Aerei vip con moglie a bordo. Mario Mauro, La difesa spende 86 milioni

di Stefano Sansonetti da lanotiziagiornale.it
Una compagnia aerea privata al servizio del ministero della difesa. Potrebbe sembrare uno scherzo, ma è una realtà destinata a concretizzarsi nel giro di qualche mese. Un’operazione per la quale, dettaglio non di secondo piano, potranno essere spesi fino a 86 milioni di euro. Soldi rigorosamente pubblici. A metterli sul piatto è il ministero guidato da Mario Mauro, i cui uffici hanno appena predisposto un articolato bando di gara per “l’appalto del servizio di trasporto aereo di personale dell’amministrazione della Difesa per l’anno 2014”. L’importo previsto, per un anno, è di 14,4 milioni. Che però salirebbero a 57,6 milioni, spiegano i documenti, nel caso in cui il ministero dovesse ricorrere a una procedura negoziata per coprire i tre anni successivi. Infine c’è la possibilità che la cifra finale sia di 86 milioni “in caso di ricorso a eventuali atti aggiuntivi, nei limiti del 50% del valore del contratto”. Insomma, il ministero della difesa si sta apprestando a spendere una somma considerevole per trovare una compagnia aerea che trasporti in Italia e nel mondo il suo personale. Ma che bisogno c’è di questa procedura, e del conseguente esborso di denaro pubblico, se solo si considera che il ministero ha già a sua disposizione tutta una serie di aeromobili per spostamenti vari? Domanda tanta più insistente se si tiene conto delle richieste avanzate all’interno dei documenti di gara. Gli aerei
Il capitolato tecnico elenca tutta una serie di mezzi che potranno essere pretesi dalle varie Forze Armate. Si tratta di aeromobili con capienza da 20 a 70 passeggeri, aeromobili da 110 a 180 passeggeri e aeromobili da 181 a 284. A questi si aggiungono velivoli di categoria “executive” con servizio di prima classe, “noleggiato a uso esclusivo per il trasporto Vip”. A bordo, “previa autorizzazione degli enti committenti ed esecutori del contratto, potranno essere imbarcati anche passeggeri estranei all’amministrazione della Difesa, per esempio familiari e altri”. Le esigenze di trasporto possono riguardare tutto il territorio nazionale ma anche l’estero, in particolare “le località interessate da crisi o conflitti in corso o nelle quali siano in atto operazioni militari sotto l’egida delle organizzazione internazionali come Onu, Nato, Ue, Osce”. A poter usufruire di tutti questi spostamenti sarà il personale dell’Esercito, dei Carabinieri, della Marina e dell’Aeronautica. Per le loro esigenze di spostamento, spiega il capitolato tecnico, “il nolo del mezzo aereo deve essere assicurato a uso esclusivo”. Che a fornire questo tipo di trasporto privato possa essere solo un’autentica compagnia aerea è confermato dagli stessi documenti di gara, dove tra i requisiti di partecipazione è indicato il possesso di una licenza Enac. Questo è quanto scritto nero su bianco nelle carte. Rimane da capire perché il dicastero potrebbe arrivare a spendere fino a 86 milioni per tutto questo, visti i mezzi già in dotazione
La giustificazione
La Notizia ha chiesto agli uffici della Difesa le ragioni del bando di gara. In base alla risposta fatta pervenire “il servizio è richiesto dalle Forze Armate perché gli aerei di proprietà della Difesa sono insufficienti a trasportare il personale militare impiegato fuori area secondo le molteplici esigenze operative di dispiegamento e avvicendamento delle forze”. In più si fa presente che non si tratta della prima procedura di gara di questo genere, almeno da quando c’è stato “un incremento della partecipazione italiana alle missioni internazionali di pace”. Rimane sul piatto la questione degli aerei con servizio di prima classe e trasporto Vip, per non dire dell’eventuale presenza di moglie e figli a bordo. Ma tant’è. Nel corso degli anni, per lo stesso servizio, si sono alternate diverse compagnie: Airone, Eurofly, Alitalia e Merdianafly. Questo per dare anche un’idea di quali potrebbero essere gli operatori interessati ad aggiudicarsi un bando che dopo tutto mette in palio una somma particolarmente consistente. A spese dei contribuenti.

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