80 Euro in busta paga. Per ora sono certi solo fino a dicembre 2014

Gli 80 Euro in busta paga hanno avuto un sicuro effetto elettorale,  valutando l’esito delle elezioni europee, che hanno premiato il PD . I famosi o famigerati 80 euro sono stati inclusi nel decreto Irpef attualmente all’esame delle Commissioni del Senato.
Dopo l’annuncio del premier infatti, l’incognita che gravava sul provvedimento era essenzialmente quella di fondi che avrebbero finanziato questo benefit , concesso, nelle attese del governo a una platea di 10 milioni di cittadini che, in contemporanea con gli 80 Euro, erano anche ELETTORI .
RICORDIAMO CHE I requisiti per accedere agli 80 Euro  sono quelli di essere un lavoratore dipendente, e di guadagnare meno di 24mila euro lordi all’anno. Entro i 26mila, poi, c’è una fascia in cui il bonus viene ridotto, fino ad azzerarsi completamente per i redditi oltre tale soglia. Nelle scorse settimane, poi,  una circolare dell’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il bonus in busta paga andrà assicurato anche ai lavoratori in mobilità, cassintegrati o disoccupati, e percettori di indennità Aspi, allargando così, notevolmente la platea dei potenziali fruitori nonché “ ELETTORI “ .
Vedremo  l’impatto di questo ampliamento definito dal fisco anche per i lavoratori  non occupati o inattivi al momento del riconoscimento: ovviamente, dovrebbe rendersi necessario un esborso maggiore rispetto alle attese e ciò potrebbe intralciare i piani del premier. Attualmente, infatti, il bonus negli stipendi, che ha contribuito in maniera determinante al successo elettorale di domenica, risulta coperto da alcune voci, comprese tra lotta all’evasione fiscale, spending review, e l’incremento della tassa sulle rendite finanziarie dal 20% al 26%, che, però, arrivano solo al prossimo mese di dicembre. Ossia, sono assicurati da qui a fine anno 640 euro. Nelle intenzioni del governo, gli 80 euro in più dovrebbero diventare fissi per i dipendenti anche per i prossimi anni. Attualmente però il decreto Irpef non va oltre la fine del 2014 per l’introduzione stabile dello sgravio. Per rendere il Bonus duraturo nel tempo – e non una tantum – bisognerà trovare le coperture .
IN MOLTI CASI IL PROVVEDIMENTO SUGLI 80 EURO appare discriminante  e stonato  !
uno di questi ce li segnala un nostro lettore e associato.
” In uno stesso ufficio lavorano due colleghi: il primo con un reddito da lavoro di 25mila 200 euro, moglie disoccupata e 2 figli a carico, in sostanza famiglia monoreddito, cosa che si evince anche dal modello Cud nella parte di coniuge a carico. Questo soggetto non ha percepito gli 80 euro bensì 15 euro
Il secondo con un reddito di 24mila euro con coniuge lavoratore dipendente con reddito di 24mila euro per un reddito familiare complessivo di 48mila euro, ironia della sorte anche senza figli. Ebbene questi hanno percepito sia marito che moglie 80 euro a testa per complessivi euro 160. Che si tratti di famiglia con doppio reddito lo si poteva dedurre anche in questo caso dal Cud. Ma l’importante è stato dare i soldi a un maggior numero di soggetti e darli prima delle elezioni ? “.

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