITARI aspettano i DIRITTI Sindacali, afferma che tali diritti non possono essere violati.  

Il Silp CGIL, sindacato di polizia, chiede di rivalutare vacanza contrattuale e reperire risorse per i contratti.


Assodipro Roma
 “Discriminante” rispetto ai lavoratori privati, “sproporzionato” per misura e durata e per giunta “irragionevole”, tanto da violare le libertà sindacali. 
Questa la motivazione che ha indotto la Corte, lo scorso giugno, ha bocciare il congelamento della parte economica delle procedure contrattuali e negoziali dei contratti pubblici, scattato per il 2013-2014 ed esteso fino al 2015. La sentenza però ,a differenza di quella sull’indicizzazione delle pensioni  pensioni , non è retroattiva, quindi gli aumenti per i prossimi rinnovi si potranno applicare solo dal Giugno di quest’anno
.
I Giudici della Corte , tra l’altro, scrivono che : “sono fondate – si legge nella sentenza depositata , di cui è relatrice il giudice
Silvana Sciarra – le censure mosse, al regime di sospensione per la parte economica delle procedure contrattuali e negoziali in riferimento all’art. 39, primo comma, Cost.
Esse si incentrano sul protrarsi del bloccò negoziale, così prolungato nel tempo da rendere evidente la violazione della libertà sindacale”. 
Nell’affrontare le questioni di legittimità sul blocco dei contratti pubblici, la Consulta ha stabilito che le norme esaminate non violano
l’art. 36 della Costituzione sul diritto a un’equa retribuzione.
GLI ULTIMI GOVERNI e quello attuale che agirà solo dopo e per effetto della sentenza, per quanto riguarda i blocchi contrattuali, vengono criticati dalla Consulta in punto di diritto costituzionale
: “Per la Corte “una prolungata sospensione delle procedure negoziali e dell’ordinaria dinamica retributiva, si porrebbe in contrasto con i principi di eguaglianza, di tutela del lavoro, di proporzionalità della retribuzione al lavoro svolto, di libertà di contrattazione collettiva”.
Inoltre “Il carattere strutturale delle misure e la conseguente violazione dell’autonomia negoziale non possono essere esclusi, sol perché, per la tornata 2013-2014, è stata salvaguardata la libertà di svolgere le procedure negoziali riguardanti la parte normativa”, spiega la sentenza. “La contrattazione deve potersi esprimere nella sua pienezza su ogni aspetto riguardante la determinazione delle condizioni di lavoro, che attengono immancabilmente anche alla parte qualificante dei profili economici”. 

ROMA, 23 LUG - "La sentenza della Consulta  depositata oggi è chiara, tanto che, per il Silp Cgil, il 24  giugno 2015 inizia, finalmente, la stagione contrattuale anche  per il personale del comparto sicurezza".
Lo afferma il  segretario del Silp Cgil Daniele Tissone, facendo riferimento  alla data del 24 giugno scorso in cui la Consulta rese noto il  dispositivo, con la decisione sul blocco contratti, a cui oggi  sono seguite le motivazioni della sentenza.
Per Tissone "si pone, altresì
, anche il problema relativo  alla rivalutazione della vacanza contrattuale ferma da tempo e  mai adeguata per la stagione 2014-2105.
Di fronte ad un simile  pronunciamento 'dichiarato illegittimo perché‚ viola la libertà  sindacale', si deve far fronte, al più presto, attraverso il  reperimento di specifiche risorse economiche che permettano ai  tanti lavoratori delle forze dell'ordine, non più destinatari di  contratti fin dal 2009, il riconoscimento di una retribuzione  dignitosa fortemente erosasi nel tempo tanto da non rivelarsi  più adeguata soprattutto in relazione agli accresciuti compiti e  incombenze oggi svolti dagli operatori".


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

mercoledì 22 luglio 2015

lug

22

2015

Nuovo Presidente Commissione DIFESA : Francesco GAROFANI. Buon Lavoro Presidente, cosa pensa della sentenza CEDU che afferma : Ai MILITARI non può essere negato il diritto di costituire Sindacati ?  

Garofani, descritto dalla stampa come “ molto vicino al presidente Mattarella “ è stato relatore del provvedimento di tagli pesantissimi sul personale detto Revisione Strumento Militare.


Assodipro Roma
Cambio di molte presidenze e vice presidenze di Commissioni; alla Difesa, dove fino all’ultimo Elio Vito aveva sperato in una riconferma in nome di un approccio bipartisan ai temi di competenza della commissione a cominciare dalla vicenda Marò, il nuovo presidente è il democratico Francesco Garofani 

Dell’On. Garofani si può consultare la scheda parlamentare : Nato a ROMA, il 29 dicembre 1962 
Laurea in lettere e filosofia; Giornalista; Eletto nella circoscrizione  XV (LAZIO 1) Lista di elezione PARTITO DEMOCRATICO.  
Tra le ultime Proposte di legge presentate come cofirmatario troviamo :   FITZGERALD NISSOLI ed altri: "Modifica all'articolo 17 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di riacquisto della cittadinanza da parte dei soggetti nati in Italia da almeno un genitore italiano, che l'hanno perduta a seguito di espatrio" (2794) (presentata il 22 dicembre 2014, annunziata il 5 gennaio 2015).   FRAGOMELI ed altri: "Modifiche all'articolo 9 del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, per favorire l'adozione di sistemi di tele-lettura mediante la rete elettrica per la misurazione dei consumi energetici e, in prospettiva, dei consumi idrici" (3050) (presentata il 16 aprile 2015, annunziata il 17 aprile 2015).   GADDA ed altri: "Norme per la limitazione degli sprechi, l'uso consapevole delle risorse e la sostenibilità ambientale" (3057) (presentata il 17 aprile 2015, annunziata il 21 aprile 2015).  GIACHETTI ed altri: "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul giuoco del calcio professionistico e dilettantistico" (3143) (presentata il 25 maggio 2015, annunziata il 3 giugno 2015).  INTERROGAZIONI  FATTE  1 : Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali RIGUARDANTE L’ ACEA SPA.
 
Nel nostro sito alla parola Garofani compaiono una serie di articoli da noi pubblicati.
Tra questi un appello della nostra associazione ai Relatori del provvedimento  Revisione dello Strumento Militare
( Cirielli e Garofani ) rimasto senza risposta . Provvedimento del quale i  CoCeR scrivevano  “ Nella sciagurata ipotesi che sia il progetto di Riforma della Difesa e il provvedimento sulle pensioni prendano corpo per come sono proposti, i partiti che sostengono il governo saranno considerati mandanti dello scellerato disegno di riforma e ne dovranno rendere conto al paese ed agli elettori,militari inclusi  clicca qui per leggere articolo

Sullo stesso tema il 13 Novembre 2012 abbiamo pubblicato un altro articolo : IL MINISTRO DI PAOLA AFFONDA LA DIFESA - La lettera del Ministro : si può rispedire al mittente ? - Alla comm. dif. Camera arriva la revisione di Di Paola , On. Cirielli e Garofani riflettano ! – Con i contenuti del comunicato stampa dei CoCeR  rimasto in qualche cassetto Clicca qui  per leggere  
Nel Gennaio 2015  apprendiamo, leggendo il resoconto di una seduta della Commissione Difesa dove si annunciavano audizioni per “approfondire la questione della potenziale incidenza sull'ordinamento italiano delle sentenze due della Corte europea dei diritti dell'uomo già citate dal presidente, in modo che il comitato ristretto possa poi iniziare i propri lavori,  che l’On. Garofani è nel comitato ristretto  insieme ad altri parlamentari .
clicca qui per leggere l’articolo
 
Purtroppo non conosciamo l’opinione del neo presidente Garofani sul punto e gli lanciamo la domanda con questo articolo. Nella Sentenza CEDU si afferma che AI MILITARI NON PUO’ ESSERE NEGATO IL DIRITTO DI COSTITUIRE SINDACATI  MA SI Può SOLO REGOLARE L’ESERCIZIO DI TALE DIRITTO.
Qual è l’opinione del Presidente Commissione Difesa On. GAROFANI   ?  Intende adeguare i DIRITTI DEI MILITARI a quanto afferma la CEDU, prima di una provabilissima condanna della stessa corte all’Italia su tale tema, così come ha prontamente annunciato il Governo dopo l’Ultima condanna ( ieri ) della CEDU all’ Italia in tema di DIRITTI della coppie ?




  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

martedì 21 luglio 2015

lug

21

2015

'Io, poliziotto, dico che il reato di tortura serve'  

Serve un nuovo patto fra forze dell'ordine e cittadini. Nel segno della democrazia e non del tifo. Perché i controllori devono essere controllati. Parla Luigi Notari, 40 anni di esperienza in divisa


Di Francesca SIRONI  per espresso.it
Introdurre il reato di tortura «è necessario». Per «rassicurare le persone. E sancire un nuovo patto democratico fra forze dell'ordine e popolazione». A sostenerlo non è un attivista. Nè un parlamentare. Ma un uomo in divisa. Uno "sbirro". Luigi Notari è stato poliziotto per oltre 40 anni. Arrivato alla segreteria nazionale del Siulp, il "sindacato unitario lavoratori polizia", è in pensione da pochi mesi. E ha deciso di intervenire nel dibattito aperto dalle modifiche in commissione Giustizia del Senato alla legge contro la tortura, modifiche che impongono concetti quali "reiterazione", “crudeltà" e “verificabile trauma psichico", commentati per l'Espresso da Livio Pepino.  ….. “L'apparato", se così si può considerare la voce forte degli agenti del Sap (sindacato autonomo di polizia) - sostenuti da figure istituzionali quali Roberto Maroni, governatore della Lombardia, e il senatore Maurizio Gasparri - sembra disposto a tutto pur di bloccare l'introduzione del reato di tortura, previsto da una convenzione internazionale che lo Stato ha firmato ormai trent'anni fa…….. «C'è qualcosa di anomalo nel protagonismo di alcune sigle sindacali in questa battaglia contro la legge», sostiene Notari: «Questa sovraesposizione mediatica e politica fa male a tutte le forze di polizia.
Anche perché non rappresenta la realtà»…… «A me hanno educato in un altro modo. I miei superiori mi hanno insegnato che una persona in stato di fermo, indifesa, consegnata alla nostra tutela, non si tocca. Mai - racconta il poliziotto in pensione - A volte anch'io ho rischiato di sbagliare, ma sono stato richiamato in tempo. Fermato dai miei colleghi più lucidi in quel momento, perché meno stanchi o coinvolti emotivamente»…… Sostenitore della riforma “civile" del corpo di polizia del 1981, Notari ha una posizione chiara su quello che dovrebbe essere il rapporto fra agenti, cittadini e Stato. «Il nostro mestiere è vincolato in modo indissolubile alla Costituzione. Che all'articolo 54 scrive - “I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge".

CLICCA QUI PER LEGGERE L’ARTICOLO INTEGRALE SUL SITO DELL’ ESPRESSO


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

lug

21

2015

Tra TAGLI sicuri per evitare l’aumento dell’IVA, risorse da trovare per rinnovare i CONTRATTI, PROMESSE di tagli tasse senza dire come si trovano le risorse e ipotesi di penalizzanti sulle PENSION  

Le pensioni del personale Militare.


Assodipro Roma
Fresca Fresca risuona e rimbomba, annunciata dal presidente del consiglio, una promessa spot già sentita e mai mantenuta da Berlusconi “ meno tasse per tutti e tagli alle tasse sulla casa “.
Certo è che le tasse locali sono aumentate in modo stratosferico a fronte di una diminuzione drastica dei servizi e ascoltando la PROMESSA ANNUNCIO, quasi spot elettorale a medio e lungo termine, pensando che la villa o la casa milionaria non paghi tasse,  quasi fanno rimpiangere la vecchia ICI. 
Comunque è un peccato che dallo stesso presidente del consiglio non viene detto come e dove si trovano le risorse per i tagli annunciati ! c’è un piano già studiato ? qual è ? cosa si taglia e quanto ?
 La maggioranza della  stampa e dei mezzi di comunicazione rilanciano solo l’ annuncio spot senza approfondire , senza porre domande precise sulle coperture e su cosa si taglierebbe ( Aumenti contrattuali elemosine ? Pensioni ? Servizi ? Stato sociale ? Sanità ? Sicurezza ?  trasferimenti e tagli ai comuni già disastrati ? )
.

Dagli annunci senza dettagli e senza spiegazioni minime, solo titoli senza contenuti, il cittadino medio può porsi dubbi più che ragionevoli pensando che : milioni di lavoratori sono in attesa del rinnovo dei contratti fermi da 6 anni e servono risorse congrue a meno di aumenti elemosine ; ai pensionati si dà solo una parte di quanto dovuto per effetto di una sentenza mentre risuonano periodicamente ipotesi di tagli sulle pensioni tutt’altro che d’oro, per colpire chi è già in pensione, e ipotesi volte a tagliare ancora le già misere pensioni di coloro che dovranno lavorare ancora anni, il tutto aggravato dall' assenza della previdenza integrativa.

Parlando di pensioni vi proponiamo un articolo tratto da   che parla delle pensioni dei Militari.
ROMA. 20 luglio 2015 Trattamento pensionistico del personale militare. Parte quinta
In questo ultimo articolo dedicato al trattamento pensionistico del personale militare, proveremo a ipotizzare quali potrebbero essere, nel breve termine, gli interventi dello Stato sulle nostre pensioni. Già nel 2014 il Presidente dell’INPS aveva ventilato, in relazione a principi di equità distributiva ed intergenerazionale, un deciso intervento sui redditi pensionistici al di sopra di un cesto importo. Verosimilmente, questa idea c’è ancora : concepire un contributo sui cosiddetti assegni d’oro, considerando d’oro tutti gli assegni superiori a 2000€ lordi al mese.
Questa definizione, ricordate, ha lo stesso sapore di un’altra coniata qualche tempo fa dallo stesso Governo e da alcuni giornali a proposito dello” scivolo d’oro dei militari”, ipotesi che fu stralciata dalle norme di esodo agevolato che dovevano essere approvate per eliminare le eccedenze e raggiungere più facilmente i volumi organici previsti. Ciò che è certo, in ogni caso, è che le pensioni del personale militare non sono affatto d’oro e soprattutto non sono il frutto di un privilegio.
Poi c’è un’altra ipotesi sul tappeto per tutti i pensionati: quella di sforbiciare i trattamenti pensionistici sulla base dello scostamento tra retributivo e contributivo. Questa opzione, tuttavia, finirebbe sicuramente sotto un diluvio di ricorsi. In pochissimi casi infatti, e sicuramente non per i dipendenti pubblici, è possibile ricostruire l’intera storia retributiva al fine di stabilire con esattezza per ciascun interessato il proprio montante contributivo.
Si tratterebbe di calcoli e stime assolutamente approssimativi e quindi inaccettabili.
Inoltre, potrebbe essere esplorata anche l’ipotesi della soppressione dell’istituto dell’ausiliaria. Se ne parla infatti già da diversi anni. Nel merito non si può che confermare quello che abbiamo già sottolineato nei precedenti articoli e cioè che, dopo vent’anni dalla riforma, nessun correttivo è stato adottato per contrastare il progressivo impoverimento dei trattamenti pensionistici. Pertanto, l’unico istituto dell’ordinamento militare in grado di colmare il vuoto normativo è proprio quello dell’ausiliaria che funziona come una pensione complementare.
L’ausiliaria infatti è lo strumento di cui dispone il personale militare per diminuire il gap che si viene a creare, in maniera sempre più evidente, tra lo stipendio percepito in servizio e la pensione. C’è da dire inoltre che, durante il periodo dell’ausiliaria, il personale continua a versare i contributi previdenziali ed assistenziali nella stessa percentuale prevista durante il servizio attivo.
L’ausiliaria diventa quindi una sorta di pensione complementare autofinanziata, senza oneri per la Pubblica Amministrazione. Anzi, il valore degli importi trattenuti agli interessati risulta sempre superiore a quello degli importi erogati a titolo di indennità di ausiliaria.
Infine, potrebbe esserci allo studio l’ipotesi per i militari di un incremento dei limiti di età per la cessazione dal servizio, a prescindere dal grado rivestito. Questa strada tuttavia finirebbe col determinare una drastica impennata dell’ARQ, che già colpisce violentemente gran parte dei dirigenti militari, venendo a mancare le valvole di sfogo costituite dalle cessazioni per età con i limiti attuali. C’è da considerare poi che l’ARQ colpirà nei prossimi anni anche moltissimi non dirigenti (Tenenti Colonnelli e Marescialli). La speranza è che, dopo tutte le penalizzazioni inflitte al personale militare, non si proceda ad alcun taglio dei trattamenti previdenziali.


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

lunedì 20 luglio 2015

lug

20

2015

I sindacati: "No alla privatizzazione degli arsenali militari"  

I sindacati dei lavoratori civili della Difesa chiedono confronto sulla politica delineata dal Libro Bianco; le Rappresentanze Militari quando lo chiederanno ?


Fonte  : cittadellaspezia.com  -  La Spezia - “Diciamo no al rischio privatizzazione degli arsenali”.
Così Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Pa hanno commentato l’incontro sulla riorganizzazione degli stabilimenti industriali della Marina Militare. “Al contrario, serve un piano industriale organico e partecipato, commisurato alle attuali esigenze della Difesa e coerente con le disposizioni normative relative alla revisione dello strumento militare”.

“Abbiamo evidenziato – continuano le tre sigle – le incongruenze tra il percorso a suo tempo tracciato dalla Marina sui processi di riforma dell'area industriale e quello risultante dalla recente pubblicazione del libro bianco sulla Difesa del ministro Roberta Pinotti. Si rischia infatti di mettere in discussione gli assetti operativi tipici della Marina stessa, con particolare riferimento agli stabilimenti industriali, di cui si paventa addirittura la privatizzazione e la contestuale attribuzione del personale civile alle imprese private, vanificando di fatto anche le norme di reinternalizzazione dei servizi stabilite dalla legge 244/2012 e dai successivi decreti attuativi.”

“È del tutto evidente - concludono - che se ciò fosse confermato, il cambiamento di linea politica resa manifesta con il libro bianco, che di fatto contrasta con la normativa vigente, imporrà l’apertura di un tavolo di confronto con il ministro anche al fine di salvaguardare i livelli occupazionali del personale civile dell’intera amministrazione della Difesa, oltre che di verificare le conseguenze che si potranno generare a livello di impatto economico e sociale nei territori in cui sussistono gli stabilimenti industriali.”




  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

giovedì 16 luglio 2015

lug

16

2015

Escalation suicida, chi soccorre i soccorritori ? Di Michele Rinelli  

Rimanere inermi di fronte a questa ecatombe è da vigliacchi… - Ad oggi il 2015 vede 13 appartenenti alla Polizia di Stato morti per propria tragica scelta…


15.07.2015   Forse sarebbe meglio non parlarne, non diffondere notizie, forse a questo punto dobbiamo rassegnarci alla sequenza di morte suicida, in una sola giornata sono due le Giacche Blu che hanno deciso di sopprimere se stessi.
Ieri a Siracusa Tommaso, un Agente della Polizia di Stato appartenente al Reparto Mobile di Bologna, decide di togliersi la vita, si dice a seguito di una relazione sentimentale finita male.
Non passano molte ore e a Gorizia, Massimo con le stesse modalità, preme il grilletto non vedendo altra via d’uscita se non il fragore di quella volata rivolta contro se stesso, la motivazione anche questa volta sembra essere sentimentale.
Rimanere inermi di fronte a questa ecatombe è da vigliacchi, non cercare di capire e comprendere cosa stia succedendo e perché significa rassegnarsi al fatto che uno dei gesti più contro natura che una persona possa compiere è di fatto qualcosa di normale anche per uno che a suo tempo è stato scelto per doti di equilibrio psichico e mentale.
Ad oggi il 2015 vede 13 appartenenti alla Polizia di Stato morti per propria tragica scelta, in una media ormai di due al mese e che se continua così rischi di crescere ancora.
Ci diciamo spesso che è colpa dello stress, di un lavoro che richiede tante energie positive per sopravvivere e contrastare le storture che la società ci chiede spesso di gestire.
Energia da dividere tra il lavoro, gli affetti, i figli, le mogli, i genitori che della società fanno parte e che magari anch’essi portano con se una qualche involontaria stortura.
Quando il carico però diventa eccessivo ecco che qualcosa si rompe, quando la mente non capisce dove trovare l’alternativa si accarezza il principio che forse è meglio farla finita, alle volte senza nemmeno farsi aiutare.
Perché non esiste peggior disagio che non sia quello che non si vuole affrontare, condividere, risolvere, si preferisce morire perché l’aiuto quando offerto, non di rado, si rifiuta.
Ed i motivi del rifiuto chissà quali sono, uno dei tanti forse è quello di far comprendere alle divise che il disagio della mente è un qualcosa che può capitare a tutti, anche a chi indossa un’uniforme.
Perché è forte il retaggio culturale che impone a Poliziotti e Carabinieri a non presentarsi in ufficio con un certificato medico per un qualche disagio psichico perché la prima cosa che pensa il sistema è a toglierti la pistola ( o almeno così si dice) e a considerarti solo ed esclusivamente un problema.
In un lavoro a così alta matrice identitaria verdersi considerati degli appestati, messi in aspettativa e fattivamente lasciati alla gestione individuale del proprio problema è forse peggio della malattia o dello stesso disagio.
Per non parlare del fatto che in malattia si perdono soldi e spesso gestire mutuo, figli e famiglia senza le indennità economiche legate al lavoro aggiunge problemi ai problemi.
Per questo forse per diminuire un fenomeno che ormai sta assumendo proporzioni preoccupanti è necessario investire su politiche interne ai corpi capaci di dare vera assistenza senza paura di essere messi alla porta, senza lo spettro, l’ennesimo in quei casi, di perdere il posto di lavoro, di dover aggiungere alla propria vita, in quel modo, un’ ulteriore sconfitta e delusione.
Ed è questo che si chiede al nostro Ministero, semplicemente di prevenire queste situazioni con maggiore vicinanza, meno “criminalizzazione”, maggiore risposta empatica verso quelle Giacche Blu che non vogliono aggiungere alla loro già difficile situazione umana e mentale quella di dover essere messi a casa e considerati da tutti dei poveri pazzi.
Ma non è solo l’organizzazione a dover fornire i giusti approcci ma anche e soprattutto quei colleghi, amici e non solo, che troppo facilmente nella loro ignoranza sostengono che vestire una divisa non possa prevedere debolezza alcuna; questo è forse il vero male da debellare.
Rimanere soli nel proprio disagio umano deve diventare l’eccezione e non la regola, chiedere alle istituzioni, Polizia e Carabinieri in primis, di intervenire con politiche capaci di imporre un cambio di mentalità è probabilmente il primo passo per rallentare questa tragica e assurda sequenza di morte.
Perché anche le divise hanno bisogno di essere aiutate ma per loro che sono abituate ad aiutare è spesso tanto più difficile.
 

In Giacca Blu – Michele Rinelli         Tratto da  paroleingiaccablu.wordpress.com


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

mercoledì 15 luglio 2015

lug

15

2015

Pensioni: la circolare Inps sull'applicazione della sentenza della Corte Costituzionale.  

Rivalutazione per gli anni 2012 – 2013 – 2014. Ricostruzione arretrati .


Pubblicata il provvedimento n. 125 del 25.6.2015 con le istruzioni operative sulle novità in materia di pensioni, ammortizzatori sociali e TFR di cui all'art. 1 del decreto legge 21 maggio 2015, n. 65. L'Inps con circolare n. 125 del 25.6.2015 ha diramato le istruzioni operative per l'applicazione dell’articolo 1 del decreto-legge n. 65 del 2015, che ha stabilito le modalità di applicazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 70 del del 10 marzo – 30 aprile 2015.
In particolare la Corte costituzionale, con sentenza n. 70 del 2015 (pubblicata in G.U. n.18 del 6.5.2015), ha dichiarato illegittimo il comma 25 dell'art. 24 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), convertito, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, nella parte in cui, per gli anni 2012 e 2013, ha limitato la rivalutazione dei trattamenti pensionistici nella misura del 100%, esclusivamente alle pensioni di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS.
L’art. 24, comma 25, del citato decreto-legge n. 201 del 2011 stabiliva che, per gli anni 2012 e 2013, la rivalutazione automatica era riconosciuta esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento.
Per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica, l’aumento di rivalutazione era comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite perequato.

Al fine di dare attuazione alla citata sentenza della Corte Costituzionale, l’articolo 1, comma 1, del decreto legge n. 65 del 2015 novella il predetto comma 25, dell’articolo 24, del decreto-legge n. 201 del 2011 e aggiunge al medesimo articolo il comma 25 bis.
Nella circolare si precisa: "3. Perequazione: disciplina e modalità previste dal decreto legge n. 65 del 2015 3.1. Rivalutazione per gli anni 2012 – 2013 – articolo 1, comma 1, n. 1 Il nuovo comma 25 stabilisce, in particolare, che la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici relativa agli anni 2012 e 2013, è riconosciuta: a) nella misura del 100 per cento per i trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS. Per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato; b) nella misura del 40 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a tre volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a quattro volte il trattamento minimo INPS con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi. Per le pensioni di importo superiore a quattro volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato; c) nella misura del 20 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a quattro volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a cinque volte il trattamento minimo INPS con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi.
Per le pensioni di importo superiore a cinque volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
d) nella misura del 10 per cento per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a cinque volte il trattamento minimo INPS e pari o inferiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi.
Per le pensioni di importo superiore a sei volte il predetto trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica spettante sulla base di quanto previsto dalla presente lettera, l'aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite maggiorato;
e) non è riconosciuta per i trattamenti pensionistici complessivamente superiori a sei volte il trattamento minimo INPS con riferimento all'importo complessivo dei trattamenti medesimi. Il riconoscimento della perequazione nei termini sopra indicati opera esclusivamente ai fini della determinazione degli importi arretrati relativi agli anni 2012-2013.

CONTINUA CLICCANDO IN LEGGI TUTTO





  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

lug

15

2015

De Laurentiis aggredisce un poliziotto all'aeroporto. La denuncia del SINDACATO Silp CGIL: "E' vergognoso". Il Sindacato tutela il personale e svela i soprusi.  

Il patron del Napoli in partenza per il Trentino colpisce un agente con una gomitata. La Cgil chiede che "venga perseguito per il suo comportamento violento e minaccioso"


Tratto da Repubblica.it Napoli   di IRENE DE ARCANGELIS

Sabato  bollente in barca, sole e mare. Poi tanti bagagli e la corsa all'aeroporto per prendere il volo e raggiungere la sua squadra al ritiro in Trentino. Ma al terminal di Capodichino l'aria diventa d'improvviso ancora più bollente. Prima qualche battuta non proprio gradevole, troppe pretese, infine l'aggressione fisica.
Protagonista il patron del Napoli Aurelio de Laurentiis, che ieri riceve un comunicato di fuoco a firma della Cgil lavoratori della polizia. Il sindacato chiede che de Laurentiis venga perseguito per il suo comportamento violento e minaccioso.
Sabato 11 luglio all'aeroporto. De Laurentiis arriva e vuole subito salire in aereo con il suo staff di diciotto persone. Nessuna fila, fa capire che vuole passare per il varco riservato all'equipaggio. Viene accontentato. Non ringrazia e chiede a uno degli agenti della Polaria in servizio all'aeroporto di portargli i bagagli.
Divisa trattata da facchino, che cortesemente si rifiuta. "Non sono qui per questo", risponde garbatamente l'agente. Allora il presidente del Calcio Napoli insiste per avere il suo pulmino privato per essere accompagnato fino alla scaletta dell'aereo, ma le misure di sicurezza non lo consentono.
Sono troppi no messi tutti insieme per de Laurentiis. Che reagisce. Dice al poliziotto: "Non seguirmi, non mi servi più". Poi l'aggressione: una gomitata alla gola dell'agente. Il suo staff  -  i diciotto al seguito  -  deve trattenerlo, finisce in mezzo alle botte anche un secondo agente. È un incidente diplomatico grave, per la Questura, che tenta di nascondere l'episodio. Ma i sindacati rispecchiano la dignità dei loro iscritti.
Parte il fax della Silp Cgil. "Quello che è accaduto è vergognoso  -  si legge  -  e dimostra ancora una volta come personaggi che credono di essere al di sopra della legge non amino il rispetto delle regole e il lavoro che le forze dell'ordine svolgono per tutelare i cittadini".
E ancora: "Al presidente della società è stato cortesemente consentito, pur non avendone diritto alcuno, di imbarcarsi attraverso il varco riservato. Ma se de Laurentiis giunge ad aggredire i poliziotti fisicamente provocando loro contusioni e lesioni è mortificante per i lavoratori della polizia e ignobile per chi si crede al di sopra della legge.
La polizia è al servizio dei cittadini e non come crede de Laurentiis, dei privati, addirittura con mansioni di "domestico"".


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

lug

15

2015

QUALE PROFILO PER I CUSTODI DEL SEGRETO? di Cleto Iafrate  

“Se il segreto appartiene all'essenza del potere, la deviazione appartiene all'essenza del segreto”. (Norberto Bobbio)


1. Introduzione   Fino a qualche decennio fa il segreto sugli atti amministrativi era considerato uno strumento per garantire il buon andamento della pubblica amministrazione, la cui attività non conosceva, se non in ipotesi tassativamente determinate, forme di partecipazione. L’accesso agli atti amministrativi si riteneva superfluo, se non addirittura inutile. In seguito questo profilo è stato invertito. Ci si è resi conto che un’amministrazione con tali connotati si rivelava, in realtà, molto distante dal modello tracciato nella Costituzione, basato sulla partecipazione e non sull’esclusione dei cittadini sovrani. La disciplina del diritto d’accesso è diventata così strumento di attuazione concreta del principio di pubblicità che, insieme all’efficacia e all’economicità, costituisce criterio sul quale deve reggersi l’attività della pubblica amministrazione.  
2. La difficile collocazione dei documenti concernenti la concessione del Nulla Osta  di Sicurezza
. In aderenza alle logiche più del primo che del secondo profilo, un decreto ministeriale (il n. 519  del 14 giugno 1995) aveva inserito, tra le categorie di atti sottratti all’accesso amministrativo, anche i documenti concernenti la concessione del NOS (Nulla Osta  di Sicurezza)[1]. Qualche anno dopo il massimo organo di giustizia amministrativa stabiliva che quel decreto “è illegittimo, e va pertanto disapplicato nella parte in cui non consente la visione degli atti riguardanti la carriera dell'interessato” (Consiglio Stato , sez. IV, 11 febbraio 1998 , n. 266)[2]. Ebbene, un recente decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze, entrato in vigore circa 7 mesi fa, (il n. 177 del 24 ottobre 2014) ha ribadito che, per motivi attinenti  alla sicurezza e alla difesa nazionale, “i documenti concernenti le procedure di rilascio,  diniego, limitazione, sospensione, revoca e proroga relative ai NOS” sono esclusi dal diritto di accesso amministrativo.
[1]Punti 13 e 14 dell’allegato 1 al decreto.
[2] Lo spunto viene offerto dalla vicenda di un caporale dell’esercito, che, vistosi negato l’accesso ad alcuni atti che intendeva visionare, ricorre con esito favorevole al TAR. Il Ministero della Difesa appella la sentenza, deducendo, in sintesi, che trattandosi di atti inerenti al rilascio di NOS aventi ad oggetto espressamente ‘Esito informazioni NOS’ e classificati come ‘Riservati’ sono esclusi dalla divulgazione, ai sensi dell’allegato 1 punto 13 (Concessione di nulla osta di segretezza) e del punto 14 (rapporti informativi sul personale militare) del DM 519/95. Il Consiglio di Stato, nel respingere l’appello, stabilisce che, “stante la potenziale capacità delle note informative – sia pure definite riservate - di influire sulla carriera del dipendente, è innegabile l'interesse del sottufficiale interessato a tutelare la propria situazione”. In ogni caso, “la riservatezza tutelata non può essere - come si pretende e in assenza di ulteriori previsioni e specificazioni rispetto al D.M. n. 519 del 1995, più volte ritenuto illegittimo e come tale disapplicato da questo Consesso - quella dell'Amministrazione che ha formato i documenti cui l'interessato intende accedere ovvero delle persone chiamate ad esprimere il giudizio valutativo, ma solo quella di ‘terzi, persone, gruppi ed imprese’. (così, Cons. Stato, Sez. IV, 9 ottobre 1997, n. 1228)”. Prosegue il Consiglio di Stato: “Con riguardo alla prevalenza della legge sul decreto ministeriale, che individua gli atti sottratti all’accesso, secondo giurisprudenza di questo Consesso, dalla quale non vi sono ragioni allo stato per discostarsi, il regolamento del Ministero della difesa (d.m. 14 giugno 1995 n. 519) che individua gli atti sottratti all'accesso in applicazione dell'art. 24 comma 2 l. 7 agosto 1990 n. 241, è illegittimo, e va pertanto disapplicato, nella parte in cui non consente la visione degli atti riguardanti la carriera dell'interessato e, come tali, non incidenti sulla riservatezza di altri soggetti terzi, ma solo per asserite ragioni di riservatezza dell’amministrazione (così Consiglio Stato , sez. IV, 11 febbraio 1998 , n. 266).
- Che cos’è il NOS? - A cosa serve? - Perché una tale attenzione su questo tema sia del potere legislativo che giudiziario?   a. Ai sensi della L. 124/2007 e dei successivi regolamenti attuativi, il NOS autorizza una persona fisica o giuridica a trattare informazioni classificate. Lo rilascia, ed eventualmente lo revoca, l’Ufficio centrale per la segretezza[1]. Il Nos ha più livelli e viene rilasciato “sulla base di un accertamento dell’affidabilità dell’interessato”, in termini di fedeltà alle Istituzioni della Repubblica, alla Costituzione e ai suoi valori, nonché di rigoroso rispetto del segreto. Il NOS è un attestato di affidabilità e  può essere rilasciato ai dipendenti civili o militari della pubblica amministrazione e alle imprese che intendano operare in settori che comportano la trattazione di informazioni classificate o che implicano il ricorso a speciali misure di sicurezza; originariamente, veniva richiesto dalla Nato per tutti coloro che avevano accesso alla corrispondenza riservata. L’Ammiraglio Falco Accame, già senatore e presidente della Commissione Difesa della Camera, l'ha definito una sorta di "attestato di anticomunismo"[2].   b. La carriera dei funzionario della Pubblica Amministrazione dipende anche dal possesso delle credenziali richieste dal NOS; ciò in quanto chi ne è sprovvisto, anche se ha una mente brillante, non può assumere determinati incarichi nei quali è richiesto. In ambito militare, invece, il diniego o la sospensione del NOS può significare stroncare la carriera dell’interessato, dal momento che molti incarichi di rilievo ne richiedono il possesso. Stando così le cose, il citato decreto 177/2014 parrebbe non in linea con la giurisprudenza del Consiglio di Stato, dal momento che un diniego, o comunque una limitazione delle credenziali NOS, potenzialmente, non è mai privo di conseguenze sulla carriera del dipendente militare[3]. Per di più il decreto – nel contesto militare, in cui i regolamenti, svincolati dal principio di legalità, rendono l’obbedienza cieca e assoluta[4] - provoca una certa preoccupazione.  Infatti esso sottende una preventiva selezione[5] che non deve essere rivelata. In potenza, i militari sono tutti affidabili, dal momento che all’atto dell’arruolamento prestano giuramento di fedeltà alla Costituzione e alle Istituzioni. Perciò, ci si chiede: con quale criterio si dovrebbero selezionare i custodi del segreto? Quale sarà il profilo di quelli ritenuti inaffidabili?   c. La tematica è molto delicata e in essa, spesso, la forma è anche sostanza. Si riporta, di seguito, un estratto del paragrafo 24 della Relazione del COPACO del 6 aprile 1995, a firma dell’On. Brutti: “Risulta al Comitato che, fino alla fine degli anni 60 e all'inizio degli anni 70, le indagini finalizzate al rilascio del NOS riguardavano anche gli orientamenti politici. Vi erano - secondo uno schema che risaliva alla contrapposizione elettorale del 1948 - alcuni partiti guardati con sospetto, sebbene fossero rappresentati in Parlamento. Chi risultasse simpatizzante di quei partiti veniva considerato inaffidabile.[6]” A tal proposito, fanno riflettere alcune affermazioni del Senatore Cossiga (apparse su “L’Unità” del 31 maggio 1993 e su “Il Corriere della Sera” del 1 giugno 1990): “Il controllo del Governo sui servizi segreti? E’ limitatissimo, se dicessi che da Presidente del Consiglio ero in grado di controllare il SISMI (servizio segreto militare, ndr) affermerei qualcosa di falso”. E chi li controllava, allora? “Vi è sempre stata ingerenza americana nei Servizi. Loro (gli americani, ndr) preferiscono trattare con i militari[7].  
3. Conclusioni   E’ certamente legittimo che alcune informazioni connesse alla sicurezza e alla difesa nazionale restino segrete; ma secretare addirittura il criterio di selezione dei custodi del segreto mi pare un po’ eccessivo, oltre che rischioso; potrebbe, in astratto, preludere alla creazione di una forma di discriminazione per motivi ideologici o politici. Un criterio, per essere imparziale, deve essere quanto più oggettivo possibile; per esempio, una cosa è negare il NOS a tutti i militari albini per l’impossibilità di reperire barbe finte in tinta, altro è negarlo ai soli militari che rifiutino la declinazione Nato del verbo “ripudiare”[8].Sono cose ovvie sulle quali l’espositore educato di solito non insiste, temendo di offendere il lettore.
E forse sbaglia! Cleto Iafrate 
[1]L’ufficio, originariamente, si chiamava USPA (Ufficio Sicurezza Patto Atlantico), che, a sua volta, derivava dall’“Ufficio Affari Riservati” del Viminale, nato nel 1968 sotto la direzione del Questore Federico Umberto D’Amato.
[2] Vedi “NOS: attestato di affidabilità secondo le regole della NATO” in Corriere della Sera del 9 ottobre 1999, pag. 2.
[3] Vedi le motivazioni della sentenza del C.di S. n. 266/98 riportate nella precedente nota n. 2.
[4] Per un approfondimento sul punto, vedi La specificità militare alla prova di laboratorio, pubblicazione online.
[5] La legge 382/78 sui principi della disciplina è stata molto chiara sul punto, ha fatto divieto per quanto riguarda i militari che venissero raccolte informazioni sulle tendenze politiche (assai forti erano all’epoca le discussioni sulla schedatura dei militari per ragioni politiche, tanto che vennero individuate anche delle categorie differenziate (A, B,C) di “pericolosità” in relazione agli atteggiamenti politici e sindacali).
[6] Così come riportato nel “Commento in forma provvisoria alla proposta di legge n. 2070 sulla riforma dei servizi segreti” di Falco Accame, 4 gennaio 2007 – pag. 14(http://www.amid.it/visualizza/Osservazioni%20sul%20pdl%20Scajola.pdf).
[7] Ibidem – pag. 24.
[8] "L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art. 11, comma 1, della Costituzione).


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

martedì 14 luglio 2015

lug

14

2015

Ecco chi e come attacca i pensionati. I Provvedimenti sulle PENSIONI negli ultimi anni.  

Quando i nostri politici e legislatori, anziché dedicarsi alle parole senza credibilità ed ai provvedimenti illegittimi, si impegneranno, seriamente e doverosamente, a combattere corruzione, evasione, sprechi e privilegi?


“… che nell’arco degli ultimi 24 anni per almeno una decina di volte sono stati modificati meccanismi e criteri di indicizzazione delle pensioni, e tutti sono stati peggiorativi” -  “….che i nostri legislatori si sono dimostrati tutti sordi rispetto ai principi costituzionali di cui agli artt. 36 e 38 della Costituzione, ribaditi in decine di sentenze della Corte, cioè l’obbligo per le pensioni di rispettare un rapporto proporzionale con la retribuzione goduta nella vita attiva” – “- “ …tutti i provvedimenti legislativi in materia di trattamento pensionistico in godimento ….  sono stati e sono di assai dubbia legittimità costituzionale, oltre che certamente contrari ai principi sacralizzati dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo…” -  “ sarà inevitabile che le rappresentanze delle categorie degli ex lavoratori, oggi in pensione, come i singoli pensionati interessati, si attivino con ogni forma di lotta, comprese le azioni legali, contro qualsiasi tentativo (anche sotto la specie del rinvio) di non corretta applicazione della sentenza 70/2015, come di fronte a qualsiasi nuovo insulto a danno di chi la pensione l’ha maturata attraverso anni di sudato lavoro e adeguate contribuzioni…”   

A cura di  Carlo Sizia
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Analizziamo il periodo di circa 24 anni, a partire cioè dal D. Lgs. 503/1992, che ha stabilito che, a partire dal 1994, la perequazione automatica delle pensioni deve avvenire solo sulla base dell’adeguamento al costo della vita e con cadenza annuale. In precedenza (cioè fino al 1992) la perequazione avveniva su base semestrale ed in relazione alla variazione media delle retribuzioni contrattuali dei lavoratori dipendenti, pubblici e privati. Inoltre la percentuale di perequazione era: del 100% fino a 2 volte il trattamento minimo; del 90% tra 2 e 3 volte il trattamento minimo e del 75% per gli importi eccedenti il triplo del trattamento minimo. Inizialmente il d. l. 384/1992, convertito in legge 438/1992, aveva (con l’art. 2, c.1) bloccato la rivalutazione del novembre 1992, a valere per il 1993, ma successivamente è stata attribuita, anche se in misura calmierata, attraverso la legge 537/1993 (art. 11,c.5). Nel 1998 (ai sensi dell’art.59, c.13, L. 449/1997) la pensione, per gli importi oltre 5 volte il minimo INPS, non è stata perequata. Nel 1999 e 2000 (sempre per l’art. 59, c.13, L. 449/1997) la perequazione delle pensioni ha subìto le seguenti limitazioni: - 30% per le fasce di importo tra 5 e 8 volte il minimo INPS;
- nessun incremento per le fasce di importo oltre 8 volte il minimo INPS.
Dal 2001 (L. 388/2000, art. 69, c.1) l’indice di rivalutazione automatica delle pensioni è stato applicato a scaglioni secondo lo schema previsto dalla legge 448/1998 (art. 34, c.1), e cioè: - nella misura del 100% (per le pensioni fino a 3 volte il minimo INPS);
- nella misura del 90% (per le pensioni tra 3 e 5 volte il minimo INPS),
- nella misura del 75% (per gli importi superiori a 5 volte il minimo INPS).
Nel 2008 la perequazione non è stata applicata del tutto per le pensioni di importo superiore a 8 volte il minimo INPS, cioè superiori a 3.539,72 € mensili lordi (art. 1, c.19, L. 247/2007). Nel triennio 2008, 2009 e 2010 la distinzione della rivalutazione al 90% per gli importi di pensione tra 3 e 5 volte il minimo INPS è stata annullata, portandola al 100%, come per le pensioni fino a 3 volte il minimo INPS (legge Damiano 127/2007). Nel 2011 la rivalutazione è tornata ai vecchi meccanismi a scaglioni, di cui alla legge 448/1988 (art. 34, c.1), cioè secondo le tre percentuali decrescenti (100, 90, 75) in rapporto alla misura crescente della pensione. Nel 2012 e 2013 (art.24, c. 25, d.l. 201/2011, convertito in legge 214/2011), tutte le pensioni di importo lordo oltre 3 volte il minimo INPS, cioè 1.441,58, nel 2012, ed oltre 1.486,29 € nel 2013, non sono state rivalutate del tutto. Nel triennio 2014-2016 (a seguito della legge 147/2013 del Governo Letta) la percentuale di rivalutazione è stata correlata all’importo complessivo del trattamento pensionistico e non più alle varie fasce di importo. Pertanto la rivalutazione risulta: del 100 % fino a 3 volte il minimo INPS; del 95% per i trattamenti complessivi tra 3 e 4 volte il minimo INPS; del 75% per i trattamenti complessivi tra 4 e 5 volte il minimo INPS; del 50% per i trattamenti complessivi tra 5 e 6 volte il minimo INPS; infine oltre 6 volte il minimo INPS (cioè oltre 2.990,42 €) non opera alcuna indicizzazione nel 2014, anche se gli importi fino a 2.990,42 sono stati rivalutati del 40% dell’indice inflattivo, mentre dal 2015 la rivalutazione sarà del 45% dell’indice ISTAT previsionale per tale anno e sull’importo complessivo dei trattamenti medesimi.
Un nuovo meccanismo di indicizzazione sarà necessariamente previsto per il 2012 e 2013
, cioè dopo la sentenza 70/2015 della Corte costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 24, c.25, della legge Fornero 214/2011, che aveva bloccato la perequazione, per il biennio anzidetto, di tutte le pensioni oltre 3 volte il minimo INPS. Logica e diritto suggerirebbero il ritorno in vigore del meccanismo di indicizzazione a scaglioni che ha operato nel 2011, infatti una legge successiva, emanata oggi, non potrebbe avere effetto retroattivo. Temo invece che Renzi-Padoan cercheranno in ogni modo di non rispettare lettera e spirito della sentenza 70/2015 della Corte. CONTRIBUTI DI SOLIDARIETA’ SULLE PENSIONI Un primo contributo di solidarietà, a decorrere dal 1° gennaio 2010 e per un periodo di tre anni, è stato introdotto dalla legge 488/1999 (art. 67) nella misura del 2% sugli importi dei trattamenti pensionistici complessivamente superiori al massimale annuo previsto dall’art. 2, c.18 , della legge 335/1995, vale a dire sulle pensioni di importo lordo superiore a 144, 148, 152 milioni circa di lire (cioè superiori a circa 74.500, 76.500, 78.550 €) nei tre anni anzidetti. Un secondo contributo di solidarietà è stato introdotto a metà del 2011 dalla legge 111/2011, che ha previsto un prelievo del 5% sull’importo delle pensioni oltre i 90.000 € lordi/anno, nonché del 10% sugli importi delle pensioni oltre i 150.000 € lordi/anno, a valere dal 1° agosto 2011 e fino al 31/12/2014. Tale disposizione è stata giudicata incostituzionale, con sentenza 116/2013, da parte della Corte competente. Un terzo contributo di solidarietà è stato introdotto, a valere per il triennio 2014-2016, dalla legge 147/2013 del Governo Letta. Tale contributo opera: in misura del 6%, sulle pensioni lorde oltre 14 volte il minimo INPS; in misura del 12% sulle pensioni oltre 20 volte il minimo; in misura del 18% sulle pensioni oltre 30 volte il minimo INPS (in concreto nel 2015, rispettivamente oltre 91.160,16, oltre 130.228,80 ed oltre 195.343,00 € lordi/anno).
CONSIDERAZIONI FINALI Alla luce dei dati richiamati, si può ben dire: - che nell’arco degli ultimi 24 anni per almeno una decina di volte sono stati modificati meccanismi e criteri di indicizzazione delle pensioni, e tutti sono stati peggiorativi rispetto ai meccanismi precedenti, tranne che nel triennio 2008, 2009 e 2010 in cui, per effetto della legge Damiano (L. 127/2007), l’indicizzazione delle pensioni tra 3 e 5 volte il minimo INPS è stata portata al 100% (anziché al 90%). Sempre e solo pienamente tutelati sono stati i percettori di pensioni fino a 3 volte il minimo INPS; - che i nostri legislatori si sono dimostrati tutti sordi rispetto ai principi costituzionali di cui agli artt. 36 e 38 della Costituzione, ribaditi in decine di sentenze della Corte, cioè l’obbligo per le pensioni di rispettare un rapporto proporzionale con la retribuzione goduta nella vita attiva e di assicurare, nel tempo, un loro reale ed effettivo adeguamento alle variazioni del costo della vita. Per il ceto medio e le categorie dirigenti in pensione queste garanzie non hanno operato;
- che tutti i provvedimenti legislativi in materia di trattamento pensionistico in godimento ( sia sotto forma di riduzione dei meccanismi consolidati di indicizzazione, come di introduzione di contributi forzosi di solidarietà) sono stati e sono di assai dubbia legittimità costituzionale, oltre che certamente contrari ai principi sacralizzati dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea;
- che alcuni commenti critici alla sentenza 70/2015 della Corte costituzionale (anche da parte di giuristi) rivelano solo malafede, ispirata da pregiudizi ideologici, ovvero che la sentenza non è stata letta attentamente; - che, ove la sentenza 70/2015 fosse applicata solo a tutela delle pensioni fino a 2.500-3.000 € lordi/mese, si realizzerebbe una nuova illegittimità ed ingiustizia, infatti sono proprio le pensioni oltre le 5 volte e le 8 volte il minimo INPS quelle che sono sempre state massacrate negli ultimi 24 anni, sia sotto il profilo della mancata o inadeguata indicizzazione sia sotto forma di esproprio indebito, contrabbandato come “contributo di solidarietà”. Si confermerebbe che non conta aver lavorato e contribuito di più, né aver fatto lavori di più alta qualificazione, ma piuttosto appartenere ad una categoria numerosa, il cui consenso sia conveniente “comprare” in termini elettorali, come il bonus degli 80 € insegna.
Con le premesse anzidette, sarà inevitabile che le rappresentanze delle categorie degli ex lavoratori, oggi in pensione, come i singoli pensionati interessati, si attivino con ogni forma di lotta, comprese le azioni legali, contro qualsiasi tentativo (anche sotto la specie del rinvio) di non corretta applicazione della sentenza 70/2015, come di fronte a qualsiasi nuovo insulto a danno di chi la pensione l’ha maturata attraverso anni di sudato lavoro e adeguate contribuzioni
.
Infine, si impone una domanda: quando i nostri politici e legislatori, anziché dedicarsi alle parole senza credibilità ed ai provvedimenti illegittimi, si impegneranno, seriamente e doverosamente, a combattere corruzione, evasione, sprechi e privilegi?

Dott. Carlo Sizia

Comitato direttivo FEDER.S.P.e V.
Pubblicato da


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

lunedì 13 luglio 2015

lug

13

2015

Usa, quasi cento i militari suicidi nel primo trimestre 2015 . Lo ha annunciato il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti in una nota  



Nei primi tre mesi del 2015 sono stati 99 i membri delle forze armate statunitensi che hanno commesso suicidio.
Lo ha annunciato il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti in una nota diffusa ieri. Nello specifico, da gennaio a marzo 2015, ci sono stati – si precisa nella nota – 57 episodi di suicidio fra i membri in servizio attivo effettivo, 15 fra la componente di riservisti e 27 fra i membri della Guardia nazionale. I dati in questione sono contenuti in un recente rapporto diffuso dal dipartimento della Difesa americano.
Nel tentativo di affrontare il fenomeno, è stata istituita la cosiddetta Military crisis line, un servizio che offre ai membri delle forze armate che ne avessero necessità il sostegno psicologico confidenziale e gratuito di operatori qualificati scelti dal Department of Veterans Affairs.

Fonte :  il velino.it  


  icona commenti  |     Stampa veloce   crea pdf di questa news    icona rss |  Pubblicato da: tavaric icona autore |  Varie

Vai a pagina  [1] 2 3 ... 102 103 104

Archivio News


Categorie News

 



Altre News

mar 23 ottobre 2012 - 15:32:20
NO alla Riforma Pensioni - NO ai Tagli di personale nelle FFAA - NO alla Revisione dello strumento Militare . MONTI Incontra una delegazione dei partecipanti - GIORNATA STORICA e risultati concreti
sab 06 ottobre 2012 - 10:03:16
Fonte: lasottilelinearossa.over-blog.it
ven 28 settembre 2012 - 12:57:07
Roma, 28 set. (Adnkronos)
sab 18 agosto 2012 - 16:23:24
di Luca Kocci pubblicato su Il manifesto, il 17/08/12

 

Tema Grafico by iWebSolutions - partner e107 Italia