BASTA INTEGRALISMI E SLOGAN, FORMATE UN GOVERNO E FATE RIPARTIRE L’ITALIA

Stiamo vivendo giorni politicamente frenetici e preoccupanti ed assistendo ad un dibattito sulla NON fiducia ad un Governo a “ prescindere “.
La protesta, trasformata in integralismo dal novello leader , è arrivata in Parlamento e sembra non riesca a trasformarsi in spinta positiva per riformare e cambiare in meglio il paese, così facendo rischiamo di perdere un occasione forse unica e non ripetibile. Evitiamo di fare l’elenco dei gravissimi problemi e delle emergenze del nostro paese che sono sotto gli occhi di tutti e restiamo nel nostro campo con un nostro modesto commento .
Abbiamo bisogno di un governo che affronti subito i problemi “ lavoro e sviluppo “  ,  affrontate le emergenze c’è da  affrontare, in modo esauriente e completo,  il “ sistema” Forze Armate :  Quali risorse e come distribuirle , quanti uomini devono avere, quali compiti devono svolgere in prevalenza, quali diritti per il personale, precariato o ritorno alla leva, equilibrio retributivo, fondi pensione.
Il  Governo che si accinge a lasciare ha dato carta bianca al Ministro Ammiraglio che ha applicato l’elementare e personalissima equazione  TAGLIO PERSONALE PER RECUPERARE RISORSE; Mai Riforma fu più penalizzante per il personale ( 40 mila posti di lavoro militari in meno – Migliaia tra i Giovani Volontari ) e rimane  sospesa nel  limbo dei decreti che dovranno essere approvati dal  prossimo Parlamento-Governo-Ministro Difesa.
 Anche per questo al Comparto Difesa serve un Governo che inizi ad affrontare i problemi del paese.  Dopo aver votato la “Riforma “ Di Paola, anche pro F 35, del Ministro Ammiraglio Di Paola , nel periodo pre e post elettorale quasi  tutti si sono smarcati in quanto la spesa militare non porta né voti né consensi !  Il caccia del futuro è diventato un orfano del quale tutti negano di esser padri ; costi in crescita e  mille problemi tecnici da risolvere, l’ F 35 è al centro del dibattito politico e industriale negli Stati Uniti e in molti Paesi che hanno aderito al programma. Gianandrea Gaiani su analisi difesa scrive : “proprio la politica e soprattutto il governo dovrebbero alzare i toni con gli Stati Uniti circa le scelte sulle acquisizioni militari. Perché mentre l’Italia si è impegnata a spendere una quindicina di miliardi di euro (almeno) per dotare Marina e Aeronautica dei cacciabombardieri americani F-35 il Pentagono, impegnato a far quadrare i conti con i tagli imposti da Barack Obama, cancella le commesse per gli aerei italiani da trasporto C-27J Spartan destinati alle forze armate e alla Guardia Nazionale e per i vecchi G-222 che gli americani avevano acquistato ammodernati da Alenia Aermacchi (Gruppo Finmeccanica) per consegnarli alle forze aeree afghane.
Nel primo caso il taglio al programma dei cargo tattici ha fatto infuriare la Guardia Nazionale statunitense che aveva selezionato l’aereo italiano (che sta ottenendo un buon successo di export nel mondo) perché meno costoso sotto tutti i profili del più grande aereo cargo C-130 e degli elicotteri da trasporto CH-47 .
Il Pentagono ha però deciso di cancellare l’ordine che prevedeva 38 aerei (inizialmente erano 78) e i 21 già in servizio (costati 1,6 miliardi di dollari) verranno probabilmente venduti sul mercato dell’usato. Una decisione che danneggerà ulteriormente l’azienda italiana che avrà maggiori difficoltà a vendere aerei nuovi se gli Stati Uniti metteranno sul mercato C-27J a chilometri zero”.  Gli Americani hanno scaricato il prodotto Italiano e noi senza fare una piega insistiamo sugli F 35 ? Sempre Gaiani afferma che : “Il taglio dei programmi C-27J e G-222 pare in realtà pretestuoso e teso non a risparmiare denaro ma a passare le commesse sottratte all’industria italiana a quella statunitense. Basti considerare che i tagli avvantaggeranno Lockheed Martin , la stessa azienda che produce il cacciabombardiere F-35, che fornirà i suoi cargo C-130 Hercules sia alla Guardia nazionale statunitense sia alle forze afghane al posto dei velivoli italiani. Molti Paesi hanno espresso perplessità sui costi e le prestazioni degli F-35 e se anche l’Italia lo facesse le sorti del mega-programma americano diverrebbero ancora più incerte.  Negli anni scorsi l’Italia ha speso miliardi (ma con ritorni industriali e occupazionali certi fin dall’inizio) per sviluppare con i partners europei la capacità di progettare, produrre ed esportare jet da combattimento Typhoon del consorzio Eurofighter che sono concorrenziali con i velivoli made in USA. Con l’adesione al programma F-35 la nostra industria perderà questa capacità per diventare subfornitrice dell’americana Lockheed Martin. Questa considerazione basterebbe da sola a mettere in discussione l’acquisizione dell’F-35 tenuto conto che in tutti i Paesi l’acquisto di mezzi militari non risponde solo alle esigenze delle forze armate ma anche e soprattutto a valutazioni politiche e industriali”.
Gli elettori italiani si sono espressi,  ora ci sia attende responsabilità, serietà e correttezza, un nuovo Governo per il paese e che guardi agli interessi di TUTTI , abbiamo appena letto gli ultimi dati dell’ ISTAT, gli Italiani in difficoltà sono MILIONI  “ bando alle ciance” !
 s.rullo@tin.it

Related Posts

About The Author

Contatta la Sezione o Unità Coordinata a Te più vicina!Inviaci una e-mail o telefona per avere maggiori informazioni.

Militariassodipro.org
Vuoi le nostre news nella tua casella di posta?

Iscriviti alla nostra mailing list per ottenere informazioni interessanti e aggiornamenti.

Grazie per la sottoscrizione.

Qualcosa è andato storto.