CGIL Roma. Dibattito : Condizioni di lavoro degli operatori Difesa e Sicurezza. La CGIL recepisce la Relazione Commissione Inchiesta Scanu come spunto per leggi a tutela salute militari.

Guardiamo al prossimo futuro e prossima sentenze con grande fiducia. Lo dobbiamo fare guardando cosa abbiamo davanti oggi, quali e quanti rilevanti temi sospesi di Diritti compressi o negati su lavoro e salute

QUANTO ABBIAMO DAVANTI è un quadro pesante di provvedimenti fatti , e diritti negati o cancellati.

Dopo aver svolto il ruolo di ELETTORI  oggi siamo SPETTATORI  e, per quanto ci riguarda come Associazione, SPERANDO DI FARLO PRESTO COME SINDACATO, di spettatore che attende il concretizzarsi di Commissioni, Ministri e comunque interlocutori politici e istituzionale ai quali rappresentare il QUANTO c’è da fare / recuperare / riprendere / correggere  – sulle condizioni di lavoro dei militari e sui loro diritti .

LA REALTÀ di oggi ha situazioni visibili e note . Situazioni e realtà sulle quali si può e si deve intervenire. Da cosa partiamo oggi ?

La REALTÀ è, tra l’altro, una legge , quella della MILITARIZZAZIONE DEL CORPO FORESTALE, molto discutibile, prodotta con una insensibilità politica disarmante rispetto al comparto sicurezza che ha si bisogno di una riorganizzazione razionale e politica, ma fatta  percorrendo una strada opposta alla militarizzazione.

MILITARIZZAZIONE DEL CORPO FORESTALE  in controtendenza storica a 37 anni dalla smilitarizzazioni delle funzioni di Polizia e dai diritti sindacali per le forze di polizia , mascherata da INESISTENTI E INCONSISTENTI  RAGIONI  definite “ razionalizzazione  /  risparmi  ( inesistenti ) “ una legge talmente discutibile che vari TAR l’hanno spedita direttamente in Corte Costituzionale  mettendo in discussione vari articoli della stessa e cominciando dall’abuso di delega Governativa.

Una legge che ha creato profondo malessere umano e professionale in migliaia di donne e uomini del Corpo Forestale, non solo militarizzati nei Carabinieri , ma dispersi in varie amministrazioni con competenze e professionalità, specifiche e particolari, disintegrate o messe in un cassetto.

LO RIBADIAMO, non si sottovaluti il profondo malessere umano e sociale di molte donne e uomini ex Corpo Forestale. NON SI SOTTOVALUTI quanto possono  subire , e stanno subendo, una militarizzazione che ha sconvolto equilibri e stili lavorativi e familiari. 

Non si sottovaluti un malessere che trova momentaneo ristoro nei ricorsi al TAR e nell’attesa della Corte Costituzionale. Un malessere che diventa  speranza in una Federazione creata apposta, anche se  in un ottica NON infinita,  per supportare una battaglia democratica, informativa, giuridica e politica fino alla sentenza Corte Costituzionale e comunque nella visione di un nuovo parlamento e nuovi equilibri politici, che dovrebbero e potrebbero rivedere una cattiva legge che ha militarizzato un corpo civile per natura.

La REALTÀ è, sono, i lavori della Commissione inchiesta Uranio . Lavori di una commissione parlamentare ( la 4^ sul tema ) che in più di due anni ha svolto un accuratissimo lavoro di indagine, documentazione, inchiesta e denuncia su un tema che ci vede primatisti nel mondo per numero di militari MALATI o MORTI per Uranio, Amianto, Radon. REALTA’ che ha visto, in modo sorprendente e clamoroso i vertici  della Difesa contestare , dopo essere stati reticenti nelle audizioni, con tanto di comunicato stampa a poche ore dalla presentazione conclusioni, le stesse conclusioni che si riassumono in un passaggio che dovrebbe coinvolgere media distratti e non troppo liberi e tutto il mondo politico “ EMERSE SCONCERTANTI CRITICITA’  CHE HANNO CAUSATO MIGLIAIA DI MALATI E MORTI TRA I MILITARI “.    E INVECE le uniche poche voci politiche che si sono levate, singoli parlamentari, sono quelle che a prescindere, si sono sempre schierate  al fianco di visioni di vertice e comandi generali.   Ricordiamo le ripetute dichiarazioni del presidente SCANU su vertici non collaborativi,  condizionamenti politici del PD succube di vertici e lobby, con quasi la metà dei suoi componenti che NON ha appoggiato la proposta di legge Scanu, frutto dei lavori della commissione, e le denuncia del presidente Scanu sul ministro Difesa, dello stesso PD, di pressioni sulle  conclusioni della Commissione.

 LA REALTA’ SONO  IL TEMA DEI GRADUATI SENZA DIRITTI E TUTELE ( pochi mesi fa un suicidio di un ragazzo in servizio su STRADE SICURE ).

Graduati senza voce , diritti e tutele che CHIEDONO AIUTO. Graduati in servizio in un “ sistema “ dove, tra il tanto altro,  ( continua a pag 3)

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